3 maggio 2010

L’angolo delle vertenze di lavoro. (Un aiuto concreto ai dubbi sul rapporto di lavoro)

Quante volte nel concreto svolgimento delle prestazioni lavorative ognuno di voi si è chiesto: ma il mio inquadramento è consono alle mansioni effettivamente espletate? E ancora. Come posso far valere le mie ragioni in caso di procedimento disciplinare? Ma la mia paga è quella prevista dal contratto collettivo di riferimento? E l’orario di lavoro effettuato è quello previsto dalla legge? Per la mia assunzione il datore gode di particolari agevolazioni?

Questi e tanti altri piccoli e grandi quesiti affollano la mente di tanti lavoratori che spesso non hanno la possibilità economica di rivolgersi ad un consulente, ad un avvocato o che non ritengono opportuno esporsi attraverso l’intervento del sindacato.

Questo spazio, nasce per offrire un primo parere generale sulle problematiche poste ed anche per capire insieme le realtà lavorative delle varie aree del nostro Paese.

Tutto ciò non vuole rappresentare un servizio di consulenza (seppure gratuita), ma un primo approccio su come affrontare determinate problematiche.

Che ne dite, si parte con lo “sportello vertenze?

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1.727 Commenti a “L’angolo delle vertenze di lavoro. (Un aiuto concreto ai dubbi sul rapporto di lavoro)”

  1. Cesare scrive:

    certo, ottima idea

  2. Rosanna scrive:

    un’ottima idea e non solo per i lavoratori, ma anche per gli addetti del settore che a volte “navigano” in una marea di adempimenti e impegni e un confronto con le proprie conoscenze è sempre importante

  3. Massimiliano Tavella scrive:

    Concordo con Rosanna e ringrazio Cesare per l’apprezzamento.
    Lo spazio sarà una continua interazione di esperienze, per cui è opportuno divulgare il più possibile la nostra idea.
    A presto

  4. gabriella scrive:

    ottima proposta, ma come funzionerebbe?
    io faccio la domanda e Lei dovrebbe rispondermi o ci sarà una persona preposta ed esperta del settore a rispondere? ed in questo caso se la domanda è di tipo lavorativo, sarà un avvocato, un sindacalista o chi?

  5. Massimiliano Tavella scrive:

    Gabriella, Postilla è un blog di professionisti e frequentato da colleghi specializzati nei vari settori.
    Il nostro territorio è il diritto del lavoro e, come ho premesso nell’introduzione, l’idea non è quella di sovrapporsi a servizi a pagamento come “Esperto” o altri di cui io stesso faccio parte.
    Questo è un luogo di discussione e di analisi.

  6. Rosa scrive:

    certo che si ! bella idea !

  7. giulio scrive:

    Ringraziandoti per l’iniziativa voglio approfittare per porgerti subito un quesito:
    La figura professionale“Addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi
    aperti al pubblico o in pubblici esercizi”
    Codice Regionale TH1.1.1.4
    Classificazione Internazione delle Professioni ISCO 88 (COM) – 5169 Personale dei Servizi
    di protezione e di sicurezza non classificati altrove;
    Isfol – Repertorio delle Professioni – Attività nei servizi di sicurezza, vigilanza e custodia.
    Con la pubblicazione sulla G.U. n. 235 del 9 ottobre del Decreto 6 ottobre 2009 del Ministero
    dell’Interno
    che tipo di paga devono ricevere stante il fatto che lavorano sempre di notte nei giorni festivi e prefestivi?
    Grazie

  8. Sara scrive:

    Buon Giorno a tutti, vorrei esporre il mio problema per avere un secondo parere: dal 14/09/2009 sono stata assunta come apprendista impiegata amministrativa (4°livello-ccnl commercio e servizi) presso una srl dalla quale sono stata licenziata per cessazione unità produttiva con data 30/04/2010. Il Ddl (amministratore unico)mi deve ad oggi gli ultimi 3 stipendi (febbraio-marzo-aprile-conseguente tfr). Da quanto ne so, la ditta non ha patrimoni/beni/liquidità per far fronte a tale debito. Premettendo che oggi pomeriggio devo andare in cgil a fare vertenza, secondo Voi è possibile che tale debito non possa essere saldato?Inoltre: secondo la legge 2/2009 potrei avere diritto alla disoccupazione apprendisti ma siccome non ho le ultime 2 buste paga (utili a tale scopo) l’inps respingerà la domanda. E’ possibile che questo avvenga? (la risposta me l’ha fornita il patronato inca ma non mi sono sembrati molto preparati in materia).
    Grazie per l’aiuto.
    Sara

  9. Cesare scrive:

    approfitto subito di questo interessante nuovo servizio per porre un quesito?
    Se uno studio di liberi professionisti avesse bisogno di assumere un/una segretaria/o per un tempo determinato in funzione di specifiche ed ordinarie attività di segreteria limitate nel tempo, quale forma di contratto potrebbe attivare (a progetto, part-time, utilizzo dei nuovi voucher, ecc…)? Quali sono gli aspetti intrinseci e contrattuali più importanti da tenere presente relativamente a queste forme di assunzione?
    Grazie

  10. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Giulio.
    Il Decreto citato prevede i requisiti indispensabili per poter svolgere i c.d. “servizi di controllo”,
    nonché le modalità per la selezione e la formazione del personale, gli ambiti applicativi e il relativo impiego. A mio avviso, la il trattamento economico e normativo segue lo status del lavoratore (subordinato/autonomo) atteso che, condizione necessaria per l’espletamento dei servizi in questione, è l’iscrizione nell’apposito elenco prefettizio.

  11. Rosaria Russo scrive:

    Buongiorno,
    sono una di quelle lavoratrice (pubblico impiego)che ha subito molti torti per non dire “vessazioni” nell’ambito lavorativo ma che non avendo possibilità economiche non ha potuto far valere le sue ragioni in giudizio. Non posso che essere contenta di questa possibilità di consulenza offerta. A tal proposito a quale indirizzo mail potrei inviare la relazione su quanto mi è capitato?

  12. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Sara.
    Con circolare n. 53 del 7 marzo 2007, l’Inps ha fornito un quadro riassuntivo aggiornato delle disposizioni in materia di «intervento del fondo di garanzia istituito per la liquidazione del Tfr e dei crediti di lavoro diversi dal Tfr in caso di insolvenza del datore di lavoro». Sulla questione relativa alla disoccupazione, a mio avviso, sarebbe opportuno corredare la domanda della documentazione utile ad illustrare che la causa della mancata produzione dei cedolini è indipendente dalla volontà del richiedente.
    Ci tenga aggiornati.

  13. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Rosaria.
    Il mio indirizzo mail lo trovi sul sito http://www.studiotavella.it.

  14. Raffaele Mucciacciaro scrive:

    l’iniziativa è certamente positiva

  15. rosa maria scrive:

    Apprezzo l’iniziativa, servirà sicuramente a comprendere meglio in questo mondo di leggi, art., circolari…

  16. Pierpaolo scrive:

    Colgo l’occasione per congratularmi per l’iniziativa, veramente lodevole, e ne approfitto per porgere un quesito: E’ possibile per i soci di associazione no profit…avere anche lo status di soci lavoratori con contratto a tempo indeterminato..versare contributi ecc. ecc.? da quello che ho compreso è possibile solo per le cooperative e per le imprese profit…

  17. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Pierpaolo.
    La domanda è troppo generica, può darci qualche notizia in più?

  18. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Raffaele e Rosa Maria.
    Grazie per la partecipazione e per i contributi professionali che vorrete dare.
    Ho sempre creduto molto nelle opportunità di divulgazione del diritto del lavoro attraverso la rete.
    Anni fa ho iniziato con Pierluigi Rausei (un grande!!) un percorso che ha visto uniti decine di consulenti, ispettori e responsabili del personale interagire sui temi del diritto del lavoro e vi assicuro che è stata una avventura gratificante per tutti.

  19. Pierpaolo scrive:

    2 miei amici vogliono aprire una ludoteca creando un’associazione senza scopo di lucro, possono i titolari, o meglio gli associati,prestare lavoro con contratto a tempo indeterminato?

  20. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Pierpaolo.
    La norma non prevede specifiche divieti in merito alla compatibilità tra la qualità di associato e quella di lavoratore presso la stessa associazione. A mio avviso, l’associato può svolgere la propria prestazione lavorativa con qualsiasi tipo di contratto previsto dalla legge, sempre che ne ricorrano i presupposti specifici.

  21. Rossella scrive:

    Salve avrei bisogno di un consiglio. Premesso che ho un contratto part time ma lavoro full time, il mio datore di lavoro ha licenziato il mese scorso 5 mie colleghe ed ora ha ricevuto ben 5 vertenze. Siccome adesso è preoccupato vuole far firmare a me ed altre colleghe, dinanzi ad un sindacalista, un documento dove dichiariamo di aver sempre lavorato part time(cosa non vera ovviamente). Questo documento può essere presentato nella causa di lavoro intentata dalle mie collego? Grazie

  22. Massimiliano Tavella scrive:

    Una dichiarazione, seppure firmata alla presenza di un sindacalista, ha senso solo se inserita in un contesto preciso (transazione, pagamento di spettanze arretrate etc.).
    Non so se questo possa rappresentare una prova in giudizi che riguardano altri rapporti di lavoro. Di certo diventa un atto molto “pesante” se dovessi successivamente essere chiamata a testimoniare….

  23. Fabio scrive:

    Salve,

    Volevo congratularmi per l’iniziativa molto utile.

    Stremato da ormai 5 anni di lavoro a progetto per varie aziende ho intenzione di fare qualcosa, sperando che tutti facciano il primo passo per non far affondare il paese con questo schiavismo.

    Nel mio caso l’ultima societa’ che mi ha assunto è strutturata in modalita’ “scatole cinesi” nel senso che possiede una grossa spa dove a sua volta ha altre 10 spa che a loro volta hanno decine di srl , ed in una di queste sono assunto.

    Ora il mio contratto è lo “standard progetto” dove in poche parole dice di non avere orari di non essere subordinato e che il lavoro stesso lo posso svolgere nel modo che piu’ mi aggrada per raggiungere “un’obbiettivo” ben preciso.

    Ovviamente la situazione reale non è propio cosi’ . In primis lavoro con 8 ore giornaliere con turni 7/24 senza retribuzioni aggiuntive e con un fisso mensile ma tassativamente sono obbligato a lavorare almeno 18 giorni/mese , il posto di lavoro è una grande realta’ italiana (pubblica) che assume personale da un’altra societa’ riconosciuta a livello mondiale che a loro volta contratta con questa societa’ (la spa delle scatole cinesi) e infine ci sono io assunto in una di queste srl dove fornisce il servizio.

    Il dubbio che mi sorge, se faccio vertenza, cosa ne guadagno? so’ per certo che intraprendendo una causa legale con i suddetti perderei la possiblita’ di lavorare per quasi tutta roma in quanto il giro di “progetti” è gestita al 70% da loro direttamente e il 20% come partner ma sopratutto non farebbero prima a chiudere la srl per fallimento???

    grazie a presto.

  24. Massimiliano Tavella scrive:

    Lo scopo perseguito dal D.Lgs. n. 276/2003, di attuazione della legge delega in materia di occupazione e mercato del lavoro (L. n. 30/2003), era quello di eliminare fenomeni elusivi della legislazione in materia di lavoro subordinato. Mi riferisco al lavoro “a ritenuta” e alla proliferazione indiscriminata di co.co.co. che servivano a nascondere vere e proprie prestazioni di lavoro subordinato.
    Per questo motivo, ho sempre difeso la “Biagi” e sono rimasto sorpreso dai duri attacchi ad una norma che in qualche modo ha dato un segnale di attenzione verso una platea di soggetti bisognosi di particolare tutela.
    Combatterne l’uso distorto è compito degli organi di vigilanza, ma intorno al lavoro a progetto regna anche una pericolosa ignoranza da parte di molti consulenti che, avventatamente, espongono i propri Clienti a rischi pesantissimi.
    Gli strumenti per agire contro le false collaborazioni ci sono e sono tutti disponibili, resta da valutare l’opportunità, che resta sempre in capo al soggetto interessato.

  25. rosa maria scrive:

    Salve,
    vorrei sottoporle una questione circa la problematica dei precari presso le PP.AA. degli EE.LL., in Sicilia uan questione ventennale !!!…secondo il suo parere un rapporto di lavoro che si protrae per tutto questo tempo anche se con rinnovi annuali, difatto non ha gli estremi per poter chiedere la trasformazione in rapporto a tempo indeterminato, come prevede la normativa rispetto alle assunzioni a tempo determinato ?….e cmq Lei cosa ne pensa di questi tipo di raporti di lavoro?….non mi reputi assurda…!! grazie.

  26. Massimiliano Tavella scrive:

    Quella che affronta Rosa Maria è una delle problematiche principali e aggiungo “irrazionali” del lavoro alle dipendenze della pubblica amministrazione.
    In generale, l’art. 4, comma 1, del D.Lgs. n. 368/2001 dispone che il contratto a termine può essere prorogato quando la sua durata iniziale sia inferiore agli anni tre. In questi casi la proroga è ammessa per una sola volta, qualora sussistano ragioni oggettive e qualora abbia ad oggetto la stessa attività lavorativa, per la quale è stato stipulato il contratto.
    Nel rapporto con le pubbliche amministrazioni, tuttavia, non si applica la conversione del contratto ex nunc, in contratto a tempo indeterminato, nel caso in cui non sussistano le ragioni obiettive della proroga (in tal senso vedi Corte di Giustizia Europea, sentenza 4 luglio 2006, C-212/04).
    A quanto pare, la nuova normativa risulta più permissiva della precedente, in quanto non richiede l’esistenza di fattori contingenti ed imprevedibili come previsto dall’art. 2 della legge n. 230/1962, ma l’esistenza di ragioni oggettive, le stesse che giustificano l’apposizione del termine iniziale.
    La sovrapposizione esistente tra il D.Lgs. n. 368/2001 e i contratti collettivi che hanno allargato le ipotesi di assunzione con contratto a termine, sortisce effetti con riguardo all’istituto della proroga. In particolare, tutti i contratti che scadranno dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo potranno essere prorogati per un periodo massimo complessivo di 36 mesi, qualora sussistano ragioni oggettive.
    Si assiste, pertanto, ad un graduale venir meno della disciplina speciale dettata dai contratti collettivi sostituiti dalla disciplina legislativa. Ma…il problema è che, mentre nel settore privato la nuova disciplina può incentivare, una volta trascorsi i tre anni dalla costituzione del rapporto a tempo determinato, la stipula di contratti a tempo indeterminato, nelle amministrazioni pubbliche ciò può non accadere. Infatti, pur con il consenso del lavoratore alla prosecuzione del rapporto e in presenza di esigenze dell’amministrazione, quest’ultima non potrà prorogare il rapporto e perderà definitivamente il prestatore di lavoro ed il bagaglio di professionalità dallo stesso acquisito nel corso dei tre anni.
    Ogni giudizio è superfluo….

  27. Andrea Asnaghi scrive:

    Caro Max, ti seguo sempre con attenzione (lo meritano la tua brillante profondità ed acutezza) e debbo registrare un mio parziale disaccordo con la tua risposta a Fabio (n. 23 e 24).
    Sono d’accordo completamente con la tua osservazione sulla Biagi: non è colpa della legge se sussistono parecchie modalità di violazione della stessa, anche quando la norma è stata costruita per “tagliare i panni” contro chi semina precarietà perversa (sul c. a progetto, ho alcuni dubbi sull’efficacia della norma su altri aspetti, ma ciò ci porterebbe fuori tema…).

    Però è altrettanto vero che vi è una rete capillare “eccellente” che vive sulla illegalità (anzi, sulla “legalità border-line”).
    Ipotizzando nella sua descrizione una modalità tipica dei call-center (giusto per non far nomi, ma ovviamente potrei sbagliarmi – ed ovviamente il discorso potrebbe essere replicato anche su altri fronti), dobbiamo dirci che non si tratta assolutamente della “pericolosa ignoranza” di qualche consulentino che segue un datore sprovveduto, ma piuttosto della sistematica, terrificante e scientifica realizzazione di sistemi e meccanismi di violazione, compresi strumenti di difesa legale, strumenti di cattiva informazione (anche con la complicità di commentatori azzeccagarbugli), reti coercitive, connivenze politiche e sindacali/categoriali, e, non ultima, la costruzione di quelle che io chiamo scatole a “soluzione di responsabilità” (se proprio andasse male tutto il resto…).

    Gli strumenti di azione contro tutto ciò non sono (purtroppo) così pronti , disponibili, efficaci ed opportuni (condivido in questo le perplessità di Fabio): prima lo riconosciamo, prima possiamo pensare (legislativamente ed operativamente) le modalità per contrastare qualcosa che ci fa male come cittadini e come persone, ma anche come professionisti, perchè incide sulla qualità della cultura giuridica con cui cerchiamo di permeare il nostro lavoro e che spesso viene sorpassata allegramente dalla soluzione border-line.

  28. Massimiliano Tavella scrive:

    Che dire sulle considerazioni di Andrea?
    Mi sento appartenere alla stessa “scuola” e considero Andrea un eccellente analista dei problemi del lavoro.
    Detto questo non posso che concordare con lui, molti di noi hanno impostato l’azione professionale sulla base di determinati criteri…. i “pirati” ci sono e ci saranno sempre.
    Spesso è una scelta di vita, non solo una scelta professionale.

  29. maria scrive:

    salve..ho letto il vostro sito e le conseguenti interessanti risposte..ora vorrei porgere un mio quesito e speriamo che mi rispondiate al più presto..
    allora io ho lavorato per circa un anno in una ditta individuale(premettendo che ero la compagna del titolare)questo signore ora mi ha liquidato ma non ha versato per me ne contributi ne tantomeno mi hastipendiato per la mia attività che è stata continuativa preparando e facendo mercati addetta sia alla vendita che come commessa nel suo deposito e nei vari mercatini..se faccio la vertenza cosa succede???
    grazie

  30. maria scrive:

    scusi la vertenza ha tempo determinato o indeterminato??se per esempio lui chiude l’attività lasentenza sarà nulla??grazie di nuovo..

  31. Pierpaolo scrive:

    In merito alla sua risposta (20) del 14-05-2010, vorrei evidenziare che il dlgs 276/2003 sembrebbe far intendere che gli unici rapporti di tipo “socio-lavoratore” sono: il socio lavoratore di cooperativa e l’associato in partecipazione..concorda?

  32. vittoria scrive:

    Ciao Max , ho 47 anni e lavoro per un’azienda che si occupa di grande distribuzione con la qualifica di addetta ai servizi amministrativi. Da un anno , per riduzione organico , sono stata trasferita dal reparto contabilità al ricevimento merci per valorizzare cioè inserire a stock la merce,facendomi ritornare indietro , professionalmente intendo , di 20 anni. Ho inizialmente accettato questa situazione perchè mi erano state fatte promesse di un diverso inserimento in seguito all’ apertura di un’altra sede nella città dove risiedo, promessa non mantenuta ma la cosa più strana e che al mio posto c’è un’altra ragazza che aveva vinto una controversia legale. Spiegazione di questo atteggiamento e che avendo visto che mi ero ambientata non gli sembrava il caso di spostarmi per non creare ulteriori traumi qualora si fosse verificata una nuova riduzione. Ho protestato in quanto , per accordi sindacali , l’azienda si è impegnata ad mantenere il mio ruolo ed inoltre essendo un’invalida civile ( splenectomizzata pertanto più esposta a contrarre infezioni) l’ambiente in cui svolgo la mia attività è insalubre : freddo e umido in inverno e caldissimo in estate ,inoltre sono costretta a respirare i gas di scarico degli automezzi che convogliano all’interno del gabbiotto dove lavoro per 5.45 ore al giorno.
    Cosa fare?

  33. ornella scrive:

    Salve,
    vorrei sottoporle un quesito: sono socio di una s.a.s. al 70% e ho un dipendente regolarmente dichiarato. Se dovessi chiudere questa società e aprirne una con altro socio, sono obbligato a tenere il dipendente o posso assumere altra persona?
    Grazie .

  34. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Maria.
    Dalle poche informazioni esposti, i requisiti per una vertenza sembrano esserci tutti. Non mi preoccuperei tanto del legame che univa le parti del rapporto, anche perchè il lavoro gratuito è davvero difficile da dimostrare.
    Se la ditta è individuale il titolare risponderà nei limiti della prescrizione.

  35. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Vittoria.
    Cara Vittoria, le strade sono tante come sono tante le possibilità che ti venga riconosciuta la mansione.
    Un buon avvocato, o meglio, un buon consulente, almeno nella fase amministrativa della controversia, saprà, carte alle mani, consigliarti il percorso più utile.
    Ti strappo una promessa: tienimi informato.

  36. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Ornella.
    Dipende da tanti fattori.
    Se la nuova società opera nello stesso settore, magari negli stessi locali e con gli stessi macchinari, si potrebbero rilevare gli estremi di un trasferimento di azienda.
    La situazione va studiata con cura esaminando complessivamente l’operazione.

  37. massimiliano scrive:

    buon giorno oggi ho scoperto questa pagina e devo dire molto interessante.Io lavoro per una cooperativa SCARL.4livello spunta e movimentazione di surgelati sono costantemente aggredito non fisicamente preciso ma con abusi di potere da parte del consigliere della cooperativa che a suo picimento cambia turni di lavoro decide quante ore farti fare si crede datore di lavoro.la mia domanda è un socio e un consigliere penso che abbiano ugali diritti?e ancora come possiamo combattere le illegalita cooperative senza rischiare di rimanere senza lavoro visto che ogni volta che chiediamo spiegazioni le risposte sono sempre poco carine per ora grazie comunque scriverò ancora perche ho tanto da dire

  38. Giovanni scrive:

    Salve a tutti questo è il mio quesito.
    Ho un contratto di associazione in partecipazione validita’ sei mesi.
    Mi è scaduto da un mese ma sto continuando a lavorare con tanto di busta paga.
    Ora mi è arrivata dal datore di lavoro una lettera dove viene rinnovato questo contratto x altri sei mesi.
    Cosa devo fare? Alla fine ho lavorato un mese senza contratto ma con busta paga.
    Grazie

  39. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Giovanni.
    La stipulazione del contratto di associazione in partecipazione non è soggetta a forme particolari. Tuttavia, pur in assenza di una tassativa disposizione di legge che imponga la forma scritta, ai fini probatori e pratici è preferibile che la natura dei rapporti scaturenti dall’associazione risulti da atto scritto.
    L’instaurazione deI rapporto di associazione in partecipazione con apporto di lavoro deve essere comunicata ai servizi per l’impiego, così come tutte le variazioni del rapporto, ad es. anche comunicazione della proroga del rapporto (art. 9-bis, comma 2, D.L. n. 510/1996; art. 4-bis, comma 5, D.Lgs. n. 181/2000).
    E’ bene tenere presente che, nell’intento di evitare fenomeni elusivi, vale a dire contratti di associazione in partecipazione che simulano in realtà rapporti di lavoro subordinato, l’art. 86, comma 2 del D.Lgs. n. 276/2003 ha disposto che l’associazione in partecipazione resa senza una effettiva partecipazione ed una adeguata erogazione dei compensi, comporta il diritto per il prestatore d’opera al trattamento economico, normativo e contributivo previsto dalla legge e dal c.c.n.l. per i lavoratori subordinati che svolgono la medesima attività nello stesso settore.
    Ad ogni modo la condotta datoriale non appare del tutto lineare quindi è opportuno chiedere se il mese “di buco” è da imputarsi unicamente ad una mancanza di comunicazione tra associante ed associato (come penso) o se il primo rapporto sia stato formalmente concluso alla scadenza.
    In questo secondo caso hai in mano tutte le carte per far valere i tuoi diritti.
    Tienimi aggiornato!

  40. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Massimiliano.
    Il rapporto associativo prevale rispetto rapporto di lavoro che è ad esso strumentale in funzione del raggiungimento dello scopo mutualistico. Purtroppo l’azione di repressione nei confronti di certe cooperative risulta del tutto inadeguata.
    Come è noto, le cooperative possono instaurare con i propri soci ordinari rapporti di lavoro subordinato inclusi quelli aventi natura dirigenziale, purché nel proprio regolamento interno sia espressamente prevista tale tipologia di rapporto di lavoro tra quelle instaurabili con i soci (INPS mess. n. 30351/2006), e nei loro confronti sorge l’obbligo di applicazione di istituti normativi che la legge disciplina per la generalità dei lavoratori.

  41. giovanni scrive:

    Carissimo Massimiliano grazie per la risposta.
    In realta il mio contratto è palesemente fittizio in quanto io lavoro come commesso in un negozio con degli orari preposti(scritti), con un responsabile(e relative comunicazioni scritte dove egli si riferisce a noi commessi come “dipendenti”.
    Quello che al momento mi preme sapere è se avendo lavorato un mese a contratto(con busta paga) scaduto posso in qualche modo chiedere di venire assunto come dipendente o no. E se a sto punto mi conviene firmare la proroga di ass in part.
    Concludo dicendo che assolutamente non ho mai avuto nessun rendiconto sull’utile e che mi viene erogato un fisso in busta paga figurante nel precedente contratto come anticipo sull utile.
    Grazie davvero tante.

  42. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Giovanni.
    Carissimo,
    quando mi viene chiesto un consiglio in materia di rapporto di lavoro dipendente, oltre al dovere professionale di individuare gli inadempimenti del datore di lavoro, mi preoccupo di salvaguardare il rapporto in essere.
    C’è tanta gente in giro che mette a repentaglio posti di lavoro, faticosamente conquistati, senza analizzare possibili percorsi di componimento bonario della eventuale vertenza,
    La vicenda che ti riguarda è simile a tante che ho affrontato e posso ragionevolmente dedurre che hai ottime possibilità di vedere costituito un regolare rapporto di lavoro dipendente.
    Ma è necessario valutare tanti aspetti tra cui la consistenza numerica dei lavoratori in forza all’azienda e le eventuali prospettive professionali.
    In una piccola azienda è sempre consigliabile un approccio di tipo personale attraverso il quale cercare di “aggiustare” il tiro di un rapporto palesemente irregolare.
    Nelle grandi aziende, invece, nonostante la tutela sia maggiore, è bene procedere in maniera ufficiale chiedendo l’assistenza a professionisti capaci, ma soprattutto, dotati di buon senso.

  43. giovanni scrive:

    Quindi mi stai suggerendo prima di correre ai sindacati e fare vertenza di provare a parlare con i responsabili dell’ azienda per cercare di “venirsi incontro?”

  44. Massimiliano Tavella scrive:

    Potresti avviare tale percorso, mantenendo intatta la possibilità di procedere successivamente all’instaurazione di una vera e propria vertenza.
    “Venirsi incontro” non significa rinunciare ai propri diritti.

  45. giovanni scrive:

    Grazie ti terro’ aggiornato!

  46. Alessandro scrive:

    Ho due domande da sottoporre:

    QUESITO 1)
    La mia compagna lavorava come OSS presso una struttura sanitaria con un contratto di lavoro a tempo determinato rinnovato già due volte.
    La struttura allora l’ha lasciata a casa una ventina di giorni e poi l’ha riassunta sempre con un contratto a termine.
    Alla prima scadenza (ottobre 2009) la struttura le aveva promesso che alla successiva scadenza le avrebbero fatto un contratto a tempo indeterminato ed invece ad aprile 2010 (a parte le tante menzogne e torti) l’amara sorpresa: licenziata per fine contratto.

    Ora lei può fare solo una richiesta per essere assunta qualora la società intenda assumere una figura con le medesime caratteristiche a tempo indeterminato e nulla più giusto??

    QUESITO 2)
    A inizio maggio viene contattata da un’ospedale che, dopo un paio di colloqui, le promette l’assunzione per un nuovo reparto in apertura a giugno. Lei produce la documentazione (carichi pendenti, …) in originale perchè non vogliono autocertificazioni, ma dopo il tempo indicato per essere richiamata per firmare la lettera di assunzione, il nulla. Perdipiù al telefono non le passano i responsabili e le dicono (anche martedi 15 giugno) di attendere che stanno organizzando il tutto.
    Peccato che prima le abbiano chiesto di non impegnarsi con altre strutture (ha lasciato andare due valide offerte di lavoro) contro la promessa di essere assunta entro una decina di giorni e poi il nuovo reparto ha aperto i battenti a inizio giugno e loro non si sono fatti vivi in alcun modo.

    La promessa verbale ha una qualche valenza e può essere usata per far valere qualche diritto???

    Grazie mille
    Alessandro

  47. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Alessandro.
    Il contratto a tempo determinato presenta troppi spunti di criticità e non mi riferisco solo alla durata complessiva ma soprattutto alle ragioni che giustificano l’apposizione del termine al contratto.
    Molte aziende stipulano contratti a termine illegittimi e peciò impugnabili.
    Bisogna conoscere approfonditamente i rapporti specifici per fornire un consiglio razionale.
    Per quanto riguarda l’impegno di assunzione, se lo stesso non è stato formalizzato con la relativa data, a mio avviso, non ha un valore giuridico.

  48. Alessandro scrive:

    Ho capito :( … la ringrazio molto per la risposta e la sua cortesia.

    Alessandro

  49. Claudio scrive:

    Buongiorno, io lavoro in un’azienda del settore chimico-farmaceutico, e sono inquadrato con la categoria E2 – operatore di magazzino del relativo CCNL, in realtà svolgo lavori che secondo me non mi competono , ovvero oltre che ricevere e caricare a sistema as/400 tutte le merci in entrata, mi occupo anche di smistarle nei relativi reparti sia fisicamente che alivello informatico, e anche di preparare gli ordini di acquisto su modulo nonchè spedirli via fax e contattare telefonicamente i fornitori per preventivi o altro. Ho di recente scritto una lettera alla direzione dove chiedo che mi venga riconosciuta una categoria rapportata alle mansioni svolte, ma mi è stato risposto seccamente che la mia categoria è più che sufficiente e che anzi mi impegni di più nel lavoro. Quali azioni mi consigliate di intraprendere?
    Premetto che non sono iscritto a nessun sindacato, ma se servisse sono pronto a farlo.

  50. Antonella '74 scrive:

    Buongiorno,
    ho una domanda da porre:
    ho iniziato a lavorare per un’azienda il 04 settembre 2007, da quel momento hanno fatto seguito circa 6 contratti a tempo determinato (rispettando i termini della pausa di 20 giorni dopo più di 6 mesi di lavoro e di 10 giorni per meno di 6 mesi).
    I contratti sono stati sempre per sostituzione maternità, sostituzione ferie ecc. E a parte due mesi (20 ottobre 2008 – 31 dicembre 2008), ho svolto le mie mansioni sempre nel medesimo ufficio e con più o meno gli stessi compiti (in realtà reputo di non avere avuto idonea formazione e di aver svolto compiti oltre il mio inquadramento!).
    Ad oggi ho un contratto fino al 15 ottobre 2010.
    Posso fare qualcosa (vertenza, altro) per imporre all’azienda il passaggio ad un ctr a tempo indeterminato?? o non volendo arrivare a tanto, non ho nessun diritto che comunque potrei espletare?
    Grazie.

  51. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Claudio.
    Per fornire una risposta adeguata è necessario conoscere il modello organizzativo adottato dalla singola impresa.
    Ad ogni modo:

    CATEGORIA E
    Declaratoria contrattuale

    Appartengono a questa categoria i lavoratori impiegati, qualifiche speciali e operai cui sono assegnate posizioni di lavoro che richiedono:

    - conoscenze professionali specifiche accompagnate da adeguata esperienza acquisita nell’esercizio della mansione;

    - autonomia esecutiva nell’ambito di metodi e procedure sostanzialmente definiti;

    - supervisione da parte della posizione superiore.

    Si tratta di una mansione i cui contenuti di autonomia esecutiva scaturiscono da metodi metodi e procedure standardizzate che non richiedono un pregnante intervento (se non esecutivo) del lavoratore.
    Sulla base delle poche notizie fornite, mi sentirei di affermare che l’inquadramento risulta corretto.

  52. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Antonella.
    Il datore di lavoro ha la possibilità di assumere un lavoratore che già sia stato alle sue dipendenze in forza di uno o più contratti a tempo determinato, purchè sia rispettato un determinato intervallo di tempo (dieci o venti giorni rispettivamente se il contratto ha avuto una durata fino a sei mesi o superiore) e, dal 1º gennaio 2008, il limite complessivo di durata di 36 mesi.
    La legge, infatti, prevede espressamente, al comma 3 dell’art. 5 del D.Lgs. n. 368/2001, che qualora il lavoratore venga riassunto a termine entro un periodo di 10 giorni ovvero 20 giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata, rispettivamente, inferiore o superiore ai sei mesi, il secondo contratto si considera a tempo indeterminato.
    Diversamente, qualora si tratti di due assunzioni a termine successive, intendendosi per tali quelle effettuate senza che tra di esse vi sia alcuna soluzione di continuità, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato dalla data di stipulazione del primo contratto.
    Il comma 4 bis dell’art. 5 del D.Lgs. n. 368/2001, introdotto dall’art. 1, comma 40, della legge n. 247/2007 stabilisce che qualora, a causa di successione di contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti, il rapporto di lavoro fra lo stesso datore di lavoro e lavoratore abbia complessivamente superato i 36 mesi comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l’altro, il rapporto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza del predetto termine.
    L’applicazione di tale limite richiede la presenza di due requisiti: l’identità delle parti del rapporto di lavoro e l’equivalenza delle mansioni.
    In base alle notizie fornite non rilevo possibili appigli per una trasformazione.

  53. Silvano scrive:

    Buonasera,
    complimenti per il blog, molto educativo!!!!
    Ho un quesito da porre:
    lavoro in grande distribuzione con contratto fulltime. Nei giorni scorsi mi sono stati consegnati gli orari di lavoro per le due settimane seguenti e, con mia sorpresa, ho trovato giornate di lavoro di 7 ore spezzate con due turni, uno di 2(!!!) ore una pausa pranzo di 1 ora ed il secondo turno di 6 ore, esempio entrata ore 11.00 uscita ore 13.00 -pausa- entrata ore 14.00 uscita ore 19.00.
    E’ nelle possibilità del mio datore di lavoro impormi turni di 2 ore (a mio avviso poco produttivi)?
    Grazie.

  54. elena scrive:

    buonasera!!

    ho bisogno d’aiuto,lavoro da 5 anni per una società con un contratto legato ad un determinato appalto.l’appalto attuale scadrà a giugno 2011,ma la societa appaltante tra un mese cederà la struttura nella quale lavoro ad altra società.mi domando io che fine farò?? ho provato a chiedere sia alla mia ditta che indirettamente a quella che arriverà ma tutti tergiversano.che diritti ho nei confronti della nuova arrivata?? mi è stato detto che poiche l’appalto nn è giunto a scadenza la nuova ditta non è obbligata ad assumermi,ma è mai possibile??!! e che diritti nei confronti della ditta attuale??non dovrebbe darmi preaviso sulla mia situazione lavorativa?se cosi fosse posso chiederele i danni.sembra che la nuova ditta mandera a giorni il proprio personale per una sorta di affiancamento, posso rifiutarmi di “insegnare il lavoro” a chi me lo ruberà?? infine, poiche nessuna delle due ditte palesa le proprie intenzioni nei miei confronti posso spedire una raccomandata con richiesta ufficiale di risposta scritta circa le proprie intenzioni??

    grazie

  55. Gianluca scrive:

    Scusate se magari vado fuori tema,volevo sapere se sapete dirmi quante ore al massimo un turno puo essere spezzato.
    Io lavoro nel commercio terziario come custode notturno, ora vogliono farmi fare un turno che va dalle 7.30 alle 10.30 e poi dalle 20 alle 23 possono ? Ultima cosa io lavoro presso una società di parcheggi,questa società nella città in cui sono sato assunto a 4 parcheggi, io sono stato assunto in uno di questi ( cosi c’è scritto sul contratto ) ma ogni volta che mi arriva la busta paga mi trovo caricato su un altro parcheggio, tutto ciò è regolare ?

    Grazie infinite in anticipo.

    Gianluca

  56. Massimo scrive:

    Buonasera,
    la ditta per cui lavoravo a chiuso per problemi economici e non ha pagato gli ultimi tre stipendi.
    vorrei sapere quanto tempo ho dalla data del licenziamento per fare una vertenza sindacale.
    Grazie

  57. rosa maria scrive:

    Buona sera,
    le devo rinnovare la mia stima per il modo e la puntualità professionale con la quale cerca di fare luce nel mondo del diritto. Volevo anche porle un quesito. Sono da tre anni una dipendente con contratto presso la PP.AA., ma sono stata nella stessa, personale ASU per 17 con accumulo di ore lavorative in eccesso consistente. Le ore le ho in parte prese in compensazione, ma le rimanenti mi sono state azzerate nel momento che il mio rapporto di lavoro si è trasformato in contratto, dicendo che è impossibile continuare a compensarle. Le chiedo se è così come le ho descritto e se in alternativa posso chiederne il pagamento. Grazie.

  58. marco scrive:

    Buona sera lavoro in una azienda della grande distribuzione di genova suddivisa in 50 pv in tutto il territorio lavoro a tempo indeterminato a 38 ore settimanali. 1)Ho una giornaliera stampata del mio orario a 38 ore, vale come orario fisso oppure no? L’Azienda puo’ decidere di cambiare l’orario o la mia giornaliera a secondo delle loro esigenze continue vedi (MUTUE VARIE,GIRI FERIE ecc.)e obbligarmi a fare straordinari e saltare mezze giornate di feste? Posso rifiutare il tutto e avvalermi della mia giornaliera a 38 ore settimanali col medesimo orario stampato? Se non mi sbaglio lArt.119 dice che orario andrebbe depositato all’osservatorio di provincia di competenza entro il 30 novembre di ogni anno con validita’ dal 1 di gennaio dell anno successivo per tutto l’ anno. Grazie spero di avere una risposta molto chiara da parte sua perche’ dal libro del CCNL non riesco a capire molto bene e’ tutto un intreccio di art. che ti confondondo il significato di ogni frase.

  59. massimiliano tavella scrive:

    Per Elena.
    Di quale settore si tratta?

  60. massimiliano tavella scrive:

    Per Silvano. Il datore ha in generale la facolta’ di modificare,per esigenze produttive e/o organizzative unilateralmente la distribuzione dell’orario di lavoro. E’ chiaro che la modifica non deve essere “pretestuosa” o discriminatoria

  61. massimiliano tavella scrive:

    Per Massimo. I crediti retributivi si prescrivono in 5 anni. Presumo ci sia anche un problema di tfr che a certe condizioni puo’ essere pagato dall’Inps unitamente alle ultime retribuzioni non corrisposte

  62. nunzia Di Lallo scrive:

    complimenti idea straordinaria,noi consulenti ci siamo dentro fino al collo!Idatori di lavoro quando ci incappano lasciano noi a districarci con gli avvocati agguerriti dei lavoratori incazzati!!!!!!!!!!!!!!!!

  63. Massimiliano Tavella scrive:

    Cara Nunzia,
    ultimamente mi sto occupando di ristrutturazioni e di conseguenza di gestione delle eccedenze di personale, quindi comprendo sufficientemente bene quale drammi si celino dietro ogni licenziamento.
    Credo però che l’etica professionale ma soprattutto il rispetto verso i lavoratori restino imprescindibili punti di riferimento nella condotta di ognuno di noi. Grazie per i complimenti e ti invito a partecipare attivamente.

  64. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Gianluca.
    La modifica della distribuzione dell’orario di lavoro deve essere determinata da reali esigenze tecnico-produttive.
    Per quanto riguarda i continui spostamenti secondo i principi generali in materia di adempimento delle obbligazioni, il luogo nel quale la prestazione lavorativa deve essere eseguita si desume, ove non sia stato specificamente pattuito tra le parti al momento della costituzione del rapporto, dalla natura della prestazione stessa.
    Nell’ambito del rapporto di lavoro subordinato il luogo della prestazione di lavoro coincide quindi:

    - normalmente con la sede o una delle sedi dell’impresa;

    - in alcuni casi con il domicilio del lavoratore (lavoro a domicilio);

    - in altri casi con una più o meno ampia zona di territorio, per le attività che implicano continui spostamenti da un luogo ad un altro (rapporti di lavoro con i viaggiatori ed i piazzisti, con gli addetti a montaggi o manutenzioni esterne, ecc.).
    E’ chiaro che la determinazione del luogo della prestazione, sia al momento dell’assunzione che durante lo svolgimento del rapporto, rientra, salva diversa previsione contrattuale, tra i poteri del datore di lavoro.
    E’ altrettanto chiaro che lo spostamento all’esterno dell’unità produttiva può avvenire solo sotto forma di trasferimento o di trasferta.
    Dalle poche notizie riportate, il comportamento dell’azienda non appare del tutto corretto.

  65. paolo scrive:

    Salve mi chiamo Paolo, complimenti per l ottima idea avuta nell’aprire questa sezione.
    Io lavoro come facchino d’albergo, 6 livello ,6.40 ore per 6 giorni.Oltre alle mansioni di facchinaggio devo fare anche fare il cameriere alle colazioni, il cameriere per banchetti a volte il gastronomo e una due volte al mese anche il barman facendomi anche gestire la cassa del bar.Tutto questo anche facendomi fare ultmimamente anche più di due ore al giorno di straordinari e a volte sospendendomi anche il riposo settimanale facendomelo recuperare la settimana successiva quindi capita di lavorare 13 giorni di fila.Ci sono gli estremi per una vertenza?Grazie

  66. paolo scrive:

    volevo aggiungere che faccio anche piccole manutenzioni.quindi per tutte queste cose che secondo me sono extra vorrei il passaggio di livello.

  67. franca scrive:

    Salve la mia domanda è questa.Mio marito tecnico ortopedico diplomato è stato assunto circa due anni fa con un contratto da operaio e con uno stipendio irrisorio, meno di mille euro netti al mese.E’ stato costretto ad accettare,in quanto per motivi econmici abbiamo dovuto chiudere la nostra società di ortopedia e sanitaria. dal 2006 la professione di tecnico ortopedico rientra nelle professioni sanitarie con una paga nazionale conglobata di 1596 euro mensili. come può far valere i suoi diritti?

  68. franca scrive:

    vorrei inoltre sapere, qualora mio marito venisse inquadrato nella professione sanitaria a quante mensilità avrebbe diritto? specifico, per maggior chiarezza che lavora per una srl che, oltre a lui, ha come didpendente una signora facente funzione di segretaria commessa. Grazie e complimenti per l’iniziativa lodevole

  69. massimiliano tavella scrive:

    Per Paolo.
    Sicuramente l’inquadramento non è regolare. Prova a parlarne con il tuo datore di lavoro. Ti garantisco che il problema è suo.

  70. massimiliano tavella scrive:

    Per Franca.
    Puoi specificare il settore dell’azienda, il ccnl applicato e le concrete mansioni svolte da tuo marito?

  71. franca scrive:

    L’azienda è nel settore dell’ortopedia e sanitaria. Si occupa di vendita di ausili già pronti(ginocchiere carrozzine stampelle), di fabbricazione di presidi medici su misura (plantari) e di fornitura agli invalidi civili e agli aventi diritto:le mansioni del tecnico ortopedico e quindi di mio marito sono di applicazione di tutori tipo corsetti, busti , di prendere le impronte per realizzare plantari su misura su prescrizione medica etc.nonchè della vendita al pubblico.Andando sul sito fioto (federazione italiana tecnici ortopedici) c’è tutto quello che concerne la professione di tecnico ortopedico,compreso il ccn dei dipendenti di studi professionali.Prima del 2006 questa professione era equiparata a quella dei metalmeccanici Nella busta paga mio marito ha la qualifica di operaio 4 livello con retribuzione tabellare di 1258,51.Da quanto letto oggi sul trattamento economico riportato nel ccn in questione, credo appunto che il tecnico ortopedico rientri nell’area delle professioni medico sanitarie di seconfdo livello. Nell’art 118 viene indicata la retribuzione.Come deve comportarsi quindi con il datore di lavoro? ha dirittto ad essere risarcito per questi due anni? grazie ancora

  72. Lorys scrive:

    Ciao Massimiliano,

    complimenti per l’iniziativa, ti espongo subito il mio problema:
    dal 2005 sono impiegato a tempo ind di una società esterna presso società multinazionale nel comparto metalmeccanico.
    Di fatto ho sempre preso ordini da personale e lavorato nelle strutture della suddetta multinazionale; adesso la mia società è molto vicina a perdere l’appalto, mi hanno proposto di passare alla subentrante che ha però un contratto meno “sicuro” e vorrei valutare gli estremi per fare vertenza al fine di un’assunzione diretta…
    in precedenza ho lavorato con piva regimi agevolati per altra società esterna e per l’attuale prima di venire assunto, ma il committente è sempre stata la multinazionale…Il passaggio anche se da libero professionista da una società all’altra con lo stesso committente potrebbe pregiudicare la vertenza?Mi hanno riferito che in caso di passaggio con contratto di impiegato alla subentrante perderei la possibilità di una futura vertenza…
    Grazie pr la disponibilità e scusa per la lunghezza.

  73. cosimmo scrive:

    Gentile sig. buon giorno e buon giorno a tutti. Prima di tutto vi voglio chiedere scusa se faccio qualche sbaglio grammaticale e vi voglio dire che se lo faccio lo faccio pur troppo perchè ancora non so scrivere corretto l’italiano anche se sono qui in Italia da oltre 13 anni.
    Vi volevo raccontare la mia storia se mi potete dare dei consigli o qualche vostro parere. Nel 1999 ho iniziato a lavorare per una societa S.R.L. a un stabilimento balneare facendo il lavoro notturno: in poche parole facevo guardiano notturno a questo stabilimento e attaccavo la sera alle ore 21:30 e staccavo la mattina alle ore 6:30 a volte anche 7:30.
    Ho questo lavoro dal 1999 fino al 2005 lavorando in nero perchè loro non hanno mai voluto mettermi in regola e tengo a dire che facevo un lavoro stagionale come guardiano notturno iniziando nel mese di aprile ogni anno e finendo l’1 ottobre. Nel 2005 dopo che ho detto al mio principale che se lui non mi metteva in regola io andavo via, lui mi ha messo in regola però soltanto con 4 ore a notte, ma io lavoravo sempre 9 anche 10 ore. Ho fatto questo lavoro fino al 2009 (sempre stagionale lavorando come guardiano da aprile a ottobre) e nel luglio 2009 ho chiesto un aumento al mio principale pari a 5 euro a notte.
    Lui mi ha detto che mi avrebbe dato questi soldi (sempre in nero) quando avrei finito la stagione, ma quando è finita la stagione ho dovuto combattere con lui per ottenere questi soldi in più che mi aveva promesso e alla fine dopo tante polemiche me li ha dati dicendomi che quello sarebbe stato l’ultimo anno che io ho lavorato per lui e che avrebbe preso un altro guardiano perche’ io ho chiesto troppo.
    Vi voglio dire che io ho tutte le buste paga a casa e nei giorni scorsi guardando bene ho realizzato che non ho firmato nemmeno una buona parte di queste buste paga. Vi voglio dire che non ho mai ricevuto le ferie, tredicesima, quattordicesima, aumento notturno, proprio niente ricevendo soltanto i soldi per 4 ore in regola e 4 al nero in tutto era 30 euro per notte. Dopo aver visto che il mio principale, pur lavorando onestamente per lui dopo tutti questi anni, non si è interessato ame, anzi ha preso un altro al posto mio.
    Nel frattempo, io mi aspettavo almeno una liquidazione da parte sua ma nemmeno questa non mi e’ stata data. Sono andato da un legale per informarmi se posso chiedere tutto ciò che non ho ricevuto, ma lui in base a quello che dice la legge italiana – non a quello che io credevo – ha mandato la lettera con i conti al ex mio principale e sono iniziati i problemi. Meglio se non vi racconto tutto quello che e’ successo.
    Voglio chiedervi: Lui mi ha voluto offrire 10.000 euro, ma io, su consiglio del mio avvocato, non li ho voluti prendere perchè sono pochissimi rispetto a quello che mi dovrebbe dare come dice il mio avvocato. Tuttavia, il mio ex principale mi ha detto che per i primi 5 anni che ho lavorato per lui ci sarebbe la prescrizione.
    Praticamente è come se io avessi lavorato dal 1999 al 2005 in nero e poi dal 2005 al 2009 in regola solo con 4 ore a notte. Lui ritiene che la legge italiana dice che i primi 5 anni sono prescritti perche’ io ho fatto un lavoro stagionale non continuativo, ma io lavoravo stagionale come guardiano notturno ma l’inverno facevo sempre i lavori per lui a casa sua o allo stabilimento balneare per manutenzione.
    Vi volevo chiedere, e’ vero che esiste questa prescrizione per il periodo 1999-2005???? Dice la legge italiana questo? Lui mi ha detto anche che non gli posso fare nulla perche’ la società S.R.L., per quale ho lavorato e di cui lui è l’unico amministratore legale, non ha nulla di intestato e che se non prendo i 10.000 euro che mi ha offerto non prenderò mai nulla anche perche’ lui farà fallire la società e così non prenderò mai una lira.
    E’ possibile una cosa del genere. Vi prego di rispondermi e vi ringrazio per il tempo accordato.

  74. cristina scrive:

    Buon giorno a tutti vorrei un informazione,io ho un attività commerciale e sono l’unica lavoratrice; quante volte si deve pagare l’inps in un anno?
    Grazie Mille
    Cordiali Saluti

  75. francesco scrive:

    Buongiorno sono francesco faccio parte del contratto nettezza urbana facciamo spazzamento da circa 10 anni in un paese in provincia di milano adesso e scaduto appalto siamo passati alla nuova ditta sempre nostro settore da 45 giorni, ci e arrivata una comunicazione scritta che vogliono dare subappalto ad una cooperativa e passarci appunto ad essa il problema che vogliono cambiarci il contratto non piu nettezza urbana ma multiservice naturalmente noi non siamo daccordo volevo sapere se loro possono fare questo ringrazio anticipatamente per la risposta

  76. massimiliano tavella scrive:

    Caro Francesco,
    sarebbe necessario vedere cosa dispone il capitolato d’appalto.
    Di certo il comportamento non sembra del tutto lineare. iL ccnl “igiene urbana” nella circostanza dei subentri in appalto è dasvvero molto chiaro.

  77. marco scrive:

    buona sera mi chiamo Marco in relazione alle mie domande del 4/ 7/ 2010 ore 01:59 n58 non ho ricevuto risposta mentre tutti gli altri che hanno scritto dopo di me si. Puo cortesemente rispondere anche alla mia domanda?

  78. massimiliano tavella scrive:

    Per Marco.
    Carissimo Marco, come potrà comprendere, la vita dei professionisti è costellata di giornate “senza respiro” per cui i lettori del mio Blog mi perdoneranno qualche ritardo nel rispondere ai quesiti. A volte, non rispondo per data di invio del quesito perchè le risposte spesso vengono elaborate in aereo/treno o cmq in momenti che non mi permettono di scorrere tutto il Blog.
    Ad ogni modo una parte della risposta la trova al numero 60.
    Il datore di lavoro non può ridurre unilateralmente l’orario normale di lavoro dei propri dipendenti, mentre ha il potere di modificare anche unilateralmente la distribuzione dell’orario di lavoro nell’arco della giornata o della settimana lavorativa purchè tale modifica non sia arbitraria ma dettata da effettive esigenze tecniche, organizzative e produttive.

    Tale potere del datore di lavoro non viene meno neppure quando la distribuzione dell’orario di lavoro in atto risulti praticata da tempo, in quanto non possono essere configurati, in materia, usi aziendali vincolanti.

    D’altronde, anche nel caso che il contratto collettivo imponga particolari oneri procedurali in ordine alla determinazione delle modalità temporali della prestazione lavorativa – ad esempio obbligo di informazione preventiva o di esame congiunto con i sindacati – il datore di lavoro, una volta soddisfatti correttamente quegli oneri, può comunque disporre la modifica della distribuzione dell’orario di lavoro unilateralmente, laddove non sia stato possibile addivenire ad un accordo con i lavoratori o con i loro rappresentanti sindacali.
    Tuttavia, il datore di lavoro non può modificare unilateralmente l’orario di lavoro dei singoli dipendenti quando la determinazione dell’orario di lavoro non sia stata effettuata attraverso un mero rinvio alla disciplina collettiva ma abbia costituito oggetto di una specifica pattuizione individuale. Ogni qualvolta la contrattazione collettiva preveda l’effettuazione di lavoro straordinario, il datore di lavoro ha il potere di richiedere e di imporre ai propri dipendenti l’effettuazione di lavoro straordinario nel rispetto dei limiti di durata previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva di categoria.

    In presenza di esigenze aziendali inderogabili ed eccezionali, il datore di lavoro ha anche il potere di imporre prestazioni di lavoro straordinario nei giorni festivi ovvero nelle ore notturne.

    Ne deriva che, da un lato, il lavoratore che si rifiuti ingiustificatamente di prestare il lavoro straordinario legittimamente richiestogli dal datore di lavoro pone in essere un inadempimento contrattuale e diventa, quindi, passibile di sanzione disciplinare, a meno che sussistano norme contrattuali collettive o individuali che escludano l’obbligatorietà delle prestazioni di lavoro straordinario ovvero subordinino il legittimo esercizio del potere del datore di lavoro di richiedere prestazioni straordinarie al ricorrere di circostanze o esigenze particolari o eccezionali; dall’altro lato, che il lavoratore non può pretendere, senza il consenso del datore di lavoro, di continuare a svolgere lo stesso numero di ore di lavoro straordinario prestate in precedenza, al fine di lasciare intatto l’ammontare complessivo della propria retribuzione.
    Un caro saluto.

  79. marco scrive:

    Grazie per la risposta.Capisco benissimo che a volte non avete neanche il tempo di respirare, ho semplicemente rimarcato la cosa perchè non avevo piu’ risposta. Mi scusi l’ insistenza ma il punto che non ho mai capito e questo: Cosa si intende per esigenza tecnica organizzativa?Personalmente a me hanno detto sempre questo in riferimento al mio settore ripeto grande distribuzione,composta da 2500 dipendenti suddivisi in 50 punti vendita di dimensioni diverse ma tutti con la stessa denominazione.La mia mansione e nel banco di gastronomia e siamo in 4 dipendenti dietro al banco,quando uno e malato o quando tutti gli anni parte il giro ferie di quattro settimane secondo me gli altri 3 dipendenti che rimangono a lavorare non dovrebbero essere obbligati a svolgere straordinario per coprire la mancanza di chi e assente.PER ESIGENNZA ORGANIZZATIVA io la intendo es, se si rompe un frigo o se arriva un camion in ritardo.Pero per mancanza di personale secondo sempre il mio parere dovrebbe essere l’azienda a provvedere ho avendo del personale jolly da fargli fare questo tipo di mansione invece di obbligarti a fare straordinari lavorando male perche’ offri un servizio scadente e in piu’ in questo momento mi hanno sostituito una mia collega in maternita’ con una stegista che ha sempre fatto la cassiera, e sono senza capo reparto che e in mutua per un intervento in ospedale.Preciso che sia io che il capo reparto abbiamo il 4 livello e siceramente tutto questo mi sembra esagerato.

  80. franca scrive:

    in riferimento a quanto chiesto nei commenti 67 68 e ulteriormente specificato nel 71 non ho ancora ricevuto una risposta esauriente.Vorrei quindi sapere quale dovrebbe essere l’inquadramento economico di mio marito che ha iltitolo tecnico ortopedico (divenuto equipollente al diploma universitario in base al decreto ministero sanità del 27 luglio 2000) che attualemte ha un contratto di operaio di 4 livello con uno stipendio netto mensile inferiore ai mille euro. Mio marito ha 56 anni, e quando è stato assunto eravamo praticamente con l’acqua alla gola e no ha fatto obiezioni. In pratica la figura professionale di mio marito è “necessaria”allo svolgimento dell’attività della società sas per la quale lavora. grazie

  81. massimiliano tavella scrive:

    Carissima Franca,
    non è semplice rispondere alla tua domanda in base alle informazioni fornite.
    Il settore è spesso inquadrato come una via di mezzo tra l’attività di commercio e quella paramedica.
    Da ciò dipende anche l’eventuale inquadramento di suo marito soprattutto con riferimento ai contenuti professionali della mansione esplicata.
    La figura del tecnico ortopedico racchiude competenze e mansioni che non sempre vengono rilevate negli esercizi commerciali che forniscono protesi.
    Di converso, la valutazione ortopedica e la conseguente costruzione di presidi medici non possono essere di certo contemplate nelle mansioni tipiche dell’operaio.

  82. cosimmo scrive:

    Signore Massimiliano qui sul vostro sito i cittadini stranieri onesti che hanno documenti regolari definitivi Italiani, persone brave che hanno sempre lavorato in questo paese non hanno diritto a una risposta da lei???? Se è così almeno scrivete sopra alla “home page” del sito che questo sito è destinato soltanto ai cittadini italiani. Se sapevo che è così non scrivevo niente qui e non vi disturbavo. Comunque grazie per la sua amabilità e grazie per la “risposta” che mi avete dato.

  83. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Cosimmo.
    Rispondo per rispetto agli altri utenti e amici del Blog, altrimenti avrei steso un velo pietoso sulle sue assurde parole.
    Lei ha lavorato in nero per anni, con orari di lavoro impossibili, è stato probabilmente anche sottopagato e non trova altra soluzione che quella di inveire in maniera tanto assurda e fuori luogo perchè non ho ancora dato risposta ad un suo quesito (abbastanza complesso) di soli 4 giorni???
    Probabilmente non ha capito lo spirito del Blog e neanche la disponibilità del sottoscritto, per cui le consiglio di cercare altrove risposte più veloci e magari più precise.
    Essere stranieri, per quanto mi riguarda, è un valore da difendere e ne è dimostrazione il fatto che tanti extracomunitari trovino presso il mio studio sicura e disinteressata accoglienza.
    Italiani o stranieri, i lavoratori meritano tutto il rispetto di questo mondo, come meritano rispetto i professionisti (italiani o stranieri) che sempre lavoratori sono….

  84. roberto scrive:

    Buonasera la mia situazione e un po complicata allora io sono un apprendista magazziniere la mia busta paga è di 650 euro per 8 ore giornaliere faccio sempre straordinari anche se non vi sono stati mai pagati,in più saltuariamente svolgo la mansione di tecnico manutentore caldaie che non è prevista nel contratto senza avere nessun aumento di stipendi per la mansione svolta, e godo di una sola settimana di ferie l’anno per volonta del mio datore di lavoro.Dopo vari insulti e minacce giornaliere oggi sono stato quasi aggredito senza giusta motivazione (infatti sia ben chiaro il mio datore non si è mai lamentato del mio operato anzi mi elogiava spesso)ho deciso di andare via senza firmare lettera di dimissioni o licenziamento perche sono intenzionato a fagli un avertenza. La domanda e questa cosa posso fare?E cosa otterrei se gli faccio l avertenza grazie infinite

  85. massimiliano tavella scrive:

    La configurabilità di un rapporto di apprendistato anziché di un normale rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato – con tutte le conseguenze che ciò comporta, soprattutto sul piano retributivo e contributivo – è subordinata alla circostanza che:
    - l’apprendista svolga attività tale da consentirgli di acquisire una qualificazione professionale (ovvero di un titolo di studio nel caso dell’apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione e nel caso dell’apprendistato per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione) e riceva il relativo insegnamento;
    - l’apprendista abbia l’età prevista per la stipulazione di tale rapporto;
    - l’assunzione avvenga nel rispetto dei limiti numerici massimi previsti dalla legge a seconda della natura dell’azienda e dell’attività da essa svolta.
    Ai sensi dell’art. 11 della legge n. 25/1955, il datore di lavoro ha l’obbligo di:
    - impartire o far impartire nella sua impresa all’apprendista alle sue dipendenze l’insegnamento necessario perchè possa conseguire la capacità per diventare lavoratore qualificato;
    - collaborare con gli enti preposti all’organizzazione dei corsi di istruzione integrativa dell’addestramento pratico;
    - osservare le norme dei contratti collettivi di lavoro e retribuire l’apprendista in base ai contratti stessi;
    - non sottoporre l’apprendista a lavori superiori alle sue forze fisiche o che non siano attinenti alla lavorazione o al mestiere per il quale è stato assunto;
    - concedere un periodo annuale di ferie retribuite;
    - non sottoporre l’apprendista a lavorazioni retribuite a cottimo, né in genere a quelle ad incentivo;
    - accordare all’apprendista senza operare alcuna trattenuta sulla retribuzione, i permessi occorrenti per la frequenza obbligatoria dei corsi di insegnamento complementare e di vigilare perché l’apprendista stesso adempia l’obbligo di tale frequenza;
    - accordare all’apprendista i permessi necessari per esami relativi al conseguimento di titoli di studio;
    - informare periodicamente la famiglia dell’apprendista sui risultati dell’addestramento.
    L’art. 53, comma 3, D.Lgs. n. 276/2003, così come modificato dall’art. 11, D.Lgs. 6 ottobre 2004, n. 251, introduce una severa disciplina sanzionatoria comune alle tre nuove tipologie di apprendistato.
    In caso di inadempimento dell’obbligo formativo tale da impedire il raggiungimento della qualifica da parte dell’apprendista ed imputabile esclusivamente al datore di lavoro, questi sarà tenuto a versare all’INPS, a titolo sanzionatorio, la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100 per cento. La maggiorazione così stabilita esclude l’applicazione di qualsiasi altra sanzione prevista in caso di omessa contribuzione.
    Inoltre, l’inadempimento dell’obbligo formativo preclude al datore di lavoro la possibilità di continuare il rapporto di apprendistato con lo stesso soggetto e per l’acquisizione della medesima qualifica o qualificazione professionale.
    Sulla base di quanto descritto nel quesito, il rapporto instaurato sembra del tutto irregolare.
    Ti consiglio comunque di tornare al lavoro, di non firmare eventuali lettere di dimissioni se non per giusta causa. Se il tuo obiettivo è solo il risarcimento dei danni subiti, puoi intraprendere un contenzioso con ottime probabilità di successo.
    Se invece vuoi mantenere il posto di lavoro, puoi,attraverso una lettera informale, rivendicare i tuoi diritti di apprendista e se nulla cambia, richiedere l’intervento della direzione provinciale del lavoro anche al fine di disconoscere il contratto di apprendistato con serie conseguenze in capo al datore di lavoro.
    Tienimi aggiornato

  86. massimiliano tavella scrive:

    Per Marco.
    Le esigenze organizzative non sono sempre dovute a fatti accidentali (rottura del frigo) ma dipendono dalla strategia imprenditoriale del datore di lavoro che, in piena libertà, valuta quale sia la migliore organizzazione da adottare.
    Se le modifiche non sono pretestuose o discriminatorie avranno i crismi della legalità.

  87. cosimmo scrive:

    Ha ragione signore,io ho lavorato proprio nell le condizioni che tanti altri non ce la facevano lavorare,però ho sempre lavorato e il signore e su e sa che non dico ne meno una bugia e così tutto proprio come ho scritto qui sur questo sito. Sono stato fedele o di fiducia come un cane per 11 anni a una persona e dopo tutti sti anni non vuole darmi quello che la lege Italiana dice non io o un altro. Ho un figlio che e nato qui in Italia e per potere crescere mio figlio io andavo al lavoro de notte staccavo a mattina a le 6:30 tante volte anche a le 7:00 e quando arrivavo a casa io entravo dal cancellò e mia moglie usciva per andare al lavoro per poter tirare in avanti e crescere il nostro figlio.Io dopo una notte di lavoro stavo sveglio tutto il giorno fino che mia moglie rientrava a casa dal lavoro a le 19 e puoi mi facevo la doccia dopo di che mi mettevo anche io al letto per riposare per che a le 21:30 dovevo già attaccare al lavoro. LO SO CHE SEMBRA PIU TOSTO IMPOSIBILE MA IO LO FATtO E HO LE TESTIMONIANZE DAI CARABINIERI DAL 1999 A 2009 QUANDO LI CHIAMAVO NEI DIVERSI ORARI PER CHE VENIVANO I LADRI A RUBARE E IO MI RISCHIAVO ANCHE LA VITA A QUELL LAVORO. Io già ho un legale ma volevo sentire anche il suo parere tutto qui, e non vi avevo chiesto pietà. Grazie di tutto e se lei dice che ne ha tanti stranieri che vengono da lei con i problemi del genere (vertenze di lavoro) mi scusi ma io non credo quello che dice lei per che lei dovrebbe sapere che TUTTI O SE NO MAGIOR PARTE DEI STRANIERI LAVORANO NEI ORARI E NEL LE CONDIZIONI IMPOSSIBILE. GRAZIE ANCORA E IO DICO COSI: E UN DIO SU CHE CI VEDE E CI GIUDICHERA A LA FINE A TUTTI PER QUELLO CHE ABBIAMO SBAGLIATO SUL QUESTA TERRA!!!!

  88. francesco scrive:

    salve sono Francesco avevo gia scritto N° 75 Mia aveva risposta di guardare il capitolato non prevede niente per quanto riguarda se cooperativa ce solo art. 36. Ma come possibile che per anni abbiamo lavorato in questo comune con diverse ditta sempre iscritte al contratto fise e adesso vogliono farci contratto cooperativa multiservice non ci sono leggi in proposito che ci tutelino grazie Massimiliano per le tue risposte per noi sono un conforto nelle situazioni brutte

  89. Pierpaolo scrive:

    Buonasera e ancora complimenti per la lodevole iniziativa e per il tempo che dedica alle nostre problematiche..dopo quanto detto..le porgo il mio quesito: siamo in presenza di una vertenza di lavoro nei confronti di una srl in liquidazione, tale vertenza è successiva alla messa in liquidazione..in questo caso quali obblighi ha l’azienda nei confronti della dipendente?

  90. Pierpaolo scrive:

    ..la dipendente, riferita al quesito 89, non è mai stata regolarizzata..ha svolto per 11 anni l’addetta alle pulizie a 12 ore settimanali, percepiva 185 euro mensili, la srl in liquidazione è obbligata a versare sia crediti da lavoro dipendente che i mancati contributi? è possibile il profilarsi della prospettiva di appropiazione indebita? in questi casi i soci sono responsabili personalmente?

  91. GIANLUCA scrive:

    avrei un quesito se sia sempre possibile fare una vertenza contro l azienda anche se l azienda in questione e in fase di commissariamento con i lavoratori in cassa integrazione, un gruppo di lavoratori vorrebbe fare una vertenza per trasformare il ns contratto gia scaduto in indeterminato visto che in fasse di assunzione l azienda aveva superato il limite massimo del 15 per cento di lavoratori assumibili a tempo determinato media annua dei lavoratori occupati a tempo indeterminato nell’azienda alla data del 31 dicembre dell’anno precedente ma la nostra azienda ora si trova in stato di commissariamento e praticabile secondo lei questo tentavivo per prendere la cassa integrazione

  92. Renzo scrive:

    Salve Massimiliano,

    Approfitto di questo generoso servizio per chiederti un quesito, dal quale credo derivi un problema che interessi a molti.

    Sono stato assunto, con contratto a termine di 1 anno con inserito periodo di prova di 4 mesi, da una SpA come Capo Manutenzione, per sostituzione di un dimissionario.

    La Direzione mi aveva assicurato, ma solo verbalmente, che le finalità di questo contratto erano assuntive e che tale contratto si giustificava poichè la mansione comportava responsabilità e dunque richiedeva un periodo di valutazione sicuramente più lungo di quello previsto dalla prova di un contratto a tempo indeterminato.

    Orbene, dopo aver superato la prova dei 4 mesi, in prossimità della scadenza del termine mi è stata comunicata l’intenzione di non dare seguito ad altri rapporti di lavoro.

    Nel frattempo ero venuto a conoscenza di accordi tra il mio superiore ed un suo ex collega che sarebbe stato assunto al mio posto, e sentendomi preso in giro, ho deciso di fare vertenza all’azienda sulla base delle due seguenti non conformità contrattuali:
    1) la motivazione per giustificare il termine apposto sul contratto è troppo generica e astratta poichè richiama motivazioni organizzative e per nulla specifiche;
    2) in pendenza del rapporto lavorativo mi sono state attribuite mansioni aggiuntive estranee sia al contratto e sia al termine ivi esposto.

    Secondo te quali delle due non conformità, 1 o 2, mi dà più diritto per rivendicare la conversione del mio contratto da tempo determinato a tempo indeterminato?

    L’Azienda, ferma sulle sue posizioni, al momento, non accetta di trattare.

    Un caro saluto e grazie, Renzo

  93. Ivano scrive:

    Buongiorno,

    vorrei sottoporle il mio problema relativo al periodo di preavviso. Sono inquadrato con CCNL metalmeccanico 5° livello e lavoro da poco più di un anno nella mia attuale azienda.
    Avendo intenzione di dimettermi per passare ad un’azienda concorrente che mi assumerà non prima di inizio ottobre (per motivi fiscali) vorrei sapere quali sono i doveri della mia presente azienda nei miei confronti nel caso rinunci al mio periodo di preavviso.
    Per il contratto io dovrei presentare le dimissioni entro fine luglio (vista la chiusura di 2 settimane in agosto dell’azienda) e mi chiedo se dovrò rimanere a casa senza stipendio per un paio di mesi oppure se posso pretendere il pagamento dello stipendio da parte della mia attuale azienda in questo periodo.

    Grazie,

    Ivano

  94. Massimiliano Tavella scrive:

    Il CCNL metalmeccanici industria prevede un periodo di preavviso per il tuo livello di 1 mese e 15 giorni.
    Le situazioni possibili sono almeno tre:
    1) ti dimetti rispettando il termine di preavviso e lavorerai fino allo spirare dello stesso;
    2) rassegni le dimissioni senza rispettare il periodo di preavviso (lavorato) e il datore potrà trattenerti dall’ultima busta paga la somma equivalente;
    3) procedi alle dimissioni concordando con il datore di lavoro l’esonero dal preavviso.

  95. Ivano scrive:

    Salve Massimiliano,

    ti ringrazio della risposta ma temo che nessuna delle 3 situazioni si realizzerà.
    Nel mio caso io procederò a dimettermi rispettando il termine di preavviso visto che è mio interesse lavorare fino alla fine dello stesso. Temo però che il mio datore di lavoro preferirà “allontanarmi” dall’azienda al più presto.
    Siccome però il mio nuovo lavoro non potrà iniziare subito rimarrei “a piedi” per un periodo di almeno un mese.
    Mi chiedevo se posso chiedere alla mio attuale datore di lavoro di pagarmi comunque lo stipendio durante il preavviso oppure se ciò non è possibile.
    Presumo che questa seconda ipotesi sia quella corretta ma vorrei esserne certo.

    Grazie ancora

  96. renzo scrive:

    Salve Ivano,

    Ho letto i tuoi post ed avendo un pò di esperienza pratica sull’argomento delle dimissioni posso dirti due cose.

    Innanzi tutto non sei tenuto a rivelare al tuo datore di lavoro che vai a lavorare per un concorrente, a meno che non sei vincolato da un patto di non concorrenza per il quale dovresti stare molto attento.

    In secondo luogo, il tuo attuale datore di lavoro volendo, messo a conoscenza che vai a lavorare presso un concorrente, ti può dispensare dall’obbligo del preavviso; in un simile caso, il tuo datore di lavoro ti dovrà corrispondere l’indennità sostitutiva, pari alle retribuzioni che avresti percepito se avessi lavorato durante il preavviso.

    In tal caso devi stare attento che dispensare il lavoratore dall’obbligo di lavorare durante il preavviso comporta vantaggi e svantaggi: dal primo punto di vista, si deve osservare che il lavoratore mantiene il diritto alla retribuzione, senza dover prestare la propria attività lavorativa. Di contro, con la corresponsione della indennità sostitutiva del preavviso, il rapporto di lavoro viene immediatamente a cessare, e il lavoratore perde gli eventuali benefici che avrebbe potuto conseguire qualora il rapporto di lavoro fosse proseguito, sia pure solo fino alla scadenza del preavviso. Per esempio, potresti non fruire di uno scatto di aumenti retributivi che andranno a regime dopo la cessazione del rapporto!!!

    Quindi valuta bene il tutto a monte con la necessità di rivelare a meno che vai a lavorare da un tuo concorrente, altrimenti, se ne esistono i presupposti puoi sempre dimetterti per “giusta causa”.

    Bye

  97. renzo scrive:

    Salve Massimiliano,

    Ho visto che non hai dato seguito al mio post, presumo per una svista dato che hai invece risposto ad Ivano che ha scritto dopo di me….cmq ti ripropongo la questione…

    Sono stato assunto, con contratto a termine di 1 anno con inserito periodo di prova di 4 mesi, da una SpA come Capo Manutenzione, per sostituzione di un dimissionario.

    La Direzione mi aveva assicurato, ma solo verbalmente, che le finalità di questo contratto erano assuntive e che tale contratto si giustificava poichè la mansione comportava responsabilità e dunque richiedeva un periodo di valutazione sicuramente più lungo di quello previsto dalla prova di un contratto a tempo indeterminato.

    Orbene, dopo aver superato la prova dei 4 mesi, in prossimità della scadenza del termine mi è stata comunicata l’intenzione di non dare seguito ad altri rapporti di lavoro.

    Nel frattempo ero venuto a conoscenza di accordi tra il mio superiore ed un suo ex collega che sarebbe stato assunto al mio posto, e sentendomi preso in giro, ho deciso di fare vertenza all’azienda sulla base delle due seguenti non conformità contrattuali:
    1) la motivazione per giustificare il termine apposto sul contratto è troppo generica e astratta poichè richiama motivazioni organizzative e per nulla specifiche;
    2) in pendenza del rapporto lavorativo mi sono state attribuite mansioni aggiuntive estranee sia al contratto e sia al termine ivi esposto.

    Secondo te quali delle due non conformità, 1 o 2, mi dà più diritto per rivendicare la conversione del mio contratto da tempo determinato a tempo indeterminato?

    L’Azienda, ferma sulle sue posizioni, al momento, non accetta di trattare.

    Un caro saluto e grazie, Renzo

  98. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Renzo.
    Per quanto riguarda le ragioni legittimanti il contratto a termine, esse devono sussistere al momento della stipula del contratto e devono essere oggettive e verificabili; sono rimesse all’apprezzamento del datore di lavoro, il quale ha l’onere di provarne l’esistenza.
    Qualora la specifica causale di assunzione a termine dedotta nel contratto non sia riconducibile alla previsione dell’art. 1, D.Lgs. n. 368/2001, il contratto deve considerarsi a tempo indeterminato dalla data dell’assunzione.
    Ti ricordo che in base all’art. 5, comma 4-quater e ss., del D.Lgs. n. 368/2001, il lavoratore che abbia prestato, presso la stessa azienda con uno o più contratti a termine, la propria attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dall’azienda medesima entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni già svolte in esecuzione dei rapporti a termine.
    La strada della riconversione è, a mio avviso, complicata, anche se io opterei in un primo momento per il diritto di precedenza.

  99. Massimiliano Tavella scrive:

    Renzo, ma sei un consulente, un sindacalista o un impiegato amministrativo del settore personale?
    Di certo sei preparato in materia ma (e lo dico con tutta il rispetto dovuto)se in azienda ti occupi di tutt’altra cosa, non mostrarti al tuo prossimo datore così ferrato nel campo del diritto del lavoro…..

  100. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Gianluca.
    Non esiste una specifica sanzione.
    Tuttavia, alcune sentenze di merito, hanno affermato che il superamento dei limiti previsti dalla contrattazione potrebbe comportare la nullità della clausola appositiva del termine, con conseguente conversione a tempo indeterminato dei rapporti di lavoro interessati.

  101. Catia scrive:

    Buona sera Massimiliano,
    volevo chiedere un’informazione io il 7 giugno sono stata licenziata da un’azienda srl con menodi 15 dipendenti per problemi economici ho sentito dire che l’azienda avrebbe dovuto licenziare l’ultimo assunto, che non sono io, ma è vero? Grazie

  102. sasà scrive:

    congratulazioni per le spiegazioni che date ai quesiti.

    Ne avrei uno pure io : ho lavorato per sei anni come contabile presso una famiglia e gestivo tre s.r.l. e quattro ditte individuali. Poichè le srl sono scatole vuote (o meglio rese vuote nei momenti topici), è possibile, in sede di vertenza, riconoscere la responsabilità dei soci (componenti la famiglia di cui sopra e titolari di ditte individuali) delle srl?
    Cordialmente

  103. andrea scrive:

    salve,
    io avrei 2 domande da farle:
    1. tempo fa ho promesso verbalmete ad 1 persona di assumerla nella mia azienda ma successivamente per una serie di motivazioni di carattere personale mi sono reso conto che non era piu’ fattibile e quindi ho avvisato questa persona che purtroppo l’assunzione non poteva avere luogo. questa persona ora mi ha minacciato con una causa per non aver rispettato l’accordo verbale e vuole chiedermi risarcimento danni per spese che ha gia’ affrontato in seguito alla “certezza” lavorativa. tengo a precisare che la mia volonta’ di assumere questa persona sia dimostrabile in quanto effettivamente io avevo l’intenzione di farlo e addirittura avevo gia’ fatto visionare una bozza di contratto, quindi non nego la precedente volonta’ di assunzione. chiedo solo se ha valore legale tale da mettermi nelle condizioni, in caso di causa con richiesta di risarcimento danni, di dover risarcire questa persona per queste ipotetiche spese affrontate.
    2. un contratto di associazione in partecipazione che non contiene una clausola specifica riguardante la risoluzione anticipata del contratto per motivi personali, da parte dell’associato, come viene regolato? cioe’ se io fossi l’associato e dovessi disdire questo contratto prima della scadenza contrattuale, rincorro in qualche penale e quali sono le modalita’ per la disdetta?
    grazie

  104. francesco scrive:

    Buon giorno Massimo volevo un informazione in merito al mio lavoratore guido spazzatrice da 5 anni sono un 3b (livello so che per guidarla dovrei essere 4B)
    dopo 5 anni di spazzamento alla mattina e sempre fisso cambiando ditta mi vogliono mettere al pomeriggio premetto che dal comune non ci sono lamentele .la domanda e ? possono farlo sono 5 anni che faccio spazzamento in questo paese e gli orari di spazzamento sono dalle 8 30 alle 13 30 grazie x la risposta Marco

  105. Gigi scrive:

    buongiorno, mi trovo in una situazione molto ambigua io ho firmato un contratto di lavoro che cominciava dal 22/02 e terminava il 22/04 dopo di che mi hanno detto che me lo avrebbero rinnovato. Io ho continuato a lavorare sino a oggi che son andato al ufficio di collocamento e mi son trovato una proroga che partiva dal 22/04 e terminava il 31/07 senza averla mai firmata poi a quanto pare ho lavorato in nero sino a oggi. Come mi dovrei comportare? Cosa dovrei fare non presentarmi a lavoro o potrei mettermi in malattia per cercare di risolvere qualcosa? Grazie

  106. massimiliano tavella scrive:

    Per Gigi.
    Ai sensi dell’art. 4, D.Lgs. n. 368/2001, il termine del contratto di lavoro può essere prorogato solo per i contratti a tempo determinato che hanno una durata iniziale inferiore a tre anni. Inoltre, in tali casi la proroga è consentita per una sola volta alle seguenti condizioni:

    a) che vi sia il consenso del lavoratore;

    b) esistano ragioni oggettive;

    c) la proroga sia riferita alla stessa attività lavorativa per la quale è stato stipulato il contratto a tempo determinato originario;

    d) la durata complessiva del rapporto a termine (contratto iniziale più proroga) non sia superiore ai tre anni.

    Ad ogni modo, le ragioni giustificatrici della proroga, purchè riconducibili a ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo possono essere anche diverse da quelle che hanno determinato la stipulazione del contratto a termine (Vedi ML circ. n. 42/2002).
    Quanto alla forma del contratto di proroga, la legge non prevede esplicitamente l’atto scritto.
    L’art. 5 del D.Lgs n. 368/2001 prevede, nel caso in cui il rapporto di lavoro continui dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato, un periodo di tolleranza durante il quale il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione per ogni giorno di continuazione del rapporto, pari al 20% fino al decimo giorno successivo ed al 40% per ciascun giorno ulteriore (ML circ. n. 42/2002).
    Se, però, il rapporto di lavoro continua oltre il ventesimo giorno in caso di contratto di durata inferiore a sei mesi, ovvero oltre il trentesimo giorno negli altri casi, il contratto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini (art. 5, comma 2, D.Lgs. n. 368/2001).
    Come vedi hai tante carte da giocare!
    Tienimi aggiornato.

  107. massimiliano tavella scrive:

    Pe3r Francesco.
    L’azienda subentrante non è tenuta a mantenere la stessa organizzazione del lavoro in essere presso l’azienda che ha perso l’appalto.

  108. massimiliano tavella scrive:

    Per Catia.
    In virtù del disposto dell’art. 1, L. n. 604/1966 il datore di lavoro non può licenziare il lavoratore se non in presenza di una giusta causa o di un giustificato motivo, salvo i casi di “libera recedibilità”.
    Se il licenziamento non è discriminatorio, il datore di lavoro può decidere in base alle esigenze tecnico produttive dell’azienda.

  109. Pamela scrive:

    Buongiorno,
    io mi trovo in una situazione simile a quella di Gigi. Da 3 anni lavoro come interinale presso un importante gruppo bancario, ho avuto quindi un sacco di proroghe e ultimamente l’agenzia interinale ha iniziato a liquidarmi e ogni volta a fare un nuovo contratto. L’ultimo che ho ricevuto è di due mesi e mezzo, con inizio 01.07 e scadenza 15.09 che io non ho volutamente firmato ma sto comunque lavorando e il mese di luglio mi è stato retribuito. Lei dice che in questi casi c’è l’assunzione a tempo indeterminato, ma da parte dell’agenzia interinale o da parte della banca nel mio caso?
    Grazie e buon lavoro.

  110. francesco scrive:

    salve sono Francesco . Ma come possibile che per anni abbiamo lavorato in questo comune con diverse ditta sempre iscritte al contratto fise e adesso vogliono farci contratto cooperativa multiservice non ci sono leggi in proposito che ci tutelino grazie Massimiliano per le tue risposte per noi sono un conforto nelle situazioni brutte

  111. Rosa Maria scrive:

    Le ripropongo la questione che le avevo scritto il 1.7.2010, sicuramente con tante richieste Le è sfuggiata. Cordiali saluti.

    Buona sera,
    le devo rinnovare la mia stima per il modo e la puntualità professionale con la quale cerca di fare luce nel mondo del diritto. Volevo anche porle un quesito. Sono da tre anni una dipendente con contratto presso la PP.AA., ma sono stata nella stessa, personale ASU per 17 con accumulo di ore lavorative in eccesso consistente. Le ore le ho in parte prese in compensazione, ma le rimanenti mi sono state azzerate nel momento che il mio rapporto di lavoro si è trasformato in contratto, dicendo che è impossibile continuare a compensarle. Le chiedo se è così come le ho descritto e se in alternativa posso chiederne il pagamento. Grazie.

  112. massimiliano tavella scrive:

    Per Rosa Maria.
    Come ben saprà, vista la lunga militanza nei progetti, non sempre le amministrazioni hanno gestito i lavoratori ivi impegnati secondo le norme di legge.
    Anche nel suo caso ciò è avvenuto e l’amministrazione ha cancellato tutta una serie di istituti mai previsti per tale categoria di lavoratori.
    E’ uso frequente stabilire questa sorta di “sanatoria” in vista della stabilizzazione.
    E’ chiaro che, da quanto si può capire dal quesito, che l’Amministrazione non ha trattato il rapporto secondo quanto previsto dalla normativa, ma è anche vero che oggi il rapporto è altro e distinto da quello precedente.

  113. MATTIA scrive:

    COMPLIMENTI PER IL SITO
    HO UN QUESITO DA SOTTOPORRE
    SONO STATO ASSUNTO DAL 1/5/2009 COME APPRENDISTA
    VETRAIO 3° LIVELLO DITTA ARTIGIANA
    HO PRATICAMENTE FATTO FINORA NON IL VETRAIO MA LE
    CONSEGNE AI CLIENTI – PARTENDO AL MATTINO AD OGNI ORA E RIENTRANDO LA SERA SENZA ORARIO – LA DITTA NON MI HA MAI PAGATO GLI STRAORDINARI – NON MI HA MAI RIMBORSATO LE SPESE DEI PASTI – HO SEMPRE FATTO USO DEL MIO TELEFONINO PERSONALE PER CONTATTARE I CLIENTI ECC. – SONO STATO MESSO IN REGOLA CON UN MESE DI RITARDO. ORA DA TRE MESI SONO IN MALATTIA PER FRATTURA DI UN OSSO DEL GINOCCHIO – QUESTO MESE IL MIO DATORE DI LAVORO NON MI HA DATO LO STIPENDIO PERCHE’ SOSTIENE CHE IO NON SONO MALATO, CHE MI VEDE IN GIRO E QUINDI POSSO LAVORARE. OGNI 30 GIORNI FACCIO LE RADIOGRAFIE E IL CONTROLLO ORTOPEDICO ED HO AVUTO
    2 VOLTE LA VISITA FICALE INPS CHE CONFERMA CHE NON
    POSSO LAVORARE CON PROGNOSI A DISCREZIONE DEL MIO MEDICO CURANTE. MI SONO RIVOLTO AL SINDACATO PER AVERE LO STIPENDIO E HO FATTO PRESENTE LA SITUAZIONE LAVORATIVA. LUI HA NEGATO TUTTO DICENDO CHE NON HO MAI FATTO STRAORDINARI – CHE TUTTO QUELLO CHE HO DETTO NON E’ASSOLUTAMENTE VERO.
    COSA POSSO FARE ADESSO? POSSO FARE UNA VERTENZA SINDACALE? HO QUALCHE PROBABILITA’ DI AVERE QUALCHE COSA? IO PENSO CHE LUI SIA IN TORTO ANCHE
    PERCHE’ L’APPRENDISTA VETRAIO PUO’ FARE IL CAMIONISTA?
    GRAZIE.

  114. giovanni scrive:

    Buonasera a tutti, volevo chiedervi se la mia situazione attuale prevede una vertenza per trasformare il mio contratto da cocopro a tempo indeterminato: nel maggio del 2008 sono stato assunto a tempo determinato subordinato da un ente di formazione professionale in qualità di formatore, il mio contratto scadeva il 31 dicembre dello stesso anno e una volta scaduto mi viene proposto verso maggio 2009 un contratto cocopro con decorrenza giugno 2009 col medesimo ruolo fino al 31 dicembre 2009, scaduto questo mi viene riproposto un contratto cocopro da giugno 2010 a dicembre di quest’anno (quindi ancora in corso) sempre con le stesse manzioni.
    In tutto ciò l’autonomia di questo lavoro non esiste in quanto bisogna sottostare a dei progammi scolastici prestabiliti e ad orari che non possono essere concordati.
    Mi dareste un parere?
    Scusate la descrizione molto lunga e grazie anticipatamente.

  115. Ernesto scrive:

    Prima di tutto complimenti.
    In semplici parole la mia vicenda. Lavoro presso una multinazionale con qualifica C3 operaio da 22 anni. Ho firmato comunicazioni di reparto; permessi di ferie; forza giornaliera del reparto ecc… praticamente svolgo mansioni di comando sulla squadra a tutti gli effetti ma l’Azienda non mi ha mai riconosciuto a me ed ai miei 2 colleghi una equiparazione per quanto detto. Ci sono i presupposti per una vertenza sindacale? Ho fatto alcune innovazioni per il miglioramento del prodotto ma mai riconosciute, anche qui posso ottenere qualcosa? Per concludere, a causa di alcune mie assenze per malattia, causate dalla mia separazione (attacchi di panico-ansia), un dirigente mi ha spesso spostato anche a mansioni inferiori al mio livello creandomi ancora più problemi salutari, sia per la mia immagine sia a livello personale. Mi consigli Lei perchè ho parlato con sindacalisti ma sono tutti dei corrotti. Grazie di cuore.

  116. valentina scrive:

    Salve,
    lavoro (anzi ho un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato) per una cooperativa. Negli ultimi mesi a un certo punto mi dicono di stare a casa senza darmi una scadenza per poi richiamarmi quando vogliono loro. A maggio, mi hanno lasciato a casa con questa modalità per cinque giorni, altrettanti a giugno, 10 a luglio. Ora è risuccesso e non so quando rientrerò… Ovviamente lo stipendio risulta proporzionalmente decurtato. Mi chiedo se questo comportamento nei miei confronti sia lecito. Aggiungo che continuano a spostarmi di mansione. Inoltre non è un comportanto generalizzato che viene attuato con tutti i dipendenti. In questo periodo lo stanno facendo solo con me.
    grazie per la consulenza.

  117. Franceso scrive:

    Salve,facendovi subito i complimenti x questo servizio che offrite,vorrei presentarvi il mio problema: io sono un operario manutentore in un acciaieria,(eletttricista carriponte),su alcuni di questi carriponte è presente amianto utilizzato come parafiamme x i contatti elettrici,che a sua volta io dovrei pulire dalle brasature sostituire e quindi eseguire manutenzione.La domanda è: mi posso rifiutare?,chi si prende la responzabilità del lavoro che svolgo?grz anticipatamente aspetto una risposta

  118. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Valentina.
    Il rapporto è sicuramente irregolare in quanto il datore di lavoro non può unilateralmente sospendere le prestazioni.
    Hai certamente diritto alle retribuzioni per i periodi non lavorati (per cause indipendenti dalla tua volontà).

  119. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Francesco.
    Nel tuo caso proverei ad investire il responsabile per la sicurezza attraverso una comunicazione ufficiale.

  120. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Ernesto.
    Può specificare il settore di appartenenza ed il Contratto Collettivo di Lavoro applicato?

  121. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Giovanni.
    I co.co. pro utilizzati in questo modo offrono al lavoratore numerosi spunti per eventuali rivendicazioni.
    Sicuramente il contratto è difforme agli indirizzi legislativi ma andrebbero studiate le “carte” per approfondire l’argomento e valutare la strada da seguire per tutelare i propri diritti.

  122. Gianluca scrive:

    Buongiorno a tutti,
    volevo sapere un’informazione circa la conmpetenza del Giudice del Lavoro.
    Sono un insegnante delle scuole superiori. L’anno scorso ho inviato la delega via fax all’USP di una provincia toscana per rispondere a una eventuale convocazione nell’assegnazione delle cattedre. Hanno assegnato la cattedra a un’altra insegnante scavalcandomi e non tenendo in considerazione la mia delega.
    L’USP se ne uscito con un telegramma nela quale asseriva di una mia rinuncia (mai avvenuta!) a un’altra cattedra.
    Ho esperito il tentativo di conciliazione, ma l’USP non si è fatto vivo.
    Adesso dovrei fare causa, ma il mio avvocato mi ha detto che dovrà domiciliarsi presso un suo collega del luogo dell’UPS.
    Domanda: non c’è alcun modo di adire il GdL della mia residenza?
    Grazie!

  123. MATTIA scrive:

    SONO MATTIA E HO SPEDITO UN QUESITO IL 26/08/2010
    (QUESITO N. 113)
    PURTROPPO HO VISTO TUTTE LE RISPOSTE AI QUESITI POSTI DOPO IL MIO, MA NON HO TROVATO LA RISPOSTA PER ME. PER FAVORE PUO’ DIRMI COSA POSSO FARE
    GRAZIE ANCORA

  124. sasà scrive:

    anche il mio quesito (n. 102) è rimasto inevaso.
    ma ora che riprende a pieno ritmo l’attvità arriverà anche la risposta. grazie.

  125. Pierpaolo scrive:

    Salve scrivo per segnalare la mancata risposta al quesito n. 89-90, grazie..

  126. massimiliano tavella scrive:

    Per Pierpaolo.
    Se il processo di liquidazione ha trovato conclusione gli spazi di recupero sono, a mio avviso, pochi.
    Al contrario, se la società risulta ancora in vita la via è quella dell’azione giudiziaria nei confronti della stessa nella persona del liquidatore.

  127. massimiliano tavella scrive:

    Per Sasà.
    Il tema della responsabilità dei soci nelle società di capitali, come ben sai, è spinoso.
    Nel caso che proponi tenterei comunque un primo approccio di carattere amministrativo (una raccomandata A/R nella quale rivendicare i propri diritti), anche per ricordare ai soci che chiudere le “partite aperte” in certi casi…..conviene, magari prima di arrivare davanti ad un Giudice.

  128. massimiliano tavella scrive:

    Per Mattia.
    Se trovi un buon avvocato o un Consulente del Lavoro preparato i veri problemi saranno tutti del tuo datore di lavoro.
    Ai sensi dell’art. 11 della legge n. 25/1955, il datore di lavoro ha, infatti, l’obbligo di:

    - impartire o far impartire nella sua impresa all’apprendista alle sue dipendenze l’insegnamento necessario perchè possa conseguire la capacità per diventare lavoratore qualificato;

    - collaborare con gli enti preposti all’organizzazione dei corsi di istruzione integrativa dell’addestramento pratico;

    - osservare le norme dei contratti collettivi di lavoro e retribuire l’apprendista in base ai contratti stessi;

    - non sottoporre l’apprendista a lavori superiori alle sue forze fisiche o che non siano attinenti alla lavorazione o al mestiere per il quale è stato assunto;

    - concedere un periodo annuale di ferie retribuite;

    - non sottoporre l’apprendista a lavorazioni retribuite a cottimo, né in genere a quelle ad incentivo;

    - accordare all’apprendista senza operare alcuna trattenuta sulla retribuzione, i permessi occorrenti per la frequenza obbligatoria dei corsi di insegnamento complementare e di vigilare perché l’apprendista stesso adempia l’obbligo di tale frequenza;

    - accordare all’apprendista i permessi necessari per esami relativi al conseguimento di titoli di studio;

    - informare periodicamente la famiglia dell’apprendista sui risultati dell’addestramento.

    L’art. 53, comma 3, D.Lgs. n. 276/2003, così come modificato dall’art. 11, D.Lgs. 6 ottobre 2004, n. 251, introduce una severa disciplina sanzionatoria comune alle tre nuove tipologie di apprendistato.
    In caso di inadempimento dell’obbligo formativo tale da impedire il raggiungimento della qualifica da parte dell’apprendista ed imputabile esclusivamente al datore di lavoro, questi sarà tenuto a versare all’INPS, a titolo sanzionatorio, la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100 per cento. La maggiorazione così stabilita esclude l’applicazione di qualsiasi altra sanzione prevista in caso di omessa contribuzione.
    Inoltre, l’inadempimento dell’obbligo formativo preclude al datore di lavoro la possibilità di continuare il rapporto di apprendistato con lo stesso soggetto e per l’acquisizione della medesima qualifica o qualificazione professionale.
    Come vedi……

  129. MATTIA scrive:

    DA MATTIA
    GRAZIE MILLE DELLA RISPOSTA E ANCORA COMPLIMENTI PER IL SUO SITO E’ DI VERO AIUTO PER I POVERI IGNORANTI COME ME IN MATERIA DI LAVORO.

  130. Massimiliano Tavella scrive:

    Caro Mattia, ti ringrazio davvero molto per i complimenti.
    Il mio Blog vuole essere un primo approccio alle problematiche e anche un modo per capire come va il diritto del lavoro nelle singole realtà.
    Ancora grazie

  131. giovanni scrive:

    grazie per la risposta al mio post, provvederò a far leggere i miei contratti ad un giurista del lavoro.

  132. enzo scrive:

    salve,,,,io lavoro con una azienda dal 20 07 2007 e ho terminato il 30/08/2010 cioe lavoro all incirca da 37 mesi..ma di lavoro sono all incirca 31 mesi…perche ‘ gli altri sei mesi sono stato fermo per rinnovi vari varie…ora vi chiedo posso sollecitare l azienda per un contratto indeteminato????? ..in attesa di un vostro riscontro

  133. Ernesto scrive:

    Dott. Tavella grazie per avermi risposto.
    Il settore è dei Sanitari da bagno e il C.C.N.L. è Piastrelle e refrattari.
    Grazie ancora.

  134. Ernesto scrive:

    Ho dimenticato di inserire il riferimento….Le chiedo scusa.
    Riferimento n° 115 e Vs risposta n° 120.

  135. floriana scrive:

    salve,il mio compagno è stato licenziato a febbraio del 2010 per un provvedimento disciplinare, e ancora in tempo per fare vertenza all’azienda?fino a quando si può presentare vertenza?grazie attendo vostra risposta

  136. massimiliano tavella scrive:

    Per Floriana.
    L’art. 6 della legge n. 604/1966 sancisce che il licenziamento deve essere impugnato a pena di decadenza mediante un atto scritto, anche extragiudiziale (es. lettera), idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore, anche attraverso l’intervento dell’organizzazione sindacale.
    L’impugnazione deve pervenire al datore di lavoro entro 60 giorni dalla ricezione da parte del lavoratore della comunicazione del licenziamento stesso o dei motivi se richiesti.
    Ciò non preclude al tuo compagno la possibilità di ricorrere giudizialmente per eventuali rivendicazioni diverse dal licenziamento.

  137. massimiliano tavella scrive:

    Per Ernesto.
    Carissimo, il livello C3 del CCNL di riferimento enuclea tutta una serie di mansioni esercitate con autonomia.
    Per valutare correttamente la possibilità di una vertenza è necessario esaminare approfonditamente il caso concreto.
    Di certo la commistione di mansioni e addirittura il demansionamento offrono concreti spunti di riflessione.
    Il CCNL applicato è complesso ma delinea in modo razionale mansioni e qualifiche.
    Rivolgiti con fiducia ad un consulente, ad un avvocato lavorista o anche ad un sindacato serio.

  138. massimiliano tavella scrive:

    Per Enzo.
    E’ data al datore di lavoro la possibilità di assumere un lavoratore che già sia stato alle sue dipendenze in forza di uno o più contratti a tempo determinato, purchè sia rispettato un determinato intervallo di tempo (dieci o venti giorni rispettivamente se il contratto ha avuto una durata fino a sei mesi o superiore) e, dal 1º gennaio 2008, il limite complessivo di durata di 36 mesi. Infatti, il comma 4 bis dell’art. 5 del D.Lgs. n. 368/2001, introdotto dall’art. 1, comma 40, della legge n. 247/2007 stabilisce che qualora, a causa di successione di contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti, il rapporto di lavoro fra lo stesso datore di lavoro e lavoratore abbia complessivamente superato i 36 mesi comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l’altro, il rapporto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza del predetto termine.

  139. Stefano scrive:

    Gentile Dott. Tavella
    Con la presente vorrei segnalare un ingiustizia terribile: lavoravo da circa 10 ANNI presso una azienda con 100 dipendenti. Per 8 anni ho avuto sottostare ha contratti CO CO CO, CO CO PRO, a PROGETTO e gli ultimi 2 GRAZIE ad un accordo sindacale mi è stato fatto un contratto di apprendistato, con la promessa di una assunzione a tempo indeterminato.
    Al termine del contratto di apprendista vengo licenziata insieme a una decina di persone che hanno avuto quasi il mio stesso iter lavorativo.
    L’azienda viene messa in liquidazione e tutti i dipendenti che avevano un contratto a tempo indeterminato vengono assorbiti dalla società che aveva comprato 2 anni prima l’azienda in cui lavoravo. La mia domanda è semplicissima : posso fare la vertenza ad una azienda che è stata messa in liquidazione ?

  140. rolando scrive:

    buon pomeriggio a tutti.
    circa 3 anni fa mi anno offerto un lavoro,il committente aveva bisogno delle mie mansioni per 3 anni, mi avrebbero assunto come co.co.co con un contratto di durata di 12 mesi da rinnovare per altre due volte alla scadenza. Il primo anno tutto nella regola, ma appena scaduto il primo contratto,per vari problemi burocratici e approvazioni non riuscivano a farmi il nuovo contratto,mi hanno chiesto di continuare a lavorare lo stesso perché entro breve si arrivava alla firma del nuovo contratto e quello che facevo era indispensabile per loro, i giorni di lavoro non retribuiti e in nero li avrei scontati non lavorando con il nuovo contratto. Ho accettato perché credevo in una nuova firma in tempi brevi, “la prossima settimana il contratto è pronto”così questa frase si è ripetuta per un anno nel quale io ho lavorato senza assunzione e senza prendere un euro spendendo 500€ al mese tra benzina e autostrada.Poi mi hanno fatto un secondo contratto(di natura differente,lavoratore part-time)della durata di 10 mesi,e per questi 10 mesi ho continuato a svolgere le mie masioni.
    Adesso alla scadenza del contratto(ricordo che ho lavorato un anno senza paga e in nero),quanto ho chiesto come intendevano risolvere quel piccolo problemino,mi hanno detto”non possiamo farti un altro contratto,grazie di tutto e buona fortuna”.
    come mi devo comportare?,ci sono gli estremi per una vertenza?di sicuro ho sbagliato a lavorare senza contratto,ma inizialmente sembrava per poco,poi con il tempo “licenziarmi”mi sembrava un gatto che si mordeva la coda. Il mio lavoro era indispensabile,ero nell’apice di una piramide capovolta,senza di me quelli sopra non riuscivano a lavorare e non me la sentivo di lasciare nei guai quelli che mi davano lavoro,in futuro se capita,lo farò
    scusate la lungaggine
    ps.non lavoravo per un azienda agricola,ma per un ente pubblico……

  141. Giada scrive:

    Ciao spero che qualcuno sappia dare una risposta alla mia domanda,io sono disoccupata da poco e non so tante cose…e vorrei capire qualcosa..vorrei capire perché sulla domanda della disoccupazione da dare all’inps c’è scritto che entro 30 giorni bisogna avvisare nel caso di apertura di un contenzioso relativo al licenziamento?????perché a loro interessa saperlo??

  142. filippo scrive:

    Veramente lodevole tale iniziativa, sono entusiasta per l’opportunità data a tutti i coloro che come me non hanno dimestichezza con le leggi e sopratutto non hanno tanti mezzi economici per dare mandato ad un legale del settore al fine di tutelare lui e la sua famiglia.
    Premesso che sono un ex-Lavoratore Socialmente Utile del comune di Palermo, nel 2001 stabilizzato tramite la formazione di una Società mista SpA tra lo stesso comune per il 51% ed Italia Lavoro per il restante, quindi interamente con capitale pubblico, azienda che conta ancor’oggi quasi 2.000 dipendenti.
    Premesso ciò, dal mese di Luglio 2010 la summenzionata società si trova in liquidazione.
    Prima di sapere che fosse in liquidazione, ero assai tentato anche considerato l’andazzo a fare vertenza in quanto svolgo mansioni nettamente superiori rispetto all’inquadramento (documentabile). Oggi, sono titubante in quanto ricordo di aver studiato a scuola in materia di diritto che i lavoratori sono creditori privileggiati, ma non ricordo affatto quelli che fanno vertenza, ossia in caso di vincita con azienda già liquidata che si fà?; Vista la lungaggine di tempi, cosa molto probabile.
    Nella speranza che qualcuno possa dare una risposta esaudiente ai miei quesiti, colgo l’occasione per salutarVi ed augurare un paese più civile e migliore per tutti.

  143. Francesco scrive:

    Buonasera,
    dopo 5 anni di lavoro ho terminato il rapporto di con la mia azienda per differenti visioni. Avevo livellamento 0G della piccola industria chimica, specificato addetto di laboratorio. In realtà coprivo mansioni più vaste quali: responsabile di produzione e lab, customer service con i clienti comprensivo di assistenza tecnica telefonica, e mi occupavo di parte della logistica. Premesso che l’inquadramento 0G si riferisce ad impiegati e capi reparto che lavorano in autonomia e rispondono direttamente alla direzione, è possibile avere un indennizzo per accumulo di mansioni???
    Quazie in anticipo
    Francesco

  144. Giancarlo scrive:

    Buonasera,a fine marzo 2010 con lettera raccomandata mi veniva comunicato il trasferimento presso la sede aziendale di Milano,io risiedo a Palermo da dove svolgevo la mia attività lavorativa con la funzione sales area supervisor per le regioni Sicilia,Calabria,Sardegna. Lavoro per questa azienda da circa 20 anni operando sempre nello stesso modo,nella mia lettera di assunzione mi viene indicato tesualmente”l’unica sede attualmente il italia è presso milano,la sua sede operativa e l’indirizzo scritto sulla lettera(casa mia).l’avvocato al quale mi sono rivolto si è limitato ad inviare una raccomandata all’azienda dove si riservava di adire a vie legali qualora le proposte dell’azienda non fossero di ns.gradimento.Attualmente sono in malattia causata da questi problemi ed in cura presso il CSM di Palermo,alla fine di luglio il medico fiscale sulla base di una sua personale interpretazione dei certificati rilasciati dal suddetto CSm mi riduceva la prognosi datami dal mio curante di circa una settimana,io ho avvertito telefonicamente l’azienda di questa riduzione e mi sono recato dal mio medico curante per farmi fare un certificato che superasse la prognosi del medico fiscale,il mio medico mi diceva che non poteva emettere un ulteriore cetrificato che si andava a sovrapporre ad uno precedentemente rilasciato,e che il medico fiscale non poteva ridurre la prognosi ma se aveva dei dubbi che stessi mistificando la malattia doveva inviarmi a visita presso l’INPS .
    Tutto cio’ lo comunicavo in azienda ma purtroppo mi sono fidato della persona dell’ufficio personale che è mia amica e non ho mandato comunicazione scritta.Il 3 agosto con lettera raccomandata mi veniva contestata una assenza ingiustificata,mi veniva dato un termine per giustificarmi,cosa che ho fatto raccontando quanto sopra e avvalendomi della collaborazione di una organizzazione sindacale.L’azienda mi inviava un telegramma per un incontro(come da me richiesto)a Milano,il sindacato inviava a sua volta una comunicazione dove si rendevano disponibili ad un incontro ma a Palermo,proprio oggi ricevo una raccomandata dove l’azienda ribadiva che l’incontro deve svolgersi a Milano.
    Pre favore puo’ darmi una mano a capire in quanto non ci sto capendo piu’ niente.
    Grazie

  145. caterina scrive:

    Buongiorno,

    ho una domanda riguardo il lavoro a tempo indeterminato.
    Un lavoratore a tempo indeterminato, può stipulare un contratto di collaborazione occasionale? Se sì, quali sono le prerogative del contratto occasionale (es: orari, obblighi, diritti etc..)?
    E se il contratto di collaborazione prevede una mansione simile a quella svolta nel tempo indeterminato?
    Grazie mille

    Caterina

  146. filippo scrive:

    Buongiorno ai lettori di questo blog.
    Ad integrazione del quesito posto “142° quesito” devo dire che la società in questione è al 100% comunale, quindi non più società mista da metà 2006.
    Grazie mille e resto in attesa di ricevere notizie utili in merito.

  147. Gianluca scrive:

    Buongiorno a tutti,
    volevo sapere un’informazione circa la conmpetenza del Giudice del Lavoro.
    Sono un insegnante delle scuole superiori. L’anno scorso ho inviato la delega via fax all’USP di una provincia toscana per rispondere a una eventuale convocazione nell’assegnazione delle cattedre. Hanno assegnato la cattedra a un’altra insegnante scavalcandomi e non tenendo in considerazione la mia delega.
    L’USP se ne uscito con un telegramma nela quale asseriva di una mia rinuncia (mai avvenuta!) a un’altra cattedra.
    Ho esperito il tentativo di conciliazione, ma l’USP non si è fatto vivo.
    Adesso dovrei fare causa, ma il mio avvocato mi ha detto che dovrà domiciliarsi presso un suo collega del luogo dell’UPS.
    Domanda: non c’è alcun modo di adire il GdL della mia residenza?
    Grazie!

  148. Veronica scrive:

    Gent.mo Sig. Tavella

    Le espongo il mio problema: dal 17 ottobre 2009 lavoro presso un parrucchiere una S.r.l.

    Da subito ho lavorato 5 giorni settimana dalle ore 9 alle 14 e dalle 14:30 alle 19:00 con una retribuzione, ovviamente in nero di 750 euro mese.

    In data 1 giugno 2010 sono stata assunta con contratto di inserimento con qualifica impiegata e con mansione cassiera reception.

    A causa di esigenze personali ho dovuto chiedere la modifica del mio contratto da full time a part time ma il mio datore di lavoro ha rifiutato con la seguente motivazione “esigenze aziendali che nel momento non possono transigere prestazioni di orario ridotto”.

    Tengo a precisare che fino al momento della mia assunzione le mie mansioni erano svolte da sempre da due persone, una full time ed una part time.

    Sinteticamente le sottopongo i miei dubbi:

    1) Puo’ il datore di lavoro non accettare la mia richiesta di cambiare da full time a part time?

    2) Nel caso mi trovassi costretta a presentare le mie dimissioni volontarie potro’ in seguito fare una vertenza in riferimento ai mesi in cui ho prestato la mia opera senza contratto e per le ore di straordinario MAI retribuite ne conteggiate?

    La ringrazio per l’attenzione dedicatami ed anticipatemente per la sua risposta

  149. federica scrive:

    forse non è attinente all’argomento ma visto che è nel settore e non riesco a svolgere con esattezza questo tema per quanto riguarda la parte finale ha la possibilità di aiutarmi:Il candidato illustri sinteticamente il regime di tassazione dei redditi da lavoro dipendente ed
    assimilati, descrivendone i due regimi di tassazione (ordinaria e separata).
    Fatta questa premessa, si ipotizzi che la ditta individuale Alfa, esercente attività commerciale, debba liquidare nel mese di ottobre 2007, ad un ex-dipendente, Sig. Mario Rossi, non più in forza dal 31 gennaio 2005, somme definite in giudizio relative a:
    a) differenze retributive;
    b) differenze aggiuntive di trattamento di fine rapporto;
    c) rivalutazione monetaria ed interessi sul punto a) e sul punto b);
    d) danno biologico.
    Sui compensi da erogare, con dati a piacere, il candidato individui il corretto regime di tassazione delle somme liquidate dal Giudice e l’eventuale contribuzione sulle stesse.
    Il candidato rediga il prospetto paga ed effettui la liquidazione d’imposte e contributi; provveda
    altresì ad esporre i relativi obblighi e gli adempimenti a carico del datore di lavoro.
    Se posso le mando via e-mail il tema svolto
    la ringrazio Federica

  150. Alessandro scrive:

    Buongiorno a tutti.
    Allora questo è il mio problema ed ho bisogno di consigli.
    Io lavoro come impiegato in un hotel,ora, io dovrei fare a seconda del mio contratto 6 ore al giorno per 5 giorni e 7 ore un giorno per un totale di 6 giorni a settimana.
    In verità io faccio 8 ore al giorno per 6 a volte 7 giorni.
    ciò vuol dire che lavoro dalle 11 alle 19 ore alla settimana in più (ovviamente non retribuite)
    La mia domanda è..facendo vertenza al datore di lavoro,riesco ad avere questi soldi indietro? non dico ora per ora ma almeno una parte..visto che il mio contratto è in scadenza e non penso mi rinnovino in quanto mi sono fatto valere.aspetto aiuti . Grazie

  151. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Alessandro.
    Carissimo Alessandro, ciò che mi fa più rabbia non è l’ingiustizia subita(che comunque può essere rivendicata) ma la rassegnazione.
    Certo che puoi far valere il tuo diritto ad essere retribuito per le ore prestate in eccedenza!

  152. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Federica.
    E’ per un concorso?

  153. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Filippo.
    La vertenza può essere avviata nei confronti del liquidatore.

  154. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Caterina.
    L’ulteriore rapporto è con lo stesso datore? La coesistenza di un rapporto di lavoro subordinato con un rapporto di lavoro autonomo, intercorrenti tra i medesimi soggetti, non è di per sè inammissibile purchè le prestazioni che costituiscono l’oggetto dei rispettivi contratti non siano identiche o strumentali tra loro ovvero non abbiano tempi di esecuzione coincidenti.

  155. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Giancarlo.
    Di che tipo di incontro si tratta? Sindacale, presso la Direzione Provinciale del lavoro o di un incontro informale?
    Ad ogni modo se il lavoratore è impossibilitato da motivi di salute a recarsi presso la sede aziendale, l’azienda non può pretendere che lo stesso metta a repentaglio la propria salute.
    E’ opportuno comunque inviare un certificato medico che attesti lo stato morboso.

  156. MATTIA scrive:

    Sono il solito Mattia di un mese fa (quesito 113). Ho ancora bisogno di aiuto. Sono sempre in malattia dal 1°giugno 2010 per la frattura al ginocchio, domani saprò dopo il solito controllo rx e la visita ortopedica se mi verrà chiusa oppure se avrò diritto ad altri giorni. Nel caso mi venga chiusa io non intendo ripresentarmi al lavoro perchè la situazione in questi mesi è diventata insostenibile. Vorrei un consiglio su come posso fare a licenziarmi senza perdere nessun diritto. Innanzi tutto: gli apprendisti hanno diritto alla disoccupazione? Però presentando le dimissioni perdo tutti i diritti (se ne ho) il datore di lavoro non è disposto a scendere a compromessi (mi sono già rivolto ad un sindacato per avere gli stipendi dei mesi precedenti) quindi non mi licenzia. Come posso fare? C’è un metodo per starmene a casa ma con i
    minori danni possibili visto che nel frattempo non ho ancora trovato nessuna occupazione? Se non presento le dimissioni e non mi presento al lavoro alla scadenza della malattia, lui mi licenzia per giustificato motivo e in quel caso posso avere la disoccupazione?
    GRAZIE in anticopo per la risposta.
    SALUTI.

    Mattia

  157. Cinzia scrive:

    Gent.le Sig.Tavella,
    Le riassumo di seguito la mia disavventura lavorativa: dopo quasi dieci anni di lavoro a tempo indeterminato presso una azienda di stoccaggio rifiuti, ho deciso di accettare l’ offerta di un’ altra azienda del settore di cui conoscevo il titolare, e che ritenevo vantaggiosa in quanto essendo mamma di due bimbe piccole mi offriva la possibilità del Part-time.
    Il titolare della nuova azienda mi ha rilasciato prima delle mie dimissioni una lettera impegnativa di assunzione ove specificava durata del contratto a tempo indeterminato, retribuzione, orario di lavoro e mansione. Una volta in possesso di questa ho provveduto a dare le mie dimissioni senza preavviso visto l’ urgenza della nuova azienda.Purtroppo una volta iniziato il mio nuovo rapporto lavorativo, il titolare ha trasformato il periodo indeterminato a determinato a 5 mesi (dal 20/07/2009 al 31/12/2009 garantendomi verbalmente il rinnovo. Prima di Natale , lo stesso mi comunicava che non era possibile rinnovare in quanto era in atto una fusione con un’ altra società. fusione concretizzata nel anno 2010. Attualmente sono in cerca di disoccupazione e vivo del sussidio di disoccupazione. Le chiedo se detto comportamento da parte del titolare può essere soggetto a richiesta danni ed eventualmente come gli stessi sarebbero quantificabili.
    La ringrazio per l’attenzione dedicatami ed anticipatamente per la sua risposta.

    Cinzia

  158. Renzo scrive:

    Buongiorno Avv. Tavella,

    L’azienda per la quale lavoro ha ridimensionato di n°3 addetti il reparto di manutenzione di cui sono responsabile chiudendo un’impianto di depurazione e facendo confluire le acque di scarico industriale da trattare direttamente ad un depuratore consortile.

    Ovviamente la mancanza di questi 3 addetti ha comportato un aumento dei nostri carichi di lavoro poiché questo personale era adibito anche ad altre attività manutentive su impianti di servizio.
    La Direzione adesso si vanta con i soci di aver fatto un ottima operazione per ridurre i costi di manutenzione e ci sta ulteriormente mettendo sotto pressione per ridurre al minimo i manutentori presenti, con l’obiettivo di non voler rinnovare 2 contratti a termine di miei collaboratori e lasciarci solo in 5 per coprire tutti i turni (giorno e notte, me e altri 4 manutentori).

    Da mie indagini, tuttavia ho appurato che il quantitativo d’acqua che l’Azienda sta dichiarando al depuratore consortile è molto meno del reale (circa 1/4) ed inoltre i valori delle analisi chimiche dichiarati al consortile presentano un carico inquinante molto più basso del reale: poichè il costo di depurazione dipende sia dalla quantità del refluo e sia dal carico inquinante, il risparmio annuale risulta notevole (ho stimato circa 600 mila euro/anno), ma è evidente che se le dichiarazioni fossero fedeli il costo di depurazione al consortile sarebbe molto più alto di quello che avevamo con il nostro depuratore in gestione.

    Come posso contrastare questa situazione al fine di riportare la situazione alla legalità e contrastare ogni proposito di riduzione del personale senza farmi licenziare?

    Cosa rischiano coloro che hanno architettato questa frode?

    Grazie Renzo.

  159. Renzo scrive:

    Buongiorno Avv. Tavella,

    Mi perdoni se offro il mio contributo a questo forum nel rispondere al quesito n°157 di Cinzia, ovvimente scrivo solo per esperienza diretta e non perchè sono un avvocato!

    @Cinzia:

    Secondo me devi impugnare subito la nullità del termine del contratto facendo valere quanto prospettato nella lettera di impegno all’assunzione e farti convertire il contratto da tempo determinato a tempo indeterminato.

    Per legge la lettera di impegno all’assunzione sostituisce temporaneamente la lettera di assunzione vera e propria, con indubbi vantaggi sotto il profilo contrattuale e normativo.

    Ovviamente avresti fatto meglio a sottoscrivere subito una lettera di assunzione in maniera da vincolare l’azienda in modo definitivo.

    Cmq una lettera di impegno alla assunzione invece consente di definire alcune clausole di riserva, che consentono, anche alla azienda, di porsi al riparo di eventuali sorprese (nel senso che tutela entrambi come ad es. se il dipendente possa non rispettare gli impegni assunti e non si presenti al lavoro il giorno stabilito).

    Il mancato rispetto, da parte della azienda, dei termini di assunzione, si configurerebbe, infatti, come inadempienza contrattuale e quindi risarcibile secondo le eque valutazioni di un giudice.

    Una delle clausole importanti nella lettera di impegno alla assunzione è costituita dalla apposizione di un periodo di prova.

    La clausola del periodo di prova deve essere definita per iscritto. Se si vuole far valere un periodo di prova nel contratto di assunzione, si dovrà analogamente apporre tale clausola nel contratto di impegno alla assunzione. L’assenza del periodo di prova, nella lettera di impegno alla assunzione, renderebbe annullabile una analoga clausola del periodo di prova, apposta successivamente nella lettera di assunzione; quanto meno il dipendente potrebbe rifiutarsi di sottoscriverla all’atto del contratto definitivo.

    Ti scrivo questo perchè se ad esempio nella tua lettera d’impegno vi fosse riportata solo l’intenzione di assumerti a tempo indeterminato, potresti rivendicare un’assunzione diretta senza periodo di prova, durante il quale questo titolare potrebbe comunque licenziarti.

    Renzo

  160. Sara scrive:

    Salve,
    a fine luglio ho rassegnato le dimissioni dalla ditta dove lavoravo precedentemente con contratto indeterminato, con corretto preavviso e rimanendo (almeno in apparenza) in buoni rapporti con i miei superiori.
    Ho terminato il mio rapporto di lavoro il 31 Agosto.
    Ad oggi (1 Ottobre) non mi è ancora stato versata la busta paga di Agosto (dove oltre allo stipendio di agosto c’era anche la retribuzione per le ferie non godute). Purtroppo ho saputo che tale ditta ha notevoli problemi di liquidita’ e non vedo molto probabile un pagamento nel futuro prossimo.
    Tenuto conto che il mio vecchio datore di lavoro non si fa trovare ne’ telefonicamente (non risponde, fa dire che non c’e',etc…) ne’ per mail, quali sono i passi che devo fare per veder riconosciuti i miei diritti (in previsione anche della mancata erogazione del tfr che a questo punto vedo molto probabile)?
    Prima di arrivare all’apertura di una vertenza ci sono altri tipi di solleciti che posso intentare?
    Per aprire una vertenza devo necessariamente passare da un sindacato o posso presentarla direttamente?
    Ringraziando in anticipo per l’eventuale risposta
    porgo cordiali saluti,

    Sara

  161. Salvo scrive:

    Buongiorno Massimiliano,
    complimenti per la lodevole iniziativa,ciò che fai è davvero utile. Il mio problema è il seguente: lavoro in un Hotel come Segretario di ricevimento e cassa, la proprietà da alcuni mesi sta costruendo un altro albergo,che allo stato attuale è un vero e proprio cantiere edile. Da circa un mese ha già però acquistato e depositato presso questo cantiere tutte le apparecchiature necessarie per il successivo completamento dell’albergo:condizionatori,tv,computer etc.. (il cui valore è davvero ragguardevole). Per cui per non pagare il servizio di vigilanza del cantiere ha deciso che saremmo stati io ed un altro mio collega a svolgere questo ruolo di “Guardiano”, facendoci fare de turni (da chiusura cantiere) dalle 17.00 alle 24.00 o dalle 24.00 alle 7.00 del giorno successivo (a riapertura cantiere).
    Premetto che in cantiere non vi è illuminazione ne servizi igienici e non viene mai nessuno a portarmi ne acqua ne da mangiare,sono dotato solo di una torcia.
    Pensi ch sia legale una cosa del genere?
    Sono certo che mi risponderai appena potrai, intanto ti ringrazio in anticipo.
    Grazie….

  162. federica scrive:

    rif.152 E’la traccia d’esame per l’abilitazione alla professione per consulente del lavoro sessione 2007/2008 che fortunatamente non è uscita, ma ripetutamente si verificano durante le sessioni d’esame domande simili dove posso trovare approfondimenti in materia e soprattutto esempi numerici?

  163. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Salvo.
    L’art. 2103, cod. civ., prevede che il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte senza alcuna diminuzione della retribuzione.
    Se il mutamento di mansioni è illegittimo (perchè le nuove mansioni non sono equivalenti o sono deteriori rispetto a quelle ricomprese nella qualifica contrattuale), il lavoratore può rifiutarsi di adempiere ai propri obblighi senza che tale rifiuto possa integrare una ipotesi di insubordinazione, purchè dichiari di essere disposto a svolgere le mansioni per le quali è stato assunto o quelle equivalenti. Fin qui la norma.
    Nel tuo caso, a mio avvisso, ci si trova di fronte ad una singolare adibizione a mansioni del tutto diverse rispetto a quelle di assunzione.
    Di certo non potrai essere ritenuto responsabile di eventuali danneggiamenti o sottrazioni di materiale che dovessero verificarsi in “cantiere”.
    La scelta del rifiuto è sempre personale e deve tenere conto delle molte variabili che lo specifico rapporto presenta.
    Come ho sempre consigliato, bisogna tenere un profilo prudente.

  164. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Federica.
    E’ un tema che tratta dell’imponibilità delle diverse forme di erogazione.
    Non è davvero difficile per un praticante applicare con dati a scelta le regole che si trovano in tutti i manuali di diritto del lavoro.
    Ho fatto il commissario d’esame ed i maggiori problemi sorgono quando il praticantato è stato svolto in maniera superficiale. Cara Federica, hai accesso alla banca dati di Studio? hai possibilità di seguire l’elaborazione mensile dei cedolini paga? Hai possibilità di interlocuzione con i dipendenti dello Studio e/o con il Dominus?
    Se tali condizioni non esistono, non può esistere un corretto percorso di praticantato e allora bisogna cambiare Studio.

  165. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Sara.
    Intanto manda una raccomandata con ricevuta di ritorno all’azienda nella quale chiedi il pagamento delle spettanze.
    Se non riesci ad avere risposta, convoca, attraverso il sindacato/consulente/legale di fiducia il datore di lavoro presso la Direzione Provinciale del Lavoro per esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione.
    E’ una pratica semplice e poco onerosa.

  166. rolando scrive:

    gentile Avv.Tavella,non ho ricevuto risposte al mio messaggio del 8/9,forse gli è sfuggito vista la mole di messaggi inseriti
    saluti

  167. Gianna scrive:

    Buongiorno,
    scrivo per avere un consiglio in merito alle cosidette dimissioni in bianco richieste dai datori di lavoro. Premetto che sono stata assunta con contratto determinato 6 mesi come impiegata ma so (anche se non ha rivolto direttamente a me questa richiesta) che il mio datore di lavoro ad altri dipendenti (operai uomini)ha richiesto di scrivere di proprio pugno e firmare una lettera attestante dimissioni con effetto immediato senza data. So che non è legale questa cosa, ma fossi costretta a firmarla, come potrei combattere eventuali problemi che potrebbero sorgere anche in tempi futuri (esempio: aspetto un bambino e lui decide di tirare fuori questa lettera)? ho trovato in ufficio la lettera in bianco firmata di un dipendente attualmente a lavoro…potrebbe servire mostrare questa lettera dimostrando così che è stato il datore di lavoro a farmi firmare le dimissioni all’atto della stipula del contratto?
    Grazie

  168. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Gianna.
    Le dimissioni in bianco sono N U L L E!!
    Mi sorprende il fatto che ancora (nel 2010) esistano datori di lavoro che esercitano tali pratiche e che si espongano al rischio di una condanna per estorsione!!!
    Le dimissioni in bianco sono la classica “buccia di banana” su cui spesso si scivola facendosi davvero male.
    Come consulente, consiglio a tutti i datori di lavoro di non mettere MAI a repentaglio la propria fedina penale con una sciocchezza simile.

  169. Gianna scrive:

    Grazie per la risposta. mi ero informata anche in generale e già sapevo che non era legale questa pratica, però come combattere questa cosa senza rifiutare di firmarle? Cioè mettere davanti al fatto le firmi o vai via direi che è purtroppo una ragione per firmarle, ma vorrei capire se comunque firmandole posso in qualche modo avere una tutela in caso di problemi?

  170. Renzo scrive:

    Buongiorno Gianna,

    Essendomi imbattuto nel tuo identico problema già nel lontano 1997, mi permetto di dare una risposta al tuo secondo quesito, in maniera da poter sperare leggittimamente che il ns. simpatico Avvocato dedichi il tempo risparmiato per rispondere al mio quesito n°158, ;-) e sperare nel contempo che non mi mandi illeggittimamente a quel paese!!!

    Vado al dunque:

    La pratica del fare firmare al neoassunto una lettera di dimissioni, con data in bianco, è usata da moltissimo tempo per tenere sempre sotto pressione il lavoratore anche dopo il superamento di un periodo di prova.

    Si tratta di una procedura sicuramente illegittima, in quanto diretta ad eludere norme di legge imperative (e cioè inderogabili) perché un lavoratore potrebbe così essere licenziato in qualsiasi momento, a semplice discrezione del datore di lavoro.

    Spesso il problema è però quello di dimostrare l’esistenza di una simile lettera di dimissioni, e di impedirne l’utilizzo.

    La procedura migliore da adottare è la seguente: una volta che sia terminato il periodo di prova “regolare”, e dunque l’assunzione sia divenuta definitiva, è possibile inviare una raccomandata, al datore di lavoro, diffidandolo dall’utilizzare la lettera di dimissioni in suo possesso, in quanto illegittima e non sottoscritta spontaneamente.

    Se la lettera dovesse comunque essere utilizzata in un momento successivo, ci si sarebbe quanto meno precostituti la prova di tale illegittima situazione; se invece il datore di lavoro dovesse negarne l’esistenza, la lettera di dimissioni diverrebbe per lui inutilizzabile.

    A volte però il vero problema si presenta in termini strettamente psicologici perchè l’esistenza di una simile lettera di dimissioni per alcuni datori di lavoro serve solo a “tranquillizzarli”, e il rapporto di lavoro magari può proseguire bene per anni con un apparente reciproco rispetto!!…e onestamente qui ti dico….non ho mai sentito che un dipendente sia stato licenziato per effetto di una di queste lettere!!!….quindi l’ideale sarebbe, che come nel mio caso, la raccomandata di diffida sia inviata al datore di lavoro solo se si fiuta aria di licenziamento oppure solo se si ha già in tasca un’altra lettera di assunzione!

    Renzo

    P.S. Massimiliano non ti incazzare!

  171. Renzo scrive:

    Sempre per Gianna:

    aggiungo che una lettera di dimissioni in bianco fatta firmare nel contesto di un contratto a tempo determinato di 6 mesi denota la volontà del datore di lavoro di poterti licenziare prima dello scadere del termine senza incorrere in un’eventuale tua impugnativa che lo costringa a pagarti i mesi residui non lavorati come previsto dal D. Lgs. 6/9/01 n. 368 sui contratti a termine.

    Renzo

  172. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Renzo.
    Renzo mi offre la possibilità di precisare che non sono avvocato, ma dottore commercialista specializzato in diritto del lavoro.
    Non mi sembra il caso di prendere una denuncia per appropriazione indebita di un titolo professionale mai cercato…..
    Con riguardo al quesito 158 e nel ringraziarla per la partecipazione attiva al Blog, il ridimensionamento organizzativo attuato dall’azienda rientra, in generale, tra i poteri propri dell’imprenditore.
    Il lavoratore sottoposto a ritmi stressanti ha la possibilità di ricorrere al responsabile per la sicurezza e/o agli organi di vigilanza competenti.
    Risulta chiaro che l’ottimizzazione ricercata a discapito della salute dei lavoratori impiegati, va dimostrata.
    Sarebbe utile un approfondimento sui turni di lavoro e sulla corretta applicazione dell’orario, legale e contrattuale.
    Circa i presunti “brogli sulla depurazione” non ho davvero risposte tecniche tali da poter dare utili consigli.

  173. federica scrive:

    Buon pomeriggio,
    purtroppo nello studio dove ho fatto praticantato per fortuna o per precisione dello studio non mi sono mai trovata a dover elaborare una busta relativa a retribuzioni arretrate con ricalcolo tfr, rivalutazione e interessi nonchè danno biologico, devo anche confidarle, visto che ha fatto l’esaminatore, che sto facendo un corso presso la CDL di Pisa in preparazione all’esame e su 50 praticanti ce ne fosse stato uno che sapeva come farlo mi correggo il problema di come procedere lo conosco ovvero imponibile contributivo, imponibile fiscale ritenute etc…quello che mi turba in questi esercizi con dati a scelta se nella scelta dei dati devo mettere una cifra qualsiasi oppure devo seguire un procedimento particolare esempio nel caso il calcolo per la rivalutazione e gli interessi delle cifre le dovevo calcolare effettivamente su quelle che erano i dati a scelta oppure mettevo una cifra a caso comunque coerente con gli importi retribuzioni e tfr?
    La ringrazio e scusi il disturbo

  174. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Federica.
    I dubbi e l’esigenza individuale di approfondimento che dimostri dalle domande poste, mi fanno capire che diventerai una bravissima Consulente.
    Il calcolo esatto di interessi e rivalutazione senza consultare una tabella e con una calcolatrice è complicato ed a mio avviso è sufficiente, ai fini dell’esame, conoscere unicamente la procedura corretta.
    Chiaramente se hai una “mente matematica” (cosa che io non ho) puoi con dati coerenti provare ad eseguire il calcolo.
    Nella pratica esistono programmini attraverso i quali il calcolo è davvero semplice.
    In bocca al lupo anche se non ho il minimo dubbio sull’esito dell’esame!

  175. Daniele Santona scrive:

    Gentile dott. Tavella

    Avrei bisogno di un’informazione: in seguito ad una crisi di liquidità il mio datore di lavoro (lavoravo presso uno studio di consulenza contabile e fiscale) mi ha licenziato alla fine di agosto 2010. In seguito a ciò volevo aprire la stessa attività nello stesso paese e mi vorrebbero seguire i 3 dipendenti che ancora lavorano nello studio da cui sono stato licenziato. Volevo sapere quanto tempo deve passare dalle loro dimissioni affinchè si possa aprire un nuovo studio senza entrare nella disciplina della concorrenza sleale (nei nostri contratti c’è solo l’obbligo di fedeltà e nessun patto di non concorrenza). Il fatto che questi 3 dipendenti (più il sottoscritto che è già stato licenziato) si dimettano provocherà sicuramente un danno allo studio precedente; quindi vorrei sapere che problemi posso avere dal mio ex datore se i miei colleghi si dimettono verso la metà di questo mese (la più anziana ha un obbligo di preavviso di 60 gg). La ringrazio per l’attenzione e le porgo i miei più cordiali saluti
    Daniele

  176. francesco scrive:

    Vorrei sapere,se avendo avuto x3 volte un contratto a termine a tempo determinato,e con una sicurezza di un “non” rinnovo,è possibile procedere con una vertenza oppure no?

  177. Roberto scrive:

    Credo di essere un caso UNICO in Italia, e se non fosse per il fatto che vivo in una piccola città di una piccolissima regione, il mio caso sarebbe stato alla ribalta della cronaca nazionale.
    Sono stato licenziato dallo stesso datore di lavoro per ben tre volte. Tutte e tre le volte sono stato reintegrato dai giudici del lavoro. Per il terzo reintegro sono stato rimesso al lavoro dalla Corte di Appello di Campobasso (questo avveniva l’11 Dicembre 2009) e in più mi è stato riconosciuto dalla Corte di Appello di Campobasso il diritto a riceve tutte le mensilità maturate dalla data dell’ultimo licenziamento (11 Maggio 2006). A tutt’oggi ancora non vengo reintegrato e l’azienda si rifiuta di corrispondermi quanto di mia spettanza. Con i miei legali abbiamo proceduto effettuando pignoramenti presso terzi, ma la multinazionale in questione ha fatto sparire i fondi economici. In questi giorni ho effettuato un ennesimo tentativo di pignoramento, questa volta mobiliare, non riuscendo a pignorare niente e facendo firmare al debitore esecutato un verbale di pignoramento infruttuoso. Mi resta solo il procedere con il pignoramento immobiliare, ma è una procedura lunga e onerosa che mi costringerà a vivere per ancora molto tempo in maniera precaria; Lei Avvocato, che ha il mio indirizzo mail e dal quale può risalire al mio nome e cognome, può se vuole fare un’ulteriore ricerca per approfondire i fatti: Le basterà digitare nome e cognome su qualsiasi motore di ricerca internet e reperirà ulteriori informazioni; sul mio caso sono state fatte anche due interrogazioni parlamentari negli anni passati…è dal 2003 che sono vittima di soprusi! C’è un accanimento nei miei confronti che è pari ad una vera persecuzione! Ora i miei legali stanno pensando di presentare istanza di fallimento, sebbene l’azienda in questione sia florida economicamente…Lei che ne pensa? Ci sono forse altre strade possibili percorribili per avere quanto di mia spettanza? La ringrazio e la saluto cordialmente.

  178. Cristian scrive:

    Buongiorno,
    tra qualche mese scade il mio contratto di apprendistato professionalizzante,che non sarà trasformato in contratto a tempo indeterminato, posso procedere con una vertenza per mancata formazione da parte dell’azienda?
    Grazie.

  179. Renzo scrive:

    @Massimiliano,

    Grazie per il riscontro al mio quesito n°158, in questi giorni mi sono informato che “il broglio sulla depurazione” commesso dall’Azienda è a tutti gli effetti un reato perseguibile penalmente.

    Il problema è che questo reato è il presupposto per ridurre il personale, perché se l’Azienda dovesse pagare le quote di depurazione reali questa operazione non si potrebbe effettuare: dunque si tratta di capire, in generale, se una riduzione di personale, pur rientrando tra i poteri dell’imprenditore, ma supportata da un comportamento fraudolento da parte dell’Azienda è di per sé leggittima.

    Saluti, Renzo

  180. Renzo scrive:

    @Roberto,

    Il tuo caso esposto con quesito n°177 mi ha colpito parecchio, perché evidenzia a quale livello di sfacciataggine è arrivato il comportamento di certe imprese nei confronti della legge.
    Evidentemente a capo di simili Aziende c’è chi non teme conseguenze personali, e secondo me è qui che occorre intervenire.

    Se posso darto un consiglio, oltre ai saggi consigli che ti darà Massimiliano, secondo me devi puntare al pignoramento di beni che “bloccano” qualche attività cruciale per l’Azienda, faccio un esempio, chiedi al tuo legale se si può pignorare il server con il pretesto che al suo interno vi sono dati che ti riguardano; sono sicuro che una multinazionale senza server qualche problemino comincia ad averlo….poi valuta tu….io ti ho fatto solo un esempio!

    In secondo luogo, questa Azienda è davvero pulita su tutto? Problemi di sicurezza e ambiente, siamo sicuri che è tutto a posto? …..oppure crea loro qualche problema di immagine….cosa a cui una multinazionale tiene moltissimo….ovviamente capisco il tuo stato d’animo, hai incontrato dei mastini ma tu comportati come una canna…che si piega ma non si spezza!

    In bocca al lupo, Renzo

  181. Roberto scrive:

    @ Renzo
    Ho messo la mia pagina Facebook, in modo che tu e gli altri lettori possiate sapere tutto sul mio caso, ma posso tranquillamente mettere nome e cognome, dato che il mio “caso” è finito pure sui giornali e sulle TV locali…e l’industria chimica “incriminata” continua a fare ORECCHIE DA MERCANTE… ho anche scritto a Striscia la Notizia prima dell’estate, ma ancora non mi interpella nessuno… Grazie a tutti quelli che mi esprimono la loro solidarietà.
    Roberto Pano (scrivendo il mio Nome e Cognome su Google escono centinaia di pagine…)

  182. Giovanna scrive:

    Buongiorno,questo è il mio problema.dal 2000 al 2005 ho lavorato in una ditta individuale praticamente senza mai ricevere uno stipendio e nessun contributo pensionistico (era la ditta di quello che poi è diventato il mio ex marito).Ci siamo separati di fatto nel 2005.ora per mancanza di soldi ho rimandato sempre la separazione che sto facendo ora in modo consensuale.Sono ancora in tempo a chiedere la vertenza lavoro per quei 5 anni o va in prescrizione…Grazie
    Giovanna
    Giovanna

  183. francesco scrive:

    salve, lavoro in una ditta srl, con contratto, industria legno. volevo sapere, se la ditta mi chiede di fare il turno di notte (22,00 6,00)sono obbligato a farli? non posso rifiutare? mi sembra che sarei obbligato solo dalle 6 alle 14 e dalle 14 alle 22.

  184. paolo scrive:

    salve ,lavoro da anni con contratti a tempo determinato nel settore alberghiero.mi hanno sempre fatto contratti di 4 o 6 mesi.circa tre anni fa usci la legge che non si potevano fae piu di 36 mesi di contratto con la stessa azienda infatti a me alla scadenza del 36emo mese non mi hanno piu rinnovato.Però mi hanno fatto lavorare con contratti giornalieri.per un max di 12 giorni al mese.nel frattempo pero’ hanno assunto altro personale a tempo determinato.Tutto questo e’ regolare secondo lei o no?grazie

  185. davide scrive:

    salve sig Tavella le volevo esporre il mio problema.io sono un addetto alla sicurezza presso una grande azienda multinazionale della grande distribuzione,che non è il mio diretto datore di lavoro in quanto lavoro per una società vincitrice di appalto che a sua volta lavora per questa grande azienda.spesso e volentieri mi trovo a eseguire dei servizi che in teoria dovrebbero essere svolti da persone che sono assunte da questa grande azienda che hanno un inquadramento diverso dal mio in quanto loro hanno un 3°livello del commercio e guadagnano 1300 euro al mese di base e io facendo le loro identiche mansioni ormai da più di 5 anni a questa parte prendo 800euro al mese con un contratto del commercio e terziario(contratto inesistente)con una paga oraria di neanche 4 euro).tante volte mi trovo a contatto con denaro,chavi di riserve di merce molto costosa,sistema di allarmi dell’intera azienda.la mia società, per il quieto vivere ,anche se non faceva parte degli accordi, continua a farmi svolgere questi servizi.
    i sindacati all’interno di questa azienda cercano di farmi fare una vertenza sindacale in quanto secondo loro non potri svolgere queste mansioni sia perchè lavoro per una società esterna sia per l’inquadramento,e di chiedere quindi l’assunzione diretta da parte di questa multinazionale.volevo un parere da lei che è un esperto.grazie mille.

  186. Il silenzio... scrive:

    Tante domande, ZERO risposte! Il dott.Tavella tace…

  187. Massimiliano Tavella scrive:

    Complimenti! Il Blog non è certo una chat per “ciao ciao” che non ritengono di presentarsi almeno con il nome.
    Cmq, ha ragione, è un periodo di super lavoro ma spero di evadere tutti i quesiti al più presto.
    Peraltro chi lavora comprende

  188. Stella scrive:

    Salve, volevo porle queste domande, da febbraio 2008 ho lavorato con contratto part-time in uno studio di consulenza finanziaria, a fine luglio doveva ancora retribuirmi la mensilità di giugno e così ho deciso di non presentarmi a lavoro, visti i ripetuti solleciti di stipendio senza esiti, il 31/08 il mio ex datore di lavoro ha inviato tramite il suo consulente la dimissione per la quale non mi è neanche stato chiesto il consenso e neanche mi ha informata dopo averla inviata, l’ho scoperto io per caso, 2-3 settimane dopo, in pratica sul mio contratto lui ha ricevuto delle agevolazioni e quindi non può licenziarmi prima dei 3 anni di contratto altrimenti perde i benefici di cui ha usufruito e perciò ha effettuato una dimissione, ora mi farà assumere da un’altra azienda per un pò di tempo, dopodichè questa azienda mi licenzierà ed io potrò chiedere la disoccupazione, ora Le chiedo è possibile una cosa del genere?mi spiego è una cosa “legale”?dopo di ciò riceverò la disoccupazione?comunque ad oggi non ha effettuato nessuna nuova assunzione per me, ribadisco che è dal 31/08 che risulto dimessa senza aver firmato nulla, come dovrei comportarmi?procedo con l’impugnativa di licenziamento?se a gg non mi fa alcuna assunzione?per i mesi arretrati e il tfr come mi bisogna procedere?è il caso di una vertenza?che vuol dire la vertenza va in prescrizione dopo 5 anni dalla cessazione del rapporto di lavoro?
    attendo sue pregiate risposte e mi scuso per le troppe domande, ma non so come comportarmi, è la prima volta che mi capita una cosa del genere.
    La ringrazio anticipatamente e Le porgo i miei saluti.

  189. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Stella.
    Non presentandoti al lavoro il datore ti ha ritenuta dimissionaria, magari consigliato da un consulente furbo…
    A mio avviso anche se hai sbagliato a non presentarti al lavoro, le tue potrebbero essere considerate “dimissioni per giusta causa” che ti consentirebbero anche la percezione dell’indennità di disoccupazione.
    Hai sollecitato a suo tempo in forma scritta il pagamento della retribuzione?
    Ti ricordo che la proposta di una assunzione fittizia è una vera e proria truffa ai danni dell’Inps per cui, OCCHIO!
    Vai da un avvocato, da un sindacalista o da un consulente e impugna tutto.

  190. Massimiliano Tavella scrive:

    X Daniele.
    Bisogna analizzare i contratti di lavoro e il settore di attività.

  191. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Francesco.
    Occorre verificare se le causali poste alla base dei contratti sono genuine. Le notizie che mi forniosci sono poche per darti un consiglio.

  192. Stella scrive:

    Non mi ha ritenuta dimissionaria, ma mi ha fatta risultare dimessa per non perdere lui le agevolazioni di cui ha usufruito, che perderebbe se mi licenzia, per dimissioni giusta causa cosa intendi, come dovrebbero essere fatte?in modo da ottenere la disoccupazione.
    Grazie ancora.
    Saluti stella

  193. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Stella.
    Ogni lavoratore può recedere senza preavviso dal rapporto di lavoro in caso di giusta causa ovverosia a fronte di un fatto tale da non consentire la prosecuzione del rapporto. In tal caso il lavoratore avrà diritto all’indennità sostitutiva del preavviso.
    La Corte Costituzionale con sentenza n. 269 del 24 giugno 2002, ha stabilito che le dimissioni per giusta causa, comportando uno stato di disoccupazione involontaria, non escludono la corresponsione dell’indennità ordinaria di disoccupazione (Vedi anche circc. INPS n. 97/2003 e n. 163/2003).
    Costituisce giusta causa di dimissioni del lavoratore :

    - la mancata corresponsione della retribuzione in quanto grave inadempimento;

    - la mancata regolarizzazione della posizione contributiva del lavoratore;

    - l’omesso versamento dei contributi previdenziali;

    - le molestie sessuali;

    - il mobbing, vale a dire il crollo dell’equilibrio psico-fisico del lavoratore a causa di comportamenti vessatori da parte di superiori gerarchici o di colleghi;

    - il comportamento offensivo o ingiurioso del datore di lavoro o del superiore gerarchico;

    - le variazioni notevoli delle condizioni di lavoro a seguito di cessione dell’azienda;

    - lo spostamento del lavoratore da una sede all’altra senza che sussistono le comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive previste dall’art. 2103 cod. civ.

  194. Giovanna scrive:

    Buon pomeriggio sig.Tavella,sono Giovanna…non è che puo rispondere anche al mio quesito,per me è importante,grazie

  195. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Davide.
    Pur non possedendo notizie precisce circa le effettive modalità di svolgimento della prestazione, la sua posizione sembra irregolare.
    Infatti, l’art. 29 del D.Lgs. n. 276 del 2003 stabilisce che ai fini dell’applicazione delle norme sul mercato del lavoro, il contratto di appalto, stipulato e regolamentato ai sensi dell’articolo 1655 del codice civile, si distingue dalla somministrazione di lavoro in base a due fondamentali requisiti:

    - la organizzazione dei mezzi necessari – che può anche risultare, in relazione alle esigenze dell’opera o del servizio dedotti in contratto, dall’esercizio del potere organizzativo e direttivo nei confronti dei lavoratori utilizzati nell’appalto – deve fare capo all’appaltatore;

    - il rischio d’impresa deve gravare sull’appaltatore.

    Quando il contratto di appalto sia stipulato in violazione delle disposizioni vigenti, il lavoratore interessato può chiedere, mediante ricorso giudiziale ai sensi dell’art. 414, cod. proc. civ. notificato anche soltanto al soggetto che ne ha utilizzato la prestazione, la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze di quest’ultimo.
    Prima di intraprendere una vertenza, le consiglio di fare approfondire il caso specifico da professionisti di provata esperienza.

  196. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Rolando.
    Scusi per il ritardo nella risposta.
    Sulla base delle notizie fornite le consiglio di trovare un buon avvocato che si occupa di diritto del lavoro. A quanto pare ci sono i termini per rivendicare un rapporto di lavoro “giusto”.

  197. Paolo scrive:

    Buongiorno Dott. Tavella,

    Mi chiamo Paolo, sono un disegnatore tecnico CAD, ed ho lavorato sempre, mio malgrado, con contratti a termine di tipo Co.Co.Pro. e tempo determinato, presso diverse aziende.

    Negli ultimi anni, stanco della precarietà, ho cominciato a fare sempre maggiori pressioni, sui datori di lavoro, per essere assunto a tempo indeterminato, ma la risposta è stata sempre una promessa verbale per un’assunzione definitiva, ma solo dopo la scadenza del contratto a termine.

    In tutti i casi tale promessa non solo è stata disattesa, ma la comunicazione di un mancato rinnovo mi è sempre giunta all’ultimo momento creando dei danni alla mia immagine professionale (nel senso che cercare da disoccupato è peggio che da occupato) e facendomi reagire con impugnative che di solito si sono risolte in cospicui risarcimenti economici che tuttavia hanno in parte compensato i miei periodi d’inattività lavorativa.

    A parte il periodo di crisi che stiamo vivendo, a seguito di alcune pre-assunzioni non andate a buon fine, mi era venuto il sospetto che qualche potenziale datore di lavoro prendesse informazioni sul sottoscritto presso qualche azienda con la quale avevo lavorato e si era verificato un contenzioso ed ho preso la decisione di verificare il tutto rivolgendomi a un agenzia investigativa.

    I risultati sono stati sorprendenti, poiché in due casi, i miei ex-datori di lavori di lavoro se contattati dall’agenzia che si spacciava per società di selezione del personale, mi hanno descritto negativamente con riferimento alle vertenze e ai risarcimenti.

    In conclusione vorrei chiederle, quali azioni, eventualmente legali, posso esercitare su queste aziende che infangano la mia reputazione professionale facendomi perdere importanti opportunità lavorative? Una semplice diffida per raccomandata potrebbe bastare?

    Un distinto saluto e grazie per l’aiuto che saprà darmi, Paolo

  198. Cristina Milone scrive:

    Siamo un gruppo di lavoratori in Cassa Integrazione. La ns società, ke fa parte un grande Gruppo, ha chiuso un Punto Vendita. Vorremmo avere notizie sulle possibilità di portare avanti una vertenza, basata sul fatto ke mentre noi(47) siamo in C.I. il Gruppo continua ad aprire sul ns territorio nuovi Punti Vandita.
    PS: La Società Capo Gruppo non è italiana e ci continuano a dire ke nn possiamo intraprendere nessuna azione legale vs loro, xkè legalmente siamo 2 società diverse.
    Vorremmo avere la Vs opinione in proposito.
    Grazie in anticipo in attesa del Vs consiglio….
    distinti saluti

  199. andrea scrive:

    Gentile Dott. Tavella,
    ieri ho effettuato un secondo colloquio di lavoro presso una società, in cui mi è stato detto che mi avevano assunto e avrebbero voluto che iniziassi a partire dal 25 ottobre. Avendo già un lavoro avevo detto loro che non avrei rispettato i termini di preavviso e che avevo bisogno della mattinata di oggi per risolvere il problema. Inoltre ho più volte chiesto rassicurazioni sull’assunzione prima di espormi con il mio vecchio datore. mi viene detto di non preoccuparmi e che se decidevo di acettare la proposta di lavoro avrei dovuto mandare un aserie di documenti via mail entro mezzoggiorno visto i tempi molto stretti. Alle undici invio i documenti ma mi viene risposto che hanno assunto un altra persona. posso fare qualcosa?

  200. Alessandro scrive:

    salve dot.Tavella vorrei esporle la mia situiazione,ho lavorato dal 2006 al 2008 in una ditta d’impiantistica,lavoravo come idraulico percependo uno stipendio di 1000 euro al mese,ero assunto ma non ho mai percepito una busta paga,secondo lei anche se son passati vale la pena aprire una vertenza non tanto per per stabilire se mi spettasse un adeguamento ma almeno come contributi, esiste una prescrizione? Ora vorrei porle un secondo quesito,dal 10-10-2008 al 04-09-2010 ho lavorato con un mio conoscente artigiano svolgendo il lavoro di elettricista(la sua professione)e idraulica vista la sua esperienza,ovviamente il lavoro non era sempre continuativo,dipendeva da quanto lavoro ci fosse,diceva che al momento non poteva assumermi e prendevo 10 euro l’ora come elettricista e qualcosa in più per il lavoro idraulico sempre a suo nome,ovviamente sempre in nero,il nostro rapporto di lavoro si è concluso poco tempo fà,volevo chiederle così come il primo quesito vale la pena fare vertenza? La mia situazione non e delle migliori e un avvocato peserebbe,da chi mi dovrei rivolgere? entrerei in un girone infernale o ne vale la pena? Mi scusi se mi son dilungato troppo e complimenti per questo utile forum dott. Tavella,spero di poter avere una sua risposta che mi schiarasca le idee,grazie e distinti saluti.

  201. Alessandro scrive:

    salve dot.Tavella vorrei esporle la mia situiazione,ho lavorato dal 2006 al 2008 in una ditta d’impiantistica,lavoravo come idraulico percependo uno stipendio di 1000 euro al mese,ero assunto ma non ho mai percepito una busta paga,secondo lei anche se son passati vale la pena aprire una vertenza non tanto per per stabilire se mi spettasse un adeguamento ma almeno come contributi, esiste una prescrizione? Ora vorrei porle un secondo quesito,dal 10-10-2008 al 04-09-2010 ho lavorato con un mio conoscente artigiano svolgendo il lavoro di elettricista(la sua professione)e idraulica vista la sua esperienza,ovviamente il lavoro non era sempre continuativo,dipendeva da quanto lavoro ci fosse,diceva che al momento non poteva assumermi e prendevo 10 euro l’ora come elettricista e qualcosa in più per il lavoro idraulico sempre a suo nome,ovviamente sempre in nero,il nostro rapporto di lavoro si è concluso poco tempo fà,volevo chiederle così come il primo quesito vale la pena fare vertenza? La mia situazione non e delle migliori e un avvocato peserebbe,da chi mi dovrei rivolgere? entrerei in un girone infernale o ne vale la pena? Mi scusi se mi son dilungato troppo e complimenti per questo utile forum dott. Tavella,spero di poter avere una sua risposta che mi chiarasca le idee,grazie e distinti saluti.

  202. Alessandro scrive:

    MI PERDONI DOTT.TAVELLA SE PER ERRORE HO POSTATO DUE VOLTE.

  203. andrea scrive:

    gentile dott. Tavella,
    in riferimento al mio commento n. 199 volevo inoltre dirle che di fronte ad una mia richiesta di spiegazioni, il responsabile mi ha chiamato dicendomi che il motivo della mancata assunzione era per un suo errore in quanto non aveva visto che c’era un altro canditato con un punteggio più elevato del mio.

  204. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Alessandro.
    I termini prescrizionali a quanto sembra non sono trascorsi.
    Fare vertenza è sempre una scelta del lavoratore.
    Quando dici di essere stato assunto, cosa intendi? Perchè pensi che non ti siano stati versati i contributi se l’assunzione è stata regolare, anche se non ti è mai stata consegnata la busta paga?
    Per quanto riguarda il lavoro effettuato alle dipendenze (in nero) del tuo conoscente, è chiaro che una vertenza ti garantirebbe di recuperare differenze retributive e contributi, ma anche in questo caso dovrai essere tu a valutarne l’opportunità.
    Se ti rivolgi ad un sindacato non dovresti pagare nulla. (o almeno solo la tessera).
    Se hai bisogno contattami pure per ogni chiarimento sul forum.

  205. Massimiliano Tavella scrive:

    “Estorsione e rapporto di lavoro”
    Riporto integralmente la nota di Francesco BUFFA, che trovo molto interessante, pubblicata sul Quotidiano Ipsoa del 26/10/2010 nella quale l’Autore commenta la Sentenza della Cassazione penale 11/10/2010, n. 36276.

    La S.C. si pronuncia su un caso di tentata estorsione perpetrata dal consulente del lavoro, in concorso con il datore, che avevano tentato di costringere un lavoratore a sottoscrivere buste paga maggiorate.Un datore di lavoro ed un consulente del lavoro vengono condannati per il reato di cui all’art. 56 e 629 cod. pen. in quanto, mediante reiterate minacce di licenziamento (poi attuato), avevano tentato di costringere un lavoratore a sottoscrivere buste paga recanti corrispettivi superiori a quelli effettivamente percepiti. Gli imputati erano stati condannati sulla scorta delle dichiarazioni della stessa lavoratrice parte offesa, dichiarazioni apparse attendibili perché “dettagliate e concordanti con le emergenze processuali”.
    La Corte di cassazione conferma la sentenza impugnata, ritenendo congruamente motivata la decisione ed affermando, con specifico riferimento alla posizione del consulente concorrente nel reato, che anche una minaccia larvata era sufficiente, stanti le condizioni ambientali, ad integrare il delitto di estorsione (nella specie, a quanto si desume dalla sentenza di legittimità il consulente si era limitato a prospettare alla lavoratrice la scelta datoriale di licenziamento ove non avesse firmato). In giurisprudenza, in sede penale, per Cass. Sez. 2 pen., Sentenza n. 36642 del 5/10/2007, integra il delitto di estorsione la condotta del datore di lavoro che, approfittando della situazione del mercato di lavoro a lui favorevole per la prevalenza dell’offerta sulla domanda, costringa i lavoratori, con la minaccia larvata di licenziamento, ad accettare la corresponsione di trattamenti retributivi deteriori e non adeguati alle prestazioni effettuate, e più in generale condizioni di lavoro contrarie alle leggi ed ai contratti collettivi. In generale, secondo Cass. pen. Sez. 2, Sentenza n. 7382 del 11/07/1986 , il delitto di estorsione, che è un tipico delitto contro il patrimonio, si distingue dalla violenza privata, che è un reato contro la libertà morale, per il fine specifico di conseguire un ingiusto profitto con altrui danno. (nella specie, relativa a ritenuta estorsione, le persone offese, coartate, vessate, maltrattate e suggestionate, erano state costrette, alle dipendenze dell’imputato, a lavori ingrati per conto di questi, senza ricavarne alcuna retribuzione, salvo il minimo di sostentamento per una mera sopravvivenza).
    In ambito giuslavoristico, la giurisprudenza di legittimità ha chiarito la portata della firma di buste paga maggiorate sotto minaccia di licenziamento: per Cass. Sez. L, Sentenza n. 2483 del 09/04/1986, la quietanza attestante la corresponsione e l’accettazione della indennità di anzianità, conseguentemente alla cessazione di un rapporto di lavoro subordinato, costituisce una scrittura privata che fa piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni dal lavoratore che l’ha sottoscritta, se costui, contro il quale la scrittura è prodotta, ne riconosce la sottoscrizione; per contro la verità intrinseca di quella dichiarazione può essere contestata non con la querela di falso ma con tutti gli altri mezzi di prova consentiti, al fine di porre il giudice del merito in condizione di apprezzare il contenuto del documento in concorso con gli altri elementi probatori, e, se del caso, di disattenderlo, nell’Esercizio del suo potere discrezionale circa la valutazione delle prove.
    Si è inoltre detto sul tema (Cass. Sez. L, Sentenza n. 5684 del 10/04/2003), che nei rapporti di lavoro subordinato o di parasubordinazione, la minaccia del datore di lavoro (o del preponente, committente, ecc.) di risolvere il rapporto a tempo indeterminato intercorrente tra le parti, può determinare l’annullabilità, a norma dell’art. 1438 cod. civ., dell’atto negoziale alla cui conclusione il prestatore di lavoro si sia determinato in conseguenza di tale minaccia, anche quando non sussista un regime di stabilità del rapporto. In tal caso è configurabile il requisito dell’ingiustizia del vantaggio se il datore di lavoro (o il preponente, ecc.) mira ad ottenere dal prestatore di lavoro, mediante rinunzia o transazione, il sacrificio di diritti acquisiti, senza che sia necessario che il conseguente vantaggio economico del primo sia di particolare entità. (Fattispecie relativa a rapporto di agenzia definito con transazione stipulata sotto la minaccia, proveniente dalla società preponente, di recesso dal rapporto).

  206. Renzo scrive:

    Per Andrea quesito n°199-203.

    Buongiorno Andrea, in attesa di un intervento del Dr. Tavella, provo io a risponderti.

    Innanzi tutto, collegando fra di loro le date degli eventi, dal tuo post, non si capisce bene se contestualmente alla consegna dei documenti avvenuta il 21/10/2010 presso il potenziale “nuovo datore” di lavoro avevi anche rassegnato le dimissioni con il “vecchio datore” di lavoro pronto a presentarti per la data del 25/10/2010. Onestamente spero di no!
    Infatti una promessa di assunzione solo verbale non vincola un’azienda ad assumerti, e pertanto non ti dà diritto ad alcuna rivendicazione giuridica.
    Tanto per farti un esempio, quando un azienda assume un lavoratore a tempo determinato, quasi sempre “promette” che al termine del contratto vi sarà uno sbocco con un assunzione a tempo indeterminato per motivare il lavoratore a rendere di più, salvo casi evidenti di sostituzione maternità!….puntualmente poi il lavoratore è lasciato a casa ma non può far valere alcun diritto sulla promessa fatta a voce in quanto non è considerata giuridicamente impegnativa.

    Renzo

  207. Renzo scrive:

    Per Cristina Milone quesito n°198.

    Buongiorno Cristina, in attesa di un intervento del Dr. Tavella, provo io a risponderti.

    Se alla società Capo Gruppo fanno riferimento due diverse società che concorrono al bilancio consolidato della Capo Gruppo vi possono essere le premesse per fare una vertenza, ma al solo scopo di ottenere una proposta di trasferimento di sede presso qualche nuovo punto vendita.

    La questione diventa più complicata se i punti vendita sono in Franchising con società appartenenti alla Capo Gruppo, perchè ogni punto vendita è a sè, ed il titolare di ogni negozio è vincolato solo da un contratto di associazione in partecipazione con apporto di lavoro.

    Ne discende che prima di intraprendere delle azioni legali dovresti informarti bene sull’organizzazione.

    Renzo

  208. Renzo scrive:

    Per Dr. Tavella,

    Lascio a te il quesito n°197 di Paolo.

    Saluti, Renzo.

  209. SALVATORE NEGLIA scrive:

    DOTT. TAVELLA
    LE SCRIVO PER TOGLIERMI UN DUBBIO.
    MI HANNO CHIESTO DI POTER FIRMARE DEI VERBALI D’ASSEMBLEA IN QUALITA’ DI SEGRETARIO DI UNA
    S.R.L. IN LIQUIDAZIONE, DI CUI L’AMMINISTRATORE E’ UN MIO PARENTE.
    A COSA POSSO ANDARE INCONTRO
    GRAZIE

  210. Roberto scrive:

    Capisco che il quesito che pongo io (il n°177) è di difficile soluzione… ma mi sarei aspettato qualcosa in più… grazie lo stesso.

  211. Massimiliano Tavella scrive:

    X Roberto.
    Carissimo Roberto, il caso che poni è molto simile a quello che ho seguito per un mio Cliente dipendente da una grande multinazionale.
    Cosa intendi quando dici che l’azienda è florida? Appare chiaro che per analizzare compiutamente la questione bisogna conoscere le “carte” e l’iter che ha portato a tale risultato.
    Nel tuo caso, oltre ad un fatto strettamente economico, sono state attuate verosimilmente condotte persecutorie che fanno capire quanto sia difficile,a volte,far valere i propri diritti. Se fossi un mio cliente ( sono dottore commercialista specializzato in diritto del lavoro) ti consiglierei di interpellare un altro legale per valutare, insieme ai tuoi attuali rappresentanti, strategie alternative.
    A tutto vi è rimedio, soprattutto in un rapporto di lavoro subordinato garantito da tre sentenze a favore.
    Sono peraltro convinto che, in questi casi, il tempo giochi sempre a favore del dipendente.

  212. Pasquale scrive:

    ciao Massimo vorrei d te un consiglio,non potendomi permettere il costo di una vertenza privata e comunque non conoscendo le prassi legali quante possibilità ho di spuntarla su un caso di portierato
    in una coop di servizi dove costantemente al bisogno si utilizzano, telefono ,p.c., allarmi, telecamere di sorveglianza, impianti antincendio,controllo uscita personale,oltre che hai mezzi carico /scarico? sono al livello base con 48 ore di lavoro settimanali /50-52-54.
    ciao

  213. Pasquale scrive:

    ciao Massimo vorrei da te un consiglio,non conoscendo il costo di una vertenza privata e comunque non conoscendo le prassi legali
    ed ancora non volendo assolutamente citare alcuni sindacati, quante possibilità ho di spuntarla su un caso di portierato
    in una coop di servizi dove costantemente al bisogno si utilizzano, telefono ,p.c., allarmi, telecamere di sorveglianza, impianti antincendio,controllo uscita personale,oltre che hai mezzi carico /scarico? sono al livello base con 48 ore di lavoro settimanali /50-52-54.
    ciao

  214. Roberto scrive:

    Grazie Dott. Tavella dell’interessamento, giusto per la cronaca Le do ulteriori informazioni.
    Quando dico che l’azienda in questione “è florida”, intendo che non ha problemi economici, in quanto non fa cassa integrazione (magari lo facesse!!! almeno potrei pignorare l’importo della cassa dall’INPS), assume operai dalle agenzie interinali, fa lavorare in straordinario, da premi economici ai dirigenti, aumenta le produzioni, tutti sintomi di una multinazionale che non è neanche minimamente stata sfiorata dall’attuale crisi…Le ricordo che stiamo parlando della “MOMENTIVE”, precedentemente General Electric con la quale ancora ha partecipazioni, che ha assorbito il gruppo tedesco Bayer…insomma, non è la fabbrichetta che a stento riesce a tirare avanti, è una multinazionale che decide e regola le sorti mondiali dell’economia. Eppure non solo si è fatta fare TRE pignoramenti presso terzi (infruttuosi), ma si è fatta fare anche un pignoramento mobiliare per più di 150.000 euro. Ma Lei lo sa che queste procedure (purtroppo!) sono lente in Italia, io mi sono venduto la casa per sopravvivere in questi quasi cinque anni che aspetto! e loro giocano su questo! sulla questione tempo…la invito a fare una ricerca su Google, potrà verificare quanto è stato fatto… Le confido che mi sono dato tempo fino alla fine dell’anno, o meglio fino al 15 Dicembre; se entro quella data non avrò quanto di mia spettanza, dovrò fare una protesta ancora più plateale: credo che mi incatenerò ai cancelli e inizierò uno sciopero della fame. Finché non si arriva alla cronaca nazionale, TG1, TG2, Canale 5, ecc. ecc… questi continuano a fare orecchie da mercante. La realtà è che in Italia la legge è dura con i deboli e debole con i forti! Ai voglia ad avere lo Statuto dei Lavoratori e l’Articolo 18… se poi la legge NON la rispetti!
    La saluto cordialmente.

  215. Renzo scrive:

    Caro Roberto,

    Mi complimento con te per il coraggio e la tenacia che stai avendo nel difendere i tuoi diritti, ma come lavoratore sento anche il dovere di dirti grazie!

    Grazie, perchè solo chi reclama il suo stato di diritto contribuisce a rendere il sistema rispettoso delle leggi.

    Sempre più imprese qui in Italia utilizzano i contratti di lavoro in maniera illeggittima, elusiva ed impropria, e quando invece non possono farlo non li rispettano; ovviamente esistono le azienda serie, ma sono sempre di meno.

    La causa di questo degrado, che poi al suo ultimo stadio, porta perfino allo sprezzo della sentenza di un giudice del lavoro, viene da noi stessi lavoratori, che a fronte di un illeggittimo licenziamento, cerchiamo sempre a tutti i costi di evitare di fare vertenza al nostro datore di lavoro, per paura che un episodio di questo tipo vada a macchiare la nostra “fedina professionale”, mentre invece è tutta una leggenda metropolitana!

    Ho letto nel web varie informazioni che hanno riguardato la tua vincenda e ho la sensazione che la tua disavventura sia nata da un qualcosa di “personale” tra te ed il Direttore di Stabilimento, altrimenti non si spiega tanto accanimento.

    Peraltro ho appreso che questo Direttore lo scorso 21-10-2010 è stato sospeso ed ammonito dal suo management che evidentemente resosi conto dei subendi danni lo ha deleggittimato dal condurre ulteriori iniziative; vedi, caro Roberto, perché in effetti la questione è proprio questa: certi manager, anche quando hanno un torto sfacciato, pur di fare i duri, assumono un atteggiamento arrogante e prevaricatore, tanto se si va in tribunale, e si perde la causa, i soldi non ce li rimettono di tasca loro.

    Non hai idea di quante cause di lavoro si potrebbero fare in meno se solo fosse varata una legge che costringe il manager che difende l’Azienda a compartecipare di tasca propria alle spese processuali e risarcimento danni “al 50% con l’azienda”, in caso di perdita in giudicato…..vorrei proprio vedere!!!

    Non solo avremmo i tribunali meno intasati, ma avremmo anche manager più preparati sul piano giuslavoristico, così come lo sono io per dovermi difendere da tutti gli imbrogli che ho visto sul lavoro.

    Mi piacerebbe molto un contatto in pvt per scambiarci alcune informazioni, ti lascio la mia mail, scrivimi a: drenzo65@gmail.com

    Un caro saluto, Renzo

  216. andrea scrive:

    Grazie Renzo della risposta al mio quesito 199-203. purtroppo ero al corrente dell’ineficaccia delle promesse di lavoro fatte verbalmente ma mi sono fidato delle parole di quel responsabile, perchè sono stato presentato all’azienda da una mia amica loro dipendente e nei due colloqui che ho fatto, entrambi i responsabili che mi hanno intervistato erano al corrente che avessi questo rapporto di amicizia e i colloqui sono stati un pò “informali”. Credendo che non fosse necessario pretendere una proposta scritta, visto la situazione, ho solo richiesto più volte la certezza della decisione di assumermi, visto che dovevo dare le dimissioni dall’altra parte, e soprattutto senza congruo preavviso. La mia amica mi ha detto qualche giorno dopo, che quel responsabile che mi ha fatto la promessa, non è in buoni rapporti con lei, anzi da qualche tempo sta cercando in tutti i modi di ostacolargli la strada (tra cui due lettere di richiamo), e teme che il comportamento che ha tenuto con me sia stato fatto apposta per colpirla indirettamente. Cioè in pratica mi ha fatto l apromessa per farmi dare le dimissioni con l’intenzione di procurarmi un danno e indirettamente colpire la mia amica. Credo che la cosa sia difficile da provare, ma qualora potesse esserlo, questa persona ha qualche responsabilità a cui deve rispondere ? inoltre nonostante il contratto verbale non ha efficacia, volevo sapere se l’impegno preso da quel tizio (impegno confermato da quel tizio anche di fronte agli altri responsabili di quella società)non comporta nessuna responsabilità. cioè vorrei sapere se chiunque può fare e dire cose e poi tranquillamente rimangirasi la parola senza incorrere in nessuna responsabilità anche se le sue dichiarazioni hanno causato dei danni all’altra persona che ne ha fatto affidamento.
    Grazie mille e scusate se insisto, ma questa situazione mi ha tolto 10 anni di vita!

  217. Renzo scrive:

    Per Andrea, quesito n°216.

    Adesso la tua situazione mi è più chiara.
    Contro l’Azienda della tua amica non puoi far nulla perchè potrebbero respingere ognu tuo addebito dicendo che la decisione di assumere un dipendente è prevista solo se colleggialmente approvata e sottoscritta dalla Direzione.

    Però a questo punto farei scrivere una raccomandata dal tuo avvocato alla Direzione dell’Azienda, mettendoli al corrente dell’accaduto, chiedendo loro un risarcimento del danno patito, informandoli che in difetto (ossia se l’azienda si riterrà estranea ad ogni responsabilità) procederai ad elevare una querela “ad personam” nei diretti confronti del loro responsabile per il reato di “millantato credito” di cui art. 346 del cod. pen. per il quale è prevista la pena di reclusione da 1 a 5 anni e da 300 a 2000 euro di multa.

    Io proverei a far così, ma prima informati bene.

    Saluti, Renzo

  218. Giovanna scrive:

    Buongiorno,la ripropongo magari questa volta mi risponde…………Scritto il 11-10-2010 alle ore 13:09
    Buongiorno,questo è il mio problema.dal 2000 al 2005 ho lavorato in una ditta individuale praticamente senza mai ricevere uno stipendio e nessun contributo pensionistico (era la ditta di quello che poi è diventato il mio ex marito).Ci siamo separati di fatto nel 2005.ora per mancanza di soldi ho rimandato sempre la separazione che sto facendo ora in modo consensuale.Sono ancora in tempo a chiedere la vertenza lavoro per quei 5 anni o va in prescrizione…Grazie
    Giovanna

  219. andrea scrive:

    Grazie Renzo per la risposta ai commenti 199-203-216. Sei stato un angelo e m’hai dato la speranza di intravedere una luce su questa situazione massacrante. Grazie di nuovo e buon lavoro! :)

  220. Renzo scrive:

    Buongiorno Giovanna,

    Coem eri inquadrata all’interno della ditta individuale, o per essere più chiari, eri sotto regolare contratto o in nero?

    Fammi sapere, Renzo

  221. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Giovanna.
    Il caso che ci prospetta presenta una duplice problematica :
    a) lavoro gratuito

    b) prescrizione

    Per quanto riguarda il primo punto, le ricordo che in caso di convivenza dei familiari prestatori di lavoro il lavoro si presume prestato gratuitamente, salva ovviamente prova contraria e fatti salvi comunque gli eventuali obblighi assicurativi nei confronti delle gestioni artigiani e commercianti. Si tratta, dunque, di presunzione relativa che può essere vinta attraverso prova contraria.
    Per quanto riguarda i termini prescrizionali le norme prevedono la prescrizione estintiva per i diritti derivanti dal rapporto di lavoro subordinato :
    - di cinque anni per i diritti aventi ad oggetto compensi da pagarsi periodicamente ad anno o a scadenze più brevi, nonchè per le indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro (art. 2948, nn. 4 e 5, cod. civ.);
    - di dieci anni per gli altri diritti (quali, ad esempio, somme dovute a titolo di risarcimento danno o di rimborso spese).

  222. Giovanna scrive:

    Buongiorno,la mia situazione all’interno della ditta era in nero per 5 anni,ora che mi sto separando la controparte mi ha proposto 200 euro come tacitazione di lavoro pregresso nella ditta del marito…per 30 mesi…mi sento un attimino presa per i fondelli,cosa mi consiglia di fare?
    Grazie
    Giovanna

  223. andrea scrive:

    ..ma millantato credito che significa? su internet mi dice che è un delitto dei privati contro la pubblica amministrazione?

  224. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Giovanna.
    La proposta oltre che “indecente” appare davvero mortificante.
    Si rechi da un buon avvocato che “carte alle mani” valuterà attentamente:
    - termini di prescrizione
    - mansioni espletate
    - grado di subordinazione nella prestazione di lavoro
    - concrete modalità di svolgimento della prestazione.
    Mi tenga informato

  225. Giovanna scrive:

    Grazie per la risposta,ma sinceramente non so come muovermi,quali carte servirebbero perche io non ho in mano nulla,posso avere testimoni,resoconti bancari che attestino la presenza della ditta….ho dimenticato di dirle che dopo che io ho cessato li la mia attivita nel 2005 ,ho aperto una partita iva mia per poter coninuare a prestare il mio lavoro…ma dopo 9 mesi ho chiuso tutto perche era impossibile…nel dicembre 2007 la ditta è stata chiusa in rosso di 22 mila euro..Aveva una dipendente in regola che pero non gli è bastato per salvare la ditta.Delusione immensa vista che l’avevamo fatta vivere insieme(i miei zii mi avevano anche regalato 5mila euro per darci una mano…Che gusto prenderla nel fondoschiena cosi!
    Io non so proprio come muovermi
    Ancora grazie
    Giovanna

  226. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Andrea.
    Carissimo/a Andrea,
    questo Blog nasce per orientare gli utenti nel difficile mondo dei rapporti di lavoro.
    Da un punto di vista strettamente giuridico, la promessa di assunzione orale senza la specificazione della data e della qualifica di assunzione appare davvero debole.
    Ad ogni modo, ti consiglio di inviare una raccomandata circostanziata al cda nella quale evidenzi il comportamento del Responsabile in questione e nella quali preannunci una azione legale per risarcimento danni.
    Questa è una strada che potrebbe garantirti qualche attenzione.

  227. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Giovanna.
    Le vertenze di lavoro vanno trattate con il giusto distacco.
    Capisco la sua delusione per una ingiustizia subita, ma da professionista le consiglio di non perdere ulteriore tempo.
    Vada da un Avvocato serio (anche tramite il sindacato) che con una modica spesa potrà studiare il caso e darle una risposta concreta.
    Non cerchi su internet “capi di imputazione” improbabili, ma cerchi di far valere i diritti affidandosi a professionisti capaci.
    Una volta avviata la vertenza (qualora il legale ne riscontrasse i requisiti), sarà cura del professionista trovare la strada giusta.
    Forza e coraggio, ma soprattutto…..stia tranquilla.

  228. andrea scrive:

    Grazie della risposta Sig. Tavella. Comunque nella promessa di assunzione orale, mi è stato detto l’incarico (impiegatizio presso un azienda privata) il tipo di lavoro da svolgere, la paga, la decorrenza dell’assunzione (il lunedi successivo per cui dovevo affrettarmi a portare i documenti in quanto dovevo iniziare subito), il tipo di contratto che avrei dovuto firmare, cosa avrei dovuto fare la prima settimana di assunzione (training presso una filiale) e tutte le informazioni del lavoro.
    Grazie comunque dell’attenzione che mi avete dedicato, e complimenti per il blog e per il vostro aiuto spassionato.

  229. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Pasquale.
    Caro Pasquale puoi meglio rappresentarmi la questione?

  230. Giovanna scrive:

    Grazie mille per la risposta,sono tranquilla,forse fin troppo tranquilla…ho chiesto al mio avvocato per la vertenza e mi ha risposto che intanto la separazione non sarebbe piu consensuale e che qui da noi in Emila è presente un giudice che guarda piu alle ditte che al bene del lavoratore e che rischierei di andare avnti per anni per ottenere poi poco…quindi non so proprio come comportarmi,avevo anche detto al mio avvocato che potevamo provare a chiedere un risarcimento una tantum ma mi ha sconsigliato anche questo…quindi….Grazie
    Giovanna

  231. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Andrea.
    Il fatto che la promessa, seppur orale, sia stata tanto circostanziata, rappresenta un motivo ancora più valido per fare vertenza.

  232. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Giovanna.
    In Emilia come in Calabria o nel Lazio, esistono le regole. Non devi diventare certo ricca facendo vertenza!!
    Comunque, non conoscendo i termini della consensuale e le relative implicazioni cercherei un ulteriore consiglio.

  233. Massimo scrive:

    Buongiorno,
    vorrei complimentarmi per il suo blog veramente interessante.
    Ho lavorato per due anni presso una ditta con contratto a tempo determinato per sostituzione ferie, i rinnovi sono stati intervallati dal giusto tempo di legge per essere di nuovo richiamato. Purtroppo alla scadenza del contratto non mi è stato più rinnovato. Volevo sapere, per favore, se nella lettera di assunzione deve essere indicato il nominativo di chi andavo a sostituire per le ferie, indicazione che non c’è nei miei contratti. La ditta aveva una sede principale e un ufficio distaccato in cui lavoravo io insieme ad altre due persone. Volevo anche sapere, visto che ero sostituzione ferie e i miei colleghi sono stati assenti circa venti giorni all’anno a testa, cosa posso fare e come posso comportarmi.
    Grazie per la risposta.
    Massimo

  234. Renzo scrive:

    Per Massimo – Quesito n°233

    Ti rispondo in assenza del Dr. Tavella.

    Attualmente la stipulazione del contratto a termine è consentita tutte le volte in cui ricorra una giustificazione tecnica, produttiva, organizzativa o sostitutiva.

    Per esempio, nel tuo caso, non è sufficiente affermare che l’assunzione avviene a termine per ragioni sostitutive, ma bisogna indicare quale lavoratore viene sostituito e per quale motivo si dà luogo alla sostituzione (per esempio, maternità o malattia del sostituito).

    Ti consiglio di approfondire, tramite un avvocato di tua fiducia, la particolare situazione di “sostituzione di lavoratori in ferie”, perché, le ferie a differenza di quei casi di sostituzione per fatti eccezionali (maternità e malattia)essendo previste per legge rappresentano un fatto strutturale dell’azienda; di conseguenza quella di sostituire un lavoratore in ferie peraltro, senza indicarne il nominativo, potrebbe addirittura essere un’aggiuntiva non conformità sul contratto che andrebbe a tuo vantaggio nel caso sollevassi una vertenza.

    Nell’applicazione del D. Lgs. 368/01, i Giudici hanno manifestato particolare rigore.

    Infatti, si pretende non solo che il datore di lavoro provi l’effettiva sussistenza della ragione enunciata al momento dell’assunzione,ma bisogna preliminarmente verificare se quella ragione sia davvero idonea a giustificare il lavoro a termine.

    La ragione deve spiegare il motivo per cui il lavoratore sia stato assunto a termine invece che a tempo indeterminato: per esempio, la ragione indicata al momento dell’assunzione deve avere carattere temporaneo; infatti, se la stessa fosse stabile o strutturale come nel tuo caso di sostituire lavoratori in ferie, non ci sarebbe alcun valido motivo per stipulare un contratto di lavoro a termine invece che a tempo indeterminato.

    Qualsiasi vizio della motivazione comporta la trasformazione a tempo indeterminato del rapporto.

    Spero di averti risposto sufficientemente, ricordantoti però che prima di essere sicuri sull’opportunità di reclamare la conversione del contratto a tempo indeterminato, occorre sempre analizzare bene le tue carte (contratto, buste paga, etc.).

    Vedrai quanto saranno arroganti in Azienda quando gli prospetterai la situazione…..

    Saluti, Renzo.

  235. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Massimo.
    Un recente pronunciamento della Corte di Cassazione (Sentenza 9 settembre 2009, n. 19425)riprendendo quanto statuito dalla Corte Costituzionale con Sentenza 14 luglio 2009, n. 214, ha chiarito che, un riferimento generico ad un determinato arco temporale identificato per giustificare un’assunzione a termine per sostituire lavoratori in ferie, non è da ritenersi idoneo a soddisfare i requisiti che in materia sono previsti dalla legge. Seguendo tale orientamento, nel caso di fabbisogno di manodopera a seguito assenze per ferie, l’azienda dovrà indicare i nominativi dei lavoratori sostituiti al fine di fornire prova concreta delle ragioni sostitutive.
    Se la tua pratica andrà nelle mani di un professionista appassionato, oltre che preparato, ritengo vi siano gli estremi per una vertenza.

  236. Massimiliano Tavella scrive:

    Per tutti gli Amici del Blog.
    Vi prego di segnalarmi gli eventuali quesiti inevasi.
    GRAZIE

  237. Renzo scrive:

    Per Dr. Tavella,

    Rimane ancora il quesito n°197 di Paolo a cui non ero riuscito a rispondere poiché non ho conoscenze in materia.

    Saluti, Renzo.

  238. manuela scrive:

    Dubbio legislativo. Per legge in teoria, nonostante il principio dello ius variandi, non si potrebbe dequalificare la categoria di un lavoratore; allora mi chiedo:è possibile vedersi abbassata la qualifica lavorativa se durante l’anno di lavoro c’è un cambio di cooperativa? La cooperativa entrante può abbassare il livello del lavoratore? In particolar modo sto parlando delle cooperative che vincono gli appalti per le figure di educatori nelle scuole di prima infanzia.
    Sto cercando materiale su internet, ma ancora trovo una risposta soddisfacente.
    Grazie dell’attenzione.

  239. Renzo scrive:

    Per Manuela – Quesito n°238

    Ti rispondo in assenza del Dr. Tavella.

    Nel tuo post tu premetti “Per legge in teoria, nonostante il principio dello ius variandi, non si potrebbe dequalificare la categoria di un lavoratore”.

    Ebbene non è proprio così perché la giurisprudenza non ha univocamente valutato il divieto, sancito dall’art. 2103 c.c., di adibire il lavoratore a mansioni dequalificanti.

    Infatti la legge prevede che sia possibile derogare il diritto a non essere dequalificati al fine di tutelarne uno superiore, quale ad esempio quello alla conservazione del posto di lavoro.

    In sostanza, secondo tale orientamento, la dequalificazione del lavoratore è legittima quando costituisce l’unica alternativa al licenziamento.

    Nel tuo specifico caso, l’attribuzione ad una categoria inferiore è possibile solo a fronte di mansioni inferiori altrimenti se le mansioni rimangono le stesse la riduzione di categoria è illegittima.

    Secondo me dovresti rivolgerti in primis ad un Sindacato, aprire un contraddittorio e verificare come si pone la cooperativa nei tuoi confronti; valuta bene visti i tempi!

    Renzo

  240. ale scrive:

    Buonasera,sono qui al pc a scrivere per aver un aiuto,un consiglio perchè al momento sono pieno di dubbi,ora spiego il perchè:ho lavorato per 22 mesi presso un supermercato di un marchio famoso a conduzione familiare a napoli,il mio datore di lavoro mi versava uno stipendio di 750 euro netti e in contanti,mentre la mia busta paga usciva maggiorata di 500 euro..da considerare che il mio orario di lavoro sfiorava le 11 ore continue dal lunedi al sabato e una domenica la mese di turno a lavoro con solo mezza giornata di riposo in settimana,per non parlare poi dei giorni festivi i cosidetti “rossi”da clandario in cui lavoravo mezza giornata senza strordinario,e le mie mansioni non era da semplice scaffalista ma eranoanche di contrloo merci e di ordini con fornitori.spiegata la situazione,dopo 22 mesi ho lasciato quel lavoro massacrante anche per il maltrattamento verbale che subivo io ed i mieie colleghi.mi sono recato ad un caf per avere i conteggi del mio tfr e di tutte le spettanze,ho fatto inviare una lettera dal consulente al quale mi ero rivolto per la conciliazione.il quale il mio ex titolare non ha reagito bene,anche perchè i conteggi di tutta la somma erano molto alti,senza risolvere niente il mio ex titolare attulamente vuole darmi una somma misera ed io mi trovo bloccato perchè attualemente non lavoro ed ho paura che continuando facendo scattare una vera vertenza il mio nome possa girare tra i vari commercianti e quindi poi non trovare piu lavoro anche nella stessa azienda..come mi devo comporatare?prendo questi soldi continuo ed a cosa poi vado incontro?ho paura e sono preoccupato.

  241. Renzo scrive:

    Per Ale – Quesito n°240

    Ti rispondo in assenza del Dr. Tavella.

    Il tuo è il dilemma di qualsiasi lavoratore che vede lesi i suoi diritti e decidere se farli rispettare.

    Partiamo però da un presupposto: l’opportunità di fare una vertenza di lavoro va valutata esclusivamente sulle probabilità che hai di vincerla e sull’ammontare economico e contrattuale, ciò perché ovviamente gli avvocati costano e per arrivare ad una prima udienza, se poi perdi, potresti traquillamente spendere ai 4000-5000 Euro, mentre non spendi nulla se vinci. Vi è poi un’altra considerazione da fare, se ad esempio vinci una vertenza che prevede il reintegro, l’azienda come è organizzata? E’ ad esempio una multinazionale o una catena di negozi con tante sedi dove potresti essere, tuo malgrado trasferito?

    Nel tuo caso specifico, sebbene sembra vi siano i presupposti di fare una vertenza, mi è veramente difficile fare qui una valutazione certa perchè non hai descritto che tipo di contratto hai sottoscritto con questa azienda padronale, e non hai scritto se le dimissioni che hai rassegnato sono verbali oppure scritte con addotta “giusta causa per comportamento antisindacale del datore di lavoro”, che peraltro ti darebbero diritto all’assegno di disoccupazione!

    Partire dall’idea di fare vertenza o meno sulla base di una improbabile esclusione dal mondo del lavoro per via di una voce che si sparge è assolutamente sbagliato: le sentenze pur essendo atti pubblici non vengono mai diffuse con nome e cognome dell’interessato per la legge sulla privacy e se ciò avviene, basta dare incarico ad un agenzia investigativa, che con un centinaio di euro ti risolve il problema, mettendoti nelle condizioni di querelare chi ti danneggia!

    L’idea che chi fa vertenza non trova più lavoro è una leggenda metropolitana messa in giro dagli stessi titolari della aziende per uscire sempre puliti dalle loro malefatte, potrebbe essere valida in un certo ambito geografico per conoscenza tra imprenditori, ma ripeto esistono valide contromisure!

    Saluti, Renzo

  242. ale scrive:

    grazie renzo,se vuoi cerco di essere piu preciso il mio era un contratto full time a tempo indeterminato,le mie dimissioni sono state sia verbali che scritte,delle normali dimissioni che il mio datore mi ha fatto firmare senza nemmeno lasciarmi una copia,l’azienza dove lavoravo è comunque divisa in 2 punti vendita.per quanto riguarda chi mi assisterebbe legalmente io mi ero affidato al caf che mi aveva inviato da un consulente del lavoro il quale gratuitamente poi mi avrebbe fatto assistere da un avvocato del patrocinio gratuitamente..tutto è iniziato con i semplici conteggi per cui mi ero recato li.poi mi proposero di inviare la lettera per la conciliazione della somma,ma il mio ex titolare non ne ha voluto saper niente.ed ora mi trovo bloccato a perchè sono pressato dal consulente del lavoro che vorrebbe che io procedessi nella seconda fase di convcazione presso l’ufficio del lavoro a napoli per un ulteriore conciliazione..e qui mi sorgono i dubbi che devo fare continuo?lascio perdere..non so a cosa poi andrò incontro..io credevo che ero legalmente difeso gratuitamente..ma ora non so che fare.

  243. Renzo scrive:

    Per Ale – Quesito n°242

    Ti rispondo in assenza del Dr. Tavella.

    Grazie Ale, per le precisazioni adesso la situazione mi è più chiara.

    Il vero problema di questa vicenda è che tu hai rasegnato dimissioni senza scrivere “giusta causa”: lo intuisco dal fatto che è stato il tuo datore di lavoro a compilare la tua lettera di dimissioni dove si sarà sicuramente guardato bene dal non scrivere tali ragioni.

    Io cmq farei un tentativo di questo tipo: parlerei di questo aspetto “giusta causa” col un avvocato in maniera da chiedere i danni per comportamento antisindacale ed induzione alle dimissioni, hai 60 gg di tempo a decorrere dalla data effettiva di dimissioni; le dimissioni per giusta causa potrebbero essere equiparate ad un licenziamento illeggittimo, quindi è fondamentale che nell’impugnativa di richiesta danni si specifichi questa causale, dettagliando sia i maltrattamenti, le mansioni multiple alle quali eri adibito estranee al tuo contratto e poi la questione delle buste paga.

    Credo che questo passo sia fondamentale, anche perchè poi hai 5 anni per decidere se andare avanti con tutta la procedura che prevede un tentativo obbligatorio di conciliazione davanti a DPL, prima ancora del tribunale.

    Da quando farai inviare l’impugnativa di richiesta danni al tuo datore di lavoro a quando si arriva di fronte alla commissione del DPL trascorreranno altri 60 gg, durante i quali il tuo avvocato tenterà di trattare una transazione economica tramite l’avvocato dell’azienda e sono sicuro che in questa fase vi metterete d’accordo prima ancora di arrivare in tribunale, quindi ti conviene tentare almeno fin qui!

    Ad occhio e croce un buon accordo potrebbe essere per 12-10 mila euro; il rischio diventa più alto se fai causa fino in fondo perché avendo rassegnato le dimissioni sei tu a dover dimostrare la verità della giusta causa sempre premesso che dalla tua parte hai la questione delle buste paga, sempre da dimostrare con prove alla mano.

    Ti ricordo ancora che le dimissioni date per giusta causa ti danno diritto all’indennità di disoccupazione, dunque, ti consiglio di preparare tu una lettera di dimissioni con su scritta la questione della giusta causa e spedirla subito per raccomandata ADESSO*!!!…poi il to avvocato enfatizzerà il tutto, nell’impugnativa di richiesta danni.

    *Vedrai che quando il tuo datore riceve questa lettera si comincerà a dare una strizzata!

    Renzo

  244. arlia scrive:

    Avrei un quesito.
    Ho fatto un colloquio presso un’azienda che mi aveva promesso solo verbalmente l’assunzione.
    Addirittura avevamo già iniziato a scegliere gli strumenti di lavoro che mi sarebbero serviti (pc…).
    Improvvisamente l’azienda mi ha chiamata dicendo che non mi avrebbe più assunta perchè erano venute meno le condizioni e la necessità.
    Io ho rinunciato ad altri lavori nel frattempo.
    Posso chiedere i danni?
    Non ho nulla di scritto
    Grazie a chi mi darà un aiuto

  245. Renzo scrive:

    Per Arlia – Quesito n°244

    Ti rispondo in assenza del Dr. Tavella.

    Mi spiace Arlia ma non puoi fare nulla!

    Per il futuro: quando ti trovi in queste situazioni puoi rivelare apertamente che sei in contatto con altre Aziende e che se sono interessati a te sarebbe opportuna una lettera d’impegno ad assumerti entro un tale data.

    In tal caso, a fronte di una promessa scritta di assunzione devono rispettare gli impegni presi.

    Poi un’altra cosa, questa “volatilità” (….e scarsa serietà!) nel cambiare le proprie decisioni è tipica delle Aziende Italiane, dunque, anche se in futuro ti dovesse andare in porto un assunzione, cerca di contrattare almeno un indennità di recesso in caso di non superamento del periodo di prova!

    In quest’ultimo periodo infatti non hai idea di quanta gente sta perdendo il posto di lavoro solo perché, cambiando lavoro nella speranza di migliorare, si è poi trovata davanti a spietati giudizi o cinici cambiamenti di decisione.

    Renzo

  246. Andrea scrive:

    Salve a tutti e complimenti…se tutti i blog fossero così utili…..;-)
    Sono andrea e sono stato assunto a tempo indeterminato da un azienda Gdo ristorazione,quindi tipo spizzico,autogrill ecc…Sono il direttore della sede. o store manager che dir si voglia,dovrei esse quindi un Quadro A. sono stato assunto invece come quarto livello.
    quesito 1:
    posso fare qualcosa per obbligare l’azienda a inquadrarmi secondo la legge?
    quesito 2
    nn so se rivolgermi al sindacato o meno perchè la sede dove mi trovo ha meno di 15 operai e nn vorrei rischiare di essere licenziato senza giustificato motivo o giusta causa…però in realtà l’azienda in totale ne avrà almeno 50 di dipendenti…..in questo caso il conteggio come avviene…è fondamentale che io sappia questo per nn rischiare il licenziamento in caso mi rivolgessi al sindacato.
    Grazie

  247. paola scrive:

    Buongiorno a tutti e complimenti per questo blog, davvero serio ed utile.
    Vi racconto cosa mi è successo:
    qualche mese fa ho rassegnato le dimissioni per giusta causa senza preavviso perchè da tempo la mia azienda non mi pagava più lo stipendio (4 mesi arretrati).
    Nella lettera ho specificato espressamente che le dimissioni venivano rassegnate per questo motivo.
    Ad oggi l’azienda mi ha solo consegnato i cedolini delle ultime buste paga ma non mi sono state pagate le mensilità arretrate, il tfr ed ho verificato che mi è pure stato trattenuto il preavviso.
    Cosa posso fare?
    Devo fare causa?
    Posso chiedere un decreto di ingiunzione?
    Come funziona?
    Grazie mille

  248. arlia scrive:

    Grazie Renzo, anche del consiglio.
    Mi rendo conto di avere avuto troppa fiducia nella sola parola.
    Purtroppo, quando faccio un colloquio, mi risulta difficile chiedere a chi mi sta davanti una lettera di impegno, perchè mi sembrerebbe di “cominciare male”, dimostrando scarsa fiducia nella parola della persona che mi sta promettendo un lavoro in quel momento.
    Mi rendo però conto – e questa brutta esperienza deve essere un monito – che è necessario e forse anche fondamentale proprio per verificare subito la serietà dell’interlocutore.
    Certamente seguirò il tuo consiglio d’ora in poi.
    Grazie ancora e tanti complimenti

  249. Renzo scrive:

    Per Andrea – Quesito n°246

    Ti rispondo in assenza del Dr. Tavella.

    Andrea, dovresti leggerti per benino il tuo contratto collettivo nazionale di riferimento e verificare se le tue mansioni corrispondono effettivamente a quelle di un Quadro A, poi dovresti anche verificare sotto quale forma giuridica la tua filiale è legata alle altre sedi, da cui dipende la classificazione dell’azienda con meno o più di 15 dipendenti.

    Secondo me puoi farti aiutare tranquillamente ed informalmente da un sindacato, poi se sempre tu che decidi quali azioni intraprendere.

    Onestamente io in questo periodo di crisi e fame di lavoro me ne starei buono ad inghiottire il rospo, anche perchè non la ls differenza di avere 15 0 50 dipendenti a spaventare un azienda e se rompi troppo le scatole prima o poi ti segano, sta tranquillo!

    Poi è anche vero che tu puoi fare vertenza, facendo valere i tuoi diritti, e soprattutto verificando la convenienza economica del tutto….ma è un vendere cara la pelle che in prospettiva ti pone nella condizione di non avere più un futuro professionale in quell’azienda.

    Bye, Renzo

  250. Renzo scrive:

    Per Paola – Quesito n°247

    Ti rispondo in assenza del Dr. Tavella.

    Paola, certamente il comportamento della tua Azienda è grave e devi assolutamente intervenire.

    Verifica innanzi tutto presso l’INPS se con l’emissione dei cedolini ti siano stati versati SOLO i contributi, come spesso accade!

    Poi tenendo presente che le dimissioni per “giusta causa” non prevedono ti sia trattenuto il preavviso, perchè la “giusta causa” è di per sè un motivo grave che non consente la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro, calcola il dovuto in: retribuzioni + tfr + indennità di preavviso (te la devono pagare loro!), vai da un tuo avvocato, che dopo aver valutato la solvibilità dell’azienda saprà cosa fare.

    Tieni presente che i lavoratori in azienda sono creditori privilegiati e se una azienda non li paga è perchè quasi sempre si è sull’orlo di un fallimento: in tal caso sarebbe opportuno tu ti tutelassi dichiarandoti creditrice privilegiata, altrimenti rischi di avere solo spese e non recuperare nulla!

    Bye, Renzo

  251. Andrea scrive:

    Ti ringrazio per la velocità……
    Non è che tutti noi lavoratori nn siamo abituati ad ingoiare il rospo…perdonami la franchezza……ma se continuiamo a ragionare così vendiamoci tutti l’anima al diavolo e amen………
    Essere stipendiato 1300€ quando PER LEGGE ne dovresti prendere 2000€ circa …altro che rospo è un bel dinosauro da digerire…..
    Certo la “guerra aziendale” nn è proprio il massimo…..uno prova con le buone…ma nn si cava mai un ragno dal buco.
    Che poi l’azienda ti “sega” è tutto da vedere conosco gente che si fa 6 mesi di malattia l’anno e nn riscono a buttarli fuori nemmeno a calci………..
    In poco parole uno si deve sempre accontentare di subire ingiustizie…a me nn sembra una cosa corretta….magari sbaglio io……ma a me sembra che sia tutto fittizzio sindacati e diritti dei lavoratori…ma…..W l’italia!

  252. massimiliano tavella scrive:

    Per Paola.
    Il lavoratore ha il diritto di recedere senza preavviso dal rapporto di lavoro in caso di giusta causa ovverosia a fronte di un fatto tale da non consentire la prosecuzione del rapporto. In tal caso il lavoratore avrà diritto all’indennità sostitutiva del preavviso.
    Secondo quanto espresso dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 269 del 24 giugno 2002, le dimissioni per giusta causa, comportando uno stato di disoccupazione involontaria, non escludono la corresponsione dell’indennità ordinaria di disoccupazione (vedi INPS circc. n. 97/2003 e n. 163/2003). A questo punto, cara Paola, non mi preoccuperei di verifiche e conteggi, ma è necessario rivolgersi ad un legale per intraprendere senza indugio la vertenza. Le strade sono molte e tutte relativamente semplici. Un consiglio: non perdere tempo!

  253. massimiliano tavella scrive:

    Per Manuela.
    Carissima Manuela, per rispondere al tuo quesito è necessario conoscere gli estremi del presunto demansionamento.
    Appare chiaro che se il CCNL prevede il mantenimento dei livelli occupazionali ed il rispetto delle mansioni di provenienza, il tuo demansionamento è illegittimo.
    Fornisci qualche notizia ulteriore.

  254. massimiliano tavella scrive:

    Per Andrea.
    Ti ricordo che la tutela ex art. 18, comma 1, L. n. 300/1970 è riservata ai lavoratori dipendenti da:

    - datori di lavoro, imprenditori e non, che nella sede, stabilimento, filiale nella quale ha avuto luogo il licenziamento, occupino più di 15 dipendenti, o più di 5 se imprenditori agricoli;

    - datori di lavoro, imprenditori e non, che nell’ambito del comune nel quale ha avuto luogo il licenziamento occupino più di 15 dipendenti, o più di 5 se imprenditori agricoli, anche se ciascuna unità produttiva, singolarmente considerata, non raggiunga tali limiti;

    - datori di lavoro, imprenditori e non, che comunque occupino più di 60 dipendenti;

    - imprese che comunque occupano più di 15 dipendenti e che abbiano attuato le procedure di mobilità previste dalla legge n. 223/1991, da esubero di Cassa integrazione guadagni straordinaria o da riduzione di personale (art. 5, comma 3 e art. 24, L. n. 223/1991).
    Quindi grande ATTENZIONE alla composizione generale e decentrata della società.

  255. massimiliano tavella scrive:

    Per Ale.
    Ho già risposto sulla mail privata.

  256. massimiliano tavella scrive:

    PER TUTTI GLI AMICI DEL BLOG.
    Sento davvero di ringraziare tutti per la partecipazione appassionata e per il confronto attivo.
    Ho notato con grande piacere che qualcuno ha inserito l’indirizzo del Blog Postilla sulla propria pagina di facebook e questo ha dato la possibilità a tantissimi nuovi amici di unirsi a noi. Sarebbe davvero interessante creare una rete di condivisione ancora più ampia per dare a tutti la possibilità di essere informati sulle vicende del proprio rapporto di lavoro.
    GRAZIE

  257. toni scrive:

    salve,
    espongo subito il mio dilemma. Sono stato assunto con la legge 407..il mio stipedio mi viene pagato sempre in ritardo, in misura inferiore da quanto risulta in busta paga che puntualmente firmo (accordo nostro verbale) ed in oltre mi viene pagato tramite bonifico dove pero’ c’è la dicitura acconto stipendio del mese… non mi viene riconosciuta la tredicesima e la quattordicesima che da contratto nazionale mi spetterebbero. Qualora volessi fare vertenza, visto che il rapporto si è logorato a causa dei ritardi di pagamento, che diritti ho? Lui si tutela con questa dicitura “acconto “?

  258. massimiliano tavella scrive:

    Per Toni.
    L’accordo verbale non significa nulla. La firma sulla busta paga vale solo come ricezione del cedolino paga e tu hai le porte apertissime per rivendicare i tuoi diritti.

  259. Piero scrive:

    Gentile Massimiliano,
    sono un fotografo professionista freelance, titolare di partita iva e gestione separata inps, nonchè tesserato all’Ordine Nazionale Dei Giornalisti elenco pubblicisti dal 1995.
    Dal 2002 collaboro ininterrottamente con una nota agenzia di stampa internazionale tra le prime tre al mondo. Nel 2004 dopo due anni di collaborazione mi è stato imposto di firmare un documento di “nulla a pretendere” presso la camera di conciliazione del lavoro di Roma perchè era chiara l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato . Dal 2004 mi viene fatto firmare annualmente un contratto a progetto della durata di 12 mesi nel quale non si fa esplicito riferimento ad un reale progetto di lavoro da seguire ma a dei servizi gioralistici generici da effettuare e retribuiti di volta in volta senza riferimento a retribuzione minima o fissa per il presunto progetto.
    Sono regolarmente rimborsato delle spese, km in auto, aereo, treno, hotel, pasti, spese telefoniche, imprevisti durante lo svolgimento delle mie mansioni ecc. previa presentazione di nota spesa al pari dei dipendenti. Il mio nome compare nei piani di lavoro stilati periodicamente e regolarmente inviati a dirigenti e dipendenti dell’azienda.
    Svolgo lavori di varia durata (giorni e/o settimane) in giro per l’italia e non solo sia da solo che con dipendenti e/o responsabili aziendali.
    Durante lo svolgimento del mio lavoro mi capita di avere potere decisionale.
    Le richieste di accredito stampa per gli avvenimento che seguo mi vengono fatte nel 90% dei casi su carta intestata dell’azienda e vengo indicato come “…il nostro fotografo…” e sono in possesso di chiavi e budges di accesso agli uffici siti nelle sedi di roma e milano ed ho libero accesso alle attrezzatura di proprietà dell’azienda. Durante questi 9 anni di collaborazione credo di aver saltato un solo mese di fatturazione. Premesso tutto ciò non è mia intenzione avviare al momento alcuna azione legale ma essendo ignorante in materia Le sarei grato se può darmi delle delucidazioni in merito alla mia posizione professionale nei riguardi dell’azienda, grazie e buon lavoro.
    P.S. sono in possesso di molte copie delle richieste di accredito, degli accrediti stessi, delle emails di lavoro e di alcune agende dove compare la mia sigla al fianco dei programmi di lavoro.

  260. paola scrive:

    Grazie mille ed ancora complimenti

  261. Luisa13 scrive:

    Salve, quanto vale una lettera di IMPEGNO ALL’ASSUNZIONE??? posso fidarmi? grazie cordiali saluti, Luisa

  262. salvatore scrive:

    GENTILISSIMO DOTT. TAVELLA
    SONO ANCORA IN ATTESA DI RISPOSTA AL QUESITO
    N° 209
    GRAZIE

  263. massimiliano tavella scrive:

    Per Salvatore. A mio avviso la funzione di segretario non dovrebbe comportare responsabilita’ particolari.

  264. Renzo scrive:

    Per Piero – Quesito n°259

    Ti rispondo in assenza del Dr. Tavella.

    Giustamente tu vuoi tutelarti nel caso la tua Agenzia in futuro receda dal rapporto di lavoro improvisamente, cosa che effettivamente con i contratti a progetto accade spesso (specie se un progetto non c’e).

    Se ciò dovesse accadere hai delle buone probabilità di fare valere i tuoi diritti, innanzi tutto perchè già a partire da come è scritto il tuo contratto vi è una non conformità alla legge di questi contratti CO.CO.PRO. nel riferirsi a progetti generici, senza limiti di tempo, senza obiettivi valutabili, etc. e poi perchè come, tu stesso hai descritto vi sono parecchi indicatori di subordinazione che rafforzano l’ipotesi di un utilizzo distorto del tuo contratto.

    La tua decisione di non fare nulla è certamente saggia, ma in parallelo prova sempre a cercarti un lavoro migliore, col tempo prima o poi troverai una soluzione, e nel contempo raccogli ogni prova scritta su ogni indicatore di subordinazione, oppure fai in modo di crearteli tu, esempio se sei abituato a chiedere una permesso di una settimana ad un tuo superiore, non farlo a voce, ma scrivi ed attendi la sua risposta, se sei inserito nel loro organigramma conservane una copia, se ti impartiscono degli ordini costringeli a scriverteli dicendo che ti serve come promemoria (ricorda sempre che, mentre lavori la persone da cui dipendi tendono a dimenticarsi che sei un lavoratore a progetto, mentre tu no!..dunque sfrutta questo vantaggio).

    Attenzione poi che alcune situazioni tra quelle che hai indicato nel tuo post non sono considerate indicatori di subordinazione, come ad esempio possedere le chiavi di accesso a uffici, badge apriporta, l’avere potere decisionale su un’attività, lo svolgere lavori in giro, etc.

    Bye, Renzo

  265. Renzo scrive:

    Per Luisa13 – Quesito n°261

    Ti rispondo in assenza del Dr. Tavella.

    Quando il candidato alla assunzione deve prestare un periodo di preavviso particolarmente lungo, presso la precedente società, prima di poter iniziare la nuova collaborazione, è opportuno far sottoscrivere una lettera di impegno alla assunzione.

    Tale forma sostituisce temporaneamente la lettera di assunzione vera e propria, con indubbi vantaggi sotto il profilo contrattuale e normativo.

    Sottoscrivere subito la lettera di assunzione vincola la azienda in modo definitivo.

    Una lettera di impegno alla assunzione invece consente di definire alcune clausole di riserva, che consentono, anche alla azienda, di porsi al riparo di eventuali sorprese, nel caso tu non dovessi presentarti.

    Infatti uno degli aspetti più concreti di un periodo di attesa così lungo, è costituito dal fatto che il dipendente possa non rispettare gli impegni assunti e non si presenti al lavoro il giorno stabilito.

    Per tale ragione è opportuno definire nell’accordo una clausola di risoluzione espressa, tale per cui la mancata presenza sul lavoro, entro un certo termine dalla data di assunzione concordata, comporti l’annullamento del contratto.

    Altresì, una delle clausole importanti nel contratto di impegno alla assunzione è costituita dalla apposizione di un periodo di prova.

    La clausola del periodo di prova deve essere definita assolutamente per iscritto.

    Se si vuole far valere un periodo di prova nel contratto di assunzione, si dovrà analogamente apporre tale clausola prima nel contratto di impegno alla assunzione.

    L’assenza del periodo di prova, nella lettera di impegno alla assunzione, renderebbe annullabile una analoga clausola del periodo di prova, apposta successivamente nella lettera di assunzione; quanto meno il dipendente potrebbe rifiutarsi di sottoscriverla all’atto del contratto definitivo.

    La apposizione del periodo di prova trova, pertanto, necessita’ di esistere quando la società sia propensa a valutare concretamente le reali potenzialità del dipendente, ma anche quando non voglia rischiare di subire danni dal mancato rispetto della assunzione.

    Il mancato rispetto, da parte della azienda, dei termini di assunzione, si configurerebbe, infatti, come inadempienza contrattuale e quindi risarcibile secondo le eque valutazioni di un giudice.

    La risoluzione durante il periodo di prova, invece, si configurerebbe come una risoluzione ammessa dalla normativa, a condizione che, il periodo di prova, sia stato sufficientemente congruo per potersi identificare come tale.

    La lettera di impegno potrebbe altresì contenere una sanzione in caso di mancato rispetto da parte del dipendente.

    Questa clausola dovrebbe essere apposta in caso di assunzione di personaggi che andranno ad occupare posizioni strategiche nella azienda o a carattere eminentemente tecnico, mentre è del tutto superflua e irrilevante per posizioni d’ordine o di concetto di medio basso livello.

    La possibilità di richiedere il risarcimento del danno, al dipendente che non si presenta il giorno stabilito dal contratto di impegno, e’ quasi nulla o spesso non pretesa dal datore di lavoro.

    Ad esempio non esistono sentenze in merito, che possano documentare il valore del mancato rispetto dell’accordo.

    Tuttavia il principio e la istituzione di una clausola espressa, in tale direzione, porterebbe il dipendente a ragionare sulle conseguenze di una superficiale valutazione della collaborazione in corso di definizione. La apposizione della clausola pertanto fa da effetto detrattivo sulla infedelta’ al contratto da parte del collaboratore.

    I punti pertanto rilevanti, di una lettera di impegno alla assunzione, sono sostanzialmente gli stessi di una lettera di assunzione, ma con alcune variabili che poi troveranno definitiva collocazione nella lettera di assunzione vera e propria. La lettera di impegno infatti deve comunque essere riconfermata da una lettera di assunzione tradizionale.

    L’oggetto del contratto
    Analogamente alla lettera di assunzione la lettera di impegno deve definire se si tratta di contratto a tempo indeterminato, a termine o part-time o altre fattispecie.

    Periodo di prova
    Come detto va apposto anche sulla lettera di impegno, se la società intende avvalersi di tale clausola.

    Retribuzione
    A differenza della lettera di assunzione, la parte retributiva della lettera di impegno può contenere solo dei riferimenti generici annui lordi o lordi mese, senza composizione della retribuzione. E’ opportuno definire che la composizione della retribuzione troverà definizione nell’ambito della lettera di assunzione in base ai parametri contrattuali vigenti in quel momento.

    Mensilità retribuite, ferie, rol ed altre assenze
    Può esser richiamato il contratto, riservandosi di precisare esattamente i diritti nella lettera di assunzione vera e propria.

    Risoluzione del rapporto
    E’ sempre opportuno definire le regole della risoluzione del rapporto, precisando che il rapporto è soggetto a risoluzione per giusta causa o giustificato motivo. Analogamente si può fare riferimento ai regolamenti aziendali, citando che il rapporto di collaborazione deve rispettare le norme aziendali interne.

    Contratto collettivo di riferimento
    Il richiamo alle clausola di un contratto collettivo, per quanto non espresso nel testo della lettera di assunzione, va riproposto anche per i contratti di impegno alla assunzione.

    Clausole speciali
    Qualora le mansioni del dipendente richiedano la apposizione di clausole speciali, quali lavoro disagiato, reperibilità, patto di non concorrenza, tali clausole devono essere contenute anche nella lettera di impegno.

    I contratti di lavoro a termine devono contenere la durata e COSA IMPORTANTISSIMA le cause di giustificazione della apposizione di un termine (secondo la disciplina vigente). I contratti part-time vanno redatti per iscritto, precisando le modalita’ di svolgimento del rapporto e l’orario di lavoro da svolgersi.

    Spero di essere stato chiaro, ho già letto qui di gente che si dimette con disinvoltura fidandosi sulla parola e poi si ritrova in braghe di tela.

    In bocca al lupo, Renzo

  266. Piero scrive:

    Gentilissimo Renzo,
    nel ringraziare tutti Voi per il supporto faccio tesoro dei Suoi consigli anticipandole che dal 2004 conservo tutte le email e documenti cartacei inerenti il mio rapporto di lavoro con l’azienda. Documentandomi sul web mi sono reso conto che in ambito giornalistico ci sono molte sfumature che possono fare la differenza nell’argomento trattato. Nei prossimi giorni andrò a fare un collocquio informativo presso la sede del sindacato dei giornalisti e sarà mia premura postarne i contenuti, sperando possano essere utili allo scopodel presente blog. Grazie.

  267. Luisa13 scrive:

    Buongiorno Renzo, grazie 1000 per avermi spiegato in modo così dettagliato tutto quello che deve essere espresso nella lettera di assunzione, tutti i punti che lei mi scrive sono presenti, firmo con il cuore un po’ più leggero, un caro saluto Luisa13

  268. Stefano scrive:

    Buongiorno.
    Dal 9 agosto sono in CIG in Deroga, dopo che la mia azienda (che ha più di 15 dipendenti) ha realizzato un accordo sindacale che prevede al termine del 2011 (anno di CIG straordinaria) il licenziamento a fronte di un incentivo all’esodo.
    Però c’è da fare un passo indietro: io svolgevo il ruolo di responsabile vendite italia da 10 anni e il nuovo proprietario mi ha sollevato dall’incarico a febbraio 2010 adducendo motivi di mancato entusiasmo da parte mia (roba da matti, diciamo dalle nostre parti…!). In pratica non dovevo più affiancare gli agenti. Mi ha conseguentemente isolato. Quando poi, causa sue strategie poco condivisibili, si è accorto di aver quadruplicato le perdite ha avviato la procedura per l’accordo sindacale e io sono finito in CIG per primo, ovviamente.
    Dal 2000 ad oggi sono passato come inquadramento da impiegato livello 4 a 6. Settore tessile-industria. La mansione però era superiore.
    Da febbraio a luglio demansionato.
    Per le trasferte mi venivano pagate le spese sostenute, per gli straordinari niente.
    Avevo auto e cell aziendali ma non come benefit.
    Mi sono informato da un avvocato e sto attendendo conteggi mancata retribuzione da un consulente del lavoro.
    Secondo lei, è consigliabile/auspicabile/conveniente pensare ad un percorso legale? Ho 41 anni e se sto fuori dal lavoro per un pò rischio di bruciarmi. Che ne pensa? Che consiglio mi da?
    Grazie.

  269. Giacomo scrive:

    Buongiorno, sono un dipendente di una società che è agente in attività finanziaria dove sono impiegato di II° livello e svolgo, oltre all’organizzazione del lavoro d’ufficio, varie mansioni. Con l’entrata in vigore del D. lgs 13 agosto 2010 n. 141, non essendo in possesso di un titolo di studio di scuola superiore, ma lavorando in questo settore da circa 15 anni potrebbero esserci problemi per un’eventuale mio licenziamento e/o demansionamento.
    Grazie

  270. ciro scrive:

    Salve,mi piace questo blog,sono ciro ex guardia giurata,dico ex perche circa 10 mesi fa’,dopo 5 mesi senza stipendio,la prefettura di Napoli ritiro’la licnza all’Istituto di vigilanza dove io lavoravo e senza saper ne’leggere ne’scrivere ci siamo trovati senza lavoro.Da premettere,io ero impegneto su delle postazioni da circa 20 anni presso un ente gestionale di risorse idriche,la G.O.R.I,che a sua volta per la garanzia dei posti occupazionali aveva messo nel capitolato speciale di appalto l’obbligo da parte del nuovo appaltatore le assunzioni delle guardie giurate impegnate da tempo,nonostante tutte le proteste per far rispettare il capitolato di appalto,denunce,presidi fissi fuori all’ente incontri con la prefettura,addirittura la Direzione Provinciale Del Lavoro di Mapoli servizio Ispettivo del lavoro in esito ad egli accertamenti richiesti dalla Prefettura stessa stabiliva il mancato rispetto della procedura se non chè la mancanza applicazione del contratto nazionale di categoria art.25,26,27.Addirittura scriveva alla G.O.R.I la possibilita’di una rescissione del contratto stesso verso l’istituto vincitore di gara di appalto.Tuttora siamo ancora dissoccupati,la vergogna maggiore e che nonostante l’istituto subentrante abbia necessita’di personale continua a far fare straordinari ai colleghi nuovi assunti.Dimenticavo, i lavoratori interessati al passaggio di cantiere siamo solo tre’.Ditemi come possiamo uscire da questa situazione.

  271. marina scrive:

    Ciao a tutti.
    Sono socia lavoratrice di una cooperativa con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato part time.
    Nel contratto è specificato che la mia sede di lavoro debba essere in Bologna.
    Inoltre ho due figli piccoli, una addirittura di poco più di un anno, che accompagno entrambi alla mattina e ritiro il pomeriggio dall’asilo.
    La mia azienda mi ha mandato a lavorare (faccio le pulizie) in un comune molto lontano, in provincia di modena, in una fabbrica che si trova in zona industriale che non è direttamente raggiunta dai servizi pubblici (la fermata è a due chilometri a piedi di distanza).
    Io ho chiesto di essere avvicinata a Bologna o comunque di essere messa in una azienda che sia servita dai mezzi pubblici.
    L’unica alternativa che mi è stata data è un’altra azienda ancora più lontano dove non riesco ad andare perchè l’unico autobus della mattina parte prima dell’apertura dell’asilo e l’unico autobus del pomeriggio parte dopo la chiusura dell’asilo.
    Sono disperata.
    Ho la sensazione che stiano cercando di farmi scoppiare perchè sia io ad andarmene, ma a me il lavoro serve.
    Vorrei poter lavorare serenamente.
    Cosa posso fare?
    Loro dicono che a Bologna non ci sono posti per il mio part time.
    Posso esigere comunque di lavorare a Bologna visto che così c’è scritto sul contratto?
    Sarebbe la cosa migliore perchè muoversi sarebbe molto più semplice perchè ci sono moltissimi autobus.
    Come posso fare perchè venga tenuta in considerazione la mia condizione di madre?
    Ho fatto espressamente queste richieste e sono ormai due mesi che sono in attesa di una nuova collocazione.
    Posso chiedere che mi paghino questi due mesi di stipendio?
    Complimenti per l’idea di creare questo blog e per il modo con cui è magnificamemnte gestito.
    Grazie

  272. omar scrive:

    Complimenti per l’iniziativa, e spero che altri come Renzo la possano aiutare… se si diffonde il link :) !
    Purtroppo sono anch’io interessato al quesito senza risposta di Paolo (197): agenzia investigativa contro ex-datore che comunica i miei dati sensibili (vertenze, attività sindacali).
    Le chiedo se è possibile una linea dura, ha senso denunciarlo civilmente/penalmente? E, soprattutto, le registrazioni dell’agenzia investigativa hanno valore di PROVA?
    Qualcuno sa quanto costa (ho letto centinaia di euro) e se ci vogliono agenzie particolari?
    Grazie
    Omar

  273. massimiliano tavella scrive:

    Per Omar.
    Grazie per i complimenti, il link si diffonde proprio grazie a tutti voi. Facebook, twitter etc.. Da ciò può nascere uno scambio di informazioni, anche professionali, utili a chi non riesce a capire alcuni risvolti del proprio rapporto di lavoro.
    Sull’argomento che hai proposto, la diffusione di dati sensibili non può certo essere trattato come il normale scambio di informazioni commerciali.
    Purtroppo provare la “denigrazione” non è sempre facile, anche se non impossibile.
    Ti consiglio di rivolgerti ad un legale che diffiderà l’azienda a diffondere tali dati e credo questo basterà per mettere in guardia i responsabili di tale, becera attività.
    Lascia perdere agenzie di investigazioni e altre diavolerie, in questo caso è in gioco la dignità professionale per cui ogni azione deve essere svolta con le dovute precauzioni.

  274. massimiliano tavella scrive:

    Per Marina.
    Anche nella grande Bologna succedono certe cose!
    A norma dell’art. 2103, cod. civ., nel testo sostituito dall’art. 13, L. n. 300 del 1970, il potere del datore di lavoro di trasferire il lavoratore da una unità produttiva ad un’altra è limitato alle ipotesi in cui sussistano comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive (non è pertanto ammesso il trasferimento dettato da motivi disciplinari, oltre tutto contrario al divieto, sancito nell’art. 7, comma 4, L. n. 300, di erogare sanzioni che comportino un mutamento definitivo del rapporto). Oltre che in conseguenza delle ragioni organizzative suesposte, il trasferimento deve essere disposto nel rispetto delle eventuali clausole del contratto collettivo che stabiliscano specifici oneri di forma, particolari modalità in ordine alla comunicazione del trasferimento, o ancora che restringano il campo delle “ragioni” che legittimano il trasferimento.
    Per quanto concerne la comunicazione dei motivi del trasferimento, il relativo obbligo, ad avviso della giurisprudenza, non sorgerebbe contestualmente alla comunicazione dell’ordine di trasferimento, ma solo e quando il lavoratore trasferito ne abbia fatto espressa richiesta. Tieni conto, Marina, che Il controllo del giudice circa la ricorrenza della condizione imposta dall’art. 2103, Cod. civ. deve limitarsi ad accertare la sussistenza delle ragioni tecniche, organizzative e produttive e il nesso causale tra quelle ragioni e il trasferimento, ma non può estendersi all’esame delle intrinseche motivazioni delle scelte tecnico-economiche operate dall’imprenditore dal momento che ciò contrasterebbe con il principio di libertà dell’iniziativa economica privata sancito dall’art. 41 della Costituzione.

  275. massimiliano tavella scrive:

    Per Ale.
    Ti consiglio di andare avanti nella vertenza, salvo, in corso d’opera trovare un accordo dignitoso. MAI DARE LE DIMISSIONI PER SFINIMENTO!!!!!! In questa circostanza avresti potuto e dovuto essere consigliato in maniera diversa. Per quanto riguarda il timore di diffusione della tua vertenza, questa deve essere solo una tua scelta. Sulle dimissioni per giusta causa avrei qualche dubbio a meno che non dimostri che la dimissione sia stata estorta.
    Ti consiglio anche di dare uno sguardo a quanto postato a n° 205.
    Le vie da seguire sono molte e tutte valide. La preoccupazione, nel tuo caso, è del datore di lavoro, credimi…

  276. Stefano scrive:

    Dr Tavella, può rispondere al mio quesito 268, per cortesia!!! Grazie e buon lavoro!!

  277. massimiliano tavella scrive:

    Per Stefano!!.
    Caro Stefano, le notizie sono poche e la problematica è complessa.
    Esiste un demansionamento, l’adibizione ad altra mansione non sembra supportata da ragioni tecniche ed organizzative, l’accordo sulla CIG dovrei vederlo, lo straordinario va pagato ed i benefit trattati come per legge.
    Da quanto riesco a capire, ci sono gli estremi per la tutela del tuo posto di lavoro.

  278. mirko scrive:

    Buonasera a tutti.
    Averi bisogno di un chiarimento URGENTE e questo blog, eccellentemente gestito, mi sembra il posto giusto al momento.
    Vorrei sapere se il ” contratto di lavoro ” sostituisce in toto la “promessa di assunzione” o se comunque i contenuti hanno sempre valore. Mi spiego: prima di cambiare lavoro firmai una promessa di assunzione con tutte gli accordi ben definiti. Il primo gg di lavoro firmai poi il contratto di lavoro che cita ” … a seguito delle intese verbali ….il rapporto si intende a tempo indeterminato … alle condizioni giuridico ed economiche regolamentate dal settore industria metalmeccanico. Senza specificare RAL, parte variabile, benefit.( specificati nella promessa di assunzione. Il tutto sta proseguendo come pattuito nella promessa senza problemi, ma ora è arrivato il momento della parte variabile ( espressamente indicata nella promessa di assunzione con un min e un max). Fa comunque fede la promessa di assunzione firmata dalle parti? Non abbiamo mai pattuito gli obbiettivi per la parte variabile. Se questi facessero ( per qualche ragione storie ) sono tutelato legalmente? grazie mille anticipatamente. M.

  279. Renzo scrive:

    Per Luisa13 – Quesito n°278

    Ti rispondo in assenza del Dr. Tavella.

    Ciao Mirko, nella mia risposta n°265 a Luisa13 trovi tutto quanto c’è da sapere sulla “lettera d’impegno”.

    Il contratto di assunzione deve tassativamente rispecchiare quanto scritto nella lettera d’impegno, altrimenti l’azienda è perseguibile per inadempienza contrattuale.

    Tuttavia, nel tuo caso mi aspetterei qualche sorpresa specie se informandoti attraverso il tuo diretto superiore dovesse saltar fuori che non esiste nessun metodo di valutazione degli obiettivi raggiunti.
    __________________________________________________

    Alcuni anni fà mi imbattei in una situazione simile presso una multinazionale:
    assieme alla lettera di assunzione mi fu consegnata una seconda lettera avente come oggetto: Definizione del premio di incentivo.

    Le testuali parole (qui ricopiate) erano:

    Le vengono proposti per la sua attività di responsabile di funzione i seguenti incentivi così suddivisi:

    Incentivo fisso lordo 2.500 Euro
    Incentivo variabile 2.500 Euro

    L’articolazione dell’incentivo variabile è stata determinata sulla base delle Sue funzioni e sulla base degli obiettivi annuali stabililiti in concerto con la direzione e facenti parte degli obiettivi annuali aziendali.

    In funzione dei risultati conseguiti, i premi per incentivo, le verranno corrisposti in forma posticipata alla fine del semestre di ogni anno.

    __________________________________________________

    Ebbene posso affermare che l’azienda si comportò in maniera totalmente diversa da quanto scritto, perché dopo i primi sei mesi non vidi nessun incentivo erogato, né fisso e né variabile, (d’altra parte vi era una contraddizione implicita nella loro lettera, come avrebbero mai potuto erogare la quota di incentivo variabile se la valutazione del raggiungimento degli obiettivi avviene solo a fine anno?). A gennaio dell’anno successivo vidi erogato solo l’incentivo fisso lordo, mentre di quello variabile non ne vidi mai più traccia.
    Per mettere a posto la questione dovetti aspettare quasi 4 anni quando arrivò un nuovo direttore generale col quale venni al compromesso di fare conglobare l’incentivo fisso nel superminimo della busta paga, dando i saluti per sempre all’incentivo variabile, mai visto.

    In conclusione caro Mirko: CHIARISCI SUBITO LA QUESTIONE.

    Renzo

  280. davide scrive:

    ho un dilemma su una vertenza iniziata a febbraio 2010 per farla breve io sono stato licenziato nel periodo di prova, una volta aver firmato il contratto dopo una settimana mi anno dato il ben servito. pero già lavoravo da 2 mesi e mezzo e la firma è avvenuta in ritardo e ho delle concrete possibilità di vincere la vertenza. il mio dubbio è se vinco accetto la liquidità o il reinserimento lavorativo ? il mio dubbio è che poi si verifichino pressioni,mobbing diretto indiretto o trasversale. il giudice che sentenzierà può mettere dei paletti all’azienda per prevenire tutte quelle situazioni e pressioni che si possono creare nei miei confronti?!?!

  281. Renzo scrive:

    Per Davide – Quesito n°280

    Ti rispondo in assenza del Dr. Tavella.

    Buongiorno Davide, nel tuo post asserisci di aver dato inizio ad una vertenza, che per me vuol dire impugnare il licenziamento entro 60 gg con una lettera RA.R. dichiarandolo illeggittimo.

    Nessun detaglio però traspare sui motivi dell’illeggitimità che hai apposto in tale impugnativa, dato che hai solo affermato di aver firmato il contratto con due mesi e mezzo di ritardo, senza nemmeno farci sapere se prima di questo contratto avevi una lettera d’impegno che prevedeva già il periodo di prova.

    Infatti, in quest’ultimo caso sarebbe irrilevante aver firmato la lettera di assunzione in ritardo, perchè il patto di prova era già previsto sin dall’inizio del rapporto lavorativo, mentre, sebbene non aver avuto una lettera d’impegno ti dava la possibilità di non firmare la lettera di assunzione col periodo di prova, invece lo hai fatto. In tal caso a mio modo di vedere le cose il licenziamento non è illegittimo.

    Tuttavia analizzando bene il periodo trascorso in azienda potresti ricercare altre cause di illegittimità poiché la possibilità di recedere liberamente dal rapporto in prova, da parte del datore di lavoro è più apparente che reale, dal momento che la giurisprudenza ha elaborato alcune regole, ormai acquisite, che limitano questa facoltà.

    In primo luogo, nel tuo caso, il datore di lavoro ha l’obbligo di consentire l’esperimento che costituisce l’oggetto della prova.

    Conseguentemente, il datore di lavoro deve consentire che l’esperimento duri un lasso di tempo minimo, benché non espressamente pattuito, e deve effettivamente assegnare al lavoratore le mansioni per cui era stata stipulata l’assunzione in prova.

    In caso contrario, il licenziamento sarebbe, ancora una volta, illegittimo.

    Anche la mancata indicazione scritta in ordine alle mansioni specificamente assegnate al lavoratore, e sulle quali verterà la prova, determina la illegittimità del recesso di cui si parla.

    Pertanto, spero, per te, che tu abbia previsto nell’impugnativa almeno una di queste ragioni se vere.

    In secondo luogo, devi essere tu a valutare bene se ti convenga una transazione economica oppure puntare su un reinserimento; dal mio punto di vista occorre fare due tipi di valutazione, senza lasciarsi condizionare dagli altri:

    1) che tipo di azienda é: padronale, multinazionale, gruppo societario italiano, cooperativa, consortile?

    2) quanto sono robuste le tue ragioni e dunque quanto alte le probabilità di vincere?

    E’ chiaro che se ti trovi in una multinazionale, di primo impatto è meglio mettersi d’accordo sul lato economico, perchè poi se ti reintegrano, ti mandano a lavorare in Russia a Vologda.

    Renzo

  282. Renzo scrive:

    Per Massimiliano Tavella:

    Buongiorno Massimiliano,

    Ho bisogno di un tuo parere sulla questione che segue:

    Leggendo l’articolo ” BREVI RIFLESSIONI SUL D.LGS. 368/01, LAVORO A TEMPO DETERMINATO,COME MODIFICATO DALLA LEGGE 247/2007 E LEGGE 133/2008″ del dott. Marco Barone foro di Bologna, ti chiedo se tali modifiche sono già attuabili da parte di un Giudice del Lavoro, oppure no.

    Vedi alla pagina:

    http://www.lavoroprevidenza.com/leggi_articolo.asp?id=1577

    Ossia se in tutti quei casi di apposizione illegittima del termine, dovute a “motivazioni generiche ed astratte” oppure a “mansioni aggiuntive estranee al contratto ed al termine” il Giudice, in virtù di tale modifica legislativa, può NON reintegrare il lavoratore e condannare l’azienda a risarcirlo SOLO con un´indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 ed un massimo di sei mensilità dell´ultima retribuzione globale di fatto.

    Renzo

  283. marina scrive:

    seguito quesito 271
    Grazie dott. Tavella.
    Secondo lei posso chiedere il pagamento degli stipendi degli ultimi due mesi in cui non ho potuto lavorare perchè “messa in attesa” dalla cooperativa mentre aspettavo di sapere dove sarei stata destinata?
    Grazie ancora
    Marina

  284. davide scrive:

    grazie renzo. nello specifico è stato un passaggio di consegna da parte di una azienda che ha vinto un appalto. cioè la ditta entrante a me ed altri colleghi ci ha contattati facendo una proposta economica e di assunzione con periodo di prova.ci ha quindi fatto firmare una proposta di assunzione.io nello specifico sono stato eliminato prima del termine del periodo di prova. l’azienda presente nord italia e sul contratto c’è scritto specificatamente il luogo di lavoro, quindi presumo non mi possano far rimbalzare in tutte le loro filiali.

  285. francesca scrive:

    salve io volevo sapere una cosa io faccio la magazziniera in un azienda e faccio i turni volevo sapere ma in un turno di solito non bisogna essere almeno in due? sa mai che possa succedere qualcosa o no? c’e un articolo? per caso? grazie francesca

  286. CRIX scrive:

    Avrei bisogno di un chiarimento relativo all’obbligatorietà del passaggio di consegna.
    Questa la mia situazione: da 1 anno lavoro con contratto sost. maternità; mercoledì mi comunicano il rientro della sostituita e la mia cessazione. Lei rientra il 13/01/2011 ed io termino il 14/01/2011 compreso; passaggio di consegna di 2 giornate. Firmo la lettera per accettazione.
    Questo il mio problema: non posso andare in ferie nella settimana di Natale per copertura, non posso andare in ferie nella prima settimana di Gennaio per copertura; non posso andare in ferie nella seconda settimana di Gennaio per passaggio di consegne; considerando che durante la mia sostituzione i lavori da me eseguiti sono stati compilazione moduli, stampe e rilegature e nessun implementazione interna è avvenuta dal momento del mio arrivo ad oggi – ho obbligo di fare questo passaggio di consegna, posso sottolineare il mio diritto di utilizzare i giorni restanti maturati?

  287. Silvano scrive:

    Buongiorno, vorrei porre un quesito: è possibile che mi possono fare turni di lavoro spezzati con un turno di 2 ore? (esempio mattina 10.00-12.00 pomeriggio 14.00-20.00).
    Il mio contratto e full-time, 38 ore, commercio GDO specializzata, orario apertura negozio 9.00-20.00 tutti i giorni compresa la Domenica (che per me è festivo).
    Vi ringrazio.
    Un sentito ringraziamento anche a Renzo che risponde in assenza del Dottore sempre competente ed esaustivo.

  288. marta scrive:

    ciao mi chiamo martam ho un grosso problema di lavoro, un pochino ingarbugliato, ma cercherò di partire dall’inizio nel tentativo di dare una visione lineare dell’insieme. io lavoro dal 2007 per una Ragazza che è titolare di due cooperative e di una ditta individuale. nel periodo 2007/2009 sono stato assicurato da una società cooperativa per 18 ore settimanali quando realmente ne facevo 36. nel 2009 sono stata assunta presso un’altra cooperativa regolare. a gennaio 2010 lei mi ha chiesto se per cortesia potevo licenziarmi e iscrivermi nelle liste di mobilità in modo che lei mi potesse assumere da li e avere degli sgravi, io ingenuamente ho accettato e mi sono ritrovata con un contratto a tempo determinato a mia insaputa. in questo nuovo lavoro ( da febbraio 2010) lei ha avuto problemi finanziari e ha iniziato a creare problemi a me e al mio collega dicendo che non riusciva a pagarci ecc. noi per andarle incontro le abbiamo detto che vista la situazione per il mese successivo ci saremo accontentati di 1000 euro al mese. il nuovo contratto prevedeva 40 ore settimanali, 7 dal lunedì al venerdì e 5 il sabato. noi invece abbiamo sempre lavorato 10 ore dal lunedì al sabato. come ha visto che la situazione per lei si aggravava sempre più a pensato bene di accusarci di furto e sbatterci fuori senza uno straccio di prova. noi ci siamo messi in malattia per 15 giorni e lei ci ha licenziato mentre eravamo in malattia. premettendo che non mi ha mai pagato tredicesime e quattordicesime mensilità, ne liquidazioni ed è indietro con i pagamenti degli stipendi da settembre, che ci ha licenziato senza mostrarci nessuna prova e senza darci nessuna comunicazione, io come devo comportarmi?

  289. massimiliano tavella scrive:

    Per Marta.
    Il licenziamento irrogato nel periodo di malattia è nullo.
    La titolare non può, a mio avviso, imputarlo al presunto “ammanco” se non ha esperito la regolare procedura disciplinare.
    Ti ha inviato una lettera di contestazione?
    Il licenziamento è stato effettuato per “giusta causa”?
    La tua seconda assunzione è stata effettuata dalle liste di mobilità?
    La composizione societaria della ditta che ti ha riassunto ha assetti sostanzialmente coincidenti con quella che ti ha licenziato?
    Le strade da seguire sono davvero tante e la Signora non può certo dormire sonni tranquilli se ha ordito una presunta truffa ai danni dell’INPS, licenziandoti e costringendoti ad iscriverti nelle liste di mobilità al solo fine di godere di sgravi contributivi “INDEBITI”.

  290. massimiliano tavella scrive:

    Per Silvano.
    Carissimo Silvano la distribuzione dell’orario di lavoro è di competenza esclusiva del datore di lavoro salvo che non vi siano i presupposti per dimostrare una condotta discriminatoria dello stesso nei tuoi confronti o che lo spacchettamento dell’orario non sia dovuto ad esigenze tecniche e/o organizzative.

  291. massimiliano tavella scrive:

    Per Davide.
    Il patto di prova è una condizione risolutiva potestativa apposta al contratto di lavoro che, a pena di nullità, deve essere concordata per iscritto anteriormente o contestualmente alla conclusione del contratto specificando, altresì, le mansioni alle quali verrà adibito il lavoratore.

  292. salvatore scrive:

    GRAZIE PER LA RISPOSTA
    MI SENTO PIU’ TRANQUILLO

  293. Renzo scrive:

    Per Francesca – Quesito n°285

    Ti rispondo in assenza del Dr. Tavella.

    Penso proprio che si può essere anche soli in un turno, pensa ad un postino in motorino: in sella non li vedo mai andare in due!

    Bye, Renzo

  294. Giacomo scrive:

    Dr Tavella, può rispondere al mio quesito 269, per cortesia, molto gentile. Grazie

  295. massimiliano tavella scrive:

    Per Giacomo.
    Non sono un esperto del settore, ma, a mente, il D. lgs 13 agosto 2010 n. 141, credo ammetta deroghe.

  296. massimiliano tavella scrive:

    Per Francesca.
    Il problema attiene all’organizzazione aziendale.
    Il turno può essere effettuato comunque, in condizioni di lavoro normale, anche da una sola persona.

  297. angela scrive:

    BUON GIORNO,SONO UNA RAGAZZA DI 41 ANNI ASSUNTA PRESSO UNA DITTA A TEMPO INDETERMINATO DA CIRCA UN ANNO.PROVENGO DALLE LISTE DELLE FASCE PROTETTE DEL JOB E LA DITTA PER CUI LAVORO HA USUFRUITO ANCHE DEGLI SGRAVI FISCALI PERCHE’ RISULTAVO DA PIU’DI 2 ANNI DISOCCUPATA.DOVREI PORRE ALCUNE DOMANDE IN MERITO ALLA POSIZIONE PER LA QUALE SONO STATA ASSUNTA RITENENDO CHE OGGI NON MI SENTO TUTELATA. SONO STATA ASSEGNATA AGLI UFFICI COMMERCIALI CON LA MANSIONE DI CENTRALINISTA, FATTORINO USCIERE, CON INQUADRAMENTO AL LIVELLO I DEL C.C.N.L UNICO GAS-ACQUA, SULLA MIA BUSTA PAGA COME QUALIFICA HO OERAIO MENTRE PERSONE CHE RICOPRONO RUOLI SOLO DI CENTRALINISTI HANNO COME QUALIFICA DI IMPIEGATO, COSA CONPORTA TUTTO CIO’?
    DA QUALCHE MESE DALLA SEDE DOVE IO LAVORAVO SONO STATA SPOSTATA IN UN’ALTRA SEDE, COME FASCIA PROTETTA NON MI SENTO TUTELATA INQUANDO NON HO UN UFFICIO, HO IL TELEFONO ALL’INGRESSO DELLA SEDE IN UN PUNTO DI PASSAGGIO E PER LA PATOLOGIA DI CUI SOFFRO NON E’ PROPRIO IL POSTO MIGLIORE, INOLTRE SONO CHIAMATA PER 2 ORE AL GIORNO ALL’UFFICIO PROTOCOLLO PER SMALTIRE DEL LAVORO.HO CERCATO DI FAR CAPIRE CON LA CALMA CHE QUALCOSA NON ANDAVA AL MIO CAPO SETTORE MA, MI E’ STATO RISPOSTO CHE è UNA DISPOSIZIONE DEL PRESIDENTE.COME FASCIA PROTETTA PRIMA DI INIZIAR A LAVORARE IL COMITATO DELL’ASUR HA DATO PARERE FAVOREVOLE MA ADESSO LE MIE CONDIZIONI LAVORATIVE SON CAMBIATE E LA DITTA NON HA INTERPELLATO DI CERTE NESSUNO QUANDO HA AGITO NEI MIEI CONFROMTI.SUI DOCUMENTI CHE HO IN MIO POSSESSO INVECE C’è SCRITTO CHE QUALSIASI CAMBIAMENTO A LIVELLO LAVORATIVO DOVEVA ESSERE COMUNICATO. INOLTRE DA CIRCA UN MESE NON MI SENTO MOLTO BENE, HO FATO 2 SETTIMANE DI MALATTIA E POI SON RITORNATA AL LAVORO. PRENDO GIORNALMENTE MEDICINALI CORTISONICI MA PRIVATAMENTE ANDRO’ DI NUOVO A FARMI VISITARE PERCHE’ SENTO CHE I DOSAGGI NON MI SON SUFFICIENTI. COME MI POSSO MUOVERE? GRAZIE DELL’ASCOLTO ANGELA

  298. omar scrive:

    La ringrazio per la risposta (272) e anticipo i ringraziamenti su questa: Collegato lavoro e riconoscimento cocopro irregolare;
    1) L’indennità onnicomprensiva 2,5-12 mensilità comprende, oltre ai mesi dal “licenziamento”, anche le differenze di salario e contributive?
    2) Se questa normativa, un giorno (spero), verrà dichiarata incostituzionale ma il mio processo sarà nel frattempo finito: otterrò le differenze?
    Un suo parere sul collegato?
    Scusi, so che devo chiedere al mio avvocato e lo farò, ma credo possa interessare altri precari…

  299. omar scrive:

    Avviso che ho visto dopo ed ho scritto su un post simile di Paolo Stern, nel suo stesso portale Postilla.it. E’ un pò diverso, non credo sia cross-posting. Saluti, Omar

  300. rosanna scrive:

    lavoro 25 ore settimanali e prendo 6,20 euro all’ora e una paga giusta?

  301. rosanna scrive:

    il mio principale paga gli stipendi con assegno ogni 10 del mese con accredito dal 15 in poi vorrei sapere per favore la data massima per gli accrediti della busta paga grazie

  302. Letteria scrive:

    Buonasera, sarei lieta di poter avere delle risposte da lei come persona esperta, sto aiutando un mio parente in difficolta’licenziato da poco a causa di incomprenzioni con il datore di lavoro. Il ragazzo vivendo in una famiglia disagiata, dopo le scuole elementari all’eta’ di 15 anni ha iniziato il lavoro di manovale in nero. Ha lavorato per ben 15 anni sempre in nero (o cosi o niente) solo 4 anni fa’ dopo un cambio di denominazione sempre della stessa ditta, e’ stato messo in regola, pero’ senza ferie pagate e con un orario di lavoro in busta paga di ore 6 mentre in realta’ sfruttato per 10 ore giornaliere,NIENTE MALATTIA, in questi posti si va’ al lavoro anche con 38° di febbre, dopo un litigio per motivi economici, LICENZIAMENTO. il ragazzo padre di un bambino, e’ stato liquidato con euro 2800. Lui ha paura a rivolgersi ad un sindacato perche’ in certi paesi come Rosolini SR se fai una vertenza hai chiuso con il lavoro, io abito a messina e vorrei aiutarlo, cosa posso fare? sono indecisa se farlo andare da un patronato per richiedere realmente cosa gli spetta. Mi preoccupa il fatto che probabilmente nessuno testimoniera’ a suo favore per paura di ritorsioni. grazie per la risposta

  303. Claudio scrive:

    Salve. Percependo la cassa integrazione, è possibile firmare un contratto di associazione in partecipazione per lavoro senza perderla?
    E nel caso, come fare per non perderla?
    Grazie in anticipo per la risposta.

  304. Roberto scrive:

    Salve e grazie anticipatamente per l’attenzione. Sono un ex dipendente di una ditta dichiarata fallita nel 2009. Premesso:
    -che nel giugno del 2007, nella sala riunioni di questa Ditta, (insieme ad altri sfortunati) ho sottoscritto un fondo comune di investimento bancario costituendolo come fondo di previdenza complementare;
    -che erano presenti il responsabile amministrativo della Ditta ed il Direttore della Banca interessata;
    -che, malgrado i miei numerosi solleciti, la Ditta ha trattenuto il contratto (copia ed originale), non l’ha mai attivato e, ovviamente, non ha mai versato il TFR;
    -che poco tempo fa (dopo cinque mesi dal deposito delle domande di intervento del fondo garanzia) l’ufficio INPS che deve liquidarmi il TFR mi informa che non può farlo mancando il Fondo di Previdenza e, naturalmente, la Dichiarazione del suo Legale rappresentante (di non aver ricevuto le quote richieste).
    L’INPS non sa cosa consigliarmi ed il Curatore Fallimentare da me interpellato altrettanto.
    Può suggerirmi una soluzione ? O devo rinunciare, come qualcuno mi ha detto, a due anni di TFR ?
    Prima di salutarla e ringraziarla mi complimento per la chiarezza delle risposte che ho letto scorrendo il sito.
    Cordialità
    Roberto

  305. rossano scrive:

    salve a tutti volevo chiedere sperando che sia una cosa inerente a questo blog .
    un premio acquisito in busta paga per meriti lavorativi puo’ essere eliminato senza un valido motivo!! premetto che mi è stato dato per merito, mensilmente in busta ma che adesso vogliono tirarmelo via solo perchè si sono resi conto che comporta determinate spese che nn avevano previsto!!!
    settore metalmeccanica artigianale (snc)
    grazie in anticipo

  306. Barbara scrive:

    Buongiorno,
    sono una ragazza di 32 anni impiegata presso una S.r.l. dal 01/01/2001 ed inquadrata al 3° livello del contratto di commercio. Il mio problema è il seguente, vista la crisi, molto probabilmente l’azienza per cui lavoro cederà il portafoglio clienti ad un altra azienda impiegata nel nostro stesso settore, con i miei colleghi ci siamo già informati presso i sindacati che purtroppo hanno confermato che l’azienda che acquisterà non è obbligata nei nostri confronti, quindi stando così le cose perderemo tutti il lavoro;
    Gentilmente Le rivolgo qualche domanda:
    1) possono licenziarmi dall’oggi al domani senza un preavviso in quanto l’operazione dev’essere fatta entro il 31/12/2010? I miei titolari ufficialmente non hanno ancora detto niente ai dipendenti anzi alle mie domande per capire mi sono sempre sentita rispondere che non era vero niente e che dovevo stare tranquilla!!!!!!!!! (purtroppo è tutto vero!!)
    2) visto che oltre alla contabilità della S.r.l tengo la contabilità anche di una S.a.s. ormai da 7 anni, ovviamente non retribuita, posso intentare una vertenza alla s.a.s. anche se gli amministratori (i miei due titolari) sono gli stessi della S.r.l. per cui lavoro?
    3) nel caso in cui chiuda anche la S.a.s. il socio accomandatario è responsabile personalmente delle vertenze fatte alla Società, in sintesi se chiudesse la Società potrei rifarmi sul socio accomandatario?
    3) due volte all’anno e specificatamente a Maggio e a Novembre mi è stato a suo tempo concesso un premio in busta paga per meriti lavorativi di € 750,00 netti, puo’ essere eliminato accampando la scusa della cattiva situazione economica della società? preciso che a suo tempo io avevo richiesto un aumento di stipendio ma i miei titolari hanno preferito concedermelo così piuttosto che aumentarmi il livello
    Nel ringraziarLa per l’attenzione accordatami, cordialmente La saluto

  307. Luisa13 scrive:

    Buonasera Massimiliano e Renzo, vorrei sapere se è corretto che mi vengano tolte in bustapaga 8 ore di RO il giorno che ho fatto malattia?
    Ho il contratto del commercio e sono un impiegata di 3° livello. Grazie mille, Luisa13

  308. Roberto scrive:

    Luisa scusa, per RO intendi r.o.l. (recupero orario di lavoro)?
    Se era un giorno “programmato” di rol e hai fatto malattia è giusto che te lo tolgano (equivale ad ammalarsi in un giorno di riposo… non viene conteggiato), altrimenti no, se sei in malattia ti devono pagare regolarmente un giorno di mutua.

  309. Luisa13 scrive:

    Buonasera Roberto, non era un giorno programmato (era un lunedì) e non ero stata bene nel week end e la mattina ho chiamato dicendo che non andavo perchè mi sentivo poco bene. Grazie Luisa13

  310. Roberto scrive:

    Ti rispondo velocemente, dato che sono al computer: se le cose stanno come dici tu, e cioè hai effettuato un giorno di malattia in un regolare giorno di lavoro, ti devono corrispondere un giorno di retribuzione normale, e NON devono permettersi di decurtarti nulla, ne giorni di riposo, ne di permesso, ne di ferie o di riposo compensativo…ciao.

  311. Letteria scrive:

    Buonasera, vorrei sapere come funziona per le risposte, ci sono tempi lunghi di attesa? grazie

  312. massimiliano tavella scrive:

    Per Letteria.
    La decisione ultima per avviare una vertenza spetta sempre all’interessato. Certo è triste percepire dai post che scrivete questa sorta di terrore che scaturisce da possibili ritorsioni.
    Comunque ho visto tantissimi testimonoi manipolati dai datori di lavoro cadere mestamente in contraddizione di fronte alle domande incalzanti dei giudici. Il Sud deve cambiare anche in questo e se il tuo amico dovesse convincersi a fare vertenza, questa non dovrà certo limitarsi ad una sterile rivendicazione di tipo retributivo.
    In questi casi l’assistenza di un professionista vero è indispensabile.
    Tienimi aggiornato.

  313. massimiliano tavella scrive:

    Per Luisa 13.
    Nessun dubbio sulla retribuzione per malattia.
    Certe invenzioni fanno davvero pensare.

  314. massimiliano tavella scrive:

    Per Rossano. Ci spieghi meglio da quanto tempo percepisci il premio e quali paramentri sono stati usati nell quantificazione e nella sua erogazione?

  315. Barbara scrive:

    Buonasera Avvocato,
    sono la ragazza del post 306, gentilmente avrei bisogno di una risposta visto che venerdì scorso ho saputo che questo venerdì firmeranno la cessine del portafoglio clienti e che io sono l’unica dipendente che il mio titolare non riesce
    a “piazzare”
    Grazie ancora e perdoni la mia insistenza

  316. massimiliano tavella scrive:

    Per Barbara.
    Bisognerebbe capire come è avvenuta la cessione della clientela.
    1) Se l’azienda cessa l’attività (ma questo è da verificare) metteranno sul cedolino di liquidazione l’indennità sostitutiva del preavviso;
    2)Più che intentare vertenze singole, farei un’azione collettiva (non so quanti dipendenti siete ma l’unione in casi come questi è importante). Certo che puoi fare vertenza alla sas richiedendo magari la costituzione del rapporto di lavoro in seno a quest’ultima;
    3) Gli accomandatari sono soci illimitatamente responsabili;
    4) nella vertenza chiedi anche la mansione superiore.

  317. massimiliano tavella scrive:

    Per Roberto.
    Prima di rinunciare, è necessario esperire un ricorso che evidenzi il mancato adempimento datoriale.
    Stessa cosa si potrebbe fare con la Banca.
    Un buon avvocato sa cosa fare in questi casi.

  318. Barbara scrive:

    Grazie Avvocato!
    Sì l’attività della S.r.l. cesserà sicuramente e da come mi è giunta voce (da terze persone) io passerei alle dipendenze della S.a.s. anche se questo per me vorrebbe dire passare da un contratto commerciale ad uno artigianale (come saprà meglio di me non percepirei ad esempio la 14°). visto che non hanno ancora il coraggio di affrontare i dipendenti intanto mi metto al vento e vado dai sindacati il 14/12 c.a. giusto per capire come posso far valere le mie ragioni, poi se posso evitare mi creda evito, ma se mi costringeranno dovrò andare fino in fondo. La vertenza la farei per la S.a.s. quindi i miei colleghi non hanno motivo di aggiungersi a me, Lei mi suggerisce di chiedere la mansione superiore, cosa intende?
    Grazie ancora

  319. MatteodiMantova scrive:

    Dott. Tavella buongiorno.
    Le volevo gentilmente porre, se possibile, un quesito in merito alla questione della cessazione degli appalti. Premetto che lavoro per una cooperativa a responsabilità limitata come socio lavoratore con contratto da lavoratore dipendente a tempo indeterminato con un part time all’80% (abbiamo 13esima, 14esima, contributi inps, tfr. La mia ditta è una multiservizi, e io sono impegnato nella custodia e guardiania delle aree museali come caposervizio. Siccome a metà 2011 la mia ditta rischia di perdere seriamente la gara d’appalto, chiedo se ho diritto, oltre alla riassunzione, anche allo stesso contratto che ho attualmente o se ho almeno diritto a un trattamento economico complessivo che preveda sempre 13esima, 14esima, ferie pagate, malattia e tfr. Grazie mille per la risposta. Buongiorno ancora

  320. Giuseppe scrive:

    Salve! ho una questione da sottoporvi
    ho lavorato per circa 1 anno e mezzo con stacchi presso una GDO. Ho terminato il contratto il 15/09 e non me l0hanno più rinnovato. al posto mio hanno prese altri ragazzi! Preciso che ho mandato all’azienda una lettera di precedenza ma non ho avuto alcuna risposta. Posso fare qualcosa? non dovrebbero continuare a prendere me se hanno bisogno di personale?

  321. massimiliano tavella scrive:

    Per Giuseppe.
    In base all’art. 5, comma 4-quater e ss., del D.Lgs. n. 368/2001, il lavoratore che abbia prestato, presso la stessa azienda con uno o più contratti a termine, la propria attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza, fatte salve diverse disposizioni di contratti collettivi stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dall’azienda medesima entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni già svolte in esecuzione dei rapporti a termine. Ti ricordo che il diritto di precedenza trova applicazione con riferimento alle mansioni già espletate.

  322. massimiliano tavella scrive:

    Per Matteo di Mantova.
    E’ necessario, in questi casi analizzare il bando. Quasi sicuramente la stazione appaltante avrà previsto la clausola di salvaguardia dei posti di lavoro.

  323. massimiliano tavella scrive:

    Per Marina.
    Se la sospensione non è stata concordata secondo la normativa, la tua astensione dal lavoro dipende da cause a te non imputabili, per cui andrà integralmente retribuita.

  324. massimiliano tavella scrive:

    Per Rosanna.
    In che settore operi e quale ccnl adotta l’azienda?

  325. massimiliano tavella scrive:

    Per Barbara.
    Ripeto, non sono Avvocato, ma dottore commercialista specializzato in diritto del lavoro.
    Parlo di mansione superiore perchè nel contesto della vertenza sarebbe il caso che venissero fuori queste mansioni promiscue.
    Come avviene il passaggio?

  326. Barbara scrive:

    chiedo scusa non avevo letto la sua precisazione! il passaggio dovrebbe avvenire come già anticipato proprio domani, dovrebbe etrattarsi di cessione pacchetto clienti e subito dopo l’attività cesserà, anche perchè oggi il mio titolare mi ha detto di disdire il contratto in essere del programma di contabilità ed alla mia risposta che nel caso in cui disdicessi per l’anno 2011 non potrei comunque neanche effettuare le chiusure del 2010 lui mi ha risposto fallo lo stesso e questa è stata la conferma che le voci che giravano erano veritiere per non parlare del fatto che oggi sono venuti a prendere un furgone e domani ne ritirano un’altro assieme ad altre attrezzature…ci stanno smontando la ditta da sotto i piedi e continuano a non dirci nulla la trovo una cosa assurda e non corretta

  327. alessandra scrive:

    salve!
    ho 26 anni, lavoro da 6 mesi in un ristorante…lavoro in nero, quasi tutte le sere, 30 euro a sera (di solito dalle 19 all’una al massimo). inizio ad esser stanca! la cosa che mi ha fatto scoppiare stasera è che mi hanno chiaramente detto che, se non ci sono per la notte del 31 dicembre (mi darebbero solo 60 euro) provvederanno assumendo altre ragazze che siano più disponibili (io lo sono sempre stata!!!)…
    la cosa che mi fa dannare è che il proprietario, noto assessore della mia città, si fa grosso con campagne contro il lavoro in nero e pro i giovani….io sono laureata e in procinto di prendere 1 seconda laurea…mi sento umiliata….per di piu, questa sera sono andata a lavoro e mi ha rimandata a casa perche si era sbagliato….devo andare domani!!!
    ho pensato ad una vertenza….
    ma quante possibilità ho contro i proprietari? contro 1 assessore poi….?????
    spero possiate darmi almeno 1 spiegazione!
    vi ringrazio!!!!!
    complimenti per il blog!

  328. massimiliano tavella scrive:

    Per Alessandra.
    Nessuna spiegazione per 30 euro di paga in nero! Le possibilità ci sono tutte, anzi cerca nelle prossime settimane di costituirti delle prove circa la tua presenza nel locale.
    Davanti ad un Giudice, assessore o no, la verità viene fuori. Vista la carica pubblica del tuo datore di lavoro, prima di procedere legalmente, prova a trovare un bonario componimento, nel senso che DEVE: ASSUMERTI, PAGARE CONTRIBUTI E RETRIBUZIONI PREGRESSI e garantirti un contratto a tempo indeterminato. Se ciò non avviene e pensa di coprire le magagne con pochi euro, fai capire che andrai avanti. Con due lauree, di certo non farai la barista a vita!
    Fammi sapere e stai tranquilla che i problemi in questo momento sono del tuo “datore di lavoro”…

  329. angela scrive:

    Buon giorno…risposte al 297? grazie buona giornata . ciao

  330. Giuseppe scrive:

    Salve! in riferimento al diritto di precedenza di cui lei mi ha riportato la legge, gli posso dire che i nuovi addetti svolgono le stesse mansioni di addetto alle vendite come facevo io. Come posso procedere per far valere i miei diritti visto che in pratica se ne so fregati della lettera che gli ho mandato?

  331. Laura scrive:

    Buongiorno, vorrei avere delle informazioni, in da 2 agosto sono stata assunta con il ccnl comercio livello V a full time ed è stato registrato al centro per l’impiego, poi sono stata chiamata verso 25 agosto è mi hanno costretto ad accettare un part time 40 ore per pagare meno contributi e hanno fatto la retifica al centro per l’impiego, il mio cedolino è cosi composto retrivuzione mensilizzata part time 20 ore, in piu per arrivare a un netto mensile di 1150 come trasferta e indennità chilometrica, loro ai tempi mi hanno promesso verbalmente che se avessi accettato questa condizione fino al 31-12-2010 mi avrebbero riconfermato con contratto full time e a tempo indeterminato, e ieri mi hanno detto che nn mi rinnovano il contratto, posso fare una vertenza e se si come
    Grazie
    Laura Barzaghi

  332. Laura scrive:

    retifico part time a 20 ore chiedo scusa

  333. alessandra scrive:

    grazie mille Massimiliano!!! mi hai incoraggiata molto!
    la cosa che un po’ mi preoccupa sarà avere colleghi che potranno testimoniare per me…con il mio datore perderebbero il posto!
    poi altra cosa….mi dicono che chi espone vertenza avrà difficoltà nell’essere assunto da altri datori…cosa pensi di questo?
    ps.come posso costituire prove della mia presenza nel locale come cameriera?
    grazie mille!!! davvero!
    buon lavoro :) )

  334. ROBERTO scrive:

    licenziamento per giusta causa é legittimo?
    cristallizzazione della contestazione ed elasticità delle contestazioni. Sintetizzo i fatti
    24 giugno 2010 ricevo lettera:
    da quanto emerso a suo carico le comunichiamo nel frattempo il suo allontanamento temporaneo dal srvizio, ai senso dell’art. 38 CCNL nancari
    11 luglio 2010
    compromissione vincolo fiduciario in relazione a ritrovamento documento, in ufficio nella stampante condivisa il 23 nov 2010, contenente offese al suo diretto superiore. senza menzionare art. 38 CCNL bancario precedentemente indicato.

  335. ROBERTO scrive:

    PUNTO 334
    cancello 23 nov 2010
    inserisco 23 giugno 2010
    scusate l’errore

    Roberto

  336. Dario scrive:

    Buongiorno
    vorrei delle informazioni. Lavoro presso un confidi, attualmente con ccnl dei metalmeccanici. Da dicembre di quest’anno, siamo stati iscritti all’elenco ex 107 TUB, quindi dotati di ABI rilasciato dalla Banca D’Italia. L’azienda è costretta a cambiare il contratto , adottando quello CCNL Credito? Nel caso l’azienda fosse obbligata, cosa si può fare per obbligarla ad adottare il CCNL corretto?
    Grazie dell’attenzione e dell’utile servizio

  337. massimiliano tavella scrive:

    Il contratto collettivo nazionale di lavoro è applicabile ai rapporti di lavoro facenti capo a soggetti appartenenti alla categoria di lavoratori e datori di lavoro cui esso fa riferimento. A norma dell’art. 2070, comma 1, cod. civ., la categoria – salvo casi particolari (es. portieri e custodi di condomini) – viene individuata generalmente sulla base dell’attività esercitata dal datore di lavoro, e non in relazione all’attività esercitata dal singolo lavoratore. Ne discende, a titolo di esempio, che il rapporto di lavoro dell’autista di autocarri incaricato del trasporto dei prodotti di un’azienda chimica sarà regolabile dal contratto collettivo del settore delle aziende chimiche e non da quello del settore delle aziende di trasporto.
    Qualora l’impresa svolga più attività diverse tra loro, il contratto collettivo applicabile si determina con riferimento all’attività prevalente.
    Grazie per gli apprezzamenti.

  338. massimiliano tavella scrive:

    Per Alessandra.
    Ci sono mille modi per costituire delle prove.
    Le testimonianze davanti al Giudice, di solito, reggono.

  339. alessandra scrive:

    grazie Massimiliano!!!!!
    buon lavoro!!!

  340. jade scrive:

    salve

    sono stata assunta nel gennaio 2009 con contratto a tempo determinato fino alla fine del 2009, quindi il contratto mi è stato rinnovato fino alla fine del 2010…adesso non mi viene rinnovato per ingiusta causa…posso fare una vertenza?
    grazie

  341. massimiliano tavella scrive:

    Per Jade.
    Gli elementi forniti non mi consentono di fornire delle indicazioni apprezzabili.

  342. giorgia scrive:

    buongiorno!Lavoro in albergo questo e 4 anno contratto indeterminato,masione barista ,adesso di 4-5 mesi mi hanno passato in sala (ristorante)ma facendo comis ,per me e molto dificile ha alzare peso,perche dopo la mia gravidanza sono rimasa con problemi di presione.quando mi agito comincio fare fatica ha respirare.ma per loro sono in castigo perche mi sono permisa in agosto ha prendemi un mese di maternitate che avevo tanto bisgonio(io ho iniziato subito lavoro )e cosi ancora ho 6 mesi di maternitate ma 30%ma sono stati loro a sbagliare che non hanno voluto ha darmi le ferie avevo 30gg .ho anunciato quando ho iniziato lavoro che avrei bisgonio in agosto di ferie ,a quell tempo hanno detto di si ,ma poi….. niente anzi non avevo diritto di ferie .. e cosi adesso faccio comis di sala .cosa dovrei fare??

  343. massimiliano tavella scrive:

    Per Giorgia.
    Se effettivamente hai i disturbi che dici, potresti chiedere una valutazione medica alla mansione.
    Tieni conto che fino al primo anno di vita del bambino non puoi essere licenziata.

  344. ROBERTO scrive:

    gradirei un suo gentile commento
    PUNTO 334
    licenziamento per giusta causa é legittimo?
    cristallizzazione della contestazione ed elasticità delle contestazioni.
    E’ stato violata la legge legge 300 del 20mag1970
    Sintetizzo i fatti
    24 giugno 2010 ricevo lettera di contestazione:
    da quanto emerso a suo carico le comunichiamo nel frattempo il suo allontanamento temporaneo dal srvizio, ai senso dell’art. 38 CCNL nancari
    11 luglio 2010
    compromissione vincolo fiduciario in relazione a ritrovamento documento, in ufficio nella stampante condivisa il 23 giu 2010, contenente offese al suo diretto superiore. senza menzionare art. 38 CCNL bancario precedentemente indicato.

  345. alessio scrive:

    Salve le vorrei descrivere quanto è accaduto a mio fratello dipendente presso una specie di ditta lui ha firmato una busta paga da 1500 euro ma il datore gli ha richiesto 500euro per non so cosa,quello che le chiedo è : come si deve comportare mio fratello e poi sarebbe possibile mandare qualche controllo da parte della guardia di finanza anche per controllare i contributi e vedere se la ditta si sta attenendo al contratto visto che ormai i datori di lavoro se lo mettono sempre piu sotto i piedi ?

  346. antonella scrive:

    salve io vorrei un informazione se è possibile gentilmente
    ho gia un lavoro a tempo indeterminato ma una cooperativa mi ha proposto di diventare socio amministratore posso farlo o per legge non è possibile ?? grazie attendo risp

  347. massimiliano tavella scrive:

    Per Antonella.
    Per le cooperative valgono le regole generali del rapporto di lavoro (Subordinato, autonomo o parasubordinato).
    Con il messaggio n. 15031 del 2007, l’INPS ha chiarito che “… la progressiva estensione da parte del legislatore della disciplina sul lavoro subordinato al socio lavoratore di cooperativa, comporta l’applicazione anche nei confronti di questi ultimi della regola generale dell’incompatibilità di prestazione d’attività lavorativa subordinata contemplata nella circolare 179/89 per i Presidenti del C.d.A., gli Amministratori unici e i Consiglieri delegati”.

  348. massimiliano tavella scrive:

    Per Alessio.
    Se il comportamento del datore di lavoro corrisponde a quanto hai descritto, esistono elementi di gravità tale da sfociare nel penale.
    Nell’interesse del datore, sarebbe il caso di farlo ragionare…

  349. massimiliano tavella scrive:

    Per Roberto.
    La questione deve essere approfondita attraverso l’analisi delle “carte”. La legittimità del licenziamento per giusta causa non dipende solo dagli atti formali e, a volte nemmeno da ciò che prevede il contratto.
    Un provvedimento espulsivo merita il giusto approfondimento da parte di un consulente o di un avvocato esperto. Ha già impugnato il licenziamento?

  350. massimiliano tavella scrive:

    Per Laura.
    Se hai lavorato full time con un contratto part time devi farla eccome la tua giusta rivendicazione! Se dedidi di farla contattami pure.

  351. massimiliano tavella scrive:

    Per Renzo.
    La sanzione è aggiuntiva alla reintegra e qualche Giudice ha già applicato la nuova normativa. Di male in peggio….

  352. massimiliano tavella scrive:

    Per Renzo.
    Chiaramente parlo del Collegato Lavoro. Grazie per la tua partecipazione attiva e competente.

  353. liliana scrive:

    Buona sera,
    avrei bisogno di un vostro primo consiglio,sono stata per quasi due anni lavoratrice subordinata presso un’azienda di fama internazionale.i vari contratti e relative proroghe hanno come causale aumento generalizzato dei flussi produttivi,i contratti venivano prorogati di mese in mese ma era presente una certa continuità,infatti,ho lavorato per questa azienda dal febbraio 2008 fino al novembre 2010 quando il mio contratto non è più stato rinnovato per evitare di incappare nell’obbligo di assunzione che scatta dopo i 24 mesi.Non si tratta certo di una diminuzione del lavoro visto che il mese precedente erano state prese,sempre con contratto subordinato,tre persone e altre erano già presenti con rinnovo nell’occasione della cessazione del mio contratto.
    Ora vorrei sapere se ho qualche speranza per fare vertenza all’azienda,qualcuno mi parlava di una legge europea del novembre 2010 che tutela il lavoratore subordinato che è stato dimissionato palesemente per non incappare in assunzione,sapete dirmi qualcosa di piu in merito?
    vorrei anche aggiungere che in fase di colloquio le responsabili del personale mi avevano gia anticipato che i contratti non si sarebbero comunque protratti per oltre due anni ma solo e ripeto solo in modo verbale ed è comunque la linea che hanno seguito con alcune delle altre lavoratrici

  354. alessio scrive:

    la ringrazio dottore per la sua risposta ma io vorrei sapere meglio cosa rischia il datore di lavoro e se veramente c è un modo per farlo ragionare ;il fatto è che i dipendenti quasi sempre accettano di stare sotto ricatto pur sapendo che non è corretto per salvaguardare il posto dopo un ipotetica vertenza e poi per quello servono avvocati validi che non scendano a compromessi

  355. massimiliano tavella scrive:

    Per Alessio.
    Ripeto se il datore segue condotte come quelle che hai descritto, rischia anche di essere incriminato per estorsione.
    Ti invito a leggere il post n. 205.
    Oltre a questo si possono rilevare certamente reati di natura contabile e fiscale.
    Infatti se il datore di lavoro posta nei bilanci uscite inesistenti…….
    Purtroppo, spesso è gente che viene consigliata male o quantomeno non viene messa in guardia dai rischi possibili.

  356. massimiliano tavella scrive:

    Per Liliana.
    Il limite per la conversione è di 36 mesi.
    I lavoratori hanno comunque precedenza nelle assunzioni e la causale apposta sul contratto non può essere generica.
    Vi sono numerosissime sentenze in tal senso.

  357. Daniele scrive:

    Salve,
    Sono stato assunto in un negozio in qualità di addetto alle vendite. Il mio lavoro è full time e guadagno 800euro al mese.
    Il contratto firmato è un contratto a progetto. Dove prevede il completamento di un progetto, ma io in realtà sono un semplice commesso! Sottolineo che il titolare ha due s.r.l ma io lavoro presso il negozio dell’altra società è non sulla s.r.l del contratto. Come posso muovermi? Cosa posso fare? È una situazione troppo pietosa!

  358. Giuliana scrive:

    salve,
    ho lavorato dal 2007 al 07-2011 (scad.contratto determinato)il primo anno con somministrazione e dal 2009 in poi direttamente dall’azienda (settore metalmeccanico)con contratti a tempo determinato (2 sostituzioni di maternità e per ultimo un contratto a tempo determinato).Ho sempre lavorato dall’inizio con la stessa mansione stesso ufficio, impiegata amministrativa.
    Volevo sapere se posso richiedere l’indeterminato?
    Riepilogo:
    12-07 a 12-08 contratto somministrazione
    01-09 a 12-09 sostituz.maternità contratto diretto
    02-10 a 11-10 sostituz.maternità contratto diretto
    11-10 a 12-10 contratto somministrazione
    01-11 a 07-11 contratto determinato

    grazie

  359. carla scrive:

    Salve, lavoro dal 2002 nel supermercato lidl, il 3 dicembre mi è stato detto che dal 1 gennaio sn trasferita in altra sede a 35 km da casa mia, sono il contratto piu vecchio come anzianità, ho un bambino di 4 anni e mezzo e non ritengo giusto essere trasferita con la scusa che abito un paio di km piu vicino di altre colleghe con la mia stessa mansione, ora ho impugnato il trasferimento ma nel mentre è uscita una maternità e invece di tenere me vogliono assumere un altra persona
    io faccio 20 ore, la maternita è di 38 e vogliono assumere un 25 ore…mi chiedo possono farlo? e ora dove vado a lavorare??
    è giusto che abbiano spostato me quando c erano contratti piu giovani??
    grazie se potra darmi una risposta

  360. Cristina scrive:

    Buonasera,
    Innanzitutto sono contenta di aver trovato questo sito, dove vengono fornite informazioni e risposti per noi lavoratori.
    E volevo fare i miei complimenti!
    Quello che volevo sapere riguarda il mio caso:
    Lavoro per una società dal 2005, in questo anni ho avuto contratti a progetto tramite società esterne, anche se ho sempre e solo lavorato per una SPA, finchè qualche anno fa mi hanno assunta come apprendista 6• livello.
    Premetto che non ho mai ricevuto formazione di alcun tipo, o insegnamento riguardo a qualcosa, nulla, 5 anni sempre lo stesso lavoro, se non aggiunte di altro lavoro.
    Adesso è uscita la novità che vogliono usarmi, oltre al lavoro che Gia svolgo ogni giorno 8 ore al giorno, come sostituzione del lavoro di un’altra collega (che non c’entra assolutamente nulla con quello che faccio io) quando lei non c’è. Ovviamente io voglio rifiutarmi di farlo.
    Posso rifiutarmi? C’è qualcosa per legge a cui posso appellarmi per farmi negare quest’altro lavoro? E inoltre non dovrebbe essere segnalato a qualche impiegato INPS che come formazione non ricevo nulla?
    Potrebbe aiutarmi per favore a capirci meglio, e soprattutto se devo rivolgermi ad altra competenze di rilevanza per far valere i miei diritti?
    Altra cosa: l’ambiente in cui lavoro è malsano, sporco, ed è chiaramente intuibile che non è a norma di legge? Per questo si può fare qualcosa? D’estate e d’inverno ci sono 30• e non si respira non ci fanno aprire le finestre, e io ho peggiorato la vista, ho sempre tosse e mal di testa.
    Spero di ricevere una risposta. La ringrazio in anticipo.
    Cordiali saluti.

  361. massimiliano tavella scrive:

    Per Cristina.
    La configurabilità di un rapporto di apprendistato anziché di un normale rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato – con tutte le conseguenze che ciò comporta, soprattutto sul piano retributivo e contributivo – è subordinata alla circostanza che:

    - l’apprendista svolga attività tale da consentirgli di acquisire una qualificazione professionale (ovvero di un titolo di studio nel caso dell’apprendistato per l’espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione e nel caso dell’apprendistato per l’acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione) e riceva il relativo insegnamento;

    - l’apprendista abbia l’età prevista per la stipulazione di tale rapporto;

    - l’assunzione avvenga nel rispetto dei limiti numerici massimi previsti dalla legge a seconda della natura dell’azienda e dell’attività da essa svolta.
    Con riguardo al contratto di apprendistato professionalizzante, il Ministero del lavoro, non ritiene ammissibile la stipula del contratto formativo con un lavoratore che abbia già svolto, presso lo stesso datore di lavoro, un precedente periodo di lavoro di durata superiore alla metà di quella prevista dalla contrattazione in mansioni corrispondenti alla qualifica oggetto del contratto di apprendistato.
    L’obbligo di formazione dell’apprendista da parte del datore di lavoro, costituisce elemento fondamentale del rapporto di apprendistato, rientrando nella stessa causa contrattuale, e sussiste finché dura il rapporto di apprendistato. Pertanto, tale obbligo viene meno in caso di trasformazione anticipata del rapporto di apprendistato in rapporto di lavoro a tempo indeterminato e la formazione non potrà essere rivendicata dagli enti formativi cui si è rivolto il datore di lavoro in costanza del rapporto di apprendistato. L’art. 53, comma 3, D.Lgs. n. 276/2003, così come modificato dall’art. 11, D.Lgs. 6 ottobre 2004, n. 251, introduce una severa disciplina sanzionatoria comune alle tre nuove tipologie di apprendistato.
    In caso di inadempimento dell’obbligo formativo tale da impedire il raggiungimento della qualifica da parte dell’apprendista ed imputabile esclusivamente al datore di lavoro, questi sarà tenuto a versare all’INPS, a titolo sanzionatorio, la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100 per cento. La maggiorazione così stabilita esclude l’applicazione di qualsiasi altra sanzione prevista in caso di omessa contribuzione.
    Inoltre, l’inadempimento dell’obbligo formativo preclude al datore di lavoro la possibilità di continuare il rapporto di apprendistato con lo stesso soggetto e per l’acquisizione della medesima qualifica o qualificazione professionale.
    Per quanto riguarda il problema della variazione di mansioni ì, andrà verificata l’equivalenza delle stesse con il livello contrattuale attualmente in essere.
    Come vedi, il problema in questo momento non è tuo ma del tuo datore di lavoro…. Buon Anno!!

  362. massimiliano tavella scrive:

    Per Carla.
    Nel tuo caso è necessario che descrivi la situazione in modo più preciso.

  363. carla scrive:

    allora anche se è un po lunga cerco di spiegarle la situazione…da circa sei mesi o forse piu…si è riscontrato un esubero di personale monopolizzato dalla direzione alzando e abbassando la produttività a seconda del bisogno.. con la minaccia che chi non collaborava sarebbe stato trasferito….da tutti questi mesi noi continuiamo ad andare in trasferta nelle altre filiali…si era arrivati all’accordo di fare due settimane a ciascuno in modo da non far pesare la trasferta sui soliti ma in modo che lo facessero tutti, da premettere che io e poche altre nn ci siamo mai opposte alle trasferte, siamo andate anche ad aprire filiali oltre i 50 km da casa. A settembre ci viene detto che ce un esubero di personale non piu possibile da gestire con le trasferte ma con un trasferimento allora nella mia filiale siamo 4 addette alla vendita 20 ore una 25 un apprendista con contratto in scadenza di 24 ore un capofiliale 38 ore un commesso 38 ore due assistenti 38 e un garzone 38 che da novembre ha ottenuto un livello in modo da poter salire in cassa!!
    Come gia le avevo detto il mio è il contratto piu vecchio, e il tre di dicembre mi arriva il caposettore con la lettera di trasferimento che io nn ho firmato e che mi è poi arrivata per raccomandata, sono andata immediatamente dai sindacati i quali hanno richiesto quali erano le ragioni oranizzative etc….ed è stato risposto esubero di addette alla vendita nella mia filiale e carenza nella filiale in cui devo andare io…e io perchè ero la piu vicina come km…per l’appunto massimo 5 in meno di altre, oltre al fatto che la ragazza con contratto piu giovane vive a 300 mt da casa mia, ho un bambino che va all’asilo e che riesco a gestire nel momento in cui ora come ora sono a 5 min dal lavoro e riesco a prenderlo all’asilo portarlo a mia mamma che dista 20 km da casa mia e tornare a lavorare…cosa che andando nella nuova filiale mi sarebbe impossibile dal momento che passo dai 5 min ai 45 min senza contare i 20 che ci metto a portarlo dai miei e ai gg che salterà l’asilo per gli orari assurdi
    nel mentre il commesso 38 ore è in maternità dal tre gennaio…e io dal tre gennaio sn imputata nella nuova sede anche non avendo firmato un contratto….nel mentre ho impugnato il trasferimento…ma invece di evitare la causa vuole assumere un 25 ore con livello per poter chiudere cassa etc…e nel mentre scadrà anche in contratto a termine ma mancando ore verrà rinnovato e io resterò nella nuova sede!
    quindi le mie domande sono possono assumere una sostituzione trasferendo me?non potrebbero dare una premiazione temporanea a una delle colleghe rimaste?
    sono obbligata nel mentre ad andare nella nuova sede?
    Ce cmq la possibilita che vinca la causa?
    grazie e scusi se mi sn dilungata

  364. Renzo scrive:

    Risposta al quesito n°357 di Daniele

    Da quanto scrivi si ravvisano tutti gli elementi per contestare al datore di lavoro la natura subordinata e l’uso irregolare del contratto a progetto allo scopo di eludere un’assunzione a tempo indeterminato, quindi vi sono gli estremi per fare causa e chiedere la conversione del contratto in quello a tempo indeterminato.

    Prima di agire però ti consiglio di procurarti ogni prova scritta che riveli come la tua attività lavorativa è estranea sia ai contenuti del progetto, così come anche la srl per la quale lavori, e poi anche ogni prova scritta che riveli la subordinazione al tuo datore di lavoro, il quale ovviamente, se chiamato in causa negherà tutto. Adotta per il momento una strategia tale da fargli mettere ogni sua richiesta per iscritto, esempio ti dà un’ordine verbale….tu invece scrivigli asserendo di non aver capito e fai in modo che ti dia risposte scritte, etc. etc….più carta (prove) produci più il giudice ti darà ragione.

    Bye, Renzo

  365. ANDREA scrive:

    Salve Dottore,

    lavoro per un grande gruppo italiano, il contratto di riferimento è quello del settore elettrico. Ho totalizzato 34 mesi di lavoro continuativo dal 1 marzo 2008. 2 contratti a progetto di 6 mesi, un contratto interinale di 10 mesi e un contratto di assunzione a tempo determinato di 12 mesi.

    Ho sempre svolto le stesse mansioni che sono un processo della mia direzione. Un mese fa mi hanno comunicato che non verrò confermato anche se il mio lavoro continuerà e verrà svolto da un altra risorsa (a tempo parziale).

    In questo anno sono stati assunti a tempo indeterminato persone particolari con contratti a progetto o neo assunti direttamnete a tempo indeterminato. Nella mia stessa funzione il prossimo anno verrà assunta almeno un altra persona da contratto a progetto a indeterminato. Il mio capo è dispiaciuto e dice che è un ingiustizia, ma intanto mi ha dato il benservito dopo 34 mesi di lavoro e di obiettivi raggiunti insieme.

    C’è spazio per qualche azione da parte mia o mi devo mettere il cuore in pace?

    Grazie mille per l’attenzione

  366. Renzo scrive:

    Risposta al quesito n°365 di Andrea,

    Il fatto che tu abbia svolto identiche mansioni nell’ambito di tre diversi contratti di cui il finale a tempo determinato e, dunque di tipo subordinato, lascia pensare che sin dal primo contratto a progetto vi fosse subordinazione; quindi almeno in teoria, vi sarebbe lo spazio per contestare l’intero rapporto lavorativo instauratosi a partire dalla conversione, in contratto a tempo indeterminato, del primo contratto a progetto.

    Per rafforzare questa mia ipotesi, occorrerebbe avere in mano tutti i singoli contratti e leggere cosa hanno scritto a proposito del progetto previsto nei primi due contratti e delle sue fasi di esecuzione, nonché leggere cosa hanno scritto sul contratto a termine a proposito della mansione (mansione nuova o da sempre presente in organigramma?), del motivo della durata di 12 mesi (picco di lavoro o cos’altro?), della clausola appositiva del termine (sostituzione di altra persona o altre esigenze produttive?)e del perché l’azienda era impossibilitata ad assumerti con contratto a tempo indeterminato (mancanza di continuità lavorativa?), così mettendo assieme i pezzi sarà facile dimostrare che tutto il tuo iter lavorativo si è svolto in piena logica elusiva per non stipulare un contratto a tempo indeterminato.

    Per quanto attiene i tuoi colleghi assunti con contratti più vantaggiosi, non credo si possa entrare nel merito, a meno che sul CCNL del settore elettrico sia prevista una clausola che da la precedenza di assunzione ai lavoratori che hanno svolto almeno 12 mesi di servizio….

    Vai da un buon avvocato…come minimo prendi un bel pò di soldi.

    Bye, Renzo

  367. Renzo scrive:

    Risposta al quesito n°358 di Giuliana,

    Purtroppo il tuo datore di lavoro se l’è pensata bene “variegando ad hoc” il mix di contratti che ti ha stipulato: infatti ai fini di diritto a richiedere la conversione di un contratto a tempo determinato in uno a tempo indeterminato occorre aver superato il limite dei 36 mesi, tramite rapporto diretto e senza intervento si interinali.

    Nel tuo caso verresti a totalizzare, se non erro i calcoli un max di 29 mesi.

    Onestamente io aspetterei a vedere cosa succede a fine ultimo contratto, mentre in parallelo cercherei sin da adesso un nuovo lavoro.

    Solo in caso di mancato rinnovo, cercherei le potenziali motivazioni di una vertenza in altri fattori come ad esempio le motivazioni scritte sul contratto atte a giustificare il termine apposto, etc..etc..

    Bye, Renzo

  368. roberto scrive:

    Buongiorno, sono roberto, ho 41 anni e lavoro negli ultimi 20 nella grande distribuzione.Dal 1990 al 2000 ho lavorato nel deposito,poi ho chiesto il trasferimento in un punto vendita aperto vicino casa per motivi di salute.Gli anni nel deposito hanno rovinato la mia salute,le visite inail mi hanno ricosciuto 16 punti di invalidita’ con rendita mensile.Le volevo chiedere visto che l’azieda vuole trasferire alcune unita’ in altri punti vendita,se posso oppormi se questo riguardasse me,visto che sono tra i piu’ compromessi con la salute,per cause di lavoro,non derivate certo da me .Grazie

  369. massimiliano tavella scrive:

    Desidero ringraziarvi per questo blog record,una grande rete di scambio che spero abbia portato un po di chiarezza nel contorto mondo del lavoro. Continueremo ad essere al Vs fianco anche per il 2011. Ringrazio Renzo per la fattiva collaborazione ed auguro a tutti un 2011 ricco di pace e serenita’. Massimiliano

  370. claudia scrive:

    salve,
    vorrei una sua gentile opinione in merito ad una vertenza che ho appena iniziato.
    ho lavorato come segretaria per un anno presso un centro estetico.
    ho avuto per otto mesi un contratto di collaborazione occasionale e saltuaria e gli ultimi 4 mesi con un contratto di associazione in partecipazione. svolgevo regolare mansione di segretaria con orari stabiliti dai datori di lavoro per un totale di 35 ore settimanali e il mio stipendio medio era di 650 euro. lei pensa che ho le possibilità per vincere questa vertenza? le ricevute scritte a mano da me in tutto quest’anno possono essere usate come prova?
    cordiali saluti

  371. Roberta scrive:

    Buona sera a tutti, vi espongo il mio problema per avere altri consigli e forse per trovare una soluzione!
    Ho lavorato per circa 1 anno e mezzo presso una ditta con contratto di 5 livello de CCNL commercio, le retribuzioni ricevute in busta paga appartengono al 7 livello, ho parlato di questa cosa sia con il titolare che con il commercialista senza però aver nessun cambiamento.
    Ho firmato le buste mano a mano che mi sono state pagate, tranne l’ultima (settembre 2009) perché ancor oggi non mi è stata retribuita.
    La ditta per il quale ho lavorato ha cessato la sua attività a novembre 2010. è consigliato fare una vertenza per diminuzione di 2 livelli del contratto iniziale e per il mancato pagamento del mese di settembre compreso di TFR?
    So che ho 5 anni di tempo per reclamare le buste paga (sempre se mi hanno detto correttamente)
    Sono stata a parlare anche con il sindacato, che mi hanno detto di aspettare…ma dubito di questa cosa,ed ho il presentimento che adesso sia troppo tardi.
    Inoltre volevo chiedere, la vertenza, essendo personale, può far si che si rivalga su questa persona se ha uno stipendio fisso?
    Chiedo scusa se non sono molto chiara ma ho mille pensieri e domande da dover/voler fare, se servono altre informazioni o chiarimenti cercherò di darvene il più possibile.
    Grazie!

  372. veronica scrive:

    io volevo sapere una cosa: ho lavorato quasi un mese per 8-9 ore al giorno (Fiano-Ostia), con un tizio che conoscevo già, ovviamente in nero e ora sono quasi 20 giorni che aspetto lo stipendio di 400/500 euro (che non mi aveva mai detto quanto fosse altrimenti ci avrei pensato su), lo chiamo , ma non mi risponde…il mio lavoro, inoltre, doveva essere d’ufficio invece dopo una settimana mi ha fatto iniziare volantinaggio per la sua pubblicità, mi ha fatto fare foto di prodotti e ritoccarle e le ho inserite nel suo sito da casa…si può fare vertenza?

  373. Marco scrive:

    Salve a tutti. Ho una domanda alla quale con google non ho trovato risposta, ma sono arrivato in questo blog dove vedo tante risposte di persone competenti.
    Dal 2007 al 2010 ho svolto presso l’azienda per la quale lavoro una mansione inquadrato come categoria A2 del CCNL chimici. A gennaio 2010 sono stato assegnato ad un nuovo incarico, assumendo una responsabilità europea, mantenendo lo stesso inquadramento contrattuale e trattamento economico.
    La mia posizione precedente è rimasta vacant per tutto il 2010 e recentemente è stato assunto un sostituto. A quest’ultimo è stato riconosciuto un inquadramento da dirigente, ed il suo ruolo e titolo sono esattamente quelli che ho ricoperto io nel periodo 2007/2010.
    Mi chiedevo se sulla base di queste poche informazioni ci sia la possibilità di procedere con la richiesta di riconoscimento dello stesso livello contrattuale e retributivo del nuovo assunto e, qualora possibile, richiedere che ciò venga riconosciuto anche per il passato.

    Grazie per la vostra collaborazione, confido in una risposta.

    Marco

  374. Valentina scrive:

    Salve Sig. Tavella,
    so che è molto impegnato quindi aspetterò pazientemente una sua preziosa risposta.
    Ho lavorato poco più di 3 anni in una Ditta individuale con contratto a tempo indeterminato.
    Il primo anno completamente in nero e gli altri due anni part time anche se lavoravo full time (il sabato matt. lavoravo anche ma in nero), i permessi e le ferie me li caricavano in busta ma non ne ho mai goduto e, in più, non mi hanno mai dato ne la 13ma ne la 14ma.
    Mi sono licenziata (causa trasferimento) e, come buonuscita, mi hanno dato solamente 1000 euro….
    Ci sono rimasta male, anzi malissimo perchè si era creato un bel rapporto…così, presa dalla rabbia, l’indomani gli chiesi 10000 euro altrimenti mi rivolgevo ad un Sindacato.
    La presero come minaccia, come un’estorsione….
    Adesso…mi vogliono dare il tfr che mi spetta (anche se non sarà mai veritiero) cioè 2800 euro…
    Cosa mi consiglia di fare???
    Se gli faccio causa, cosa potrebbe testimoniare che io abbia lavorato lì 3 anni e full time????
    Cosa ne pensa Lei???
    Che farebbe al posto mio???

    Grazie mille per la Sua attenzione

    Cordiali saluti
    Valentina

  375. Francesco scrive:

    Gentile dr. Tavella,
    mi complimento per la sua iniziativa e ne approfitto, quindi, per sottoporle il mio caso e capire le mie possibilita’ di manovra.
    Ho inviato il 6 di agosto scorso una richiesta alla mia azienda, richiesta che le riporto piu’ avanti. L’azienda mi ha incontrato una sola volta, fatto promesse generiche ma ad oggi ancora nulla. Cosa rischierei e cosa potrei ottenere in caso di vertenza legale? La ringrazio davvero.
    [...]
    facendo seguito alle precedenti comunicazioni e ai vari incontri che ho avuto con la Direzione del Personale in merito alla mia questione, e poiché non ho ottenuto ancora soddisfazione, Vi invio la presente per esporre sommariamente e per iscritto i punti principali della mia richiesta.
    Premetto che, laureato in Scienze Economiche e Master B.A., sono stato assunto alle vostre dipendenze nel gennaio 2002, al termine di un corso interno finalizzato all’assunzione, con inquadramento nella categoria 4° CCNL Metalmeccanico.
    Sono stato promosso alla 5° categoria soltanto nell’ottobre 2008 e soltanto a parziale soddisfazione di una precedente mia richiesta, formulata sugli stessi punti e presupposti della presente. Faccio presente, incidentalmente, che la mia assunzione sarebbe dovuta avvenire alla 5° categoria, come da dettami sia dell’attuale che dell’allora vigente CCNL di categoria.
    Dal 24/07/2004, e fino al settembre 2005, ho svolto, senza soluzioni di continuità, mansioni di “coordinatore” del numero verde online, coordinando in autonomia una media di 13/14 persone e, dal 15 ottobre 2005 fino al 31 ottobre 2008, mansioni di “Unità SERVIZIO TECNICO” dello stesso settore. Queste mansioni sono superiori a quelle dell’allora come dell’attuale inquadramento (5° categoria dal 01/10/2008) e di fatto rientrano nella categoria 7°.
    Sin dal novembre 2008 alla data odierna, lavoro come operatore del numero verde: la stessa mansione che svolgevo alla mia assunzione.
    Il progressivo svuotamento delle mie mansioni, avvenuto tramite diminuzione di compiti qualitativamente più rilevanti ed adibizione a mansioni inferiori, ha portato ad una mia progressiva e duratura dequalificazione; il demansionamento e la dequalificazione attuati nei miei confronti, costituiscono un comportamento illegittimo in quanto, fra gli altri, in esplicita violazione dell’art. 13 Legge 300/1970 e dell’art. 2 della Costituzione, ledono la mia immagine professionale ed il mio valore sul mercato del lavoro, mi sviliscono personalmente e in relazione ai colleghi.
    Per tali ragioni richiedo il passaggio alla categoria 7°, l’assegnazione a mansioni compatibili con il mio curriculum e la mia professionalità oltre al pagamento delle differenze retributive e contributive relative ai periodi di dequalificazione, il risarcimento del danno per le mansioni superiori svolte, del danno per la illegittima dequalificazione operata, dei danni esistenziale, biologico e morale da demansionamento, maggiorati degli accessori di legge [...]

  376. Federica scrive:

    Ciao a tutti, sono una ragazza di 21 anni inesperta ancora riguardo il mondo del lavoro e forse per questo sono una “facile preda” per i datori di lavoro che vogliono approfittarsene. Io dal 31 dicembre 2010 lavoro come commessa in un negozio d abbigliamento in un centro commerciale. Lavoro 40 ore settimanali quindi 6 ore durante la settimana e 8 ore il sabato e la domenica. Ho un giorno di riposo a settimana (tranne quando c sono le feste che per il mio datore di lavoro equivalgono a giorni di riposo). Non ho ferie. Non ho giorni di malattia. NON HO UN CONTRATTO, anzi mi aumenta il periodo di prova di settimana in settimana. Non ho neanche la + minima pausa durante l’orario lavorativo. La paga è di 700 euro al mese. In più dentro al negozio vi sono 2 telecamere che ci sorvegliano (molto stile grande fratello), che lui controlla molto attentamente, che non sono minimamente segnalate da alcun cartello. Vi chiedo aiuto perchè non so ne a chi rivolgermi e ne cosa fare…. Grazie in anticipo
    Federica da Roma

  377. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Federica.
    Il sistema del lavoro in Italia, cara Federica, è intriso di paradossi. Si passa dal lavoro in nero sottopagato alle garanzie più assurde che limitano lo spazio di autonomia imprenditoriale.
    E se liberassero davvero i licenziamenti, a mio avviso, si incrementerebbe la produttività, sparirebbero i vagabondi lasciando posto alle persone che fanno fino in fondo il proprio dovere.
    Sparirebbero anche gli imprenditori cialtroni che ancora nel 2010 sottopongono i lavoratori a turni massacranti trasformando il lavoro da luogo di realizzazione umana ad una gabbia alienante.
    Ricorda che anche durante il periodo di prova il lavoratore DEVE essere in possesso di regolare contratto di lavoro!!! SIA CHIARO. Ti consiglio di continuare ancora per qualche tempo a subire, tanto, come ripeto spesso, il problema sarà del tuo datore di lavoro e ciò che oggi ti nega, un domani dovrà pagartelo con gli interessi, senza contare le varie sanzioni previste dall’ordinamento.

  378. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Valentina.
    Sono troppo poche le notizie per risponderti in modo compiuto.
    Se non è intervenuta la prescrizione puoi “tranquillamente” recuperare quanto negato nel rapporto.
    Le prove di un rapporto di lavoro in nero che dura un anno e dell’impegno full time con un contratto di lavoro part-time sono assolutamente riscontrabili.
    Ciò dipende dal settore, dalla consistenza numerica dell’azienda e dai rapporti diretti o indiretti con i clienti/fornitori.
    Si tratta di ricostruire il tutto e valutare la convenienza economica della controversia.
    Se ha bisogno contattami pure.

  379. giuseppe scrive:

    Salve volevo un aiuto sono un autoferrotranviere nell’anno 1998 l’azienda per cui lavoro doveva darmi uno scatto di anzianita che non mi ha dato dopo tanto i sindacati mi dicono che mi spettano gli arretrati solo dal 2005 perche gli altri anni vanno in prescrizione e vero? Grazie tanto

  380. carla scrive:

    allora anche se è un po lunga cerco di spiegarle la situazione…da circa sei mesi o forse piu…si è riscontrato un esubero di personale monopolizzato dalla direzione alzando e abbassando la produttività a seconda del bisogno.. con la minaccia che chi non collaborava sarebbe stato trasferito….da tutti questi mesi noi continuiamo ad andare in trasferta nelle altre filiali…si era arrivati all’accordo di fare due settimane a ciascuno in modo da non far pesare la trasferta sui soliti ma in modo che lo facessero tutti, da premettere che io e poche altre nn ci siamo mai opposte alle trasferte, siamo andate anche ad aprire filiali oltre i 50 km da casa. A settembre ci viene detto che ce un esubero di personale non piu possibile da gestire con le trasferte ma con un trasferimento allora nella mia filiale siamo 4 addette alla vendita 20 ore una 25 un apprendista con contratto in scadenza di 24 ore un capofiliale 38 ore un commesso 38 ore due assistenti 38 e un garzone 38 che da novembre ha ottenuto un livello in modo da poter salire in cassa!!
    Come gia le avevo detto il mio è il contratto piu vecchio, e il tre di dicembre mi arriva il caposettore con la lettera di trasferimento che io nn ho firmato e che mi è poi arrivata per raccomandata, sono andata immediatamente dai sindacati i quali hanno richiesto quali erano le ragioni oranizzative etc….ed è stato risposto esubero di addette alla vendita nella mia filiale e carenza nella filiale in cui devo andare io…e io perchè ero la piu vicina come km…per l’appunto massimo 5 in meno di altre, oltre al fatto che la ragazza con contratto piu giovane vive a 300 mt da casa mia, ho un bambino che va all’asilo e che riesco a gestire nel momento in cui ora come ora sono a 5 min dal lavoro e riesco a prenderlo all’asilo portarlo a mia mamma che dista 20 km da casa mia e tornare a lavorare…cosa che andando nella nuova filiale mi sarebbe impossibile dal momento che passo dai 5 min ai 45 min senza contare i 20 che ci metto a portarlo dai miei e ai gg che salterà l’asilo per gli orari assurdi
    nel mentre il commesso 38 ore è in maternità dal tre gennaio…e io dal tre gennaio sn imputata nella nuova sede anche non avendo firmato un contratto….nel mentre ho impugnato il trasferimento…ma invece di evitare la causa vuole assumere un 25 ore con livello per poter chiudere cassa etc…e nel mentre scadrà anche in contratto a termine ma mancando ore verrà rinnovato e io resterò nella nuova sede!
    quindi le mie domande sono possono assumere una sostituzione trasferendo me?non potrebbero dare una premiazione temporanea a una delle colleghe rimaste?
    sono obbligata nel mentre ad andare nella nuova sede?
    Ce cmq la possibilita che vinca la causa?
    grazie e scusi se mi sn dilungata

  381. carla scrive:

    siccome non ho avuto risposta la riscrivo …

    allora anche se è un po lunga cerco di spiegarle la situazione…da circa sei mesi o forse piu…si è riscontrato un esubero di personale monopolizzato dalla direzione alzando e abbassando la produttività a seconda del bisogno.. con la minaccia che chi non collaborava sarebbe stato trasferito….da tutti questi mesi noi continuiamo ad andare in trasferta nelle altre filiali…si era arrivati all’accordo di fare due settimane a ciascuno in modo da non far pesare la trasferta sui soliti ma in modo che lo facessero tutti, da premettere che io e poche altre nn ci siamo mai opposte alle trasferte, siamo andate anche ad aprire filiali oltre i 50 km da casa. A settembre ci viene detto che ce un esubero di personale non piu possibile da gestire con le trasferte ma con un trasferimento allora nella mia filiale siamo 4 addette alla vendita 20 ore una 25 un apprendista con contratto in scadenza di 24 ore un capofiliale 38 ore un commesso 38 ore due assistenti 38 e un garzone 38 che da novembre ha ottenuto un livello in modo da poter salire in cassa!!
    Come gia le avevo detto il mio è il contratto piu vecchio, e il tre di dicembre mi arriva il caposettore con la lettera di trasferimento che io nn ho firmato e che mi è poi arrivata per raccomandata, sono andata immediatamente dai sindacati i quali hanno richiesto quali erano le ragioni oranizzative etc….ed è stato risposto esubero di addette alla vendita nella mia filiale e carenza nella filiale in cui devo andare io…e io perchè ero la piu vicina come km…per l’appunto massimo 5 in meno di altre, oltre al fatto che la ragazza con contratto piu giovane vive a 300 mt da casa mia, ho un bambino che va all’asilo e che riesco a gestire nel momento in cui ora come ora sono a 5 min dal lavoro e riesco a prenderlo all’asilo portarlo a mia mamma che dista 20 km da casa mia e tornare a lavorare…cosa che andando nella nuova filiale mi sarebbe impossibile dal momento che passo dai 5 min ai 45 min senza contare i 20 che ci metto a portarlo dai miei e ai gg che salterà l’asilo per gli orari assurdi
    nel mentre il commesso 38 ore è in maternità dal tre gennaio…e io dal tre gennaio sn imputata nella nuova sede anche non avendo firmato un contratto….nel mentre ho impugnato il trasferimento…ma invece di evitare la causa vuole assumere un 25 ore con livello per poter chiudere cassa etc…e nel mentre scadrà anche in contratto a termine ma mancando ore verrà rinnovato e io resterò nella nuova sede!
    quindi le mie domande sono possono assumere una sostituzione trasferendo me?non potrebbero dare una premiazione temporanea a una delle colleghe rimaste?
    sono obbligata nel mentre ad andare nella nuova sede?
    Ce cmq la possibilita che vinca la causa?
    grazie e scusi se mi sn dilungata

  382. claudia scrive:

    Gentile Dott. Tavella potrebbe rispondere al mio quesito nel post n 370?

    La ringrazio infinitamente
    Claudia

  383. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Claudia.
    Il lavoro occasionale saltuario svolto in maniera “artigianale” è solo un metodo per eludere la normativa sul rapporto di lavoro subordinato. Ai sensi dell’art. 2549 del cod. civ., invece, l’associazione in partecipazione è un contratto in base al quale l’associante (imprenditore) attribuisce all’associato una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno o più affari, verso il corrispettivo di un determinato apporto. Da tale contratto scaturiscono per le parti diversi diritti e obblighi.

    Innanzitutto l’associante, salvo vi sia una specifica esclusione con patto contrario, non può attribuire partecipazioni per la stessa impresa o per lo stesso affare ad altre persone senza il consenso dell’associato (art. 2550 cod. civ.). Ciò significa, che l’imprenditore non è libero nell’organizzazione dell’impresa in quanto durante il periodo di validità del contratto occorre il consenso dell’associato per far partecipare altre persone alla stessa impresa.
    La gestione dell’impresa o dell’affare spetta all’associante, mentre all’associato può essere attribuito, nella misura stabilita dal contratto, il potere di controllo sull’impresa o sullo svolgimento dell’affare per cui l’associazione è stata contratta. In ogni caso l’associato ha diritto al rendiconto dell’affare compiuto, o a quello annuale della gestione se questa si protrae a lungo, rendiconto che deve essere presentato dall’associante.
    In sintesi:

    - l’associante ha la gestione dell’impresa o dell’affare e la responsabilità verso i terzi;

    - l’associato ha un potere di controllo della gestione economica dell’impresa che si sostanzia essenzialmente nel diritto al rendiconto, inoltre, partecipa al rischio d’impresa in quanto il suo diritto agli utili dipende dall’andamento dell’impresa ed è normalmente esposto alle eventuali perdite, anche se nei limiti del suo apporto.
    Nell’intento di evitare fenomeni elusivi, vale a dire contratti di associazione in partecipazione che simulano in realtà rapporti di lavoro subordinato, l’art. 86, comma 2 del D.Lgs. n. 276/2003 ha disposto che l’associazione in partecipazione resa senza una effettiva partecipazione ed una adeguata erogazione dei compensi, comporta il diritto per il prestatore d’opera al trattamento economico, normativo e contributivo previsto dalla legge e dal c.c.n.l. per i lavoratori subordinati che svolgono la medesima attività nello stesso settore. Le prove possono essere costituite dalle ricevute, dalle testimonianze di colleghi e clienti etc.
    A mio avviso le possibilità di successo ci sono tutte.

  384. barbara scrive:

    Buonasera, sono una signora titolare di un centro elaborazione dati. Ho assunto in data 01.09.2008 la mia attuale impiegata, assumendola inizialmente come apprendista impiegata 4° livello,più che altro per un risparmio economico dal punto di vista contributivo. Dopo pochi mesi ho iniziato a riprenderla verbalmente perchè continuava a commettere errori su mansioni che effettuava regolarmente, non ascoltava, si dimenticava di svolgere compiti,ecc ecc, successivamente, in seguito a un fastidioso fatto, e precisamente ha lasciato l’ufficio aperto con le chiavi appese fronte strada, l’hon ripresa in forma scritta tramite raccomandata. il suo comportamento nn è migliorato, anzi dal punto di vista lavorativo è peggiorata e io ho continuato a riprenderla con raccomandate scritte.
    dietro consiglio del mio consulente del lavoro, in data 23.11.2010 l’ho trasformata in impiegata a tempo indeterminato. La stessa come ringraziamneto, mi ha lasciato nuovamente l’ufficio aperto in una pausa pranzo. Sottolineo che il mio ufficio è sito su una strada di passaggio….
    ho rimandato l’ennesima raccomandata chiedendo spiegazioni sulla sua superficialità e per il fatto di aver lasciato l’ufficio aperto, ma non mi ha voluto dare risposte soddisfacenti.
    Voglio licenziarla, come faccio????? A cosa vado incontro???? Ho delle motivazioni valide????

  385. gennaro scrive:

    salve vorrei sapere io sono socio di una cooperaiva e lavoro come portierato di sicurezza questo mese dovevo guadagnare milee quattrocento euro invece3 mi sono state date solo 800 euro cosa posso fare sono andato a parlare con il mio responsabile perche mi ha detto che per il mommento non ci sono soldi cosa posso fare grazie per avere i miei diritti

  386. fabrizio scrive:

    salve avrei bisogno di sapere una cosa riguardo una causa che mi sta molto a cuore.
    Sono ormi quattro anni,che ,rivoltomi,ad un avvocato spero in una causa fatta al mio armatore(sono un comandante di diporto)riguardo contributi non pagati per circa sei anni di lavoro svolto.Purtroppo alla luce delle NON NOTIZIE posso dire che sicuramente sono incappato in una persona non molto professionale dato che sono quattro anni di silenzio e attese.
    Le chido.secondo la sua esperienza in quanto tempo.piu o meno si chiudono questo tipo di cause???grazie

  387. Luca Lodi scrive:

    @barbara.
    Non capisco la ragione di aver trasformato il rapporto a tempo indeterminato di una apprendista così poco soddisfacente, da quanto descrive. In ogni modo, le raccomandate, se puntuali nella descrizione dei fatti e seguiti da idonei provvedimenti disciplinari, dovrebbero aiutarla nell’arrivare al licenziamento; è importante però che l’iter sia seguito in modo corretto sia sul punto sostanziale che sul fronte formale degli atti disciplinari in commento.
    Il suo consulente dovrebbe aiutarla nelle procedure, concordando con lui la linea procedurale opportuna e ipotizzando la linea difensiva in ipotesi di impugnazione.
    In bocca al lupo.

  388. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Barbara.
    Come ricordato da Luca, la trasformazione del rapporto, nel caso specifico, appare paradossalmente come il riconoscimento da parte del lavoratore del buon andamento del contratto di apprendistato!!!
    E’ anche vero che licenziare un apprendista non è semplice proprio per la finalità del contratto. Il lavoratore deve comunque dimostrare se non le competenze (ancora da acquisire) la volontà e la predisposizione ad imparare.
    La strategie del tuo Consulente potrebbe essere quella di agevolare il recesso attraverso l’irrogazione del licenziamento ad un lavoratore qualificato, ma…., non mi sembra proprio una idea eccellente.

  389. Tania scrive:

    Spero che questa e-mail venga letta al più presto…. Mi hanno detto che per fare vertenza ho tempo fino a lunedì 24 gennaio 2011, dopo non potrò più scegliere. In breve: sono stata assunta a tempo indeterminato da una cooperativa a r.l. il 01/08/06 che lavorava per l’ospedale Cervello di Palermo. L’azienda ospedaliera rinnovava annualmente o semestralmente il contratto con la nostra cooperativa e noi lavoratori abbiamo lavorato ininterrottamente fino al 30/11/2010. Dal 01/12/2010è stato vinto l’appalto da una ditta che ci ha assunto, le nostre ore di lavoro sono state dimezzate e anche il tipo di contratto, che da operaio soc. sanitario liv.5 è diventato impresa di pulizie liv.2
    Noi lavoratori vorremmo fare vertenza all’ospedale che, in tutti questi anni ci ha fatto svolgere mansioni che non ci competevano (tipo mansioni di o.s.s.)e in busta ci veniva pagato il servizio di ausiliari e basta, poi vorremmo fare vertenza per l’ingiustizia di non essere assunti direttamente dall’ospedale, visto che ci lavoriamo da anni, personalmente dal 2006, ma ci sono persone che ci lavorano dal 2002. Ora il punto è: è vero che ho tempo fino al 24 gennaio per inoltrare la domanda di vertenza? E ancora, se perdiamo la causa, andiamo incontro a spese legali sostenute dall’ospedale? il sindacato dice che l’avvocato lo abbiamo gratis se ci iscriviamo, ma quello dell’ospedale se perdiamo chi lo paga? e poi, è vero che facevamo cose che non potevamo fare perchè non ci competevano, ma è pur vero che trattandosi di sanità, ho paura che la cosa si ritorca contro di noi appunto per aver svolto mansioni per le quali bisognavano persone qualificate, di fatto con la sanità non si scherza, ci sono gravi responsabilità… In ultimo, la informo che tali mansioni venivano richieste dai caposala che ricevevano ordini dalla direzione infermieristica. Grazie per l’attenzione, spero di ricevere risposta a questi quesiti, perchè io vorrei inoltrare la vertenza, ma avrei voluto più tempo per informarmi di tutto, invece i colleghi mi dicono che ho tempo fino al 24, dopo di che non potrò più fare nulla contro di loro…

  390. amicopreoccupato scrive:

    buongiorno,
    sono dipendente di una ditta con meno di 15 dipendenti e privi di sindacato, il mio datore di lavoro, con cui non ho mai instaurato per colpe non mie un rapporto di simpatia, ultimamente mi ha intimato, anzi forzato a prendere senza comunicato scritto ma solo verbalmente delle ferie continuative per un periodo di tre settimane, altre ferie le ho già scontate sempre su sua scelta, le stesse risalgono alla maturazione (ferie+rol+festività) dell’anno passato.
    inoltre, nel luglio del 2009 ho subito un infortunio sul lavoro regolarmente denunciato (sono, ero un tecnico manutentore antincendio con contratto a tempo indeterminato) e mi son visto al rientro dell’infortunio, più ferie associate alla scadenza dello stesso, sempre stabilite da lui, a ritrovarmi con contratto di commerciante specializzato, penalizzandomi nelle mansioni e nell’ora base da lavoratore dipendente.
    sono dipendente della stessa azienda, la quale si occupa di servizi sicurezza navali e terrestri, dal novembre 2000 ma nel 2006 ha variato ragione sociale divenendo da ditta individuale a srl e pertanto perdendo gli scatti di anzianità i quali ora sulla busta partono dal 2006
    inoltre, in principio e per circa 6 anni ho effettuato trasferte non retribuite, viaggi di andata e ritorno per ogni parte di italia, ferie godute e mai pagate se rimaste cosi come i rol e le festività che invece ad oggi con il cambio del consulente ci ritroviamo.
    di tutti questi viaggi ho conservato copia dei documenti firmati per accettazione per le consegne effettuate, e cosi come i dischi dei cronotachigrafi del camion recante il mio nome, ora di partenza e ore effettuate alla guida del mezzo.
    ora mi chiedo, in caso di licenziamento da parte sua senza credo giusta causa, ma solo perchè ascolta pareri di una collaboratrice con cui non ho instaurato ottimi rapporti per via della mia intraprendenza lavorativa, in un anno ho fatturato da solo 150 mila euro a suo favore, posso valermi di tutto ciò che ritengo non aver mai avuto? ossia pagamenti ore straordinari, ignoro dei versamenti ferie, rol e quant’altro?
    se lui dovesse fare un gesto simile, ossia licenziarmi, quali sono i miei diritti reali?
    specifico che sono tra i più anziani del gruppo e padre di un bimbo, posso star tranquillo o devo preoccuparmi?
    distintamente saluto e attendo notizie
    buona domenica

  391. roberto scrive:

    Buonasera,sono l’autore della domanda n. 368,volevo sapere se qualcuno mi sa dare una risposta perche’ mi stanno facendo pressioni.Preciso che nel punto vendita siamo 60,io sono un contratto indeterminato a tempo pieno.

  392. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Roberto.
    Da punto vendita a punto vendita, o da punto vendita a deposito?
    Il trasferimento del lavoratore deve rispondere a requisiti specifici di carattere organizzativo e produttivo.
    E’ chiaro che la tua situazione DEVE essere presa in considerazione.

  393. carla scrive:

    spettabile signor Tavella come mai non risponde al mio problema del quesito 381??

  394. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Carla.
    Come probabilmente anche il sindacato le ha detto, a norma dell’art. 2103, cod. civ., nel testo sostituito dall’art. 13, L. n. 300 del 1970, il potere del datore di lavoro di trasferire il lavoratore da una unità produttiva ad un’altra è limitato alle ipotesi in cui sussistano comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive. Aggiungo che, oltre che in conseguenza delle ragioni organizzative suesposte, il trasferimento deve essere disposto nel rispetto delle eventuali clausole del contratto collettivo (che non mi riporta) che stabiliscano specifici oneri di forma, particolari modalità in ordine alla comunicazione del trasferimento, o ancora che restringano il campo delle “ragioni” che legittimano il trasferimento. Secondo il prevalente orientamento giurisprudenziale, ai fini della legittimità del trasferimento, è sufficiente che, fermo restando il potere del datore di lavoro di determinare discrezionalmente il luogo della prestazione, la scelta, determinante il trasferimento, tra più soluzioni tecniche, produttive e organizzative, egualmente congrue, risponda effettivamente alle esigenze dell’impresa. Il datore di lavoro non è tenuto ad operare una comparazione intersoggettiva tra tutti i dipendenti astrattamente idonei al trasferimento al fine di individuare il lavoratore per il quale il trasferimento stesso risulterebbe meno gravoso, salvo che non siano le disposizioni contrattuali collettive ad assegnare rilievo anche a condizioni di ordine personale e familiare del lavoratore. Tuttavia, prima di procedere al trasferimento, il datore di lavoro è obbligato a ricercare soluzioni tali da consentire il più razionale ed equo contemperamento tra le esigenze aziendali e i disagi che derivano al lavoratore a causa del trasferimento. Pertanto, qualora il datore di lavoro abbia a disposizione differenti soluzioni organizzative, per lui paritarie, è tenuto a preferire quella meno gravosa per il dipendente, soprattutto nel caso in cui questi deduca e dimostri la sussistenza di serie ragioni familiari ostative al trasferimento (vedi Cass. 28 luglio 2003, n. 11597). Se l’ordine di trasferimento risulta legittimamente intimato, in quanto adottato per comprovate ragioni tecnico-produttive ed organizzative, l’ingiustificato rifiuto del lavoratore di raggiungere la nuova sede di lavoro integra gli estremi di un notevole inadempimento contrattuale, sanzionabile con il licenziamento per giustificato motivo soggettivo ai sensi dell’art. 3, L. n. 604/1966, o, addirittura, può assumere il valore di un atto di dimissioni. Nella fattispecie prospettata, per esprimere un parere motivato, è necessario analizzare le “carte” riferite al rapporto di lavoro ed assumere ulteriori informazioni.

  395. carla scrive:

    la ringrazio per la risposta in effetti speravo in una maggiore rassicurazione…nei prossimi giorni il sindacato ha l’incontro con i miei datori di lavoro..e se nn raggiungono un accordo andrò per vie legali…speriamo serva a qualcosa…

  396. tania scrive:

    Carissimo signor Tavella, ho bisogno di sapere qualcosa perchè domani è l’ultimo giorno per presentare domandina di vertenza, sempre se è vera questa scadenza…. La prego di rispondere al mio quesito, sono in confusione…. Grazie anticipatamente, la mia domanda è la n.389.

  397. lina scrive:

    Egr. Sig. Tavella.Ho lavorato dal 25 maggio 1998 fino al 27\10\2008
    senza essere messa in regola.Dal 28\10\2008 sono stata messa in regola con un contratto partime pur lavorando regolarmente 8 ore.L’azienda adesso è in difficoltà e non mi ha pagato lo stipendio di dicembre e la 13*.Cosa posso fare per far valere il mio diritto ad avere lo stipendio?Posso chiedere il versamento dei contributi del periodo in cui non ero messa in regola?Ringraziandola attendo una sua risposta

  398. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Tania.
    L’art. 32 del c.d. “Collegato Lavoro” ha modificato i primi due commi dell’articolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604, statuendo che il licenziamento deve essere impugnato a pena di decadenza entro sessanta giorni dalla ricezione della sua comunicazione, ovvero dalla comunicazione dei motivi, ove non contestuale, con qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale, idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore anche attraverso l’intervento dell’organizzazione sindacale diretto ad impugnare il licenziamento stesso.
    Tale impugnazione è inefficace se non è seguita, entro il successivo termine di 270 giorni, dal deposito del ricorso nella cancelleria del tribunale in funzione di giudice del lavoro o dalla comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato.
    La nuova norma si applica ai licenziamenti che presuppongono la risoluzione di questioni relative alla qualificazione del rapporto di lavoro e alla legittimità del termine apposto al contratto.
    Da quanto esponi, pur nella scarsità delle informazioni esposte, sarebbe il caso di inviare una lettera raccomandata.
    Il sindacato potrebbe aiutarti anche nella vertenza contro l’ospedale.

  399. amicopreoccupato scrive:

    gentile dr. tavella sono l’autore del quesito 390 può gentilmente dirmi la sua in merito?

  400. barbara scrive:

    risposta a Luca
    Grazie mille, è stato molto gentile, in effetti sto precedendo a vari passi, ho cominciato con la multa di 4 ore lavorative, poi procederò con la sospensione per giustificati motivi ed infine al licenziamento….Cavolina, però non è giusto che non sia possibile licenziare chi nn ha voglia di lavorare e di imparare…e poi dicono la crisi…speriamo in bene… e crepi il lupo…vi terrò aggiornati.grazie ancora del consiglio.

  401. barbara scrive:

    Dott Tavella grazie mille anche a lei.
    D’altronde tutto mi è stato consigliato dal mio consulente….(che probabilmente dovrei cambiare)…comunque su consiglio del mio legale ho cominciato con “infliggere” la multa, procederò con sospensione ed infine col licenziamento…e speriamo in bene
    Buon lavoro

  402. Pietro scrive:

    Salve,e complimenti per questa iniziativa.Vorrei esporle il mio caso:Fui assunto nell’aprile 2010 presso un’azienda di trasporti in qualità di autista di autocarri;viene fatta dal consulente la comunicazione telematica dell’assunzione all’ufficio di collocamento il giorno stesso del mio primo viaggio ma non mi viene fatto firmare, nè viene firmato dal datore,alcun contratto vista l’imminenza della mia partenza.Mi viene spiegato a voce che l’assunzione era inizialmente per 6 mesi e che alla scadenza sarebbe stata trasformata a tempo indeterminato.nel mese di luglio 2010 subisco un incidente stradale con danni esclusivamente al camion.al rientro in sede mi viene comunicato che mi sarebbe stato fatto firmare la lettera di dimissioni in quanto con il mezzo inutilizzabile non serviva più la mia collaborazione.Premesso che con foto e leggi a portata di mano ho tentato invano di convincerli a fare ricorso all’ente proprietario della strada,hanno pensato bene di non pagarmi lo stipendio del mese di maggio 2010 a parziale risarcimento dei danni subiti.Al che mi sono rivolto al mio avvocato e insieme abbiamo scoperto alcune anomalie(il contratto cartaceo firmato al momento non l’ho ancora visto!!):dalla busta paga risulta che fui assunto come operaio 5°livello parametro 107 CCNL “Logistica, Trasporto merci e Spedizioni”,mentre il livello per la mia assunzione doveva essere il 3°super.All’ufficio di collocamento risulta 5°livello mansione autista.il mio quesito è il seguente:può un datore di lavoro inquadrare il lavoratore ad un livello dove non si configura la mansione che lo stesso è chiamato a svolgere?….Grazie in anticipo per un’eventuale risposta….

  403. amicopreoccupato scrive:

    per pietro:
    pietro alla fine della tua domanda c’è scritto grazie per un eventuale risposta, mi spiace deluderti perchè a qnt pare il dr. tavella risp solo al gentil sesso ultimamente..mah..!

  404. Massimiliano Tavella scrive:

    Per amicopreoccupato.
    Ha scritto il suo post il 23/1/2011 e pretende risposta immediata.
    Pietro ha scritto il 25 (ieri)….
    Se è davvero preoccupato, le dico subito che qui non troverà risposta alle sue domande. Questo Blog ha “sbancato” proprio perchè tutti gli amici partecipanti hanno posto le loro problematiche con garbo, educazione e soprattutto tenendo conto che chi risponde lavora e non ha certo il tempo di chattare con persone come lei.
    Chiedo scusa per suo conto a tutti i partecipanti, che non smetterò mai di seguire nelle problematiche quotidiane.
    Certe affermazioni da bar, le riservi ai suoi amici e lasci in pace le persone che mettono al servizio degli altri le proprie esperienze.

  405. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Fabrizio.
    Il ricorso giudiziario che hai intentato, blocca la decorrenza della prescrizione dei contributi, per cui, se l’avvocato ha fatto seriamente il proprio lavoro, starei abbastanza tranquillo.

  406. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Pietro.
    Il livello e la qualifica assegnata devono essere rispondenti alla effettiva mansione assegnata.
    Da quanto dici ci sono tanti punti “oscuri” che sicuramente ti offrono buone prospettive in una eventuale vertenza.

  407. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Lina.
    Intanto mi preoccuperei per gli anni di lavoro in nero. Per quanto riguarda la mancata retribuzione formulerei una richiesta scritta.

  408. chiara scrive:

    mio marito, guardia giurata, per una sciocchezza ha avuto n°5 giorni di sospensione dal lavoro.
    il datore di lavoro, dopo una raccomandata nella quale veniva ad informare di questa sospensione disciplinare, ha detto che il tutto deve essere inviato alla prefettura la quale, entro 60 giorni, ha la facoltà di stabilire se il provvedimento sia adeguato o meno….mi devo preoccupare???

  409. Liviana scrive:

    Buongiorno Dott. Tavella,
    complimenti per questo utilissimo blog e per l’alta professionalità e precisione che dedica gratuitamente (particolare non da poco, ragion per cui non comprendo le lamentele di alcuni utenti che sollecitano risposte in tempi brevi)alle diverse problematiche ed ingiustizie che sempre più lavoratori subiscono.
    Le pongo un quesito a mio avviso per lei semplice su cui vorrei far luce. Nel marzo 2010 ho firmato un contratto di un anno -CCNL telecomunicazioni (operatore call center per intenderci)- per una grande multinazionale con più di 3000 dipendenti,che avrà termine il 7 marzo 2011. Tranne poche rare eccezioni, tutti i colleghi col mio stesso contratto, stessa durata, stessa mansione etc, a cui è già scaduto il contratto, non sono stati rinnovati, destino che toccherà anche a me tra poco più di un mese. La ridicola motivazione è che “non hanno soldi” (tra l’altro la comunicazione di tutto ciò avviene non prima di 48-24 ore dal giorno effettivo della scadenza), peccato che a parità numerica di “teste tagliate” partano ogni settimana corsi di formazione e relativo inserimento per nuovi ingressi per la medesima posizione ed il medesimo contratto, stessa durata (12 mesi). Molte persone continuano a dirmi che con un’anzianità aziendale di un anno posso far causa e chiedere all’azienda un risarcimento economico proprio per il fatto che continuano ad assumere nuovi lavoratori per sostituirci e mi hanno addirittura detto che potrei ottenere un contratto a tempo indeterminato volendo. Concludo specificando che ho sempre fatto il mio lavoro con risultati buoni, non ho mai ricevuto richiami disciplinari, ho sempre rispettato regole e orari di lavoro. La domanda è: posso fare qualcosa a livello legale/sindacale per non trovarmi disoccupata “dall’oggi al domani”?? Posso eventualmente ottenere un risarcimento economico? Questi signori hanno tutto questo diritto di prenderci usarci e gettarci via con 24 ore di preavviso per rimpiazzarci quasi il giorno stesso a loro piacimento?? Mi perdoni, mi rendo conto ora che le domande sono tre e non una.
    La ringrazio anticipatamente per l’eventuale interessamento al mio quesito.

    Liviana

    Milano

  410. Piero scrive:

    Rif. Quesito n°259 / 264 / 266

    Gent.mi Massimiliano e Renzo,
    come promesso scrivo per informare Voi e gli altri lettori sugli sviluppi della mia vicenda che a mio parere si sta avvicinando ad un bivio.

    PREMESSO che dal 2004 mi viene fatto firmare un CONTRATTO DI PRESTAZIONE D’OPERA della durata di 12 mesi. Nell’arco degli anni il contratto è sempre lo stesso salvo cambiare in minima parte il contenuto della clausola dove vengono descritte le prestazioni che saranno svolte dal Prestatore. Le prestazioni elencate sono quasi sempre le stesse e descritte molto genericamente (ad esempio campionato di calcio serie a, moda donna milano ecc.), tant’é che ne svolgo il 50% ed il restante 50% dipende dalle esigenze aziendali. Nel contratto non si specifica un progetto vero e proprio con determinate finalità ma si precisa che sono retribuito 200,00 euro per giornata lavorativa con rimborso spese su presentazione delle ricevute. Nella parte descrittiva della MODALITA’ DI ESECUZIONE DELLA PRESTAZIONE viene riportato che il Prestatore si impegna ad agire con assoluta autonomia ed indipendenza quanto alle modalità, ai mezzi ed ai criteri di svolgimento delle prestazioni. L’attività svolta avrà sempre carattere di autonomia e mai di subordinazione ed il Prestatore non sarà soggetto ad alcun obbligo di presenza presso i locali aziendali ne a vincoli di orario, gerarchici, disciplinari o di altra natura. Il prestatore ha facoltà di impiegare il tempo che riterrà necessario per lo svolgimento delle prestazioni.

    TUTTO CIO’ PREMESSO la mia professione di fotoreporter giornalista non può essere pianificata in precendenza a meno chè non mi si facciano svolgere sempre le stesse medesime Prestazioni programmabili. A conferma di ciò io ricevo settimanalmente comunicazioni scritte dove vengo informato sui servizi che devo svolgere, specificandone il luogo, la durata e il metodo di svolgimento. Spesso vado in trasferta con dei dipendenti e per tanto non posso muovermi autonomamente senza vincoli di organizzazione. A seguito di un collocquio con il sindacato della stampa mi è stato detto che la mia posizione è subordinata e che devo essere assunto. la scorsa settimana il capo del personale della Committente, in un collocquio con il mio diretto superiore il quale chiedeva informazioni sul come utilizzarmi considerendo che il precedente contratto è scaduto il 31/12/2010, sulla proroga dei termini per l’avvio della procedura di stabilizzazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, sul “Collegato Lavoro” e sulle varie interpretazioni date ai rapporti di cococo ha affermato che io sono semplice fornitore esterno che nulla posso pretendere perchè non è detto che io lavoro solo con Loro.

    IN CONCLUSIONE il mio intento è quello di aprire un dialogo dopo dieci anni di collaborazione cercando di far valere i miei diritti senza necessariamente entrare in guerra con l’Azienda ad esempio cercando una forma di contratto a tempo determinato da convertire in indeterminato nel tempo senza pretendere soldi a titolo di risarcimento. Al momento l’intenzione della COmmittente è quella di rifarmi firmare il solito contratto anche per l’anno in corso senza aprire alcun dialogo.

    Voi cosa suggerite?
    Grazie per l’attenzione.

    Piero.

  411. gianfranco scrive:

    Buongiorno dott. Tavella,
    Vorrei porle il seguente quesito:
    lavoro presso una ditta che produce cemento e che circa due anni fa ha messo in cassa ordinaria quasi tutti i dipendenti con diverse modalita’:gli addetti ai forni a zero ore, gli impiegati, la manutenzione e la cava a rotazione.
    Passato l’anno di Cigo, l’azienda ha mandato in cassa straordinaria gli impiegati e gli addetti ai forni e ha ripreso la produzione in cava cessando la cassa.
    Preciso che la cava dista qualche Km dallo stabilimento e che e’ una entita’ a se stante.
    La cosa che mi da da pensare e’ che la manutenzione, che era a servizio dei forni, e’ stata levata dalla cassa e spostata ai servizi di cava.
    Secondo Lei questa procedura e’ corretta o si potrebbe configurare come un errore nella gestione della cassa integrazione ?
    Io ricordo di aver letto che subito prima o durante il periodo di cassa l’imprenditore non puo’spostare personale da un settore a un altro.
    Anticipatamente ringrazio.
    Gian Genova

  412. Paolo scrive:

    Buongiorno Dr. Tavella,
    ho un contratto di associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro in un’azienda con un contratto a tempo determinato annuale scaduto il 31-12-2010 e rinnovato a Gennaio 2011 per altri 6 Mesi.
    Fino ad oggi tutto si è svolto nei canoni descritti in contratto (rispetto alla retribuzione), mentre i miei compiti lavorativi (salvo per i primi Mesi) non sono stati rispettati.
    Nello specifico avrei dovuto accuparmi del commerciale sia come mantenimento dei clienti in essere, sia come sviluppo del parco clienti.
    Oltre a questo avrei dovuto seguire i terzisti che operano esternamente per l’azienda.
    Invece, dopo 6 Mesi venuta a mancare qualche figura all’interno dell’azienda nel settore taglio, sono stato spostato in tale settore visto che in esperienze passate ho svolto questo ruolo (e altri ) nella stessa azienda.
    In questo modo ho potuto (e con grande difficoltà per mancanza di tempo ) occuparmi di ciò che mi competeva realmente per contratto.
    Mi sono comunque reso disponibile, ricordando all’azienda che comunque questa poteva essere una soluzione solo temporanea, senza per altro dare limiti di tempo oggettivi, ma in ogni caso non desideravo che si trattasse di soluzione definitiva.
    Qualche giorno fa il titolare mi ha chiesto di interrompere la mia prestazione di lavoro immediatamente senza aspettare la conclusione dell’accordo (fine Giugno prossimo) dicendomi che se cosi avessi fatto mi avrebbe comunque retribuito ( senza lavorare ) tutto il periodo restante alla data di fine contratto.
    Considerata la sua posizione con grande amarezza
    Il giorno dopo mi sono presentato dicendogli che se queste erano le sue volontà, avrei accettato le sue richieste, ma mi ha risposto cambiando versione che forse e solo ipoteticamente mi avrebbe riconosciuto ( dopo essersi consultato con il commercialista ) solo due Mensilità in vece che quattro.
    Quali sono le procedure da adottare e i comportamenti da attuare per far rispettare i miei diritti?
    Se l’azienda di colpo e senza preavviso mi lascia a casa prima della scadenza del contratto cosa mi spetta realmente?
    Premetto che non avrei intenzione di agire per vie legali (approfittandomi della situazione), salvo che lei mi possa consigliare una procedura da attuare per avere ciò che mi spetta.
    Nell’attesa di riscontro la ringrazio infinitamente.

    Paolo

  413. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Chiara.
    Non conoscendo nel dettaglio l’infrazione commessa e lo stato del procedimento in corso mi è impossibile rispondere.

  414. michele scrive:

    salve!cercherò di essere il più preciso possibile
    lavoro in un call-center dal mese di luglio nel mese di ottobre mi hanno fatto un contratto lap, ma subito mi hanno fatto firmare le dimissioni senza mettere la data,il contratto era valido per 2mesi. finiti i due mesi mi hanno rinnovato il contratto(al solito chiedendomi di firmare la lettere di dimissioni), la cosa strana che nel contratto c’è scritto che dovrei ricevere 500euro mensili, cosa che non è mai avvenuta, mi avevano detto che la mia paga sarebbe stata 4euro l’ora(anche se nel contratto non è specificato) in realtà mi hanno sempre pagato a 3l’ora obbligandomi ad aprire un conto corrente!oggi mi hanno detto che dal mese prossimo, se non riesco a fare un tot di appuntamenti, la paga oraria scende a 2. il punto che ogni volta che chiedo spiegazioni mi viene risposto che la porta è aperta è posso andare a casa!cosa posso fare?da 5 mesi ho visto tantissimi ragazzi nella mia stessa condizione lavorare per 1mese e poi andare via!

  415. Max scrive:

    Buongiorno Dottore,
    lavoro nella segreteria di presidenza di un’azienda di servizi, ma inquadrata con il contratto Metalmeccanico. Nella nostra sede ad oggi siamo in 4: la responsabile con un contratto di consuelenza (quindi senza vincoli di orario), una collega incinta, che da qualche giorno e’ in malattia e di cui non sappiamo cosa fara’ in futuro, io (invalido civile al 46% e titolare della L.104/92 per mio padre) ed un altra collega, entrambi con contratto full-time a tempo indeterminato.
    A seguito di una riorganizzazione aziendale hanno imposto 2 turni di lavoro nel mio ufficio
    1° 8.30-17.30
    2° 10.45-19.45
    dando sempre alla collega il primo turno (in quanto sposata e madre di 2 figli) e sempre il secondo a me.
    Le premetto che anche al call-center ed in un’altra segreteria vengono adottati gli stessi turni, ma l’azienda ha semplicemente richiesto la copertura dell’arco lavorativo, dando discrezione all’interno degli uffici stessi nell’organizzazione del personale.
    Le chiedo: è legale da parte dell’azienda obbligarmi sempre allo stesso turno, o sarebbe piu’logico alternarsi con l’altra collega?
    La ringrazio per la sua disponibilita’ e la Saluto Cordialmente

  416. Paola scrive:

    Buonasera,

    ho scoperto ora questo sito e credo sia un’ottima iniziativa: complimenti! Approfitto per porre un quesito: sono assunta a tempo indeterminato presso un’azienda alimentare con qualifica di impiegata, svolgo però una funzione commerciale. Lo scorso anno la parte variabile della retribuzione (incentivi)è stata definita col mio superiore diretto, ma non formalizzata in azienda (cioè praticamente chi ha sostituito il mio ex capo non ha traccia dei parametri cui erano legati gli incentivi). Ora l’azienda si rifiuta di riconoscermeli. e’ lecito un simile comportamento? Perchè un collega sostiene che se l’azienda non definisce formalmente come e a cosa siano legati gli incentivi, la mancanza è sua e quindi deve corrisponderli per intero. Potete chiarirmi le idee?? Grazie mille..

  417. massimiliano tavella scrive:

    Per Liviana.
    Quello dei call center purtroppo e’ un “mondo a parte”. Nella stragrande maggioranza dei casi , la gestione del personale viene attuata in spregio delle minime regole. I corsi, le prove, i cocopro,il tempo determinato,e poi gli esuberi e la contestuale apertura di altri centri per l’avvio di nuove commesse. Ho sempre pensato che non si voglia risolvere il problema per evitare di crearne altri… Quasi un ammortizzatore sociale per consentire a tanti disoccupati di guadagnare qualcosa. Per quanto riguarda i tuoi quesiti, e’ chiaro che puoi reclamare i diritti negati. Per i lavoratori a TD esiste un diritto di precedenza, per esempio!Ricorda che con le novita’ introdotte dal Collegato lavoro, hai 60 giorni di tempo per contestare eventuali irregolarita’ del contratto a termine (illegittima apposizione del termine, eventuali periodi in nero etc). Per aiutarti concretamente bisognerebbe analizzare le “carte” del rapporto.

  418. manlio scrive:

    Buongiorno,mi chiamo Manlio e voglio approfittare di questa iniziativa che trovo molto interessante e innovativa visto la disponibilità a titolo gratuito…anche se a questo punto sarei disposto anche a pagare,mi spiego meglio.
    Ecco,faccio la guardia giurata e il tribunale del lavoro lo conosco forse meglio di casa mia e non perchè ci lavoro.Diciamo che gli istituti di vigilanza,quelli che conosco,portano il lavoratore ad una schiavitù surreale fino al punto che se una guardia decide di far valere i propri diritti è,automaticamente,scritto nel libro nero.Io combatto,ultimamente,sul rispetto delle turnazioni ma questa mi sembra più tosta delle altre vertenze che ho fatto,anche se è una semplice richiesta,al momento…Lavoro da cinque anni solo di notte,e mi incuriosisce il fatto che il mio sindacato abbia portato avanti vertenze molto più importanti e su questa abbia un muro “di gomma”invaricabile solo perchè l’azienda abbia già posizionato delle guardie “fortunate”nei servizi diuni.Behh,mi sembra assurdo.
    Vi ringrazio per avermi ascoltato

  419. Marco Lumachi scrive:

    Buongiorno, lavoro da 12 anni in una ditta che commercia materiale termoidraulico e ho un contratto di magazziniere di 4 livello, vorrei sapere se è previsto per il mio contratto il lavoro al banco vendita, visto che da ormai quasi 4 anni è la mia mansione!
    inoltre al normale orario di lavoro la mansione precitata del banco vendita prevede che io prolunghi al mattino l’orario di 15 min. anticipando il rientro dopo la pausa pranzo di altri 15 min. e posticipandolo alla sera di altri 30 min. per un totale giornaliero di 60 min.
    questi 60 min. non sono riportati come lavoro straordinario nella busta paga, e il titolare della ditta per cui lavoro ha giustificato il fatto dicendo che questi minuti servono a recuperare il tempo perso durante la giornata per andare in bagno o fare colazione, cose che peraltro non sono una costante in quanto non avvengono con regolarità!

  420. Giovanni Ped scrive:

    Sono stato in una grande azienda per 42 mesi non continuativi. 6 mesi stage, 3 mesi a tempo determinato, 18 mesi aìcon un contratto di formazione, un mese a casa, 6 mesi a teRmine, prorogati per altri 9 mesi. Alla fine dopo mille promesse verbali non sono stato assunto a tempo indeterminato ma mi hanno garantito che mi avrebbero trovato un lavoro alternativo in una società del gruppo.Sono passati 4 mesi e non ho ancora un lavoro.. Ci sono possibilità di far valere l’effettività del contratto in tribunale?

  421. Cristina scrive:

    Gentilissimo Sig. Tavella,
    innanzitutto la ringrazio infinitamente per la Sua risposta professionale e competente del 29/12 in merito alla mia problematica.
    Voglio aggiungere una cosa entrando nello specifico: le avevo accennato che tramite vie traverse avevo saputo che c’era in ballo di farmi fare un lavoro aggiuntivo, anzi più che aggiuntivo possiamo chiamarlo il backup di un’altra collega, ossia dovrei svolgere il suo lavoro quando lei non è presente. Detto questo le dico solo che da un mese che ho saputo di questa voce ad oggi ancora nessuno dei “capi” è venuto a dirmi niente. Solo che questa mattina, ovviamente a mia insaputa, sempre tramite la collega di “fiducia” vengo a sapere che un presunto “capo” ha mandato una comunicazione organizzativa interna affermando che sono state fatte delle modifiche all’interno dei vari gruppi per distinguere le categorie e che a far data da oggi io e un altro collega avremmo fatto parte di questa collaborazione. La mail mi è stato inoltrata dalla collega, perchè ovviamente è stato fatto tutto alle mie spalle, senza che nessuno mi dicesse nulla hanno già deciso per me. Le ricordo che ho un contratto di apprendistato commercio di 6°livello che ha come obbiettivo il raggiungimento del 4° livello che dovrebbe avvenire alla scadenza del contratto a febbraio 2012. OVVIAMENTE io non ricevo alcun tipo di formazione per il contratto che ho. Tempo fa sempre al 29/12 alla Sua cordiale risposta mi aveva chiaramente detto che se la persona ha un inquadramento e livello contrattuale differente non possono farmi fare il lavoro della collega se non mi vengono cambiate le condizioni contrattuali(lei addirittura ha un contratto per metalmeccanici di 4° livello ed io commercio 6° livello).
    Per favore può aiutarmi a venirne a capo? Voglio essere preparata per quando e se verranno a dirmi qualcosa per il nuovo lavoro. Oggi appena ho avuto la notizia, dopo essermi sentita presa in giro con assoluta mancanza di rispetto, ero davvero imbestialita. Mi dica che azioni posso intraprendere per favore. Ho già intenzione di recarmi da un avvocato per un consulto, ma ci tenevo ad una sua opinione. Tra l’altro le cose all’interno dell’azienda non sono proprio molto regolari, tra questa una scappatella fissa di 10 tra il capo-capo e una ragazza dell’amm. che ovviamente ottiene ciò che vuole sempre, e il bello è che lo mostrano anche spudoratamente (lei fidanzata con ragazzo in azienda lui sposato risposato un milione di volte). Ma non sono qui per giudicare la vita privata di nessuno non mi interessa, ma quando rendono la vita degli altri complicata ed impossibile, per la sola goduria di lei di ottenere ciò che vuole e la stupidità di lui…
    Comunque spero di avere presto una risposta. La ringrazio in anticipo e Le porgo i miei più cordiali saluti.

  422. claudia scrive:

    Gentile Dottore

    vorrei ringraziarla per la sua risposta e la precisione con la quale ha esposto la questione.

    Grazie ancora, buon lavoro e complimenti!

  423. Cristina scrive:

    Gentile Dott. Tavella,
    Spero vivamente che riesca a rispondermi in merito al mio quesito. Sono molto preoccupata, più che altro sto vivendo male da settimane.
    La ringrazio in anticipo.
    Cordiali saluti.

  424. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Cristina.
    “la calma è la virtù dei forti”.
    Non conosco la consistenza numerica dell’azienda, ma ti posso anticipare che i veri problemi saranno dei tuoi “capi” e non certo i tuoi.
    Il contratto di apprendistato invalido, va trasformato e, visto che la normativa è stringente soprattutto riguardo alla mancata formazione, il rischio di conversione del contratto è altissimo.
    In questo caso precostituirsi le prove è fondamentale.
    Quindi, niente colpi di testa, nè rifiuti immotivati, nè ASSOLUTAMENTE dimissioni.
    Accetta le mansioni che ti verranno assegnate, magari chiedendo in forma scritta, un chiarimento all’azienda del tipo “con riferimento alla variazione di mansione attuata, si chiede di conoscere se le condizioni contrattuali sarranno modificate…..”. Vediamo cosa rispondono.
    Intanto, molto tempo prima della scadenza, se i rapporti continuano ad essere tesi, si invierà all’azienda una formale lettera di contestazione dell’intero rapporto di apprendistato, richiedendo l’assunzione a tempo pieno ed indeterminato dalla data di assunzione.
    Ripeto, il panico giova solo a loro, mantieni la calma e precostituisci le basi per le tue GIUSTE rivendicazioni.

  425. Tiziana scrive:

    salve spero possiate aiutarmi,vi spiego dall’inizio a settembre un papà di una compagnetta di mia figlia mi dice che un suo amico a breve aprirà un ristorante e se io volevo andare a lavorare da lui.quindi incontro questa persona parliamo di tutto e lui mi dice che mi offre il lavoro in mansione di aiuto cuoco x una somma di 600euro ma che dovevo fare 10 ore al giorno,io pultroppo avendo bisogno di lavorare dico si ,ma nn mi viene detto che il mio orario effettivo in busta era di 4 ore giornaliere.quindi inizio a lavorare facendo 10/12 ore al giorno e dopo un mese mi dice che mi aumenta lo stipendio di altre 200 euro perche meritavo,quindi firmo le buste ma senza guardare effettivamente gli orari a dicembre scopro che mi toccava fare solo 4 ore e quando gli e lo dico mi risponde io questo posso pagarti alchè io gli dico che voglio pagato tutto lo straordinario e lui mi dice ok ,però iniziano i problemi sul lavoro se prima ero il suo braccio destro ,poi mi ha definita che nn svolgevo il mio lavoro e mi faceva fare le cose piu assurde di pulizia. ma premetto che dal momento in cui ho scoperto che dovevo fare 4 ore ho fatto solo quelle un giorno mi dice di fare lo straordinario ma senza pagarmelo io rifiuto lui mi licenzia.posso fare vertenza e farmi rimborsare 312 ore di straordinario?spero in una vostra risposta ringraziandovi in anticipo

  426. rosaria scrive:

    Salve,sono Rosaria.Io ho un problema:da due anni lavoro come colf presso privato e da due anni sono in nero perchè mi è stato offerto un contratto inamissibile fatto da un commercialista che se ne strafrega dei lavoratori onesti…..siccome adesso con il mio datore siamo ai ferri corti perchè mi sento sfruttata, nonostante quotidianamente adempia ai miei doveri 6gg su7,il mio “signor datore” mi umilia per qualsiasi cosa faccio e per giunta non mi gratifica per tutto il lavoro che faccio.
    è da due anni che sono lì e non ho mai percepito ferie malattie nulla!in effetti sono retribuita se vado e quindi lavoro,ammalarmi?un lusso!ho intenzione di lasciarlo questo lavoro ma vorrei un minimo di tfr per garantirmi un pò di pace intanto che trovo un altro lavoro e poi perchè dopo due anni credo che mi spetti visto che mi sono fatta un “di dietro” in quella casa!Cosa posso fare?una vertenza o posso pretendere il tfr a nero?Perdoni lo sfogo ma lavorare ed essere presi in giro ed umiliati non è il massimo!confido al più prestoin una Sua risposta intanto La ringrazio infinitamente!

  427. Federica scrive:

    Ciao
    io lavoro presso un negozio sono inquadrata come apprendista,in tre anni che lavoro mai malattia mai permessi ,sono sola in negozio e so benissimo che non potrei stare da sola,tutta la responsabilità del punto vendita gravano su di me,le ferie due settimane l’anno che scelgono sempre loro.io vorrei solo sapere se posso aprire una vertenza anche dopo essermi licenziata,e se si entro quanto tempo posso presentarla?
    Vi rigranzio in anticipo della risposta

  428. Fabiana scrive:

    Buonasera Dott. Tavella,
    le scrivo per avere se possibile un consiglio da parte Sua circa una situazione che a me pare davvero assurda.
    Cercherò di essere il più chiara possibile, dunque mio padre, metalmeccanico, lavorava per una ditta (la chiamerò DITTA 1 ) che è stata assorbita da un’ altra ditta ( DITTA 2), la DITTA 1 lavorava con il suo marchio solo ed esclusivamente per la DITTA 2, dopo un anno da questo assorbimento è stato licenziato dalla DITTA 1, la quale ha tenuto attivo solo il marchio che apponeva sui prodotti lavorati da altre aziende. Mio padre con altri suoi colleghi, che si sono rifiutati di firmare le dimissioni volontarie, minacciati di non prendere il TFR, hanno impugnato il licenziamento e hanno portato avanti una vertenza, nel 2008 il giudice emette sentenza a loro favore condannando la DITTA 1 a pagare a ciascun lavoratore quanto dovuto (tfr, permessi, ferie e spese processuali), incredibile viene fuori che la DITTA 1 nel frattempo è stata chiusa nel 2005. La causa stà andando avanti contro la DITTA 2 che afferma di non dover nulla agli operai, inquanto dgli stessi devono rivalersi sulla loro vecchia DITTA 1, ma da loro assorbita e poi chiusa. Spero di essere stata abbastanza chiara.
    Ora sono passati 11 anni dal licenziamento e a mio padre viene detto che ha perso i suoi soldi (TFR compreso), che nonostante una sentenza vinta c’è poco da sperare, che nulla si può più fare……..mi domando è davvero così? Mio padre ha lavorato per 33 anni e perde tutto così? Possibile che la DITTA 1 con una vertenza in corso possa essere stata chiusa come se niente fosse senza liquidare i dipendenti? sono davvero sconfortata…ma la tutela al lavoratore che fine a fatto?
    Ha suggerimeti da darci visto che mio padre è davvero amareggiato e non può credere che tutto finisca così?

    Ps: La DITTA 1 non ha chiuso per fallimento.

    In attesa di una sua risposta porgo cordiali saluti.

  429. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Tiziana.
    Il trattamento economico proposto dal tuo datore di “lavoro” e accettato da te solo e soltanto per il bisogno di lavorare fa parte purtroppo di quelle storie tristi che ogni giorno di più mi fanno capire come il mondo del lavoro sia diventato una giugngla.
    Chi mi conosce sa che non spingo mai per le vertenze (le liti non giovano a nessuno) e nel mio Studio, la sezione “Vertenze” è sempre alle prese con componimenti bonari. Nel 2010 sono stati davvero pochi i casi in cui ho dovuto attivare l’ufficio legale, ma quando vedo certe cose ritengo sia davvero superfluo ragionare.
    Certo che puoi far valere i tuoi diritti! Il fatto che tu abbia firmato le buste paga non vuol dire che hai accettato ciò che una persona di buon senso non può ritenere accettabile.
    Rivolgiti ad un Consulente (lo scrivo con la C maiuscola non a caso). Sappi che se un buon consulente o avvocato decidono di affiancarti, puoi accordarti prima sul pagamento, magari a fine vertenza e mettendolo a carico del datore.

  430. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Fabiana.
    Ma chi ha seguito questi lavoratori, non ha fatto un estratto alla Camera di Commercio??? Non ha attivato il Fondo di garazia presso l’Inps per il TFR????. In che senso è stata assorbita? Ha mantenuto una propria personalità giuridica (Denominazione, partita IVA, etc)? I legali che dicono?? Possibile che hanno permesso che la ditta chiudesse i battenti senza prevedere azioni varie?? Mi sembra davvero assurdo. Fammi sapere

  431. Massimiliano Tavella scrive:

    Per tutti gli Amici del BOLG.
    Vi prego di sollecitarmi eventuali risposte inevase. Grazie

  432. Fabrizio scrive:

    Quesito
    CCNL Applicato Commercio.
    Malattia dal 02/01/2011 al 31/01/2011

    Quando un lavoratore risulta assente ingiustificato alla visita fiscale dell’Inps (es. data 13/01/2011), con conseguente comunicazione dell’Inps all’azienda affinchè operi la trattenuta dell’intera indennità fino a dieci giorni, l’azienda ha ugualmente l’obbligo di pagare l’integrazione della retribuzione giornaliera (per il suo 50%) dei 10gg? Ho cercato su diversi manuali e riviste di settore ma nulla dicono a tal proposito.

    Il contratto recita solo “il mancato rispetto dell’obbligo di cui al secondo comma del presente articolo (reperibilità dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 17.00 alle ore 19.00,comporta comunque l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 5, legge 11 novembre 1983, n. 638, quattordicesimo comma, nonché l’obbligo dell’immediato rientro in azienda”).

    Un pò quasi tutti i contratti prevedono solo la possibilità di comminare provvedimenti disciplinari, ma dal punto di vista retributivo, in linea generale, qual’ è il modus operandi corretto per l’azienda (integrare o no?).

    Ringraziando anticipatamente porgo cordiali saluti.
    Fabrizio

  433. Daniela scrive:

    Buonasera dott. Tavella, scrivo perche’ vorrei sapere se è possibile dimettersi per giusta causa per un ritardo costante nel pagamento degli stipendi, che salta almeno un mese e mezzo da una retribzione all’altra. Inoltre la 14° mensilita’ è stata del tutto accantonata e non mi è stata corrisposta pur essendo presente in ufficio la busta paga della stessa. Inoltre trattandosi di un datore di lavoro che crea notevole disagio psicologico, scorbutico, maleducato e sgradevole al 100% il mio unico desiderio sarebbe quello di scappare, ma vorrei dimettermi per giusta causa, per non perdere l’indennita’ del preavviso che non potrei in alcun modo rispettare visto il clima di lavoro gia’ insopportabile…temo fortemente ritorsioni e violenze psicologiche ulteriori….come mi consiglia di concludere questo rapporto di alvoro che va avanti da 17 anni ed ha visto anche periodi di lavoro in nero e periodi di lavoro full time con versamento di contributi part-time? So di non essere stata molto precisa….al momento sarebbe troppo lungo descrivere tutto quello che è successo in questi 17 anni, mi accontenterei di sapere se secondo lei ci sono gli estremi per dimissioni con giusta causa. Grazie

  434. gianfranco scrive:

    Buonasera dott. Tavella
    Come da sua richiesta mi permetto di sollecitare la risposta al post 411
    Grazie
    Gianfranco

  435. Fabiana scrive:

    Ringranziandola per la celere risposta, cerco di rispondere a tutte le sue domande:
    - Si, solo per la Ditta 1 nel 2005 e risultava in liquidazione.
    -No perchè la DITTA 1 non era in chiusura per fallimento, questa è stata la spiegazione del legale che rappresentava mio padre.
    -La DITTA 2 una spa composta da più aziende srl apparentemente autonome che lavoravano in più campi, ha comprato il marchio della DITTA 1 che si occupava di assemblaggi elettrici, campo che a loro mancava.
    - teoricamente la DITTA 1 ha mantenuto partita iva e denominazione, la DITTA 2 passava il lavoro richiedendo fattura alla DITTA 1 la quale però non era libera di prendere altri lavori in maniera autonoma.
    -Il Legale, continua ad andare avanti nell’ iter chiamando in causa la DITTA 2, la quale ieri, giorno designato dal Giudice per presentarsi in appello, abbiamo saputo essere stata chiusa per fallimento. Ed ora il Legale ha fissato un appuntamento con gli operai coinvolti per cercare di spiegare la situazione, anche se a questo punto non cosa possa fate.
    - E’ quello che mi sono domandata anch’io che non ho una laurea in giurisprudenza.
    Sembra assurdo anche a me, dopo ieri ho la conferma di quello che presumevo, ci siamo messi nelle mani sbagliate, con mio rammarico!
    Grazie per la sua disponibilità

  436. Luca scrive:

    E’ possibile lavorare come ausiliario di vendita in un ce.di. alimentare?

  437. Marco scrive:

    Lavoro presso una cementeria nel laboratorio e la mia mansione è inquadrata come giornaliera dal lunedi al venerdì.
    Il nostro direttore ora vuole farci lavorare il sabato con un riposo infrasettimanale con orario dalle 6 alle 14, alternando un operaio alla volta, con lo scopo di coprire 6 giorni anzichè 5 settimanali risparmiando lo straordinario.
    Premesso che attualmente non vige il blocco starordinario, mi chiedevo se può obbligarci allo spostamento del riposo e se può spostare a suo piacimento in turno fuori ciclo continuo chi è inquadrato nel giornaliero.

  438. giovanni scrive:

    Salve ho un quesito da porle:
    Sono stato assunto come dipendente a tempo determinato il 22/5/2008 da un’azienda con scadenza contrattuale 31/12/2008, soltanto che la data di stipulazione del contratto è il 26/5/2008 ovvero posteriore all’inizio del rapporto… ci sarebbero gli estremi di nullità del contratto per apposizione del termine con conseguente assunzione a tempo indeterminato? Quindi non ci sarebbero tempi limite per l’impugnazione (60 gg)? Premetto che successivamente ho sottoscritto con la stessa azienda 2 contratti Co.Co.Pro. con date 10/6/2009-31/12/2009 e 10/6/2010-31/12/2010.
    Grazie in anticipo

  439. pietro scrive:

    Salve, io lavoro presso un impresa di pulizie volevo sapere visto che ho un contratto partime non drovrei lavorare 4 ore consecutive invece di fare dei turni spezzati avvolte anche 3 in un giorno? e poi visto che è determinato e mi trattano da schifo se faccio valere le mie ragioni invece di stare sempre a subire possono licenziarmi senza un motivo valido?

  440. roberto scrive:

    Per spiegare meglio la situazione del quesito 368,che il dott. Tavella mi ha fatto notare,faccio qualche precisazione.Dal 1990 al 2000 ho lavorato al deposito.Dal 2000 ad oggi al punto vendita,in cui siamo circa 60.Per un calo di vendite,si vogliono trasferire 4 unita’ circa in altri punti vendita.Io ho 16 punti di invalidita’ INAIL per le mansioni svolte quando lavoravo al deposito di questa azienda,e non vorrei spostarmi dal punto vendita.Sono vicino a casa,e mi posso curare meglio.Trovo ingiusto che io debba viaggiare in queste condizioni.Ci sono molti colleghi che dovrebbero andare prima di me,sia per salute che per anzianita’.Le volevo chiedere se mi possono imporre il trasferimento,se posso impugnarlo e se hanno degli obblighi verso la mia situazione,visto che nel punto vendita sono l’unico invalido del lavoro.Oltre a me c’e’ solo un collega invalido civile con la 104 .

  441. diana scrive:

    Gent.mo dott.Tavella
    Le scrivo per avere alcuni chiarimenti riguardo alla mia situazione.
    Ho fatto vertenza alla mia ditta il giudice ha sentenziato il reintegro immediato e a tempo indeterminato, ma in realtà io sono molto preoccupata perchè non so che tipo di atteggiamento avrà il mio datore nei miei confronti. Sono anche al corrente che potrei accettare le 15 mensilità in sostituzione del reintegro,ma non lo trovo equo e non accettero questa soluzione…..La mia domanda è:potrebbe impedirmi in qualche modo di entrare in ufficio ???? e se si come dovro’ comportarmi????
    Grazie

  442. salvina scrive:

    Buon giorno,
    complimenti per questo spazio interessante, le descrivo il mio problema.
    Ho lavorato per 4 anni circa in un ufficio di informatica con un contratto a progetto(come dicevano loro) poi febbraio 2009 senza preavviso o altro mi hanno detto di starmene a casa da marzo in poi perche non potevano piu pagare(detto da loro) premetto che sono in causa con questa gente e il 15 marzo 2011 ce l’ultima sentenza definitiva(sono gia stati ascoltati testimoni)quei signori hanno messo il 16 dicembre 2010 in liquidazione l’azienda, da come si e svolta la causa fin’ora il mio legale e ottimista nel senso che dai fatti la ragione sta dalla mia parte,dai conteggi fatti fare da un esperto consulente del lavoro e venuto fuori che quei signori mi devono a me 80.000,00 euro e che quel contratto non era a progetto ma bensi’ risultavo come dipendente addirittura mi obbligavano a timbrare un badge(cartellino) cosa che non potevano fare e poi tante altre scorrettezze,addirittura manca tutto il 2005 all’inps ecc……ma avendo dalla mia parte la ragione, ed essendo messa in liquidazione l’azienda riusciro’ a prendere i miei soldi che mi spettano? e cosa posso fare se questi signori si inventano nn so che altro?
    le sarei grata se mi da un consiglio e spero di essere stata chiara :-) )
    distinti saluti

  443. Gabriele scrive:

    Buongiorno,

    la mia situazione è la seguente .
    Lavoro da Gennaio 2009 ininterrottamente con agenzia per il lavoro che sommonistra la mia persona in una nota azienda che dice Ufficialmente che ha dei prepensionamenti in corso ma a febbraio 2010 ha assunto una persona nel mio ufficio ed altre persone nelle diverse societa’ del gruppo di cui fa parte, desideravo sapere se posso pretendere qualcosa in piu’ dall’azienda in cui lavoro di un semplice rinnovo a 6/9 mesi con agenzia per il lavoro.
    Grazie
    cordialmente
    Gabriele

  444. raoul scrive:

    Buongiorno Dott. Tavella

    le sarei lieto se potesse rispondermi a questi quesiti:

    1°) io sono assunto come dipendente in una cooperativa dal maggio 2007 e alla data del 31 dicembre 2010 il mio datore di lavoro ha notato che ho ferie arretrate maturate in questi anni per 37,5 giorno e ore di permesso retribuito (ROL) per 249 ore; mi ha imposto di stare a casa dal 21/2/2011 al 04/04/2011 come ferie e dal 05/04/2011 al 14/05/2011 come permessi, ma è giusto che me le facciano fare tutte quando vogliono loro o, anche su ferie arretrate posso decidere quando fare una parte di esse? Non è possibile inoltre chiedere il pagamentodi questi arretrati, devo per forza farli? le faccio presente che io dovrei fare 180 ore al mese, invece quasi tutti i mesi faccio dalle 200 alle 230/240 ore quindi questo dimostra che sarebbe stato impossibile chiederle in quanto mi avrebbero risposto che per esigenze di servizio non me le potevano dare. Purtroppo però non ho mai fatto una richiesta scritta ma solo verbale di richiesta ferie.

    2°)quesito: sono assunto come operaio con mansione di custode con il CCNL delle imprese pulizie,servizi integrati e multiservizi, ed eseguo mansioni di custode, guardiania non armata, reception, gestione impianti antincendio ed antintrusione, solo che da quando sono assunto sono sempre al 1° livello come operaio, a me è sembrato di capire, leggendo il mio contratto, che per le mansioni che ho dovrei essere minimo al 2° livello, anzi nel contratto si dice che fanno parte del 2° livello tutti quelli del 1° livello dopo il 9° mese dall’assunzione, quindi aprescidenbere dalle mansioni sarei dovuto passare al II livello dal 10° mese in poi. E’ corretto?? Posso chiedere che mi vengano pagate tutte le differenze mensili arretrate di tutti questi anni risultanti dal 1° al 2° livello? grazie per la gentile risposta, la saluto cordialmente
    Raoul

  445. giovanni scrive:

    Dott. Tavella ci ha abbandonati? La prego torni a dare i suoi preziosi consigli! Con Stima
    Giovanni post n.438.

  446. Manlio scrive:

    Caro Dott.Tavella cosa ne pensa del post 418?sono io..la ringrazio e buon lavoro

  447. Antonio scrive:

    Salve!
    Sono un neo assunto da una azienda.
    Controllando dal c/storico del centro x l’impiego della città dove risiedo risulta a me assegnata la mansione di elettricista presso codesta Azienda.
    Controllando nella busta paga alla voce (MANSIONE-LIVELLO) trovo la dicitura
    aiuto elettricista -1.
    Mi potete spiegare cosa può eseguire un aiuto elettricista su macchine industriali come riparazione?
    Questo perchè quando bisogna parlare con qualche tecnico delle case madri di queste macchine industriali io vengo qualificato come responsabile del settore manutenzione dalla mia amministrazione. Ed in + io eseguo effettivamente le riparazioni su queste macchine.
    Un altro quesito che vi pongo è che sono stato assunto dalla metà del mese di gennaio e ad oggi io non ho ancora firmato nessun contratto di lavoro.
    E’ la prassi?
    Vi ringrazio anticipatamente!!!!!!

  448. lucio scrive:

    salve,ho lavorato presso una cooperativa per 1 anno con contratto di facchino ma il lavoro da me svolto era tutto che facchino ero un magazziniere addetto al prelievo deposito e imballaggio merce di autoveicoli,visto che per un anno ho percepito lo stipendio di facchino e non di magazziniere volevo sapere se potevo essere risarcito.grazie aspetto una vostra risposta

  449. jos scrive:

    ho bisogno di una risposta urgente sui carichi pendenti e certificato condanne penali.
    Per svolgere dei colloqui nel settore commercio si può richiedere al colloquio ai candidati un’autocertificazione delle condanne penali e dei carichi pendenti?
    Le aziende per le quali svolgo questi colloqui me li chiedono e da un certo punto di vista secondo me a ragione. Se devo assumere un cassiere, un capo cassiere o un direttore(tutte persone che maneggiano rilevanti quantità di denaro e conoscono il flusso anche orario dei vari versamenti e quantità di denaro che incamera un’azienda)posso chiedere4 loro un’autocertificazione in sede di colloquio?

  450. irma scrive:

    salve, vorrei cortesemente un consiglio , le espongo il mio problema,
    sono in maternità il mio bimbo a circa tre mesi e in questo mese mi è stato accreditato la metà della busta paga e dato che i tempi sono piuttosto difficili mi trovo in grosse difficoltà, parlando con il mio titolare mi diceva che non avevano soldi x accreditarmi l’intero stipendio ec he avrebbero provveduto dopo 3 giorni ( premesso sono soldi chel’inps paga ogni 16 del mese) ma ciò non è avvenuto richiamando il mio titolare e dicedogli che la banca mi chiamava in continuazione dato che ho delle scadenze, mi rispon. che la banca chiama anche lui con un certo menefreghismo( ah, dimenticavo faccio un’altra premessa tutto ciò dopo che x tutto il mese di febbr. è stato in vacanza in thailandia )dato che sono soldi che mi spettano vorrei saper come agire ? grazie e scusi se mi sono dilongata troppo. distinti saluti

  451. jos scrive:

    ho bisogno di una risposta urgente sui carichi pendenti e certificato condanne penali.
    Per svolgere dei colloqui nel settore commercio si può richiedere al colloquio ai candidati un’autocertificazione delle condanne penali e dei carichi pendenti?
    Le aziende per le quali svolgo questi colloqui me li chiedono e da un certo punto di vista secondo me a ragione. Se devo assumere un cassiere, un capo cassiere o un direttore(tutte persone che maneggiano rilevanti quantità di denaro e conoscono il flusso anche orario dei vari versamenti e quantità di denaro che incamera un’azienda)posso chiedere4 loro un’autocertificazione in sede di colloquio?

  452. Vittorio scrive:

    E’possibile nel 1997 lavoravo presso le poste italiane dopo un trasferimento presso il comune ho perso la quattordicesima.
    Vi Ringrazio anticipatamente

  453. giovanni scrive:

    ma ke cosa è successo al dottor tavella?

  454. manlio scrive:

    L’hanno fatto fuori…

  455. Martina scrive:

    salve,
    avrei bisogno di un aiuto/consiglio.
    Lavoro come impiegata in un azienda di elettrodomestici. E vista la situazione aziendale ho pensato bene di guardarmi attorno e cercare un nuovo lavoro.
    Al mio attuale titolare è stato riferito (senza alcuna prova) che io ho avuto contatti con un’azienda concorrente (sono una semplice impiegata addetta al reparto grafico).
    A questo punto mi viene chiesto di firmare una lettera tipo “patto di non concorrenza” affinchè loro possano tutelarsi.
    Io posso NON firmare questa lettera?
    Anche perchè tra meno di un mese in azienda si conclude il contratto di solidarietà, e molte persone verranno licenziate (io tra queste).
    Cosa posso fare? Grazie davvero.

  456. monica scrive:

    Sono una ex dipendente Alitalia in Cassa integrazione straordinaria. Mi è stato proposto un lavoro per un periodo di 6 mesi a Londra.
    Cosa succede se rifiuto? potrebbe essere una causa di perdita del diritto all’integrazione salariale. Grazie

  457. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Monica.
    Può dare maggiori ragguagli sul suo status?

  458. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Giovanni.
    Per la stipula del contratto di lavoro a tempo determinato è richiesta la forma scritta sia per l’indicazione del termine che per quella delle ragioni che ne legittimano l’apposizione: in caso contrario, in mancanza di un atto scritto, l’apposizione del termine è priva di effetti ed il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato fin dalla data di assunzione. Se ha iniziato a lavorare prima della sottoscrizione, il contratto a termine potrebbe essere nullo.
    Per quanto riguarda l’impugnativa, come sa, alcuni termini del collegato lavoro sono stati messi in discussione.
    Cmq, a mio avviso può procedere.

  459. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Giuseppe.
    Confermo.

  460. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Manlio.
    Chiedo scusa a tutti per il momentaneo black out, dovuto ad impegni di lavoro pressanti….. Ciò che denunci, fa parte di un mondo del lavoro gestito unilateralmente, ma che porta come conseguenze, disaffezione e rabbia.
    Il potere dei sindacati, soprattutto nelle aziende in cui vige la tutela reale è immenso, ma a volte gestito malissimo.
    Spesso si ragiona sui grandi temi e si trascura quel rapporto fiduciario con il singolo iscritto che viene lasciato da solo a combatere contro evidenti ingiustizie.
    Concordo pienamente, ma non esistono solo i sindacati.

  461. giovanni scrive:

    grazie per la risposta dott. tavella, in riferimento al mio post 438, il problema è ke i termini sul contratto ci sono e ben specificati sia di inizio ke di fine contratto; l’unica stranezza è ke io ho cominciato a lavorare il giorno 22 maggio 2008 come riporta il contratto, ma la sottoscrizione è avvenuta il 26 maggio 2008 e questa data è anke riportata sul contratto… cioè il contratto riporta come data di stipulazione 26 maggio 2008 e come data di inizio lavoro 22 maggio 2008… perciò per questo motivo il contratto si può ritenere a tempo indeterminato?

  462. milene scrive:

    salve…
    avrei bisogno della sua consulenza.
    Lavoro da 9mesi come addetta alle vendite con contratto a tempo indeterminato di associata in partecipazione. Ieri hanno deciso di licenziarmi per esigenza di riduzione del personale, chiedendomi di firmare dimissioni che non voglio firmare. Senza precisa motivazione.
    Premesso che hanno assunto 2 nuove dipendenti 3 settimane fa…
    Indipendentemente dal fatto che non ho mai fatto ferie promesse.. e che mi occupo di tutte le mansioni…Pensa ci siano le basi per interessarmi ad una vertenza sindacale essenso che la motivazione del licenziamento non c’é?
    La ringrazio anticipatamente…

  463. giuseppina scrive:

    gent. dott. Tavella potrebbe dare risposta urgente al post 451.
    Grazie
    Giuseppina
    ho bisogno di una risposta urgente sui carichi pendenti e certificato condanne penali.
    Per svolgere dei colloqui nel settore commercio si può richiedere al colloquio ai candidati un’autocertificazione delle condanne penali e dei carichi pendenti?
    Le aziende per le quali svolgo questi colloqui me li chiedono e da un certo punto di vista secondo me a ragione. Se devo assumere un cassiere, un capo cassiere o un direttore(tutte persone che maneggiano rilevanti quantità di denaro e conoscono il flusso anche orario dei vari versamenti e quantità di denaro che incamera un’azienda)posso chiedere4 loro un’autocertificazione in sede di colloquio?

  464. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Giuseppina.
    A mio avviso, dipnde dal tipo di azienda e di mansione cui il lavoratore verrà adibito.
    In fase preassuntiva, il datore, nella sua autonomia, può chiedere i certificati citati per ragioni di opportunità.
    A mio parere, ogni altra valutazione potrebbe essere considerato come atto discriminatorio.

  465. diana scrive:

    La prego dott.re Tavella, se le fosse possibile rispondere al post 441 la ringrazio.

  466. Massimiliano Tavella scrive:

    Diana.
    Con la sentenza di reintegra, sei tutelata al massimo.
    L’ordine di reintegrazione ex art. 18, L. n. 300/1970, ripristina con efficacia retroattiva la continuità del rapporto di lavoro che, perciò, si considera come mai interrotto.

    Pertanto, la reintegrazione comporta:

    - la concreta ed effettiva assegnazione del dipendente alle mansioni svolte in precedenza, oppure l’assegnazione a mansioni equivalenti, nel caso in cui ricorrano ragioni tecniche, organizzative e produttive sopravvenute al licenziamento;

    - la riammissione nel posto di lavoro, nel luogo in cui si sia verificata la interruzione del rapporto, salva la possibilità di un trasferimento del lavoratore reintegrato in presenza delle condizioni di legge (art. 2103 cod. civ.) e di contratto cui è subordinata la legittimità del trasferimento;

    - che il periodo intercorrente fra la scadenza e l’effettivo adempimento dell’ordine di reintegrazione deve essere considerato utile ai fini dell’anzianità di servizio.

    L’ordine di reintegrazione nel posto di lavoro non è suscettibile di esecuzione in forma specifica.

    Ciò, però, non toglie che per tutto il tempo in cui tale ordine è restato inattuato il lavoratore conserva comunque il diritto non solo al minimo retributivo di cui godeva, ma – secondo la giurisprudenza – a tutti gli emolumenti che la legge e il contratto prevedono in connessione con l’effettivo svolgimento dell’attività lavorativa.
    Quindi attivati, scrivendo almeno una lettera al datore nella quale specifichi di essere pronta fin da subito a riprendere il tuo posto di lavoro a seguito di sentenza di reintegra.

  467. lucio scrive:

    nn avete risposto alla domanda numero 448 di lucio spero in una vostra risposta grazie

  468. Luca scrive:

    Mi scusi dott. Tavella le riprendo un mio post dove non ho avuto risp….è possibile essere assunti e lavorare come apprendista ausiliario vendite presso un centro distribuzione alimentare (magazzino freschi)?…spero tanto questa volta in una sua risp..porgo cordiali saluti

  469. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Lucio.
    Dovresti richiedere il riconoscimento della mansione superiore e la relative differenze retributive.

  470. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Luca.
    E’ una forzatura ma non credo sia del tutto incompatibile con il contratto di apprendistato. Il concetto di ” vendita” è ampio e non sempre si riferisce alla vendita al dettaglio. Piuttosto sarebbe interessante comparare le masioni effettivamente svolte con il piano formativo sottoscritto.

  471. giovanni scrive:

    dott. tavella scusi se la disturbo ancora ma non mi è chiara la sua risposta e perciò le avevo scritto qualcosa al post 261, per favore potrebbe dare un’occhiata a a quel post? grazie e scusi ancora.

  472. roberto scrive:

    Buonasera,sono l’autore della domanda 368 con precisazione alla 440,mi sapete rispondere,grazie?

  473. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Roberto.
    Impugna il trasferimento. E’ difficile per me risponderti senza conoscere in maniera approfondita la situazione del rapporto.
    In generale, comunque, il datore deve tenere conto della tua condizione di salute.

  474. salvina scrive:

    Buongiorno Sig. Tavella,
    spero che mi possa dare una risposta alle mie domande che le avevo chiesto tempo fa,sono al posto 442.
    La ringrazio gia da adesso saluti salvina.

  475. raoul scrive:

    Buongiorno Dott. tavella, sono l’autore della domanda no. 444, potrebbe gentilmente darmi un suo parere? Grazie mille e buona giornata!!

  476. Mario scrive:

    Buon giorno Sig. Tavella
    sono un dipendente della grande distribuzione con una qualifica come wek end, desidero sapere nel mio caso se mi spettano i tre giorni di lutto in quanto è morto mio padre l’8-03-2011 (martedì). Premetto che non so quale sia la contrattazione della mia assunzione verticale o orizzontale.L’azienda mi ha detto che non mi spettano in quanto per me il martedì non è un giorno lavorativo. Desidero avere delle delucidazioni sull’argomento la ringrazio.

  477. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Roul.
    L’art. 10, comma 1, del D.Lgs. n. 66/2003 stabilisce che, fermo restando quanto previsto dall’art. 2109 cod. civ., il prestatore di lavoro ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a 4 settimane. Tale periodo va goduto per almeno due settimane, consecutive in caso di richiesta del lavoratore, nel corso dell’anno di maturazione e, per le restanti due settimane, entro i 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione.
    In base alla disciplina introdotta dal D.Lgs. n. 66/2003 si possono, così, distinguere tre periodi di ferie:

    - un primo periodo, di almeno due settimane, da fruirsi in modo ininterrotto nel corso dell’anno di maturazione, su richiesta del lavoratore che dovrà essere formulata tempestivamente, in modo che l’imprenditore possa operare il corretto contemperamento tra le esigenze dell’impresa e gli interessi del prestatore di lavoro;

    - un secondo periodo, di due settimane, da fruirsi anche in modo frazionato ma entro 18 mesi dal termine dell’anno di maturazione, salvi i più ampi periodi di differimento stabiliti dalla contrattazione collettiva. Se la contrattazione stabilisce termini meno ampi per la fruizione di tale periodo, il superamento di questi ultimi, quando sia comunque rispettoso del termine dei 18 mesi, determinerà una violazione esclusivamente contrattuale;

    - un terzo periodo, superiore al minimo di 4 settimane stabilito dal decreto, potrà essere fruito anche in modo frazionato ma entro il termine stabilito dall’autonomia privata dal momento della maturazione. Questo ultimo periodo può essere monetizzato.

    Nel tuo caso, bisogna capire a quale periodo si riferisc il monte ferie.
    Mentre le due settimane non sono monettizzabili (salvo che non vi sia interruzione del rapportoo di lavoro), i permessi possono essere monetizzati, ma è una decisione che spetta al datore di lavoro.
    Per quanto riguarda la seconda domanda è possibile una richiesta di livello superiore con relativi arretrati.

  478. Luca scrive:

    Se non erro il piano formativo è addetto food..io cmq svolgo mansioni da magazziniere..quello che non riesco a capire è perchè mi hanno messo la mansione di “addetto alle operazioni ausiliarie alla vendita nelle aziende a integrale libero servizio (grandi magazzini, magazzini a prezzo unico, superrnercati ed esercizi similari); addetto all’insieme delle operazioni ausiliarie alla vendita intendendosi per tale l’esercizio promiscuo delle funzioni di incasso e relativa registrazione, di preparazione delle confezioni, di prezzatura, di marcatura, di segnalazione dello scoperto dei banchi, di rifornimento degli stessi, di movimentazione fisica delle merci, per i primi 18 mesi di servizio”; e non semplicemente quella da magazziniere, preparatore etc. è una domanda che mi assilla alla quale non riesco a trovare risp..per caso la legge impone un tot di assunzioni con determinate mansioni?..spero ancora in una sua risp Dott. Tavella

  479. giovanni scrive:

    dott. tavella scusi se la disturbo ancora ma non mi è chiara la sua risposta e perciò le avevo scritto qualcosa al post 261, per favore potrebbe dare un’occhiata a a quel post? grazie e scusi ancora.

  480. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Luca.
    Il vero problema come ti accennavo nel precedente post è dell’azienda e non certamente il tuo.
    Infatti un contratto di apprendistato deve essere finalizzato al raggiungimento di quella specifica qualifica.
    Per quanto riguarda la seconda domanda, non credo che l’azienda sia tenuta ad assumere un minimo di lavoratori con tale qualifica.
    Il tuo contratto, dunque, potrebbe essere a rischio di conversione in rapporto a tempo indeterminato.

  481. Luca scrive:

    Non è che per caso mi è stata attribuita quella mansione per potermi poi spostarmi al termine dell’apprendistato presso un cash e/o supermercato?…in che modo posso quindi verificare se ci sono gli estremi per un conversione a tempo indeterminato?..volevo anche precisare che questo è il secondo contratto di apprendistato (avevo un’altra mansione) e quindi dovrebbe essere l’ultimo dato che se non erro il max è 6 anni totale..giusto?..spero ancora in una sua risp..le porgo i miei saluti

  482. Massimiliano Tavella scrive:

    261.
    Se l’impegno di assunzione è scritto e si prevedono nello stesso data di assunzione, qualifica, sede di lavoro etc, è valido.

  483. gianni scrive:

    grazie per la risposta dott. tavella, in riferimento al mio post 438, il problema è ke i termini sul contratto ci sono e ben specificati sia di inizio ke di fine contratto; l’unica stranezza è ke io ho cominciato a lavorare il giorno 22 maggio 2008 come riporta il contratto, ma la sottoscrizione è avvenuta il 26 maggio 2008 e questa data è anke riportata sul contratto… cioè il contratto riporta come data di stipulazione 26 maggio 2008 e come data di inizio lavoro 22 maggio 2008… perciò per questo motivo il contratto si può ritenere a tempo indeterminato?

  484. Antonio scrive:

    Buongiorno Sig. Tavella,
    spero che mi possa dare una risposta alla mia domanda che le avevo chiesto tempo fa,sono al posto 447.
    La ringrazio anticipatamente saluti Antonio.

  485. Renzo scrive:

    Per Martina,

    Da quanto scrivi non credo affatto che la proposta di farti firmare un “patto di non concorrenza” discenda dal fatto che il titolare dell’azienda sia venuto a conoscenza che tu voglia cambiare lavoro.

    Ciò perché il tuo contratto scadrà in ogni caso prima ancora, che l’azienda, per quanto male possa andare, arrivi a chiudere i battenti.

    Mi sembra invece una furbata da porre in atto per evitare che tu vada a lavorare per la concorrenza.

    In tal caso la rischiesta del tuo datore di lavoro é illeggittima poichè equivale ad una rinegoziazione del tuo contratto di lavoro ponendo un limite vessatorio alle tue possibilità lavorative. Oltretutto il patto di non concorrenza deve essere retribuito a parte sin dall’inizio del rapporto lavorativo e quindi, ti hanno proposto anche un’integrazione economica?

    Saluti, Renzo

  486. Massimiliano Tavella scrive:

    X Antonio.
    Il tuo è il tipico caso di sottoinquadramento.
    E’ chiaro che se svolgi effettivamente le mansioni che elenchi, ti spetta quantomeno la qualifica di elettricista.

  487. gianni scrive:

    in riferimento al mio post 438, il problema è ke i termini sul contratto ci sono e ben specificati sia di inizio ke di fine contratto; l’unica stranezza è ke io ho cominciato a lavorare il giorno 22 maggio 2008 come riporta il contratto, ma la sottoscrizione è avvenuta il 26 maggio 2008 e questa data è anke riportata sul contratto… cioè il contratto riporta come data di stipulazione 26 maggio 2008 e come data di inizio lavoro 22 maggio 2008… perciò per questo motivo il contratto si può ritenere a tempo indeterminato?

  488. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Gianni.
    In teoria SI.

  489. Cristina scrive:

    Egregio Dott. Tavella,

    La coop. di facchinaggio presso la quale lavoro full-time a tempo indeterminato non prevede i livelli e i permessi retribuiti nel proprio regolamento interno, in quanto, secondo il consulente del lavoro della cooperativa stessa, questo tipo di azienda non è obbligata per legge ad averli, ed ha la facoltà di decidere se inserirli o meno. Preciso che da regolamento interno abbiamo diritto a tredicesima, quattordicesima, ferie/festività, i cui importi vengono però stornati dalla paga base e accantonati ogni mese (non si accantonano in caso di malattia, maternità, infortunio), per essere poi liquidati al momento opportuno (ferie: per le assenze e le ferie vere e proprie; festività: si può sceglierle se inserirle nelle presenze oppure accantonarle; quattordicesima: pagata nella busta paga di giugno; tredicesima: pagata nella busta paga di novembre). Infine, ci è sempre stato detto che non esiste un contratto di lavoro vero e proprio, ma che facciamo riferimento alla seguente normativa:
    -DPR 602/70
    -CCNL trasporti 4/5 livello
    -tariffe della commissione di facchinaggio.
    Aggiungo che siamo tutti inquadrati come operai soci lavoratori, nonostante io svolga un lavoro impiegatizio.

    E’ corretto tutto ciò?

    La ringrazio anticipatamente

    Cristina

  490. gianni scrive:

    grazie dott. tavella, per fortuna c’è lei che ci consiglia per il meglio e non quei sindacati….

  491. francesca scrive:

    Buongiorno,
    vorrei porre un quesito: io lavoro presso una srl che ci ha comunicato che entro fine anno probabilmente chiude in questo caso io risulterei licenziata?quindi nel caso mi si presentasse un’altra opportunità di lavoro mi converrebbe licenziarmi prima?

    grazie saluti

  492. Luca scrive:

    Dott Tavella spera che mi risponga al quesito num. 481..spero ancora in una sua risp..le porgo cordiali saluti

  493. Renzo scrive:

    Per Luca – rif. quesito n°481.

    In mancanza del Dr. Tavella ti posso rispondere che con buone probabilità puoi contestare all’azienda un’assunzione a tempo indeterminato, in quanto sembrerebbe che vi siano tutti gli elementi per definire un comportamento elusorio dell’azienda a non volerti sottoscrivere il suddetto contratto.

    Come vedi qui si parla di “probabilità” e non di certezze, perché per avere maggiori conferme dovresti portare tutta la tua documentazione presso un avvocato giuslavorista che analizzando a fondo i termini del problema ti sappia dire come potresti uscirne da questa situazione.

    Per mia esperienza, di solito, pur avendo diritto ad una conversione contrattuale tutto si risolve con una soluzione risarcitoria, perché un’azienda difficilmente vorrà tenersi al suo un dipendente sempre pronto a fargli causa, quindi, pensaci bene…..

    Bye, Renzo

  494. Renzo scrive:

    Per Francesca, quesito n°491.

    Spero davvero per te che, in un periodo come questo tu riesca a collocarti prima che la tua azienda chiuda i battenti!

    In ogni caso, se ti dovesse capitare un’opportunità lavorativa, prima della cessazione dell’attività, non lasciartela sfuggire!

    Tieni presente però che come in ogni nuovo lavoro, subito dopo aver lasciato la precedente azienda, potresti essere soggetta ad un periodo di prova, che se non superato, nel volgere di qualche mese ti potrebbe portare dritta dritta alla disoccupazione, mentre ancora i tuoi vecchi colleghi, per ironia della sorte stanno ancora lavorando!

    Per minimizzare ogni rischio, perlomeno a livello economico, ti consiglio, che se qualora, ti si dovesse presentare un’opportunità professionale, tu vada a contrattare la tua uscita dall’azienda con un incentivo alle dimissioni, ma senza far trapelare che hai già in tasca una proposta lavorativa.

    Bye, Renzo.

  495. Luca scrive:

    Ma infatti io non intendo far causa a nessuno era solo per cercare di capire. Ti ringrazio per la risp..spero cmq che il Dott Tavella mi risponda poi all resto della domanda.

  496. Luca scrive:

    Dott Tavella avrei da porle un altro quesito??..ma nella distribuzione e servizi come avvengono i passaggi di livello?…mio cugino è stato assunto con un contratto di apprendistato professionalizzante di 36 mesi come magazziniere..al termine di questo periodo il suo è diventato un contratto a tempo indeterminato acquisendo il 5 livello..ora ci chiediamo ma il ccnl non prevede per questa mansione come inquadrmento iniziale il 4 livello?..poi l’apprendistato non prevede anche un livello iniziale..intermedio e finale…quindi avrebbe dovuto fare 6 livello prima metà..5 livello altra metà ed infine 4…invece lui è rimasto sempre al 6 ed ora è al 5..sbagliamo?
    Mi scuso se la sto tartassando di messaggi ma grazie a lei sto capendo molte cose..spero come sempre in una sua risp..porgo cordiali saluti

  497. Martina scrive:

    buongiorno,
    ho dato le dimissioni con preavviso di 2 mesi al mio datore di lavoro che le ha firmate.
    la sera stessa delle dimissioni mi è stato detto che per loro non serve che io faccia i due mesi di preavviso, in quanto non c’è tanto lavoro, e siamo in contratto di solidarietà.
    é vero che loro devono monetizzarmi i due mesi che non lavoro? in quanto io ho dato la disponibilità per il preavviso, ma sono stati loro a non accettarla? grazie.

  498. Chiara scrive:

    Salve,
    complimenti per il bel blog che è davvero utile. Vorrei alcune delucidazioni: ho lavorato per una azienda spa per circa 2 anni con contratto di lavoro a tempo determinato rinnovato tre volte e una volta con proroga. Ho fatto il ricorso per la trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato e il giudice accolto il ricorso con sentenza esecutiva ad essere reintegrata in azienda a tempo indeterminato, a decorrere dalla data del primo contratto, nella stessa sede dove ho sempre lavorato. L’azienda mi chiama per farmi firmare il contratto di lavoro a tempo indeterminato e mi propone una sede completamente diversa lontana 600 km da dove ho sempre lavorato (dove tra l’altro ci sono i posti disponibili). Le chiedo semplicemente se posso impugnare il trasferimnento davanti al giudice e che certecce avrei di vincerlo?
    cordiali saluti
    Chiara

  499. Alessandro scrive:

    Salve,
    complimenti per il bel blog.
    Ho un dubbio da porle, può un’azienda cambiare mansione/ruolo (non categoria)ad un dipendente, anche se il lavoratore non è daccordo?
    Da caporeparto (per diversi anni)ora l’azienda (multinazionale farmaceutica) mi vuole destinare ad un ruolo senza riporti ma sempre nell’ambito produttivo, precisamente come adetto al miglioramento di processi. Ho qualche possibilità o devo adeguarmi?
    Grazie

  500. lisa scrive:

    Buongiorno Dott. Tavella,
    ecco la mia domanda.
    Sono assuta presso una azienda ccnl metalmeccanici con contratto a t. indeterminato dal gennaio 2009 a oggi, con qualifica 3 livello add. segreteria(precedentemente cococpro dal settembre al dicembre 2008). Il mio fisso attualmente è 1500, ai quali arrivo con finti rimborsi spese, ovviamente faccio tutto meno che addetta alla segreteria . Visti i rapporti che stano lentamente deteriorandosi a causa di uno spostamento della sede da una provincia all’ altra(cosa mai comunicata per iscritto), dopo promesse di pagamento di spese e orari piu consoni vista la distanza,promesse non mantenute, vorrei capire alcune cose.
    Posso richiedere pagamento degli straordinari da quando son assunta, comprovati da cartellini?
    Posso richiedere danni morali , perchè i titolari non vogliono che io faccia la pendolare( cosa espressa in una mail)?
    POsso richiedere pagamento per mansioni diverse dal mio contratto?
    RIngraziandola anticipatamente
    Saluti

  501. Massimiliano Tavella scrive:

    CARISSIMI AMICI, IL BLOG E’ GIUNTO A 500 COMMENTI.
    UN TRAGUARDO INCREDIBILE CHE FA CAPIRE QUANTI DUBBI SI INSINUANO NEL RAPPORTO DI LAVORO.
    CREDO SIA IMPORTANTE DIFFONDERE IL PIU’ POSSIBILE IL NOSTRO GRUPPO (SU FACEBOOK, TWITTER E SUI SINGOLI SITI PERSONALI O AZIENDALI). QUESTO CI DARA’ LA POSSIBILITA’ DI DIVENTARE SEMPRE DI PIU’ E DI FORNIRE UN SERVIZIO ANCORA PIU’ DETTAGLIATO.
    SAREBBE BELLO COSTRUIRE INTORNO AL BLOG UNA SQUADRA DI ESPERTI CHE POSSANO AFFIANCARMI NEL PROGETTO.
    VORREI CONOSCERE LA VS OPINIONE E CAPIRE SE POSSONO ESSERCI LE BASI PER QUESTA NUOVA AVVENTURA.
    ATTENDO VOSTRI CONSIGLI!!

  502. Barbara scrive:

    Buongiorno dott.Tavella, il suo blog è davvero molto interessante e sicuramente farò in modo di diffonderlo ai miei contatti/amicizie!

    Le pongo il mio quesito:
    Sono ingegnere edile e ho lavorato quasi 3 anni in uno studio di ingegneria (libero professionista individuale). Inizialmente fatturavo con l’azienda di famiglia, poi, quando ho preso l’abilitazione, ho aperto la partita iva come ingegnere, spinta dal mio “capo” che mi parlava di un possibile studio associato… Il problema è che per 3 anni ho sempre fatto il lavoro da dipendente: orari fissi (9-18), stipendio fisso, riunioni serali in cui veniva richiesta la mia presenza… ovviamente non pagata!
    A febbraio sono rimasta incinta, il mio “capo” mi ha sempre detto che non c’era alcun problema… ho lavorato fino al nono mese. Quando il primo di marzo sono rientrata, dopo pochi mesi di maternità, mi è stato detto che non era più richiesta la mia presenza in ufficio a causa del poco lavoro (praticamente lasciata a casa dopo la maternità!).
    I primi di febbraio mi ero recata in ufficio proprio per capire la situazione e mi era stato detto “non ci sono problemi, puoi rientrare quando vuoi”.

    Secondo lei ci sono i termini per una vertenza? Ha già avuto casi simili?
    Grazie mille!
    p.s. fatture, cartella clinica ed ex colleghi sono testimoni di quanto descritto!

  503. salvina scrive:

    buongiorno,
    le sarei grata se mi da una sua opinione,sono al posto 442 e…. domani ho l’ultima causa definitiva per questo volevo un suo parere in quanto ho descritto.
    grazie mille

  504. Cristina scrive:

    Egregio Dott. Tavella,

    Spero possa rispondermi al quesito num. 489.

    La ringrazio.

    Cristina

  505. Fausto scrive:

    Buonasera Dott. Tavella, le pongo il mio quesito:
    ho un contratto a tempo determinato con scadenza il 30 giugno p.v. in fase di assunzione mi sono fatto fare dalla ditta una scrittura privata con l’impegno della trasformazione del contratto a tempi indeterminato.
    In caso questa fosse disattesa sa dirmi se ha valore legale?
    La ringrazio fin d’ora per la risposta

  506. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Cristina.
    L’art. 3, comma 1 della legge 3 aprile 2001, n. 142 ha introdotto per i soci di cooperativa la garanzia di un «trattamento retributivo complessivo proporzionato alla quantita` e qualita` del lavoro prestato e, comunque, non inferiore, per i soci subordinati, ai minimi previsti, per prestazioni analoghe, dalla contrattazione nazionale del settore o della categoria affine» e, per soci autonomi, «in assenza di contratti o accordi collettivi specifici», ai «compensi medi in uso per prestazioni analoghe rese in forma di lavoro autonomo».Tieni inoltre presente che il regolamento non puo` contenere disposizioni
    derogatorie in pejus rispetto ai trattamenti retributivi e alle condizioni di lavoro previsti
    dai contratti collettivi nazionali. A mio avviso ed in base alle scarse informazioni la tua cooperativa non opera correttamente.

  507. Chiara scrive:

    SEgregio Dott. Tavella,

    Spero possa rispondermi al quesito num. 498.

    La ringrazio.

    Cristina

  508. lisa scrive:

    Egregio Dott. Tavella,

    Spero possa rispondermi al quesito num. 500.

    La ringrazio.

    Lisa

  509. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Lisa.
    Alla prima domanda rispondo SI nei limiti della prescrizione.
    Sulla seconda, non consiglio di avventurarsi su certi sentieri se non si hanno prove inconfutabili dei danni subiti o subendi.
    Sulla terza vale quanto ho detto per la prima.

  510. Massimiliano Tavella scrive:

    L’ordine di reintegrazione ex art. 18, L. n. 300/1970, ripristina con efficacia retroattiva la continuità del rapporto di lavoro che, perciò, si considera come mai interrotto.

    Pertanto, la reintegrazione comporta:

    - la concreta ed effettiva assegnazione del dipendente alle mansioni svolte in precedenza, oppure l’assegnazione a mansioni equivalenti, nel caso in cui ricorrano ragioni tecniche, organizzative e produttive sopravvenute al licenziamento;

    - la riammissione nel posto di lavoro, nel luogo in cui si sia verificata la interruzione del rapporto, salva la possibilità di un trasferimento del lavoratore reintegrato in presenza delle condizioni di legge (art. 2103 cod. civ.) e di contratto cui è subordinata la legittimità del trasferimento;

    - che il periodo intercorrente fra la scadenza e l’effettivo adempimento dell’ordine di reintegrazione deve essere considerato utile ai fini dell’anzianità di servizio.

    A norma dell’art. 2103, cod. civ., nel testo sostituito dall’art. 13, L. n. 300 del 1970, il potere del datore di lavoro di trasferire il lavoratore da una unità produttiva ad un’altra è limitato alle ipotesi in cui sussistano comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.
    Un consiglio sulle probabilità di successo, comporta una conoscenza approfondita della vicenda.

  511. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Fausto.
    Vorrei davvero leggere tale patto!
    Credo comunque che, se nello stesso esistono riferimenti al contratto in corso, abbia pieno valore legale.

  512. lisa scrive:

    grazie infinite

  513. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Salvina.
    E’ chiaro che nelle cause di lavoro non bisogna “cullarsi” su conteggi che a volte vengono ferocemente ridimensionati dal Giudice (e spero tanto non sia il tuo caso).
    Ad ogni modo se la causa è stata incentrata sul riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato, in caso di vittoria, almeno le ultime mensilità ed il TFR dovrebbero essere al sicuro.
    Attendo l’esito

  514. Luca scrive:

    Egregio Dott Tavella spero che mi risponda alle domande nei post 481 e 496.
    La ringrazio anticipatamente
    Luca

  515. Salvatore scrive:

    Dott. Tavella, volevo porle questo quesito: lavoro in una ditta di gomma-plastica, avendo il datore ricorso alla cassa integrazione a zero ore può chiamare persone dalle agenzie interinali?

  516. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Salvatore.
    In generale NO, soprattutto se gli interinali vengono adibiti alle stesse mansioni dei lavoratori sospesi.

  517. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Luca 481/496.
    Carissimo Luca, per darti una risposta precisa occorre conoscere i dettagli dei rapporti. Non sarebbe serio spingerti verso l’ignoto snocciolando norme e riferimenti giurisprudenziali senza conoscere le “carte”. Certo il tuo rapporto presenta alcuni profili interessanti ma che devono essere necessariamente approfonditi.
    Grazie per la partecipazione attiva.

  518. salvina scrive:

    Grazie per la sua risposta, come spiegavo ieri cioe’ 15 marzo 2011 e stata effettuata la causa, il giudice ha accolto la mia tesi pero mi fara’ fare i conteggi da tutto 2006,2007,2008 e i due mesi del 2009 praticamente perdo il 2005 e i 3 mesi del 2004 perche per lui nn e tutto chiaro quell’anno dice, eppure ho portato prove dei bonifici effettuati sul mio conto che avevo all’epoca, ma quei signori insistono che all’epoca era un’altra azienda eppure i bonifici dicono il contrario cmq va be.
    Adesso il mio legale fara rifare i conteggi da quei anni in poi che le ho elencato, e da come ho capito mi spetteranno tutte le differenze paghe,le ferie che nn mi hanno mai riconosciuto le festività ecc… come anche il tfr,e la prossima causa e stata emmessa per il 12 aprile 2011.
    Come anche credo si discutera del famoso licenziamento che nn mi e mai stata dato per iscritto ma solo a voce mi e stato detto di starmene a casa per motivi economici loro.
    Secondo questo primo esito cosa mi puo dire in merito secondo la sua esperienza??
    La ringrazio di cuore e atendo sua risposta grazie ancora.

  519. Luca scrive:

    Dott. Tavella in che modo?..che dettagli del mio rapporto (a mia disposizione) posso darle.
    Spero in una sua risp.
    Cordiali saluti
    Luca

  520. Renzo scrive:

    Buongiorno Massimiliano,

    Questa volta ho un quesito per te.

    Dal mese di gennaio c.a. sto cercando di avviare un’attività di rappresentanza per conto di un’azienda Inglese che opera nel settore delle riparazioni/fornitura di materiale elettronico (hardware) per l’industria.

    L’azienda mi ha proposto una provvigione del 10% sul fatturato che realizzerò da riconoscermi, sin da subito, tramite l’apertura da parte mia di una partita IVA.

    Da parte mia, invece ho proposto all’azienda di effettuare un periodo di “prova” di 1 anno per vedere come risponde il mercato, durante il quale preferirei non aprire nessuna partita IVA ma, stipulare delle brevi collaborazioni occasionali, oppure contratti a progetto, da aprire-chiudere entro una settimana, ogni 3 mesi giusto per farmi pagare.

    Nel caso poi il mercato rispondesse bene, potrei successivamente decidere di cominciare ad aprire una partita IVA col regime dei minimi.

    In sostanza, al momento voglio evitare di aprire una partita IVA, poiché i pochi, iniziali introiti mi coprono a malapena le spese, ed anzi sarebbe più giusto considerarli come rimborsi spese e non come imponibile da assoggetare a tassazioni.

    Questo mio modo di procedere ti sembra corretto, oppure devo necessariamente aprire una partita IVA?

    In quest’ultimo caso (con la p.IVA) come potrei evitare di rendere imponibile somme di denaro che in realtà rappresentano dei veri e propri rimborsi spese per combustibile auto, telefono, etc.?

    In attesa di un tuo cenno di riscontro, ti saluto cordialmente.

    Renzo

  521. Fausto scrive:

    Egregio Dott. Tavella la ringrazio per la risposta
    cordialmente

  522. Alessandro scrive:

    Egregio Dott. Tavella,

    Spero possa rispondermi al quesito num. 499.

    La ringrazio.
    Alessandro

  523. Cristina scrive:

    Egregio Dott. Tavella,

    Ho letto la Sua risposta in merito al mio post 489.

    Quindi mi conferma che ogni coop. di facchinaggio dal 2001 ha l’obbligo di essere organizzata come se fosse un’azienda, e cioè:

    -avere i livelli
    -avere i permessi retribuiti
    -pagare le festività e le festività soppresse
    -inquadrare gli impiegati come tali e non come generici “operai soci lavoratori”
    -avere gli scatti di anzianità

    La ringrazio nuovamente per la sua disponibilità

    Cordialmente

    Cristina

  524. alessia scrive:

    Buonasera avvocato,

    Avrei proprio bisogno di un suo parere…
    Attualmente ho un contratto indeterminato con il 5′ livello del commercio che però non corrisponde al ruolo da me ricoperto ,lavoro in un call center inizialmente come operatrice (che coincide con il 5′ livello) ma da circa due anni sono responsabile di settore (che mi avrebbe dovuto portare al 4 se non a l 3 livello),inoltre nell’anno 2010 per far fronte ad una “improvvisa”crisi aziendale i vertici ci hanno moralmente ricattati a prendere 4 giorni non retribuiti al mese per 4 mesi ,cosa assolutamente illegale,e dato che trascorsi i 4 mesi ci chiedevano di continuare abbiamo richiesto l’intervento dei sindacati con i quali sono arrivati “i patti di solidarietà”,con questi ultimi la retribuzione mensile è diventata a piacimento dell’azienda il primo mese abbiamo avuto una riduzione del 50 % e nei mesi successivi legermente di meno ma le buste paghe sono sostanzialmente ridotte e ciò mi porta alla decisione di dover lasciare questo lavoro.
    Vorrei sapere se potrei avere la possibilità di dimettermi “per giusta causa”ed avere così accesso all’indennità di disoccupazione e che somma verrebbe richiesta all’azienda in caso di vertenza.

    Ringrazio anticipatamente,

    Alessia-

  525. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Alessia.
    Il lavoratore ha il diritto di recedere senza preavviso dal rapporto di lavoro in caso di giusta causa ovverosia a fronte di un fatto tale da non consentire la prosecuzione del rapporto. In tal caso il lavoratore avrà diritto all’indennità sostitutiva del preavviso.

    Secondo quanto espresso dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 269 del 24 giugno 2002, le dimissioni per giusta causa, comportando uno stato di disoccupazione involontaria, non escludono la corresponsione dell’indennità ordinaria di disoccupazione (v. anche INPS circc. n. 97/2003 e n. 163/2003).

    La giurisprudenza ha precisato in particolare che costituisce giusta causa di dimissioni del dipendente:

    - la mancata corresponsione della retribuzione in quanto grave inadempimento;

    - la mancata regolarizzazione della posizione contributiva del lavoratore;

    - l’omesso versamento dei contributi previdenziali;

    - le molestie sessuali;

    - il mobbing, vale a dire il crollo dell’equilibrio psico-fisico del lavoratore a causa di comportamenti vessatori da parte di superiori gerarchici o di colleghi;

    - il comportamento offensivo o ingiurioso del datore di lavoro o del superiore gerarchico;

    - le variazioni notevoli delle condizioni di lavoro a seguito di cessione dell’azienda;

    - lo spostamento del lavoratore da una sede all’altra senza che sussistono le comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive previste dall’art. 2103 cod. civ.
    Nel caso che ci prospetti, non mi spingerei su una lettera di dimissioni per giusta causa.
    Infatti il notevole peggioramento delle condizioni di lavoro, è stato, a quanto pare, concordato con le Organizzazioni Sindacali, per cui….
    Per quanto riguarda la vertenza, puoi chiedere le differenze retributive dovute all’espletamento di mansioni superiori. La somma dovuta sarà pari alla differenza tra quanto effettivamente percepito per l’inquadramento attuale e quanto spettante per l’inquadramento superiore.

  526. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Alessandro.
    L’art. 2103, cod. civ., prevede che il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte senza alcuna diminuzione della retribuzione.
    Le nuove mansioni alle quali è adibito il prestatore possono essere considerate equivalenti a quelle di provenienza qualora siano collocate nel medesimo livello d’inquadramento previsto dal contratto collettivo e, comunque, abbiano un analogo contenuto professionale.
    Quindi se le mansioni sono diverse, ma equivalenti, e il mutamento non abbia carattere discriminatorio, non credo tu possa rifiutare la nuova mansione.

  527. laura scrive:

    buongiorno!
    gran bella iniziativa!!
    spero di poter dare una risposta ai miei dubbi.
    sono assunta da quasi 3 anni con un contratto di apprendistato, da circa 4 mesi sono in maternità e il mio rientro è fissato per il 21 di giugno.
    il mese scorso il mio datore di lavoro mi ha chiesto se potevo rientrare già per la metà di aprile, se no dovendo assumere una persona in più, al mio rientro mi troverei con un orario ridotto se non dimezzato.
    Può ridurmi l’orario anche se io non sono d’accordo?

  528. alessia scrive:

    Salve avvocato,

    la ringrazio tantissimo per la sua immediata risposta, e proprio dalle sue parole mi sorge un alro dubbio d’interpretazione.
    Uno dei punti da lei elencato che fanno riferimento alle motivazione per le quali si può giungere alle dimissioni per giusta causa vi è la seguente:
    - la mancata regolarizzazione della posizione contributiva del lavoratore;
    immagino che per ogni livello contarttuale si versino somme di contributi differenti,in virtù del fatto che io sono regolarizzata con un livello inferiore a quello che dovrei ricoprire immagino che i contributi versatoi non siano quindi “regolari” .
    Le chiedo,è questa la giusta interpretazione?

    La ringrazio anticipatamente.

  529. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Laura.
    Non riesco a capire quando finisca il periodo di interdizione obbligatoria.
    Ad ogni modo il datore può assumere in sostituzione della lavoratrice assente per maternità un’altra unità lavorativa che cesserà al momento del rientro della “titolare” del rapporto.
    Cmq non può ridurre l’orario di lavoro nè licenziarti fino al compimento del primo anno di vita del bambino.
    Trattandosi poi di apprendistato, la cosa diventa ancora più difficile (per il datore di lavoro).

  530. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Alessia.
    La tua osservazione, per quanto acuta non credo possa reggere.

  531. alex scrive:

    Buongiorno, ho lavorato per un mese da fine dicembre 2010 in un call center di telefonia che ho scoperto poi avere il mandato solo per porta a porta e che quindi ogni volta che “i capi” arrivavano ci facevano metter via tutto e uscire. Non mi hanno mai fatto un contratto ne’ pagato quindi sono andata via richiedendo varie volte da fine gennaio ad oggi i soldi che mi spettavano e ricevendo risposte futili tipo problemi di ritardo del bonifico. Posso fare qualcosa anche se non ho nulla in mano? grazie

  532. Domitilla scrive:

    Buongiorno,
    sono una giornalista pubblicista e lavoro nello stesso posto ininterrottamente dal 2005, prima come stagista e da gennaio del 2006 come COCOCO. I contratti sono stati trimestrali, semestrali e gli ultimi annuali.

    Il 31 marzo scadrà il contratto. Il mio datore di lavoro mi ha proposto un anno con un’assunzione a tempo determinato. A me andrebbe anche bene visto che potrebbe essere il modo per arrivare all’indeterminato tra tre anni, c’è solo un problema: mi hanno chiesto di firmare davanti all’ufficio provinciale del lavoro un verbale in cui dichiaro che non farò mai vertenza per gli anni precedenti. A questo punto ho rifiutato perchè sarebbe come firmare una lettera di dimissioni perchè tra un anno potrebbero decidere di non rinnovare il contratto e non potrei fare nulla.

    Le cose che vorrei capire sono due:
    1 – Posso chiedere l’assunzione a tenmpo determinato o indeterminato con un contratto giornalistico anche se sono pubblicista e non professionista?
    2- posso chiedere l’assunzione a tempo indeterminato e il praticantato d’ufficio?

    Inolotre più in generale vorrei un parere sulla vicenda. Ho fatto bene a rifiutare l’offerta o dovrei accettarla? Ci sono delle cose che posso fare o dire prima del 31 per “spaventarli”?

    Grazie mille

  533. massimo scrive:

    ciao mi chiamo massimo,mi rispecchio un poco di tutti questi problemi,ma cosa si deve fare quando in un patronato ci sono persone come nel mio caso,l’avvocato del patronato se le fatta con il mio ex datore di lavoro e lui mi deve ancora 7 mesi di paga e in più non mi versava le giornate,e quello cioè l’avvocato del patronato,se le fatta con il mio datore di lavoro,io penso che sono entrambi da denunciare.

  534. luana scrive:

    ciao sono luana e vi ringrazio per il servizio che ci offrite…detto ciò vorrei farvi una domanda illustrandovi prima il mio caso…dunque io ho lavorato per circa un anno in un negozio di abbigliamento con un contratto a chiamata,insieme ad altre 2 ragazze che lavoravano full time con appunto un contratto full time,adesso una delle due ragazze è andata via presentando le dimissioni,io aspettavo che facessero a me la proposta di passare da part time,se così si può chiamare quel contratto,ad un full time,regolarizzando così la mia posizione…invece stanno cercando nuovo personale da inserire al posto della ragazza che si è dimessa.Detto ciò io vorrei sapere se posso avvalermi di qualcosa ovvero se c è qualche legge che regolarizzi la mia situazione o meglio la mia posizione,se spetta a me o meno la precedenza di assunzione(?)non so se sono stata molto chiara ^_^ vi ringrazio dell attenzione…spero a presto in una vostra risposta!

  535. Luigi De Valeri scrive:

    Egregio Collega blogger e dottore commercialista, mi permetto di intervenire innanzitutto per condividere gran parte, se non tutti i tuoi suggerimenti, alla prevedibile marea di richieste di consulenza che hai suscitato con il tuo post.
    Da avvocato anche giuslavorista e operatore del diritto del lavoro presso il Tribunale di Roma devo segnalare che purtroppo non di rado le decisioni dei giudici sono di segno opposto a quanto da te preconizzato giustamente, perchè un conto sono le normative cui fai cenno e altro è quanto si riesce a dimostrare in giudizio mediante i testimoni indicati dai clienti che assisto, sia lavoratori che datori di lavoro
    Le novità del recente collegato lavoro richiedono una particolare preparazione per gli avvocati processualisti come è giusto che sia ma soprattutto per i lavoratori la necessità di attivarsi senza indugio per tutelare i loro interessi per le vaire ipotesi contrattuali, in primis i contratti a termine e a progetto o nel caso di licenziamento.
    Buona fortuna … con la giustizia a tutti coloro che hanno scritto e ribadisco il primo concetto da seguire nel diritto del lavoro: contestare e agire rapidamente secondo il principio dell’immediatezza.
    Avv. Luigi De Valeri Roma

  536. maurizio scrive:

    buongiorno,vorrei chiederle se il datore di lavoro può”obbligarmi”a fare 48 ore di lavoro tenendo conto che lavoro su macchine a ciclo continuo in una azienda gomma plastica (settore chimico).Il mio comtratto prevede 39 ore settimanali con turni di 6 ore e tenendo conto che gli straordinari vanno messi in accumulo.In questo specifico caso le ore giornaliere saranno di 8 e quindi credo che mi spetti anche la pausa. Posso rifiutarmi poichè sono macchine dove il fisico viene messo a dura prova? La ringrazio x l’attenzione a presto

  537. rita scrive:

    ciao, mi chiamo rita vorrei chiederle un consiglio lavoravo come cuoca 3 livello presso un commissariato assunta a tempo indeterminato da ditte appaltatrice che cambiavano ogni due anni sempre stata assunta stesse ore e livello, l’ultima ditta a finito l’appalto il 10 febbraio e la nuova ditta non mi ha assunta motivazione che sono una cuoca 3 livello e loro non sono obbligati ad assumermi io gli ho detto che posso abbassarmi di livello dal 3 al 4 per non perdere il posto di lavoro mi hanno risposto che hanno il loro personale e non c’era niente da fare con un contratto a tempo indeterminato sono stata buttata fuori cosi senza preavviso si sono presentati il 9 febbraio per entrare l’undici, cosi sono a casa, mi domandavo possono fare una cosa del genere? dopo 9 anni che lavoravo li? un’altra cosa che mi domandavo posso fare ricorso per essere riassunta dov’ero? posso citarli a danni causati sopratutto danni morali sono entrata in depressione non ci credo ancora.
    Grazie in anticipo Rita

  538. Lory De Donno scrive:

    Buongiorno, complimenti all’ideatore di questo sito. Trovo sia un’idea straordinaria avere un angolo virtuale dove affrontare questi problemi. Oggi più che mai ognuno di noi ha bisogno di confrontarsi con altri per condividere le esperienze e creare informazione vera, quella che spesso manca. Scrivo prima di tutto per entrare nella mail list e ricevere gli aggiornamenti e in secondo luogo per sottoporre una questione che in questi giorni si sta verificando presso la mia azienda, ormai ferma perchè ha delocalizzato all’estero. Siamo 770 lavoratori in cassa integrazione in deroga regionale prorogata al 30 di giugno. In seguito ad alcuni esposti fatti alla guardia di Finanza il Tribunale ha posto nel registro degli indagati il titolare di questa azienda + 4 altre persone e provveduto al sequestro preventivo di beni per presunta truffa all’inps! Ora, per pura ripicca contro i lavoratori, il titolare di questa azienda si rifiuta di accogliere le firme dei lavoratori per l’autocertificazione che ogni mese bisogna inviare all’Inps per dare seguito al pagamento della cassa integrazione, che noi riceviamo direttamente dall’inps. Con un gruppo di lavoratori ci recheremo a firmare in azienda la prossima settimana e se il nostro diritto verrà negato siamo disposti ad effettuare l’ennesima denuncia/querela. Mi chiedevo quali possono essere i capi di accusa, ossia come possiamo formuale la denucia, se qualcuno può essermi d’aiuto ne sarei infinitamente grata, io insieme ai miei 770 colleghi. Grazie.

  539. Massimiliano Tavella scrive:

    X Lory.
    In generale, sono destinatarie dei trattamenti in deroga le aziende non rientranti nella normativa sulla CIGS o, anche, quelle aziende che, pur avendo diritto alla CIGS, ne hanno già fruito superando i limiti di durata. Inoltre, tali trattamenti possono essere concessi con riferimento a tutte le tipologie di lavoro subordinato. L’erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga è, altresì, subordinata alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro o a un percorso di riqualificazione professionale da parte del lavoratore interessato come previsto dalDECRETO LEGGE 29 novembre 2008, n. 185. La domanda di Lory è interessantissima e la risposta va ricercata analizzando la ratio dell’intervento salariale.
    Dunque, la richiesta di intervento, seppure concordata con i sindacati, spetta all’azienda che una volta sottoscritto l’accordo, si impegna ad eseguire tutte le attività amministrative conseguenti.
    Tra queste l’invio telematico e la raccolta delle autocertificazioni indispensabili a percepire l’integrazione.
    A mio avviso, il datore di lavoro potrebbe essere chiamato a risarcire i danni(certi) cagionati con l’opera di omissione compiuta.
    Sarebbe il caso che i lavoratori facessero pervenire all’azienda le autocertificazioni per raccomandata a/r in modo da provare l’assoluto assolvimento dell’obbligo da parte dei lavoratori stessi. Allo stesso tempo si potrebbero interessare sia l’INPS che la Direzione provinciale del lavoro affinche operi le verifiche del caso.
    Mi tenga aggiornato sulla vicenda.

  540. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Alex.
    Invia una raccomandata alla Direzione Provinciale del Lavoro Servizio ispezioni e una all’INPS, esponebdo brevemente la problematica, vedrai che qualche risultato arriverà.

  541. Nico scrive:

    Buongiorno Dr. Massimiliano T. ,
    vorrei chiederle un consiglio riguardo la mia situazione lavorativa :
    Nel 2010 il tribunale di Torino inaspettatamente
    mi ha rigettato il ricorso per mancato livello professionale – mobbing – demansionamento , non mi sono appellato .
    Ora sto pensando di chiedere un colloquio con l’uff. personale per chiedere se possiamo trovare un’accordo comune e riabiliare il nostro rapporto di lavoro .
    Lei crede che sia una buona idea , oppure continueranno a prendermi in giro ?
    Grazie per una risposta , cordiali saluti
    Nico

  542. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Nico.
    Non conosco i termini della vertenza, comunque spesso non è conveniente avventurarsi in ricorsi giudiziari senza tenere poi conto dei risvolgi che un rigetto possa avere sul rapporto di lavoro.
    La definizione bonaria delle controversie è la via maestra sempre e comunque.

  543. massimo scrive:

    ciao mi chiamo massimo,allora io 4 mesi fà,ho fatto una vertenza presso gli uffici di potenza,praticamente questa azienda non mi ha pagato,non mi ha versato le giornate giuste e per di piu questi taglino il bosco anche quando il taglio e chiuso,io ho fatto la vertenza ma mi da da pensare che l’avvocato della c.i.s.l. se la sia fatta con il mio ex datore di lavoro e per di più anche con le guardie forestali del mio paese “Palazzo san gervasio”.come mi devo comportare?lei mi può aiutare ?mi può chiamare al 3806816882 distinti saluti

  544. Emilio scrive:

    Salve,
    il mio problema è questo:
    circa 2 anni fa la mia ragazza ha fatto vertenza alla sua datrice di lavoro in quanto, dopo averle fatto firmare le dimissioni (in maniera poco corretta) non le ha corrisposto l’ultima mensilità e neppure tutto quello che le spettava (aveva un contratto di collaborazione).
    Ora l’avvocato ci dice che probabilmente non ci sarà nulla fare, in quanto la società alla quale abbiamo fatto la vertenza è stata chiusa è di conseguenza non ci sarà possibile recuperare il credito che vantiamo nei suoi confronti.
    Oltretutto la stessa persona ha riaperto una nuova società a suo nome che svolge la medesima attività.
    AIUTO!

  545. Renzo scrive:

    Buongiorno Massimiliano,

    Ripropongo un quesito per te.

    Dal mese di gennaio c.a. sto cercando di avviare un’attività di rappresentanza per conto di un’azienda Inglese che opera nel settore delle riparazioni/fornitura di materiale elettronico (hardware) per l’industria.

    L’azienda mi ha proposto una provvigione del 10% sul fatturato che realizzerò da riconoscermi, sin da subito, tramite l’apertura da parte mia di una partita IVA.

    Da parte mia, invece ho proposto all’azienda di effettuare un periodo di “prova” di 1 anno per vedere come risponde il mercato, durante il quale preferirei non aprire nessuna partita IVA ma, stipulare delle brevi collaborazioni occasionali, oppure contratti a progetto, da aprire-chiudere entro una settimana, ogni 3 mesi giusto per farmi pagare.

    Nel caso poi il mercato rispondesse bene, potrei successivamente decidere di cominciare ad aprire una partita IVA col regime dei minimi.

    In sostanza, al momento voglio evitare di aprire una partita IVA, poiché i pochi, iniziali introiti mi coprono a malapena le spese, ed anzi sarebbe più giusto considerarli come rimborsi spese e non come imponibile da assoggetare a tassazioni.

    Questo mio modo di procedere ti sembra corretto, oppure devo necessariamente aprire una partita IVA?

    In quest’ultimo caso (con la p.IVA) come potrei evitare di rendere imponibile somme di denaro che in realtà rappresentano dei veri e propri rimborsi spese per combustibile auto, telefono, etc.?

    In attesa di un tuo cenno di riscontro, ti saluto cordialmente.

    Renzo

  546. Fabiana scrive:

    Buonasera Dr. Tavella,
    le sarei molto grata se volesse darmi la sua opinione in merito al quesito 435.
    ringraziandola porgo cordiali saluti

    Fabiana

  547. Luca scrive:

    Salve e complimenti per l’iniziativa che ho scoperto solo da poco.
    Vorrei porre un caso.
    Mia moglie stava svolgendo uno stage in amministrazione, regolarmente retribuito, presso una grossa struttura alberghiera, con la possibilità (non facile, ma pur sempre possibile) di essere poi assunta.
    Nel frattempo è stata contattata da un’altra struttura polivalente (scuola, asilo, albergo ecc) per un colloquio, al termine del quale le è stata promessa assunzione part time a tempo indeterminato come responsabile amministrativa.
    Avendo un figlio piccolo è sembrata una soluzione ideale, per cui mia moglie ha lasciato lo stage.
    Ma a questo punto sono sorti una serie di problemi.
    Prima le è stato detto che doveva anche stare un pò alla reception, poi che doveva stare alla reception il sabato fino alle 16, poi che ogni tanto doveva fare il sabato fino alle 23.
    Mia moglie, pur non contenta, ha accettato tutto, ma del contratto nessuna traccia.
    Alla fine, per farla breve, le è stato detto che in realtà serviva solo una receptionista che avrebbe dovuto fare turni quindicinali con orario 9-16 e 16-23! Il che significa che per 15 giorni al mese mia moglie non vedrebbe mio figlio se non un’ora al giorno.
    Quando mia moglie ha avuto da ridire, in quanto il tutto era molto diverso da come promesso e in quanto aveva lasciato una possibilità con lo stage, le è stato detto:”Finisci questo mese e ter lo paghiamo in modo da recuperare qualcosa”.
    Ora la domanda è: è possibile fare rispettare la promessa iniziale in qualche modo?
    Tenga presente che è possibile dimostrare che mia moglie sta lavorando lì (finirebbe tra 15 giorni).
    Grazie anticipatamente

  548. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Luca.
    Che tristezza…
    Risulta chiara l’irregolare gestione del rapporto e l’intento espulsivo dell’azienda.
    Un buon Avvocato, o in via amministrativa, un buon Consulente potrà aiutarti.

  549. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Fabiana.
    Confermo quanto già precisato nella mia risposta.
    Tienimi aggiornato.

  550. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Emilio.
    Nel diritto del lavoro le possibilità vanno cercate con professionalità e competenza.
    Cosa significa chiusa?
    La ditta era una società di capitali (SRL, SPA) o di persone?????? O ancora individuale????

  551. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Massimo.
    Nel diritto del lavoro esistono norme e regole che vanno oltre il gossip.
    Porti le carte ad un consulente bravo, e cerchi di recuperare ciò che le è stato tolto.

  552. Massimiliano Tavella scrive:

    CARISSIMI AMICI DEL BLOG, DA STASERA E’ ATTIVA LA PAGINA FACEBOOK DELLO STUDIO.
    BASTA CERCARE “STUDIO TAVELLA” E AVREMO LA POSSIBILITA’ DI INTERAGIRE ANCORA PIU’ SEMPLICEMENTE SUI TEMI CHE INTERESSANO IL RAPPORTO DI LAVORO.
    VI ASPETTO IN TANTI
    G R A Z I E.

  553. Marco Valente scrive:

    Buongiorno a tutti, dopo 4 anni di lavoro prestato sotto forma di collaboratore coordinato e continuativo ma in realtà a tutti gli effetti subordinato, a seguito del mancato rinnovo e di trattativa amichevole con l’Azienda per rivendicare un’adeguata liquidazione a fronte dei 4 anni di attività lavorativa prestata, sono addiventuto ad un accordo per un importo di € 8.000,00 al lordo dei contributi previdenziali. Vorrei sapere se possibile: 1-se il versamento degli stessi, proveniendo il reddito da attività lavorativa subordinata e non autonoma, sia o meno obbligatoriamente a carico dell’ex datore di lavoro; 2- se eventualmente non sono obbligato a versare gli stessi e quindi posso tenerli; 3- eventualmente con quali modalità versarli autonomamente. Sperando di essere stato sufficientemente chiaro nella mia esposizione, ringrazio anticipatamente per la risposta. Cordiali saluti

  554. federicas scrive:

    salve,

    ho un quesito da porvi: può essere causa di giusto licenziamento di un dipendente (contratto commercio) se la moglie viene assunta per un azienda concorrente con le stesse mansioni?
    ci può essere pericolo di spionaggio aziendale?

    grazie

  555. Nico scrive:

    Egregio Dott. Tavella ,
    Puo’ il mio ufficio del personale destinarmi a nuova mansione o altro ufficio contro la mia volonta’ ? Premetto che due anni fa’ ho gia’ presentato un ricorso per demansionamento e che la mia preoccupazione e’ un nuovo spostamento peggiorativo . grazie Nico

  556. Gabriele scrive:

    Buongiorno Dott. Tavella,
    innanzitutto volevo complimentarmi per la lodevole iniziativa.
    Le espongo il mio quesito: da un po’ di anni lavoro per un’azienda spa privata con maggioranza pubblica (azienda di vendita gas-e.e.) con contrattazione nazionale CCNL Gas-Acqua; il mio inquadramento è da sempre di 4° livello; prima ero addetto informatico, da circa un anno e mezzo sono diventato responsabile dei sistemi informativi e responsabile gestione clienti (fatturazione, riscontro, recupero crediti, sportello).
    Potrebbe dirmi quale livello dovrei essere inquadrato e cosa potrei fare per ottenerlo?
    Grazie

  557. giuseppe scrive:

    salve Dott. Tavella mi chiamo giuseppe parente sono un operaio di un azienda settore commercio e terziario svolgiamo 8 ore giornaliere per 5 gg settimanali.
    mi servirebbero delle info urgenti.
    Ho fatto una richiesta via fax al nuovo commercialista che fa le buste paghe di noi lavoratori( settore commercio e terziario) avente come

    Oggetto:richiesta retribuzione festività non godute; santo patrono e festività sovrapposte

    il santo patrono è il giorno 23 aprile che ricade di sabato e per le festività sovrapposte intendevo 25 aprile liberazione e lunedì dell’angelo. A questa richiesta che interessava tutti noi lavoratori c’è stata un immediata risposta che sotto elenco.

    risposta commercialista:
    in merito alla sua richiesta a mezzo fax inviata 11/04/2011 di retribuzione delle festività del santo patrono ricadente di sabato 23 aprile c.a e quella delle festività sovrapposte,,le rispondo in ottemperanza al c.c.n.l del terziario di seguito c.c..n.l

    il c.c.n.l prevede l’espletamento dell’orario settimanale su 6 giorni,mentre l’effettuazione della settimana corta 5 giorni è frutto di un accordo aziendale organizzativo del lavoro stesso. Pertanto se l’orario settimanale è ripartito su 5 giorni lavorativi la giornata del sabato è considerata una giornata lavorativa a zero ore in quanto la domenica risulta giuridicamente l’unico giorno di riposo settimanale.

    tutti i dipendenti operai e impiegati dell’azienda in questione sono mensilizzati ovvero percepiscono già una retribuzione mensile pari a 26 giornate indipendentemente dalle giornate lavorate,come prevede l’art. 78 del c.c.n.l terziario, e la retribuzione stessa copre i giorni dal lunedì al sabato quindi le festività non godute ricadenti dal lunedì al sabato gia sono retribuite nella mensilizzazione . mentre per le festività godute ricadenti di domenica viene pagata un ulteriore giornata lavorativa pari ad 1/26 della retribuzione mensile.

    in virtù di quanto detto,per il mese di aprile 2011 la composizione ai fini retribuiti avverrà nel seguente modo per un totale di 27 giornate;24 giornate retribuite. (fine risposta commercialista)

    in attesa di risposta con riferimenti di legge cosi posso contestare la risposta del commercialista che non mi convince per niente. grazie ,in anticipo e complimenti per il vostro blog è eccezionale gia l’ho avuto precedenti contatti. eccellente

    giuseppe

  558. rita scrive:

    Buongiorno Dr. Tavella,
    le sarei molto grata se volesse darmi la sua opinione in merito al quesito 537
    ringraziandola porgo cordiali saluti

    rita

  559. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Rita.
    Mi dispiace molto per la tua situazione.
    Comunque, in questi casi avrei necessità di sapere con quale tipo di appalto è subentrata la nuova ditta e il contratto collettivo applicato al rapporto di lavoro.
    Come di certo saprai esistono clausole sociali a garanzia della prosecuzione del rapporto.
    Hai impugnato il licenziamento?

  560. Valentina scrive:

    Salve gentilissimo,ho sentito parlare molto bene di lei e del suo blog.Avrei da sottoporle un paio di quesiti,e mi sforzerò di essere quanto più sintetica possibile.
    Ho lavorato per 5 anni presso un ristorante(mansione:camerira 7 livello),il mio inquadramento lavorativo dal 2007 ad oggi è stato:contratto a tempo pieno e indeterminato(precedentemente era a chiamata)con trattamento economico stabilito dalla contr.nazionale di lavoro e di categoria e precisamentre dal CCNL”PUBBLICIZI ESERCIZI”(giorni lavorativi:Sabato e Domanica).Un mese fà (esattamente 18 Marzo 2011 )ho subito una caduta accidentale(non sul posto di lavoro)che provocandomi un grave trauma al ginocchio mi ha inabilitata alla prestazione lavorativa.A questo punto ho mandato il certificato di malattia(seguendo tutte le fasi”Inps”)con durata di 20 giorni.Il 9 Aprile quando sono andata per la visita in ospedale il dottore mi ha chiaramente detto di evitare almeno per un paio di mesi(possibilmente per il resto della vita..) quel tipo di mansione lavorativa e di fare fisioterapia.Il certificato non lo rinnovato.A questo punto parlando con la mia datrice ho esternato a quest’ultima la mia impossibilità a lavorare e alla mia proposta di farmi dimettere per usufrire dell’indennità di disoccupazione lei mi ha chiaramente detto che prima di tutto non mi spettava più di tanto a livello economico e che questa mia decisione avrebbe arrecato danni all’azienda.Mi sono ben informata ed ineffetti la situazione è alquanto strana.Così il 18 Aprile ho dato le mie dimissioni.Sono venuta a conoscenza del fatto che posso entro 60 giorni mandare il certificato all’Inps per continuare(essendomi dimessa) ad usufruire dell’indennità di malattia.E’ vero?Ho questa possibilità?E se ce l’ho devo rifare un nuovo certificato?La mia ultima domanda è:Non ho diritto al tfr?
    Aspetto sue risposta.
    Cordiali saluti.
    Valentina.

  561. massimiliano tavella scrive:

    X Valentina.
    I giorni lavorativi sono solo 2 a settimana (sabato e domenica?)

  562. massimiliano tavella scrive:

    Per Giuseppe. Non mi risulta chiara la seguente risposta del collega :”le festività non godute ricadenti dal lunedì al sabato gia sono retribuite nella mensilizzazione” . Da un punto di vista letterale significa che se un lavoratore mensilizzato lavora durante la festività cadente in uno dei giorni richiamati, viene pagato con la retribuzione normale… Credo sia stata un refuso, è chiaro che non può essere così.

  563. massimiliano tavella scrive:

    Per Giuseppe 2.
    A norma dell’art. 5, L. n. 260/1949 (precisato con ML circ. n. 142/1954), in occasione delle festività nazionali ai lavoratori retribuiti in misura fissa spetta il seguente trattamento:

    a) se non viene richiesta la prestazione, la normale retribuzione globale di fatto giornaliera che, per tali lavoratori, è compresa nella retribuzione fissa, corrisposta di solito a scadenza mensile. Ciò significa che la retribuzione fissa dei lavoratori non subisce variazioni in dipendenza del ricorrere di una o più festività nel periodo cui si riferisce la retribuzione non potendosi decurtare la retribuzione per la circostanza che non abbiano prestato attività lavorativa in detti giorni;

    b) se viene effettuata la prestazione, oltre a quanto previsto sub a), la retribuzione per le ore di lavoro effettivamente prestate, con la maggiorazione fissata dai contratti collettivi per il lavoro festivo.

    Se la festività nazionale coincide con la domenica a tali lavoratori spetta, oltre a quanto previsto sub a), un ulteriore importo corrispondente ad una quota giornaliera di retribuzione. Tale quota corrisponde, salva diversa previsione contrattuale, ad 1/26 della retribuzione mensile fissa per i lavoratori retribuiti mensilmente e ad 1/6 per quelli retribuiti settimanalmente (A.I. 3 dicembre 1954).

    Per quanto concerne le festività infrasettimanali la legge non prevede alcun particolare trattamento economico normativo in favore dei lavoratori retribuiti in misura fissa, ma chiaramente se non viene richiesta la prestazione.

  564. enzo scrive:

    Lavoro nel settore pulizie sono 2 anni che mi hanno decurtato le ore settimanale da 15 ore settimanale a 3 ore settimanale, ho resistito fino ad ora ma adesso ho deciso di dare le dimissioni impossibile mantenere per il costo trasporto. La mia ente sindacale da qualche settimanale ha fatto partire la vertenze per un incremento ore. La domanda che chiedo la vertenza che è stata lanciata puo’ dopo che ho dato dimissione avere accoglimento nonostante le mie dimissioni per un eventuale risarcimento? grazie

  565. Valentina scrive:

    Si sono solo Sabato e Domenica.

  566. ENZO scrive:

    Il mio contratto NAZIONALE CNLL delle pulizie prevede minime ore contrattuale 14 ore settimanale attualmente ne faccio 10 ore con un capitolato del cantiere ne serveno almeno 30 di ore settimanale , da premettere che i vari appalti che si susseguono impongono di farmi cambiare orario stabilito dal primo contratto firmato. In cui essendo questa problematica e senza accordo con appalti appunto che si susseguono da 4 anni non firmo contratti loro minacciandomi di sospendermi dal servizio. Posso inttrapendere la strada della vertenza? grazie

  567. Tania scrive:

    Carissimo Avvocato, Le scrivo perchè ho dei dubbi circa la mia maternità… Ho lavorato presso una cooperativa per 6 anni, nel luglio 2010 ho una gravidanza che per vari motivi è stata diagnosticata come gravidanza a rischio, quindi mi assento dal lavoro da subito e presento mensilmente un certificato all’ispettorato del lavoro. A fine mese ricevo sempre busta paga e relativo stipendio, fino al 30/11/2010, data in cui vengo licenziata per perdita di appalto lavorativo da parte della cooperativa nella quale lavoravo. Mi viene detto che per me non cambia niente, che devo continuare a presentare i fogli all’ispettorato del lavoro e che sarà direttamente l’inps a pagarmi fino al settimo mese di gravidanza, dopo di che entrerò in maternità per 5 mesi, quindi quando il bambino avrà 3 mesi. Volevo sapere se c’era possibilità di prolungare per altri mesi la mia maternità o comunque prolungare in qualche altro modo continuando ad essere pagata dall’inps. Attualmente dovrei prendere circa l’ottanta % dello stipendio (anche se ancora non ho visto un euro, infatti è da novembre che nn percepisco paga…., spero per problemi burocratici dell’ente previdenziale….)e poi,? dopo i tre mesi? c’è una via di scampo? anche percependo di meno? Grazie della cortese attenzione, sempre gentilissimo. A presto, Tania.

  568. Massimiliano Tavella scrive:

    La pagina di facebook è attiva.

    http://www.facebook.com/pages/STUDIO-TAVELLA-Consulenza-del-Lavoro/122468664494873#!/

  569. sara scrive:

    Buonasera Avvocato,
    Le scrivo perchè vorrei sapere quali sono le mansioni (per legge) di un’apprendista impiegata amministrativa di 4^liv. Contratto commercio e terz..Le spiego: lavoro per un’agenzia immobiliare, attualmente sono in maternità, ma dato il comportamento scorretto del mio datore di lavoro- che non mi paga lo stipendio, se non dopo 2 mesi di ritardo per ogni stipendio- vorrei sapere se può obbligarmi “per legge” al mio rientro a fare determinati compiti che assolvevo prima da sola..Le porto un es.: andare ai rogiti notarili (spesso anche fuori orario di lavoro), piuttosto che fare appuntamenti con i clienti per visitare gli appartamenti.
    Premetto che fino alla mia maternità io praticamente lo sostituivo in ufficio, con i clienti ed in quanto coordintarice dei colleghi, ma da quello che ho capito dalle sue parole, la mia improduttività di questi mesi probabilmente mi potrebbe costare il posto..
    e poi: se sul mio contratto di assunzione c’è scritto che il mio orario è di 40 ore settim, distruibuite per 8 ore giornaliere dal lun al ven 8anche se in pratica lavoravo il sabato)può modificarmi l’orario a suo piacimento?
    mi scuso se mi sono dilungata troppo, ma dopo 3 anni di lavoro “da sgobbona” la delusione è tanta.
    Cordiali saluti,
    Sara

  570. GIUSEPPE ANDREA scrive:

    Gent.mo Dottore Tavella
    Con provvedimento emanato dal Ministero della Giustizia, quale dipendente in servizio c/o il Tribunale di Melfi, con decorrenza 3 gennaio 2011 sono collocato in congedo retribuito di cui all’art. 42, comma 5, del d.lgs 26 marzo 2001, nr 151 per poter assistere il genitore per anni due. In detto periodo di congedo, spettano il pagamento di un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione.
    A seguito di cambiamento d’inquadramento dall’ AREA II F2 CATEGORIA B2 all’AREA II F3 CATERORIA B3, nel mese di marzo 2011, ho percepito gli arretrati, degli anni precedenti 2009 e 2010, per cambio di inquadramento, ma senza l’aggiornamento sulla voce stipendio.
    Vi chiedo: Visto che il cambiamento si riferisce anteriormente alla data del collocamento in congedo, ho diritto all’aggiornamento sulla voce stipendio ? posso capire gli aggiornamenti che maturano durante il congedo, ma non quelli maturati prima del congedo.
    E se non mi spettano ora, una volta terminato detto congedo, ho diritto all’aggiornamento dello stipendio e agli arretrati che si cumulano ?
    Vi ringrazio e come sempre aspetto un Vostro riscontro
    Giuseppe Andrea

  571. giuseppe scrive:

    salve dott.Tavella la ringrazio per la risposta precedente e le pongo un’altro quesito. lavoro nel settore commercio dal lunedi al venerdi 40 ore settimanali e il sabato è considerato giorno lavorativo a zero ore visto che il commercio si calcola la settimana in 6 gg lavorativi. nel prossimo referendum che si terra a giugno sarò impegnato al seggio elettorale a ricoprire il ruolo di rappresentante di lista siccome il seggio apre il sabato e si voterà la domenica a il lunedi,volevo sapere se oltre il lunedi che mi assento dal lavoro ho diritto anche a recuperare con permessi il sabato e la domenica nei giorni successivi al lunedi e come mi verranno retribuiti. grazie infinitamente giuseppe

  572. Michela scrive:

    avrei bisogno di un consiglio,

    lavoro presso una multinazionale, settore metalmeccamico, da 4 anni. 
    Categoria dal momento dell’assunzione: 4°
    Titolo di studio: Laurea in lingue per la mediazione linguistica.
    • Assunzione: 01/07/2007: receptionist e customer service.

    • Attività dal 1 ottobre 2007 (per sostituzione aspettativa di 3 
    mesi, poi estesa a tutt’oggi: redigo la documentazione 
    tecnica (schede tecniche, manuali istruzioni, brochures) in 5 lingue, 
    avvalendomi di documentazioni esistenti e glossari tecnici.
    Secondo quanto scritto sopra e facendo riferimento al CCNL 20-01-
    2008, mi spetta il passaggio alla 6° categoria?
    Avendo sostituito una collega che non è rientrata nel suo ruolo, e 
    svolgendo mansioni inerenti a categoria 
    superiore a quella di mia appartenenza, posso chiedere che mi venga 
    corrisposto il compenso in aggiunta alla mia normale retribuzione,  
    includendo anche “gli arretrati” che finora non ho ricevuto?

    In caso affermativo, se l’azienda mi negasse il passaggio di 
    categoria e “gli arretrati”, come dovrei procedere? 

    Grazie in anticipo per l’interessamento,

    Michela
    CCNL 20-01-2008

    6° CATEGORIA:
    Lavoratori che svolgono, nell’ambito della loro attività e sulla 
    base 
    di indicazioni generali, compiti di
    segreteria e assistenza raccogliendo e selezionando dati e notizie 
    provenienti da varie fonti elaborandone
    sintesi e valutandoli per sistemare e completare, in forma corretta 

    sintetica, eventuali proposte di
    soluzione dei problemi in questione e svolgono compiti di 
    collegamento fra l’ente in cui operano ed altri
    enti aziendali o esterni, diramano su preciso mandato disposizioni 

    istruzioni operative;
    ovvero lavoratori che su indicazioni e anche avvalendosi di 
    documentazioni esistenti quali glossari
    tecnici o pubblicazioni specializzate, traducono in forma corretta, 
    testi impegnativi a carattere
    specializzato, da o in una o più lingue estere, svolgendo, ove 
    richiesto, interventi di interpretariato (non
    simultaneo).
    Segretario assistente

  573. paolo scrive:

    salve mi chiamo Paolo,
    Ho lavorato per un albergo con contratti a tempo determinato per circa 6 anni 2002 2008.Mi facevano contratti di 6 mesi poi un mese a casa e poi uno di 4 e cosi via.Nel frattempo e’ entrata in vigore la regola dei 36 mesi, cosiche’ alla scadenza dell’ultimo contratto non me ne hanno fatti più.Ma quando e’ entrata in vigore la legge e cioe’ pochi mesi prima della scadenza dell ultimo contratto io avevo fatto ben piu di 36mesi di contratto .Erano obbligati ad assumermi fisso?.Ora dopo 3 anni quasi, che sono andato via ho saputo che hanno assunto ad inizio di questo mese 3 miei colleghi che erano nella mia stessa situazione, ma che nel frattempo erano rimasti a lavorare li come extra.Ora io posso rivalermi?.Vorrei essere assunto anche io.GRazie

  574. MATTIA scrive:

    Buongiorno dottor Tavella,
    sono Mattia e mi sono già rivolto a Lei l’anno scorso. Ora ho un nuovo questito da porLe e mi auguro possa rispondermi.
    Ho cambiato lavoro, ora sono presso una agenzia immobiliare, mi hanno fatto un contratto di collaborazione occasionale, prendo delle provvigioni in caso di vendite e stipula di contratti di affitto. Il contratto pervede solo compensi di provvigioni, non fa nessun riferimento a un rimborso spese di euro 620,00 mensili che mi vengono corrisposte.
    Oggi (secondo mese di lavoro) ho ricevuto un compenso netto di 780,00 per provvigioni su una vendita (mi hanno già trattenuto la quota della ritenuta d’acconto) e mi hanno chiesto di rilasciare una ricevuta per questi compenso, mi hanno anche chiesto di rilasciare ricevuta per il rimborso spese mensile.
    La domanda è questa: sono in regola?
    Quali sono i miei obblighi fiscali e previdenziali
    per esere a posto?
    Mi devo iscrivere all’INPS come gestione separata?
    O solamente se supero i 5.000,00 euro di compensi?
    Per conteggiare i 5.000,00 devo comprendere anche il rimborso spese, anche se non figura sul contratto? (me lo pagano però con assegno bancario).
    Spero tanto che mi possa rispondere perchè sono confuso, in agenzia mi hanno detto che è tutto a posto ma non vorrei incorrere in multe future.
    Grazie.
    Cordiali saluti.

    MATTIA

  575. Pippo scrive:

    Buonasera Avvocato Tavella.
    Lavoro da 5 anni presso una struttura per anziani e la mia mansione è nelle pulizie delle camere, corridoi, riassettare letti, ecc.
    La cooperativa con la quale ho un contratto di 30 ore settimanali mi obbliga in due cose.
    La prima, mi chiede (obbliga)l’apertura di un conto corrente per canalizzare lo stipendio. Io un conto corrente ce l’ho, ma devo precisare che da 5 anni lo stipendio è arretrato di due mesi e a volte si scivola al terzo. Mai puntuali, a volte un acconto e poi il saldo dopo il 20 del mese.. una mia collega che lavora per la stessa cooperativa ma in un’altra struttura, lamenta ritardi maggiori di oltre 15 gg con la scusa del c\c. Per questo motivo mi rifiuto di dare le coordinate ma oggi è apparso un cartello che “obbliga” tutti gli operatori ad aprire un c\c, in caso contrario non garantiranno il pagamento dello stipendio.
    La seconda forzatura è, siccome un cuoco si è licenziato, la struttura non vuole assumenrne un’altro e chiede, anzi, obbliga me ed altri due colleghi a farci carico un giorno la settimana di adempiere al ruolo di cuoco. Preciso che la struttura ospita al max 40 persone e le turnazioni in cucina prevedono un solo cuoco per turno che deve anche lavare le pentole, i piatti, la cucina e l’igiene dei frighi. Ciò che mi si chiede è privo di un’elementare concordato economico o riconoscenze varie, se non quella di avere 4 ore in più al mese in busta paga al prezzo complessivo di euro 20.
    Mi sembrano entrambe delle forzature.. è così?
    Grazie

  576. Renzo scrive:

    Buongiorno Massimiliano,

    Vedo che non rispondi al mio quesito, ma per me é una necessità…

    Dal mese di gennaio sto facendo l’agente vendite per conto di un’azienda Inglese che opera nel settore delle riparazioni/fornitura di materiale elettronico (hardware) per l’industria.

    Il lavoro prevede una provvigione del 10% sul fatturato che mi sarà versata tramite l’apertura da parte mia di una partita IVA.

    Dato che ancora non conosco il mercato vorrei evitare i costi di una partita IVA stupulando dapprima delle brevi collaborazioni occasionali, oppure contratti a progetto, da aprire-chiudere entro una settimana, ogni 3 mesi giusto per farmi pagare.

    Se il mercato risponderà bene, tale da realizzare utili potrei successivamente decidere di cominciare ad aprire una partita IVA col regime dei minimi.

    Voglio evitare di aprire una partita IVA, poiché i pochi, iniziali introiti mi coprono a malapena le spese, ed anzi sarebbe più giusto considerarli come rimborsi spese e non come imponibile da assoggetare a tassazioni.

    Questo mio modo di procedere ti sembra corretto, oppure devo necessariamente aprire una partita IVA?

    Nel caso fossi costretto ad apriere la p.IVA come potrei evitare di rendere imponibili somme di denaro che in realtà rappresentano dei veri e propri rimborsi spese per combustibile auto, telefono, etc.?

    In attesa di un tuo cenno di riscontro, ti saluto cordialmente.

    Renzo

  577. Massimiliano Tavella scrive:

    Carissimo Renzo,
    bisogna capire i parametri, scrivimi una mail privata.

    http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=129008240507582&id=122468664494873#!/pages/STUDIO-TAVELLA-Consulenza-del-Lavoro/122468664494873

  578. simone scrive:

    Buonasera, ho 21 anni e risiedo in liguria, dal 29 marzo 2011 lavoro in una ditta che produce apparecchi elettrici ed elettronici per l’industria. Dalla busta paga risulto assunto come apprendista magazziniere (qual. 20), 5° livello (cod. liv. 14). La retribuzione lorda di fatto è di € 674,53 per 26 giorni di 8 ore. Gradirei sapere come mai lo stipendio è cosi’ basso e se c’è la possibilità di chiedere un inquadramento migliore. Grazie.

  579. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Simone.
    Verosimilmente si tratta di azienda artigiana nella quale vige ancora ‘apprendistato “classico” e il CCNL quello della Metalmeccanica artigiana.
    La retribuzione minima tabellare dell’apprendista è determinata mediante l’applicazione delle percentuali che troverai sul Contratto Collettivo di lavoro, alla retribuzione globale (minimo contrattuale, indennità di contingenza e E.d.r.) dell’operaio di 5° livello.

    http://www.facebook.com/?ref=logo#!/pages/STUDIO-TAVELLA-Consulenza-del-Lavoro/122468664494873

  580. Gianni Colasanti scrive:

    Buongiorno a tutti. Lavoro in un call center come telefonista, il contratto che ho firmato è un contratto a progetto che non riconosce, come sapete, alcun beneficio oltre il compenso orario: non ferie, non tredicesima, non contributi, non malattia. Il tempo di preavviso in caso di licenziamento è di 2 gg. Nel contratto è espressamente previsto che il “progetto” è di ottenere telefonicamente, un ordine ( proponiamo l’acquisto di oggetti per conto di un committente) al giorno. Poichè, per ragioni a mio avviso indipendenti dalla nostra produttività, tale “progetti” in questi mesi non viene conseguito, la titolare ha intenzione di licenziare qualcuno. Io vi domando se tale contratto è lecito applicato ad un’attività di call center: il mio parere da profano è che si tratti di un mascheramento di un normale rapporto di lavoro subordinato. Infatti, non esiste alcun progetto, ma semplicemente l’attuazione dell’oggetto societario, se così posso esprimermi. Per dare una parvenza di autonomia rispetto all’attivita principale dell’azienda, ci viene richiesto di confermare la disponibilità di settimana in settimana. Io sarei incline ad intentare una causa del lavoro alla titolare, anche in virtù del fatto che in questi tempi di difficoltà il rispetto personale dovuto ad ogni lavoratore è venuto abbondantemente meno. Ecco, vi chiedo gentilmente un vostro parere, ed anche se v’è già della giurisprudenza in merito. Distinti saluti ed un ringraziamento,

  581. enzo scrive:

    salve ..vorrei sottoporre ma mia situazione lavorativa…ho iniziato a lavorare come addetto in portineria il 20 07 2007..con una societa’ dopo proroghe e rinnovi il 07 11 2010 la mia societa’ mi ha detto che non poteva piu’ riprendermi perche avevo sfondato il tetto massimo di mesi..dicendomi che dal momento che dovevano farmi un contratto indeterminato non potevano farlo per commesse in scadenza..nel frattempo pero’ facevano contratti determinati a nuova gente..e dolcis in fundis a gennaio 2011 hanno fatto un contratto indeterminato ad uno che era entrato dopo di me….posso far valere il mio diritto di precedenza,,..ho concrette possibilita’ di avvalermi sulla mia azienda…???volevo un vostro parere ..comunque ho gia’ datto tutto a tempo dovuto al mio sindacato–grazie in attesa di una vostra risposta

  582. arturo scrive:

    Buongiorno,
    lavoro come consulente e a Febbraio è terminata la collaborazione con una societa con la quale avevo un contratto di collaborazione per sei mesi. Non avendo alcuna notizia da loro, il 1 Marzo ho preso accordi per un nuovo lavoro e, nel decidere, senza espormi ho detto che mi sarei preso 15 giorni di vacanza. Il giorno prima del possibile rientro, avendo ricevuto nel frattempo una copia gia’ firmata dal responsabile di questa societa, ho avvisato che non sarei tornato a lavoro con loro (non avevo cmq firmato nulla, quello era appunto cio che avrei dovuto firmare).
    Ora, questa società mi deve l’ onorario di Febbraio 2011, e a tutt’oggi ho ricevuto solo un decimo circa accompagnato dalla dicitura “acconto”.
    Possono farlo senza mandarmi alcuna comunicazione sulle motivazioni? Come faccio ad avere i miei soldi?
    La ringrazio dell’attenzione,
    Distinti Saluti
    Arturo

  583. sandro scrive:

    salve sono un tecnico ortopedico, so che la mia categoria e’ inserita nel ccnl del commercio e del terziario,al 3^ livello. per quello che realmente svolgo all’interno della ortopedia e sanitaria potrei essere inquadrato come impiegato di 1^ livello. in realtà sono stato assunto 3 anni fa con contratto di metalmeccanico artigiano al 4^ livello. nel caso io decidessi di fare vertenza,che cosa mi vedrei riconosciuto? oltre alla mancata retribuzione, verra’ regolarizzata anche la mia posizione all’Inps ? grazie

  584. sandro scrive:

    vorrei chiedere inoltre se ho bisogno di testimoni per dimostrare le reali mansioni svolte all’interno del negozio di ortopedia e samitaria dove lavoro. ancora grazie

  585. claudia scrive:

    Buongiorno.
    il mio quesito è il seguente: percepisco uno stipendio di circa 430,00 euro mensili per un lavoro part time.
    Ho ricevuto una cartella da Equitalia con cui vengo minacciata di subire il pignoramento del quinto dello stipendio.
    Io vivo sola e tutte le spese sono a carico mio (affitto bollette …) e se davvero mi pignorassero 1\5 non saprei come andare avanti.
    So che nel caso di pignoramento della pensione c’è un limite al di sotto del quale non può essere fatto il pignoramento.
    Vale anche per lo stipendio? Grazie

  586. Alessia scrive:

    Salve.Mi chiamo Alessia e da circa un giorno la mia titolare ,di una nota catena di negozi di abbigliamento italiana,mi ha fatto firmare un nuovo contratto di lavoro con la stessa azienda ma con ragione sociale diversa dicendomi che resta tutto invariato a quello che avevo prima di firmare questo.Il dilemma e’che avevo un contratto a tempo determ.con scadenza al 30 settembre 2011 mentre questo nuovo mi riporta solamente un periodo di prova di 30 e nessuna scadenza.E’possibile che abbia firmato un contratto di un solo mese?Quello che mi scadeva al 30.settembre.2011 oramai e’nullo?Anche perche’non ho firmato nessun licenziamento o dimissione!!Scusate se mi sono dilungata.Grazie

  587. pietro scrive:

    perchè non fate un sito che possa difendere ed aiutare i datori di lavoro che rischiano con i loro soldi e con la loro salute dando la possibilità alla gente( che poi è sempre irriconoscente) di lavorare?invece di pensare a come fare le vertenze di lavoro facendo voi i soldi e a come fare sempre discussioni pensate a lavorare di più che verrete ricompensati!

  588. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Pietro.
    Comprendo il suo sfogo, ma questo spazio non incita alle vertenze, anzi cerca di aiutare tante persone a capire.
    Se avesse avuto la pazienza ed il tempo di leggere le mie risposte, probabilmente non avrebbe usato certi toni.
    Lo dico da consulente “datorialista”, in giro c’è tanta gente che per “far soldi” incita onesti lavoratori a fare vertenze impossibili ed inutili facendo rischiare addirittura il posto di lavoro.
    Mi creda non è questo il caso…..
    Buon lavoro

  589. sandro scrive:

    gradirei ricevere un suo consiglio sui quesiti 583 584. la ringrazio in anticipo. Sandro

  590. MATTIA scrive:

    Buongiorno
    sono Mattia, mi potrebbe cortesemente rispondere al quesito n. 574?
    Grazie mille, cordiali saluti.

    Mattia

  591. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Mattia.
    Se il suo lavoro è svolto senza i criteri della professionalità, in modo del tutto occasionale e, soprattutto SENZA COORDINAMENTO con il committente, si tratta di un lavoro occasionale ex articolo 2222 del Codice Civile.
    Se al contrario, esiste la continuità, il datore le ha consegnato per esempio un catalogo degli immobili da trattare, rispetta degli orari di lavoro precisi, tratta affari per conto del datore, ANCHE SE PERCEPISCE MENO DI 5.000 EUO L’ANNO, si tratta (come minimo) di una mini collaborazione coordinata e continuativa che richiede l’iscrizione alla gestione separata ma non il progetto (se lavora per meno di 30 giorni l’anno).

  592. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Sandro.
    Le notizie sono troppo frammentarie per poter dare una risposta.
    Bisognerebbe conoscere le sue effettive mansioni al fine di una corretta comparazione tra inquadramenti. Solo dopo aver accertato le condizioni si potrà valutare il beneficio di una eventuale vertenza.

  593. sandro scrive:

    le mie mansioni all ‘interno dell’ortopedia, sono le seguenti: rilievo delle misure e realizzazione di plantari su misura, applicazioni di tutori,busti ginocchiere , vendita di articoli sanitari, tutto come previsto dal titolo conseguito. non ho superiori nè subalterni (eccetto il datore di lavoro che è ragioniere). se la mia categoria è inserita nel ccnl del terziario e del commercio, e io sono stato assunto con un contratto da metalmeccanico,che cosa posso fare per vedere riconosciuta la mia professionalità? Gradirei una riposta più esauriente. grazie

  594. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Sandro.
    Le risposte “più esaurienti” si possono dare con le “carte” in mano. E’ come il medico che prova a fare le diagnosi su internet! Ad ogni modo, la qualifica di tecnico ortopedico è presente in molti contratti collettivi (case di cura, studi professionali etc) per cui la comparazione va fatta sull’attività effettiva del datore di lavoro e non sulla mansione specifica del dipendente.
    Certo, l’inquadramento attuale non sembra del tutto corretto, soprattutto se il suo datore di lavoro non ha una doppia posizione (industria per la costruzione delle protesi e commercio per la relativa vendita) o se l’attività prevalente è quella della vendita. Se le attività sono separate effettivamente, la comparazione andrà effettuata in base al contratto collettivo di riferimento.

  595. sandro scrive:

    La ringrazio.

  596. enrico scrive:

    Un dipendente assunto presso uno studio professionale, durante il corso del rapporto sempre presso lo stesso studio, si licenzia per essere poi riassunto qualche mese dopo. Visto che l’ARTICOLO 131 (del CCNL degli studi professionali) cita:”Per l’anzianità di servizio maturata presso lo stesso studio professionale, il lavoratore avrà diritto, a 8 (otto) scatti triennali. “, gli scatti continuano a decorrere (meno il periodo nel quale il lavoratore non ha effettuato alcuna prestazione lavorativa), nonostante l’interruzione del rapporto di lavoro, o riparte una nuova serie dal momento della nuova assunzione.
    Sperando di essere stato chiaro, ringrazio e saluto

  597. enrico scrive:

    Gentilissimo, vorrei, se possibile, una risposta alla mia precedentemente inviata (n°5969.
    Ringraziando vivamente, Vi saluto augurandovi un buon fine settimana.
    Enrico

  598. enrico scrive:

    Gentilissimo, vorrei, se possibile, una risposta alla mia precedentemente inviata (n°5969.
    Ringraziando vivamente, Vi saluto augurando un buon fine settimana.
    Enrico

  599. Samantha scrive:

    Buongiorno, io attualmente percepisco il sussidio di disoccupazione,
    un’amica mi ha chiesto di assisterla al seggio elettorale in cui sarà presidente in qualità di segretario, posso accettare o è incompatibile per chi già percepisce la disoccupazione?

    Cordiali saluti
    Samantha Berton

  600. Samantha scrive:

    Buongiorno, io attualmente percepisco il sussidio di disoccupazione,
    un’amica mi ha chiesto di assisterla al seggio elettorale in cui sarà presidente in qualità di segretario, posso accettare o è incompatibile per chi già percepisce la disoccupazione?

    Cordiali saluti
    Samantha

  601. Simona scrive:

    Salve; volevo sottoporle questo problema;
    da aprile 2010 sono stata assunta part-time a tempo indeterminato pur lavorando full-time; ad ogni modo mi è stato proposto di dare le dimissioni e di essere assunta con un contratto di associazione in partecipazione. Mi sono rifiutata e di conseguenza adesso mi ritroverò tra qualche giorno a dover firmare la lettera di licenziamento. Ora mi chiedo possono farlo? Personalmente non posso tutelarmi in nessun modo?
    Grazie

  602. Massimiliano Tavella scrive:

    Il consiglio è quello di evitare le dimissioni forzate che tra l’altro sarebbero nulle.
    In caso di licenziamento puoi impugnarlo e rivendicare i tuoi diritti (Riassunzione, differenze retributive etc). Prima di adire l’autorità giudiziaria potresti denunciare il tutto alla Direzione provinciale del lavoro.

  603. LEO MINERVA scrive:

    buon giorno, volevo sottoporla al mio problema, lavoro da sette anni in un ipermercato come cassiere, il mio contratto prevede 6,20 ore al giorno per un totale di 38 ore settimanali.da gennaio le mie ore non sono CAMBIATE PERO SONO SUDDIVISE per due turni mattina e sera possono farlo o posso ribellarmi. grAZIE LEO.

  604. Franco scrive:

    Buonasera, sono dipendente da 8 anni presso un centro sportivo con la qualifica di manutentore (cosi sul contratto) ma sono abilitato anche ad assistente bagnante e istruttore di nuoto…quando fa comodo al direttore. Ora volevo informarmi sulla correttezza del datore di lavoro : 1° Vengo informato del turno e tipo di lavoro quasi sempre il giorno prima, questo non mi permette di organizzare il mio tempo libero. 2° Ho chiesto e protocollato il foglio di ferie un mese fa per agosto e ancora non mi è stato detto se confermate o meno (io ho già prenotato con la mia famiglia le vacanze, visto che anche loro lavorano ed hanno disponibilità solo quel periodo. 3° Vengo richiamato/i anche altri colleghi in direzione e ingiuriati per le modalità di lavoro ecc.chiaro che veniamo chiamati singolarmente senza testimoni ecc. ecc. A chi posso rivolgermi per far vedere la conformità del mio datore di lavoro nei miei confronti?

  605. desiree scrive:

    Mi scusi se non ho letto tutti i commenti riguardo l’argomento ma mi trovo veramente in una situazione da cui non riesco a trovare una soluzione…circa un anno e mezzo fa vengo assunta da un negozio sito in un centro commerciale con la promessa di un contratto di lavoro…il contratto dopo due settimane è arrivato ma non ho avuto la mia seconda copia controfirmata…nonostante la richiesta delle buste paga puntualmente ogni mese non arrivavano…questa storia si è protratta fino alla mia decisione di andarmene…io ho fatto tutti i miei doveri ho dato i 15 giorni di preavviso…conclusioni:non ho ricevuto la liquidazione mi hanno dato tutte le buste paga di un anno e mezzo tutte false tra l’altro e si ostinano a prendernùmi in giro e mi vogliono obbligare a firmare con tutto con la speranza che non appena firmo tutto mi diano la liquidazione pero rateizandola non in un unica soluzione che devo fare?ho speranze se dovessi fare una vertenza?
    grazie aspetto sue notizie

  606. claudia scrive:

    Buongiorno Dott. Tavella, le chiederei la cortesia di rispondere al mio quesito n. 585 non appena possibile, perchè la situazione in cui mi trovo mi sta mettendo molta ansia e avrei proprio bisogno di informazioni precise. Grazie mille, buona giornata.

  607. luca s. scrive:

    bungiorno Dott.Tavella,
    le scrivo per chiederle se secondo lei potrebbero esserci i presupposti per affrontare una causa di lavoro con la mia ex ditta.
    Io lavoravo come gruista da circa 5 anni con un contratto metalmeccanico per una grossa ditta di autonoleggio di gru,per ben tre anni sono stato assunto con un secondo livello anche se comunque portavo autogru di 100 ,150 ton.dopo tre anni mi hanno dato il terzo livello,con stipendi che non superavano i 1.300,00 in piu la ditta si permetteva di decidere se darti o no i buoni pasto visto che la voce in busta risultava come “indennita trasferta mezzo”una spece di bonus ma se lavori all’interno di uno stabilimento con mensa non dovrebbe spettarti di diritto il pranzo o il buono pasto anche se la succursale e` ad un chilometro da li?
    In piu`se alcune volte ti rifiutavi di andare a fare dei lavori perche`la gru non era perfettamente funzionante loro ti mandavano una raccomandata che”per motivi tecnici e riorganizzativi mi veniva dato un periodo di ferie di determinati giorni” non e`un abuso di potere?
    Ho provato ad iniziare una causa con un sindacato ma mi Hanno peggiorato solo la situazione.
    La ringrazio per la disponibilita
    cordiali saluti

    Luca S.

  608. Elisa scrive:

    Salve.Sabato scorso ho chiamato la mia responsabile alle ore 9.15 per avvertire che a causa di un inconveniente e della mancanza di mezzi pubblici che mi portano sul posto di lavoro da casa mia,non potevo andare.Lei mi ha risposto che questo avrebbe comportato una lettera di richiamo nei miei confronti in quanto,il problema dei mezzi non è un loro problema e anche se io ho avvertito la mia viene considerata un assenza ingiustificata.Posso sapere se è giusto oppormi a questa decisione in quanto io penso che avendo telefonato 45 minuti prima dell’inizio del mio turno non la si possa considerar tale?Grazie a tutti per il servizio offerto e per l’aiuto.
    Ciao

  609. Francesco scrive:

    Salve e complimenti per tutti i consigli che date…. Avrei un problema… Lavoro nella formazione professionale con contratto part time… La mia domanda è possibile che dipendente che sia stato assunto dopo di me venga passato full time??? Cioe lui aveva un contratto di lavoro indeterminato a 18 ore settimanali io sempre indeterminato ma a 24…. Io insieme ad altri miei colleghi per un anno abbiamo partecipato a un progetto sempre nella formazione in quest anno il presidente del mio ente l ha passato a 36 ore rendendolo full time questo accadeva nel 2008 io non ho detto nulla per varie problematiche… Adesso il mio simdacalista mi dice che non posso piu fare nulla… È cosi? O mi spetta sempre visto che sono stato assunto prima di lui e a me non è stato detto nulla è tantomeno mi sono rifiutato…. Aspetto una vostra risposta anziosamente…. Cordiali saluti francesco.

  610. giorgia scrive:

    Buon giorno

  611. enzo scrive:

    LAVORO IN IN IMPRESA DI PULIZIA HO UN CONTRATTO INDETERMINATO, IL LOGO DOVE LAVORO SI DOVRANNO SPOSTARE COME SEDE IN UN’ALTRO ZONA . COSA SUCCEDE? POSSONO SOSPENDERMI DAL SERVIZIO PULIZIE? HO LETTO QUALCOSA IN MERITO SUL CONTRATTO NAZIONALE MA MI E’ POCO CHIARO IN MERITO……POTETE DARMI UN CHIARIMENTO PER QUESTA SITUAZIONE?GRAZIE CORDIALI SALUTI

  612. Ilaria scrive:

    Salve, complimentandomi per l’iniziativa, Le sottopongo il mio problema. Ho un contratto di lavoro a chiamata a tempo determinato, scaduto il 30/04/2011 e rinnovato fino al 30/04/2012. La qualifica è di impiegata con mansioni di addetta alla reception inquadrata al 3° livello del CCNL PUBBLICI ESERCIZI confcommercio e non garantisco la disponibilità in attesa di utilizzazione. Quanto tempo di preavviso devo dare per le dimissioni? Nel contratto non c’è scritto nulla in merito e nel ccnl si parla di 20 giorni per gli assunti a tempo determinato da meno di 5 anni, ma non si parla di contratti a chiamata e di non disponibilità in attesa di utilizzazione. La ringrazio anticipatamente!

  613. GIUSEPPE ANDREA scrive:

    Gent.mo dott. Tavella, ho inviato un quesito in data 30 aprile c.a. sito al nr 570, mi potrebbe cortesemente rispondere?
    La saluto cordialmente

  614. Rossana scrive:

    Ho un contratto di apprendista a 25,5 ore settimanali con giorni di lavoro dal Lunedì a domenica con martedì giorno di riposo. mi hanno assungo l’anno scorso ad Agosto. Da quando lavoro presso questa struttura mi hanno sempre fatto fare una domenica si ed una no al mese per alternarmi con un’altra ragazza che lavora nel mio stesso reparto. Quest’anno a precisare la settimana scorsa ho chiesto il mio datore di lavoro quando potrò andare in vacanza nel periodo d’estate, avevo pensato magari un 14 giorni. Mi sono trovata la brutta sorpresa che non ho giorni di ferie perchè per contratto dovevo lavorare da Lunedì a domenica anche se questa decisione è stata presa dal mio datore di lavoro, ha deciso dall’inizio di non farmi fare tutte le domeniche ma capita anche che lavoro tutte le settimane, praticamente mi hanno detratto i giorni della domenica in ferie!!! senza avermi iformata o concordato con me nulla. Adesso mi ritrovo dopo un anno di lavoro senza ferie ma è ammesso? quali sono i miei diritti a riguardo? mi spettano dei giorni di ferie?

  615. COSIMO scrive:

    GENT.MO DOTT. TAVELLA, LE CHIEDO SE UN DIPENDENTE HA DIRITTO AD AVERE UNA RISPOSTA SCRITTA AD UNA RICHIESTA DI INQUADRAMENTO FATTA CON LETTERA SCRITTA E PROTOCOLLATA. GRAZIE BUON LAVORO

  616. mm scrive:

    Buonasera Dott. Tavella,

    complimenti per l’iniziativa,le espongo il mio problema:
    dal 2002 sono impiegato a tempo ind di una società esterna presso società multinazionale nel comparto metalmeccanico.
    Di fatto ho sempre preso ordini da personale e lavorato nelle strutture della suddetta multinazionale; adesso la mia società è molto vicina a perdere l’appalto
    vorrei valutare gli estremi per fare vertenza al fine di un’assunzione diretta…
    Grazie per la disponibilità.

  617. lorena scrive:

    salve ho bisogno di aiuto ho una vertenza con la colf per ferie non godute anni 200/2011 perchè il periodo di ferie non è stato riportato nella ricevuta mensile
    Come posso dimostrare che si è trattato di una svista di compilazione delle ricevute
    grazie
    lorena

  618. Massimo scrive:

    Salve, da subito le volevo dire grazie per questa opportunità che offre a chi come me è in cerca di lumi in un settore insidioso per i non addetti come il diritto del lavoro. Il problema che le volevo sottoporre riguarda la possibilità di richiedere ed ottenere un passaggio a tempo parziale, partendo da un contratto a tempo pieno e indeterminato del tipo CCNL metalmeccanici-industria. Si legge infatti nel contratto:
    “…L’azienda, fino al limite del 2% del personale in forza a tempo pieno, valuterà positivamente, in funzione della fungibilità del lavoratore interessato, la richiesta di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale nei seguenti casi:
    - necessità di assistere genitori, coniuge o convivente, figli e altri familiari conviventi senza alcuna possibilità alternativa di assistenza, gravemente ammalati o portatori di handicap o che accedano a programmi terapeutici e di riabilitazione per tossicodipendenti;
    - necessità di accudire i figli sino al compimento dei 7 anni.
    Nel caso di valutazione negativa da parte dell’azienda in relazione alla infungibilità o allo scostamento dalla suddetta percentuale, sarà svolto un confronto con la RSU per individuare un’idonea soluzione.
    Nelle ipotesi che non rientrano nei casi precedentemente indicati e fino al limite massimo complessivo del 4% del personale in forza a tempo pieno, l’azienda valuterà l’accoglimento della richiesta del lavoratore di avvalersi del part-time tenuto conto delle esigenze tecnico-organizzative.
    L’azienda, su richiesta della RSU, informerà la medesima sui motivi del diniego della richiesta avanzata dal lavoratore.
    …”
    Da cui non si capisce a mio parere cosa può fare un lavoratore nei confronti dell’azienda qualora questa rifiuti il passaggio al tempo parziale in assenza di motivazioni plausibili (ovviamente nel caso in cui la domanda del lavoratore rientri nelle casistiche enunciate nel contratto sopra citato affinchè la domanda venga valuta positivamente)
    Grazie ancora.
    Saluti
    Massimo

  619. michele scrive:

    Salve volevo porle una domanda
    se l’azienda non rispetta gli accordi sindacali di 2°livello tra RSA e Azienda si puo applicare l’articolo 28?

  620. kiki scrive:

    buongiorno,
    premetto che lavoro con contratto di appredistato dall’ottobre 2010 come receptionist in un albergo (4° livello) e sono stata chiamata ai seggi per il referendum come scrutatrice.
    il giorno sabato 11 giugno iniziavo ai seggi alle ore 16 e per non creare troppi problemi al lavoro, al mattino sono andata a lavorare in albergo facendo il turno 07-15..
    i restanti giorni 12 e 13 giugno sono stata presente ininterrottamente ai seggi elettorali.
    Ora, chiamata dai miei datori di lavoro, mi viene detto che i giorni 12 e 13 NON MI VERRANNO CONTEGGIATI COME GIORNI LAVORATIVI bensì come GIORNI DI RIPOSO in quanto hanno dovuto pagare altre persone per sostituirmi (?!), inoltre dal momento che questi due giorni sono considerati riposi mi è stato NEGATO il diritto di avere il riposo compensativo che mi spetterebbe in quanto secondo i turni il lunedì 13 sarebbe dovuto essere il mio GIORNO DI RIPOSO (saltato ovviamente per i seggi).

    chiedo a Voi spiegazioni in quanto questa situazione mi ha lasciata davvero con l’amaro in bocca..e spero si possa risolvere perchè non lo trovo davvero giusto…non so a chi rivolgermi e se ho delle possibilità per far valere quelli che pensavo fossero miei diritti.

    spero in una Vostra risposta il più presto possibile e Vi ringrazio in anticipo

    cordiali saluti

  621. Charles Bronson (e il suo famoso film...) scrive:

    Da tutti questi commenti si evince come il padrone è sempre il PADRONE! bisognerebbe prenderli tutti a randellate…

  622. Stefano scrive:

    Buongiorno,

    lavoro da 3 anni in una azienda (700 dipendenti) con contratto a tempo indeterminato e inqudramento 1 livello. Da 2 anni sono responsabile di un ufficio all’interno del reparto finance. Tutti i miei pari sono dirigenti o quadri. Adesso mi è stato proposto di prendere la responsabilità di un altro ufficio (9 persone di cui un quadro) senza alcune corrispettivo ne in termini di livello ne in termini monetari. Ci sono gli estremi per una vertenza per richiedere l’inqudramento e gli arretrati?

  623. Tania scrive:

    Salve,
    vorrei sottoporle un quesito. Anni fa svolgevo attività in proprio ma, purtroppo, gli affari sono adati male per cui, dopo un po’, ho dovuto “chiudere bottega”. Dopo alcuni mesi sono stata assunta da una azienda privata e, sotto consiglio del mio avvocato, ho provveduto a stipulare un contratto di cessione del quinto dello stipendio al solo fine di evitare possibili pignoramenti del mio stipendio da parte di un mio ex fornitore a cui non avevo pagato delle fatture. Purtroppo tutto ciò non è servito, in quanto la suddetta ditta, promuovendo un pignoramento presso terzi nei confronti del mio datore di lavoro, otteneva comunque il pignoramento di un altro quinto del mio stipendio. Premesso ciò, vengo al dunque: il mese scorso mi sono licenziata e nella mia ultima busta paga non sono stati conteggiati nè il TFR maturato nè le ferie e permessi non goduti. Mi chiedo se un comportamento del genere da parte del mio datore di lavoro è corretto o no. Lui sostiene di aver trattenuto queste somme in quanto le stesse sono anch’esse oggetto di cessione e di pignoramento. Ma a questo punto mi chiedo anche: se è vero che non mi spettano, come faranno le suddette società (la finanziaria con la cessione e il mio fornitore con il pignoramento)a decidere sulla attribuzione di queste somme? Andranno all’una o all’altra? Voglio specificare anche che la cessione volontaria è precedente al pignoramento e che relativamente a quest’ultimo nel verbale di assegnazione del giudice si fa menzione del quinto dello stipendio ma non si dice nulla riguardo all’estensione del pignoramento anche al TFR.
    Nel frattempo comunque ho trovato un altro lavoro. Quindi vorrei sapere anche come devo comportarmi con il nuovo datore.
    La ringrazio!

  624. Chantal scrive:

    Buonasera Massimialiano.
    Vorrei esporVi il mio problema…
    Dal 1 dicembre 2010 lavoro per un franchising: Mail Boxes Etc.
    Inizialmente sono entrata sotto uno stage di 6 mesi dopo di che il mio titolare mi ha proposto un contratto di collaborazione occasionale della durata del mese di giugno.
    A tal proposito mi permetto di dire che il contratto prevede che io non abbia vincoli di subordinazione, quando invece gestisco il negozio, lo apro la mattina quando lui non c’è, il mio orario è di 8 ore e mezza (salvo quando decide di farmi uscire alle 18.00 piuttosto che alle 19.00) dal lunedì al venerdì in quanto il sabato, lavorando mezza giornata, ha deciso di non farmi venire in negozio, con uno stipendio di 400 € al mese, non lavoro con autonomia bensì svolgendo ciò che lui mi dice di fare.
    Nel contratto mancano gli orari che io dovrei svolgere al giorno dicendomi solo a voce che avrei dovuto svolgere gli orari regolari di un negozio.
    Nonostante tutto se nè uscito fuori con il fatto che devo recuperare quei 20 giorni in cui non ho lavorato, tenendo conto del sabato e della domenica, del 2 giugno e del 24 giugno (patrono di torino) a luglio.
    Ma se devo svolgere l’orario di lavoro del negozio non dovrebbe non tenere conto del sabato, in cui LUI STESSO mi ha detto di non venire, e della domenica?
    In più sul contratto c’è scritto che esso vale inderogabilmente dal 1 al 30 Giugno (Lui ha praticamente concordato che quei giorni fossero calcolati ad ore e non effettivamente a giorni).
    Tali giorni quindi li lavorerei in nero giusto? Contando poi che il pagamento dello stipendio può essere sborsato entro e non oltre i 5 giorni dopo la fine del contratto.
    Per cui non ci sarebbe una sanzione del 5% per pagamento mancato?
    Quando mi diede il contratto io feci cenno ad alcuni punti, precisamente gli orari e sull’autonomia del mio lavoro alla quale rispose che senza vincolo di subordinazione significava solo che non avevo gli stessi diritti di un lavoratore dipendente ossia la malattia e le ferie.
    Insistetti ma lui disse che il suo commercialista gli aveva detto ciò e che, pagandolo, si fida di quello che dice.
    Sottolineo inoltre che il contratto è stato scaricato da internet quando, in teoria, non dovrebbe essere solo un fax simile non riproducibile?
    Non so più che cosa fare, a chi rivolgermi.
    Io non ho nessun’altra voce oltre la mia che possa constatare ciò che dico.
    Ma avendo 21 anni non posso subire tali comportamenti inefficienti e irrispettosi.
    Non ho dunque i miei diritti di lavoratore?
    Secondo Voi cosa mi converrebbe fare?
    Come dar valore alle mie parole nel caso gli dovessi dire che, dopo questo lunedì che viene, non lavorerò per lui perchè non lo prevede il contratto come invece pensa?
    Spero di non aver dimenticato altro.
    Grazie per la sua attenzione

  625. Edoardo scrive:

    Edoardo rappresentante sindacale nella mia azienda distribuzione farmaci un dipendente esterno (impresa di pulizia) è stato sorpreso da due responsabili intento a rubare farmaci complice un autotrasportatore esterno non ancora individuato. i responsabili interrogando la persona coinvolta che premetto è idoneo a svolgere il lavoro ma è ritardato mentale per discolparsi sostiene di essere stato minacciato seriamente da due miei colleghi interni di fare fuoriuscire la merce e farla pervenire al complice autotrasportatore gli è stata fatta sottoscrivere una testimonianza scritta risultato i miei 2 colleghi sono stati sospesi I due responsabili che hanno già cercato più volte con contestazioni disciplinari di perseguire i miei colleghi in passato visto che c’è una ristrutturazione silente in azienda usata individualmente l’opinione generale dei dipendenti anche se hanno paura è che la suddetta testimonianza sia stata estorta è possibile che due responsabili si sostituiscono alle autorità giudiziarie rovinando la vita di queste due persone e come debbono muoversi hanno gia querelato il testimone ma è possibile che visto le telecamere interne ed esterne il fatto di non aver messo al corrente i carabinieri dell’accaduto a prescindere dal chiarimento dei fatti che scagionerà inequivocabilmente i poveri malcapitati l’azienda non ha gravi responsabilita?

  626. Elena scrive:

    Buongiorno Dr. Tavella
    Volevo innanzitutto complimentarmi con l’iniziativa davvero lodevole e la professionalità delle risposte.
    Il mio problema riguarda le buste paghe percepite negli ultimi 5 mesi errate a seguito del cambio del consulente paghe da parte del mio titolare, io vorrei farle controllare anche perché ho provato a chiedere spiegazioni direttamente al consulente che le ha fatte e mi sono solo sentita rispondere male. A tale proposito c’è un suo indirizzo privato al quale posso scrivere per spiegarle meglio i problemi che ho riscontrato ed eventualmente inviarle le mie buste paghe? Spero proprio che mi possa aiutare. Nel frattempo la ringrazio comunque per la sua disponibilità.

  627. domenico scrive:

    l’azienda mi costringe alle ferie forzate per un calo di produzione prima di far partire la cassa integrazione o la solidarietà…dunque la situzione delle mie ferie è in negativo; se vengo licenziato dovrò pagare nell’ultimo cedolino il saldo negativo delle ferie? o posso contestare in qualche modo l’imposizione delle ferie? grazie

  628. Alessandra scrive:

    salve! ho trovato questo blog davvero interessante…e a questo punto vorrei aggiungere anch’io una domanda: sono stata assunta con contratto di apprendistato (impiegata amministrativa nel settore terziario) a maggio 2009 e mi scadrà a febbraio 2013. il titolare può rifar partire l’apprendistato variando il ruolo dell’apprendista?…spero di ricevere presto vostre notizie.
    cordialmente, ale

  629. Valeria scrive:

    Salve dott. Tavella,
    Volevo porgerLe un quesito:
    Sono circa 3 anni che lavoro per la stessa società che si occupa di costruzioni nel settore dei lavori pubblici. Dopo circa un anno di lavoro in nero mi hanno offerto un contratto a progetto della durata di 6 mesi. Trascorsi i 6 mesi ne ho firmato un altro (sempre a progetto) della durata di un anno. Al termine di quest’ultimo me ne hanno proposto un terzo della durata di 18 mesi (quello attuale) con una società diversa dalle precedenti ma facente parte dello stesso gruppo con stessa sede. Ora tutti i contratti avevano un “progetto” diverso dalle mansioni che continuo a svolgere ovvero lavoro di ufficio con orari imposti ben definiti e documentabili con i cartellini che ero costretta a timbrare. Oltre il badge, nel caso di assenze o permessi, dovevo preventivamente farmi autorizzare con permessi o ferie scritte e firmate!
    Secondo lei ci sono gli estremi per una vertenza?
    La ringrazio anticipatamente!

  630. Giorgia scrive:

    Salve,
    sono una ragazza di 23 anni, dal mese di gennaio fino a marzo ho lavorato presso un bar, ovviamente al nero, sono riuscita a farmi pagare lo stipendio parziale, devo ancora ricevere paga per 3 giorni lavorativi nonostante siano passati tutti questi mesi, mi consiglia o meno di fare vertenza sindacale? quali rischi potrei correre e quali sarebbero i benefici reali?
    grazie

  631. Tania scrive:

    Salve Avv. Tavella,
    volevo sollecitare la risposta al quesito n. 623 che ho postato lo scorso 28 giugno… è davvero importante!
    GRAZIE!

  632. Tania scrive:

    Salve Avv. Tavella,
    volevo sollecitare la risposta al quesito n.623 che le ho postato lo scorso 28 giugno…la prego, è molto importante!
    Grazie.

    Tania

  633. mauri scrive:

    lavoro presso un istituto di vigilanza con contratto part time di 5 giorni lavorativi e 2 riposi capita spesso che il datore di lavoro mi fa saltare un giorno di riposo obbligandomi a lavorare anche se io ho altri impegni puo’ farlo? grazie

  634. marco scrive:

    Salve a tutti,
    io sono un dipendente privato CCNL Metalmeccanico, settore informatico, livello quadro oltre 15 anni di seniority,laurea,master, e altro. Ho svolto attività importanti per questa azienda, coordinavo un gruppo di circa 20 persone ea ltro. Ha seguito della perdita di alcune commesse sono stato traferito improvvisamente. Avendo rifiutato il trasferimento, opponendo motivazioni legali, sono stato demansionato e attualmente devo rispondere ad collega con livello inferiore.
    Vorrei sapere se è legalemtne possibile che a livello gerarchico devo sottostare a questa organizzazione. Ci sono azioni che posso intraprendere ? Grazie della cortesia.

  635. stefano scrive:

    Gentilissimo, spero mi possa rispondere a questo quesito:
    proprio oggi mi sono dimesso dalla ditta in cui lavoro in cui lavoro in quanto non percepivo regolarmente lo stipendio. Aspetto ancora quello di maggio. Sono stato dal mio datore di lavoro per presentare le dimissioni, avevo preparato un foglio molto semplice con specificato dimissioni per giusta causa ma arrivato li mi sono fatto fregare e ho firmato un semplice foglio di dimissioni. cosa comporta? riceverò gli stipendi arretrati??? e il tfr e la tredicesima??? cosa devo fare ora???? aspetto un asua risposta sperando che mi possa aiutare.
    grazie stefano

  636. laura scrive:

    buongiorno!! colgo l’occasione per chiedere alcune informazioni.
    lavoro come apprendista presso un bar, sono rientrata da un mese dalla maternità obbligatoria, avrei ancora diritto a 6 mesi della maternità facoltativa, ma ho avuto un’altra proposta di lavoro per novembre.
    se do le dimissioni adesso, ho diritto alla disoccupazione avendo una bambina piccola anche se non ho usufruito della maternità facoltativa?
    lo chiedo solo perchè so che con la disoccupazione potrei avere il 60% dello stipendio, mentre con la maternità soltanto il 30%.
    aspetto notizie.
    saluti.

  637. lety scrive:

    buona sera ho un problema ho lavorato da ott 2006
    a marzo 2011 in una ditta come segretaria e inserimento dati contabili adesso la ditta ha mandato una lettera a me ed ai due consulenti esteri per eventuale risarcimento danni per errori ,io non ero messa in regola . posso fare qualcosa?
    grazie

  638. Gianluca scrive:

    Buongiorno avvocato,le sottopongo il seguente quesito: puo’ il datore di lavoro ridurre unilateralmente la quotaparte dello stipendio variabile di un manager oppure cambiare i criteri di raggiungimento obiettivi senza l’assenso del dipendente?
    Grazie

  639. Sandra scrive:

    Buonasera,sono un’appassionata lettrice del suo sito e Le faccio i miei complimenti ringraziandoLa per le soluzioni che vi trovo.
    Ho da porLe però una domanda:
    I redditi che abbiamo assoggettato all’imposta sostitutiva nel 2010 ai dipendenti rientraono nella somma del REDDITO FAMILIARE per l’Assegno Nucleo Familiare?
    a me pare di no, ma devrebbereo essere inclusi nella Tabella B(pag. 5/8) del mod. SR16.
    In attesa La ringrazio

  640. Massimiliano Tavella scrive:

    Dopo una grande fatica, è arrivato “Amministrazione del Personale” una vera guida pratica per la gestione amministrativa ddei rapporti di lavoro.

    http://www.anteprimalibri.it/site/Libri_Scheda.php?Codice=9788821735820
    http://shop.wki.it/Ipsoa_Indicitalia/Libri/Amministrazione_del_personale_s21811.aspx

  641. Luisa scrive:

    Buongiorno, mi hanno proposto un lavoro a tempo indeterminato a Lugano (in una redazione di un free press). Vorrei sapere quali tasse devo tener conto di pagare e cosa non ho incluso rispetto all’Italia?
    Se trova il tempo di rispondermi mi farebbe un bel regalo. Cordiali saluti, Luisa

  642. Edoardo scrive:

    nessuna risposta allla mia domanda non riesco a capire come mai cmq la situazione lo risolta in altri modi

  643. Domenico scrive:

    Sapreste indicarmi un buon avvocato del lavoro di Potenza?

  644. CASSANDRA scrive:

    PUO’ UN’ AZIENDA DI GUARDIE GIURATE OBBLIGARE I SUOI DIPENDENTI A LAVORARE PIU’ DI SETTE ORE AL GIORNO?

  645. CASSANDRA scrive:

    PUO’ UN’ AZIENDA DI GUARDIE GIURATE OBBLIGARE I SUOI DIPENDENTI A LAVORARE PIU’ DI SETTE ORE AL GIORNO?

  646. maria teresa scrive:

    salve,vorrei porvi una domanda veloce.può un’azienda licenziare una persona dopo oltre 5 anni(a scadenza di contratto) e assumerne un’altra poco dopo,solo perchè raccomandata?posso fare qualcosa contro questa ingiustizia?grazie.

  647. anna maria scrive:

    buon giorno avvocato , le vorrei chiedere un’informazione.
    in data 13/06/2011 ho firmato una lettera di promessa di assunzione per una cooperativa scrittacosi:con la presente per confermarle la nostra promessa di assunzione alla scrivente coop ccon inquadramento categoria….. del ccnl delle coop sociali.le mansioni a lei affidate saranno tipiche delle figure settore….presso acquapark di ….. ce orario turni e mensilita e retribuzione mensile.dopo 2 mesi mi chiama un signore del settore emi dice che lemansioni le ha inmano lui e non piu la coop.solo che lui non mi dacertezza di un’assunzione come mi aveva confermato lacooperativa.io nelfrattempo avendo la certezza della lettera di promessa di assunzione ho rifiutato altre2 propostedi lavoro.cosa posso fare ? posso richiedere danni alla coop se il nuovo responsabile e gestore non mi assume puravendo lapromessa di assunzione? grazie

  648. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Anna Maria. La promessa, scritta e circostanziata a mio avviso rappresenta documento valido per una richiesta di risarcimento. e’ evidente che la prova deve essere rigorosa

  649. Massimiliano Tavella scrive:

    X Maria Teresa. puo’ fornire maggiori indicazioni circa la scadenza del contratto, le mansioni della nuova assunta e le sue?

  650. Massimiliano Tavella scrive:

    X Cassandra. Puo’ fornire maggiori indicazioni sul problema posto?

  651. Massimiliano Tavella scrive:

    X Gianluca. Tutto puo’ variare tramite accordo. Bisognerebbe conoscere i termini degli accordi presi, la durata e le variabili considerate.

  652. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Chantal. Il rapporto di lavoro e’ palesemente IRREGOLARE. Si rechi presso la Direzione Provinciale del Lavoro della sua provincia e racconti tutto all’ispettore di turno. Recuperera’ cio’ che le e’ stato tolto, ma soprattutto recuperera’ la fiducia in se stessa e nel mondo del lavoro. Certi comportamenti sono supportati dal fatto che i lavoratori sono spesso privi di fonti di informazione e i datori disonesti ne approfittano. Se ha bisogno contatti pure senza impegno il mio Studio.

  653. pako scrive:

    gentilissimi, spero che qualcuno di voi legga questa mia e-mail e mi sappia dare qualche notizia
    riguardo la situazione: lavoro per una ditta che ha vinto la gara di appalto per la gestione di un punto ristoro interno all’università.Il contratto di appalto è ormai al termine della sua durata ciè 3 anni più due,e la P.A. stà per bandire una nuova gara d’appalto,che potrebbe essere vinta da un’altra delle ditte partecipanti,
    in tal caso io potrei essere licenziato,se non assunto dalla nuova ditta vincitrice dell’appalto.
    C’è un modo per tutelarmi, o una legge che possa favorirmi, ad esempio : Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276 art.29.
    Potrei tramite un legale chiedere alla P.A. di inserire nel capitolato d’appalto la mia assunzione da parte del vincitore?
    Oppure potrei occupare il locale in segno di protesta.
    Vorrei capire inoltre come mai i dipendenti delle imprese di pulizie,e sorveglianza hanno diritto
    ad essere assunti direttamente dai nuovi appaltatori,e noi della ristorazione no.
    certo di una vostra risposta vi porgo distinti saluti.

    p.s. P.A.= Pubblica amministrazione

  654. pako scrive:

    mmmmm

  655. Angelo scrive:

    Mia moglie è stata assunta da una società a tempo determinato (da premettere che questa società ha rilevato quella nella quale lavorava in precedenza con contratto a tempo indeterminato, solo che la obbligarono a firmare le dimissioni). Bene tale contratto si è rinnovato e rifatto fino al termine dei 30 mesi…ora il suo titolare, dovrebbe assumerla a tempo indeterminato…ma invece no…le farà un’altra trafila di contratti a tempo determinato con un’altra sua società, ma lavorerà sempre alla stessa scrivania….. che dite…possiamo procedere….da premettere che questa è una grandissima azienda con oltre 500 dipendenti…s che fargli il culo per me sarebbe un piacere ineguagliabile…. Si può denunciare per mobbing????

  656. maria teresa scrive:

    assunta nel settembre 2004 con contratti a termine di 8-7-6-3 mesi.licenziamento dopo 2 contratti e riassunzione dopo un mese,fino al gennaio 2008 quando non mi hanno rinnovato il contratto per riduzione personale.mi hanno richiamato dopo un anno e mezzo e ho lavorato da settembre 2009 fino a gennaio 2010.e di nuovo non mi hanno rinnovato il contratto per riduzione personale,con la promessa che appena possibile mi avrebbero richiamato, e poi la sorpresa.un’altra persona al posto mio con le stesse mansioni.

  657. margherita scrive:

    spett.le Dottore, sono una commessa 4 livello ccnl terziario tempo indeterminato. mi collego al quesito n.627 riguardo alle “ferie forzate”: il datore può imporre un periodo di ferie lungo alcuni mesi per eccesso di accumulo di ferie e permessi arretrati?vuole azzerarli lasciandomi a casa a lungo, posso oppormi? in che modo? credevo che le ferie fossero da concordare. La ringrazio e complimenti per la Sua iniziativa.

  658. Bruna scrive:

    Impiegata dal 2008 con contratto a tempo determinato del commercio servizi turistici presso l’amministrazione straordinaria.
    Nel 2010 per essere riassunta ancora una anno sono stata licenziata e assunta 3 sett dopo, sempre come impiegata di 5° livello e la mia retribuzione non è variata.
    Le domande che mi chiedo sono le seguenti:

    -un lavoratore in amministrazione straordinaria a può essere assunto solo a tempo determinato?

    - sul contratto la mia mansione è quella di impiegata amministrativa, ma svolgo anche delle commissioni, con il mezzo proprio non dell’azienda è giusto?

    -il responsabile è lecito che faccia favori personali ai collega? La prossima settimana sarò in ufficio sola perchè lui agli stessi ha regalato un viaggio, ma è lecita la cosa?

    -sono state comunicate 3 settimane di ferie obbligatorie ad Agosto il 13/07/2011, l’inizio delle ferie di Agosto è stato 08/07/2011. Essendo ogni anno una neoassunta, vengo liquidata con un monteferie sempre a debito.
    E’ corretta la procedura che adottano?

    -Lavoro a 24 km (a tratta) dalla sede il mio contratto prevedere un rimborso chilometrico?

    Scusate le molte domande, ma sono punti interrogativi che mi pondo da 3 anni a questa parte.

    Grazie,
    Bruna

  659. Monica scrive:

    Salve,

    io e mio marito abbiamo lavorato per anni nella stessa azienda, ma ultimamente a mio marito è stato offerto un lavoro presso una ditta concorrente e lui l’ha accettato. Alla stipula del contratto non ha ritenuto necessario informare il nuovo datore di lavoro sul fatto che sua moglie lavorava per la concorrenza. Noi ovviamente non abbiamo alcuna intenzione di fare “spionaggio industriale”, ma la ditta di mio marito, nel caso ne venisse a sapere, potrebbe licenziarlo per aver violato l’obbligo di fedeltà (il contratto è a tempo indeterminato, periodo di prova 6 mesi)?

  660. Massimiliano Tavella scrive:

    X Monica.
    Se suo marito non ha sottoscritto il patto di non concorrenza,almeno la sua posizione non comporta problemi. e’ chiaro che non conoscendo la natura dell’attivita’ non ho gli elementi per rilevare le funzioni e soprattutto l’oggetto della prestazione. In alcuni casi la particolarita’ delle lavorazioni comporta un raggio di azione dell’obbligo di fedelta’ che travalica i normali canoni. Bisognerebbe quindi conoscere il caso concreto.

  661. Massimiliano Tavella scrive:

    X Bruna.
    Puo’ gentilmente esporre meglio il quesito?

  662. Massimiliano Tavella scrive:

    X Margherita.
    Le ferie vanno si concordate, ma tenendo conto delle esigenze aziendali. Come sapra’ e’ stato stabilito per legge il termine entro cui godere delle ferie ed in caso contrario il datore dovra’ comunque versare i relativi contributi previdenziali. A meno di casi eccezionali almeno una parte delle ferie va goduta entro l’anno di competenza.

  663. Massimiliano Tavella scrive:

    Per M Teresa.
    Il lavoratore a tempo determinato ha il diritto di precedenza In caso di nuove assunzioni con la stessa qualifica.

  664. adriana scrive:

    ciao…. io vorrei licenziarmi senza dare i giorni di preaviso o darli ma meno di quelli previsti dalla legge ….. cosa succedde se faccio tutto ciò ..sono aprendista barista e lavoro da un anno e mezzo x la stessa ditta..grazie…

  665. Monica scrive:

    Grazie mille per la risposta. Le nostre aziende lavorano nel settore sanitario e partecipano entrambe a gare d’appalto per la fornitura di servizi alle aziende sanitarie. Nè io nè mio marito ci occupiamo della preparazione delle offerte e specialmente mio marito non avrà accesso ai dati che potrebbero fargli conoscere le strategie della sua nuova azienda per quanto riguarda le gare partecipate. Non ha firmato il patto di non concorrenza.

  666. Bruna scrive:

    Le mie domande sono le seguenti:

    - Un dipendente dell’amministrazione straordinaria di un’azienda può essere solo assunto a tempo determinato?

    -il datore di lavoro può fare favori personali ai colleghi, tipo pagargli un viaggio durante le giornate lavorative, quindi in ufficio ci rimarrà per una settimana una sola persona?

    -nel contratto la mia mansione è quella d’impiegata amministrativa, è corretto svolgere anche commissioni fuori ufficio,utilizzando l’automezzo personale?

    Grazie, le domande più importanti sono queste.
    Bruna

  667. mara scrive:

    Buongiorno, bella iniziativa, non c’è che dire.
    Avrei un dubbio che spero possiate togliermi. Quando si va in maternità anticipata e/o obbligatoria si viene pagati dall’INPS all’80%, ma la ditta è tenuta a coprire il restante 20%? Bisogna richiederlo? E se lo richiedi ti fai nemica la ditta? Ha senso che le cose non vengano riconosciute?

  668. Federico scrive:

    Ciao a tutti!
    Complimeti per l’iniziativa da voi intrapresa, davvero lodevole. Devo esporre alcuni quesiti in merito alla mia busta paga ed al mio lavoro in generale. Sono cassiere in un bar di un distributore di carburanti. Il mio datore di lavoro mi ha spiegato, quando iniziai, che la mia competenza nn si limitava allo stare solo in cassa, bensì a funzione di direttore d’aerea, il che comporta moltissime responsabilità, come ad esempio il maneggiare soldi, versare i soldi in cassaforte, pagare fatture ai vari fornitori,segnalare guasti dell’impianto,sia bar sia distributore, alla ditta che si occupa delle riparazioni ecc ecc (la lista è lunga). Il che andrebbe benissimo se fossi retribuito come giusto che sia, ma nella mia busta paga c’è scritto nella voce “qualifica” Apprendista operaio di livello 6 con paga base 644,83.
    Ma questo nn è il problema vero e proprio perchè in fin dei conti oggi l’ho scelto io.
    Il mio contratto è iniziato il 04/12/10 ed a oggi non ho fatto nessun giorno di ferie, in totale ho maturato 17 giorni di cui 2 nel 2010 ed i restanti nel 2011. Tempo fa, a giugno, chiesi al mio datore 8 giorni di ferie e la risposta fu un NO secco. Tentai di scendere a un compromesso ma la risposta fu che nei mesi estivi c’è il picco del lavoro e nn me le può assolutamente dare e poi tra l’altro nn me le darebbe ugualmente perchè (parole sue) non lo colpisco sul lato sentimentale perchè non ho figli (ho 22 anni).
    Quindi il mio primo quesito è: che fine faranno questi giorni di ferie? Si accumulano nel corso degli anni o per forza me le deve dare prima della fine dell’anno?
    Altro quesito. Essendo “apprendista operaio” non posso fare più di 8 ore al giorno giusto? Invece ne faccio 9, a volte anche 10 e le ore in più non me le paga come straordinari, non sono neanche segnate nella busta paga, bensì me le paga fuori busta come prestazioni occasionarie trattendo il 20 %. Da precisare che sono obbligato a farne più di 8, non è una mia scelta.
    Infine se a fine turno,quando chiudo la cassa per fare i conti,ho delle mancanze per una qualche svista nei resti devo rimettere i soldi di tasca mia. Stesso discorso anche quando si fanno le giacenze dei tabacchi e dei gratta e vinci, se mancano i soldi ce li rimetto io e gli altri cassieri. Lo può fare? So che esiste una qualche assicurazioni su queste “sviste”.
    Grazie delle eventuali risposte!

  669. Gianluca scrive:

    Buongiorno,se è possibile vorrei dei chiarimenti per quanto riguarda la mia situazione lavorativa.Sono dipendente di una multinazionale dal febbraio 1990 con qualifica di operaio 5livello metalmeccanico,nel mese di maggio del 2010 l’azienda è entrata in Amministrazione Straordinaria con la nomina dei commissari del Tribunale,cosi siamo andati avanti usufruendo poi della Cigs.In agosto 2010 è stato fatto un accordo con le parti che prevedeva che su 330 dipendenti il nuovo compratore ne avrebbe assunti 80+ altri 30 entro dicembre 2010 e il restante numero di dipendenti rimanevano in Cigs per 24 mesi.La questione è che le persone che sono entrate nella nuova società le hanno scelte con criteri alquanto oscuri,visto che io sia per anzianità che per professionalità dovevo essere dentro.Allora la mia domanda è prima cosa se l’azienda dopo avere sottoscritto un accordo che prevedeva l’assunzione di altri 30 operai può anche non rispettare l’accordo,poi se eventualmente potrei fare vertenza per far rispettare i miei diritti visto che mi sono trovato fuori da una azienda senza aver preso neanche un euro,in attesa di una Vostra gentile risposta porgo distinti saluti.

  670. Pamela scrive:

    Buonasera,
    io volevo sapere un informazione riguardo il mio contratto..ovvero son assunta a tempo indeterminato dal 01/2006 come aiuto cuoca da due anni circa nn svolgo più questa mansione per far un favore alla cooperativa sociale dove lavoro..dopo 6 mesi che son entrata io è arrivata una signora come addetta alla cucina..come anzianità posso chieder di riaver il mio posto?
    Grazie ottimo sito
    A Presto

  671. Diego scrive:

    Buon giorno,
    sono un dipendente di una grossa società Italiana e mi occupo di Controllo di Gestione. Premetto che sono pagato col minimo sindacale (sono stato formato in azienda)nonostante il mio ruolo sia a stretto contatto col management e quindi comporti maggiori responsabilità rispetto ad un semplice impiegatizio. Lavoro da tre anni e mai un aumento, l’ ho chiesto ed è stato snobbato ( non ufficialmente rifiutato!). Ora mi hanno chiesto un maggior impegno con ulteriori mansioni, la mia domanda è : POSSO RIFIUTARMI DI SODDISFARE LE MAGGIORI ESIGENZE AZIENDALI SENZA UN AUMENTO SALARIALE? Nel senso, non faccio nè più e nè meno di quello che ho sempre fatto se non mi dai 300€ in più?

    Grazie Mille.

  672. luigi scrive:

    salve io sono il presidente di un associazione ludoteca,e in questo periodoavrei dei dubbi.il vice presidente dell associazione è con me in società,ma con l’esperienza ho capito che non è una persona competente per questo tipo di lavoro poichè a causa sua ci sono solo effetti negativi.e per questo vorrei un consiglio di come comportarmi e cosa devo a questa persona continuando io insieme ad un altra a svolgere l’attivita’.grazie

  673. Massimiliano Tavella scrive:

    Ricordo a tutti la pagina su facebook : studio tavella

  674. Giulia scrive:

    i titolari dell’azienda per cui lavoro da anni con un contratto a t.indeterminato p.time mi hanno chiesto per ragioni personali (sono la fidanzata del figlio di uno dei titolari) di dare le dimissioni dal mio impiego. Ovviamente dando le dimissioni non avrei diritto all’indennità di disoccupazione (specifico che non ho al momento altre alternative di lavoro) perciò, visto il loro interesse, ho chiesto loro di “accordarci”: dimissioni in cambio di una buonauscita pari al sussidio di disoccupazione (l’accordo mi è stato usggerito da un sindacato). La loro risposta è stata: ti licenziamo noi così potrai fare richiesta di disoccupazione. Ma possono? Come? Non hanno nessuna giusta causa…Cosa dovrei fare?farlo presente all’INPS?a un sindacato?
    La ringrazio anticipatamente per l’aiuto.

  675. pietro scrive:

    spett. AVVOCATO MI TROVO IN UNA SITUAZIONE MOLTO STRESANTE DAL PUNTO DI VISTA UMANO.SONO UN OPERAIO DI IGIENE URBANA. CON MANSIONE DI AUTISTA RACCOGLITORE,CIRCA 1 ANNO FA MIO FIGLIO SI E AMMALATO DI DIABETE MELLITO 1 ETA 11 ANNI.IL MIO CANTIERE DI LAVORO ERA DISTANTE 50 KILOMETRI TRA ANDATA E RITORNO . CON LA MALATTIA DI MIO FIGLIO MI E STATO RICONOSCIUTO LA LEGGE 104 HO CHIESTO IL TRASFERIMENTO PIU VICINO E DOPO 3 MESI RIESCO AD AVERLO. MA DA QUI SONO INCOMINCIATO I MIEI PROBLEMI. MI VIENE AFFIDATO IL COMPITO DI RACCOGLIERE PATTUMIERE PORTA A PORTA,SU ALCUNU PUNTI DEL PERCORSO BISOGNA ANDARE A PIEDI E FARSI CIRCA 300 METRI DI STRADA A PIEDI.AVENDO SEGNALATO IL PROBLEMA AL MIO CAPO CANTIERE,VENGO IGNORATO, DECIDO DI PRELEVARE LE PATTUMIERE MA DI LASCIARE A BORDO STRADA PER RIUSCIRE A COMPLETARE IL MIO GIRO NELLE MIE ORE LAVORATIVO.MA A QUESTO PUNTO L’AZIENDA MI FA UN PROVEDIMENTO DISCIPLINARE DI 5 GIORNI DI SOSPENSIONE.IO MI SONO MOSSSO A COMUNICARE AL MIO UFFICIO PROVINCIALE DEL LAVORO DELLA MIA CITTA E ADESSO ASPETTO NOTIZIE DELLA RICONCILIAZIONE.QUINDI IO CHIEDO A LEI SE IO SAREI OBBLIGATO A FARE TUTTI QUEI METRI E A METTERE A REPENTAGLIO LA MIA SICUREZZA NELLA MOVIMENTAZIONE DELLE PATTIMIERE E DEI BIDONI SU DEI TRATTI DI LUNGHE SALITE ,IN ATTESA DI EVENTUALE RISPOSTA PORGO CORDIALI SALUTI.

  676. lucia scrive:

    Salve, sono stata impiegata con contratto di collaborazione a progetto per 4 anni ho 23 anni, ora sto cercando un nuovo lavoro. la domanda è possono assumermi con un contratto di apprendista impiegata pur avendo svolto questa mansione per 4 anni con un contratto di collaborazione a progetto?
    grazie mille per l’attenzione

  677. Laura scrive:

    Buonasera, oggi mi è stato comunicato che mi verrà ridotto l’orario di lavoro.io ho un contratto a tempo indeterminato in un’azienda sotto i 15 dipendenti partime a 6 h dal 12.2010 e sono in questa societò da 8 anni. Premetto a settembre del 2010 sono rientrata dalla maternità e ho ripreso servizio e che dal dicembre 2010 avevo richiesto per esigenze familiari un partime di 6h che mi è stato concesso. nel periodo estivo ho anche fatto orario supplementare per loro esigenze lavorative. Posso rifiutarmi, è corretto ridurre l’orario prima a me che ad altre mie colleghe?mi è stato detto che c’è crisi ma subito dopo alle mie colleghe è stato chiesto di fare lavoro straordinario. attendo Vs. riscontro e ringrazio.

  678. Aldo scrive:

    Salve, vorrei porle un quesito perchè non so come comportarmi con il mio datore di lavoro, io sono due anni che lavoro per una azienda che inizialmente mi ha stipulato un contratto a progetto( da agosto 2009 a giugno 2010) con un’altra azienda e successivamente mi ha stipulato un contratto a tempo determinato Ccnl del settore terziario – servizi con la qualifica di usciere di 45 ore settimanali di 5° livello con un’altra diversa azienda( da Luglio 2010 a Dicembre 2010), premetto che per il cambio di azienda ( loro mi hanno detto che affidano la gestione del personale alle aziende che vogliono) ho dovuto versare all’inps quasi 800 euro di tasse, quest’ultimo contratto scaduto il 31 dicembre 2010 è stato rinnovato automaticamente fino al 31 dicembre 2011 senza che ho nulla in mano e per lo più è passato da full time a part-time senza che io abbia firmato niente!!!
    Cosa dovrei fare, io lavoro full time ma sulla busta paga sono part time, per arrivare al netto busta che mi aspetta mettono la voce premio

  679. Aldo scrive:

    salve vorrei porle un quesito perche non so come mi devo comportare con il mio datore di lavoro, io sono due anni che lavoro per un’azienda che a sua volta affida la gestione del personale ad altre aziende, inizialmente mi hanno stipulato un contratto a progetto ( da agosto 2009 a giugno 2010 ) con un’azienda diversa poi mi hanno stipulato un contratto a tempo determinato del settore terziario servizi di 5°livello con la qualifica di usciere per 45 ore settimanali (da Luglio 2010 a 31 Dicembre 2010) sempre con un altra azienda diversa quest’ultimo contratto poi mi è stato detto che è stato rinnovato automaticamente(io non ho nulla in mano perche non mi è stato dato niente io ho soltato una copia del contratto che terminava a dicembre 2010) fino al 31 dicembre 2011 ma la cosa piu interessante è che è passato da full time a part time 75% senza che io abbia firmato nulla!
    inoltre per colpa dei contratti con le loro aziende ho dovuto fare l’unico avendo due cud e ho dovuto pagare quasi 800 euro di tasse! cosa devo fare?

  680. francesca scrive:

    Buongiorno e grazie per il supporto che offrite a noi lavoratori.
    Vorrei esporre brevemente la mia situazione: sono una lavoratrice a progetto. Il mio “progetto” ha avuto inizio il 01/10/10 per 6 mesi e al 31/07/2011 ho ottenuto -lottando- un rinnovo del contratto fino al 31/01/12. Sono costretta a seguire degli orari di lavoro nonostante il mio contratto di lavoro non lo preveda, e in caso di ferie o malattia devo recuperare le ore perse: esattamente 5 al giorno dal lun al ven.
    Dunque, l’ufficio dove lavoro è rimasto chiuso per ferie dal 01 al 29 agosto ed io ho percepito regolarmente il mio stipendio per il suddetto periodo; il mio datore vuole costringermi a recuperare le giornate di lavoro di agosto nonostante l’ufficio sia rimasto chiuso! Come posso far valere le mie ragioni senza incorrere in spiacevoli ritorsioni?
    Vi ringrazio anticipatamente per l’ attenzione.

  681. Alessandra scrive:

    buongiorno dott. Tavella, innanzitutto la ringrazio per la mail di risposta che ho ricevuto…
    tuttavia avrei un’ulteriore domanda:
    se l’azienda dovesse confluire e venir assorbita da una nuova, in quel caso potrebbe variare la mansione del mio apprendistato e perciò farlo ripartire da zero?
    eventualmente cosa posso fare per evitare che ciò accada?
    cordialmente, Alessandra

  682. sara scrive:

    buongiorno Dottore, le chiedo cortesemente informazioni riguardo i permessi “per allattamento”: io lavoro 8 ore quindi ho a disposizione 2 ore di permesso al giorno. in caso di ferie di un giorno intero, bisogna conteggiare 8 ore di ferie oppure 6 ore ferie + 2 ore allattamento?grazie mille

  683. mauro scrive:

    buongiorno dottore,
    le chiedo cortesemente informazioni riguardo la mia situazione lavorativa.sono impiegato di 5 livello in una spa e svolgevo il ruolo di responsabile di un reparto.per motivi di calo di lavoro il reparto è stato chiuso e mi hanno messo in produzione senza spiegarmi nulla? è possibile?
    in attesa sua risposta

    grazie

  684. Giuseppe scrive:

    Salve, sono un fisioterapista assunto con contratto a tempo indeterminato da una cooperativa che svolgeva per conto di una clinica privata servizio di assistenza domiciliare(in sostanza la clinica ha appaltato alla cooperativa il servizio di assistenza domiciliare). Dal mio rientro dalla ferie (metà agosto) non ho più avuti pazienti da trattare (il servizio adi della clinica è stato bloccato per il taglio del budget della Asl)non potendo raggiungere quindi il monte ore previsto dal ccnl.Da metà agosto a fine agosto praticamente mi hanno detto di restare a casa in ferie(è possibile??). A tutt’oggi sono ancora a casa e vorrei sapere se il mio datore di lavoro è obbligato comunque a corrispondermi la retribuzione prevista dal Ccnl.

    Cordiali saluti
    Giuseppe

  685. Claude scrive:

    Gentile Massimiliano,
    desideravo chiederle se è pevisto dal mansionario dell’assistente amministrativo fascia c comparto sanità, (dipendente ASL) oltre al previsto lavoro amministrativo anche quello di “call center” poichè dovrei fare interviste telefoniche con l’utenza a scopi statitistici ed epidemiologici riguardanti tra l’altro questionari contenenti argomenti squisitamente medici.
    Attendo fiducioso una sua esaustiva risposta.
    Grazie e complimenti per questo utile spazio aperto ai lavoratori.
    Claude

  686. Max scrive:

    Buongiorno e grazie per il servizio offerto.
    Le espongo il mio caso.
    Dopo 3 anni di lavoro presso un’azienda come apprendista, non mi è stato rinnovato il contratto. L’azienda non ha mai rispettato le norme del contratto di apprendistato, tant’è che non mi ha mai fatto svolgere i corsi previsti per gli apprendisti, mi ha sempre obbligato a fare straordinari oltre le soglie così come le mansioni da me svolte sono sempre state ben oltre le responsabilità di un apprendista.
    Ovvio che non ho mai potuto e voluto appormi a tale situazione per paura di perdere il posto o di non aver rinnovato il contratto, ma il mio silenzio non è comunque servito.
    Le chiedo, secondo Lei ci sono gli estremi per aprire una vertenza nei confronti dell’azienda? A quale patronato sarebbe meglio rivolgersi.

    Grazie in anticipo,
    Max

  687. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Max.
    Il rapporto di apprendistato è un rapporto particolare nel quale vanno rispettate più che in ogni altro tipo di rapporto le regole. Da come descrive il caso, risulterebbero palesi inadempienze con ottime possibilità di vedersi convertire il contratto di apprendistato in un normale e “regolare” contratto di lavoro a tempo indeterminato.
    Le consiglio, per la fase amministrativa della vertenza di rivolgersi ad un Consulente del lavoro con il quale potrà anche concordare un compenso modesto o legato all’esito della pratica.

  688. Max scrive:

    Gentile Massimiliano,
    grazie per la celere risposta.
    Vedrò di muovermi in tale direzione.

    Max

  689. Sofia scrive:

    Buongiorno,
    avrei bisogno di alcune delucidazioni in merito al mio contratto di lavoro.
    Sono assunta a contratto indeterminato dal 2001 presso la stessa azienda.
    contratto: grafica ed editoria
    mansioni: impiegata
    livello: D2
    stipendio in lire al momento dell’ assunzione 1.986.956 lordi x 13 mensilità
    Attualmente
    mansioni: impiegata
    livello sempre dlo stesso da 10 anni: D2
    stipendio euro 1000 netti
    Nell’ arco degli anni mi sono state affidate mansioni che non avevo compresa la gestione della cassa. So che per questo di legge bisognerebbe inserire il 7% in più
    E’ possibile che in 10 anni il mio inqudramento si asempre lo stesso? C’è sicuramente qualcosa che non va. Oppure sbaglio?
    Ringrazio in anticipo tutti coloro che mi daranno informazioni in merito.
    Sofia

  690. Sofia scrive:

    Sempre Sofia…
    scusate aggiumngo inoltre che nello stesso edificio sono subentrate altre società per cui svolgo piccole mansioni. Questo si potrebbe fare pur essendo assunti sa una sola società?

    grazie ancora per eventuali consigli/informazioni

  691. giuseppe scrive:

    sono stato assunto 11 gennaio 2008 presso un’azienda di trasporti pubblici, mi mancano 20 giorni per raggiungere i 36 mesi di lavoro a tempo determinato (perchè i contratti non sono continuativi), ora l’azienda vuole prorogare di altri 8 mesi il contratto a tempo determnato e non fare quello a tempo indeterminato, lo possono fare?

  692. flavio scrive:

    Salve,lavoro come impiegato in assicurazione da 33 anni, ma nonostante sia un impiegato risulto come autonomo e con il passare degli anni sono stato sempre costretto a chiedere prestiti per pagare le tasse(che nn avrei dovuto pagare essendo 1 impiegato)Ora mi trovo in grossa difficolta’ vorrei sapere se c’era qualke azione legale per poter ottenere un risarcimento dal datore di lavoro…?

  693. luisa scrive:

    Complimenti per il sito…vorrei porle un quesito:sono stata assunta in un ente pubblico, settore sanità, nel 2009 per sostituire una persona che è deceduta…mi è stato fatto un contratto di 6 mesi…trasformato allo scadere dei primi 6 in uno da 36mesi quindi scadenza 2012.Oggi viene indetto un concorso per la mia figura professionale…cosa devo fare?Dalle letture varie che ho fatto su internet ho letto che per sostituire personale deceduto si può fare un contratto max di 8 mesi.Grazie per l’attenzione

  694. gaetano scrive:

    Egreg. Dott. Tavella,

    mia moglie lavora – è una puliziera part time – dal maggio-giugno 2005 presso una cooperativa di pulizie ( che ha in appalto il relativo settore in un ospedale cittadino ) Nel 2010 le viene riconosciuta un’ invalidità civile parziale ( cieca ventesimista) superiore al 75 %. Una volta ottenuto il certificato di invalidità che attesta la sua condizione e, nel contempo, certifica la sua sostanziale abilità al lavoro – mia moglie chiede al titolare della ditta di cui è dipendente se è possibile essere assunta come invalida. Il titolare della ditta non solo non le fornisce una risposta, ma sta tentando,attraverso una serie di “trappole” – ad esempio, cartacce appositamente nascoste sotto gli armadietti, assegnazione a turni di lavoro peggiori, etc – attuate da alcuni suoi sottoposti ( nonché colleghi di mia moglie) -tutti “promossi”(?) al rango di ” caposquadra”, ” supervisore”, etc – di licenziarla. Non capisco perché mia moglie, prima dell’invalidità ( malgrado i suoi congeniti difetti visivi ) fosse ritenuta una delle più puntuali ed assidue nel suo suo lavoro ( mai un rimprovero o una punizione), mentre adesso per incanto sembra essere diventata un peso morto per la sua ditta. In base a tutto ciò, Le chiedo: come deve agire mia moglie per tutelarsi ? Aggiungo, a mò di postilla, che il sindacato ( CGIL) da noi interpellato, ci ha congedato affermando che in tale situazione c’è poco da fare. Distinti Saluti

  695. giuseppe scrive:

    un contratto di apprendista di 36 mesi a tempo determinato arrivato alla data di scadenza si deve fare per legge la riassunzione o e facoltativo per un datore di lavoro scegliere se si o no?

  696. Giovanni.a scrive:

    Salve Dott.Tavella per cominciare,grazie per il fatto che aiuta noi operai ,il popolo, quelli che devono solo lavorare e stare muti…….
    grazie di farlo, di vero cuore.
    Le sottopongo il mio problema
    Il datore di lavoro, ha deciso motu propio di liquidare i ratei del tfr ogni mese in busta, questo senza averci mai sentito o chiesto autorizzazione…
    Poi chi piu’ ne ha piu’ ne metta… tredicesima mensilita e quattordicesima pagata tramite bonifico e poi rivoluta brevi mano….
    all’atto dell’assunzione poi ci fece firmare le dimissioni in bianco, inventando una scusa pietosa quanto lui… credendo che operaio voglia dire zuccone ignorante.
    quali sono le azione che dovrei intraprendere in futuro verso questa persona che di giorno in giorno diventa sempre piu’ pericolosa????

    grazie e saluti

  697. Claude scrive:

    Gentile Massimiliano,
    desideravo chiederle se è pevisto dal mansionario dell’assistente amministrativo fascia c comparto sanità, (dipendente ASL) oltre al previsto lavoro amministrativo anche quello di “call center” poichè dovrei fare interviste telefoniche con l’utenza a scopi statitistici ed epidemiologici riguardanti tra l’altro questionari contenenti argomenti squisitamente medici.
    Attendo fiducioso una sua esaustiva risposta.
    Grazie e complimenti per questo utile spazio aperto ai lavoratori.
    Claude

  698. Claude scrive:

    Gentile Massimiliano,
    se era possibile desideravo ricevere qualche indicazione o consiglio in merito al quesito
    posto alla sua attenzione.
    Spero di poter ricere qualche prezioso consiglio che possa aiutare a capire.!
    Grazie e le rinnovo
    tutta la mia stima ed ammirazione.
    Claude

  699. Massimiliano Tavella scrive:

    La declaratoria riferita al profilo è la seguente : “Assistente amministrativo”
    Svolge mansioni amministrativo-contabili complesse – anche mediante l’ausilio di apparecchi terminali meccanografici od elettronici o di altro macchinario – quali, ad esempio, ricezione e l’istruttoria di documenti, compiti di segreteria, attività di informazione ai cittadini, collaborazione ad attività di programmazione, studio e ricerca”.
    Da una prima riflessione, le mansioni affidate sembrano essere equivalenti ed in linea con il profilo di assunzione.

  700. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Giovanni.
    Se così stanno le cose, il tuo datore rischia tantissimo. Infatti oltre ai profili riguardanti la sanzionabilità amministrativa della condotta, alcuni aspetti sono prettamente PENALI. La dimissione in bianco è, comunque, nulla. Ho visto tanti datori finire in galera per questo gioco del ritorno in contanti della retribuzione o di parte di essa. Adesso tocca a te e soltanto a te decidere cosa fare. Ripeto la condotta è gravissima e sanzionabile pesantemente.

  701. Sofia scrive:

    Buongiorno Dott. Tavella,
    in merito ai post precedenti cle chiedo se gentilmente può darmi qualche consiglio in merito. E’ importante. So che probabilmente sarà molto preso ma avendo un suo consiglio posso capire come muovermi.
    La ringrazioe
    Sofia

  702. Renato scrive:

    Salve, ho trovato questo blog cercando su google informazioni sul mio problema con il datore di lavoro. ne approfitterei se non disturbo per rivolgere il mio quesito.
    Sono un impiegato tecnico e insieme ad altri 30 colleghi lavoro come dipendente in un laboratorio riparazioni. da 4 mesi a questa parta il responsabile personale esige la compilazione giornaliera di un modulo con su indicato quali sono tutte le nostre attività svolte durante l’orario di lavoro. il problema è che non lo chiede a tutti ma sono a tre impiegati. onestamente visti i sistemi informatici aziendali il responsabile avrebbe tutti i mezzi informatici per stabilire cosa ciascun impiegato/operaio ha fatto durante il giorno.. eppure insiste solo ocn noi tre per avere questa relazione quotidiana. personalmente ci sentiamo umiliati..
    può avere questo ocmportamento nei nostri riguardi ? cosa mi consiglia di fare ?
    la ringrazio per l’attenzione
    Renato

  703. Carlo Guidi scrive:

    Salve Dott. Tavella, lavoro in Telecom, il 30-06-11 ho perso la mia posizione di venditore, perche’ sono stato sostituito da un capoarea che era perdente posto(la sua figura di capoarea spariva dalla struttura).Ho chiesto le motivazioni della mia sostituzione e mi e’ stato risposto che(fermo rimanendo la stima e l’apprezzamento per il mio operato) il capoarea era piu’anziano di me e quindi hanno preferito tutelare lui e non me.Peraltro avevo dei benefit economici importanti:28.000 euro/anno di piano incentivi;macchina aziendale.
    Ho chiesto all’azienda, una compensazione economica (aumento di merito), visto i benefit su esposti
    Che vado a perdere, e su cui avevo programmato la mie spese prossime venture.
    Peraltro fino allo scorso anno(2010) l’azienda riconosceva a chi perdeva il piano incentivi un aumento di merito di 200 euro mensili, adesso mi hanno detto che questa POLICY, non e’ piu’ attuata e quindi non vogliono darmi nulla per compensare il danno economico che dovro’subire.

    I quesiti sono 2:
    1)E’ legittima la sostituzione con un perdente posto? L’azienda puo’ tutelare lui a mio discapito solo perche’ piu’ anziano di reparto?

    2) Posso chiedere una compensazione economica? e si puo’ configurare una discriminazione nei miei confronti, perche’ ad altri l’aumento di merito e’ stato dato?

    Grazie e complimenti per questo utile spazio aperto ai lavoratori

  704. Giovanni.a scrive:

    Grazie Dottore… meraviglioso…….
    L’unico problema sarebbe l’omerta’ dei colleghi…..
    vedro’ c’e’ tanta paura..e omerta’
    Comunque grazie

  705. antonella scrive:

    Buongiorno Massimiliano, complimenti per l’utile iniziativa.I miei quesiti: sono dipendente di un Comune a tempo indeterminato, cat.B3 , lavoro nell’ ufficio turistico comunale.
    1-la legge regionale prevede il diploma per lavorare in un ufficio turistico , quindi un C , ma il concorso è stato fatto per B3..cosa posso fare per ottenre la categoria C?
    2-sono l’unica dipendente dell’ufficio turistico e il mio orario è il seguente: tutti i giorni orario spezzato: dal martedi al sabato: 930-13 e 16-19 (pausa pranzo di 3 ore per non darmi i buoni pasto); tutte le domeniche; solo un giorno di riposo , il lunedì.Vedo che sia nel pubblico che nel privato le domeiche sono a turnazione, non gravano tutte, tutto l’anno sul solito dipendente e che quando c’è l’orario spezzato i giorni di riposo sono 2…le chiedo dunque quali sono le normative che stabiliscono ciò che vedo nella prassi in modo da rivendicare un orario più opportuno?Aggiungo che esiste una legge regionale che stabilisce che “l’ufficio turistico è aperto nel periodo di maggiore affluenza turistica” e che la domenica non viene nessuno e il pomeriggio pochissimi turisti.Grazie per una risposta.

  706. Simone scrive:

    Buonasera Massimiliano, vorrei sottoporle un quesito e La ringrazio fin da ora per quanto potrà rispondermi.
    Lavoro come operaio per un’azienda di disinfestazioni (CCNL Pulizie/Multiservizi) ininterrottamente dal 01/03/1993 ed ho sempre goduto dell’applicazione automatica degli aumenti periodici (biennali) di anzianità. Ad un certo punto, dal 2008, mi è stato detto che questi aumenti sono stati sostituiti da un’indennità forfettaria di anzianità e che comunque esisteva già dal 2001 un tetto massimo di n. 5 aumenti cumulabili per gli operai. Come dovrebbe essere composta, ad oggi, la mia busta paga secondo Lei (limitatamente all’anzianità). Ho letto il contratto, ma il tetto massimo (di n. 8 scatti, tralaltro) è fissato solo per gli impiegati, non per gli operai ed effettivamente esiste questa indennità forfettaria. Grazie ancora.

  707. Pietro scrive:

    Buonasera dottore,volevo da lei alcune delucidazioni se fosse possibile..
    Mia moglie lavora da piu’ di 10 anni in una grossa ditta con contratto commercio,e’ da 6 mesi o piu’ che e’ un continuo martellare per farle diminuire l’orario lavorativo da 38 ore a 30 ore.All’inizio hanno iniziato sottoforma di domanda,se le poteva far piacere,ma avendo sempre risposta negativa sono arrivati a forzature,del tipo se accetti non ti spostiamo di sede,puoi chiedere agevolazioni e varie sdolcerie…ma il bello e’ che le hanno detto che deve scrivere lei una lettera in cui ri chiede di essere trasferita…non sappiamo cosa fare… La ringrazio ancora tanto.

    Pietro

  708. Barbara scrive:

    Buona sera Massimiliano vorrei porle due quesiti e la ringrazio anticipatamente.
    Lavoro a tempo indeterminato in una ditta metalmeccanica dal 1994;l’anno passato sono rientrata dalla maternità e sono stata messa in cassa integrazione tutto il periodo dell’allattamento, fino all’anno del bambino(è nato il 22-10-09).Potevano farlo oppure no considerando la mia maternità?
    All’inizio di quest’ anno ho chiesto l’orario part time per problemi logistici col bimbo e mi hanno dato risposta verbale positiva con tanto di data di inizio del nuovo orario ossia l’1 aprile 2011.
    Il giorno lavorativo precedente a tale data mi è stato posticipato il part time a data da destinarsi; sono passati diversi mesi e ancora non ho una rispota e francamente non so come comportarmi.Esiste un modo per uscire da questa fase di stallo e ottenere finalmente l’agognato part time?
    Grazie, cordiali saluti.
    Barbara.

  709. GIUSEPPE scrive:

    SALVE MASSIMILIANO VORREI UN CONSIGLIO,LAVORO IN UN AZIENSA CHE E” NATA 7 ANNI FA CON UNA MORATORIA, LA MORATORIA E” SCADUTA 2 ANNI FA,ORA L”AZIENDA DOPO TANTI TIRA E MOLLA CON I SINDACATI (I QUALI CHIEDONO L”APPLICAZIONE DEL CONTRATTO NAZIONALE DEL LAVORO) HA PROPOSTO DI DARCI QUELLO CHE CI SPETTA A PATTO CHE TUTTI I DIPENDENTI FIRMANO UN DOCUMENTO IN CUI DICHIARONO DI NON FARE VERTENZA PER QUEI 2 ANNI SCOPERTI,ECCO IO VOLEVO CHIEDERTI SE SECONDO TE DOVREMMO ACCETTARE QUESTA PROPOSTA OPPURE NO. CIAO E GRAZIE IN ANTICIPO.

  710. pietro scrive:

    Salve,alla domanda 707 dimenticavo che oltre allo spostamente deve scrivere di suo pugno che richiede la diminuzione delle ore lavorative,perche’ le hanno detto che sarebbe troppo lungo il procedimento effettuato dalla ditta stessa…la ringrazio

  711. Sofia scrive:

    Buogiorno,
    per la domanda 689 qualcuno sa darmi una mano?
    Mi hanno appena comunicato dall’ uff. del personale che non esiste nessuno scatto automatico ma in realtà ho un altro tipo di informazioni.
    E’ importante.
    Grazie
    Sofia

  712. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Sofia.
    Nella categoria D2 rientrano i :”Lavoratori addetti a servizi od uffici amministrativi o tecnici che svolgono mansioni per le quali è richiesta una generica preparazione ed esperienza; ovvero lavoratori che addetti ai vari rami delle lavorazioni o ai servizi svolgono mansioni per le quali è richiesta la qualificazione professionale”. Il contratto continua precisando che “Gli impiegati dopo 1 anno di permanenza in D/2 saranno assegnati alla C/2″. Per quanto riguarda l’indennità di cassa del 7%, la stessa è dovuta solo se l’impiegata è responsabile di eventuali differenze (con trattenuta sulla retribuzione.

    http://www.facebook.com/#!/pages/STUDIO-TAVELLA-Consulenza-del-Lavoro/122468664494873

  713. Sofia scrive:

    La ringrazio tanto Dott. tavella,
    quindi se ho capito bene il mio livello da D2 deve passare a C2? LA’ ufficio del personale mi dice ora che prova a verificare perchè può essere sfuggito qualcosa…… Come mi devo comportare quindi?
    Sofia

  714. luisa scrive:

    Scusi Dott.Tavella volevo chiedere se può dare un occhiata al commento 693…e darmi qualche buona notizia…Grazie mille e rimango in attesa…

  715. Diego scrive:

    Buon giorno,
    sono un dipendente di una grossa società Italiana e mi occupo di Controllo di Gestione. Premetto che sono pagato col minimo sindacale (sono stato formato in azienda)nonostante il mio ruolo sia a stretto contatto col management e quindi comporti maggiori responsabilità rispetto ad un semplice impiegatizio. Lavoro da tre anni e mai un aumento, l’ ho chiesto ed è stato snobbato ( non ufficialmente rifiutato!). Ora mi hanno chiesto un maggior impegno con ulteriori mansioni, la mia domanda è : POSSO RIFIUTARMI DI SODDISFARE LE MAGGIORI ESIGENZE AZIENDALI SENZA UN AUMENTO SALARIALE? Nel senso, non faccio nè più e nè meno di quello che ho sempre fatto se non mi dai 300€ in più?

    Grazie Mille.

  716. massimo scrive:

    eg.dott.Tavella sono socio cooperativa dal 1993 e fino al 2004 ho sempre svolto lavori di facchinaggio-traslochi – dal 2005 lavoro presso ente pubblico tramite cooperativa con contratti che vengono rinnovati annualmente dai quali viene richiesto lavori di facchinaggio – la mia domanda e’ possibile essere assunto visto che dal 2008 ho sostituito impiegato in pensione e comunque e’ dal 2005 che svolgo lavori da impiegato (archiviazione pratiche-gestione magazzino economale)venendo sempre retribuito saltuariamente come operaio da cooperativa ? quali diritti ho facendo vertenza ?

  717. roberta scrive:

    Buongiorno,spero davvero possa aiutarmi,lavoro da 22anni in un azienda leader della grande distribuzione.
    Il mio contratto negli anni e’cresciuto da Addetto ipermercato V livello a Capo reparto II livello.
    Ma ad oggi la mia retribuzione oraria e’inferiore ad un qualsiasi altro livello in azienda la mia come quella dei miei colleghi Capo reparto ,in quanto forfettizzati …per capirci ci retribuiscono 40 lavorative settimanali ma in realtà permaniamo in azienda almeno minimo 10 ore al giorno per 6gg,senza parlare delle domeniche che per noi in quanto responsabili sono “obbligatorie” o le notti per allestimenti e inventari..noi abbiamo solo un cartellino presenze dove non vengono segnate le ore di entrata e uscita a differenza degli altri dipendenti.
    Pausa pranzo non timbrata tutti insieme al superiore con ciccalino per le chiamate acceso a disposizione di clienti o fornitori.Senza parlare delle mansioni, tante responsabilita’a noi spettano raggiungimaento del budget ,gestione del personale , gestione delle riserve ecc.. ma oltre a questo, altro che lavoro di concetto..caricamento dei banchi e perchè no la sistemazione dei cestini vuoti lasciati dai clienti alle casse o della merce fresca abbandonata!!! E si chiedono perche’ nessuno vuole diventare Capo Reparto.
    Insomma la mia domanda e’quali sono le conseguenze
    possibili nel timbrare ed andare a casa dopo otto ore??loro cosa possono pretendere con questo contratto forfettario? ovviamente non posso contare sulla solidarieta’ dei miei colleghi visto che almeno la metà sono workalcholic che vivono in azienda 14 ore al giorno dalle cinque del mattino..e l’altra meta…subisce in attesa della prima finestra per la pensione …
    Grazie,grazie di cuore

  718. francesco scrive:

    buon giorno dott. tavella: avrei bisogno di informazione,lavoro in un supermercato sono assistente al direttore di negozio e sono terzo livello,purtoppo la azienda per la quale lavoro non gradisce per niente il nostro sforzo e sacrificcio ogni giorno e io sono gia stanco di subire e subire,la mia domanda e,come posso fare per ridare indietro mio terzo livello e fare una modifica al mio contratto indeterminato per lavorare come un dipendente normale?
    la ringrazio se mi puo aiutare …la saluto francesco

  719. Barbara scrive:

    Buona sera Dottor Tavella le ho posto due quesiti in data 14/09 (n.708) ma non mi ha ancora risposto.
    Rimango in attesa di un suo intervento.
    Cordiali saluti.

  720. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Barbara.
    La legge n. 247/2007, di attuazione del protocollo sul welfare, introduce 2 ipotesi in cui viene riconosciuta la priorità alla trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale:

    - in caso di patologie oncologiche riguardanti il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore o della lavoratrice, nonché nel caso in cui il lavoratore o la lavoratrice assista una persona convivente con totale e permanente inabilità lavorativa, che assuma connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della L. n. 104/1992, alla quale è stata riconosciuta una percentuale di invalidità pari al 100%, con necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita

    - in caso di richiesta del lavoratore o della lavoratrice, con figlio convivente di età non superiore agli anni tredici o con figlio convivente portatore di handicap ai sensi dell’articolo 3 della L. n. 104/1992 (art. 12-bis, commi 2 e 3, D.Lgs. n. 61/000).
    Le consiglio di richiedere formalmente la trasformazione.

  721. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Francesco.
    E’ davvero difficile rispondere alla tua domanda. Le dinamiche aziendali vanno affrontate con la necessaria conoscenza del caso specifico.

  722. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Roberta.
    Che disastro! Tenga conto che lo straordinario forfettario va bene se non si superano certi limiti.
    Le conseguenze per l’azienda possono essere gravissime, ma inquesti casi a decidere deve essere il dipendente, senza spinte.

  723. Agostino scrive:

    Salve.
    Mia moglie è stata assunta a contratto determinato tramite un’agenzia interinale in una banca.
    ha lavorato nell’anno 2009 per circa un anno, con causale nuovo progetto, poi è stata licenziata a termine contratto.
    Ha effettuato 2 mesi di disoccupazione.
    E’ stata richiamata sempre tramite agenzia a rilavorare di nuovo nella stessa banca per un anno con causale assegnata ad un’impiegato in aspettativa.
    Il contratto le scadrà ora il 31 dicembre 2011 ed aspetta un bambino che sarà al sesto mese. Posso fare qual cosa per farla rimanere a lavoro, posso interdire causa.
    Il dipendente in aspettativa non tornerà.
    Le buste paga sono rilasciate dall’agenzia interinale.
    Grazie

  724. daniela vaccari scrive:

    Buongiorno,
    sono un’educatrice scolastica,ho lavorato per due anni per una cooperativa sociale: ogni anno mi hanno fatto un contratto a tempo determinato da settembre a giugno (con scadenza alla fine dell’anno scolastico ma con pagamento parziale dei mesi estivi)..possono veramente ripropormi ancora un contratto a tempo determinato per la terza volta in tre anni e lavorando nella stessa scuola sullo stesso caso? cosa mi conviene fare?La ringrazio.

  725. Alessandra scrive:

    Buongiorno Dott. Tavella,

    le espongo la mia situazione.
    Sono un’apprendista assunta a febbraio 2007 presso una srl operante nel settore commercio e terziario (agenzia pubblicitaria per l’esattezza) con un apprendistato professionalizzante. Sono appena rientrata dalla maternità facoltativa e i carissimi titolari mi hanno detto che allo scadere del contratto, previsto a novembre, non sarò confermata.
    So bene che hanno tutti i diritti di non confermarmi, ma avrei bisogno di sapere quali sono i miei diritti.
    Mi spetta la disoccupazione o la mobilità?
    Inoltre, pochi mesi fa ho scoperto:
    1)che il ruolo che svolgo e per cui sono stata assunta non potrebbe rientrare nell’apprendistato, o perlomeno così mi hanno riferito, in quanto è un lavoro prettamente di scrittura di testi,non ricompreso nei profili inquadrati dall’apprendistato;
    2)che la mansione ceh svolgo non è quella riportata sul contratto, ma completamente diversa.

    Avrei bisogno di sapere se ci sono gli estremi per una vertenza sindacale, cosa rischio io e cosa comporterebbe per i miei datori di lavoro

  726. Pietro scrive:

    Caro dottore attendo sua risposta,domanda 707-710 grazie ancora….

    Pietro

  727. Laura scrive:

    Buongiorno Dott.Tavella,il 6 settembre le ho posto quesito n. 677 ma non ho ricevuto risposta, ringrazio anticipatamente,

    Laura

  728. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Pietro.
    A norma dell’art. 2103, cod. civ., nel testo sostituito dall’art. 13, L. n. 300 del 1970, il potere del datore di lavoro di trasferire il lavoratore da una unità produttiva ad un’altra è limitato alle ipotesi in cui sussistano comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive. Oltre che in conseguenza delle ragioni organizzative suesposte, il trasferimento deve essere disposto nel rispetto delle eventuali clausole del contratto collettivo che stabiliscano specifici oneri di forma, particolari modalità in ordine alla comunicazione del trasferimento, o ancora che restringano il campo delle “ragioni” che legittimano il trasferimento.
    Per quanto concerne la comunicazione dei motivi del trasferimento, il relativo obbligo, ad avviso della giurisprudenza, non sorgerebbe contestualmente alla comunicazione dell’ordine di trasferimento, ma solo e quando il lavoratore trasferito ne abbia fatto espressa richiesta.
    Tenga presente che il trasferimento deve essere impugnato a pena di decadenza entro 60 giorni dalla ricezione della sua comunicazione in forma scritta, ovvero dalla comunicazione, anch’essa in forma scritta, dei motivi, ove non contestuale, con qualsiasi atto scritto, anche extragiudiziale, idoneo a rendere nota la volontà del lavoratore anche attraverso l’intervento dell’organizzazione sindacale diretto ad impugnare il trasferimento stesso. Infine, il datore di lavoro non può ridurre unilateralmente l’orario normale di lavoro dei propri dipendenti, mentre ha il potere di modificare anche unilateralmente la distribuzione dell’orario di lavoro nell’arco della giornata o della settimana lavorativa purché tale modifica non sia arbitraria ma dettata da effettive esigenze tecniche, organizzative e produttive.

  729. massimo scrive:

    eg.dott.non ho ricevuto risposta al mio quesito n.716
    grazie anticipatamente

  730. Cristina scrive:

    Lavoro in un albergo e spesso supero il sesto giorno lavorativo saltantdo il riposo, dopo un controllo dell’Ispettorato del lavoro ho saputo che non si può lavorare più di 6 giorni, ma questo non ha importanza per la titolare e i giorni consecutivi di lavoro possono arrivare anche a 15, cosa mi spetta quando supero il sesto giorno lavorativo?

  731. Gianluca scrive:

    Buongiorno,se è possibile vorrei dei chiarimenti per quanto riguarda la mia situazione lavorativa.Sono dipendente di una multinazionale dal febbraio 1990 con qualifica di operaio 5livello metalmeccanico,nel mese di maggio del 2010 l’azienda è entrata in Amministrazione Straordinaria con la nomina dei commissari del Tribunale,cosi siamo andati avanti usufruendo poi della Cigs.In agosto 2010 è stato fatto un accordo con le parti che prevedeva che su 330 dipendenti il nuovo compratore ne avrebbe assunti 80+ altri 30 entro dicembre 2010 e il restante numero di dipendenti rimanevano in Cigs per 24 mesi.La questione è che le persone che sono entrate nella nuova società le hanno scelte con criteri alquanto oscuri,visto che io sia per anzianità che per professionalità dovevo essere dentro.Allora la mia domanda è prima cosa se l’azienda dopo avere sottoscritto un accordo che prevedeva l’assunzione di altri 30 operai può anche non rispettare l’accordo,poi se eventualmente potrei fare vertenza per far rispettare i miei diritti visto che mi sono trovato fuori da una azienda senza aver preso neanche un euro,in attesa di una Vostra gentile risposta porgo distinti saluti

  732. GIUSEPPE scrive:

    SCUSAMI TANTO,MA COME MAI NON HO RICEVUTO RISPOSTA ALLA MIA DOMANDA?

  733. Giuseppe scrive:

    Vorrei cortesemente un consiglio. Una persona ha svolto lavoro di assistenza a una mia zia che è mancata dopo un mese, in nero concordato da ambo le parti. Poi questa persona è rimasta per un altro mese sempre in nero sempre in accordo da ambo le parti per assistenza al marito della defunta. il salario percepito è stato il seguente: per i primi 15 gg paga oraria con tariffa come da richiesta della cosiddetta badante per il restante periodo salario mensile come previsto dalla legge per le badanti vale a dire 900 euro scaglionati con pagamento settimanale + mance regali e quant’altro. Ora non rendendosi più necessaria la prestazione della badante in quanto l’assistito deve ricorrere a cure ospedaliere, la badante minaccia di intentare una causa per le prestazioni in nero in quanto vuole essere pagata per l’intero periodo a tariffa oraria come avvenuto per i primi 15 giorni. Inoltre la sua prestazione nell’ambito dei due mesi in questione è stata saltuaria con settimane di lavoro part time giornate di assenza totale e nelle ultima settimana su sua richiesta per indigenza economica ha percepito il salario ad inizio settimana lavorando solo due giorni e non presentandosi più negli altri tre giorni successivi. Quali diritti può vantare questa pseudo badante scorretta? Ringrazio vivamente per eventuale risposta

  734. Giuseppe scrive:

    Buona sera dott. Tavella,Vorrei cortesemente un consiglio. Una persona ha svolto lavoro di assistenza a una mia zia che è mancata dopo un mese, in nero concordato da ambo le parti. Poi questa persona è rimasta per un altro mese sempre in nero sempre in accordo da ambo le parti per assistenza al marito della defunta. il salario percepito è stato il seguente: per i primi 15 gg paga oraria con tariffa come da richiesta della cosiddetta badante per il restante periodo salario mensile come previsto dalla legge per le badanti vale a dire 900 euro scaglionati con pagamento settimanale + mance regali e quant’altro. Ora non rendendosi più necessaria la prestazione della badante in quanto l’assistito deve ricorrere a cure ospedaliere, la badante minaccia di intentare una causa per le prestazioni in nero in quanto vuole essere pagata per l’intero periodo a tariffa oraria come avvenuto per i primi 15 giorni. Inoltre la sua prestazione nell’ambito dei due mesi in questione è stata saltuaria con settimane di lavoro part time giornate di assenza totale e nelle ultima settimana su sua richiesta per indigenza economica ha percepito il salario ad inizio settimana lavorando solo due giorni e non presentandosi più negli altri tre giorni successivi. Quali diritti può vantare questa pseudo badante scorretta? Ringrazio vivamente per eventuale risposta

  735. davide scrive:

    bunasera…volev fareuna domanda io lavoro nel settore alberghiero e ci sono tante cose sbagliate a lvello contrattuale che semmai approfondiremo più avanti….mi vogliono spostare a 50 chilometri da casa eio ho mia madre e mio padre che hanno la legge 104 solo che non l’ho mai presentata a lavoro, se lo faccio presente mi posson spostare?
    vi ringrazio anticipatamente per l’aiuto grazie

  736. davide scrive:

    chiedo scusa ma volevo aggiungere che mia madre ha una invalidità del 75% grazie

  737. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Giuseppe.
    E’ il caso di chiarire che un servizio come questo non può avere una regolarità temporale di risposta. “Come mai non ha ricevuto risposta?”: Perchè il quesito è stato postato solo 2 giorni fa e chi risponde lavora e non può rispondere all’istante a tutti i quesiti. Il servizio è gratuito e nasce dalla volontà comune di aiutare chi, in stato di difficoltà lavorativa, cerca un primo chiarimento sulla problematica senza rivolgersi altrove. Spero di essere stato chiaro.

  738. Carlo Guidi scrive:

    Ciao Massimiliano, per favore puoi dare una risposta al quesito 703?
    Ti ringrazio anticipatamente

  739. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Carlo Guidi.
    Non e’ semplice dare una risposta esauriente sulla problematica se non si conosce bene la vicenda. Se il benefit era legato a determinate prestazioni, la variazione di mansione fa perdere tale possibilità. Con specifico riferimento alla variazione di mansione, ripeto, e’ impossibile fornire indicazioni serie se non si inquadra giuridicamente la fattispecie.

  740. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Giuseppe .
    Le consiglio di cercare una soluzione transattiva. Faccia fare un conteggio complessivo di una possibile soccombenza e stabilisca un criterio per individuare la somma a titolo transattivo.

  741. Ilaria scrive:

    Buongiorno ,vorrei dei chiarimenti sulla mia situazione.Ho frequentato la scuola di estetista per tre anni ottenendo l’attestato di qualifica di secondo livello come operatrice delle cure estetiche inoltre ho conseguito anche l’ ultimo anno di specializzazione . Attualmente lavoro presso un centro estetico dove sono stata inquadrata come apprendista di terzo livello e dovrei farmi altri 4 anni e 6 mesi mi chiedevo se fosse possibile una cosa del genere
    la ringrazio in anticipo
    Cordiali saluti

  742. Gianluca scrive:

    Egregio Dott.Massimiliano Tavella,potrebbe rispondere gentilmente alla domanda 731 grazie mille saluti.

  743. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Gianluca.
    Per fornire una valida risposta è necessario conoscere i termini dell’accordo sottoscritto. Se nello stesso accordo le parti hanno previsto criteri di scelta legali, allora puoi tentare di far invalidare l’accordo.

  744. Massimiliano Tavella scrive:

    Per GIUSEPPE.
    E’ anche qui necessario conoscere i termini della cd “moratoria”, ed inoltre esistono diritti indisponibilicui il lavoratore non può rinunciare.

  745. massimo scrive:

    eg.dott.Tavella non ho ricevuto risposta al mio quesito n.716 e richiesta n.729 gradirei avere suo parere sempre se ritiene di rispondere grazie comunque anticipatamente

  746. Massimiliano Tavella scrive:

    Il problema delle prestazioni del socio di cooperativa e’ di cosi’ grande rilevanza che affrontarlo in poche righe sarebbe davvero riduttivo. Cooperative in cui la mutualità che dovrebbe essere la fondamentale caratteristica di tale strumento, e’ totalmente assente. Cooperative in cui il “socio” non sa nemmeno di esserlo, Comuni che non entrano nel merito nel momento dell’affidamento di servizi alle cooperative rendendosi complici di personaggi che creano cooperative al solo fine di eludere la normativa sul lavoro. La tua problematica va trattata da professionista esperto in quanto la materia e’ complicata e non vi e’ una grande chiarezza normativa.

  747. Massimiliano Tavella scrive:

    L’ultima risposta era chiaramente per

  748. Massimiliano Tavella scrive:

    per Massimo

  749. massimo scrive:

    eg.dott.grazie ma come immaginavo non e’semplice vista la situazione italiana prendere decisione tipo vertenze comunque tentero’come lei consiglia di parlare con professionista o patronato grazie ancora e saluti

  750. Antonio scrive:

    Il Dott. Tavella e’ a mio avviso uomo di altri tempi….uno dei pochi uomini ormai, che nonostante il prestigio e la posizione del suo lavoro, aiuta Noi OPERAI in questo mondo pieno di feccia e di datori di lavoro che con il loro comportamento rasentano il Mafiogeno…
    Dottore…. Che Dio benedica gli uomini come Lei,
    Ormai la fiducia verso le istituzioni, il governo. i sindacati , per me si e’ incrinata.. ma sono uomini come Lei che mi fanno ricredere per un attimo,che poi il mondo non e’ cosi’ cattivo….
    Grazie per i consigli e le dritte giuridiche che dona a noi operai… Non SI VIVE SOLO DI PANE… E LEI LO SA BENE….. Antonio D.

  751. Alessia scrive:

    Salve io ho fatto vertenza alla mia ex datrice di lavoro per aver lavorato 2 anni in nero e la sentenza dice che la signora mi deve circa 10.000 euro ma a quasi due anni dalla sentenza non ho visto nessun soldo!!non c’è niente che possa fare per avere quei soldi??ho fatto tutto tramite CGIL ma non mi sembrano molto competenti visto che ho saputo da un’altro avvocato che avrebbero dovuto bloccarle il conto ma non l’hanno fatto.

  752. Agostino scrive:

    CORTE ATTENZIONE DOTT.TAVELLA CORTESEMENTE VORREI SAPERE NOTIZIE AL QUESITO 723 SCRITTO IN PRECEDENTENZA. GRAZIE

  753. Agostino scrive:

    salve,
    mia moglie ha un contratto a tempo determinato che scade il 31/12/2011. Attualmente aspetta un bambino ed a dicembre sarà al sesto mese. Mi hanno detto che puo richiedere la maternità all’inps per 5 mesi dopo il licenziamento. Mi domando la disoccupazione ordinaria che fara viene detratta dei mesi di marternità (mesi 8-5 si avranno altri 3 mesi) o si sommano per complessivi mesi (8+5=13 mesi).
    Grazie

  754. Celly scrive:

    Buongiorno, mia figlia lavora in un bar con un contratto a tempo indeterminato part-time, vorrei sapere se la maggiorazione del lavoro notturno parte da mezzanotte o prima? Mia figlia ha come giorno di riposo il martedì, ma, a volte, le è capitato di doverlo saltare, fino al martedì successivo, e le è stato detto che se dovesse lavorare per 14 giorni consecutivi dovrebbe poi stare a casa due giorni consecutivi, il martedì che già le spetta, più un altro, e che in questo caso non dovrebbe segnare ferie ma permessi. Ma non avrebbe diritto a stare a casa solo come recupero del giorno di riposo saltato? La ringrazio in anticipo per il Suo aiuto.

  755. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Agostino 723.
    Il lavoro temporaneo viene svolto da un dipendente dell’impresa fornitrice nell’interesse di un altro soggetto che ne utilizza la prestazione per soddisfare esigenze di carattere temporaneo rientranti tra quelle predeterminate dalla legge od individuate dai contratti collettivi.
    Il lavoratore interinale, dunque, pur essendo assunto e retribuito dall’impresa fornitrice, svolge la propria attività sotto la direzione ed il controllo dell’impresa utilizzatrice.
    I rapporti intercorrenti tra i tre soggetti che intervengono nel lavoro temporaneo sono regolati da due distinti contratti – il contratto di fornitura ed il contratto di lavoro temporaneo – dettagliatamente disciplinati dalla legge. In particolare, il ricorso al lavoro interinale è espressamente ammesso dall’art. 1, comma 2, della legge n. 196/1997:
    a) per la temporanea utilizzazione in qualifiche non previste dai normali assetti produttivi aziendali. Per individuare tali qualifiche, come è stato precisato dal Ministero del lavoro con circ. n. 141/1997, occorre aver riguardo alle mansioni effettivamente svolte nell’arco degli ultimi 6 mesi nell’azienda, prendendo in esame anche la dislocazione delle unità produttive, da considerarsi autonomamente quando siano ubicate ad una distanza superiore a 50 Km o ad un’ora di percorrenza con i mezzi pubblici, e quando le mansioni in esame siano concretamente riferibili alla specifica unità produttiva e non all’impresa nel suo complesso;
    b) per la sostituzione di lavoratori assenti – compresi quelli in ferie o in malattia (v. in tal senso ML circ. n. 141/1997) – purchè però si tratti di fattispecie diverse da quelle per le quali è vietata la fornitura di manodopera. Rientra in tale fattispecie anche la sostituzione delle lavoratrici e dei lavoratori in congedo di maternità o paternità prevista dall’art. 4 del D.Lgs. n. 151/2001 e per la quale l’assunzione è consentita anche con anticipo fino ad un mese rispetto al periodo di inizio del congedo, salvo periodi superiori previsti dalla contrattazione collettiva
    Le altre ipotesi per le quali è consentito sopperire con il lavoro temporaneo devono invece essere determinate – secondo quanto previsto dalla L. n. 196/1997 – dai contratti collettivi nazionali delle imprese utilizzatrici stipulati dai sindacati comparativamente più rappresentativi; in difetto, il Ministero del lavoro può determinare con decreto le fattispecie ammesse e le relative percentuali di assunzione.
    In ogni caso, tuttavia, ai sensi dell’art. 1, comma 4, della legge n. 196/1997, la fornitura di lavoro interinale è vietata:
    - per le mansioni individuate dai contratti collettivi, con particolare riguardo alle mansioni il cui svolgimento può presentare maggiore pericolo per la sicurezza del prestatore di lavoro o di terzi;
    - per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero;
    - presso unità produttive nelle quali si sia proceduto, entro i 12 mesi precedenti, a licenziamenti collettivi che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce la fornitura, salvo che la stessa avvenga per provvedere a sostituzione di lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto;
    - presso unità produttive nelle quali sia operante una sospensione dei rapporti o una riduzione dell’orario, con diritto al trattamento di integrazione salariale, che interessino lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce la fornitura;
    - a favore di imprese che non dimostrano alla Direzione provinciale del lavoro di aver effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 4 del D.Lgs. n. 626/1994;
    - per le lavorazioni che richiedono sorveglianza medica speciale e per lavori particolarmente pericolosi individuati con il D.M. 31 maggio 1999.
    L’art. 1, comma 8 della legge n. 196 stabilisce inoltre che non possono essere utilizzati prestatori di lavoro temporaneo in numero eccedente i limiti percentuali fissati dalla contrattazione collettiva di categoria in relazione al numero dei lavoratori occupati a tempo indeterminato dall’impresa utilizzatrice.
    Se le caratteristiche del rapporto rispondono ai requisiti che ho sopra elencato, si tratta di rapporto regolare.

  756. Aldo scrive:

    Dottor Tavella attendo risposta alla domanda n°678/679!!grazie mille

  757. Anna Merlo scrive:

    Dr. Tavella, vorrei sottoporLe il mio quesito. Ho in corso una causa di lavoro e la sentenza dovrebbe essere emessa in data 20 ottobre 2011. Ero dipendente di un’agenzia di assicurazioni (una sas) il cui agente è deceduto improvvisamente nell’agosto 2010. Nel corso di questo settembre, la Società dovrebbe essere chiusa da parte dei soci rimasti. Qual’è il rischio che corro visto che si discute di differenze sulla busta paga? (infatti la causa relativa all’illegittimità del licenziamento l’ho vinta circa 5 anni fa) Se la società verrà chiusa prima della sentenza potrò comunque essere risarcita nel caso che la causa venga vinta da me? Rimango in attesa di un Suo riscontro e la ringrazio anticipatamente

  758. Cinzia scrive:

    Salve,vorrei avere un suo parere.Lavoro da dieci anni in una nota catena di discount.Ho un contratto part-time 20 ore,tempo indeterminato.Purtroppo,molti anni fa ho rifiutato la proposta di passare full time.In tutti questi anni non si è ripresentata l’occasione di una nuova offerta,o meglio,sono stata “fregata”.A mia insaputa è stata passata a full time una mia collega che lavora da molto meno tempo per questa azienda.Non sto qui a scrivere i motivi per i quali è stata offerta a lei questa proposta(anche perchè è stata lei a proporla in maniera insistente al datore con pianti e lamenti perchè doveva “pagare il mutuo”).Ecco,io vorrei sapere se quello che è successo è legale.Se esistono dei diritti di precedenza riguardo la data di assunzione.

  759. Francesco scrive:

    Può un coadiutore nautico dopo aver superato il corso di farista ed essere stato impiegato x due anni con la qualifica di farista essere tolto e impiegato in mansioni diverse al profilo acquisito? sotto viene riportata la qualifica e quello che può fare Coadiutore nautico

    Area e posizione economica: B1

    Partecipa al corretto allestimento, assetto e manutenzione delle sistemazioni tecniche e marinaresche portuali, dei bacini di carenaggio, di bordo, dei fari e dei segnalamenti marittimi.
    Cura l’efficienza funzionale e l’ordinaria manutenzione degli attrezzi/strumenti/apparecchiature affidategli garantendo la sicurezza di impiego e il rassetto dell’area di lavoro.
    Collabora alle operazioni di immissioni/uscita dai bacini di carenaggio di qualsiasi mezzo navale, al corretto posizionamento degli stessi ed alla condotta degli impianti di allagamento/esaurimento.
    Sotto la guida ed il controllo di professionalità superiori provvede a porre in essere tutte quelle attività di supporto alle operazioni tipiche del settore nautico nonché quelle necessarie per assicurare alle navi ormeggiate in banchina i servizi indispensabili.
    Presta attività, anche di pronto intervento, a favore delle Unità Navali finalizzata a circoscrivere, con idonee attrezzature, lo spandersi di liquidi inquinanti, provvedendo all’eventuale bonifica.
    Segnala ogni anomalia che possa compromettere la sicurezza della navigazione e del personale.
    Provvede alla tenuta e all’aggiornamento della eventuale documentazione relativa all’attività.
    Può assumere la condotta di mezzi navali non superiori a 10 t. s.l. adibiti al trasporto merci e non superiori a 5 t s.l. adibiti al trasporto passeggeri purché abbia superato gli esami previsti dal Regolamento del C.N. per “Conduttore per il traffico locale”. (*)
    Cura gli adempimenti connessi alla sicurezza dei passeggeri o delle merci, nonché alla prevenzione dell’inquinamento marino.
    Può assumere la responsabilità della conduzione di motori a combustione di mezzi navali con potenza fino a 250 C.A. su mezzi navali abilitati al trasporto di merci purché abbia superato gli esami previsti dal Regolamento al C.N. per “marinaio motorista” (*)
    Può essere addetto al servizio dei segnalamenti marittimi purché abbia superato il previsto tirocinio.

    PROFILI EX D.P.R.1219/84 O D.P.R. 44/90 CHE CONFLUISCONO NEL NUOVO PROFILO :

    74 Sorvegliante idraulico, 76 Operatore per bacino, 95 Conduttore di motori navali (**), 98 Farista,104 Nostromo, 109 Marinaio conduttore e 112 Capo barca per il traffico nello Stato.

  760. roby scrive:

    buona sera ,
    domanda :dopo aver completato il tirocinio (3 anni commercialista),sono stata “assunta” a febbraio con contratto di associazione in partecipazione (non registrato ,no firmato dalle parti).L’alternativa a tale contratto era l’apertura della partita iva .Ho accettato il contratto di associazione con la condizione che mi venissero pagate almeno 12 mensilita’(comprese agosto ,dicembre)e anche gli straordinari.Da febbraio a luglio ho lavorato diligentemente e ho fatto anche gli straordinari per poter rispettare le scadenze (in 2 persone piu’ di 300 dichiarazioni e circa 600 tra iva e bilanci).
    Tornata dalle vacanze (senza stipendio di luglio!) , ci propone una “RATEIZZAZIONE” degli stipendi arretrati.Mi da la busta di agosto conteggiandomi solo 40 ore settimanali.Dopo un accesa discussione ,la spiegazione che mi e’ stata data :”hai lavorato solo una settimana quindi prenderai in busta solo le ore lavorate ,non ci sono soldi ” .Premetto che mi e’stato dato il saldo del mese di giugno e un piccolo acconto sullo stipendio di luglio solo la settimana scorsa 09-09-2011 e poi niente piu’.La mia collega ,con cui vado d’accordo (con contratto a tempo indeterminato con 14-cesima, agosto pieno) e’ stata saldata oggi e in piu’ ha avuto l’acconto di settembre.Vorrei andare via a fine settembre ,(dimissioni? recesso?)ma se vado via quando prendero’ i miei soldi ? Sono arrabbiata non dormo da 3 settimane ,ho sintomi di ansia e sono molto depressa .
    Posso fare una vertenza (lo studio sarebbe a quota 3 vertenze nel giro di 2 mesi!)cosa potrei ottenere ? a chi mi devo rivolgere ?grazie

  761. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Roby.
    La vita negli studi professionali è durissima e chi scrive ne è pienamente consapevole. Molti colleghi pensano che un buon collaboratore valga meno di un nuovo Cliente, ma sappiamo tutti che un team valido è presupposto fondamentale per il successo di uno studio professionale.
    Se fossi in te dormirei tranquillo, il contratto di Ass in part. ha delle regole precise che non sono state rispettate (almeno a leggere ciò che riporti nel quesito), per cui, se hai deciso di andar via segui la strada della denuncia alla DPL di competenza. Io, comunque, consiglio sempre di cercare una risoluzione bonaria della controversia, anche perchè in molti chiedono “referenze” al vecchio datore di lavoro…. Parla con il tuo capo. E’ la soluzione migliore da fare in questi casi.

  762. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Aldo.
    Puoi descrivere meglio la situazione?

  763. Alessandra scrive:

    Gentilissimo Dott. Tavella,
    le scrivo solo come promemoria per il quesito 725.
    Grazie in anticipo per la sua disponibilità.

  764. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Alessandra.
    E’ sicuramente un caso da affrontare con la giusta professionalità. Prima di tutto l’Inps con il messaggio n. 6827 del 23 marzo 2010, ha precisato che i periodi di astensione obbligatoria e facoltativa dal lavoro, non si computano ai fini della durata del contratto di apprendistato.Il contratto di apprendistato, dunque, rimane sospeso comportando uno spostamento in avanti della durata.
    Puoi chiedere anche la conversione, ma la situazione va studiata.

  765. Agostino scrive:

    Cortese attenzione Tavella la ringrazio di avermi risposto precedentemente.
    Ho scritto un’altro quesito (753)che i commercialisti e sindacati di zona non è mai capitato un caso simile. Il ragioniere ha fatto un calcolo delle settimane di lavoro fino ad oggi di 56 settimane lavorative. Cosa posso fare.

  766. Carlo Guidi scrive:

    Massimiliano sempre in riferimento alla domanda 703, I quesiti sono 2:
    1)E’ legittima la sostituzione con un perdente posto? L’azienda puo’ tutelare lui a mio discapito solo perche’ piu’ anziano di reparto?
    2) Posso chiedere una compensazione economica?visto i benefit che perdo, e si puo’ configurare una discriminazione nei miei confronti, perche’ ad altri tale compensazione e’ stata data?
    grazie ancora

  767. Renato scrive:

    Buongiorno sig. Tavella. nessuna news pwe il mio quesito n.702 ?

  768. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Renato.
    Per rispondere sarebbe opportuno conoscere l’organizzazione aziendale. In generale se per motivi produttivi ed organizzativi, nell’ambito delle mansioni assegnate, l’azienda richiede report giornalieri, non riscontro alcun problema.
    Se al contrario il report è solo una forma di controllo dell’attività lavorativa indirizzata solo ad alcuni lavoratori la cosa cambia. Tenga presente che l’azione discriminatoria non è semplice da dimostrare.

  769. Sofia scrive:

    Buongiorno dott. Tavella, in merito alla sua risposta 712 gentilmente fatta al quesito numero 689 non ho ancora ricevuto riscontro dall’ uff. del personale. Spero si stiano informando…
    Volevo solo sapere come mi devo comportare nel caso facessero il passaggio di livello ma si rifiutino di darmi anche gli arretrati. Credo mi spettino di diritto visto che per tutti questi anni ho percepito una retribuzione non corretta. Giusto?
    Che devo fare in caso di rifiuto?
    Grazie ancora per la sua cortesia e complimenti per il sito.
    Sofia

  770. antonella scrive:

    Buongiorno ,
    le chiedo il favore di rispondere al quesito n.705, riguardante un lavoro a tempo indeterminato nella PA-ente locale-Comune con un orario penalizzante per la vita sociale e la salute psico-fisica del lavoratore(tutte le domeniche + tutti i giorni orario spezzato con pausa di 3 ore per non dare i buoni pasto+ unico giorno libero lunedi…è legale?).Tutti gli altri colleghi lavorano solo la mattina dal lunedi al venerdi con solo 2 rientri pomeridiani martedi e giovedi e con i buoni pasto..c’è qualche norma a cui mi posso appellare per farmi cambiare l’orario?
    Grazie mille

  771. Massimiliano Tavella scrive:

    Pe Antonella.
    Carissima capisco il suo disagio, ma è davvero difficile rispondere così senza conoscere bene la posizione. Ad ogni modo cercherò nei prossimi giorni di approfondire la questione

  772. cristina scrive:

    Lavoro in un albergo e spesso supero il sesto giorno lavorativo saltantdo il riposo, dopo un controllo dell’Ispettorato del lavoro ho saputo che non si può lavorare più di 6 giorni, ma questo non ha importanza per la titolare e i giorni consecutivi di lavoro possono arrivare anche a 15, cosa mi spetta quando supero il sesto giorno lavorativo?

  773. Anna Merlo scrive:

    Dr. Tavella, potrebbe aiutarmi in merito al quesito 757? Mi scusi l’insistenza ma sono preoccupata. Buon lavoro

  774. Mimmo scrive:

    salve mi chiamo Mimmo e sono di Bari, lavoro presso una coperativa , e come mansione faccio il servizio di sicurezza non armato, e da 8 mesi che lavoro con questi tipi, il problema e il solito – il pagamento-
    non vogliono pagare cio che fai, loro pretendono e non mi contracambiano nel mio onero, lavoro 12 ore al giorno tutti i giorni per soli 800,00 al mese e sempre se li prendi questi soldi ..a 60 giorni..senza assegni familiari,,io nn ce la faccio piu si fanno sacrifici per mantenere la famiglia, per cosa, fare solamente ricchi a questi titolari mafiosi… vi prego aiutatemi non so che fare grazie…arrivederci

  775. Alessandra scrive:

    Grazie ancora della disponibilità, è stato davvero gentile!
    Buon lavoro

  776. Alessandra scrive:

    buongiorno dottor Tavella, avrei urgenza di ricevre risposta al mio questito n.681, in quanto ho appena saputo da una mia collega (ora sono in ferie) che il titolare ha tutta l’intenzione di cambiarmi la mansione dell’apprendistato e farlo ripartire da zero. vorrei capire se può essere fatto (dato che è un’azienda nuova nata da un conferimento di due aziende, tra cui quella presso cui ero assunta).
    in attesa di ricevere una sua gentile risposta porgo cordiali saluti.

  777. claudia scrive:

    Buongiorno Dott. Tavella, può cortesemente rispondere al quesito 585?
    Grazie mille

  778. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Alessandra.
    Il contratto di apprendistato non può essere interrotto “ad nutum”, nè ripartire con una diversa qualifica se non vi sia un progetto valido, credibile e soprattutto se le prestazioni richieste siano sovrapponibili a quelle precedentenente effettuate.
    Tenga conto che se le propongono un nuovo contratto di apprendistato, quest’ultimo deve essere del tutto diverso da quello precedente, a meno che non sia prevista una riduzione della durata. Il contratto di apprendistato, inoltre, deve rispondere a regole precise quali la formazione, l’affiancamento di un tutor etc. In mancanza il contratto si trasforma in un rapporto a tempo pieno ed indeterminato.

  779. Agostino scrive:

    Cortese dott Tavella mi permetto di ricordarle il quesito 765 postole in precedenza in quanto non so trovare soluzione altrove. Grazie

  780. Francy scrive:

    Buonasera e complimenti per l’idea davvero unica e soprattutto molto importante!!!volevo sapere se è possibile avere contemporaneamente ma con due diverse aziende, sia un contratto part time a tempo ind. di dipendente e dalla’ltra un contratto di associazione in partecipazione…grazie davvero per la risposta!!!!

  781. fabio scrive:

    domanta :un’ azzienda puo’richiedere sempre lo stesso operaio per fare lo stesso lavoro prima ,8 mesi con contratto interinale poi 1 anno contratto a termine dell’ azzienda una proroga di 4 mesi ti lascia a casa circa 1 anno poi ti fa ancora 1 anno di contratto a termine poi ti dice che non puo’ farti la proroga perche’ ha aperto la cassaintegrazione,ce qualche legge che tutela la recidivita’ dello stesso operaio in 4 anni? grazzie

  782. lucilla scrive:

    Salve,
    lavoro presso un ospedale siciliano quale lavoraatrice asu da diversi anni, ma insieme ai miei colleghi, non siamo mai stati stabilizzati: nè contratti, niente…solo la disoccupazione.
    E’ possibile intentare un’azione per richiedere, ad esempio, una stabilizzazione (anche parziale o a tempo determinato)?
    Grazie
    lucilla

  783. pietro scrive:

    dott aspetto con anzia la sua risposta al numero 675.grazie e buon lavoro

  784. Giulia scrive:

    Buongiorno,

    lavoro presso l’amministrazione straordinaria di una multinazionale come impiegata amministrativa con contratto a tempo determinato da 3 anni.

    Necessito avere dei chiarimenti in merito a:

    - un lavoratore in amministrazione straordinaria è corretto che possa essere assunto solo ed esclusivamente a tempo determinato?

    Altra domanda:

    - il responsabile è corretto faccia dei ”favori personali” di ”tasca propria” per intenderci sulla base di nessun merito, nello specifico è stato pagato un viaggio alle mie due colleghe. Andranno via insieme durante due giorni lavorativi e io sarò costretta a rimanere in ufficio sola?

    Grazie per i chiarimenti che mi vorrete dare,

    cordiali saluti
    CM

  785. Roberto scrive:

    Gentile avv. Tavella.
    Prendo spunto dall’incipit del Suo blog per parlarLe della mia situazione lavorativa e chiederLe cortesemente un Suo parere.
    Sono dipendente di una azienda che opera nel commercio, inquadrata nel CCNL terziario-distribuzione-servizi; svolgo la mansione di responsabile di reparto da alcuni anni ma l’ inquadramento è rimasto al 3°livello, mentre il CCNL specifica chiaramente che il livello corretto per quella mansione è il 2°. Da tempo chiedo di chiarire la mia posizione, ma senza fortuna.
    Ora vorrei andare a fondo:
    - posso pensare di ottenere quanto chiedo o ha qualche ragione anche l’azienda lasciandomi al 3° livello?
    - nell’eventualità che la mia richiesta sia legittima posso chiedere anche un risarcimento per la differenza economica non percepita negli anni?

    N.B.Fino ad oggi, a parte una e-mail dove chiedo un colloquio con il responsabile del personale, peraltro mai avvenuto, nulla è stato scritto da perte mia.

    Complimentandomi per la Sua iniziativa, Le porgo cordiali saluti.

  786. Luca scrive:

    Buongiorno Avv.to,

    ho un quesito al quale non riesco a trovare risposta, ovvero, lavoro presso l’ufficio di un azienda metalmeccanica sul procinto di aprire la cassa integrazione ordinaria, mi è stato proposto di andare in cassaintegrazione a 0 ore ma continuare a lavorare le 8 ore giornaliere comunque.

    Non credo che tutto ciò sia propriamente legale e vorrei sapere: quali rischi correrei in caso venissi “pizzicato” a lavorare comunque?

    La ringrazio anticiaptamente per l’attenzione dedicatami.

    Cordiali Saluti.

  787. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Luca.
    Quando si è in Cassa, non si lavora!!!
    Potrebbe trattarsi di truffa con conseguenze penali molto rilevanti.

  788. Adriana scrive:

    Buon giorno dott.Tavella il mio prob e questo:una sett. fa ho avuto una disussione con ilmio datore di lavoro,che alla fine mi dice di nn scendere piu a lavoro,io allora ho inviato il certificato medico mi chiama stamattina e mi dice che lui nn puo accettarlo xke ha gia mandato le mie dimissioni all inps….ma io nn ho firmato nulla ne dimissioni ne licenziamento e gli e lo detto e lui mi risponde che ha fatto lui con il suo commercialista una firma mia che secondo me ha preso dalle buste paga.come devo comportarmi?x l imps io risulto licenziata vado incontro a sanzioni?

  789. Alessandra scrive:

    Gentile Dott.Tavella, Le scrivo per trovare una risposta al mio quesito. Lavoro da ormai 3 anni con contratto co.co.co come addetta alla segreteria. Lavoro tutte le settimane dal lunedì al venerdì x 5 ore al giorno con turni fissi. Il sabato a rotazione. Volevo chiederle se posso prendere in considerazione di fare una vertenza di lavoro per farmi riconoscere il mio inquadramento da dipendente per tutti questi anni… Tra l’altro ogni giorno firmo la mia presenza (con orari specificati) su un foglio presenze che sto fotocopiando come prova dei miei orari. Lei cosa ne pensa? Ho anche una persona che può testimoniare x me (collega). Nel caso a chi mi devo rivolgere? Sindacati? Ipettorato del lavoro? La procedura è lunga.
    Mi scuso per il post prolisso, ma ho bisogno di un Suo consiglio.
    Grazie Alessandra

  790. Andrea scrive:

    Buon giorno Dott.Tavella, le vorrei proporre un quesito…sono stato assunto un’anno e mezzo fa presso un negozio di abbigliamento come commesso…al momento dell’assunzione mi hanno fatto firmare un contratto che non ho letto e non mi è stato piu consegnato nonostante mie sollecitazioni, mi sono trovato da commesso a gerente poi che ero sempre da solo all’interno del negozio, la paga era minima lavoravo da lunedi al sabato e durante il periodo natalizio tutti i giorni da lunedi a domenica salvo il giovedi pomeriggio con una retribuzione di 750euro in nero poi che non avevo una busta paga ma li prendevo dalla cassa…stanco di questa situazione ho chiamato il sindacato che è venuto per un’ispezione e il contratto ovviamente non era regolare sono tornato al sindacato dopo un mese e mi è stato detto che mi avevano regolarizzato con un contratto ad associazione.
    il negozio nel giro di un anno ha chiuso i battenti, avevano dei problemi con la banca quindi andavo a depositare i soldi degli incassi in posta con una vaglia veloce..l’ultima vaglia è tornata indietro io sono obbligato a dargli questi soldi o posso intascarmeli?

  791. Sofia scrive:

    Buongiorno dott. Tavella,
    mi permetto di chiderle un intervento in merito al quesito 769 ho saputo dall’ uff. del personale che la persona a cui avevo chiesto informazioni è andata in ferie. Questo senza aggiornarmi sulla richiesta che le avevo fatto. Poco male, ho aspettato fino adesso non credo mi cambi molto. Però…
    La ringrazio per la sua cortesia.
    Sofia

  792. Francesco scrive:

    Gentilissimo Dott. Tavella,
    le scrivo solo come promemoria per il quesito 759.
    Grazie in anticipo per la sua disponibilità.

  793. Gabriella scrive:

    Buonasera dott. Tavella,
    il mio problema è il seguente: a 2 settimane dal rientro dall’astensione facoltativa il titolare mi propone verbalmente una ”buona uscita” di € 2.000,00 oppure di trasformare il mio rapporto di lavoro da full-time a part-time con 2h al mattino e 2h al pomeriggio. Può farlo?
    (CCNL ARTIGIANI/METALMECCANICI, IMPIEGATA IV LIVELLO DAL 2005, MENO DI 15 DIP., AZIENDA IN CRISI, NESSUNA ASSUNZIONE FORMALE PER SOSTITUZIONE MATERNITA’)
    Grazie per la disponibilità. Cordiali saluti

  794. Giovanna scrive:

    Buon giorno Avvocato

    sono un paio di giorni che mi gira in testa una domanda, il negozio per cui ho lavorato ha chiuso automaticamente io sono licenziata o devo passare dal sindacato x informarlo?

  795. Anna scrive:

    Buon giorno Avvocato,è la prima volta che scrivo, il suo blog è molto interessante, per quanto concerne il mondo del lavoro, volevo sottporle un quesito:
    ho un contratto part time al 18,790 per un’impresa di pulizia con 1 ora giornaliera, piu’ volte ho chiesto al datore di lavoro come mai in busta paga non figurano i giorni di ferie e i ROL, la risposta è stata che i conteggi li tengono loro, come faccio a sapere quanti giorni di ferie e rol maturo nel mese, inoltre volevo chiederle in base al nuovo contratto, tra le voci EDAR e incremento biennale non si dovrebbe raggiungere la somma di €. 58,18, perchè sempre in busta me ne vengono riconosciute €, 47,98. Grazie per l’attenzione

  796. elena scrive:

    alcune volte fare la vertenza si puo’ripercuotere sul lavoratore senza motivo valido avendo piena ragione cercano appiglio per il licenziamento che non possono fare perche’ a tempo indeterminato ma togliere 33 giorni di stipendio se non porto le prove della mia verita’ che schifo

  797. Ernesto scrive:

    Buongiorno Avvocato, volevo esporvi un mio quesito.
    Da circa due anni lavoro presso un’azienda, tramite lavoro interinale. Essendo iscritto alle liste di mobilità, l’azinda ha diritto agli sgravi fiscali per la durata di 12 mesi dopo di che avrebbe dovuto farmi staccare, per permettermi di poterla riaprire e poi richiudere e così iniziare un nuovo contratto… Questo l’azinda non l’ha fatto, mi ha iniziato un nuovo contratto partendo dalla data successiva a quella del termine, facendomi perdere il diritto a restare iscritto nelle liste di mobilità… volevo sapere facendo vertenza posso ottenere di essere assunto a tempo indeterminato?
    Faccio anche presente che nel mio primo contratto la motivazione di farebbe capire che ci sarebbe un’assunzione definitiva, nello specifico riporto quanto scritto…. MOTIVAZIONE: esigenza di carpire posizioni scoperte in attesa della definiva assunzione di personale.
    Grazie per l’attenzione e spero di essermi esposto in modo abbastanza chiaro. Distinti saluti

  798. maria grazia scrive:

    buon giorno avvocato,per 11 anni ho lavorato prrsso un ristorante non ho mai preso il tfr. la 13 e la 14,svolgendo anche 16 ore di lavoro al giorno ma assunta solo per 3 ore.venivo assunta solo per il periodo estivo, l inverno lavoravo a nero.ora ho messo l avvocato in piu ho fatto querela perche per ben 2 volte mi hanno mandato a finire in ospedale e ho tutti i certificati che certificano stato di depressione.in piu nella querela certifico che il datore di lavoro assume alcool durante le ore e da in escandescenza anche davanti a clienti in piu l ultima volta il 29 giugno ho avuto un altro attacco di panico dato che mi aveva dinuovo aggredito,stavo male non respiravo invece di portarmi in ospedale la moglie di questo proprietario mi rivestiva della camicieta che mi ero tolta perche non respiravo e cercava di spingermi in sala dato che vi era un matrimonio.sul certificato medico del pronto soccorso c e scritto quello che era accaduto al ristorante …..secondo lei ho diritto al risarcimento danni per tutto riusciro a vincere questa causa?grazie

  799. Giuseppe scrive:

    Egregio dott., cortesemente vorrei se possibile un suo parere al quesito 684. Grazie.
    Giuseppe

  800. Federica scrive:

    Buongiorno,
    bisogno di avere un chiarimento il ccnl dei dipendenti degli enti locali all’art.25
    parla dei servizi mensa
    e precisamete sancisce
    1. Gli enti possono istituire un servizio mensa, in gestione diretta o mediante
    convenzione con terzi, ovvero, in alternativa, attribuire al personale buoni pasto sostitutivi.
    2. I criteri per usufruire del servizio mensa o del buono pasto sono stabiliti dall’accordo per l’adeguamento della normativa in materia di servizi sostitutivi della mensa sottoscritto in data 24 aprile 1997.
    3. A carico del personale è posto un concorso spese pari al 20% del costo di gestione dei relativi servizi. I servizi in atto sono confermati alle condizioni di miglior favore in essere.
    4. In ogni caso, è esclusa ogni forma di monetizzazione indennizzante

    Per chiarimenti laddove si chiede al personale di partecipare ad un concorso spese pari al 20% del costo di gestione per la precisione di un servizio reso da un terzo a seguito di bando di gara di appalto quale costo devo prendere a riferimento?

    distinti saluti Federica

  801. massimo scrive:

    faccio 10 ore di lavoro al giorno da quasi 4 anni poi dopo 5 giorni di malattia il datore ha deciso di farmi fare h6.40 ma spezzate lo puo fare

  802. Annamaria scrive:

    Buongiorno,
    innanzitutto complimenti per il servizio molto professionale ma anche molto umano che in questi tempi dove si fa la gara a chi urla di più è una rarità.
    Il mio quesito è il seguente: sono stata assunta nel 2003 al 5 livello CCNL commercio e prima svolgevo mansioni di commessa. Il datore di lavoro non mi ha mai passato al 4 livello. Era obbligatorio?
    Grazie mille

  803. FRANCESCO scrive:

    SALVE…
    AVEVO GIA’ MANDATO UNA DOMANDA…
    MA NON MI E’ STATA DATA RISPOSTA..
    NUMERO 609
    SICURAMENTE E’ STATA UNA SVITA…
    LA RIPROPONGO…
    SALUTANDAOLA CORDIALMENTE ASPETTO UNA RISPOSTA.

    Salve e complimenti per tutti i consigli che date…. Avrei un problema… Lavoro nella formazione professionale con contratto part time… La mia domanda è possibile che dipendente che sia stato assunto dopo di me venga passato full time??? Cioe lui aveva un contratto di lavoro indeterminato a 18 ore settimanali io sempre indeterminato ma a 24…. Io insieme ad altri miei colleghi per un anno abbiamo partecipato a un progetto sempre nella formazione in quest anno il presidente del mio ente l ha passato a 36 ore rendendolo full time questo accadeva nel 2008 io non ho detto nulla per varie problematiche… Adesso il mio simdacalista mi dice che non posso piu fare nulla… È cosi? O mi spetta sempre visto che sono stato assunto prima di lui e a me non è stato detto nulla è tantomeno mi sono rifiutato…. Aspetto una vostra risposta anziosamente…. Cordiali saluti francesco.

  804. Alessio scrive:

    Ciao, sono Alessio,io da due anni lavoro presso un’azienda di ristorazione facendo l’addetto mensa;sono stato assunto con un contratto a chiamata o intermittente che dir si voglia a tempo determinato (3 mesi) scaduti i 3 mesi mi hanno rinnovato il contratto pe altri tre mesi,scaduti questi altri tre mesi il contratto è passato a chiamata indeterminato. MA in questi due anni di lavoro io non ho mai lavorato a chiamata,cioè io ho avuto sempre ogni giorno per due anni il turno lavorativo,e moltissime volte anzi spesso ho avuto turni dalla mattina alla sera,ovviamente con il mio consenso,quindi in poche parole a chiamata si puo dire che non ho mai lavorato! Detto ciò volevo sapere se l’azienda per cui lavoro è tenuta a farmi un contratto indeterminato almeno a tre ore se non di piu,calcolando le mie ore lavorative nei due anni,tutto questo è possibile ottenerlo? grazie

  805. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Francesco.
    Il contratto di lavoro può prevedere, in caso di assunzione di lavoratori full-time, un diritto di precedenza a favore di lavoratori assunti part-time presso unità produttive site nello stesso ambito comunale ed adibiti alle stesse mansioni o a mansioni equivalenti a quelle a cui si riferisce l’assunzione.
    Bisogna esaminare in maniera approfondita il caso concreto

  806. Alessandra scrive:

    Gentile Dott.Tavella, Le scrivo per trovare una risposta al mio quesito. Lavoro da ormai 3 anni con contratto co.co.co come addetta alla segreteria. Lavoro tutte le settimane dal lunedì al venerdì x 5 ore al giorno con turni fissi. Il sabato a rotazione. Volevo chiederle se posso prendere in considerazione di fare una vertenza di lavoro per farmi riconoscere il mio inquadramento da dipendente per tutti questi anni… Tra l’altro ogni giorno firmo la mia presenza (con orari specificati) su un foglio presenze che sto fotocopiando come prova dei miei orari. Lei cosa ne pensa? Ho anche una persona che può testimoniare x me (collega). Nel caso a chi mi devo rivolgere? Sindacati? Ipettorato del lavoro? La procedura è lunga?
    Mi scuso per il post prolisso, ma ho bisogno di un Suo consiglio.
    Grazie Alessandra

  807. antonella scrive:

    Gent.mo Avvocato Tavella, le chiedo il favore di rispondere al quesito 770-705..essendo dipendente di un Comune, dove di solito si rispetta l’orario standard, mi è difficile trovare info e leggi a cui appellarmi.Ho telefonato anche a Roma al Dipartimento della Funzione Pubblica i quali mi hanno risposto che è la prima volta che sentono un orario del genere.L’orario atipico è nato con la precedente dipendente con contratto a progetto che lo ha richiesto e poi è rimasto.Dall’ufficio personale mi è stato risposto che ormai ho firmato il contratto (io sono a tempo indeterminato per vincita di un concorso), per cui non mi posso lamentare.Ma mi risulta, per sentito dire, che le domeniche se lavorate lo sono a rotazione e l’orario spezzato tutti i giorni nei Comuni non è regolare…per favore può aiutarmi confermandomi ciò con degli estremi legislativi a cui io possa appellarmi?
    La ringrazio infinitamente per l’aiuto che potrà darmi

  808. Davide scrive:

    Gent.mo avvocato Tavella,mi rivolgo a lei per poter sapere se è possibile fare qualcosa per la mia condizione lavorativa.Sono assunto presso un’azienda con contratto a tempo determinato di 6 mesi.Sono uno store manager e assolvo tutti i compiti relativi al mio ruolo: selezione e formazione del personale, compilazione dei report economici, organizzo gli orari dello staff (4 persone), mi occupo degli ordini della merce, ho la delega dell’azienda per proporre i finanziamenti sugli acquisti dei clienti,ho completa responsabilità sulla manutenzione del punto vendita, sui versamenti e sulla cassa di cui supervisiono tutte le operazioni, inoltre gestisco il fondo spese del negozio.
    Il problema è che l’azienda per cui lavoro mi ha assunto con l’inquadramento IV livello del CCNL COMMERCIO (le cui mansioni corrispondono a quelle di un commesso) e non ha alcuna intenzione di attribuirmi il livello adeguato.
    Inoltre questo fatto fa sì che sulla carta (che purtroppo conta molto nel mondo del retail) le altre aziende non prendano in seria considerazione la mia candidatura per ruoli che in realtà sono analoghi a quello che ricopro attualmente.
    Come posso comportarmi?Ho dei margini legali per richiedere una parificazione, un risarcimento del danno economico e personale che sto subendo?Come posso muovermi per risolvere la frustrante situazione?
    La ringrazio della cortese attenzione
    Buona giornata

  809. Francesco scrive:

    Grz x la risposta anche se ho cpt poco…..cmq, devo precisare, che io sono un’impiegato del ministero della difesa e che come ho spiegato prima desideravo sapere se con la qualifica che ho acquisito posso essere impiegato in mansioni diverse dal mio profilo…(vedi primo messaggio)nel caso mio in officina,senza poter svolgere le mansioni di farista….ora desidero capire se le è possibile leggere il mio profilo e poter interpretare se realmente posso svolgere mansioni d’officina e se nn le posso svolgere come posso muovermi in merito .La ringrazio anticipatamente di tt e spero in una sua risposta.
    con deferenza
    Francesco

  810. Alessio scrive:

    Scusi forse non ha visto la mia domanda perche ha risposto alle successive la mia è la 804 la ringrazio anticipatamene.
    Ciao, sono Alessio,io da due anni lavoro presso un’azienda di ristorazione facendo l’addetto mensa;sono stato assunto con un contratto a chiamata o intermittente che dir si voglia a tempo determinato (3 mesi) scaduti i 3 mesi mi hanno rinnovato il contratto pe altri tre mesi,scaduti questi altri tre mesi il contratto è passato a chiamata indeterminato. MA in questi due anni di lavoro io non ho mai lavorato a chiamata,cioè io ho avuto sempre ogni giorno per due anni il turno lavorativo,e moltissime volte anzi spesso ho avuto turni dalla mattina alla sera,ovviamente con il mio consenso,quindi in poche parole a chiamata si puo dire che non ho mai lavorato! Detto ciò volevo sapere se l’azienda per cui lavoro è tenuta a farmi un contratto indeterminato almeno a tre ore se non di piu,calcolando le mie ore lavorative nei due anni,tutto questo è possibile ottenerlo? grazie

  811. Francesco scrive:

    Buona sera

    Gent.le avvocato;vorrei esporre la mia situazione ho lavorato dalla metà di giugno alla fine di agosto presso un istituto di vigilanza assunto con la mansione di guardia giurata, ma il datore di lavoro mi ha costretto ha lavorare senza decreto e senza porto d’armi, e con la mia auto privata, sugli impianti da vigilare, a fine agosto mi da le ferie forzate e al rientro scopro che sono stato licenziato, inoltre ha dichiarato al centro impiego che ho dato le dimissioni volontarie, come dovrei comportarmi? la ringrazio

  812. Michele scrive:

    Buona sera, vorrei un suo parere sul mio caso. Sono assunto come quadro e da circa 2 anni l’azienda mi ha nominato nel consiglio di amministrazione di una società del gruppo (controllata al 100% attraverso un’ulteriore società detenuta anch’essa al 100%) con sede in un altro paese dell’Unione Europea e un fatturato superiore a cento milioni di euro. Come membro del consiglio di amministrazione – insieme ad un altro amministratore – svolgo tutte le attività di gestione aziendale, inclusa la predisposizione del bilancio annuale (che firmo personalmente, assumendomi i rischi connessi), i contratti di assunzione del personale, le dichiarazioni fiscali, ecc. Ritiene che potrei chiedere il riconoscimento delle mansioni superiori (dirigenziali) all’azienda e – in caso di diniego – al giudice? La ringrazio.

  813. Massimiliano scrive:

    Buongiorno,
    ho un dubbio che mi assilla da un po’ di tempo.
    Lavoro su 3 turni, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Da un po’ di tempo soffro di frequenti mal di testa, difficoltà nel dormire e attacchi d’ansia. Per questi motivi pensavo di rivolgermi al mio medico curate per certificare la mia impossibilità nello svolgere turni. Può questo essere motivo di licenziamento da parte dell’azienda? La ringrazio anticipatamente per la risposta,
    Massimiliano.

    P.s.: aggiugo inoltre che a Maggio, sempre il mio medico curante mi aveva prescritto degli antidepressivi, questo viene scritto sul certificato medico (assieme a tutte le altre medicine?)

  814. Oscar scrive:

    Sono un dipendente 6 livello metalmeccanici piccola industria , provabilmente dovrò cambiare posto di lavoro nei prossimi giorni , la certezza l’avrò solamente intorno al 12/13 del mese prossimo , da quel giorno potrò comunicarlo in azienda,ho letto che il periodo di preavviso parte dal 1 o dal 15 di ogni mese , nel caso in cui il mio datore di lavoro si rifiuti di firmare per ricevuta la mia lettera di dimissioni come posso dimostrare che l’ho comunicato entro il 15 del mese e quindi farmi partire il periodo di preavviso visto che eventualmente anche una raccomandata spedita il 13 potrebbe non arrivare entro il 15 del mese.

  815. mauri scrive:

    Sono un dipendente comunale, autista scuolabus, data la natura del servizio l’amministrazione ci impone un servizio di orario spezzettato, ad esempio: 6.45-9.00 12-14.00 15.00-15.30 18.00-19.30. Questi orari non sono costanti nei giorni e sono distribuiti su 6 giorni la settimana. Esiste una norma per impedire un simile comportamento da parte dell’amministrazione visto che si superano le 12 ore di lavoro e che un tale orario impedisce un normale svolgimento della vita. L’unica concessione che sono disposti ad offrire è il pagamento del disagio orario, ma considerato l’esiguo importo io non sono interessato. Grazie anticipatamente

  816. Ernesto scrive:

    Egregio dott., cortesemente vorrei se possibile un suo parere al quesito 797. Grazie.
    Ernesto

  817. Alessio scrive:

    Gentile Dott. Tavella potrebbe rispondere al quesito 804? ne ho urgente bisogno grazie mille

  818. Fabio scrive:

    Egr. Avv. Tavella, considerando la qualità di questo sito vorrei sottoporle la mia situazione.
    Sono un laureato, assunto con contratto a tempo determinato, da un’impresa di costruzioni con contratto regolato dal C.C.N.L. Edili industria e sono stato inquadrato alla 4a categoria (I°livello) . Lo stesso CCNL, esattamente il verbale di accordo del 20/05/2004 (ultimo agg.18/06/2008) all’art.78 stabilisce che i laureati non possono essere asseganti ad una categ.inferiore alla 2a (ovvero V°livello).Considerando che alla scadenza del contratto non mi verrà rinnovato posso effettuare qualche azione per recuperare le differenze retribuitive che ammontano a circa 350 € al mese.
    L’ulteriore danno e aggravio che essendo disoccupato e chiedendo l’indennità di disoccup. questa corrisponderà ad una percentuale dell’ultimo stipendio, stipendio di 4a categ.
    Ripeto si può effettuare qualche azione ?
    In attesa di un vostro gentile riscontro porgo distinti Saluti

  819. matteo scrive:

    Egr.Avv.vorrei esporLe il mio problema,forse fuori tema,ma tant’è. Sono un L.S.U.da circa 13.Presto la mia attività lavorativa cat B1 presso un piccolo Comune della Campania. Nel mese di dicemre il Comune ha indetto un bando per la stabilizzazione.A marzo le ho sostenute.A maggio vi è stata la presa d’atto con atto di Giunta dell’espletameto degli atti concorsuali.A tuttoggi non mi è stato proposto ancora il contratto. Ma non è tutto, a maggio il Comune ha bandito ed effettuato le prove per altri due lavoratori esterni cat B1,come me, ora dopo sei mesi hanno fatto partire le lettere per l’assunzione di questi ultimi e per me ancora nulla. Cosa dovrei fare? un’ultima annotazione, in Comune vi sono altri 4 part-time e possibile bandire concorsi part-time? Spero di essere stato chiaro,grazie per la risposta.

  820. Alessia scrive:

    Salve,lavoro in una ditta di “matti”, mi sto esaurendo per le troppe ore di lavoro e ho deciso di farmi licenziare. Il mio datore mi ha risposto che non può perchè poi per un anno non può assumere nessuno e che se deve riassumere qualcuno è costretto a riprendere me. Posso io firmare già da ora il rifiuto a tornare, lasciandolo così libero di assume un’altra operaia? Oppure potrei licenziarmi per giusta causa per mancato pagamento di ben 160 ore di straordinari che marco in cartolina, ma che ancora non mi ha pagato? Scusi se sono stata poco precisa spero abbia lo stesso capito il problema. Grazie mille

  821. Livia scrive:

    Gent.mo Avv., Le espongo brevemente la mia situazione: sono docente presso una scuola paritaria di secondo grado (ITC). Vi insegno da due anni (a.s. 2009-2010 e 2010-2011). Alla fine del primo anno, anche se non c’era stata alcune richiesta da parte mia, sono stata portata davanti al sindacato per la conciliazione (condizione necessaria per essere richiamata il nuovo anno scolastico). A settembre 2010 (così come l’anno precedente) ho firmato il CONTRATTO A PROGETTO con il quale ero assunta da settembre a giugno, ma il 21/01/2011 sono andata in maternità obbligatoria (all’ottavo mese) ed ho concluso con la maternità l’anno scolastico. Dato che il Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (e successive modifiche) regola il contratto a progetto e sottolinea il mio diritto alla proroga del contratto di 180 giorni (questi decorrono dalla fine del contratto:11/06/2011 o dall’inizio del nuovo anno scolastico dato che la scuola è chiusa nel periodo estivo?), mi sarei aspettata di essere nuovamente convocata a settembre, ma così non è stato, inoltre, al contrario delle mie colleghe, non mi hanno convocato neanche per la conciliazione. A questo punto, siceramente rammaricata per il loro comportamento e per il fatto che mi devono ancora pagare gli ultimi due mesi di lavoro (poco più di 180 Euro, più che paga direi un piccolo rimborso spese … si può notare lo sfruttamento!!), inoltre ho scoperto che La Cassazione con sentenza n. 5508 del 18/03/2004 sottolineava che il contratto a progetto non può essere applicato agli insegnanti. Alla luce di tutto questo stò pensando di far vertenza, vorrei solo sapere se, a suo giudizio ci sono possiblità di “cavarne qualcosa” ed entro quanto tempo mi devo muovere legalmente. Il mio contratto a progetto credo, anzi sono sicura, che non è stato registrato, inoltre mi sono stati versati contributi così irrisori che non ho potuto beneficiare neanche dell’assegno di maternità. E’ vero che un contratto a progetto può essere convertito in un contratto a tempo indeterminato quando questo non è rispettoso della legge che lo regola? La ringrazio di cuore per la risposta che vorrà fornire ai miei quesiti! Spero di ricevere presto sue notizie!

  822. Loris scrive:

    Buongiorno,domanda:
    un impiegato aeroportuale quindi inquadrato impiegato,può essere non volontariamente sottoposto al riavvio di scale mobili,tappeti mobili?..l’impiantistica è seguita da una ditta di tecnici “operai” specializzati,mi posso rifiutare in loro assenza di ripristinare gli impianti per il solo riavvio’..per me è un lavoro esclusivamente tecnico .
    attendo risposta.

  823. Gabriele scrive:

    Salve sign massimiliano…
    o sarei un lavoratore dipendente presso una carrozzeria avente anche il soccorso stradale…io son stato assunto come autista per il carro attrezzi ma il mio principale furbescamente in busta paga a fatto fiugurare operaio/autista in modo tale da svolgere anche altra mansioni quando non sarei stato fuori con il camion…Il punto e che il mio orario di lavoro sarebbe dovuto esser dal lunedi al venerdi dalle 8.30 12.30 e 14.30 alle 18.30, invece nel primo anno mi affibbiava pe una volta al mese il soccorso stradale anche il sabato e la domenica 24ore su 24 senza metterle in busta mentre dal terzo anno in poi lo a fatto per 2 settimane intere al mese senza pagarmi le reperibiltà e le ore notturne ma solo riconoscendomi una percentuale in nero…un altro punto è che lui non mi ha mai riconosciuto ne pagato i permessi addirittura li avrebbe fatti figurare pagati anche se non e cosi…di recente son stato anche minacciato di dover o acquistare una parte della societa o che ben presto sarei senza lavoro…ringrazio anticipatamente e attendo una risposta

  824. Gabriele scrive:

    come potrei agire per recuperare tutte le ore di reperibilità non riconosciutemi???e per le minacce??

  825. maria grazia scrive:

    buon giorno avvocato mi scusi ma potrebberispondere alla mia domanda numeo 798 ne ho bisogno on urgenza grazie

  826. evita scrive:

    buongiorno, egr. dr. Tavella, avrei questo dubbio. Sono dipendente part-time di una cooperativa 30 ore/sett, recentemente mi hanno proposto un altro contratto di assunzione a part-time per 20 ore/sett. i due lavori non si sovrappongono, ma non sono sicura che sia legale accettare anche il secondo incarico. La ringrazio anticipatamente e resto in attesa di un suo parere. cordialmente

  827. Max scrive:

    Caro massimiliano
    Il mio problema e questo dato dal 2004 al 2011 ho lavorato
    Presso una catena di supermercati con contratti a tempo determinato sempre con la stessa azienda in tutti questi anni ho raggiunto piu 60 mesi lavorativi e possibile fare una vertenza ,

  828. Max scrive:

    Caro massimiliano
    Riguardo alla domanda scritta sempre da me 03/10/2011 alle 15,28 per accedere ha un contratto indeterminato
    Grazie anticipatamente

  829. Mar scrive:

    Salve

    Sono un giovane ingegnere informatico e vi contatto perché sono disperato.
    Ho sostenuto diversi colloqui, tutti andati egregiamente.
    Ho ricevuto offerte da aziende che lavorano per Banca d’Italia, Carrefour, Vodafone e dal Corriere della Sera.
    La mia attenzione è ricaduta su quella di Carrefour anche se quella di Banca d’Italia era più alta. Ho fatto questa scelta perché era il profilo professionale che desideravo.
    Inoltre mi era stato detto che un giorno alla settimana avrei fatto un presidio impianto dalle 6 di mattina e ciò mi avrebbe fatto crescere professionalmente.
    Bene oggi ho iniziato e mi sono ritrovato a fare un lavoro totalmente diverso da quello del contratto a progetto. Inoltre i giorni di presidio delle 6 di mattina sono passati a 10 giorni consecutivi al mese, per di più conteggiati come giorni normali.
    Io sono arrabbiatissimo sia per le diverse bugie sia perché ho una penale sul contratto che non mi permette di scindere il contratto.
    Per non parlare delle proposte rifiutate!!!
    Ora mi ritrovo a 800km da casa a fare un lavoro che non è il mio e che non mi piace.
    Cosa devo fare? vi prego aiutatemi mi sento truffato!!

    Grazie

  830. ombretta scrive:

    Buongiorno,
    ho un quesito da sottoporle… lavoro in un negozio di arredamento con contratto edile a tempo indeterninato… il titolare ci ha comunicato che dovremo rimanere chiusi per lavori di manutenzione per circa tre settimane. ci è stato chiesto di metterci in malattia o rimanere a negozio chiuso ma già stenta normalmente a dare gli stipendi… non abbiamo ferie da consumare… qual’è la prassi esatta da seguire in questi casi?
    grazie e complimenti per la rubrica.
    Ombretta

  831. giuseppe scrive:

    bungiorno..sono stato assunto come amministratore unico in una societa edile ke adesso e in liquidazione xke a troppi debiti con i fornitori e con contributi eccc…rischio qualcosa di penale pur non sapento niete di tutto cio ke hanno fatto..

  832. tiziano scrive:

    lavoro come chimico con orario su tre turni mattino, pomeggio e notte da poco mi si chiede un nuovo orario 6.00 /14.00, 14.00 /22.00 da lunedì a sabato con riposo settimanale invece il turno 22.00/06.00 inizia domenica e finisco il venerdì notte con il solito riposo settimanale.Con questo nuovo orario sono impegnato tutto l’anno senza avere mai un doppio turno di riposo nei weekend se non usufruendo di ferie.Se non mi ammalo nell’arco del mese il mio aumento è di circa euro 70,00. le sembra giusto tutto questo?

  833. Manuela scrive:

    Buonasera, da oltre 20 anni mi occupo di contabilità e amministrazione , all’età di 20 anni sono stata assunta al 3 livello prsso uno studio di commercialisti, dopo 10 anni ho ottenuto un 2 livello presso un’altro datore di lavoro. A causa della crisi ho perduto il mio impiego circa 3 anni fa, dopo alcuni mesi ho avuto la fortuna di essere assunta presso un’associazione di categoria, ahimè con un livello che non è mai stato mio, un 4°. In via verbale ho manifestato il mio disappunto , anche se non ho voluto insistere in quanto mi trovavo nella condizione di avere un contratto precario. Adesso che il mio contratto è stato trasformato vorrei vantare i miei diritti, quale la strada più facile senza mettersi in cattiva luce? Grazie per la collaborazione.

  834. Laura scrive:

    Buongiorno Dott.Tavella,il 6 settembre le ho posto quesito n. 677 ma non ho ricevuto risposta.
    Vorrei anche chiederle se mi è possibile fare 6h settimanali presso un altro posto di lavoro sempre come contabile , visto che dall’altra parte dovrei fare 6h ma ne faccio 4h e 2h di permesso al giorno, visto che devo smaltirli tutte le ferie ed i permessi vecchi forzatamente, visto che è solo una scelta del mio datore di lavoro. Ringrazio anticipatamente,

    Laura

  835. Enza Ciarlo scrive:

    Oltre i diritti anche i doveri?
    Un operaio a TD assunto ad aprile ha lavorato circa 15 giorni e da allora è in malattia.
    Il suo contratto è cessato il 30 settembre ma come datore di lavoro abbiamo solo pagato regolarmente le buste paga senza poter avere in cambio alcuna prestazione. C’è possibilità di recupero somme?
    Grazie,
    Enza

  836. Luca scrive:

    Egregio Avv.
    la mia domanda è molto semplice…lavoro presso uno Studio Legale da 11 anni. Dalle 9,30 alle 12,00 seguo le udienze dal G.di P. e in Tribunale. Dalle 16,30 alle 21,00 sono a Studio per preparazione Citazioni, fascicoli per iscrizioni a ruolo richieste danni ecc…..tutto questo sempre senza busta paga…….e non ho mai firmato nulla.

    P.s. Sono sposato e ho due figli, per questo non lo mando a quel paese.
    Cosa mi spetterebbe……??? Nel ringraziarla in anticipo le invio i miei saluti, nonchè i complimenti.

  837. vale scrive:

    Salve,
    il mio datore di lavoro può impormi l’orario della pausa pranzo al rientro dopo la maternità?
    La mia pausa era dalle 12.30 alle 13.30 e ora me l’hanno imposta dalle 12.00 alle 12.30 perchè così poi vanno in pausa tutti gli altri.Quindi mezz’ora e da sola.In più mi hanno spostata di posto e mi hanno messa alla reception….insomma possono??

  838. nocciola scrive:

    egregio Avv.
    lavoro presso un azienda multinazionale molto importante e conosciuta che si occupa di pay tv è da 7 anni che lavoro con contratti determinati,prima 2 anni con contratto co.co.co.e poi assunzione a tempo determinato (a maggio 61 mesi)intervallati con 3 nulla a pretendere firmati in sede sindacale,arrivati a questo punto è ormai chiaro il finale mi offriranno dei soldi che cifra possono chiedere per risarcimento visto e considerato che ci sono anche diversi anni di vessazioni da me documentate?
    la ringrazio infinitamente in anticipo.

  839. delphybianco scrive:

    Buongiorno, lavoro in un’azienda sotto i 15 dipendnti, da 12 anni, ora è in crisi e il datore di lavoro ha detto che fara’ dei licenziamenti e forse licenzierà me perchè anche mio marito lavora nella stessa azienda, quindi rimane almeno 1 stipendio in casa.Siamo 2 segretarie e io sono la + anziana, ho una bimba di un anno e mezzo ed ho insegnato io il lavoro alla mia collega.Se mi licenzia posso fargli una vertenza?Visto che secondo me dovrebbe mandare via l’altra.
    Grazie

  840. Antonio scrive:

    Buongiorno e grazie in anticipo. Io lavoto da circa 8 anni presso un artigiano che svolge attività di stampaggio materie plastiche. Sono operaio di 5 liv ed ho sempre svolto come orario di lavoro la giornata. (8-12 13,30-17,30). adesso il mio titolare si alza la mattina e mi impone di lavorare su due turni. Io porto le mie motivazioni che mi rendono impossibile svolgere questo nuovo orario di lavoro ma lui fa orecchie da mercante.
    Premetto che secondo me è una scusa per allontanarmi dall’aziende in quanto è giunto suo figlio in azienda. Volevo sapere se posso far valere qualche diritto oppure se lui mi licenzierà se non mi adatto al nuovo rario di lavoro. Grazie la prego mi faccia sapere perchè è una situazione insostenibile.

  841. Judith scrive:

    Vorrei chiedere un Suo cortese parere su una questione che mi accade. Lavoro da 14 anni presso una azienda con compiti di amministrazione e contabilità e rapporti clienti/fornitori consulenti esterni ecc. Da alcuni mesi è cambiato l’Amministratore ed ha iniziato subito prima a criticare i livelli di inquadramento e retribuzione di tutto il personale,me compresa (sono al 1 livello commercio) affermando che io, in quanto responsabile dell’amministrazione, ho dato a tutti qualifiche e retribuzioni superiori a quelle di competenza (!); poi pretende che comunichi le mie passwords per l’accesso alla contabilità e alla home-banking, sia a lui che ad un suo collaboratore, estraneo all’azienda, per potere eventualmente operare in mia assenza, e controllare il mio lavoro, anche precedente, cioè la contabilità degli anni precedenti. Io ritengo ciò a dir poco inusuale. Per la Banca ho detto di farsi dare una sua password, e per il computer e la contabilità, può richiedermi questo? sul computer ho dati dei clienti, dei dipendenti ecc, posso lasciare che un terzo possa prenderne visione ed anche eventualmente intervenire? Io ritengo di no; se così fosse come posso tutelarmi?

  842. Genoveffa scrive:

    Buongiorno, la mia domanda è semplice: cosa posso chiedere ad un datore di lavoro che mi assume con la promessa di uno stipendio intero, ma per sgravi fiscali, figurerei come apprendista ( sostanzialmente mi darebbe il restante dello stipendio in nero); dopo di che il giorno della prima paga scopro che invece mi vuole proprio pagare da apprendista e io ci sono cascata come un allocco. La parola meschino per descrivere un comportamento del genere è a dir poco un eufemismo, senza contare che faccio un’ora di straordinario obbligatorio alla settimana ovviamente pagato in nero e subisco ogni giorno la vergogna di sentirmi dare dell’incompetente.

  843. Alessandra scrive:

    Gentile Dott Tavella,

    potrebbe rispondere al mio quesito nr 306?
    La ringrazio in anticipo
    Alessandra

  844. ROSA scrive:

    Gentile Dott.Tavella,
    Buongiorno la mia domanda è la seguente, io sono dipendente di una cooperativa sociale da 10 anni la quale mi ha corrisposto come spettanza annua di ferie 25 giorni che corrispondono in ore a 190, mentre sul contratto delle cooperative sociali leggo e mi spetterebbe 26 giorni di ferie all’anno che non capisco a quante ore corrispondono.
    Pertanto le chiede gentilmente di darmi una conferma se mi spettano 26 giorni o 25 giorni di ferie e a quante ore corrispondono i 26 giorni.
    Saluti Rosa

  845. Laura scrive:

    Buongiorno,
    premesso che una società SRL vorrebbe dare in appalto il bar relativo ad un palazzetto dello sport, il tutto non verrebbe retribuito e per le spese di acqua, luce non verrebbe addebitato nulla in quanto il bar è interno al palazzetto dello stesso.
    Per il bar ritengono che non bisogni aprire partita iva nè nulla e quindi non è necessaria l’emissione di scontrino fiscale ecc.. i guadagni derivanti dal bar stesso, essendo lo stesso riempito di merce e gestito dalle persone che lo tengono in appalto, verrebbero “intascati” da chi lo prende in appalto.. premesso tutto ciò è realmente possibile avere in appalto un bar senza dover emettere scontrini nè tenere nota e dichiarare i guadagni??? mi sembra tutto assurdo.. Attendo Vs. pareri e ringrazio in anticipo! Saluti. Laura
    ps la licenza del bar è intestata alla SRL.

  846. MARIA scrive:

    salve
    lavoro per una SPA settore commercio
    il mio inquadramento ISTAT è contabile d’ordine 4^ livello
    l’azienda può impormi di fare l’addetto vendita?
    resto in attesa di risposta
    grazie
    Saluti

  847. laura scrive:

    Buonasera,
    mi premerebbe sapere qual è il tempo massimo per poter fare vertenza ad un datore di lavoro. Specifico meglio: posso fare vertenza al datore di lavoro per il quale ho prestato la mia opera trent anni fa?

  848. Antonio scrive:

    Gentile dott. Tavella,
    ho lavorato come addetto fast food da maggio 2007 a settembre 2008(contratto a tempo determinato di 4 mesi poi rinnovato per altri 12 mesi; 40 ore settimanali). Finito il periodo di lavoro ho fatto domanda di disoccupazione con requisiti ridotti, dall’Inps non accettata. Mi spettava??
    Inoltre posso decidere di cambiare destinazione (ad altri fondi) del TFR lasciato in azienda??
    Anticipatamente la ringrazio.
    Saluti

  849. Giulia scrive:

    quesito 674.
    Grazie

  850. Antonio scrive:

    salve, io facevo il carpentiere in galleria con contratto a tempo indeterminato,a mrzo 2011 ho subito un intervento alla mano e purtroppo è da rifare in quanto non ho forza nella stessa,quindi dopo 3 mesi chiedo di rientrare a mansione ridotta ma il medico del lavoro me lo rifiuta.a luglio mi arriva l’ennesima visita fiscale e spiego la situazione cosi mi fa idoneo al lavoro e mi dice di rientrare, porto il foglio all’impresa e mi rimandano dal medico del lavoro che stavolta mi fa idoneo con limitazione. il 1 agosto comincio la mia nuova mansione che è quella di aprire il cancello di entrata al cantiere e per tutto il mese di agosto svolgevo la mia mansione stando seduto in macchina protetto da un ombrellone, a settembre ho cominciato a chiedere il gabbiotto e mi dissero che era gia previsto, all inizio di ottobre cominciano le vessazioni nei miei confronti perchè ho rifiutato come gabbiotto un gabinetto di cantiere di 1 metro quadro e le tavole a terra a coprire il buco. i dirigenti dell impresa mi hanno fatto spostare la mia auto a 80 metri di distanza dal cancello dicendo che l’auto non puo stare in cantiere e quindi mi sono spostato di conseguenza anche io, da premettere che il sindacato ha fatto orecchie da mercante in quanto l’impresa è una grande S.P.A. e stiamo lavorando sulla SA-RC, ieri sono venuti a spianare il terreno dove posizionare il gabbiotto e il palista mi ha detto che metteranno sempre quel gabinetto come gabbiotto, come posso difendermi??

  851. Azaria scrive:

    Salve Dott. Tavella, avrei un quesito da porle (forse stupido,ma nessuno sa darmi risposta al momento). Sono una stagionale presso un resort 5*L da due anni (contratto stagionale 3° livello). La scorsa stagione,la prima,il Capo Uff Personale a fine contratto gentilemente mi ricordò di presentare la domanda di precedenza. Questa stagione invece la stessa persona(a seconda di chi le si presenta) tira fuori scuse,temporeggia non accettandole o addirittura risponde facendo finta di non capire di cosa si parli!! E’ anche vero che l’Azienda è in vendita..e stanno (forse) concludendo una trattativa -top secret..alcuna info in merito- che,una volta avvenuta, dovrebbe veder “cadere” i manager ma mantenere i posti di lavoro degli altri dipendenti. Di tutti noi meno di 100 hanno contratto indeterminato da sempre… il resto sono tutti stagionali (contratti di 8/10 mesi..una stagione lunga..tutto sommato). Ora io mi chiedo:può un’Azienda RIFIUTARSI di accettare le domande di precedenza (io credo di no).In secondo luogo..nel caso in cui un’Azienda,appunto,venisse venduta..gli stagionali conserverebbero comunque il diritto di precedenza..oppure con cambio di “propietari” decade ogni diritto?? Sperando di esser stata chiara sufficientemente La ringrazio in anticipo e Le porgo cordiali saluti.

  852. Anonimo scrive:

    Salve avrei bisogno urgentemente di mettermi in contatto con un avvocato di Napoli specializzato in call center e telelavoro. Grazie

  853. michele scrive:

    Per Massimiliano Tavella:
    Buongiorno, volevo domandarLe se è possibile fissare un periodo di prova in deroga al ccnl commercio per un impiegato di 2° livello che sarà responsabile negozio, di 120 giorni, proprio per l’alto grado di responsabilità che il dipendente dovrà assumersi. E in caso di contestazione, dove posso trovare una sentenza o qualcosa che mi dia ragione (sempre se realizzabile l’ipotesi dei 120 giorni ovviamente). Grazie, cordiali saluti.

  854. Emidio scrive:

    Vorrei sapere se avendo partecipato ad una gara di appalto pubblico io non vincente posso fare il
    subappalto della stessa.
    Ci sono delle leggi che lo vietano?
    Quali sono?
    Grazie
    emidio

  855. Deborah scrive:

    Buongiorno, avrei urgente bisogno di un’informazione. un mio caro amico (contratto a tempo indeterminato) è stato licenziato per riduzione di lavoro da una società nella quale lavorano il socio (lavoratore) e lui. pochi giorni dopo il suo datore di lavoro ha presentato richiesta del parere di conformità per l’apprendistato di un ragazzo..che dovrebbe svolgere le stesse mansioni del mio amico!!! c’è un tempo limite stabilito dalla legge da far intercorrere da un licenziamento per giusta causa e un’assunzione?ho urgente bisogno di una risposta..Vi ringrazio anticipatamente!
    Deborah

  856. Sandro bordi scrive:

    Egregi avvocati,

    Chiedevo gentilmente spiegazioni in merito al mio contratto part time che svolgo in una azienda alimentare da 9 anni.
    Il quesito è il seguente: l’azienda per cui lavoro, dal primo novembre cambierà di proprietà, ho  un contratto di 30 ore settimanali con orario depositato. Ci è stata riferito dalla rappresentanza sindacali che l’azienda acquisitrice conferma il monte ore ma non l’orario firmato con l’azienda che vende, per capirci l’azienda acquisitrice puoi cambiare l’orario dei part time. Il mio personale problema nasce dal fatto che svolgo un’altra attività regolare (con partita IVA) da ormai 4 anni.
    Volevo sapere se effettivamente possono cambiare l’orario e se esiste una tutela per chi già da qualche anno svolge una seconda attività regolarmente denunciata.

    Grazie anticipatamente per la risposta

    Sandro

  857. Daniela scrive:

    Buonasera ho necessità di sottoporle una domanda.
    Sono un lavoratore in staff leasing assunto a tempo indeterminato presso un’agenzia di somministrazione lavoro.
    Attulamente svolgo mansioni presso l’azienda committente che dopo 7 mesi di lavoro prestato mi propone la possibilità di inserimento con contratto di sostituzione maternità. E’ possibile secondo la sua esperienza e conoscenza, poter proporre ad un lavoratore che gode di un contratto a tempo indeterminato presso un’agenzia di somministrazione lavoro, proporre un contratto a tempo determinato, quale è la sostituzione maternità? grazie
    Buonasera

  858. sergio scrive:

    lavoro in una fabrica farmaceutica e faccio il meccanico ma non solo faccio anche dei lavori idraulici saldature ecc. sono incuadrato con un livello d3 volevo sapere se mi spetta lavanzamento a d1 grazie.

  859. Giorgia scrive:

    Buongiorno! vorrei esporle il mio problema.
    Per un anno sono stata assunta (con un contratto concluso solo verbalmente) da un medico per fare le pulizie nel suo studio.
    lavoravo 2 volte a settimana per 4 1/2 ore circa (settimanali) e percepivo uno stipendio di 400 euro mensili.
    dovevo lavorare rigorosamente fuori dagli orari di ricevimento dei clienti, ma disponevo anche delle chiavi dell’ambulatorio.
    da due mesi non lavoro più e il mio ex datore di lavoro si rifiuta di corrispondermi il tfr perchè dice che il mio contratto rientra tra quelli di lavoro autonomo occasionale e che quindi non è tenuto a corrispondermi altro che lo stipendio. in più, non ho mai ricevuto la 13 e 14 mensilità e nel mese di agosto non lavoravo.
    è vero quello che dice?

  860. Sofia scrive:

    Buongirono dott. Tavella,
    in merito ai miei quesiti 689 – 690 ai quali gentilemnte ha fornito la sua consuenza, mi trovo purtroppo nuovamente ad avere bisogno di un suo consiglio. Ancora oggi dopo un mese non ho ricevuto alcuna risposta dall’ ufficio del personale. L’ unica cosa che hanno fatto è mandarmi una mail il giorno 4/10 dove dicevano che si stavano informando e mi avrebbero fatto sapere.. Ieri ho provveduto ad inviare una nuova mail dove chiedevo se ci fossero novità in merito alla mia richiesta. NESSUNA RISPOSTA DA PARTE LORO. A questo punto mi chiedo davvero cosa stiano aspettando. E’ palese che se la risposta da parte loro fosse sata negativa me lo avrebbero già comunicato. Cosa mi consiglia di fare? Attendo un suo consiglio al più presto. (Impegni permettendo) Grazie
    Sofia

  861. Luisa scrive:

    vorrei parlare con un avvocato premettendo che sono divorziata ho 3 bambini e nn posso pagarlo…
    Qualche avvocato si offre lo stesso di ascoltarmi e magari di aiutare una persona veramente in difficolta’?

  862. Luisa scrive:

    vorrei parlare con un avvocato premettendo che sono divorziata ho 3 bambini e nn posso pagarlo…
    Qualche avvocato si offre lo stesso di ascoltarmi e magari di aiutare una persona veramente in difficolta’? aspetto una vostra risposta

  863. TIZIANA scrive:

    Buongiorno, avrei un quesito da sottoporle. Per 8 anni ho lavorato presso uno studio di un dottore commercialista. Per motivi di crisi a maggio 2011 mi ha licenziata a voce, il giorno dopo ha ritirato il licenziamento, probabilmente perchè si è reso conto che non era il periodo più opportuno (periodo delle dichiarazioni dei reddditi). Finito il periodo “caldo” mi ha convocata nuovamente in ufficio e, con effetto immediato, mi ha ridotto l’orario da full time ad un part time di soli 20 ore. Io ho provato a convincerlo a farmi fare un part time con qualche ora in più ma non ci sono riuscita (tra l’altro eravamo tre impiegate, ma l’effetto della crisi l’ho subita solo io, visto che le altre non sono state toccate!!). A settembre do le dimissioni, mi trattiene in busta paga il mancato preavviso senza dirmi nulla, e assume un’altra persona a tempo determinato di 6 mesi però le fa fare un part time di più ore.
    Può farlo?
    Spero di essermi spiegata con chiarezza e la ringrazio fin d’ora per l’attenzione prestatami.

  864. Azaria scrive:

    Ma.. si ricevono risposte? Vedo solo tanti quesiti.. spero di si! :(

  865. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Alessandra 806.
    Il contratto di collaborazione è per definizione un contratto di lavoro autonomo benchè coordinato.
    Appare lampante ed evidente il ricorso a tale strumento per una prestazione che TUTTI i caratteri della prestazione subordinata.
    Se proprio ha deciso di fare vertenza (è una scelta strettamente personale) proverei prima a parlare con il datore di lavoro, prospettando le problematiche cui andrebbe incontro se non dovesse chiudere bonariamente la vicenda.
    Se il datore di lavoro non aderisce ad una Sua eventuale proposta (risarcimento danni, assunzione etc) Le consiglio (come primo step) di recarsi presso la Direzione Provinciale del Lavoro e sporgere denuncia nelle mani di un Ispettore. Lo stesso Ispettore, se lo riterrà opportuno, in base alle norme in vigore, convocherà le parti (Lei ed il suo datore) per cercare di addivenire ad una conciliazione monocratica. Se non si riesce a conciliare, scatta l’azione ispettiva e Le garantisco, che in una situazione come questa, l’azienda rischia molto. Successivamente può rivolgersi ad un Avvocato (la A maiuscola non è messa a caso) cui esporre il problema.

  866. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Antonella 705.
    La vicenda è complicata ed anche paradossale se riferita ad un ufficio pubblico.
    E’ comunque necessario avere maggiori informazioni.
    Mi rendo conto che le notizie necessarie non possono essere diffuse in rete, per cui, può contattarmi privatamente.

  867. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Davide 808.
    alla Sua mansione non è seguito certamente il giusto inquadramento.
    L’unico problema che rilevo è la durata del rapporto, ma se a lei interessa solo il riconoscimento della qualifica può tranquillamente ricorrere.

  868. Antonio scrive:

    Buona sera dott. il mio quesito e’ questo:
    Sono stato licenziato per giustificato motivo oggettivo in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato premetto che sono autista/ magazziniere e con la mia qualifica siamo due, e io sono il piu’ grande di eta e il piu’ anziano di servizio del collega. sono stato licenziato io nonostante tutto. perche’ il capo ha eliminato i camion e asserisce che io non sono in grado di fare il magazziniere, invece l’atro collega si.
    per questo motivo ha licenziato me.
    non solo dice nel licenziamento che nn mi puo’ impiegare in niente altro . quando da poco ha assunto un altro ragazzo sempre con la qualifica di magazziniere.. saluti dottore massimo.

  869. pietro scrive:

    mi scusi avevi bisogno di sapere la risposta alla domanda 675 grazie e buon lavoro

  870. Francesco scrive:

    Buongiorno sig. Tavella, ho una domanda da porle, io sono un dipendente a tempo indeterminato c/o una società bancaria, a breve (7 giorni) sarò spostato in una società del gruppo. Il problema è che ora ho un contratto del credito area 2 livello 3, nella nuova divisione avrò un contratto del commercio ma ancora non sanno come sarò inquadrato, le chiedo gentilmente se esiste un paragone fra i due contratti o no e se andrò incontro a degli svantaggi rispentto al mio attuale contratto.
    La ringrazio anticipatamente. Francesco

  871. rosaria scrive:

    sono stata assunto a tempo indeterminato in un super market, contratto full time,dopo 2 anni ma hanno costretto ad accettare il par time, da gennaio ad agosto del 2011 mi hanno passato full time con lettera mensile, a settembre mi hanno chiesto di andare all’ispettorato per firmare il par time, essendomi rifiutata mi hanno mandato una raccomandata in cui mi dicono che sono di nuovo par time e mi hanno anche trasferito in un paese a 30 km dal posto di lavoro precedente, al mio posto dallo steso paese hanno mandato una full time(punita), posso impugnare tali comportamenti e continuare a restare ful time?,
    la ringrazio di cuore per le sue risposte
    rosaria

  872. angela scrive:

    Spett.le Dott. Massimiliano,gradirei ricevere una risposta circa il problema che da ormai 4 anni vivo sul posto di lavoro.Da 4 anni sono vittima di continue vessazioni da parte di un collega che ha il mio stesso livello (IV),questo collega fa lo “zerbino” dei miei responsabili dopo che è stato graziato per un episodio che l’ha visto protagonista e vedeva come unica soluzione il suo licenziamento,ciò non è accaduto anche perchè avrà “santi in paradiso”.Ho denunciato a chi di dovere gli abusi di potere nei miei confronti e ho ricevuto risposte come:lascialo perdere,non comanda niente,è uguale a te!Hanno provveduto più volte a richiamare questa persona ma dopo un po’ di tempo torna all’attacco contro di me.L’ultima volta mi ha detto che è un mio responsabile!!ora vorrei dei chiarimenti:si può subire attacchi da un mio pari livello?E’ normale che debba subire continui giudizi negativi sul mio modo di lavorare da questa persona?Posso rifiutarmi di firmare le ferie richiedendo la firma di un responsabile e non di questo collega visto che appone la sigla sul libretto?Devo continuare a subire o posso agire contro questa persona?

  873. salvatore scrive:

    Salve dott.Tavella,faccio il tubista industriale e lavoro in una piccola azienda di 15 operai, ogni mese faccio circa 230 ore e in busta paga ne trovo soltanto 173,il resto è sotto forma d’incentivo,non di straordinario,tutto questo è legale? Grazie.

  874. Emilia scrive:

    Salve dott. Tavella, lavoro con contratto a progetto presso uno studio tecnico, con una media di 8-9 ore al giorno, orari regolarmente registrati, e con un progetto ben più consistente di quello dichiarato nel contratto. Il problema principae è che i miei datori di lavoro vorrebbero effettuare una sorta di conguaglio ore, visto che in agosto lo studio è rimasto chiuso per due settimane e che, talvolta, mi è capitato di assentarmi. Ribadisco che io ho firmato per un progetto, non per le ore lavorate. Mi sembra assurdo tutto questo, Lei come mi consiglia di muovermi? A chi dovrei rivolgermi?
    Grazie anticipatamente. Cordiali saluti.

  875. davide scrive:

    Avrei bisogno di una informazione: avrei l’opportunità di essere assunto da uno studio professionale e avrei chiesto se fosse possibile lavorare su 4 giorni anzichè 5 10 ore al giorno anzichè 8 . Le ore totali sono sempre 40 e avrei la regolare pausa pranzo. Il consulente dice che il contratto prevede il lavoro su 5 o 6 giorni ma il mio commercialista sostiene che non vi è nessuna legge che lo vieti. Posso provare ad insistere oppure ha ragione il loro consulente ? Ho cercato in rete ma non trovo nulla in merito nè in un senso nè in un altro. Ai sindacati se voglio informazioni devo per forza iscrivermi. Grazie e complimenti per tutto.

  876. fede scrive:

    Scusate l’intrusione non so se è un sito dove si possono dare risposte oltre che fare domande, ma vorrei rispondere a davide 875. Ha ragione il consulente del lavoro poichè nel tuo caso le due ore che fai in più al giorno dovrebbero essere conteggiate come straordinario e magari i tuoi nuovi capi non vogliono pagarteli. Cmq su internet puoi trovare i ccnl del tuo settore che ti chiariranno il dubbio. Se vai a questo sito http://www.lait.it/pdf/Ccnl_Studi_Professionali.pdf a pagina 15 c’è il Titolo dell’orario di lavoro.

  877. Spartaco scrive:

    Per Emilia 874:
    corri al Sindacato (chiedi a chi già c’è stato)o, in alternativa, all’Isp.Lavoro (questi ha sede nel capoluogo di prov. della città in cui vivi).
    Porta con te il co.co.pro. sottoscritto, i relativi listini paga, ogni eventuale comunicazione scritta redatta dal tuo dat.lavoro, nome cognome e indirizzo di un teste in grado di riferire in merito alla natura SUBORDINATA della prestazione di lavoro che svolgi. Avrai diritto alla conversione del rapporto a tempo indeterminato (se lo riterrai opportuno, o comunque di un relativo ris.danno) ed INOLTRE a tutte le conseguenti differenze retributive. A riguardo considera che, essendo a progetto e in considerazione del CCNL che il tuo “commitente”/dat.lavoro dovrebbe applicarti (Studi Professionali Tecnici) NON maturi, per ogni anno solare lavorato, le seguenti cose: 12 ratei di 13esima e 14esima, 26 gg. di ferie; 72 ore di permessi retribuiti, 1 accantonamento mensile di retribuzione per TFR… grosso modo 4 retribuzioni annue da moltiplicarsi per il n. di anni lavorati… per non parlare delle differenze sui contributi previdenziali. NON PERDERE ALTRO TEMPO!
    In bocca al lupo.
    Ciao

  878. Spartaco scrive:

    Per Davide 875
    Certo che puoi!
    L’importante è che fra la fine di una prestazione di lavoro giornaliera e l’inizio della seguente intercorrano ALMENO 11 ore di riposo.

  879. Spartaco scrive:

    Per Rosaria 871
    Per il trasferimento, in ragione di una recente normativa (novembre 2010), hai purtroppo solo 60 gg. per impugnare il provvedimento, sempre che questi non sia supportato dalle cd. “comprovate ragioni tecniche, organizzative, produttive o sostitutive”.
    Sul p.time in generale, vale la regola che essendo NON un ordine di servizio ma un CONTRATTO, necessita dell’adesione fra le parti, pertanto va sottoscritto fra i contraenti stessi. Il dat.lavoro NON può comunicarti unilateralmente la riduzione dell’orario di lavoro, è necessario il TUO consenso.

  880. Spartaco scrive:

    Per Francesco 870
    In primo luogo andrebbe chiarito se ti distaccano o ti trasferiscono o se, risolvendo il contratto di lavoro per dimissioni e verrai poi ri-assunto dalla soc. del gruppo. In qs. caso ti liquidano il TFR matuarato e le competenze di fine rapporto (residui ferie, rol, ex-festività, ratei mensilità aggiuntive).
    Comunque sappi che il livello di raccordo è il III del Commercio, verifica bene (nella parte alta della busta paga) se hai già un super-minimo e cerca di farti riconoscere la stessa retribuzione lorda che hai già acquisito, eventualmente sempre con lo strumento del super-minimo (importante che NON sia assorbibile).
    Dal punto di vista normativo non subirai variazioni di sorta nel cambio di contratto, il CCNL Commercio è un buon contratto!
    Ciao

  881. fede scrive:

    Per Spartaco 878- Mi spiace ma non è così. Il ccnl prevede specifici orari.

    TITOLO IX
    Orario di Lavoro
    Art. 48 (Articolazione dell’orario di lavoro)
    La durata normale dell’orario di lavoro effettivo è fissata in 40 ore settimanali. Per lavoro effettivo si intende
    ogni lavoro che richiede un’applicazione assidua e continuativa; non sono considerati come lavoro effettivo il
    tempo per recarsi al posto di lavoro, i riposi intermedi presi sia all’interno che all’esterno dello Studio, le soste
    comprese tra l’inizio e la fine dell’orario di lavoro giornaliero.
    L’orario settimanale di lavoro è distribuito su cinque o sei giornate, secondo uno dei tre modelli sottoesposti:
    a) Orario settimanale su 5 giorni: 8 ore al giorno dal lunedì al Venerdì;
    b) Orario settimanale su 6 giorni: 6 ore e 30 minuti al giorno dal Lunedì al Sabato;
    c) Orario settimanale su 6 giorni: 7 ore dal Lunedì al Venerdì e 4 ore al Sabato

  882. Enrico scrive:

    Buona sera complimenti per questo sevizio.
    Vorrei porre un quesito lavoro in una ditta che mi a assunto come dipendente nel frattempo è diventata una cooperativa cosa mi comporta il passaggio da dipendente a socio
    grazie ciao

  883. davide scrive:

    Grazie per la risposta. Ho letto anche gli interventi di Fede…. Io non vorrei poi avere problemi con Ispettorato o altro se insisto e non me ne capisco molto della materia ma cosi’ “a naso” se io faccio le mie 40 ore settimanali come dice il contratto su 4 giorni anzichè 5 non credo ci siano problemi. Una mia amica mi ha detto che chiaramente a quel punto avrei meno giorni di ferie perchè verrebbero ricalcolate sui minori giorni di lavoro …ma su questo punto non obbietterei di certo. Vorrei essere certo di non chiedere con insistenza una cosa che di legge non è possibile fare. Mi pare anche strano che il mio commercialista sia cosi’ sicuro che si possa fare e il loro consulente dice di no. Ma non esistono norme specifiche ? In alcuni siti ho letto di accordi aziendali . Cosa significa ? Sono accordi che il datore di lavoro , quindi l’azienda , puo’ fare con il dipendente ?

  884. sabrina scrive:

    Ho un grosso problema con il mio datore di lavoro a causa di un errore commesso dal consulente. A fine 2008 a seguito di un aumento contrattuale mi è stata inserita una paga base erroneamente più alta del mio livello (1°). Adesso il consulente si è accorto dell’errore e vorrebbe compensare le cifre prese in più con futuri aumenti contrattuali. Inoltre vuole ripristinare il corretto importo del mio livello. Possono farlo a distanza di tempo ? Io non vorrei restituire la cifra e secondo un consulente che ho contattato non devo farlo perchè la colpa è del consulente . Inoltre mi ha detto che ormai ho acquisito la cifra . E’ corretto anche se il tutto nasce da un errore materiale ? In caso di mancanza di accordo l’alternativa è andare per avvocati? Io non vorrei perchè li’ ci lavoro. Capisco che il mio datore di lavoro non ne abbia colpa pero’ non dovrebbe essere il consulente a pagare queste cifre in più? Il loro consulente sostiene che si tratta di “indebito oggettivo “art 2033 c.c. Hanno ragione ?

  885. Alessandro scrive:

    Salve a tutti intanto complimenti per il vostro angolo di confronto un ottima iniziativa in tempi cosi incerti e duri.

    Vengo al dunque la mia compagna è insegnate presso una scuola straniera la quale le ha proposto un contratto di 10 mesi dopo a diciamo 1600 netti mese. i dieci mesi sono passati e tutto è andato bene adesso le avevano offerto per scritto e con tanto di proposta firmata dal consiglio della scuola un contratto svizzero di diciamo 30.000 euro annui, poi per varie incongruenze non si poteva attuare il contratto svizzero e si è optato per uno italiano di 24 mesi allo stesso importo. a settembre si presentano con la lettera di assunzione e nella voce retribuzione hanno scritto costo azienda annuo 30.000 euro ovvero compresivo dei contributi a carico dell’azienda senza dare spiegazioni o dettagli di quali siano i contributi legati al costo azinedale, ovviamente conti alla mano viene meno di quanto concordato poiche nell’accordo si parlava di stipendio lordo e soprattutto viene ancora meno dello stipendio percepito nei 10 mesi precedenti. Il quesito tutto ciò premesso è 1. E’ legale contraddire l’accordo firamato cambiando la descrizione da stipendio lordo a costo aziendale nella lettera di assunzione italiana o possono farlo e l’accordo non aveva alcuna validità? 2. E’ legale che la retribuzione a parità di ore lavorative sia inferiore al precedente contratto a tempo determinato?

    spero possiate darci una mano e vi ringraziamo anticipatamente per l’aiuto

  886. Antonella scrive:

    Buonasera avvocato,
    mi trovo in una situazione molto particolare e sono a chiederLe un suo cortese riscontro.
    I fatti: il 26 aprile 2011 cessa un mio rapporto di lavoro con l’azienda per la quale lavoro da anni (un contratto a t.determinato di sostituzione per malattia); chiedo all’inps l’indennità di disoccupazione che mi viene concessa.
    I primi giorni di luglio faccio un colloquio presso altra azienda, in un’altra città.
    Mi propongono di iniziare subito: un periodo di valutazione reciproca e poi eventualmente un contratto. Faccio presente che sono “in disoccupazione”, mi viene risposto di mantenerla e poi si vedrà.
    Dopo un paio di settimane mi viene detto che pensano di farmi un contratto, forse a 3 mesi e mi chiedono lo storico dei miei rapporti di lavoro, che mi rilascia il Centro per l’Impiego.
    In data 25 luglio chiamo il “datore di lavoro” e gli comunico che ho ricevuto altre offerte di lavoro e deciso di non andare più.
    Mi dice che va bene e finisce lì.
    Il primo agosto firmo un nuovo contratto di lavoro con la mia precedente azienda, a t. determinato di sostituzione maternità e comunico tempestivamente all’inps la mia nuova condizione.
    Ed ecco il problema: il 10 ottobre mi arriva una raccomandata con cui il titolare dell’azienda, nella quale avevo lavorato 20 giorni, mi comunica che aveva accettato le mie dimissioni verbali avvenute in data 10/10. Ed effettivamente al centro per l’impiego risulto assunta per 3 mesi!!!
    Resto senza parole: innanzitutto nessun contratto mi é stato presentato e firmato da parte mia, non ho mai ricevuto una busta paga, in quel periodo ricevevo indennità di disoccupazione e dal 1° agosto ho un contratto con altra azienda.
    Come posso comportarmi? E l’Inps che posizione assumerà nei miei confronti? E come mai questa azienda si è comportata in questo modo?
    La ringrazio infinitamente per l’attenzione che vorrà dimostrarmi.
    Cordialmente
    Antonella

  887. Simona scrive:

    Buongiorno Avvocato,
    avrei il seguente quesito da porre:
    sono impiegata IV livello assunta con CCNL del Terziario nel nel 2010. Sto per dare le dimissioni. Controllando la busta paga mi sono accorta che la mia paga base è di circa 900 euro. Prima dell’inzio del rapporto ho firmato un impegno all’assunzione in cui venivano stabiliti alcune condizioni tra cui uno stipendio netto di 1120 e una data di decorrenza. il Mio datore di lavoro non ha rispettato tale impegno in quanto per problemi interni mi ha assunto successivamente.
    Il giorno in cui ho iniziato, ho firmato una lettera avente ad oggetto l’assunzione con la data effettiva di decorrenza e nella quale non veniva più fatto riferimento allo stipendio netto ma si rimandava al ccnl. Secondo voi potrei provare a chiedere gli arretrati?

  888. antonella scrive:

    Buongiorno,
    sono Antonella 705 e 770, per favore può inviarmi il suo recapito telefonico per contattarla?.Grazie mille.
    Da una ricerca sui CCNL delle Regioni ed autonomie locali mi risulta che l’orario spezzato non è previsto e dal Dlgs del 2003 che la deroga al riposo settimanale coincidente con la domenica per i dipendenti pubblici doveva essere inserito in un decreto che avrebbe dovuto emanare il Ministero e che non ha emanato, per cui si dovrebbe seguire la regola generale..

  889. massimo scrive:

    Buongiorno Avvocato,

    io svolgo il mio lavoro in una multinazionale da 15 anni,sempre lo stesso lavoro ma con ditte esterne diverse.Praticamente subentra una ditta nuova che si aggiudica l’appalto(per il lavoro che svolgiamo in questa multinazionale) ma con la condizione di mantenere sempre lo stesso peronale(io ed altri tre colleghi).E’ successo che l’ultima ditta mi ha tolto la qualifica 5 livello metalmeccanico,sostituendola con un terzo livello.Praticamente da operaio qualificato ad operaio comune .Per le mansioni che svolgo mi ha riconosciuto comunque un superminimo non riassorbibile,perche’ mantengo le stesse mansioni di prima ma nella ditta non e’ presente nemmeno il supervisore,quindi ci e’ toccato fare anche da supevisori….Siamo stati licenziati ed e’ subentrata una nuova ditta che per mia fortuna oltre a confermarmi il superminimo mi ha concesso la mia vecchia qualifica di 5 livello(stessa storia e’ accaduta ai miei colleghi),che e’ poi necessaria per il lavoro che svolgo.La domanda e’ la seguente:con una vertenza potrei ottenere dalla mia ex ditta la qualifica che ho sempre avuto ed ho tuttora e che invece lei mi aveva tolto,e nel caso,avrei dovuto effettuare qualche impugnazione dopo il licenziamento oppure per la richiesta di riconoscimento mansioni superiori e’ sufficente agire prima della prescrizione(ditta a di sotto dei 15 dipendenti,prescrizione a 5 anni dalla data di licenziamento)?Dopo il licenziamento non ho fatto nessuna impugnazione.Grazie per le Sua eventuale risposta e cordiali saluti
    Massimo.

  890. Angelo scrive:

    Puo l’azzienda per cui lavoro obbligarmi a dormire in doppia durante le trasferte effettuate fuori sede?

    Saluti Angelo

  891. Alessandro scrive:

    Ciao spero qualcuno possa aiutarmi, ho 3 figli e un altro in arrivo , ho un contratto a tempo indeterminato, ma il mio datore di lavoo mi ha gia’ annunciato che alla fine del mese mi licenzia , io non vorrei mandargli la vertenza ma se mi vedo costretto , lo faccio , per questo vorrei sapere se mi toccherebbe qualche soldino visto che lavoro 6 gioni a settimana , incomincio alle 3 di notte lavorando anche 9-10-11 ore al giorno ,la busta paga e’ part-time 88 %,per 1000 euro fissi al mese , con mi sembra meno di 6ore al giono di lavoro e per 23 gioni al mese , quindi nn ho pecepito mai notturni e staordinari, festivita sempre lavorato , ma mai pagate veramente , ferie solo 12 gioni l’anno le altre perse , e questo per 2 anni e mezzo , che dici posso fare qualcosa ??? aspetto al piu’ presto una tua notizia , grazie di cuore …

  892. melisa scrive:

    buona sera!vorrei tanto sapere l’ultima busta paga..di fine contratto che spettanze ho? si come ho 30 giorni di ferie non godute vengono pagate il 10 del mese di novembre o pure no? come funziona?grazie mille

  893. piero scrive:

    Buon giorno avv. vorrei sapere la mia ditta non ha mai pagato l’unatantum del contratto metalmeccanici perche’ dice che abbiamo la 14 istituita con contratto aziendale nel lontano 1977 e l’ultimo contratto aziendale e’ stato fatto nel 2003 con pochi centesimi di aumento. vorrei sapere se mi tocca questo unatantum grazie

  894. nunzio scrive:

    salve, io sono assunto part time e faccio 11 12 ore al giorno e mi sono seccato che potrei fare per far valere le mie ragioni??? grazie

  895. luciano scrive:

    salve avv.ho un grosso problema e spero qualcuno possa aiutarmi,avv nel novembre 2006 vengo assunto da un ristorante a napoli come garzone di cucina, con una promessa che mi avrebbero inquadrato subito ma questo non e successo dopo tante volte chiesto mi fece capire che se dovevo restare solo a quelle condizioni io purtroppo o dovuto accettare ma poi nel luglio 2007 il mio titolare chiude la societa e passa tutto al figlio avv. HITLER 2 mi creda il quale licenzia tutti e li riassume con una nuova societa tranne me io con tanta pazienza aspetto di essere inquadrato e dopo tanto a gennaio 2008 ottengo un contratto di apprendistato di 24 mesi io apprezzo il fatto e o lavorato nel estate 2008 mi dice che siccome siamo accorto di personale mi disse che io dovevo svolgere anche il cameriere ma percepivo solamente le mance dei clienti 10 euro fissi e niente dal titolare io purtroppo dovevo lavorare con mia madre vedova senza lavoro e pensione mio fratello tossico dipendente e 2 fratelli piccoli lei mi capira e sono andato avanti cosi a me mi stava anche bene sottolineandole il problema basta che lavoravo a 20 anni tutta la giornata maggio, giugno, luglio,agosto fortunatamente chiuso, settembre,ottobre e i restanti mesi minimo 7 ore al giorno il sabato anche 12 ore, nel novembre 2009 mi viene cambiato il contratto dal attuale apprendistato, a un part time di 4 ore giornalieri e come qualifica lavapiatti non di garzone ma mi viene detto a gennaio 2010 che mi viene chiesto di firmarlo che potevo dire firmalo, andiamo avanti un mio collega di lavoro cameriere a dicembre 2010 stava x essere licenziato da hitler x che lui avendo sua moglie malata di cancro era sempre un po assente al lavoro dopo una lunga discussione pretendeva che si doveva licenziare il mio collega si mise subito in malattia e ritorno dopo 3 mesi lui mi chiamo a dicembre 2010 e mi disse noi abbiamo pensato di passarti definitivamente in sala io accettai subito e ringraziai contettissimo. in sala la giornata era di 35 male mancie di piu al giorno chi era meglio di me a 23 anni 50 euro al giorno e andava tutto bene a giugno decisi di comprarmi casa x me e feci un mutuo di 350 al mese al improvviso mi ha chiamato dicendomi che dovrei ritornare in cucina con una busta paga di 670 euri al mese e cominciare subito che sarebbe domani gli o spiegato che non era giusto quello che stava facendo e lui mi ha rispostoche se nn ti va bene devo andarmene io appena o sentito questo mi e salito tutto il sangue alla testa avv credetemi non mi sono sentito bene in quel momento pensando alla mia famiglia e il mutuo gli o detto io accetto anche di rientrare in cucina ma con una paga migliore lui ha risposto di no chiamandomi scemo. io vorrei fargliela pagare in tutti i costi dopo quello che o fatto x loro avv mi sono fatto fare delle foto mentre servivo ai tavoli perche stavo inquadrato come lava piatti o fatto bene e o anche 5 testimoni avv mi date un consiglio x favore posso chiamarvi.se mi metto anche io in malattia posso ottenere qualcosa avv sono disperato vi prego aiutatemi.la ringrazio

  896. antonio scrive:

    troppa gente disperata .. un blog non basta lo stato ci aiuti con delle unita’ mobili di patrocinio. e avvocati gratis….
    siamo soli… in un mondo di datori di lavoro disonesti.

  897. Judith scrive:

    Buona Sera, avv. Torno a scrivere per continuare quanto precedentemente detto. In fondo ho capito che che le assurde richieste dell’Amministratore erano tutte volte al mio licenziamento per potere introdurre un suo “protetto”. A parte, qundi, eventuale azione di “mobbing” sulla quale sto riflettendo se muovermi o meno, anche se qualche testimone l’avrei, per adesso vorrei muovermi sul piano “pecunario”. Io ho lavorato per questa azienda per circa 14 anni, di cui 10 in “nero” essendo stata regolarmente assunta solo nel 2007 usufruendo l’azienda di agevolazioni sia in campo contributivo (legge 407) che fiscale, (in quell’anno era previsto uno sgravio IRAP per l’assunzione di donne a tempo indeterminato). So che per il periodo ante 2001 non posso fare niente, ma ritengo di potere far qualcosa per il periodo dal 2001 al 2007, specialmente per quanto riguarda i contributi previdenziali. Ho parlato con un sindacalista che mi dice che la prescrizione è di 10 anni per le differenze retributive e solo 5 anni per i contributi, mentre a me risultava esattamente il contrario, sapevo che per differenze retributive (nel mio caso mancata corresponsione di 13 e 14 mensilità, straordinario) la prescrizione era 5 anni mentre per il mancato versamento dei contributi era 10 anni se a denuncia del lavoratore. Non so come funziona per il TFR. So che stanno per licenziarmi, naturalmente provvederanno a liquidarmi il TFR solo dal maggio 2007 (data di assunzione ufficiale) ad oggi, l’eventuale accettazione da parte mia di tale importo mi precluderebbe poi l’azione per la richiesta del TFR dal 2001 all’aprile 2007 e tutto il resto, o dovrei rifiutarlo? E’ mia intenzione impugnare il licenziamento nei termini previsti per poi arrivare eventualmente alla conciliazione, ma vorrei essere certa dei passi da fare; a parte la naturale preoccupazione, infatti, vista la assoluta e totale scorrettezza da parte dell’amministratore e di tutto il Consiglio di Amministrazione, non vorrei lasciare niente di intentato. Ovviamente per il periodo di lavoro a nero ho una valanga di prove e di testimoni pronti ad intervenire. Infine, l’eventuale conciliazione mi precluderebbe l’azione per mobbing? E quest’ultima entro quanto tempo si prescrive?
    Ho visto, leggendo questo blog, che purtroppo il capo del lavoro è “minato” e quindi i problemi ed i dubbi che Lei è chiamato a risolvere sono veramente tanti e variegati, ma mi permetto di pregarLa di una Sua possibile risposta poichè il tutto si sta consumando in questi giorni ed il tempo per agire è veramente poco. So’ per certo che avrò la comunicazione di licenziamento domani o dopodomani al più tardi, e dopo avro’ solo 20 giorni per muovermi. Vorrei potere avere le idee più chiare. Grazie infinite per la Sua disponibilità

  898. Sofia scrive:

    Buongiorno dott. Tavella,
    appena possibile le chiedo gentilmente consigliop in merito al mio questio 791 è davvero urgente.
    La ringrazio e le auguro buon lavoro
    Sofia

  899. Antonio scrive:

    Salve avv. Tavella, sono stato assunto da una azienda il 19/01/2011 con contratto a T I.Codesta azienda ha effettuato un contratto di affitto di 18 mesi di un ramo della produzione da un’altra azienda il 01/11/2010.
    E’ da fine luglio che l’azienda va male e piena di debiti,inoltre sono mesi che ci pagano con acconti e saldi.In via ufficiosa si è saputo che il 15/11/2011 l’azienda cesserà il contratto di affitto.
    Non ho capito se chiude o se darà fallimento.In caso di una delle due ipotesi noi operai dobbiamo essere avvisati entro quanti giorni? E l’azienda propietaria se vuole continuare il lavoro dovra assumerci x diritto o cosa?
    La ringrazio anticipatamente.

  900. Alessandra scrive:

    Grazie per aver risposto al mio quesito nr 806, la Sua risposta mi è davvero utile.
    Cordialmente,
    Alessandra

  901. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Sofia.
    Gli arretrati spettano ed in caso di rifiuto può rivolgersi alla Direzione Provinciale del lavoro (servizio ispettivo) o fare vertenza tramite un avvocato.

  902. Sofia scrive:

    la ringrazio tanto per la conferma. Devono quindi darmi tutti i dieci annia oppure solo gli ultimi 5
    ancora complimenti per il servizio che offre.
    Sofia

  903. Giuseppe scrive:

    Salve avv. Tavella, innanzitutto complimenti per l’iniziativa e grazie per la Sua disponibilità.
    Volevo porLe questi due quesiti:
    premetto che sono stato assnto con CCNL Servizi 3 livello da 4 anni e nella lettera di incarico che mi è stata fatta firmare riporta la mansione di ADDETTO ALLO SVILUPPO SOFTWARE.
    In pratica faccio appunto il programmatore informatico (ANALISTA-PROGRAMMATORE). Le chiedo dunque 1) la mansione che svolgo è consona con il livello attribuitomi e la lettera di incarico?
    2) dal primo luglio sulle documentazioni per le certificazioni ISO risulta che io sarei anche una specie di responsabile / coadiuvatore della gestione della qualità, questo non dovrebbe far scattare di regola l’acquisizione di un livello successivo ? MANSIONI SUPERIORI o altro?
    Infine, cosa più importante, il datore di lavoro non ci ha mai concesso trasferte (per i lunghi periodi trascorsi fuori casa nel lontano 2007, circa 6 mesi fuori da lun a ven) e missioni. Posso in qualche modo richiedere tali somme nel momento in cui decido di cambiare lavoro, dunque all’atto delle dimissioni?
    Grazie e scusi per la mail chilometrica!

  904. Riccardo scrive:

    Salve a tutti. Se possibile vorrei porvi un quesito:
    lavoro presso una cooperativa multiservizi di cui una parte del personale,me compreso, lavora nel settore dello spazzamento strade ovvero nel settore dell igiene ambientale. Premetto che lavoriamo in sub-appalto del sub-appalto del sub-appalto del comune, infatti i lavoratori della cooperativa lavorano con altri lavoratori di una ditta, e usiamo vestiario e mezzi della ditta. Il personale della ditta ha un contratto nazionale di lavoro applicato che è il FISE mentre a noi sono state concordate sia il trattamento economici che legislativo dello stesso contratto fino alla fine dell appalto, senza però aver firmato un vero e proprio contratto FISE. Alla richiesta al sindacato da parte mia (che sono delegato sindacale)e dei miei colleghi, che ci venga fatto firmare un vero contratto FISE prima della scadenza dell appalto, il sindacato ha risposto che siccome siamo soci-lavoratori di una cooperativa non è in alcun modo possibile farci firmare un vero contratto, ma che anzi probabilmente col nuovo appalto ci potremmo veder scendere i salari e cambiare condizioni lavorative. Ora, sapendo che il personale della ditta, una volta era sotto un’ altra cooperativa e avevano il vero contratto FISE, mi sapreste dire se anche noi della cooperativa possimao richiederne uno?
    Grazie

  905. Massimiliano Tavella scrive:

    PER TUTTI GLI AMICI DEL BLOG.
    Carissimi Amici,il grande successo dell’angolo delle vertenze di lavoro, ha confermato quella mia convinzione che la “debolezza” dei lavoratori risiede nella scarsa informazione che gira intorno al mondo del lavoro.
    Anche in privato, per il tramite di “Postilla” sono arrivate alla mia attenzione storie di una tristezza infinita, storie di soprusi e vessazioni, a cui ho cercato, nei limiti consentiti dalla mia attività professionale, di dare senso pratico e soprattutto risposte che tenessero conto anche del fatto che non è conveniente rischiare “il posto di lavoro” per inseguire vertenze fondate sul nulla o su inadempienze datoriali di scarsa rilevanza.
    Ma le problematiche vere necessitano di essere seguite con professionalità da professionisti esperti e non sempre un lavoratore ha i mezzi a disposizione per avviare una controversia pagando un Avvocato o un Consulente.
    Per questo motivo sto cercando da tempo di creare un team di professionisti capaci che possano mettere a disposizione le competenze necessarie senza per questo “impoverire” ancora di più chi si trova in una situazione già complicata. Non è semplice, ma con l’aiuto di tutti un giorno si potrà creare un gruppo presente in tutta Italia che condurrà questa azione sociale. Qualcosa di più pratico di una associazione a tutela dei lavoratori, qualcosa di più incisivo, attraverso cui ogni lavoratore potrà avere a disposizione le professionalità necessarie. Vi terrò informati.

  906. antonio scrive:

    GRANDE MASSIMILIANO TAVELLA…………………

  907. antonio scrive:

    MA PER QUANTO SFORZI PROFESSIONISTI COME TE POSSIATE FARE…. COME SI DICE DA NOI IN SICILIA E NELLA FATTISPECIE A PALERMO… IL PESCE FA CATTIVO ODORE DAL CAPO.. VUOL DIRE SE LO STATO NON GLIENE PUO’ FREGAR DI MENO DIMMI TU . TUTTI GLI SFORZI A CHE SERVONO….
    COMUNQUE SEI UN GRANDE DOTTORE TAVELLA.
    TI RICORDI QUELLA LEGGE CHE DI FATTO TUTELAVA I LAVORATORI CON LE DIMISSIONI DA FARSI IN APPOSITO MODULO PRESSO L’UFFICIO DEL LAVORO???
    PERCHE’ IL GOVERNO HA TOLTO UNA DELLE POCHE LEGGI CHE STAVA DALLA PARTE NOSTRA… OGGI LE DIMISSIONI IN BIANCO SONO DINUOVO UNA REALTA’.

  908. antonio scrive:

    OGGI SONO STANCO E LICENZIATO.

  909. Livia scrive:

    Gent.mo Dott. Tavella Le vorrei chiedere gentilmente di esprimere un suo parere sul quesito 821 perchè al più presto devo prendere una decisione e “navigo ancora nel buio”, ovvero non sò cosa fare!
    La ringrazio!! Aspetto sue notizie!

  910. Francesco scrive:

    Buonasera,
    vorrei chiedere al Dott. Tavella solo un “semplice” quesito: sul posto di lavoro (call center) abbiamo una diatriba in corso. Siamo un gruppo di lavoratori “somministrati” (interinali quindi), a settembre scorso nel comune dov’è situata l’azienda nella quale lavoriamo (cioè dove operiamo), è stata celebrata (come ogni anno) la festa del Santo Patrono. Nella busta paga, la festività non è stata pagata (a noi interinali) mentre ai dipendenti dell’azienda è stata regolarmente retribuita. E’ successo anche l’anno scorso. Dove sta l’errore? Possiamo fare qualcosa secondo Lei?
    Grazie mille e complimenti per l’impegno!!

  911. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Livia 821.
    La situazione che ci prospetta è molto frequente negli istituti parificati.
    E’ necessario comunque prendere visione del progetto e valutare la possibilità di conversione in un contratto di lavoro subordinato. Senza conoscere le “carte” è difficile dare un giudizio preciso.

  912. Sofia scrive:

    Caro dott. Tavella,
    le faccio nuovamente i complimenti per i consigli e l’ aiuto che fornisce a tutti i lavoratori in difficoltà. Spero che la mia situazione si risolva nel migliore dei modi senza dover prendere nessun drastico provvedimento. Se così non fosse, sarà sicuramente mia premura contattarla per un consulto più approfondito.
    Grazie ancora
    Sofia (ultimo post 902)

  913. Carla scrive:

    Buongiorno.
    Sono stata licenziata insieme alle mie colleghe per giustificato motivo “morte datore di lavoro”. Il licenziamento è stata inviato dagli eredi del defunto: moglie figlia e figlio avvocato.
    Credo che gli eredi, licenziando le segretarie, abbiano chiuso anche la posizione giuridica del defunto.
    Ho saputo che il figlio sta lavorando ed ha assunto una mia collega più giovane di me a livello di anzianità di servizio.
    La mia domanda è:
    Il figlio che ha licenziato tutte le segretarie, può prosegue l’attività in forma giuridica diversa dalla precedente e quindi purtroppo può assumere chi vuole e alle condizioni che vuole?
    Oppure doveva interpellare prima me, 1) perché pià vecchia a livello di anzianità di servizio, 2) perché ero la sua segretaria personale anche se il contratto era a nome del padre che aveva altre segretaria alle proprie dipendenze.
    Sono ancora nei termini. Ci sono i requisiti per impugnare il licenziamento, premetto che ho due testimoni che possono testimoniare che lavoravo per il figlio.
    In attesa di un cortese ma urgente riscontro, saluto cordialmente
    Da Pisa

  914. Ylenia scrive:

    Egr. Dott. Tavella,
    lavoro presso un ufficio a full time da 8 anni, ma dall’01/11/2011 il mio contratto sarà trasformato in part-time, con la scusa della crisi.
    Nel nuovo contratto che dovrei firmare c’è scritto che l’accordo di trasformazione del contratto è avvenuto su accordo tra le parti, peccato io non abbia deciso nulla!
    Se mi rifiutassi di firmarlo, cosa succederebbe? mi licenziano???
    a part-time ci metteranno me ed un’altra ragazza, solo perchè l’amministratore deve trovare lavoro a sua figlia, lo può fare?
    La ringrazio per l’attenzione.

    Ylenia

  915. Michele scrive:

    Buona sera avvocato,
    Le scrivo perché ho 57 anni (a febbraio 58)e mi trovo in grosse difficoltà’ riguardo il mio lavoro e quindi il mio futuro alla soglia, speriamo, della pensione.La ditta in cui lavoravo ha chiuso mettendo i dipendenti in mobilità.Per me il periodo di mobilità sarebbe stato di 4 anni(impresa del sud).Una nuova ditta mi ha assunto a tempo inderterminato, a tempo pieno 39 ore settimanali e dalle liste degli invalidi.Questa ditta non è altro che una continuazione della precedente, in quanto svolge la propria attività nella stessa struttura e i titolari della vecchia ora sono dirigenti della nuova(quasi un passaggio di consegne per far perdere ai dipendenti l’anzianità maturata e tutti i privilegi acquisiti in tanti anni di lavoro).Questa nuova ditta mi ha proposto uno stipendio decurtato del 15% rispetto a quello percepito nella ditta precedente , che io ho accettato, anche se a malincuore, e inoltre mi ha assunto con la qualifica di impiegato di concetto, mentre sia nella precedente ditta che nella nuova svolgo lavoro da manager.Difatti nei bigliettini da visita e in tutte le email di comunicazioni ai clienti sono indicato proprio con questo appellativo, che è poi quello che effettivamente svolgo in azienda.Tutti gli altri dipendenti, sia impiegati che operai, sono assunti in azienda con contratti a tempo determinato, in attesa di perfezionare ognuno il loro contratto nel tempo.Ora qualche giorno fa il nuovo titolare e il dirigente(ex titolare della vecchia ditta)mi hanno chiamato dicendo che dal prossimo anno mi toglieranno dalla busta paga il superminino e da giugno a settembre del prossimo anno mi vogliono mettere a part-time.Le chiedo, se mi possono togliere il superminimo, dopo che mi era stato accordato in fase di contrattazione per farmi accettare il tempo indeterminato(la ditta beneficia di sgravi fiscali e della mobilità che io avrei dovuto percepire)e ancora mi possono obbligare a lavorare a part-time avendo un contratto a tempo indeterminato?
    Gradirei una sua risposta in merito, grazie e saluti, Michele

  916. Livia scrive:

    Gent.mo Dott.Tavella, La ringrazio per la risposta. Volevo solo dirle che non dispongo del contratto firmato dalla scuola, ma solo di una copia che ho fatto prima di riconsegnarlo firmato. Tale contratto non è stato comunicato neanche al centro per l’impiego.
    Nella forma rispecchia un “fantomatico” accordo CCNLP “Filins-Fiinsei-Ugl-Anaccc”(rapporto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto valido dal 1 settembre 2004 al 31 agosto 2008) (da notare la validità fino al 2008 ed io l’ho firmato per l’a.s.2010-2011!!!). Quello che mi interessava particolarmente sapere è fino a che data posso presentare vertenza nei loro confronti, in ragione delle date che le ho mensionato nel quesito 821?
    Mille grazie! Buona giornata e buon lavoro!!!
    Livia

  917. Antonio scrive:

    quesito 840 grazie e scusi insistenza è evidente che ha molte domande a cui rispondere. Non sò come faccia!!!

  918. piero scrive:

    ciao . Sono alla terza udienza del giudice del lavoro dopo l’assenza della contro parte all’isp. del lavoro. Tutti si ostinano a farmi valutare un patteggiamento. In poche parole sono reduce da un licenziamento giusta causa (inventato e non provabile quindi a mio giudizio illeggittimo) di una ditta con piu’ di 15 dipendenti ma assunti molti meno. Non mi pagano le ultime buste paga prima di essere licenziato, e tantomeno il tfr. Mi offrono alla 2da udienza seimila euro e dopo (su consiglio del giudice a mo’ di accordo bonario) 12 mila su 45 mila da me richieste. Cosa posso fare? . Gran parte dell’offerta fa parte della retribuzione mancata quindi. Un problema: la Soc. in questione e’ una srl e tutti mi dicono che se vinco la causa questi chiudono prima di pagarmi. A I U T O ….. e grazie in anticipo a tutti!

  919. RITA scrive:

    Buongiorno
    lavoro in una mensa di pasti trasportati in qualità di addetta servizi mensa 6° livello super. Il 31 ottobre finisce l’appalto nell’azienda presso cui lavoro, subentrerà una nuova azienda che assumerà me e le mie colleghe. Ci hanno comunicato che non verrà applicato il contratto Turismo pubblici esercizi, ma il contratto multiservizi (questa nuova azienda è una coop.).
    Vorrei sapere se è vero che la cooperativa può applicare il contratto multiservizi anche per gli addetti alla ristorazione e alla distribuzione dei pasti o se deve obbligatoriamente applicare il ccnl turismo.
    Grazie mille
    Rita

  920. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Antonio 840.
    Come ho già avuto modo di precisare in altri post, il datore di lavoro può modificare la collocazione temporale della prestazione ove questa modifica risponda ad esigenze tecniche ed organizzative.
    L’intento fraudolento è tutto da dimostrare.

  921. Stesy scrive:

    Ciao..il tuo sito è fantastico!! Vorrei esporti il
    Mio problema! Lavoro x una ditta importante..Faccio la commessa e nel mio contratto sono scritta come “impiegata di 2′ livello! Arrivo al dunque! Ci hanno rubato un importante incasso dal cassetto sotto la casa! la lettera di richiamo è arrivata perché dicono ke noi i soldi li dovremmo versare ogni sera..quando sanno benissimo ke sono 2 anni ke facciamo così..cioè tenerceli almeno 1-2 giorni x cambiare i soldi visto ke il nostro fondo cassa è formato da monetine..ma se a prima mattina mi arriva un cliente ke mi paga un prodotto da 2€ con 100€ come faccio?! E quindi questa è la motivazione x cui noi tutti punti vendita nn versiamo la sera stessa! Adesso però c’è una novità…stanno pensando di dirci ke i $ rubati li dobbiamo rimettere noi! Lo possono fare?! E poi così è come se mi stessero dando della ladra a me e alle mie colleghe! Li posso denunciare x diffamazione?! E poi le vorrei kiedere..sul mio contratto sono segnata come impiegata di 2′ livello..è vero ke non dovrei e non potrei stare neanche alla cassa??
    Grazie x l’attenzione!!!

  922. Ivan scrive:

    Gentilissimo Dottore Tavella!

    Potrebbe consultarmi sulla seguente situazione:

    Lavoro totalmente in nero da quasi 2 anni in una struttura alberghiera in qualità di receptionist.
    Ora il datore di lavoro vuole licenziarmi (per quanto si può usare questo verbo nei confronti del lavoro nero). Vorrei chiedergli la liqudazione e non so che rischi corro e che somma adeguata devo chiedere visto che faccio i turni di 12 ore 6 giorni su 7? Mi paga al turno effettuato e il mio guadagno mensile oscilla tra 1000 e 1200€.
    Se mi potrebbe aiutare?

    La ringrazio in anticipo!

  923. arianna scrive:

    ciao senti il mio ragazzo ha lavorato 4 mesi e mezzo per un’azienda di autobus a noleggio in nero.. non è mai stato pagato regolarmene anzi deve prendere ancora due stipendi… oggi è stato licenziato… essendo autista ci sono tutte le schede con le ore di servizio.. ci sono le basi per una vertenza????
    lui copriva il servizio navetta per un albergo e il titolare lo ha licenziato dicendo che quelli dell’albergo non lo volevano più..

  924. Sole scrive:

    Ciao a tutti,
    Nel mio caso specifico parliamo di un’emittente radio/televisiva locale, associazione con partita iva, siamo in tutto 7, con mansioni diverse, nessuno di noi ha un contratto. Io ho cominciato ricoprendo il ruolo di segretaria amministrativa e col tempo, avendo esperienza pregressa, ho iniziato anche a condurre un programma radiofonico e ad occuparmi della stesura e conduzione del Tg. Arrivo a lavorare anche dieci ore al giorno, senza pausa pranzo. Non mi lamento per carità, meglio che niente. Veniamo tutti pagati a ore (ogni giorno firmiamo e dichiariamo ora di entrata e uscita ) con assegno mensile. Il titolare dice che è regolare e che siamo volontari che ricevono un semplice rimborso spese. Nessuno di noi ha però mai accettato di firmare la dichiarazione di prestazione di lavoro a titolo gratuito. Non so se avete idea di quanto delirio ci sia dietro una televisione, redazione, servizi, interviste, spot da girare e montaggi da fare…e poi c’è tutta la parte di cui mi occupo io, anche se ho l’appoggio di uno studio di commercialisti, fatturo per i contratti di pubblicità (sia radio che tele) mi occupo dei pagamenti, bonifici, riba, ecc…Pur non essendo una contabile esperta, so che spesso sono costretta a gestire le cose in maniera non troppo regolare, prendendomi delle responsabilità che una VOLONTARIA non dovrebbe certo avere. Ora, il fatto che i controlli siano inesistenti credo sia conseguenza ovvia di certe “amicizie” del titolare che è un vero traffichino ma alla fine se la cava sempre. Non esisono malattia, né ferie, né giorni di festa. Si lavora sempre. Son pagata 5.50€ all’ora. Come può essere legale tutto ciò? Chi può credere che un’emittente televisiva possa stare in piedi grazie alla collaborazione di volontari che per il mondo sono disoccupati tra i 20 e i 35 anni? Se qualcuno sa darmi qualche risposta diversa da “vattene quanto prima”gli sarei molto grata.

  925. lavezzi scrive:

    buonasera,

    io lavoro in una compagnia assicurativa e ho firmato un contratto di inserimento di 18 mesi con l’azienda.Sulla busta paga fin dal primo giorno c’ e scritto nel comparto “contratto” lavoro a tempo indeterminato.Nell’ ultima busta paga non c’e scirtto niente.l’azienda non mi ha rinnovato piu’ il contratto senza darmi comunque una motivazione,che non e’ prevista.Ma mi chiedo: e’ regolare da parte dell’azienda scrviere questo? E se no e impugnabile? Ma la busta paga e’ un documento ufficiale?

  926. Judith scrive:

    Prgmo Dott., faccio seguito ai mie post 841 e 971, per specificare e chiedere un Suo parere. Riassumo brevemente i fatti: da ben 14 anni (di cui 10 in nero) lavoravo presso una Associazione con anche attività d’impresa (ristorante/eventi), con le mansioni di amministrazione e contabilità. Tale associazione è amministrata da un Consiglio e dal Presidente che ne è il legale rappresentante, mentre ogni consigliere (9 in tutto) ha le deleghe alle varie funzioni (personale, bilancio, tesoreria ecc). Nel maggio corrente anno viene eletto un nuovo Consiglio. Subito il nuovo presidente comincia a recriminare su tutto l’assetto dell’associazione, dai livelli di inquadramento di tutto il personale, all’organizzazione del lavoro ecc. A me personalmente viene inviata una lettera di contestazioni con sospensione cautelare, elencante una serie di addebiti per presunte mancanze effettuate tutte, però, negli anni precedenti e quindi in vigenza dei vecchi (se ne sono avvicendati ben 3 nel periodo) Consigli direttivi. Le mancanze sono, peraltro, inesistenti, si figuri che ad un certo punto mi si contesta “abusiva autonoma esecuzione della contabilità” – cioè mi si contesta di avere fatto il mio lavoro!!! – Naturalmente invio nei termini la lettera di giustificazioni e l’audizione con il sindacato, rigettando tutti gli addebiti e sottolineando che comunque l’organizzazione e l’espletamento del lavoro era stato eseguito sulle direttive impartite da altro consiglio direttivo, non esisteva quindi il nesso per il suo intervento. Malgrado ciò ho ricevuto la lettera di licenziamento per giusta causa senza preavviso. Sono al corrente, tra l’altro, che già il giorno dopo la mia sospensione, quindi ancora non licenziata, aveva già installato al mio posto un suo pupillo.
    Ho già avviato la procedura per impugnare il licenziamento, e, naturalmente a questo punto, anche per il recupero di tutto quanto possibile per il lungo periodo in nero. Ma mi chiedevo se posso agire anche per altri danni. Il presidente, infatti, continua a mettere in giro voci circa il mio operato, sempre negli anni passati, che mette in discussione sia la mia preparazione professionale che la mia fedeltà nei confronti dell’azienda, come avere fatto bilanci falsi, avere dato ai dipendenti livelli e retribuzioni superiori al dovuto ecc. Vista la assoluta e feroce malafede della persona, non vorrei lasciare niente di intentato. Grazie

  927. sofia scrive:

    Buongiorno caro dott. Tavella,
    sono qui nuovamente a scriverle per chiederle in base alla sua esperienza, per quale motivo dall’ uff. del personale dopo avere preso accordi telefonici lo scorso venerdì che entro questa settimana mi avrebbero ASSOLUTAMENTE fatto sapere, nessuno mi ha contattata. Ieri mattina ho provveduto ad inviare una mail diciamo come promemoria, dove chiedevo appunto se dopo la telefonata intercorsa, entro oggi mi avrebbero fatto sapere qualcosa. Ovviamente nessuna risposta. Premetto che per qualsiasi altro quesito rispondo immediatamente alle mail sia mie che dei colleghi. A questo punto non so davvero se continuare ad aspettare in vano che mi diano notizie. La mia domanda è: secondo lei lo fanno perchè stupidamente sperano che mi attivi io? oppure per qualtro motivo? Davvero sembra strano che un’ Azienda non cerchi di collaborare pacificamente ma vada contro i suoi interessi. In oltre la prossima settimana ci sarà il ponte del il 1 novembre, quindi fino a mercoledì nessuno sarà in ufficio. E’ ovvio che loro, sapendolo, prendono ancora tempo. Guardi è davvero urgente. Ho chiesto se dovevo rivolgermi a qualcuno in particolare, ma mi è stato appunto risposto che quaesta settimana sarebbero arrivate notizie. E’ ormai un mese e mezzo che va avanti. Con un grosso punto di domanda, la ringrazio e le auguro buon lavoro.
    Sofia(ultimo post 912)

  928. Enzo scrive:

    Buongiorno dott. Tavella,
    ho un problema che si è venuto
    a creare all’ultimo momento.

    Da un anno circa ho un contratto part-time
    a tempo indeterminato (in un ristorante)
    di 27 ore settimanali con orari stabiliti
    (dalle 19.30 alle 24.00).

    Adesso il mio datore di lavoro mi ha comunicato che mi ha spedito una lettera a casa (che ancora non mi è arrivata)dove dice che devo spezzare le mie ore giornaliere per esigenze dell’azienda, cioè dalle 13.00 alle 15.00 e dalle 20.00 alle 23.00

    Dottor Tavella, cosa mi consiglia?
    Cosa mai conterrà questa lettera?
    il mio contratto PT a tempo indeterminato con orari stabiliti verrà annullato?
    Posso rifiutare questa variazione?

    La ringrazio anticipatamente.

    Enzo

    P.S. Premetto, che dopo la mia assunzione, il ristoratore ha assunto altre due persone a tempo pieno, perchè raccomandate da suoi amici (mentre scrivo mi è sorto un dubbio, non vorrei che i miei due colleghi hanno anche loro un contratto part-time ma invece lavoro full-time), ed io in quel momento mi incavolai, ma ho lasciato perdere tutto per evitare litigi.

  929. alessandro scrive:

    salve volevo sapere come comportarmi in seguito a quello che io credo sia stato un torto del mio datore di lavoro.
    vado a raccontare il tutto: o trovato un lavoro saltuario nel quale dove vo fare delle consegne di appartamenti in affitto,una sorta di portiere.
    dopo venti giorni di lavoro a causa di un incidente sono costretto a rimanere a casa per 15 giorni,premesso che l’incidente e avvenuto durante l’orario in cui lavoravo per lui, e che il motorino e’ di mia proprieta,volevo sapere se il datore di lavoro e tenuto a pagarmi l’infortunio e a risarcirmi delle spese del motorino,premetto che tutto quello che era il lavoro non era regolato da nessun contratto,ovvero era tutto in nero.

  930. Luca scrive:

    Buona sera,
    anzitutto complimenti per la costanza, è difficile trovare un servizio simile che funzioni così a lungo.
    Io avrei solo un quesito.
    Oggi mi arriva una raccomandata “richiamo disciplinare” perchè ho inviato dei documenti aziendali senza chiedere il permesso.
    Nello specifico si trattava di una busta paga ad un dipendete dimissionario che è rimasto a casa prima del termine di preavviso, quest’ultimo l’ha chiesta a mè perchè registro io le paghe in contabilità e mi occupo di effettuare i bonifici.
    Ritengo la lettera senza senso dato che non avendo nulla da nascondere ho parlato al telefono col dipendente difronte al titolare, il quale inizialmente mi ha detto di non consegnare nulla, se voleva la busta si doveva presentare in ditta. Poi dopo che ho telefonato al dipendente per dirgli che non gli inviavo la busta, il titolare mi dice che avevo capito male io (ovviamente non cosi educatamente) quindi ho spedito il documento per fax. Oggi ricevo questa insulsa lettera, che per quanto piena di falsità crea un precedente e se non sbaglio se dovessero farne altri sarebbero legittimati a prendere provvedimenti più gravi.
    Come devo comportarmi? basta una lettera di contestazione al richiamo? e se non mi danno risposta scritta?

    Grazie ancora per l’attenzione.

  931. antonella scrive:

    Salve vorrei un informazione io sono in cassa integrazione. Un collega che fa parte di un altro reparto che momentaneamente nel suo reparto non c’è lavoro può sostituirmi nel mio?
    di regola non dovrei tornare io e in cassa ci va lui?
    Qualcuno riesce a darmi una risposta concreta.
    Grazie

  932. Sole scrive:

    PerLuca 930: Ciao,
    mentre attendi una risposta da qualcuno di competente, ti posso dire che da quel che mi ricordo i richiami ufficiali devono essere tre per poter procedere ad un licenziamento. Attenzione però i motivi devono essere validi perché il licenziamento sia legittimo! Anche a me è successo…Io ti consiglio di rispondere tramite raccomandata spiegando in maniera chiara come sono andate le cose. Resterà così traccia di un richiamo e della tua versione dei fatti. Potrebbe tornarti utile in futuro. Mi sembra assurdo tu sia stato richiamato per aver inviato un documento ad un dipendente che ha il diritto di chiedertelo, posto che tu in quanto addetto alle paghe hai il dovere di fornirgielo. Non lasciare che passi del tempo prima di rispondere!

  933. MASSIMO scrive:

    Spero che almeno voi siate in grado di aiutare me ed i miei colleghi.
    Il quesito è il seguente: lavoriamo per un azienda che si occupa di trasporti sanitari ,ci viene applicato il ccnl autorimesse e purtroppo ci capita quotidianamente di dover sopportare pause tra un periodo e l’altro nella stessa giornata di lavoro anche di 5 6 ore così da essere impegnati quasi sempre per 12 ore al giorno per sei giorni alla settimana. E’ ammissibile tutto ciò?

  934. alessia scrive:

    Buonasera,
    ho un contratto a tempo indeterminato partime perchè’ mi fanno fare 7ore e 30 anzichè 8 ore nel settore del commercio (lo possono fare?). Ora, per effetto della crisi, vogliono portarmi il contratto a 4 ore e farmi svolgere un’altra mansione con un’altra società’ facendomi oltre a questo ctr, anche un ctr a progetto per le altre 3ore e 30 ma così il mio commercialista mi ha detto che avrò una doppia tassazione, non avrò ferie nè malattia…mi sapete spiegare a che cosa sto andando incontro se accetto? ( ora prendo intorno alle 1.100 con il ctr a tempo indeterminato, se accetto prendo 600€ a tempo indeterminato e con l’altro contratto (fatto con un’altra azienda ma sempre loro e sempre dentro lo stesso ufficio) intorno alle €500 senza 13esima nè 14esima. Grazie a tutti

  935. Laura scrive:

    X MELISA: le competenze di fine rapporto (tfr e ferie/roll maturati ma non goduti)vengono regolati così:
    licenziamento avvenuto dal 01 al 15 del mese vengono liquidate nella busta del mese di licenziamento
    licenziamento avvenuto dal 16 al 31 del mese vengono liquidate nella busta del mese successivo
    poi il pagamento è un altro discorso, potrebbero farlo anche a rate ma anche lì hanno delle regole (che però non conosco perchè non mi è mai capitato). Ciao

  936. maria grazia scrive:

    buon giorno avvocato scusi ma avrei bisogno di un suo consiglio e piu di un mese che aspetto una vostra risp!la domanda e la 798 ti ringrazio !

  937. mauro scrive:

    buo giorno avvocato ho un contratto partime di 104 ore mensili inderminato come portierato, dal 24/02/2007,sulla busta paga viene citato proprietari di fabbricati livello D1.IL mio contratto e presso un centro commerciale,lavoriamo i giorni festivi ma non ci vengono retribuiti ,con lo staordinario idem mi fanno lavorare fino 180 ore al mese tassate senza versare i contributi con una voce ind. ta una tantum,in piu’ andiamo al di fuori delle nostre mansioni,come controllare i mezzi all’interno quando entrano e quando escono,visionare telecamere e allarmi controllare documentazioni,assicurazioni duvri ecc,all’igresso di personale esterno mi posso rifiutare di lavorare i giorni festivi come faccio a sapere quando vado al di fuori delle mie competenze,rischio qualche denuncia

  938. Massimiliano Tavella scrive:

    X Maria Grazia.
    Cio’ che esponi e’ davvero molto grave. In questi casi, la tutela deve essere garantita da un professionista esperto che vada oltre alle mere differenze retributive ed al recupero del TFR.
    Quelle che descrivi sono condizioni di lavoro alienanti e senza regole che rappresentano in maniera lampante l’inciviltà che ancora regna in alcuni ambienti di lavoro. Il bisogno comunque non puo’ travalicare la decenza e la dignità umana. Nel tuo caso,ripeto, devi farti assistere da un professionista competente che, attraverso l’analisi approfondita della questione, possa rifatti il giusto ristoro, economico e morale, per i soprusi subiti. Tienimi informato.

  939. sara scrive:

    gentilissimi,
    lavoro da 7 anni per una ditta con contratto commercio quarto livello…da 4 anni mi hanno affidato la mansione di responsabile punto vendita chiamato da loro ROP(sempre quarto livello..ho chiesto il terzo mi hanno risposto che non lo merito),gestisco gli orari(gestisco gli incassi,vado anche in banca a versare i soldi e ho gia’subito 2 rapine. ora sono in maternita’ e dovrei rientrare e vogliono spostarmi di punto vendita solo perche’ la mio capoarea non mi sopporta e aspettava solo il momento giusto per farmi fuori!!!come posso fare?grazie mille

  940. Giovanni scrive:

    Salve voglio esporre il mio problema per avere un idea.
    Lavoro da 8 anni in una ditta(negozio) senza contratto.
    Quando ho messo piede nell’azienda avevo 21 anni il datore di lavoro prometteva castelli e palazzi e che mi avrebbe messo in regola presto.
    POi mi illustrò una serie di situazioni fiscali della ditta e mi disse che dovevano passare degli anni per poter regolarizzare il reddito dichiarato annualmente per potermi regolarizzare.
    Io ho sempre sollecitato il fatto di regolarmi lavorativamente parlando ma nulla, mi lasciava sbattere.
    Adesso ho 29 anni non ho nemmeno un contributo versato all’inps e la mia situazione è disperata anche perche’ la paga è bassa e io vivendo da solo ho una serie di responsabilita’ e scadenze dfa rispettare.
    Io vorrei fare vertenza ma il datore di lavoro è mio zio :( ora mi ha dato un ultimatum dicendomi che se voglio essere messo in regola devo dircelo entro 2 settimane altrimenti visto che deve cmq mettere in regola qualcuno per dimostrare alcune situazioni sul reddito annuo dice che se io nn voglio piu’ la messa in regola mette in regola la figlia e l’azienda la cambia come conduzione familiare..che fare? aiutatemii

  941. Carla scrive:

    Gentile Avvocato mi potrebbe rispondere alla domanda 913?
    Grazie
    Carla

  942. Massimiliano Tavella scrive:

    per Carla.
    Di che tipo di attività si tratta?

  943. alessandro scrive:

    salve sig massimo potrebbe rispondermi al quesito numero 929,visto che il mio datore di lavoro ha anche minacciato di denunciarmi perche’ pensa che io mi sono inventato l’incidente con il motorino.

  944. antonio scrive:

    868 massimo tavella 868 per favore..

  945. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Antonio 868.
    Per prima cosa devi impugnare il licenziamento.
    Poi, in base all’effetto che l’impugnazione sortisce, puoi adire l’autorità giudiziaria.
    Basta una lettera in cui dici che “impugni e contesti” il licenziamento e ne richiedi l’immediata revoca.

  946. Parigi C85 scrive:

    Salve,
    12 mesi or sono sono subentrato con l’incarico di Amministratore Delegato, senza soluzione di continuità ad un collega dirigente (io sono Quadro). A vostro parere, ho diritto alla nomina a dirigente? Il CCNL è quello elettrico.
    In attesa di un Vostro gradito riscontro Vi saluto cordialmente

  947. Michele scrive:

    gent.le avvocato Tavella potrebbe dare una risposta al 915
    grazie
    Michele

  948. lavezzi scrive:

    Gent.le avvocato potrebbe dare una risposata al 925 e’ urgente.grazie.lavezzi

  949. lavezzi scrive:

    Gent.le avvocato potrebbe dare una risposta al 925 e’ urgente.grazie.lavezzi

  950. mara scrive:

    buongiorno,un anno fa sono stata chiamata ad un colloquio per un assunzione a tempo indeterminato in un supermercato , quando ho presentato la documentazione e risultavo essere iscritta nelle liste di mobilità mi è stata proposta l’assunzione a tempo determinato per un anno per permettere così all’azienda di sfruttare la mia mobilità con la parola dell’allora direttore che al termine del contratto sarei stata assunta a tempo indeterminato. ora mi ritrovo con il contratto terminato e con la proposta di un rinnovo solo fino al 31 dicembre dopo una pausa di una decina di giorni.In quest’anno hanno assunto personale a tempo indeterminato visto che nel mio contratto non è specificata la mansione ma solo che sono un addetto alle vendite secondo lei avevo diritto di precedenza nelle assunzioni avvenute a tempo indeterminato?Devo dire che il mio capo reparto ed l’attuale direttore hanno fatto richiesta di assunzione a tempo indeterminato a mio favore ma quando purtroppo si fa parte di grosse aziende non si viene considerati per il lavoro svolto ma si è considerati dei numeri.

  951. Piero scrive:

    In rif. alla mia n. 918 gradirei una risposta visto che giorno 30 nov ho una nuova udienza per “patteggiare”. Non ho ancora capito se il giudice e’ a conoscenza degli incartamenti in questa fase.
    La ringrazio anticipatamente…..

  952. carla scrive:

    Egregio Avvocato, in merito alla Sua richiesta (risposta n. 942), la mia attività svolta era: segretaria a tempo indeterminato part-time 2° livello presso uno studio legale.
    Con il padre defunto avevo il contratto formale, simulato, mentre il vero rapporto di lavoro l’ho avuto sempre con il figlio. Era lui che mi dava gli ordini, mi diceva quando prendere le ferie.
    Ora so che il figlio sta continuando a lavorare.
    La prego mi faccia sapere in merito alla mia domanda numeero 913.
    Cordialmente,
    Carla

  953. Giovanni scrive:

    gentile. Avv…potrebbe rispondermi?domanda n.840..grazie

  954. Mattia scrive:

    Buongiorno.. sono un operatore socio-sanitario che lavora per una cooperativa sociale e sono inquadrato al livello C2. Se non ricordo male è tra il 2008 ed il 2009 che con il rinnovo del ccnl delle coop soc sono stati riorganizzati i livelli e dal 4°, o 4°S, allora attribuito all’o.s.s., ne è stato creato un apposta, c2, per riconoscere questa, relativamente giovane, figura professionale. Ho ricevuto una interessante proposta lavorativa, da un’altra coop soc, che mi piacerebbe accettare non fosse che mi viene offerto il livello C1 (corrispondente al vecchio 4°)ma che attualmente inquadra, come leggo sull’ultimo rinnovo, le figure professionali “antecedenti” la mia, come a.d.e.s.t. ed o.t.a.. Vorrei sapere se è possibile che ciò avvenga, cioé se è possibile ricevere una sorta di declassamento nel passaggio da un lavoro ad un altro, ma con medesime mansioni. Grazie anticipatamente per l’ascolto.. Mattia

  955. silvia scrive:

    Salve,lavoro da ben 13 anni in un negozio alimentari, con contrattto in regola a tempo indetrmino. Oggi il mio titolare si e’ preesentato con un foglio nel quale dichiarava che ha causa della cessazione di attivita’ prevista per la fine dell’anno, e’ costretto a comunicarmi. Che il rapporto di lavoro in atto dovra’ intendersi cessat/, a tutti gli effetti di legge e di contratto, alla dat ecc ecc..la. Presente deve intendersi quale comunicazione di licenziamento ec ecc…Volevo sapere se mi spetta la disoccupazione e la liquidazione grazie a tutti

  956. sofia scrive:

    Buongiorno dott. Tavella,
    eccomi ad aggiornarla su quanto è successo oggi in merito alla mia questione.
    Ho ricevuto la busta paga dove c’è stato l’ adeguamento del passaggio di livello con aumento di retribuzione come previsto. Ho scritto all’ uff. del personale ringraziando dell’ aumento ma facendo presente che non ho ricevuto alcuna comunicazione scritta in merito. Inoltre ho espressamente chiesto visto che appunto nessuno mi comunica niente, info sugli arretrati cioè a chi mi dovevo rivolgere.. Mi è stato risposto che per questo ne devo parlare con il mio resp. il quale mi ha fissato un incontro per venerdì p.v. Ecco quello che penso:
    alle mie mail non ricevevo risposta perchè il mio resp. ha espressamente detto di non rispondere e che una volta presa visione della busta paga “magari” non avrei chiesto altro…..dopo aver visto l’aumento. Ovviamente così non è andata ed ecco che salta fuori l’ incontro per discutere sugli arretrati. Sono sicura che a questo punto cercherà di dissuadermi in qualche modo altrimenti come hanno provveduto ad effettuare il passaggio di livello avrebbero fatto lo stesso con gli arretrati. Cosa mi consiglia di dire durante l’ incontro se dovesse porsi in modo negativo? Quali misure potrebbe attuare dalla sua parte? Questo è importante saperlo. Io credo che essendo in torto perchè è stato proprio un errore non dovrebbe evere molte armi contro di me. Mi sbaglio? La ringrazio come sempre.
    Sofia (ultimo post 927)

  957. maria grazia scrive:

    grazie avvocato per la risp,ho presentato la domanda in tribunale ora dovro sapere la data dell udienzaper quanto riguarda il tfr e il resto invece per la querela che ho fatto presentandola il 18 settembre in tribunale ancora non ho saputo niente nemmeno se il giudice ha archivito la querela!in caso avesse archiviato la querela con quale coraggio questo giudice l ha fatto!se nemmeno la legge ci tutela a noi lavoratori indifesi dovre andremmo a finire!comunque i datori di lavoro nn si sono fatti sentire nemmeno dopo la lettera inviata dal mio avvocato,ha detto solo il loro avvocato che non vogliono pagare e a me chi mi risarcisce gli 11 anni di maltrattamenti e umiliazioni,in piu mi hanno fatto ammalare,e una vergogna lavorare 16 ore al giorno e essere assunti 3 ore!grazie avvocato

  958. ANTONIO scrive:

    Gent.mo Dott. Tavella
    vorrei sapere se si possono riscattare gli anni di tirocini, e perchè non vengono pagati i contributi, visto che comunque si lavora e che per quello che ci danno viene rilasciato il CUD
    La ringrazio
    ANTONIO

  959. Margherita scrive:

    Buongiorno,
    avrei una domanda da porre la cui risposta mi tormenta. Mi hanno proposto dopo 4 anni di co.pro un tempo inderminato con la clausola che io firmi un atto nel quale dichiaro che non mai causa all’azienda per i 4 anni precedenti (nei quali ero utilizzata cone T.D.).
    Quanto valore avrebbe realmente questo documento da me firmato? Non voglio fare causa, ma mettiamo che me ne combinino di tutti i colori, io dovrò solo subire e ringraziare?
    Grazie per un’eventuale risposta.

  960. Miriam scrive:

    Gentilissimo avvocato,
    le sottopongo la mia situazione lavorativa a dir poco inverosimile.
    Sono stata assunta con contratto di apprendistato il 1/4/2008 come impiegata amm. di quarto livello finale.Il mio contratto avrebbe avuto scadenza al 1/4/2012 se non fosse che:
    La mia titolare ha smesso di pagarmi i contributi negli ultimi tre anni.Poi negli ultimi 3 mesi ha smesso di pagarmi e da poco piu’ di 1 settimana mi ha lasciato in ferie in quanto non riesce piu’ a sostenere le spese del mio contratto.
    Preciso che sono la sua unica dipendente, e che in previsione del suo scorretto piano ha inserito altre 3 figure in nero.In questa settimana ho scoperto di essere incinta.
    Come devo comportarmi?

    La ringrazio molto.

  961. Clelia scrive:

    Buona sera Avv. Tavella le voglio esporre il problema che si è verificato in questi giorni a lavoro.
    Lavoro presso l’azienda ospedaliera come operatore socio sanitario nel reparto di Oncologia.
    Il mio turno lavorativo è di 7.12 ore giornaliera x 5 giorni a settimana x un totale di 36 ore settimanali con due giorni di riposo.
    l’altro giorno la mia caposala ha ricevuto una e-mail dal responsabile di dipartimento dove diceva di cambiare il mio profilo ore:fare 6 ore dal lunedì al sabato compreso e avere un solo riposo settimanale.
    Tutte le O.S.S. del dipartimento mmedico continuano a fare il doppio riposo settimanale. E’ corretto cambiare il profilo ad una sola O.S.S. del dipartimento medico specialistico?
    Mi sono rivolta al sindacato dove sono iscritta è mi ha consigliato di richiedere l’ordine di servizio.
    E’ l’unica soluzione da intraprendere?
    La saluto e la ringrazio anticipatamente!|

  962. ANNA scrive:

    Buonasera Avvocato, visto l’enormità dei quesiti che le vengono prospettati,e capisco che le risposte non possono avvenire in tempi rapidi,appena ha un po di tempo potrebbe rispondere al quesito n 795 .
    Grazie
    Buona serata

  963. natalia scrive:

    negozio,dove io lavoro stato venduto a cinesi.di seguito sono stata trasferita ad un altro a distanza 40km.mio datore di lavoro deve pagare mio trasferimento?

  964. Carla scrive:

    Egregio Avvocato attendo un Suo prezioso parere (Rif. 952)
    Cordialmente
    Carla

  965. Sara scrive:

    Buongiorno, ho bisogno di una informazione.
    L’anno scorso 2010, sono stata assunta con contratto a tempo determinato come Demichef di sala.
    Quest’anno 2011 da un’altra azienda sono stata assunta come commis di sala.
    Riportando il mio liv e la mia esperienza all’inizio, c’e’ qualcosa che si puo’fare, per tutelarsi? tutto questo e’ legale? Aspetto una risposta e grazie anticipatamente.

  966. vero scrive:

    salve complimenti x l idea.sono un autista di bus autoferrotramviere ho avuto un incidente e volevo sapere se dovevo e quale percentuale del danno dovevo pagare

  967. Diana scrive:

    Salve e grazie per questo preziosissimo servizio. Vorrei esporre la mia situazione e porre due quesiti: da più di un anno lavoro per una societa che,a parte un primissimo periodo di formazione retribuito con ritenuta d’acconto, mi ha fatto assumere da una società terza con C.C.N.L. per gli addetti TRASPORTO MERCI – COOPERATIVE con inquadramento di 3^ livello (impiegata) e orario di lavoro 8 ore giornaliere, 40 settimanali, dal lun al ven. Premesso che non ho mai svolto mansioni in alcun modo attinenti all’attività di trasporto merci, mi domando:
    1^ QUESITO – si tratta di un contratto di somministrazione “mascherato”? Può questa società, che non figura nell’Albo delle Agenzie per il lavoro, fare questo tipo di contratti?
    2^QUESITO – in realtà, contrariamente a quanto scritto sul contratto di lavoro, non ho MAI lavorato 8 ore al giorno, ma molto meno, nonostante le mie rimostranze. Il lavoro è stato fin qui retribuito in base alle ore effettivamente lavorate e ora il VERO datore di lavoro minaccia di passare ad una retribuzione a cottimo, che abbasserebbe ulteriormente l’effettiva retribuzione. Come posso difendermi? Posso fare vertenza anche se non sono stata licenziata?

  968. gil scrive:

    Buonasera Avvocato, sono anch’io interessata al quesito 925. Avrei bisogno di una risposta urgente dato che la questione è molto delicata. La ringrazio in anticipo

  969. alessandra scrive:

    Buongiorno volevo sottoporle il mio caso , lavoro in una azienda di abbigliamento come commessa di 4° livello che a causa degli effeti della crsi ha deciso di chiudere 3 punti vendita su 4, di cui due in settimana. Per non licenziare nessuno ci hanno proposto una riduzione dell’orario di lavoro da 40 a 24 ore, ci hanno consegnato um modulo già compilato, con la lettera in allegato dove spiegano le motivazioni di questa richiesta, da consegnare e firmare davanti il funzionario del collocamento.Visto che non è un obligo ,posso rifiutarmi ? Se mi rifiuto a cosa vado incontro? La lettera mi è stata consegnata ieri e secondo la stessa dovrei recarmi al collocamento lunedì 7/11/11. Dato l’urgenza della situazione la pregherei di darmi un consiglio quanto prima.La saluto ringraziondola per il servizio che offre alla collettività

  970. Clelia scrive:

    Gentile avv. può rispondermi in merito al quesito
    n° 961?

  971. Antonio scrive:

    Gentile avv. può rispondermi in merito al quesito
    n° 899?

  972. alessandro scrive:

    salve signor massimo per cortesia potremme aiutarmi con la 929, e’ urgente.grazie in anticipo

  973. Luisa scrive:

    Salve,
    vorrei sapere se c’è un limite numerico di controversie in materia di lavoro avverso un professionista (es. commercialista). Mi spiego meglio, il mio ex datore di lavoro ha già due controversie pendenti e io a breve sarò la terza…non c’è un limite previsto dalla deontologia professionale che preveda magari la sospensione dall’asercizio della professione fino alla conclusione delle controversie legali?
    Grazie

  974. Serena scrive:

    Salve,
    Le scrivo per provare a illustrarle la mia storia, ma le chiedo un po’ di pazienza, perché non so da che parte cominciare e sono scoraggiata nella mia capacità di far capire a qualcun altro la mia situazione.
    Sono stata assunta come segretaria di livello 4s presso uno studio odontoiatrico di un conoscente, gestito da un medico e da un suo parente. Lavoro li da circa 2 anni. Ho visto di tutto e sono stata umiliata in tutti i modi possibili.
    Quando sono arrivata regnava un caos allucinante, la reception era piena di post-it nei posti più impensabili, e questo a vista anche dei pazienti. Ho cercato piano piano di rimettere a posto, senza scoraggiarmi, archiviare con un criterio i centinaia di documenti che spuntavano da tutte le parti. Nel giro di una settimana ero già spaventata per quello che avevo letto. C’erano molte cause in corso, una miriade di solleciti. La regola era non pagare nessuno. La trafila sempre la stessa. Mediare, arrivare a un accordo, stabilire delle rate, non pagare lo stesso. Prendere un avvocato, decreti ingiuntivi, decreti esecutivi, addirittura un tentativo di pignoramento. Personale a nero, non pagato, pagato in ritardo. Litigi, avvocato anche per quello.
    Il mio contratto è di 30 ore, le ore in più pagate a nero. Riscuotere la busta paga un’agonia. Una volta mi è stata pagata in 4 tranche. Scuse a non finire…i pazienti non pagano…ecc per poi archivare le fatture del mio titolare che spendeva 1000 euro in un fine settimana e 500 in una giacca.
    Sono pagata quasi sempre con minimo 10 gg di ritardo.
    Sono costretta a mettere la mia faccia davanti a tutte le persone che si lamentano del comportamento del titolare e aggredita a telefono da creditori che minacciano e sclerano. Una volta mi hanno lasciata da sola a riscuotere da un paziente che si è infuriato e ho pensato che mi mettesse le mani addosso. Il titolare arriva in studio mediamente con un ritardo di un’ora. Sparisce quando vuole e non si sa perche. Ha cambiato il numero di cellulare senza dirmelo. Devo stare attenta a chi apro la porta, attenta a prendere o non prendere le raccomandate perché può essere il tribunale o qualcuno che puo’ far casino.
    L’autonomia mi è stata tolta presto, trattata molto semplicemente, come una deficiente. Eccetto pochi momenti di umanità, calcolati mi sa, per tenermi buona.
    Mi viene strappato il telefono di mano mentre sto parlando. Mi parlano mentre sono a telefono fregandosene se non riesco a capire, parlando a voce bassa senza scandire le parole. Volevano da me che riuscissi a riscuotere gli insoluti dei pazienti che non pagavano, ma senza aver conservato la documentazione delle prestazioni. Le cose sono così gravi che mi scoraggio mentre gliele spiego.
    I dati economici e clinici vengono rimaneggiati in continuazione con un criterio che ignoro perché è nella testa di chi lo fa e ha un intento di malafede che non avrei nemmeno tra mille anni perché sono una persona onesta, inoltre non posso saperlo perché le informazioni non sono condivise.
    Quando c’è una riunione o un incontro importante, anche di contabilità che in teoria mi riguarda, viene chiusa la porta o si allontanano dalla mia postazione in modo che non senta. Tutto questo in malomodo.
    Il mio titolare ha un comportamento allucinante più o meno con tutti, a meno che non debba ottenere qualcosa. Dire che non ha rispetto degli altri è un eufemismo.
    Per fare alcuni esempi, non accenna a spostarsi se mi blocca l’accesso alla scrivania, nonostante glielo chieda, e io devo appiattirmi contro il muro. Qualche sera fa si è avvicinato alla mia scrivania e nel silenzio ha bevuto acqua gassta e mi ha fatto un rutto enorme in faccia. A volte mi fa alzare dalla scrivania per guardare facebook e una volta persino per guardarsi un paio di filmati di you porn.
    Mi è stato impedito di svolgere il mio lavoro, non posso nemmeno tenere la contabilità, perché quasi tutte le prestazioni sono a nero, inoltre vengono utilizzati svariati conti intestati a parenti, dove viene versato di tutto e tutto insieme. Ovviamente Le bollette vengono pagate con grandissimo ritardo, solo quando è imminente un rischio sospensione. La persona con cui lavoro e che in realtà non fa quasi niente eccetto darsi importanza al telefono tutto il giorno, perde quasi sistematicamente i bollettini che gli affido, e se gli paga spesso non mi ritorna la ricevuta. Un casino enorme che li espone anche ad un rischio notevole.
    Dal rientro dalle ferie non ho più la linea telefonica e la connessione internet. Faccio le poche chiamate che mi è permesso di fare da un cellulare, che mi viene ricaricato 15 euro alla volta. Per gestire la mail devo utilizzare il mio telefono a spese mie mentre loro si sono comprati una chiavetta per navigare. Non posso più invare fax ne’ documenti in pdf. Praticamente sono un cestino in cui si butta di tutto. Il mio cv ignorato, la mia esperienza ignorata. Sono stata trattata, fin da subito, come una vera deficiente e inetta che non ha altre carte che quella di stare a lavorare da loro, probabilmente perché venivo da un’esperienza lavorativa dura perché avevo uno stipendio molto basso, ma dove ero rimasta però perché potevo crescere professionalmente e aumentare le mie competenze per poi utilizzarle in un’altra realtà. Questo però, ai loro occhi di avvoltoi senza scrupoli è sembrato sintomo di una debolezza sfruttabile.
    Sono esclusa sistematicamente da tutte le questioni più importanti per poi riducchiarmi alle spalle e insinuare che non so niente, essere trattata con pena o disprezzo a secondo se si sentono buoni o cattivi
    Sono andata li per mettere la mia esperienza al loro servizio e sono stata trasformata in una tappabuchi senza un briciolo di autonomia, a cui dare la colpa di ogni cosa, ma alle mie spalle in modo che non potessi difendermi. Mi hanno isolata allontandomi tutte le persone a cui stavo simpatica e con cui legavo, rimproverandomi se facevo amicizia con loro. Ho cercato di rimanere cortese per dare un’immagine positiva dello studio e sono stata accusata anche di questo, che la colpa era mia se i pazienti non pagavano e gli altri dipendenti si licenziavano. E’ stata data la colpa a me di una comunicazione legale arrivata via fax perché non dovrei dare il numero di fax alle persone (è scritto, come in tutti i posti normali, nella carta intestata)
    Adesso ho appena scoperto che stanno progettando uno studio a 40 km da li, e credo che me lo abbiano fatto scoprire apposta così che io mi spaventi e inizi a cercarmi qualcos’altro, così non debbono affrontarmi.
    Sono stata costretta a lavorare su pc dove ci sono foto di persone nude, sue e delle sue ex.
    Mi fermo qui, giusto per mettere un punto. Se potesse rispondere a questa mail in privato forse sarebbe meglio per me, perché ho scritto molto e certamente se la leggessero si riconoscerebbero subito e corro dei rischi veramnete. Sono persone profondamente disoneste, con una grandissima malafede. Distruggono e umiliano tutte le persone che vengono in contatto con loro. E’ solo una questione di tempo.
    E’ giunto il momento di difendermi. Mi può aiutare? Ovviamente sto cercando un altro posto di lavoro ma non riesco a trovarne.
    Grazie e a presto.

  975. Paolo scrive:

    Buongiorno,
    io lavoro per una piccola azienda (metalmeccanica)presso un “cantiere” in una compagnia di assicurazioni come supporto tecnico. Dato che la “mia” azienda è in grosse difficoltà economiche e dato che è da parecchi anni che siamo presenti fissi in questa compagnia di assicurazioni, vorrei sapere se sarebbe possibile costringere quest’ultima ad assumermi, e quali sarebbero i requisiti che dovrei avere per fare questa mossa.
    Grazie molte.

  976. Matteo scrive:

    salve avvocato mi chiamo matteo e come lavor faccio il cuoco..il mio problema e che ho lavorato per tre anni in un ristorante in nero facendo piu di 12 ore al giorno di lavoro e con 1 paga di 800 euro mensili!il mio problema e che non ho possibilita di andare da un avvocato o da un consulente per poter sapere la cifra da chiedere al mio ex datore di lavoro riguardo al conteggio di tutto quello che non mi e stato versato!!lei mi puo aiutare??mi potrebbe dire piu o meno a quanto ammonterebbe la cifra?la ringrazio infinitamente..

  977. Agostino scrive:

    Salve,vorrei avere informazioni su come procedere,nei confronti del mio datore di lavoro,che dopo 2 mesi di aspettativa per la morte di mio fratello,al mio rientro mi vuole obbligare a mettermi in ferie,non accettando mi lascia ugualmente a casa senza spiegazioni,inoltre non pagandomi il mese di lavoro effettuato dopo il mio rientro,dichiarando che ero assente,perchè non avevo timbrato il beige,ma firmato dei fogli di carta che ritiravano negli uffici.Malgrado richiedevo il beige da un mese, perchè da mè smarrito.Insomma dopo sei anni di lavoro,con contratto indeterminato mi vuol sbattere con molta indifferenza,che faccio????Help

  978. Stefania scrive:

    Egr Avv
    vorrei porre un quesito, sono quasi esaurita poichè svolgo lavoro di segretariato addetta alle mansioni esterne, mi domando ma questa figura è contemplata negli studi professionali??? e quali sono le mansioni e lo stipendio? Lavoro su uno studio legale ho esperienza ventennale e svolgo tutti gli adempimenti esterni con annesse e connesse tutte le responsabilità delle notifiche iscrizioni a ruolo scadenze atti etc. sono contattata in continuazione pur essendo il mio orario part time e sono inquadrata come segretaria 4 livello. Ora mi domando segretaria d’ufficio non implica tutte le responsabilità di chi svolge mansioni esterne altre il fatto di dover andare continuamente avanti ed indietro con fascicoli pesanti e quant’altro. E’ giusto essere equiparata ad una segreteria che svolge mansioni interne all’ufficio?????
    Gradirei avere una risposta in merito
    Grazie

  979. Graziana scrive:

    Buongiono!ma che bel blog!
    anch’io ne approfitto allora: sono assunta dal novembre 2009 presso un hotel e in realtà sono a tutti gli effetti una receptionist (con turni di 8 ore e 1 gg di riposo settimanale) ma sul mio contratto (co.co.co…OVVIAMENTE!) è riportato che sono una collaboratrice addetta al marketing con orari che decido io e bla bla bla
    Ovviamente prendo uno stipendio fisso senza maggiorazioni per lavoro festivo o domenicale, senza ferie, senza straordinario, senza nulla di nulla. La mia domanda è: la mansione che effettivamente svolgo, ossia addetta ai servizi di ricevimento, come è regolata dal contratto collettivo nazionale?alcuni colleghi che hanno lavorato altrove dicono che i receptionist dovrebbero lavorare 6,40 ore al giorno (non 8 come faccio io), ma vorrei sapere qual è lo stipendio base per questa mansione.
    Inoltre…in caso di vertenza, o quando si presente l’ispettorato del lavoro, dovrei dire quello che effettivamente faccio o quello che è riportato sul contratto dove c’è anche la mia firma? (avrei paura di dire cose diverse da quelle che ho sottoscritto…potrei essere “perseguita” anch’io???)
    Grazie mille per la risposta che sicuramente vorrete darmi
    Graziana

  980. Carla scrive:

    2° SOLLECITO
    Egregio Avvocato, in merito alla Sua richiesta (n. 942), la mia attività svolta era: segretaria a tempo indeterminato part-time 2° livello presso uno studio legale.
    Con il padre defunto avevo il contratto formale, simulato, mentre il vero rapporto di lavoro l’ho avuto sempre con il figlio. Era lui che mi dava gli ordini, mi diceva quando prendere le ferie.
    Ora so che il figlio sta continuando a lavorare.
    LA PREGO MI FACCIA SAPERE IN MERITO ALLA DOMANDA 913
    Cordialmente,
    Carla

  981. Raffaella scrive:

    Ciao.avrei una domanda.lavoro In una grande azienda e lavoro su turni.a me capito praticamente sempre quello notturno,che implica svegliarmi alle 4 e 30 e cominciare alle 5 mentre ad altri fanno fare sempre la giornata.vorrei sapere come vengono regolamentati i turni se c e una normativa che imponga,a meno che non ci siano accordi tra le parti,di fare una settimana la mattina e una il pomeriggio e se si quale.grazie mille

  982. Raffaella scrive:

    Ciao.avrei una domanda.lavoro In una grande azienda e lavoro su turni.a me capito praticamente sempre quello notturno,che implica svegliarmi alle 4 e 30 e cominciare alle 5 mentre ad altri fanno fare sempre la giornata.vorrei sapere come vengono regolamentati i turni se c e una normativa che imponga,a meno che non ci siano accordi tra le parti,di fare una settimana la mattina e una il pomeriggio e se si quale, posso pretendere di non dover fare sempre io la mattina?

  983. Federica scrive:

    Buonasera, vorrei sottoporle una domanda. Sono dipendente da 5 anni in una piccola (aihmè) ditta con 5 dipendenti di cui 2 sono parenti stretti del titolare che compare come Socio, Amministratore unico, etc.. ma non a libro paga poichè è dipendente a sua volta di un’altra ditta. Due siamo impiegati (io e un fratello) e 3 sono operai specializzati. E’ possibile che il dipendente non sia in alcun modo tutelato? Mi spiego, mi è stato detto che mi trasformeranno il contratto da full a part time poichè con i soldi che risparmierebbero cambiandomi l’orario vogliono ristrutturare l’ufficio (muri, arredamenti etc…)e inserire 2 figure commerciali. ??? Mi sono rivolta ai sindacati per sapere se tutto ciò è lecito e mi è stato detto che io posso non accettate il cambio da full a part time ma che probabilmente questo porterà il datore di lavoro a licenziarmi per giusto motivo adducento tipo: calo di lavoro o ristrutturazione aziendale. Ebbene quindi non ho NESSUNA tutela, cioè di fatto posso rifiutarmi ma in pratica lui ha il pieno potere di licenziarmi. Quindi? Tutto ciò non è una farsa? Certo deve dimostrare il calo di fatturato ma….sappiamo tutti benissimo che i bilanci sono facilmente “AGGIUSTABILI” dal Commercialista appositamente pagato “anche per questo” no? In ufficio siamo in due (io e il fratello del titolare)e…è ovvio che il taglio venga fatto su di me, ma anche questo è giusto? Quindi doppiamente fregata. Le chiedo…E’POSSIBILE CHE IN UNA DITTA CON 5 DIPENDENTI i DIRITTI LI ABBIA SOLO IL TITOLARE? Secondo me è assurdo. Ma forse questo è solo il mio parere che, sembra proprio, non valga a nulla. Sbaglio?
    Cordiali saluti.
    Federica.

  984. maria scrive:

    Salve,vorrei porvi una domanda:sono obbligata a firmare la busta paga anche se non mi e’ stato corrisposto il pagamento delle ferie?in azienda(ristorante) i colleghi mi dicono che il datore di lavoro non ha mai pagato ferie ,permessi,tredicesima ,quattordicesima e neanche i giorni di malattia…per non parlare degli straordinari e del tfr.nel mese di giugno durante il servizio il titolare mi ha detto di firmare le buste paga di maggio e giugno ed io l ho fatto…mi sono accorta solo dopo di aver firmato e non aver percepito la quattordicesima.non so come comportarmi.Suppongo che tra qualche giorno mi sara’ chiesto di firmare l ultima busta paga ed io non voglio dargliela vinta,non e’ corretto.Cosa mi consigliate?

  985. naomi scrive:

    come fare nel caso in cui una ditta appaltatrice non termina i lavori nel tempo prestabilito e firmao nel contratto??????

  986. Daiana scrive:

    Salve, vorrei porre una domamda. In ambito di lavoro con contratto part time(a tempo determinato) se viene effettuato invece un full time cosa rischia il datore di lavoro e cosa il lavoratore? Inoltre è giusto che se il lavoratore ho problemi di salute ed non può svolgere la mansione abituale venga messo nella condizione di rimanere a casa (e quindi percepire uno stipendio minore visto che vengono pagate solo le ore da contratto) invece di cambiargli semplicemente mansione per il periodo necessario a potersi rimettere in salute e tornare a svolgere la mansione abituale? Grazie

  987. Alessandra Ugolini scrive:

    Vorrei porre una domanda, quando uno, come me al momento della pensione del 1993, ha maturato i diritti per la categoria superiore ed il direttore disonesto non gliela fa avere. mentre i colleghi con la stess mansione di programmisti registi hanno avuto lo scatto di categoria , posso sollevare una vertenza di lavoro o esiste la prescrizione visto che si tratta di una trattativa del 1993 anche se ho più volte sollecitato l’azienda con numerose lettere ?
    saluti
    Alessandra

  988. emanuela scrive:

    Ciao,
    avrei bisogno di una mano: lavoro in una Casa di Cura nell’ufficio del personale, dove ho contratti con medici a dipendenza e a libera professione, l’intenzione aziendale è quella di trasformare tutti i contratti solo dei medici che oggi sono dipendenti a libera professione. Mi chiedevo se fosse possibile?

  989. Santina scrive:

    Buon giorno,
    Probabilmente vi faccio perdere tempo, ma 988 post sono un po tantini da sfogliare, vogliate perdonarmi se avete già risposto ad una domanda simile.
    Io ho sempre saputo che le ferie nel contratto del commercio vengono sempre concordate col dipendente al 50% e l’altro 50% veniva stabilito dall’azienda in base alle proprie necessità. Ora ho alcuni colleghi che contestano questa abitudine e leggendo il contratto del commercio non trovo nessun riferimento.
    Potete dirmi se e dove è scritta questa regola?
    Grazie infinitamente per la pazienza :D

  990. Sole scrive:

    Dottore appena possibile le chiedo il quesito 924! E’ urgente…Non vorrei finire nei guai per esser stata complice si una situazione poco chiara. A chi mi posso rivolgere?

  991. mario scrive:

    sono un idraulico forestale di una comunità montana della provincia di salerno. volevo sapere se e come procedere per farmi riconoscere il livello più consono alla qualifica e al lavoro che ho svolto con contratti stagionali, poichè sono inquadrato ancora come operaio comune benché fui assunto con concorso pubblico in qualità di idraulico forestale. Per me è di vitale importanza in quanto si sta procedendo allo smantellamento dell’ente e gli operai non si capisce bene che fine faranno. Ed inoltre alcuni colleghi hanno ottenuto il riconoscimento dei livelli in maniera non molto chiara. Vi ringrazio anticipatamente per l’aiuto che mi vorrete dare

  992. angela scrive:

    scusate volevo un informazione.io lavoro in ospedale da 15 anni con la mansione addetta alle pulizie a 3 ore giornalieri da lunedi a sabato,siamo 18 colleghi lavoriamo a catania presso una coop di cesenatico è giusto secondo voi che anno assunto di recente persone addette alle pulizie per 3 ore al giorno e dopo due mesi l’anno inserito nei reparti per 6 ore al giorno, e tutti siamo diventati solo tappa buchi tipo jolli, io penso che la precedenza l’abbiamo noi di essere sistemati dopo tanti anni

  993. Lucia scrive:

    Gentile avvocato, mi rivolgo a lei perchè il mio lo sto odiando. La ditta per cui lavoravo ha accumulato nell’arco di 14 mesi un credito di retribuzioni non corrisposte tale da costringermi a non tollerare più la situazione, quindi dimettermi per giusta causa.
    Mi si pagava con acconti con la continua promessa che il mese dopo avrebbero saldato anche le spettanze residue. Promesse non mantenute andate avanti per 14 mesi e che hanno fatto lievitare il mio conto oltre i 13.000 euro. Problema: facevo orari da full time avendo un contratto part time. Quindi il mio credito è solo in parte dimostrabile dalle buste paga (mai firmate), il resto era in nero.
    Ho mandato diverse raccomandate di sollecito prima e dopo le dimissioni. In quella prima ho spedito i miei conti con tutti i prospetti mensili compilati con tutte le ore. Sono passati 5 mesi e a parte una prima chiamata del datore dove mi diceva espressamente che potevo dare i miei conti al suo commercialista (cosa che ho fatto) nessuno si è più fatto vivo, nemmeno per contestarmi i conti se ci fosse stato qualcosa da contestare da parte loro, sempre avvisando che se non pagavano sarei passata a vie legali. Nel frattempo ho attivato l’ispettorato che, dopo esito negativo della conciliazione monocratica per mancata presentazione della ditta (hanno fatto sapere tramite il commercialista che non avevano credito per soddisfare nessun accordo) mi ha comunicato che sarebbero passati all’ispezione e ad una eventuale diffida accertativa. Sto ancora aspettando l’esito. Nel frattempo ho scoperto che stanno vendendo la ditta! E che chi la sta comprando la trasformerà da ditta individuale in società. Il suddetto commercialista ha detto a chi la sta comprando che una volta fatta la cessione ci si può anche dimenticare di me e del credito che esisteva precedentemente con me. Ho visto che l’articolo 2560 c.c direbbe il contrario. Ma la mia domanda è: i crediti dati dagli stipendi dei dipendenti (ex nel mio caso) risultano da questi benedetti libri contabili? Il cessionario risponderà anche dei miei se mi notificano la diffida e io con precetto la rendo esecutiva su di lui? Oppure: so che esiste l’azione revocatoria. Quando la posso far avviare? Lo chiedo a lei perchè sono cose che mi sono cercata da sola e di cui l’avvocato non mi ha informato e risponde alle mie domande zittendomi e non rispondendo. Mi parla di cercare testimoni della mia presenza a lavoro ma già il contratto e le buste paga dimostrano che ero presente, io devo dimostrare gli orari, le ore in più, quindi dovrò cercarmi persone che mi vedevano a certi orari (entrata e uscita), che possano far capire che io c’ero 8 ore non 4. Inoltre facevo turni quindi le cose si complicano. Ma…chi sta vendendo e chi sta comprando sanno che esistono debiti coi dipendenti ma se ne stanno infischiando. Come si fa a bloccare questa manovre da totali disonesti…cosa ne pensa? Grazie infinite.

  994. Lucia scrive:

    Complicazione: i miei colleghi che mi vedevamo sempre e coi quali facevo i turni erano in nero. Posso chiamarli a testimoniare lo stesso? Grazie ancora.

  995. maria scrive:

    Salve,vorrei porvi una domanda:sono obbligata a firmare la busta paga anche se non mi e’ stato corrisposto il pagamento delle ferie?in azienda(ristorante) i colleghi mi dicono che il datore di lavoro non ha mai pagato ferie ,permessi,tredicesima ,quattordicesima e neanche i giorni di malattia…per non parlare degli straordinari e del tfr.nel mese di giugno durante il servizio il titolare mi ha detto di firmare le buste paga di maggio e giugno ed io l ho fatto…mi sono accorta solo dopo di aver firmato e non aver percepito la quattordicesima.non so come comportarmi.Suppongo che tra qualche giorno mi sara’ chiesto di firmare l ultima busta paga ed io non voglio dargliela vinta,non e’ corretto.Cosa mi consigliate?

  996. angela scrive:

    gentile avv.se è possibile avere una risposta al 992 perchè siamo in uno stato di agitazione grazie

  997. vincenzo scrive:

    Gentile Avvocato,volevo porle il mio problema per poter finalmente avere un consiglio.Sono un uomo di 43anni sposato è ho 3 figli,
    da quasi 10anni lavoro in nero presso un negozio di mobili,con manzioni tutto fare ovvero consegna mobili magazziniere pulizia negozio ecc..
    i primi 3 anni mi davano 150euro la settimana,i successivi due anni 180euro al mese adesso sono 5anni che percepisco 200euro la settima,orari di lavoro a l’oro piacimento.Ferie una settimana nel mese di Agosto,la tredicesima invece di doppia mensilità doppia settimana,molti giorni di festività costretto a lavorare,in pratica faccio la vita di uno schiavo.Avevo pensato di fare una vertenza ma sia i sindacati che l’ispettorato del lavoro mi anno fatto cadere le braccia,non potendo fare a meno di quel poco che mi danno è non avendo un centesimo per poter affrontare mesi senza lavoro mi trovo con le spalle al muro.
    Possibile che un lavoratore non possa richiedere i propri diritti non esiste nessuna legge per difendere la propria dignità!!
    La mia domanda cosa posso fare per risolvere questa situazione?
    Attendo una sua gentile risposta grazie.

  998. Carla scrive:

    Buongiorno
    vorrei sapere se il blog dell’Avv. Tavella è operativo in quanto ho fatto numerosi solleciti, risultati vani.
    In caso affermativo gradirei avere dall’Avv. Tavella un Suo prezioso ed urgente parere in merito al mio quesito descritto, nel fatto al n. 913 e nel tipo di attività svolta al n. 952.
    Confidando in una Sua pronta risposta, La saluto cordialmente.
    Carla

  999. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Carla.
    Credo ci siano i presupposti per ricorrere, ma il tutto deve essere seguito da persona esperta in materia. Per dimostrare che il vero rapporto è stato effettivamente alle dipendenze del figlio bisogna costruire le prove in modo inequivocabile. Intanto è necessario inviare una lettera di impugnazione del licenziamento, in seguito avrà tutto il tempo per adire l’Autorità giudiziaria.

  1000. Iolanda scrive:

    Buona sera
    Vorrei notizie sul contratto di associazione in partecipazione. Da diversi anni lavoro per una catena di negozi con questo tipo di contratto,molte garanzie che hanno lavoratori con contratti nazionali,noi non le abbiamo,ma la domanda è questa:fino ad oggi il licenziamento non è stata cosa semplice ed instantanea,ma a quanto pare se diventasse effettivo il licenziamento senza giusta causa,a quanto pare il contratto di associazione in partecipazione non dovrebbe più esistere.Mi domando se comunque ad oggi sia un contratto a norma di legge o no…e specialmente: è possibile e giustificato che dimezzino il personale se costretti ad assumerci con un normale contratto?

  1001. Massimo scrive:

    Buona sera Dott. Stern,
    Cortesemente le chiedo lumi in merito alla mia situazione che le vado a spiegare:
    La ditta “X “dove lavoravo eravamo in 3 operai e 2 impiegati, nel Giugno 2010 tramite concordato tra le parti mi viene proposto il licenziamento per motivi di scarsità di lavoro (cosi salvando la situazione e mantenendo la funzionalità) con la promesse di una nuova assunzione in una nuova ditta “Y” che è un ramo di quella citata in precedenza ma con mansioni diverse, al 01 Luglio 2010 vengo licenziato dalla ditta “X”e vado in disoccupazione fino al 01 Maggio 2011 poi vengo assunto nella nuova ditta “Y”con contratto a termine di tre mesi fino al 31 Luglio 2011.
    Ritorno in disoccupazione ma nel frattempo vengo a sapere che la ditta “X” verrà assorbita senza subire cambiamenti dalla ditta “Y” e qui che chiedo informazioni in merito alla mia situazione ,
    premetto che nella ditta “X” non ero l’ultimo arrivato e avendo già lavorato nella ditta “Y” posso movimentare qualcuno per avere qualche diritto nei confronti dei nuovi passaggi di personale tra la ditta “X” e “Y” ?
    La ringrazio e porgo distinti saluti.

  1002. Giuliana scrive:

    Gentile Avvocato,

    ho un quesito da porle. Ho lavorato da novembre 2009 a ottobre 2011 incluso, come operatore call centre con un contratto di somministrazione II livello delle telecomunicazioni. Nel corso di questi due anni ho avuto diverse proroghe, e a febbraio 2010 ho avuto 4 giorni di fermo, a seguito dei quali ho ripreso a lavorare con un nuovo contratto. Da gennaio 2011 la mansione da me svolta non era quella prevista dal mio livello di contratto. Io e diversi colleghi siamo stati scelti per seguire dei corsi specifici, a seguito dei quali abbiamo iniziato a lavorare pratiche volte alla risoluzione di particolari problemi, svolgendo non più un’attività di tipo telefonico. Ad oggi il mio contratto non è stato rinnovato e vorrei sapere se ci sono estremi per una vertenza: in tal caso, come poter contestare il livello retributivo non consono?
    La ringrazio per le indicazioni cche Vorrà fornirmi.

  1003. Massimo scrive:

    Mi scuso tantissimo ho sbagliato il doppio invio.
    Chiedo perdono al Dott. Tavella.

  1004. Cristina scrive:

    Salve,
    chiedo cortesemente lumi. Lavoro per un’associazione no profit senza alcun contratto. È regolare?

  1005. Tiziana scrive:

    buon giorno ringraziandola anticipatamente le pongo la seg domanda: lavoro x una spa che sta x chiudere, nel caso di vertenza (che significhera finire davanti a un giudice tra minimo un anno) nei confronti di chi potro far valere le mie ragioni e se la soc e’ sciolta con quali capitali verro’ risarcita?

  1006. Andrea scrive:

    Dopo 2 contratti di apprendistato professionalizzante della durata totale di 6 anni (non consecutivi tra loro e con modifica della mansione) scatta obbligatoriamente alla scadenza del contratto l’assunzione a tempo indeterminato??…spero tanto in una sua risp Dott. Tavella e la ringrazio anticipatamente

  1007. Lucia scrive:

    Salve, sto per avviare una vertenza per mancate retribuzioni, ma lavorando con un contratto part time , poichè facevo il doppio della ore, devo andare in tribunale e dimostrare le ore in nero di un anno. Mi sono dimessa per giusta causa, ho fatto diversi solleciti e richiesto l’intervento dell’ispettorato ma dopo mesi nessuno si fa ancora sentire. Posso chiamare a testimoniare i miei ex colleghi di lavoro anche se loro non avevano contratto ed erano dipendenti in nero, pur facendo i miei stessi turni? Grazie infinite.

  1008. sonia scrive:

    Salve,chiedo una consulenza.
    sono dipendente presso una società di telecomunicazione, full-time ed a tempo indeterminato. Vorrei, tuttavia iniziare un’attività commerciale in società.
    1)Posso farlo senza avere conseguenze per il lavoro da dipendente? che tipo di società sarebbe la piu’ consona, posso sia far parte di una s.a.s che di una s.r.l.?
    2)se la mia attività improprio dovesse avere risvolti positivi e decidessi di lasciare il lavoro dipendente, avrei comunque diritto ad una liquidazione?
    3)potrei chiedere inizialmente un lavoro par-time e successivamente aspettativa prima di un eventuale licenziamento?
    grazie anticipatamente per il riscontro
    Sonia

  1009. Serena scrive:

    Salve, chi può aiutarmi? Io sono una lavoratrice con contratto a tempo determinato presso un’azienda locale, nel corso degli anni ho maturato un’anzianità di 68 mesi, con contratti diretti ma, durante questi anni… se “volevo continuare a lavorare” (parole dette dalla direzione aziendale), ho dovuto firmare degli accordi con riferimento ai seguenti articoli: art. 410 c.p.c sub art 1 della legge 533/73, (firmato il 20-04-2007 presso la Direzione Provinciale del Lavoro di Latina)ed un verbale di accordo, sottoscritto fra i sindacati e la direzione aziendale, con riferimento al comma 4 bis 5 d. lgs n° 368/2001 come modificato dal comma 2 art 21 d.l. n° 112/2008 convertito con l. n° 133/2008 e due “deroghe” a questo accordo! Ora VI chiedo, cosa posso fare? Ho diritto ad una rivalsa sull’azienda per questo??? A gennaio si parla anche che la Dir. Aziendale, a noi poveri cocontrattisti, vuole abbassare lo stipendio??? Perchè se svolgo lo stesso lavoro di un mio collegha a tempo indeterminato devo guadagnare di meno? Premetto… ho 2 lauree e sono inquadrata con un livello D3 operaio!!!
    Grazie mille per l’attenzione e se potete datemi un consiglio su cosa fare!!!
    Grazie

  1010. Nicola scrive:

    Gentile Avvocato,volevo porle il mio problema per poter avere un consiglio.
    Sono un ingeniere e ho lavorato in continuazione dal 1991 al 2003 con un contratto di collaborazione preso un centro di studi e progettazione. I contratti sono stati annuali o biennali a volte con distacco di un o due mesi. Nel 2003 ho interrotto il lavoro. Ho passato le carte ad un avvocato quale la trascinato la questione sensa mandare avanti. Adesso sono passati 7 anni. Vorrei sapere se si può fare ancora causa o i termini sono scaduto.
    Attendo gentilmente una sua risposta. Grazie.

  1011. lavezzi scrive:

    gent.avv la prego e’ urgente puo’ rispondere alla domanda 925,lo dico perche’ ognuno da delle sue interpretazioni! voglio sentire la voce di un esperto!! quale l’avvocato tavella! grazie!

  1012. Bianca scrive:

    Buongiorno, approffitto anch’io della sua disponibilità che non è da tutti !Complimenti !
    Questo è il mio problema : Lavoro dal 1989 in un ipermercato con contratto part time , 20 ore settimanali, con regolare contratto con specificato giorno per giorno orario ( dalle 7 alle 11) e il venerdì giorno di riposo.(non ho nessuna clausola ). Ora a me ed altre mie colleghe ci è stato chiesto per esigenze organizzative (l’ipermercato è in perdita e dicono che siamo in esubero e vogliono eliminare 50 persone )di cambiare orario facendo 5 turni a partire dalle 5 del mattino e finendo alle 22 alla sera, tra l’altro tutto questo detto a voce e non con contratto scritto ,con specificato i turni , in più cambiando anche l’orario da un giorno all’altro (tipo se c’è qualcuno malato io devo cambiare orario per coprire chi manca all’ultimo minuto ) e non solo dovremmo rinunciare al giorno di riposo e andare al lavoro 6 giorni su 6 quindi alcuni giorni dovremmo lavorare solo 3 ore , a discapito soprattutto di chi abita più lontano !
    Non ci hanno dato nessuna possibilità di concordare i turni , chiedevamo almeno di non togliere il giorno di riposo, ma ci hanno detto o così o niente !
    Noi abbiamo rifiutato in quanto i nostri rappresentanti sindacali ci hanno assicurato che l’eventuale rifiuto nel part time con questo contratto non era causa di licenziamento.
    Ora siccone l’Azienda ha chiesto la cassa integrazione e mobilità , ci siamo sentite dire che noi abbiamo il punteggio più basso nella graduatoria della cassa integrazione e/o mobilità perchè non abbiamo accettato i turni e quindi i nostri orari sono incompatibili con la nuova organizzazione aziendale !
    Possono licenziarci solo per questa motivazione, non sono altri i creteri da seguire per la mobilità ?
    Se tutte noi che abbiamo rifiutato i turni rientreremo nella mobilità possiamo fare una vertenza collettiva e abbiamo speranze ?
    La ringrazio fin da ora per la sua gentile risposta a nome mio delle mie colleghe !

  1013. Francesco scrive:

    Buongiorno Avvocato

    le chiedo cortesemente una consulenza:
    nel mese di Luglio la mia azienda Multiservizi a perso l’appalto ed è subbentrata un altra Multisrvizi, la quale mi ha assunto con un livelo inferiore a cuello precedente.. da impiegato di 3° livello a operaio di 2° livello; praticalmente demansionato…. con una paga inferiore a quella che percepivo,

    cosa posso fare per far rispettare i miei diriti?
    perchè il sindacato ha ignorato il codice del lavoro 2103 c.c ?

    Grazie

  1014. MASSIMO scrive:

    Gentile Avvocato potrebbe rispondere al quesito 933.
    E’motivo di grossa conflittualità all’interno dell’azienda.
    Grazie.

  1015. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Massimo 933.
    Il D.Lgs. n. 66/2003, come noto, recependo la definizione europea, stabilisce che e` orario di lavoro «qualsiasi periodo in cui il lavoratore sia al lavoro, a disposizione del datore di lavoro
    e nell’esercizio della sua attivita` o delle sue funzioni» Nell’orario di lavoro vanno dunque inclusi tutti i tempi in cui il lavoratore si trovi a svolgere un’attivita` od una funzione
    nell’interesse (o per conto) del datore di lavoro ovvero presti nei suoi confronti una effettivita` disponibilita.

  1016. angela scrive:

    gentile avv.potrebbe darmi una risposta al n.992 grazie

  1017. Massimiliano Tavella scrive:

    Secondo la normativa, nell’orario di lavoro vanno inclusi tutti i tempi in cui il lavoratore si trovi a svolgere un’attivita` od una funzione nell’interesse (o per conto) del datore di lavoro ovvero presti nei suoi confronti una effettivita` disponibilità.

  1018. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Massimo 933.Secondo la normativa, nell’orario di lavoro vanno inclusi tutti i tempi in cui il lavoratore si trovi a svolgere un’attivita` od una funzione nell’interesse (o per conto) del datore di lavoro ovvero presti nei suoi confronti una effettivita` disponibilità.

  1019. pietro scrive:

    dott.TAVELLA DOMANI HO L’INCONTRO CON L’UFFICIO PROVINCIALE DEL LAVORO MI POTREBBE DARE UNA RISPOSTA ALLA MIA DOMANDA N.675. GRAZIE

  1020. piero scrive:

    LE RIPORTO QUANTO LETTO ALL’INIZIO DEL SUO FORUM/SERVIZIO:

    Cesare scrive:
    Scritto il 4-5-2010 alle ore 12:26
    certo, ottima idea

    2. Rosanna scrive:
    Scritto il 4-5-2010 alle ore 13:05
    un’ottima idea e non solo per i lavoratori, ma anche per gli addetti del settore che a volte “navigano” in una marea di adempimenti e impegni e un confronto con le proprie conoscenze è sempre importante

    3. Massimiliano Tavella scrive:
    Scritto il 4-5-2010 alle ore 14:15
    Concordo con Rosanna e ringrazio Cesare per l’apprezzamento.
    Lo spazio sarà una continua interazione di esperienze, per cui è opportuno divulgare il più possibile la nostra idea.
    A presto
    Devo dirle che con immenso piacere qualcisasi tutela per il lavoratore, cittadino, e comunque chi ha un problema, comincia con ottimi presupposti ma finisce con un pugno di mosche,,,,,, questo perche’ Lei Dr. TAVELLA non risponde nemmeno al 2 % di tutte le nostre richieste qundi io personalmente reputo che diversamente da quanto previsto il suo servizio e’ pressappoco INUTILE …. grazie per la risposta che non ci sara’ .

  1021. Graziana scrive:

    Ciao Renato 702!
    anche il mio datore di lavoro (lavoro in un hotel con annesso ristorante e centro benessere) esige da noi della reception un report dettagliato (con orario inizio e fine attività)di tutto ciò che facciamo.il centro benessere anche invia solo un resoconto degli incassi fatti, mentre cucina e sala non inviano nulla!mi sembra davvero ridicolo…se davvero vuole sapere ciò che si fa in 8/10 ore di lavoro, che stesse con noi!!!
    scusa lo sfogo…ciao!
    P.S. Dott. Tavella forse non sarà tanto grave ma gradirei un suo parere al mio quesito 979.Grazie!

  1022. Paolo scrive:

    Gentile avv. Tavella,
    potrebbe rispondermi alla domanda 975 ? Anche in privato (preferibilmente)
    Grazie!

  1023. Raffaella scrive:

    Per favore puo rispondere alla domanda 982? Grazie mille e’ importante..

  1024. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Raffaella 982.
    L’introduzione del lavoro notturno deve essere preceduta, secondo i criteri e con le modalità previsti dai contratti collettivi, dalla consultazione delle Rappresentanze sindacali in azienda, se costituite, aderenti alle Organizzazioni firmatarie del contratto collettivo applicato dall’impresa. In mancanza, tale consultazione va effettuata con le Organizzazioni territoriali dei lavoratori come sopra definite per il tramite dell’Associazione cui l’azienda aderisca o conferisca mandato. Presumo che vi sia un accordo a monte o che il CCNL che non si cita preveda tale possibilità. Se fornisce notizie più dettagliate cercheremo di dare una risposta più concreta.

  1025. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Piero.
    L’unica cosa INUTILE di questo blog è il suo post.

  1026. Raffaella scrive:

    Lavoro per poste italiane il lavoro nottirno e’ prevista dal conttatto nazionale.in totale nel mio reparto siamo in dodici e dovremmo turnare su due turni : 5 / 12.37 – 9 / 16 /27. Solo che alcuni di noi, non capendo perche, fanno solo il turno di pomeriggio a me invece impongono sempre la mattina e il turno di pomeriggio lo posso fare solo quando manca qlc collega che invece fa sempre il pomeriggio.io ho letto il contratto che dice che i turnisti, in quanto tali, devono fare tutti i turni quindi posso pretenderlo anche io ? Di fare sia la mattina che Il pomeriggio in egual misura? Perche e’ un anno che mi sveglio alle 4 30 e comincio a risentirne fisicamente.grazie mille per l attenzione attendo una sua risposta.

  1027. tiziana scrive:

    lavoro presso un’azienda metalmeccanica e da 15 anni ho svolta l’attività come tecnico di laboratorio chimico.Il 21 novembre l’azienza per cessata attività del laboratorio consegna la lettera della cassa integrazione di un mese ed al rientro mi dice che sono destinata in linea di produzione.A far parte del laboratorio siamo in 4 dipendenti di cui io con più anni di anzianità di servizio.Oggi ho saputo che l’ultima arrivata (delle 4 dipendenti) è stata messa in un altro ente come sostituzione maternità senza nemmeno fare un reclutamento interno!!!Ora mi chiedo non ho diritto io per prima ad un nuovo posto ???? io ho l’inquadramento di 4 livello e questa di 3!!!!

  1028. andrea scrive:

    salve,io lavor presso un hotel come cuoco/capo partita,siccome ultimamente stiamo avendo dei problemi di pagamento io e miei colleghi abbiamo deciso di nn fare piu un ora di straordinario,adesso quindi facciamo 6:40 di lavoro giornaliero per un totale di 38 ore settimanale come prevede il mio contratto.ADESSO IL NOSTRO E CARO DIRETTORE per fare un dispetto a deciso di spezzare le 6;40 in due turni per farle un esempio 4 ore il mattino e 2:40 sera o 3:00 mattino e 3:40 la sera.
    Io volevo sapere se e possibile spezzare le 6:40 oppune no!!!!
    la ringrazio anticipatamente per la pazienza……

  1029. francesco scrive:

    ciao, sono francesco,faccio l’idraulico,non so se puoi aiutarmi,volevo sapere che requisiti bisogna avere per passare alla categoria operaio specializzato? perchè il mio datore dice che non li ho ma io praticamente lavoro da solo e li svolgo tutti io gli impiantie le mansioni.
    grazie a presto.

  1030. Raffaella scrive:

    Gentile avvocato so che sicuramente avra tante altre fomande a cui rispondere ma potrebbe rispondere alla donanda 026?e’ urgente e devo rispondere ai miei direttori.grazie ancora

  1031. alessandro scrive:

    salve signor massimo,attendo una sua risposta al quesito 929 dal 28 ottobre 2011,se vuole rispondermi per favore,altrimenti mi dica che non puo’ farlo.

  1032. Ivonne scrive:

    Buongiorno sono Ivonne, impiegata con contratto commercio, nella mia ditta ci hanno proposto di passare da full time a part time. se io non dovessi accettare mi devo licenziare o vengo licenziata dal datore di lavoro (che mi ha già anticipato che mi richiederà lettera da me sottoscritta dove dichiaro di non accettare il part-time)

  1033. Bianca scrive:

    Gentile avvocato, quando riesce può rispondere alla domanda 1012, siamo tutte in ansia !
    Grazie

  1034. Nicola scrive:

    gentile avv.potrebbe darmi una risposta al n.1010 grazie

  1035. Chiara scrive:

    Salve,sono un’infermiera professionale attualmente purtroppo disoccupata, e con il Decreto Polverini che ha bloccato le assunzioni nel Lazio, dove abito, nel mio settore lavorativo, la Sua gentile risposta è per me davvero importante!
    La mia ASL ( se non ricordo male,nel 2007) aveva indetto avviso pubblico per reclutare infermieri professionali a tempo determinato, ed avere così disponibile una graduatoria ufficiale dove reperire personale supplente a cui affidare incarichi. Partecipai nei termini e fui regolarmente inserita.
    Premetto che mi chiamarono anche un paio di volte a “conferibile urgente temporaneo incarico”, ma una volta ero ammalata (ed inviai telegramma), e la seconda non mi pervenne per tempo il loro telegramma (ero fuori città).
    Tempo fa,proprio perchè disoccupata, mi sono recata all’uff.gestione personale di detta ASL, e, sconcertata, ho saputo che, solo il mese prima,la graduatoria del 2007 era stata sostituita da un’altra, in cui non ero stata inclusa. Ai miei diversi quesiti mi si rispondeva che:
    ” Per carenza di personale infermieristico, s’è reso necessario fare in emergenza una nuova graduatoria che sostituisse quella vigente, in “emergenza”, quindi senza avviso pubblico e pubblicazione G.U.”, ma solo con delibera interna. La sua esclusione è motivata dal fatto che non ha mai accettato incarichi. La nuova graduatoria è formata da infermieri della graduatoria del 2007 che stavano già lavorando a termine, e da infermieri che dal 2008 hanno nel frattempo inviato, fuori bando, titoli e disponibilità.”
    Il giorno stesso presentai domanda ( con curricula aggiornato,titoli ed iscriz.all’albo) chiedendo di essere immediatamente inserita. Mi si rispondeva negativamente in quanto ” Per la nuova graduatoria avevamo stabilito una data di scadenza, e lei è fuori termine utile”!
    Quesito: è regolare formulare una nuova graduatoria, senza avviso pubblico, ed escludermi?
    Una graduatoria ha una scadenza? E ammesso che abbia una scadenza, è legale formularne un’altra non pubblica ( d’accordo per l’”emergenza!) senza inserirmi, facendo peraltro discriminazione?
    Come posso procedere?
    Complimenti e Grazie! Chiara

  1036. marta scrive:

    Gentilissimo,
    ho un’invalidità civile al 100% da rinnovare ogni due anni, sono in possesso dell’attestazione di handicap grave riconosciuta dalla legge 104 e ho l’iscrizione alle categorie protette. Un’azienda vorrebbe assumermi come cat. protetta ma il mio verbale di invalidità è appena scaduto!sono certa che sarà rinnovato perché le mie condizioni di salute, rispetto alla visita di due anni fa, sono peggiorate… Ma l’azienda vorrebbe il verbale aggiornato… L’ASL mi ha detto che potrebbero volerci tre mesi e io perderei (invalida e di questi tempi poi) un contratto a tempo indeterminato per il lavoro per cui mi sono laureata e che sogno di fare!!! non posso perdere quest’occasione! all’azienda non dovrebbe bastare la mia iscrizione alle cat, protette?
    spero di essermi spiegata, non so se aveva già risposto a domande simili ma non ho letto tutti gli arretrati. Sono disperata, non so a chi rivolgermi!
    La ringrazio!

  1037. Anna scrive:

    Gentile dott. Tavella
    la ringrazio penso a nome di tutti per l’impegno che mette in questo servizio.
    Ho una domanda che riguarda mia madre. Lei lavora da ormai 15 anni come dipendente a tempo indeterminato per una casa per anziani che é una società coperativa a.r.l. Da ormai 10 mesi non percepisce lo stipendio(insieme agli altri lavoratori).
    L’altro giorno in un’assemblea dei lavoratori la società ha proposto di trasformare gli stipendi arretrati in un prestito che i lavoratori hanno fatto all’azienda onde evitare il fallimento.
    Ho 3 domande
    1) questa richiesta è legale? e cosa hanno da perdere i lavoratori nel caso la accettassero

    2) se la società dovesse fallire c’è possibilità di recuperare gli stipendi arretrati, relativi oneri e tfr.
    3) è possibile rifarsi sulle proprietà personali dei soci?

    la ringrazio moltissimo per la risposta
    cordialmente
    Anna

  1038. lucia scrive:

    Caro esperto di diritto del lavoro, non sono molto pratica ad utilizzare tali strumenti quindi spero sia possibile ricevere una risposta alle mie domande al mio indirizzo E-mail!
    Ho lavorato per qualche anno su un negozio, dove ho fatto tante ore di straordinario, ma non timpbrando cartellino non le posso dimostrare! Quando ho chiesto al datore di pagarli, ha aspettato la scadenza del contratto e non me l’ha più rinnovato. Come faccio a tutelarmi e dimostrare che ho svolto ore di straordinario non pagate?
    Grazie fin d’ora.

  1039. mirko tavella scrive:

    buongiorno,
    vorrei sapere qualcosa di piu’ sui miei diritti di lavoratore.
    lavoro presso una cooperativa e sono stato messo a casa da un giorno all’altro, ormai da una SETTIMANA senza alcun motivo,la giustificazione e’ stata che non c’e’ lavoro anche se in realta’ sono state assunte due persone nuove nell’ultimo mese nella mia mansione………
    cosa posso fare? a chi devo rivolgermi? e soprattutto posso risolvere questo problema o e’ tutto tempo perso?
    grazie.

  1040. michela scrive:

    Ho bisogno del vostro aiuto, per capire cosa fare.
    Il 22 settembre ho sostenuto un colloquio con un’azienda. il 12 ottobre sono stata contattata telefonicamente e mi è stato riferito che il colloquio era andato bene e che ero stata scelta e che nel giro di 10 giorni mi avrebbero mandato la lettera di intento. Nel frattempo ricevo un’altra proposta e cerco di temporeggiare in attesa della lettera.
    Il 24 ottobre arriva la lettera di intento che dice quanto segue:
    come da accordi intercorsi confermiamo l’intento di assumerla entro il 5 dicembre p.v. e riporta le condizioni contrattuali che avevamo concordato, non viene fatto riferimento al periodo di prova, ma indica le ore settimanali, il periodo di lavoro di 9 mesi, lo stipendio lordo annuo.
    Firmo e riconfermo quanto stabilito.
    Disdico l’altra proposta in quanto sono strafelice di entrare in quest’azienda e smetto di studiare per il concorso che avevo il 24 novembre.
    Il 16 novembre ricevo una telefonata dal responsabile assunzioni che mi dice che non possono dar seguito all’assunzione per problemi interni, io rimango di stucco, e vado ovviamente in crisi. Non me lo aspettavo.
    Infine dopo due giorni mi arriva un email pec dove mi riconfermano la loro impossibilità ad assumermi ma che mi terranno presente non appena ci saranno le possibilità per nuove assunzioni
    secondo i miei familiari dovrei citarli in quanto la lettera per come è stata scritta è un vero e proprio contratto, io invece spero che invece ci ripensano e non voglio entrare in una ditta perchè imposta da un giudice.
    Chi mi aiuta a risolvere questo problema. intanto sono rimasta senza lavoro perchè ho avuto fiducia in loro.
    Grazie a chi vorrà rispondermi

  1041. Francesco scrive:

    Gentilissimo avvocato buongiorno, Le chiedo cortesemente con urgenza una sua consulenza
    Riguardante il mio lavoro:

    nel mese di Luglio l’azienda multi servizi la quale lavoravo a perso l’appalto ed è subentrata un altra multi servizi, quando c’è stato il passaggio non mi hanno voluto assumere pari all’inquadramento che avevo IMPIEGATO DI 3° LIVELLO , ovviamente ho messo il sindacato il quali mi ha affiancato ad un loro legale; siamo stati in ballo per ben quattro mesi per poi dirmi che essendo una azienda nuova avevano il contratto diverso dalla prima pertanto dovevo accettare altrimenti rischiavo di perdevo il posto di lavoro….
    La causa è durata quattro mesi, perdendo retribuzione e contributi.
    Ho dovuto firmare il loro contratto con un livello di OPERAIO DI 2° LIVELLO E UNA RETRIBUZIONE MOLTO INFERIORE!!
    In più mi hanno fatto firmare davanti al giudice di lavoro gli atti del rinuncio…
    Le chiedo ma dopo 10 mesi che sono stato assunto con la suddetta azienda, posso impugnare il tutto?
    Ho letto il cod. 2103 c.c che spiega molto bene per quanto riguarda l’assunzione, che deve restare invariata che non possono assolutamente declassarmi, sia di livello che di retribuzione.

    Grazie Avvocato

  1042. Alex scrive:

    Gentilissimo Avv.
    Sono un Guardia particolare giurata da ormai 17 anni.Oggi sto seriamente pensando di fare una vertenza all’istituto per cui lavoro.I motivi sono molteplici.Ho alcune domande da porle:
    1)Puo’ l’istituto darmi i turni di lavoro quotidianamente cioe’ oggi per domani,non garantendo cosi’ la gestione della mia vita privata?
    2)Posso chiedere che i turni mi siano dati solo nell’orario in cui io presto servizio e per iscritto?
    3)Possono obbligarmi ad avere conferma delle mie ferie solo il giorno prima?
    4)Possono costringermi ad essere io a chiamare telefonicamente per richiedere il turno di lavoro del giorno successivo?
    5)Possono obbligarmi a fornire loro un numero di telefono?
    Avrei tanti altri quesiti ma al momento sarei soddisfatto di ricevere queste risposte;secondo lei eventualmente per tali problematiche sussistono le condizioni per fare una vertenza?
    Grazie

  1043. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Francesco.
    Hai rinunciato davanti al Giudice, mi sembra difficile impugnare. Comunque è necessario studiare il caso con i documenti.

  1044. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Anna.
    Sua madre è socio lavoratore? La cooperativa ha davvero scopo mutualistico? Trasformare il proprio TFR in un prestito con 10 stipendi arretrati non mi sembra davvero una buona idea.
    I soci in questo caso non sono aggredibili nel loro patrimonio personale.

  1045. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Serena.
    Putroppo è difficile darti un consiglio in rete.
    La situazione è complicata e dovrebbe essere valutata ” carte alle mani” tanto più per il fatto che ti hanno “costretto a firmare eventuali transazioni o rinunce di cui, magari, non eri a perfetta conoscenza. Metti il tuo caso nelle mani giuste, nessuno, neanche il sindacato può indurti a firmare cose di cui non conosci le conseguenze.

  1046. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Sole.
    Dico semplicemente che è un rapporto irregolare e che la volontarietà della prestazione non può avere certo queste caratteristiche. A mio avviso la disciplina è quella dell’ENPALS, con tutti i diritti.

  1047. linda scrive:

    Salve sono un OSS e lavoro presso un rsa da circa 10 anni…volevo domandarle se è possibile che un Asa può essere adibita a mansione di responsabile di reparto, scavalcando la maggior parte dei dipendenti che sono OSS? se no come si pùò procedere per un reclamo? in oltre volevo chiedere di consigliarmi un buon sindacato perchè da noi al momento non vi è nessun sindacato e non sappiamo come tutelarci.
    Aspetto con ansia una sua risposta ………….

  1048. andrea scrive:

    SALVE SIG.TAVELLA GRADIREI UNA RISPOSTA ALLA DOM. NUM.1028 GRAZIE

  1049. marilena scrive:

    Ho scoperto che il mio ex datore di lavoro dal 2007 al 2011, non ha versato il tfr al fondo pensione Previgen al quale ho aderito, non solo ha trattenuto anche 1,10% in busta, come contributo dipendente e mai lo ha versato. Come faccio a recuperare circa 6.000,00 euro è un reato penale? Può essere punito visto che l’illegalità è sempre stata la sua ragione di vita?

  1050. Serena scrive:

    Salve Avvocato Tavella
    mi riferisco al quesito 974. So che si tratta di una lettera molto lunga e immagino che sia difficile trovare il tempo per leggerla e dare un consiglio appropriato. Le ho scritto per avere un consiglio su quale strada intraprendere per riuscire ad uscire da quella situazione allucinante in cui sono capitata. Se trovasse il tempo per darmi un consiglio gliene sarei davvero molto grata.

  1051. Alberto Calipari scrive:

    Buongiorno avvocato
    sono dipendente da 32 anni di una azienda metalmeccanica; da 15 mi occupo di vendita e seguo una rete di concessionari.
    Sono inquadrato come impiegato di7° livello, ho un’auto aziendale in uso ed un piano incentivi.
    Siccome vogliono abbassare i costi fissi mi hanno proposto di lavorare autonomamente (aprendo partita IVA) oppure la cassa integrazione a zero ore.
    Ritiene che sia perfettamente regolare oppure ci sono gli estrimi di mobbing?
    Grazie

  1052. vincenzo N. scrive:

    Buonasera dott.Tavella. Una semplice domanda:
    dal 11/2009 ho ricevuto incarico di vice responsabile di una succursale di Banca XXXX composta da 3 persone incluso me. Sia allora che come oggi invece il mio inquadramento è 3A1L(CCNL del settore bancario),in sostanza cassiere. Il mio corretto inquadramento dovrebbe essere 3A3L cioè vice capo ufficio: è corretto?

  1053. dante scrive:

    MIA FIGLIA E’STATA ASSUNTA CON UN CONTRATTO D’INSERIMENTO FULL-TIME PER 18 MESI CON UNA CLAUSULA DI PROVA DI TRE MESI.AVENDO GIA’ UN POSTO DI LAVORO E PER MIGLIORARE LA SITUAZIONE ECONOMICA SI E’ LICENZIATA PER ANDARE A LAVORARE NEL CENTRO COMMERCIALE E RIPRENDERE LA SUA ASPIRAZIONE LAVORATIVA AVENDO GIA’ LAVORATO A ROMA PER 4 ANNI NELLO STESSO NEGOZIO CON UN CORSO PROFESSIONALE.DOPO AVER LAVORATO PER QUESTA AZIENDA PER 80 GG E’ STATO RICOVERATA IN OSPEDALE PER LO SCOPPIO DI UN FOLLICOLO E DOPO ESSERE STATA PER 8 GG IN OSPEDALE E’ STATA DIMESSA CON 10 GG DI ASSOLUTO RIPOSO.DOVEVA RIENTRARE IL 22 DEL MESE UN GIORNO PRIMA DEL 90 GG DEL PERIODO DI PROVA,QUANDO SI E’ VS RECAPITARE PRIMA UN TELEGRAMMA E POI RACCOMANDATA DI LICENZIAMENTO A PARTIRE DAL 21 PER NON AVER RAGGIUNTO GLI OBBIETTIVI.VOLEVO SAPERE SE POSSO FARE UNA VERTENZA DI LAVORO AVENDO APPRESO CHE IL PERIODO DI PROVA 5 LIVELLO NN E’ 3 MESI MA 2 MESI.

  1054. Anna scrive:

    Gentile Dott. Tavella
    in riferimento alla domanda 1037 e alla sua risposta 1044.
    Innanzitutto la ringrazio per la sua risposta.
    Mia madre non é un socio lavoratore ma dipendente poiché in principio la casa di cura era una srl e il suo contratto é rimasto invariato.
    Sinceramente non sono in grado di capire se la la cooperativa ha scopo mutualistico (su 12 soci, tuttti medici con altri lavori, solo 4/5 sono coci lavoratori). Vorrei capire se con una vertenza ci sarebbero speranze di avere gli stipendi arretrati e se per una societò cooperativa che prende anche fondi regionali é così facile dichiarare fallimento ( a mio giudizio usato come minaccia nei confronti dei lavoratori).
    La ringrazio
    Anna

  1055. dante scrive:

    avvocato buonasera.Mia figlia e’ stata assunta con contratto di inserimento dal 22.08.2011 contratto full-time tempo determinato di 18 mesi con periodo di prova 3 mesi.Mia figlia prima dell’assunzione lavorava gia’ come apprendista il un negozio di fiori,che in passato per tre anni ha lavorato presso intimisimi p.za di spagna roma facendo anche un corso.La sua aspirazione era quello di riprendere la sua attivita’ a brindisi e’ c’era riuscita fino a quando il 05.11.2011 nn e’ stata ricoverata all’ospedale per uno scoppio di un follicolo.Uscita dall’ospedale il 13.11 con 10 gg di assoluto riposo.Il 18.11 abbiamo ricevuto un telegramma dove ci comunicava il licenziamento a partire dal 21.11.scadenza del periodo di prova per non aver raggiunto gli obbiettivi come contratto.Una scusa banale perche’ la vera ragione era la malattia.Ora vorrei sapere dopo aver preso che nel contratto commercio nn esiste 3 mesi di prova ma bensi 60 gg per il 5 livello posso impugnare il licenziamento?Le faccio presente che nell’organico lavorativo di 4 ragazze tt hanno lo stesso contratto mentre la titolare fa da tutore.Aspetto cn anzia una sua risposta.grazie.

  1056. Francesco scrive:

    Avvocato buona sera. A mia moglie e’ stato offerto un incentivo all ‘esodo di 15.000€. In data 30/09/2008 si e’ licenziata ma quando il 17/10/2008
    si e’ recata in azienda per prendere incentivo e tfr, non ha trovato ne l’ uno ne l’ altro visto che gli e’ stato detto che l’azienda era finita sotto commissariamento e tutti i debiti congelati.
    Si e’ trovata senza soldi e senza lavoro, e’ stata fatta un ‘inzinuazione al passivo pochi mesi
    dopo. Il tribunale l’ha inserita tra i crediti privilegiati, riavra’ mai quei soldi? C’e’ qualcosa che possiamo fare oltre ad aspettare?
    Visto che i commissari hanno fatto una vera e propria svendita per nn dire un regalo al nuovo acquirente, i soldi della vendita sono davvero esigui e davanti a noi ci sono banche con diritto di ipoteca. Cordiali saluti

  1057. Veronica scrive:

    Salve una domanda . Possono farmi partire un contratto di lavoro senza che io non abbia firmato nulla ancora? Un’altra cosa il contratto a chiamata com’è pagato? A ore o cosa? Aspetto Sua risposta.Grazie Veronica

  1058. Michele scrive:

    Gent.le avvocato inutilmente ho aspettato una sua risposta al n.915 del 26 ottobre 2011,che ho poi sollecitato con il n.947, evidentemente i miei argomenti non sono cosi’ importanti, visto che non ha mi degnato di una risposta e rispondendo invece ad altri postati dopo.Da domani 29.11, dallo stipendio mi toglieranno il superminimo, minacciandomi di licenziamento se non accetto, ed io non capisco ancora se possono farlo.Ho letto molto su questo argomento ma i pareri sono contrastanti.
    saluti

  1059. salvatore scrive:

    Salve dott.Tavella,faccio il tubista industriale e lavoro in una piccola azienda di 15 operai, ogni mese faccio circa 230 ore e in busta paga ne trovo soltanto 173,il resto è sotto forma d’incentivo,non di straordinario,tutto questo è legale? Grazie.
    E’possibile avere per gentilezza una risposta? GRAZIE.

  1060. Nikola scrive:

    Gentile avvocato, quando riesce può rispondere alla domanda 1010!
    Grazie

  1061. Massimiliano Tavella scrive:

    X Michele.
    E’ chiaro che il datore di lavoro non puo’ unilateralmente ridurre gli elementi retributivi che fanno ormai parte del patrimonio retributivo del lavoratore. E’ invece ammissibile una riduzione quando questa soluzione sia motivata da serie ragioni economiche e sia l’unica alternativa al licenziamento. Vi e’ bisogno di un accordo tra le parti. Anche la trasformazione in part time e’ possibile quando risulti l’unica alternativa al licenziamento.

  1062. Massimiliano Tavella scrive:

    X Nicola.
    Io ci proverei.

  1063. andrea scrive:

    salve sign tavella attendo una risp sul quesito 1028.
    la ringrazio anticipatamente

  1064. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Andrea.
    Il datore di lavoro puo’ unilateralmente variare la collocazione temporale della prestazione lavorativa, quando esistano ragioni tecniche ed organizzative evidenti. Posso darvi un consiglio?in questo periodo fare muro contro muro non giova a nessuno. Io gli straordinari li farei e se il datore di lavoro non li dovesse pagare mi costituirei le prove per una vertenza di recupero.

  1065. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Francesco.
    Per il TFR hai fatto richiesta al fondo di garanzia dell’Inps?

  1066. Massimiliano Tavella scrive:

    X Alessandro 929.
    Vai subito alla direzione territoriale del lavoro (ex ispettorato) e fai una denuncia per il lavoro nero, vedrai che le cose si mettono a posto.

  1067. andrea scrive:

    la ringrazio molto per la risposta…..ma se i straordinari nn sono registrati ma in nero nn posso fare nessuna vertenza………infatti io e miei colleghi ci siamo recati dai sindacati ma l’unica soluzione e quella di nn fare straordinario anche perche e da luglio che nn c’è le pagano.Se lei ha un’altra soluzione la ringrazio molto.

  1068. Chiara scrive:

    Gentile dott.Tavella, sono Chiara, riferimento quesito n°1035, che evito di riscrivere per non riempirle inutilmente il blog. Sorvolando sull’opinione di un utente che ho letto sul blog, non benevola, vorrei per contro ringraziarla (sono sicura sia questo il pensiero dei più!), per la sua professionale consulenza che generosamente ci mette a disposizione. Senza plageria, le assicuro, apprezzo di cuore, e di testa, quanto fa ( ed è!) per tutti noi. Cercando e sperando di non essere né spocchiosa e né fraintesa, dirò di più: senza ipocrisia, ma anche senza alcun spirito di polemica, Lei alza, e anche di parecchio, lo “share di gradimento” che solitamente la gente pensa sulla sua categoria..Quindi,chapeau anche per questo!
    Buon lavoro,cordialmente, Chiara.

  1069. Alessandro_1982 scrive:

    buongiorno,
    innanzitutto spero di postare la mia richiesta nel luogo corretto.
    la mia domanda è questa: quali diritti posso rivendicare nella fattispecie che mi vede lavoratore a tempo determinato come prestatore di attività (quindi distaccato) presso una società assicurativa.
    il mio contratto originario non prevede e non menziona le attività che quotidianamente svolgo (tutte quante dimostrabili). Nel quotidiano infatti la mia mansione svolgo attività “critiche” legate alla gestione della tesoreria societaria (sono io a gestire entrate ed uscite), tocco ambiti fiscali, etc. Il mio contratto, che parla di attività di registrazione fatture e “data entry” in generale non è quindi veritiero. Vorrei pero’ mettere fine a questa sorta di “sfruttamento” e rivendicare il tutto. Spero di non essere stato troppo ingombrante ma a volte l’esasperazione porta ad agire in questi modi.
    grazie per lo spazio e per l’attenzione che dedicherete.
    Alessandro

  1070. Massimiliano Tavella scrive:

    Il cambio di turno, se ritorsivo, è illegittimo

    Nel caso di un cambio del turno imposto ad un dipendente, qualora vi sia uno stretto rapporto cronologico tra un comportamento del lavoratore stesso e la scelta datoriale ed in mancanza di prove oggettive delle ragioni tecnico-organizzative che hanno portato a tale decisione, il provvedimento di cambio del turno può considerarsi fondato su motivi disciplinari e ritorsivi ed è quindi illegittimo.

    E’ quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza del 3 ottobre 2011, n. 20196, che, oltre ad annullare il cambio di turno disposto unilateralmente dal datore di lavoro per motivi effettivamente disciplinari, ha riconosciuto al dipendente il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale da esso provocato.

    Un operaio, dipendente di un lanificio, ricorreva al giudice del lavoro esponendo di essere sempre stato addetto al turno notturno nel reparto tessitura e che, a seguito del rifiuto di seguire altri cinque telai, oltre agli undici già attribuiti alle sue cure, era stato assoggettato ad un procedimento disciplinare che, a seguito delle sue giustificazioni, non era sfociato nell’irrogazione di alcuna sanzione.

    Tuttavia, qualche giorno dopo, gli veniva comunicato il cambio di turno, da notturno a diurno, per “motivi inerenti l’attività produttiva e per evitare il verificarsi di fatti molto incresciosi”. Il ricorrente riteneva che tale provvedimento di cambio del turno avesse natura ontologicamente disciplinare ed apparisse altresì ritorsivo e non giustificato da ragioni tecnico-organizzative.

    A causa del cambio di turno, il lavoratore assumeva di aver contratto una patologia clinica da ansia, anche conseguente ai persistenti disturbi del sonno, che lo avevano costretto ad assumere farmaci psicotropi e sonniferi. Inoltre, sempre a causa del cambio di turno, lamentava il risarcimento del danno patrimoniale da riduzione salariale di circa 300 euro mensili, conseguente alla perdita della maggiorazione per il turno notturno.

    Dopo l’accoglimento del ricorso ex art. 700 cod. proc. civ. e conseguente provvedimento d’urgenza di riassegnazione al turno notturno, rimasto comunque ineseguito dall’azienda, e il rigetto del ricorso da parte del Tribunale, la Corte d’Appello accoglieva la domanda dichiarando illegittimo il denunciato provvedimento di mutamento del turno, ordinando alla parte datoriale la riassegnazione del ricorrente al turno notturno e condannando la stessa parte al risarcimento del danno patrimoniale e dei danni morale ed esistenziale.

    Il giudice di appello riteneva condivisibile l’orientamento giurisprudenziale secondo cui il trasferimento del dipendente per incompatibilità ambientale è legittimo, ai sensi dell’art. 2103 cod. civ., in tanto in quanto il lavoratore abbia determinato con il suo comportamento una oggettiva disfunzione di carattere organizzativo, alla quale il datore di lavoro possa porre rimedio con atti organizzativi coerenti e ragionevoli, tra i quali il trasferimento. Anche in tale prospettiva, dunque, il giudice, pur non potendo entrare nel merito della scelta imprenditoriale, insindacabile ex art. 41 Cost., deve comunque operare una duplice valutazione, da un lato accertando l’oggettiva esistenza della dedotta situazione di incompatibilità ambientale, dall’altro esaminando la coerenza e la ragionevolezza del provvedimento di trasferimento adottato dal datore di lavoro. Nella specie, tuttavia, non era stata provata nessuna oggettiva disfunzione di carattere organizzativo e, a ben vedere, la dedotta incompatibilità ambientale altro non era che il conflitto tra diversi operai, tra i quali il ricorrente e l’azienda in ordine ai carichi di lavoro del turno notturno.

    Peraltro, aggiungeva la Corte d’Appello, era emerso in sede istruttoria che il ricorrente, nell’ultimo periodo, controllava undici telai, cioè il numero massimo di quelli controllati da un solo lavoratore, e che, per una notte, gli era stato richiesto di seguire contemporaneamente sedici telai e di seguire i cinque telai in più nella mezz’ora di pausa, con la conseguenza che il comando aziendale era, dunque, doppiamente illegittimo, non solo sotto il profilo dell’anomalo carico di lavoro assegnato senza previo accordo con il delegato sindacale, ma anche sotto il profilo del mancato rispetto della salute del lavoratore e della sua sicurezza.

    Poiché il provvedimento adottato di mutamento del turno non costituiva una scelta imprenditoriale ragionevole, la Corte territoriale concludeva per considerare illegittimo il trasferimento in esame per l’insussistenza dei presupposti di cui all’art. 2103 cod. civ. e per la sua natura ritorsiva ed ontologicamente disciplinare, rimanendo fortemente indiziante lo strettissimo rapporto cronologico tra il rifiuto del lavoratore di accettare l’assegnazione di altri telai ed il provvedimento aziendale di mutamento del turno, seguito a distanza di tre giorni dalla contestazione disciplinare, e che giunge al posto di una (altrimenti prevedibile) sanzione disciplinare che, verosimilmente, il datore di lavoro non ha irrogato perché consapevole che essa sarebbe stata illegittima, per le ragioni sopra esposte (illegittimità della pretesa aziendale di assegnare altri telai al lavoratore e legittimità del suo rifiuto).

    Peraltro, evidenziava il giudice di appello, la natura disciplinare del provvedimento aziendale è svelata, oltreché dal rapporto cronologico, dal tenore letterale della stessa lettera di trasferimento, che ha valenza quasi confessoria (“per evitare il verificarsi di fatti molto incresciosi”: ovverosia, come quelli accaduti appena tre giorni prima) e dal fatto di non essere il trasferimento giustificato da alcuna altra ragione tecnico-organizzativa diversa dalla pretesa incompatibilità ambientale, rilevatasi del tutto inconsistente, né da altri motivi inerenti l’attività produttiva.

    Al ricorrente veniva riconosciuto anche il risarcimento del danno morale e del danno esistenziale, inteso, dal giudice di appello, il primo quale mero dolore o patema d’animo interiore ed il secondo come ogni pregiudizio (di natura non meramente emotiva o interiore, ma oggettivamente accertabile) che alteri le abitudini e gli assetti relazionali propri del soggetto, inducendolo a scelte di vita diverse quanto all’espressione e realizzazione della sua personalità nel mondo esterno. Tali danni erano liquidati a titolo equitativo e in misura forfettaria tenendo conto della lunga durata dell’illegittima adibizione del lavoratore al turno diurno, della natura ontologicamente disciplinare e estorsiva del provvedimento aziendale, della visibile lesione della dignità e dell’immagine professionale subite dal lavoratore nel contesto aziendale, nonché del rilevante disagio psichico e psicosomatico patito a causa dell’alterazione dell’abituale ritmo sonno/veglia e delle conseguenti ripercussioni sull’organizzazione della vita familiare e di relazione.

    La società si rivolgeva con ricorso alla Corte di Cassazione, e, tra i diversi motivi di censura sollevati, contestava che il mero nesso di successione cronologica tra la contestazione degli addebiti disciplinari non seguita da alcuna sanzione ed il successivo trasferimento del dipendente potesse costituire un sicuro criterio di giudizio per ritenere il carattere effettivamente punitivo di tale trasferimento e la sua conseguente illegittimità siccome sanzione atipica.

    In proposito, la Suprema Corte rileva che la Corte territoriale non ha affatto ritenuto la natura ritorsiva e di sanzione disciplinare atipica del provvedimento contestato basandosi unicamente sul criterio cronologico, ma ha fondato la sua decisione su un complesso di considerazioni, nell’ambito delle quali il rapporto cronologico tra il rifiuto da parte del lavoratore della richiesta datoriale di aumento dell’assegnazione dei telai e il provvedimento impugnato viene indicato soltanto come “fortemente indiziante”.

    Inoltre, l’illegittimità della richiesta datoriale è stata correttamente dichiarata sulla base della riscontrata esistenza di una prassi aziendale per la quale, prima di aumentare l’assegnazione del numero dei telai, doveva essere concluso con il delegato sindacale un apposito accordo, nella specie non verificatosi, e, al contempo, perché la parte datoriale non poteva obbligare il lavoratore a rinunciare alla pausa.

    In conclusione, si ribadisce che in caso di modifica totale, repentina ed unilaterale da parte del datore di lavoro del turno di lavoro del proprio dipendente, avente fini ritorsivi, a quest’ultimo spetta il ripristino del vecchio orario ed il danno patrimoniale da lucro cessante.

    La sentenza in rassegna si colloca nell’ambito di quell’orientamento giurisprudenziale ormai consolidato, secondo il quale, se da un lato è consentito dall’art. 2103 cod. civ. che il dipendente possa essere adibito alle mansioni, in alternativa a quelle per le quali è stato assunto, a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte e che il trasferimento del lavoratore da una unità produttiva ad un’altra possa avvenire soltanto in presenza di “comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive”, dall’altro il mutamento delle mansioni o il trasferimento stesso del lavoratore assumono natura ontologicamente disciplinare ove siano ricollegabili ad una mancanza del lavoratore e non siano conseguenti all’esercizio del potere organizzatorio e gestionale del datore di lavoro.

    In conformità, si è espressa la Suprema Corte in una fattispecie piuttosto suggestiva: il responsabile della vigilanza di una importante officina ferroviaria, sorpresi sette lavoratori intenti al gioco con le carte, con consistenti puntate in denaro, nei locali dello spogliatoio e durante l’orario di lavoro, ritrattava la versione dei fatti affermando di non aver visto né carte da gioco, né denaro. Per tale motivo la società instaurava nei suoi confronti un procedimento disciplinare, all’esito del quale, gli veniva irrogata la sanzione di tre giorni di sospensione, mentre, a distanza di pochi giorni, il lavoratore veniva spostato dalle mansioni di addetto alla vigilanza a quelle di addetto al magazzino.

    La Corte ha dichiarato l’illegittimità sia della sanzione disciplinare, sia del mutamento di mansioni. In ordine a quest’ultime, ha affermato il principio per cui: “Ove il mutamento di mansioni equivalenti segua immediatamente ad una contestazione disciplinare e ad una prima sanzione disciplinare, senza essere accompagnata da una autonoma motivazione, in maniera tale da far ragionevolmente ritenere che il comportamento sanzionato sia stata la ragione determinante, o comunque prevalente, della sottrazione delle mansioni, non può negarsi che quel provvedimento assuma tutti i connotati ed i contenuti punitivi tipici di una sanzione disciplinare. Tale contenuto ontologicamente punitivo, di per sé idoneo ad incidere sulla immagine e dignità del lavoratore, reclama l’adozione delle cautele previste dall’art. 7 dello Statuto dei lavoratori, non potendosi negare l’interesse del lavoratore a difendere la sua dignità ed immagine di fronte ad una contestazione inesistente” (Cass. 19 novembre 1997, n. 11520).

    In applicazione degli stessi criteri (anche se la Corte è addivenuta a conclusione diversa) è stata esclusa la natura disciplinare del trasferimento ad altro reparto – con mansioni equivalenti – di un lavoratore addetto alla sorveglianza, il quale, pur accusato della sottrazione di due cartoni di detersivo ed alcuni timer per lavatrici, era rimasto, all’esito degli accertamenti, immune da ogni addebito, attesa l’impossibilità di ricostruire con chiarezza i fatti, ancorché risultasse certo che il medesimo fosse restato, per un certo periodo, da solo e avesse tentato di avvicinare i colleghi per concordare una versione dei fatti. Secondo la Cassazione, tali circostanze avevano comunque minato il rapporto fiduciario e inciso negativamente sui rapporti tra colleghi di reparto, così da indurre il datore all’anzidetto trasferimento, considerato pienamente legittimo (Cass. 17 marzo 2009, n. 6462).

    Volendo citare una recente decisione del giudice di merito sull’argomento (Trib. Trieste, 22 marzo 2011), si può evidenziare che è stato annullato il trasferimento disposto da una appaltatrice del servizio di pulitura degli uffici postali della Regione Friuli Venezia Giulia e della Provincia di Trieste nei confronti di una lavoratrice, la quale sosteneva che il trasferimento non era stato motivato da ragioni tecniche, organizzative e produttive, e richiedeva la riassegnazione nella sede originaria. Il Tribunale non ha ritenuto provata la tesi della società, secondo la quale il trasferimento era stato imposto dalla negativa valutazione espressa dall’appaltante sul servizio espletato dalla ricorrente, di cui era stata sollecitata la sostituzione. Piuttosto, ha osservato il Tribunale, è emerso che la lamentata insoddisfacente qualità del servizio prestato dalla lavoratrice era dipeso in realtà dalle scelte organizzative operate dalla stessa datrice di lavoro, che aveva assegnato alla ricorrente numerosi uffici, ubicati anche a notevole distanza, con tempi di spostamento tra l’uno e l’altro tali da erodere significativamente il tempo disponibile per il servizio e da costringerla ad operare non soltanto alla presenza dei dipendenti della committente, già limitativa della possibilità di operare efficacemente, ma persino del pubblico.

    Gli effetti della “ritorsività” dei provvedimenti presi dal datore di lavoro si fanno sentire, sotto il profilo della violazione della procedura di contestazione, ovviamente, anche sull’atto estintivo del rapporto di lavoro, ovvero sul licenziamento. Limitandoci a riportare una recente sentenza della Suprema Corte, è stato affermato che: “Il divieto di licenziamento discriminatorio – sancito dall’art. 4 della legge n. 604 del 1966, dall’art. 15 della legge n. 300 del 1970 e dall’art. 3 della legge n. 108 del 1990 – è suscettibile di interpretazione estensiva sicché l’area dei singoli motivi vietati comprende anche il licenziamento per ritorsione o rappresaglia, che costituisce cioè l’ingiusta e arbitraria reazione, quale unica ragione del provvedimento espulsivo, essenzialmente quindi di natura vendicativa. In tali casi, tuttavia, è necessario dimostrare che il recesso sia stato motivato esclusivamente dall’intento ritorsivo”. Per tali ragioni, la Cassazione ha confermato la sentenza impugnata che, nel constatare che il licenziamento era stato disposto “a causa delle posizioni rigide e polemiche” assunte dal lavoratore nei confronti della società datrice di lavoro e rese pubbliche dalla stampa, aveva dichiarato l’illegittimità del licenziamento disciplinare adottato in violazione delle procedure richieste dalla legge, pur senza ritenere che il licenziamento stesso potesse essere considerato un atto vendicativo o di rappresaglia (Cass. 18 marzo 2011, n. 6282).

    In effetti, già da alcuni decenni le Sezioni Unite hanno esteso, in base a quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 204 del 1982, l’applicazione delle garanzie previste dal secondo e terzo comma, art. 7, L. n. 300 del 1970, (contestazione preventiva dell’addebito e successiva audizione e difesa del lavoratore incolpato) a qualsiasi tipo di licenziamento “ontologicamente” disciplinare, prescindendo cioè dalla sua espressa inclusione tra le sanzioni poste dalla normativa collettiva o predisposte dal datore di lavoro (Cass. S.U. 1° febbraio 1988, n. 935).

    Cassazione civile – Sentenza 3 ottobre 2011, n. 20196.
    (Tratto da Novità INDICITALIA Gruppo

  1071. Alessio scrive:

    Gentilissimo Dott. Tavella, mi complimento perché è veramente raro trovare qualcuno che sia disposto ad aiutare anche se con un semplice chiarimento al giorno d’oggi. Ho una domanda alla quale non ho ancora trovato rispsta, sono assunto a tempo indeterminato in una società con un contratt part. time anche se di fatto lavoro le mie 8 ore, in busta paga è inserita la voce di rimborso spese, le quali variano ogni mese per far quadrare i conti e far uscire sempre la stessa somma dello stipendio (è legale) fin quì tutto ok, mi spettano gli assegni familiari per un figlio a carico e questi anche se menzionati in busta non vengono “aggiunti” al totale della busta paga perché “inglobati” dal rimborso spese che in presenza degli assegni familiari è diminuito, stesso discorso per le detrazioni d’imposta che ho richiesto sempre per il figlio a carico, da quando ho consegnato il modulo è comparsa una somma alla voce dei figli ma di fatto non mi è stato dato nulla sempre con il solito giochino di far diminuire il rimborso spese per far uscire la stessa somma di stipendio. Mi domando se sia legale l’introduzione di questa voce “rimborso spese” (a che titolo poi?) ed il mancato pagamento sia degli assegni familiari che delle detrazioni d’imposta per il figlio a carico, mi sembra che il mio datore tragga troppi vantaggi da ciò a mio discapito, in che modo mi consiglia di agire?

  1072. Alex scrive:

    Gentile Avvocato
    Potrebbe dare della risposte al quesito numero 1042.

    Grazie

  1073. michela scrive:

    Gentilissimo Avvocato,

    appena ha tempo può rispondermi al quesito 1040, dovrei prendere una decisione e sarei felice di avere anche il suo parere in proposito

    grazie
    michela

  1074. Jonathan Raponi scrive:

    Gentile Dott. Tavella,
    mi chiamo Jonathan Raponi e lavoro per una piccola casa editrice come redattore. Faccio un orario di 32 ore settimanali. Recentemente ho chiesto al mio datore di lavoro una riduzione d’orario, da 32 a 25 ore, in maniera da andare al lavoro solo la mattina. Il datore di lavoro me l’ha negata. Vorrei sapere se, da contratto (il mio è quello dei grafici/editoriali, da poco rinnovato), il datore di lavoro ha facoltà di rifiutare un cambio d’orario come quello di cui sopra oppure no.
    Grazie mille per l’aiuto,
    Jonathan

  1075. Giovanna scrive:

    Gentile dott.Tavella il mio è un quesito molto semplice : lavoro da 5 anni come dipendente pubblico comparto Regioni. Sono stata assunta attraverso le liste di collocamento obbligatorio (l.68/99). Malgrado all’atto dell’assunzione
    io avessi presentato il mio titolo di studio (laurea in Scienze Politiche già acquisita parecchi anni prima), sono stata inquadrata in categoria C1 e non in D. Non ho sollevato alcuna questione in quella sede perché non ero informata dei meccanismi e dei criteri di assegnazione delle posizioni all’interno dell’ente Regione,pensavo che come nel privato gli scatti di anzianità sarebbero stati automatici, invece così non è stato ; in 5 anni una sola progressione orizzontale : sono passata da C1 a C2 chiaramente nella stessa categoria . Col tempo mi sono iniziata a sentire demansionata e dequalificata. Questa sensazione di malessere aumenta sempre di più . Allora mi chiedo come posso far valere il mio diritto all’inquadramento in cat. D . Io penso che l’ente Regione non può “sfruttare” una risorsa inquadrandola in una posizione inferiore al proprio titolo di studio: sarebbe come inquadrare un medico nel ruolo di infermiere ! Spero di essere stata chiara nell’sposizione .
    Resto in attesa di un suo gentile riscontro.Ringrazio anticipatamente.
    Cordiali saluti
    Giovanna Valenti

  1076. Giovanna scrive:

    Gentile dott.Tavella il mio è un quesito molto semplice : lavoro da 5 anni come dipendente pubblico comparto Regioni. Sono stata assunta attraverso le liste di collocamento obbligatorio (l.68/99). Malgrado all’atto dell’assunzione
    io avessi presentato il mio titolo di studio (laurea in Scienze Politiche già acquisita parecchi anni prima), sono stata inquadrata in categoria C1 e non in D. Non ho sollevato alcuna questione in quella sede perché non ero informata dei meccanismi e dei criteri di assegnazione delle posizioni all’interno dell’ente Regione,pensavo che come nel privato gli scatti di anzianità sarebbero stati automatici, invece così non è stato ; in 5 anni una sola progressione orizzontale : sono passata da C1 a C2 chiaramente nella stessa categoria . Col tempo mi sono iniziata a sentire demansionata e dequalificata. Questa sensazione di malessere aumenta sempre di più . Allora mi chiedo come posso far valere il mio diritto all’inquadramento in cat. D . Io penso che l’ente Regione non può “sfruttare” una risorsa inquadrandola in una posizione inferiore al proprio titolo di studio: sarebbe come inquadrare un medico nel ruolo di infermiere ! Spero di essere stata chiara nell’sposizione .
    Resto in attesa di un suo gentile riscontro.Ringrazio anticipatamente.
    Cordiali saluti
    Giovanna

  1077. lavezzi scrive:

    gent.avv puo’ rispondere gentilmente al quesito 925? grazie

  1078. Massimiliano Tavella scrive:

    X Lavezzi.
    E’ una vicenda complessa. Sarebbe utile verificare cosa è scritto nel contratto sottoscritto e condiviso con l’azienda. Di pari importanza appare conoscere il contenuto della comunicazione fatta ai servizi per l’impiego. In ultimo è necessario conoscere il concreto svolgimento del rapporto, e la reale volontà delle parti. La busta paga, da sola, a mio avviso, non può qualificare il tipo di rapporto.
    Vi è da dire che il contratto di inserimento è un contratto a scadenza di per sè, per cui i margini di impugnazione mi sembrano davvero limitati.

  1079. Giulia Danti scrive:

    Buongiorno

    Mi trovo nella necessità di porle un quesito che in questi giorni mi si è presentato più volte e non so come risolvere.
    Ho licenziato una dipendente per giustificato motivo oggettivo ( reali problemi finanziari derivanti anche da un notevole ammanco di cassa mai emerso fino al cambio del consulente) e sono andata a lavorare al suo posto nel negozio di mia proprietà per capire se quell’attività ha reali possibilita’ di sopravvivenza oppure devo cessarla, tuttavia in queto momento avrei bisogno di un aiuto per un periodo di 20 giorni circa, avrei pensato di utilizzare i buoni inps dato che avrei trovato una studentessa universitaria disponibile a prestare lavoro durante le vacanze natalizie, secondo voi incorro nel rischio che la dipendente licenziata impugni il licenziamento con buone probabilità di vincere????

    Cordialmente
    Giulia

  1080. HELENE scrive:

    Buon giorno,
    ho una domanda?
    sono stata messa in mobilità nell’agosto del 2011, fortunatamente ho firmato un contratto determinato del commercio nel settembre 2011(sospendendo la mia mobilità),; preciso che ho 31 anni e mi spetterebbe 1 anno di durata di mobilità.
    se io a gennaio volessi licenziarmi perderei la mobilità?
    sarebbe per un altro posto di lavoro, questi utilizzerebbero la mia mobilità?

    Grazie mille

    Saluti Helene

  1081. help me scrive:

    salve avvocato,
    la mamma di una mia amica ucraina, è stata licenziata da colf in tronco senza un motivo grave.
    inoltre sul contratto figurava che lavorara 30h a settimana percependo un mensile di 600,00 euro ma in realtà lavorava 12 ore al giorno compresa la domenica e le feste senza mai godere ferie.
    ho visto sul sito dell’inps e facendo due conti,”da ignorante” in materia uscirebbe una retribuzione mensile di circa 2000,00 euro al lordo delle trattenute irpef.è possibile che le differenze ammontino a circa 35000 euro nei 21 mesi che ha lavorato?.
    grazie mille la persona ne ha bisogno

  1082. help me scrive:

    salve avvocato,
    volevo un consiglio,una mia amica da colf è stata licenziata in tronco senza un motivo grave.
    inoltre aveva un contratto part time di 30h/settimanali ma di fatto lavorava 12 ore al giorno 7 giorni su 7,festività comprese,ferie mai godute.
    Percepiva 600 euro al mese,ho visto più o meno l’importo per le ore di straordinario, che se applicato avrebbero dato luogo ad uno stipendio di circa 2000 euro al mese, vi risulta?
    grazie

  1083. Serena scrive:

    Buongiono.
    Il mio caso: dipendente a tempo indeterminato da oltre 6 anni. due anni e mezo fa sono stata passata di livello, con nuove resp. e l’eliminazione dell’obbligo di timbratura.
    ieri, la nuova direzione, in carico da due anni, mi ha comunicato che vista la mia costante presenza in ufficio dal 1 di dicembre sarò nuovamente tenuta a timbrare il cartellino.
    Non mi sembra una cosa lecita.
    possono farlo?
    non è un togliere diritti acquisiti?
    Grazie.

  1084. Carlo scrive:

    Gentili professionisti,
    Ho inoltrato fattura alla ditta con la quale ho collaborato fino al 30 settembre 2011.
    La fattura del 31/10/2011 sono certo che non mi verrà pagata,nell’immediato,ma per me, visto che sono SENZA CONTRATTO DI COLLABORAZIONE, NE DI ASSUNZIONE, sussistano le condizioni per poter riscuotere la somma.
    Infatti con questa società ho fatture da gennaio a settermbre regolarmente pagate sempre dello stesso importo e a cadenza mensile.
    Credo infatti che percepire per un anno la stessa cifra, dalla stessa società, non sia una collaborazione, ma un lavoro dipendente, quale in realtà io svolgevo seppur non godendo dei diritti dei dipendenti. Infatti così loro potevano chiedere a me 9-10 ore tutti i giorni (lun-ven) oltre il sabtato 5 ore, senza pagare straordinari, maturare ferie e TFR.
    Proprio la mia ultima fattura del 31/10/2011 seppur recante la dicitura di creazione logo aziendale e materiale tecnico e non il canonico Consulenza tecnica nel mese di….., vuole essere un sistema per farmi pagare una sorta di buona uscita.
    Infatti la ditta avendo rilevato con affitto d’azienda una società ora fallita (30/09/2011), non ha più la sede dove operare e ha mandato in mobilità i 26 dipendenti e io da solo senza niente.
    Per cui ho inviato la fattura del 31/10/2011 quando ho constatato che mi fosse stata accredidata la fattura precedente. Usualmente i pagamenti avvenivano dal 15 del mese successivo, ad oggi ho aspettato invano l’accredito, e per cui ho scritto una lettera di sollecito, intimando che se il pagamento non avveniva nei 15 giorni successivi il ricevimento, mi sarei rivolto ad un legale.
    So già che trascorreranno questi 15 giorni senza che mi effetuino il pagamento, perciò con il legale voglio intraprendere una causa di lavoro denunciando che senza contratto firmato, svolgevo un rapporto da dipendente e venivo pagato non in busta ma in fattura.
    adesso chiedo a lei e alla Vs esperienza….

    GRAZIE PER IL MOMENTO.

  1085. Mario Liberti scrive:

    Salve,
    ho 42 anni,faccio il cameriere da 25 anni.Secondo l’ultimo contratto di lavoro col quale fui assunto a tempo indeterminato nel 2000,il mio ex datore di lavoro mi alzo’ il livello di inquadramento dal 5° al 4° livello con conseguente aumento di stipendio,livello che mantenni fino alla fine di quel rapporto di lavoro.Poi dopo qualche anno di crisi in cui non trovavo nessuno disposto ad assumermi se non in nero,tre anni fa’ in un ristorante mi assunsero con un contratto part-time
    a tempo indeterminato a 30 ore settimanali(n.b.dopo aver anche lavorato per loro in nero per un anno intero).Ovviamente con un contratto del genere non prendevo piu’ di 800 euro al mese,ma mi vedevo costretto ovviamente ad accettare.Peccato che non avevo notato che quello stipendio cosi’ basso non era tale solo perche’era un part-time,ma lo era anche perche’ i signori si erano presi la liberta’ di abbassarmi nuovamente dal 4° al 5° livello senza parlarmene esplicitamente.Ora che passati due anni a part-time si sono con grande umilta’ decisi di farmi un full-time,mi dicono che a causa del mio livello non possono ovviamente darmi piu’di 1050 euro mensili,peccato pero’che quel livello lo hanno deciso loro unilateralmente.Io chiedendo consigli ho saputo,come giusto che sia,che nella vita generalmente si va’ avanti e non indietro come i gamberi,vale a dire che per legge non potevano abbassarmi il livello,ma solo aumentarlo o al massimo mantenerlo.Ora che succede se io accetto un nuovo contratto full-time a tempo indeterminato col livello deciso da loro ingiustamente?Sarebbe meglio non accettare e quindi mettermi nuovamente a cercare un altro lavoro,facendomi resituire dai lor signori tutti i soldi risparmiati col sottoscritto in maniera cosi’ furbesca?Scusatemi ma sono veramente esasperato e stufo dell’ ingiustizia.Grazie…

  1086. samy scrive:

    egr. dott. Tavella,
    sono insegnante ed ho il sospetto, ma è certezza, che qualche genitore abbia scritto al Dirigente scolastico per lamentare il mio operato. A questo punto vorrei comunque difendermi e sapere di cosa si tratta, come dovrei comportarmi?
    La ringrazio fin da ora.

  1087. marco scrive:

    Salve,
    ho un contratto da apprendista del commercio come addetto alla segreteria generale,ma io faccio ben altro,con responsabilità maggiori e inoltre lavoro in una sede distaccata da solo senza il mio tutor che è nella sede principale.Volevo sapere se questo è possibile e legale…Inoltre ho aperto una snc con 2 amici e circa facciamo un’attività simile ma su un altro territorio. io ovviamente non ci lavoro anche se socio.Vorrei sapere se questo potrebbe procurarmi problemi e se sì quali.
    Grazie mille

  1088. lello scrive:

    Avvocato,
    gentilmente può rispondere al post n.1082?
    mi scusi, ma è una situazione importante

  1089. elle scrive:

    ciao,
    sono la responsabile di un punto vendita a roma.
    2 settimane fa ci è stato detto che il negozio chiuderà tra 2 mesi.
    la mia paura come responsabile è che il personale inizi a rubare la merce oppure a non fare scontrini e intascarsi i soldi.
    inizio a pensare questo perché è da 1 settimana che le mie giacenze non coincidono e mi sto accorgendo che manca merce.
    ho avvisato il mio responsabile.
    ma io non posso accusare nessuno perché non ho mai visto niente con i miei occhi sono solo delle mie idee perché la merce non c’è.
    la mia aziende cosa può fare?e se prende dei provvedimento e io non centro niente non è giusto che devo pagare anch’io….voi cosa dite ??

  1090. Fortunato scrive:

    Grazie per l’ospitalità,
    ottima l’idea di questa possibilità per chiedere lumi su questioni di lavoro.
    Ne approfitto subito per porre il seguente quesito:
    è legittimo e costituzionale da parte di Poste Italiane rifiutare, pur avendone diritto, l’assunzione a tempo indeterminato di una persona in possesso di Certificato di carichi pendenti non “PULITO”? Da premettere che la persona, in costanza della predetta situazione, è stato regolarmente assunto, per 2 periodi, a tempo determinato. Altra premessa l’art. 19 del CCNL non prevede la produzione del suddetto certificato ma soltanto quello del Casellario giudiziario.
    Sono disposto anche ad un parere riservato a pagamento dopo preventivo.
    Grazie

  1091. Alessia scrive:

    Salve Dott.Massimiliano. Le presento il mio problema. Da quasi due mesi la ditta dove lavoro (come operaia) mi sta tenendo a casa per mancanza di lavoro (tutte le altre mie colleghe lavorano!). Nelle ore non lavorate mi hanno messo tutti gli straordinari fatti in estate (e fin qui va bene) ma da metà novembre rimango “scoperta” quindi verranno utilizzate tutte le mie ferie e permessi.
    Dovrei arrivare fino a fine novembre, ma dopo? Non vogliono sospendermi o utilizzare la cassa integrazione, ma lasciarmi ad oltranza a casa per “punizione” dato che ho osato ribellarmi varie volte al loro sistema da dittatori. Come posso far valere i miei diritti? Quando avrò la prossima busta paga praticamente vuota, a chi posso rivolgermi per far vedere le loro irregolarità?
    La ringrazio in anticipo per la sua disponibilità.

  1092. Giovanna scrive:

    Gentile avvocato potrebbe rispondere al quesito n.076 del 29/11/2011 ?
    Grazie in anticipo per la cortese attenzione.
    Cordiali saluti
    Giovanna

  1093. armida scrive:

    Buonasera avvocato, ho prestato servizio come colf (in regola) per 10 anni presso un signore che è deceduto da un mese. Vorrei sapere, gentilmente, a chi spetta pagarmi la liquidazione? alla moglie convivente con il mio ex datore di lavoro o a tutti gli eredi ovvero la moglie e i figli di primo letto del defunto che però non erano nello stato di famiglia e non conviventi del defunto? da quanto ho capito leggendo il contratto collettivo delle colf (art. 38) sembrebbe solo alla moglie in quanto familiare convivente. La ringrazio molto per le informazioni che vorrà darmi.

  1094. Roberto Calipari scrive:

    Per cortesia può darmi un parere sul mio quesito? 1051

    Grazie

  1095. Andrea scrive:

    Avv. Buona sera e complimenti davvero per il suo blog!!!
    La mia domanda è la seguente: posso assumere una lavoratrice con cui ho complessivamente raggiunto i 36 mesi, in sostituzione di una lavoratrice assente per maternità (stesse mansioni e livello) senza che venga considerato a Tempo Indeterminato?
    Grazie sin d’ora per la disponibilità, e buon lavoro!

  1096. Tina Petrucci scrive:

    Salve,
    ho lavorato per una nota società di Call Center romana, negli anni 1996-2002, con contratti di collaborazione ma in effetti con rapporto coordinato e continuativo.
    Visto che altre mie colleghe hanno fatto delle vertenze e sono riuscite ad ottenere qualche riconoscimento economico, vorrei sapere, visto che stanno quasi scadendo i 10 anni da quando ho smesso di lavorarvi, se sono ancora in tempo a intentare una vertenza/causa di lavoro.

    Grazie
    Tina

  1097. Chiara scrive:

    Gentile dottor Tavella, mi è molto chiaro che la Sua disponibilità è ovviamente condizionata dai Suoi impegni personali, dal lavoro si ma anche affettivi etc,e ciò è pacificamente giusto e comprensibile !…mi rincresce e mi spiace insistere, e senza tediarla oltre, aggiungo solo che, data la mia oggettiva situazione attuale, per me è davvero importante, addirittura forse determinante.. Può cortesemente offrirmi un parere al quesito n.1035? Grazie e buona giornata, Chiara.

  1098. Maurizio scrive:

    Avvocato buonasera volevo chiederle un consiglio.lavoro in un’azienda artigiana dove il titolare esercita nei miei confronti un’azione di mobbing quasi giornaliera(addirittura si è presentato sotto casa quando mi sono messo in malattia dopo 7 mesi dall’ultima volta minacciandomi di licenziarmi!),per non parlare dell’incongruenza del mio livello visto che una persona che spesso e volentieri coordino prende il mio stesso stipendio!Sono al limite…..Aspettano delucidazioni ringrazio anticipatamente

  1099. Antonio scrive:

    Avvocato buongiono, le scrivo anche a nome dei miei colleghi per chiederle una delucidazione inerente la possibilità del datore di lavoro di poter effettuare un cambio di orario.
    Lavoriamo con orario fisso LU-VE 8.30-12.00/13.00-17.00 in una azienda che da poco ha REGOLARMENTE cambiato il nostro orario di lavoro (niente da obiettare poichè è nei diritti del datore di lavoro).Dopo il cambio si sono resi conto di aver preso una cantonata e che ci stanno rimettendo in ore di straordinario.Adesso vorrebbero nuovamente cambiare orario (ora ingresso/uscita senza alterazione del numero delle ore lavorate), ma non a tutti i dipendenti, previo comunicazione verbale da effettuare ad hoc e limitatamente solo al giorno della chiamata.In poche parole vorebbero una flessibilità anche adottando un orario fisso.Possono farlo?
    Grazie anche a nome di chi rappresento.

  1100. Luca scrive:

    Salve,sono 3 anni che faccio il barista presso un azienda…con orari massacranti…siamo 5 persone e ci sono due bar nel complesso,i quali c’è molta affluenza di gente…soprattutto il sabato e la domenica…volevo chiedervi…io come gli altri ho un contratto di 40 ore settimanali…piu gli straordinari,ma pero’ la gestione di questo esercizio e da far venire i brividi,non per caso apparte noi poveri disgraziati che ne abbiamo bisogno per mantenere la nostra famiglia,in passato erano state cercate delle persone ma nessuna\o è rimasto piu di un giorno a lavorare per degli orari e turni di riposo impensabili vengo al dunque.
    Quante ore al giorno puo’ lavorare un barista stando in piedi per legge? calcoli che noi il sabato e la domenica facciamo 9.30 ore in piedi che sarebbero la bellezza di 19 ore in piedi nel week end.., e non abbiamo mai un sabato o una Domenica libera a turno da 3 anni ? E mai possibile questo????? le feste che ora verranno le lavoriamo tutte…e mai possibile? e alcune domeniche a turno siamo costretti a fare 14 ore in piedi….e mai possibile? Cosa puo’ fare un povero operaio per far si che venga trattato da operaio e non da SCHIAVO…? Aiutatemi per favore Grazie.

  1101. Roberto scrive:

    Buonasera. Sono barista part-time a tempo indeterminato (24 ore settimanali, CCNL Turismo PE) ed ho già usufruito del congedo straordinario retribuito di due anni per assistere il genitore diabetico,non autosufficiente, affetto da M. di Parkinson e altro (art. 3 comma 3 legge 104/92). Le chiedo, se adesso vado in aspettativa non retribuita perdo anche i 3 giorni di permesso mensili che mi hanno già concesso? E cosa mi consiglierebbe fare?

  1102. guglielmo scrive:

    buongiorno..sono un carpentiere edile con contatto a tempo indeterminato presso un azienda spa che opera sul territorio nazionale per costruzzioni di opere pubbliche di grandi dimenzioni(autostrade,metropolitane,ferrovie ecc..).ad ottobre 2011,in fase del 90% del comletamento delle opere del cantiere in cui sono stato assunto,mi hanno licenziato come riduzione del personale nonche licenziamento collettivo dopo 42 mesi di rapporto.la mia domanda è:può l’azienda licenziare un lavoratore pur avedo tanti altri cantieri avviati e altri appaltati senza neppure iniziare?inoltre questa impresa ha assorbito un’altra azzienda del settore rimanendo inforza i loro dipendenti..

  1103. antonio scrive:

    ciao max lavoro per una coop sociale che si occupa di lavori per l’abiente spazzamento raccolta differenziata carta cartoni ecc,ci viene applicato il cnnl delle coop ,da molto lotto contro il mio presidente cercando di farle capire che noi dovremmo avere il contratto per l’abiente cioe il fise.inoltre ho scoperto che quando iren presenta la gara d’appalto mette dei paletti precisi che dicono per partecipare a queste gare d’appalto i lavoratori dovranno avere come contratto il fise,allora mi chiedo come facciamo a lavorare con un contratto diverso e quale azione mi suggerisce seguire,grazie antonio

  1104. Giulio scrive:

    Gent.le avv, approfitto dell’utile servizio per porle il seguente quesito:
    Dipendente licenziatasi volontariamente a fine di doppia maternità.
    Dopo esame liquidazione spettanze riscontra mancati pagamenti alcune festività e parte trattamento maternità.
    Mi fa scrivere dal sindacato richiedendo una somma esosa.Da conteggio esperito parte mio uff. paghe emergono discrepanze non imputabili a dolo della mia azienda ma per colpa di calcolo errato uff. paghe.
    Addiveniamo comunque a composizione bonaria (faccio offerta per chiudere la pratica tramite avv.) con lettera del 0tt. 2004.
    Poi più nulla di ufficiale da parte della dipendente.
    Ora (dic.2011) rispunta reclamando la cifra pattuita oltre sette anni prima!
    Domanda: può considerarsi prescritta la vertenza?; posso ritrattare l’offerta?; per legge le devo ancora la somma pattuita in composizione bonaria?
    Ringrazio anticipatamente
    Giulio

  1105. Tiziano scrive:

    Gentile Avvocato,
    le espongo la mia situazione: sono un odontoiatra e lavoro dal 2004 come libero professionista presso una ASL che ha concesso l’attività a “Service” privati. Il contratto che ho firmato impone un tetto di ore, un numero massimo di giorni di “ferie” (ovviamente non pagati in quanto veniamo pagati ad ore come le donne delle pulizie), obblighi sulla frequenza e sul tipo di prestazioni.
    Pochi giorni fa ci è stato comunicato che, da gennaio, le condizioni cambieranno e verremo retribuiti soltanto a percentuale (da fame…). Premesso che in molti abbandoneremo il lavoro, vorrei chiederle se, secondo la sua opinione, ci sono le condizioni per intentare una causa di lavoro per rapporto continuativo invece che libero professionale.
    P.S. Negli ultimi anni ho fatturato esclusivamente a loro.

    La saluto e La ringrazio anticipatamente.

  1106. FRANCESCO scrive:

    Buongiorno volevo porgervi il seguente quesito:
    Nel 2008 sono stato assunto come autista per servizio pubblico locale di linea (TPL), il 06/11/2010 risulto vincitore del concorso nella stessa azienda, per ricoprire la qualifica da impiegato, ma dopo un anno di esperienza ho chiesto di tornare alla guida con la precedente mansione.
    Volevo sapere se era possibile visto che sto notando pareri negativi da parte dei miei responsabili.

  1107. elena scrive:

    Buonasera, volevo anche io porre il mio quesito:
    nel 2004 mi sono dimessa dalla ditta di mia (ora ex)suocera, in fiducia ho atteso la liquidazione del TFR, nel 2009 mi sono separata…il mio ex marito prometteva sempre di pagare e a tutt’oggi non mi ha dato nulla; la ditta nel 2006/7 é passata a lui e al fratello (snc) posso ancora chiedere la liquidazione ma questa volta tramite vie legali? Grazie

  1108. elena scrive:

    Buonasera, anche io ho un quesito da porre.
    Nel 2004 mi sono dimessa dal lavoro dipendente presso mia (ora ex) suocera e in fiducia ho atteso inutilmente il TFR. Nel 2006/7 il mio ex marito (ci siamo separati consensualmente nel 2009) e il fratello hanno continuato il lavoro della madre ma come snc. Vorrei sapere se posso ancora chiedere il mio TFR. Grazie

  1109. Antonio scrive:

    Buona sera Gentilissimo Dott. Tavella
    Volevo esporre il mio caso:
    Se sono assunto da una grande distribuzione organizzata tramite agenzia interinale, con contratto di commercio a tempo determinato, e dopo 2 mesi che lavoro in maniera esagerata,cioè con un numero disumane di ore 10-12 al giorno diverse da contratto,poi continui trasferimenti in tutta Italia senza una base fissa,problemi per la mia lontananza dalla mia famiglia, e mi arriva un’altra assunzione a tempo determinato dicendomi che mi devo presentare entro 48 ore, posso dare in giornata stessa le dimissioni per il primo lavoro?consegnando una lettera di licenziamento? e accettare l’altro lavoro con condizioni di lavoro migliori? Mi faccia sapere perchè non so come comportarmi, e come presentare la lettera di licenziamento, perchè voglio accettare l’atro lavoro.
    In attesa di una sua gentile risposta le porgo cordiali e distinti saluti
    Antonio.

  1110. Antonio scrive:

    Volevo esporre il mio caso:
    Se sono assunto da una grande distribuzione organizzata tramite agenzia interinale, con contratto di commercio a tempo determinato, e dopo 2 mesi che lavoro in maniera esagerata,cioè con un numero disumane di ore 10-12 al giorno diverse da contratto,poi continui trasferimenti in tutta Italia senza una base fissa,problemi per la mia lontananza dalla mia famiglia, e mi arriva un’altra assunzione a tempo determinato dicendomi che mi devo presentare entro 48 ore, posso dare in giornata stessa le dimissioni per il primo lavoro?consegnando una lettera di licenziamento? e accettare l’altro lavoro con condizioni di lavoro migliori? Mi faccia sapere perchè non so come comportarmi, e come presentare la lettera di licenziamento, perchè voglio accettare l’atro lavoro.
    In attesa di una sua gentile risposta le porgo cordiali e distinti saluti
    Antonio.

  1111. guglielmo scrive:

    gentile avv.può rispondere cortesemente al mio messagio..?grazzie

  1112. Fortunato scrive:

    Egr. Dott. Tavella,
    per cortesia gradirei una risposta al mio messaggio n. 1090.
    Grazie e buon lavoro.
    Fortunato

  1113. Pietro scrive:

    Buongiorno io ho avuto una dipendente era messa in regola per il mercoledi pom. giovedi pom. venerdi pom. e sabato pom.Purtroppo il lavoro è calato tantissimo e l’ho dovuta licenziare.
    La dipendente ha firmato il licenziamento senza impugnarlo quind gli sono stati pagati tutte le ferie il tfr nell’arco di sei mesi.Dopo un ‘anno e mezzo dal licenziamento va dai sindacati sostenendo di aver lavorato per 5 anni tutti i 4 giorni alla settimana a tempo pieno,cosa assolutamente falsa,anche perchè durante i cinque anni poteva benissimo andare dall’ispettorato del lavoro a denciarmi.Chiedo il suo parere in quanto tutti mettono paura dicendo che la dipendente ha sempre ragione e che mi conviene conciliare.A questo punto mi chiedo ma tutti i dipendenti dopo che sono stati licenziati normalmente basta trovarsi dei testimoni e chiedere denaro.Nel mio negozio non si timbrava il cartellino lavorava solo lei come dipendentecome fa a trovare testimonianze.
    Grazie

  1114. daniele scrive:

    Dottor.Tavella buona sera , sono un operaio in cgs assieme ad altri 70 colleghi. L’azienda , una spa e’ chiusa per mancanza di liquidita’ .
    L’aministratore delegato ci ha proposto di costituire una societa’ s.rl. con lui e la vecchia proprieta’ ( loro metterebbero a disposizione beni per il 65/70% il restante lo vorrebbe da 35 dipendenti che dovrebbero dare in garanzia il loro tfr (10.000 euro cad.)SI ripartirebbe una volta trovato una banca che ci finanzi con circa 18 dipendenti pardon soci lavoratori poi se le cose vanno bene ne entrerebbero altri .
    Dovremmo dare l’assenso senza prima avere uno
    statuto con specificato doveri e diritti
    L’amministratore ha gia’ specificato che si cambiera’ pelle , niente piu’ mensa orari a discrezione decurtazione dello stipendio del 12%
    e niente piu’ incenti o premi di prod. se ci sono vengono tolti
    il tfr rimarrebbe congelato per 5 anni
    se ci fossero utili verrebbero suddivisi salvo necessita’ aziendali
    ovviamente se nuova societa’ va male lo perderemmo
    Lui lo vuole da 35 dip. sapendo che al massino
    ne fa lavorare 28 a pieno regime se ci arriva
    dovremmo altresi’pagare un affitto ai vecchi propietari che poi lo ssarebbero anche ora avendo la maggiorenza delle azioni.
    Siamo molto indecisi
    Lui vorrebbe una risposta a brevissimo termine 2-3 gg
    CI DIA UN CONSIGLIO
    Grazie

  1115. RICCARDO scrive:

    Sono un operario metalmeccanico, con il 3′liv. se pur da genn.2011 lavoro al controllo qualità dove i miei colleghi operano con almeno il 5′liv. comunque non è questo il mio attuale problema, mà la mia domanda è: non usufruendo della mensa Aziendale oramai da31 mesi, e visto cosa prevede il contratto Naz. (ACCORDO interonfederale 20APRILE 1956, RECEPITO IN LEGGE CON d.p.r. 14 luglio 1960, n.1p26)posso avere l’indennità sostitutiva quantificata in Euro da ora in poi, mà sopratutto per i 31 mesi precedenti(con tanto di buste paghe che certificano la mia assenza volontaria in mensa per questi mesi?? Prima di scrvervi ho anche VERIFICATO che nel nostro contratto interno non risultasse nessuna citazione alla mensa ne all’indennità sotitutiva della stessa.!!! Vi Ringrazio rimango in attesa di una vostra risposta quanto prima.!!!

  1116. ANDREA scrive:

    SALVE A TUTTI,AVREI UN QUESITO DA PORLE,LA MIA RAGAZZA è DA UN MESE E MEZZA KE HA INIZIATO A LAVORARE PRESSO UN NOTO NEGOZIO DI ABBIGLIAMENTO,IL PROBLEMA è KE NN LE HANNO FATTO FIRMARE E TANTO MENO VEDERERE ANCORA IL CONTRATTO,E KE LE SONO STATI DATI 60 EURO X I PRIMI 2 GG LAVORATIVI,E POI PIU NULLA….è DA 18 GG KE NN HA UNA GIORNATA DI RIPOSO E KE LE VIENE CONCESSA UNA MEZZA GIORNATA A SETTIMANA(O MATTINO O POMERIGGIO),IL COMPORTAMENTO DEL DATORE NN è CONSONE AL RISPETTO,XKE HA UN COMPORTAMENTO DI SUPERIORITà ASSOLUTA…LEI NN NE PUò PIù E VUOLE ANDARSENE,A ME PIACEREBBE ANDARE A PRENDERLO A STO FIGLIO DI PAPà MA SO KE POI PASSEREI DALLA PARTE DEL TORTO,QUINDI VORREI SAPERE COME SI PUò AGIRE NEI CONFRONTI DI STO QUA,,,,ASPETTO SUE NOTIZIE E GRAZIE X AVER LETTO IL MIO PROBLEMA

  1117. MARCO scrive:

    Buonasera,
    vorrei approfittare del vostro utilissimo servizio per porvi un quesito, di recente ho cambiato lavoro, rimanendo comunque nel mio settore di appartenenza che è quello metalmeccanico, il nuovo datore di lavoro, (a sorpresa), al momento della stipula del contratto mi ha proposto un inserimento al terzo livello del CCNL, (precedentemente stavo al quarto), può farlo?? ovviamente avendo assoluto bisogno di questo lavoro non ho potuto obbiettare ed ho dovuto accettare di buon grado, ma in futuro vorrei sapere se posso eventualmente rivalermi di qualcosa….

    Grazie.

  1118. nicola scrive:

    per quasi 7 anni ho fatto parte di un azienda di pulizie industriali.ma la ditta madre di cui eravamo in appalto ci faceva fare produzione , posso io avere un risarcimento e anche l’assunzione per diritto . grazie.

  1119. gabriele scrive:

    Buona sera…sono un dipendente di un istituto di vigilanza e vorrei sapere se prestando servizio notturno in un campo fotovoltaico in costruzione, sono obbligato a rimanere chiuso in un gabbiotto provvisto di acqua potabile e bagno chimico ma senza corrente elettrica. Come si puo’ facilmente capire, la notte scende notevolmente la temperatura esterna e senza avere un luogo di riparo dal freddo, sono costretto a rimanere seduto in auto e utilizzare appunto l’aria interna. Per adesso ho avuto un rimprovero verbale da un mio superiore ma sono fortemente indeciso sulla legittimita’ della disposizione ricevuta. Grazie

  1120. Federico scrive:

    Salve sono un datore di lavoro, vorrei richiedere una consulenza riguardo a tale questione:
    Un cliente per il quale lavoro, mi ha richiesto il casellario giudiziale di tutti i miei operai (possiedo una ditta edile), ora, la spesa del suddetto casellario è a carico del dipendente o del datore di lavoro? aspetto consigli ed opinioni di tutti.
    grazie

  1121. armida scrive:

    Avvocato può rispondere al quesito 1093?
    Molte grazie

  1122. francesco scrive:

    salve ho lavorato presso una srl da agosto fino a venerdi scorso a nero.oggi ho preso i soldi della chiusura del mese.ma visto che sono stato a lavorare a nero almeno la liquidazione mi tocca.come devo muovermi?e come devo fare il conteggio di quanto deve darmi di liquidazione?è urgente non so che fare,grazie per l attenzione a risentirci

  1123. Marta scrive:

    Salve,

    sono titolare con mia sorella di una snc settore commercio. Posso lavorare anche come dipendente presso un altra società ? Se no, modificando la società in una di capitali come ad esempio srl potrei farlo?

  1124. Lorenzo scrive:

    Buongiorno a tutti,
    volevo chiedere un informazione per quanto riguarda il licenziamento….
    Io sono assunto presso una S.P.A. come apprendista di 4° livello e il mio contratto scade tra un anno.
    il mio titolare a causa della crisi che c’è nel mercato dell’auto e dei camion di cui facciamo parte,mi ha chiesto di licenziarmi di mia spontanea volontà perchè vuole dimezzare il personale,ma così facendo io non ho diritto alla mobilità,e lui è tranquillo senza perderci nulla.
    dopo l’ultimo nostro colloquio stamane,gli ho detto che firmavo il licenziamento se dall’altra parte avevo una buonauscita,ma ovviamente mi ha mandato a stendere.
    come posso comportarmi?
    grazie mille,cordiali saluti

  1125. roberto vincenzo scrive:

    Gentilissimo Dott. Tavella,buonasera, io sono un panificatore con un esperienza 15ennale inquadrato come man.forn. livello A4 contratto temp. indeter. da 2 anni e 2 mesi, e vorrei porle questo quesito:lavoro dalle 3.30 alle 13.00 e anche oltre, ore che sulla busta paga non riscontro mai e che arrivanno a toccare anche le 90ore in meno,potri in qualche modo recuperare le spettanze dovutemi e se per Lei non sarebbe di grande impegno,potrebbe dirmi a quanto ammonterebbe più o meno l’ammontare delle spettanze mai retribuitomi?.
    La ringrazio per il tempo dedicatomi e speranzoso in una vostra risposta le pongo i più Cordiali Saluti.

  1126. roberto vincenzo scrive:

    Quesito 125
    dimenticavo di dirle che sono della regione puglia.
    La ringrazio nuovamente.
    Distinti Saluti. Roberto vincenzo.

  1127. antonio scrive:

    egregio avv le chiedevo di rispondere alla domanda 1103 per essere preparato a rispondere in modo preciso a un assemblea di soci che avvera nei prossimi giorni.capisco la mola di lavoro.grazie antonio

  1128. antonio scrive:

    salve mi chiamo antonio e ho un quesito da esporre circa 4 anni fa ho avuto un infarto ,superato questo e rientrato al lavoro il medico del lavoro aziendale mi ha dato delle prescrizioni abile con prescrizioni no degenze no lavori in altezza no no lavori intensi ed prolungati,io lavoro in ospedale.e per 4 anni non ho lavorato la domenica ed i festivi ora per una dimenticanza del medico non ha scritto che non dovevo fare le degenze nella prescrizione dell’ultima visita e l’azienda mi rimette i festivi e domeniche di turno. telefono al medico gli spiego la situazione lui corregge il tutto ed la spedisce alla ditta ,e mi manda un fax anche a me con la correzione. il preposto mi dice che non e arrivato nulla dalla ditta madre e di ricontattare il medico che rispedisce il tutto via email alla capodel personale ma tutto ancora tace .cosa devo fare a questo punto e come mi devo comportareio ho il fax del dottore con la correzione firmata da lui che faccio”grazie per avermi ascoltato”

  1129. fabio scrive:

    egregio avvocato,

    lavoro presso un negozio di elettronica come commesso. è capitato che in un cartello espositivo di un frigorifero ho inserito per sbaglio un prezzo piu’ basso, 1499 invece di 1999, e un cliente vedendolo ha preteso l’acquisto al prezzo esposto. il datore di lavoro intende sottrarmi dallo stipendio la differenza dal prezzo a cui è stato acquistato dal negozio il prodotto e quello a cui è stato venduto. sono 160 euro. puo’ farlo? e se non puo’ farlo in quali conseguenze posso incorrere? lavoro diligentemente in questo negozio da oltre 2 anni, non ho mai creato problemi di nessun tipo e sono anzi molto stimato (giusto per dire che non ci sono mai stati reclami da parte del titolare dell azienda).

    grazie 1000 per la disponbilità che avete.

  1130. fabio scrive:

    mi scusi, faccio solo un paio di precisazioni. fare i cartelli con le descrizioni dei prodotti e il loro prezzo rientra nelle mie mansioni, e riguardo le modalità che l’azienda deve seguire per farmi la contestazione non necessito di delucidazioni. solo per evitarvi una risposta troppo elaborata e non necessaria nel mio caso. grazie

  1131. Chiara scrive:

    Gentile dott.Tavella, salve! Può cortesemente darmi un suo parere al quesito n° 1035?
    Grazie e buona giornata, Chiara

  1132. Chiara scrive:

    Gentile dott. Tavella, cortesemente può darmi un suo parere al quesito 1035? Grazie, Chiara

  1133. Carlo scrive:

    Buon pomeriggio.

    Vorrei sapere da qualcuno entro quanti giorni un’Azienda ha l’obbligo (se ce l’ha)di rispondere ad una raccomandata a/r inviata dal dipendente. Io ho scritto 15 giorni fa chiedendo l’aumento di livello che mi spetterebbe da contratto da (SOLI!!!) 3 anni ma nacora non ho avuto risposta. Preciso che non ho evidenziato nella lettera un termine di risposta ma l’incipit della lettera era “RICHIESTA DI AUMENTO DI LIVELLO”…il che presume una risposta…

  1134. Nicola scrive:

    Salve, sono una partita iva (disegnatore) iscritto alla gestione separata Inps, il mio quesito è questo: io ho lavorato con questo sistema per 7 anni in uno studio, in realtà ero un lavoratore subordinato, perchè soggetto a orari fissi, stipendio fisso, nessun potere decisionale e organizzativo e teneto a comunicare le assenze.Volevo sapere se rivolgendomi ai sindacati posso ottenere qualcosa, l’unico problema è che non ho prove scritte (non avendo contratto) se non la mia parola, l’unica cosa che posso fare e far testimoniare qualche ex collega che ha vissuto la mia stessa condizione. Grazie

  1135. armida scrive:

    può gentilmente dare risposta al quesito 1093?
    molte grazie

  1136. pino scrive:

    salve sono un dipendente comunale di roma il mio contratto prevedeva un indennità di protocollo web,visto che per 5 anni ho svolto questa mansione protocollando con password personale e non mi è stata riconosciuta perchè la mia capa non ha fatto il mio nome,io ho fatto richiesta scritta sia al dirigente etc etc ma non ho ricevuto risposta cosa posso fare per far riconoscere i miei diritti e farmi tutelare senza spendere un capitale perchè la cifra è modica.
    saluti Pino

  1137. Piero scrive:

    dal n. 1079 al 1136 che non ci sono risposte ai nostri quesiti caro dr. avv. TAVELLA. …e non vado indietro per non dilungarmi e Lei si permette di dire che INUTILE e’ il mio commento? tutti questi lavoratori o ex si illudono che ogni tanto ci sia qualcuno ad ascoltarli ed invece ritengo “educatamente” che anche Lei come il resto del mondo e’ li’ a sentire da un solo orecchio. La saluto e …. buon lavoro!

  1138. mauro scrive:

    Gentile avvocato,ho un contratto partime di 105 ore mensili come potierato in un centro cmm da qualche mese sono rientrato da un infortunio,mi fanno fare dei servizi che io ho fatto raramente,per motivi di salute non posso fare, documentati da certificati medici,mi possono licenziare

  1139. Calogero scrive:

    Gentile Avvocato, lavoro senza contratto di assunzione (mi è sempre stato rifiutato) dal 17/10/2007. A mia moglie, regolarmente assunta, il 1°/12/2011 è stato intimato il licenziamento, con preavviso di 30gg. A me solo oggi, su mia richiesta di chiarimenti, è stato confermato che al 31/12/2011 cesserà anche la mia collaborazione.
    Tra mensilità (nov-dic-13ma 2011), ratei e TFR, ho calcolato una cifra di circa 21.000 euro che, credo, difficilmente mi corrisponderanno pacificamente. Trattandosi di una cifra importante, come posso fare per non doverci rinunciare? Ho 63 anni, e difficilmente potrò ricollocarmi.

  1140. Fortunato scrive:

    X Antonio.
    Siamo in tanti ad aspettare risposte ma nessuno si è permesso di pensare ciò che ha pensato Lei.
    Posso capire la Sua delusione ma di certo non posso giustificarla.
    Credo che due righe di scusa siano dovute sia al Dott. Tavella ed al suo staff.

  1141. stefano scrive:

    buongiorno, mi chiedevo: lavoro a tempo determinato rinnovabile fino a 5 anni previa disponibilita’ di fondi, dopo 3o anno mi viene comunicato una proroga di soli 2 mesi, poi vengo a sapere che i fondi, che erano presenti ed allocati per il mio contratto e con cui avrei dovuto rinnovarlo sono stati destinati ad un altro contratto. Ultima ciliegina sulla torta, scopro che la mia posizione con le mie mansioni, (unica nella struttura) viene messa a concorso pubblico e nazionale!
    e’ una situazione lecita o il datore di lavoro ci sta marciando? posso fare vertenza secondo lei? o non posso avanzare alcuna pretesa.?

  1142. Marco scrive:

    Egr. dott. Tavella gentilmente potrebbe darmi un suo parere su quanto segue:
    Delibera Consiglio Direttico Co.co.co dal 26/07/1993 al 25/10/1993;
    Delibera Consiglio Direttivo Co.co.co dal 26/10/1993 al 31/12/1993;
    Delibera Consiglio Direttivo Co.co.co dal 01/01/1994 al 30/06/1994;
    Delibera Consiglio Direttivo Co.co.co dal 01/07/1994 al 31/12/1994;
    Delibera Consiglio Direttivo assunzione dal 10/01/1995 al 10/04/1995;
    Delibera Consiglio Direttivo Co.co.co dal 11/04/1995 al 30/09/1995.
    Delibera Consiglio Direttivo Co.co.co dal 01/10/1995 al 31/12/1995;
    Delibera Consiglio Direttivo Co.co.co dal 01/01/1996 al 31/03/1996;
    Delibera Consiglio Direttivo Co.co.co dal 01/04/1996 al 30/06/1996;
    Delibera Consiglio Direttivo Co.co.co dal 01/07/1996 al 31/12/1996;
    Delibera Consiglio di Amministrazione Co.co.co dal 01/02/1997 al 30/04/1997;
    Delibera Consiglio di Amministrazione Co.co.co dal 01/05/1997 al 30/09/1997;
    Delibera Consiglio di Amministrazione Co.co.co dal 01/10/1997 al 31/12/1997;
    Delibera Consiglio di Amministrazione Co.co.co dal 01/01/1998 al 30/06/1998;
    Delibera Consiglio di Amministrazione Co.co.co dal 01/07/1998 al 31/12/1998;
    Delibera Consiglio di Amministrazione Co.co.co dal 01/01/1999 al 30/06/1999;
    Delibera Consiglio di Amministrazione Co.co.co dal 01/07/1999 al 31/12/1999;
    01/01/2000 assunzione a tempo indeterminato.
    Premesso che trattasi di Ente pubblico, a suo giudizio esistono gli estremi per una vertenza ed avere riconosciuti i contributi come lavoratore dipendente a partire dal 26/07/93 al 31/12/99, tenendo presente che di fatto era un lavoro subordinato. Grazie anticipatamente.

  1143. Sandro scrive:

    Buongiorno, sperando di impegnarvi il minimo possibile vista la mole di lavoro:
    lavoro per un’azienda metaleccanica privata di medie dimensioni dal 1997. Dal 2005 sono inquadrato come impiegato di 6a cat. con contratto a tempo indeterminato. Il contratto sottoscritto riporta la retribuzione NETTA annua pattuita che sara’ comprensiva di starordinari a forfait senza specificarne l’ammontare in ore né in denaro. Tranquillo del netto “garantito” ho scoperto con una certa preoccupazione che il cedolino busta paga riporta in effetti una voce “straordinari a forfait” di una significativa consistenza. Da qualche mese ricevo pressioni dall’azienda affinchè firmi un nuovo contratto che oltre a riportare diverse clausole sospette, specifica uno stipendio lordo scomposto in retribuzione annua e straordinari forfetizzati annui. Inoltre viene specificato che le ore straordinarie saranno dovute solo se preventivamente autorizzate.
    Pur avendo sempre svolto il mio lavoro, anche ben oltre l’ammontare delle ore retribuite a forfait, prodotto significativi e comprovati risultati, temo in qualche stratagemma per ridurmi lo stipendio: sono obbligato a firmare? Nel mio caso fa fede il contratto firmato o quanto riportato nella busta paga? Come potrei mettermi al sicuro?

    grazie per la vostra attenzione.

  1144. gennaro7010 scrive:

    vedo che a tante domande non date risposta

  1145. adele scrive:

    avvocato TAVELLA le volevo esporre un mio problema,ma sinceramente dalle vostre risposte e per il tempo che ci dedicate sono rimasta delusa

  1146. Fortunato scrive:

    X Adele.
    Sono in armonia con lei.

  1147. adele scrive:

    grazie avvocato non vedo perche risponde col nome di fortunato

  1148. Massimiliano Tavella scrive:

    Avete tutti ragione.
    Purtroppo influenza, impegni professionali e personali mi hanno portato un pò via da Postilla.
    Ad ogni modo domani cercherò di rispondere a qualche post.
    X Adele.
    Non rispondo con il nome di Fortunato. E’ Fortunato che concorda con lei.

  1149. gianna scrive:

    Salve… sono nuova da queste parti , è la prima volta che mi trovo a scrivere in qst blog…
    Allora vorrei presentarvi un mio dubbio… Sono quasi 9 mesi che lavoro presso un ristorante, in regola lavorando il pomeriggio sino a chiusura, e nei gironi festivi inclusi il sabato e la domenica(matina)come lava piatti; Da qualche mese ci hanno fatto presente, i datori di lavoro che a fine gennaio 2012 chiuderanno l’attività… come devo comportarmi? Posso avvalermi della CIG? oppure posso solo chiedere i miei diritti, come il TFR e la Tredicesima? grazie per una vostra risposta…. cordiali saluti Gianna!

  1150. Massimiliano Tavella scrive:

    X Fortunato.
    La situazione andrebbe approfondita. A mio avviso cio’ non puo’ comportare da solo motivo di esclusione all’accesso al posto di lavoro. Se vuole puo’ inviarmi una mail privata dandomi ulteriori ragguagli.

  1151. Massimiliano Tavella scrive:

    X Piero.
    Ma perche’ continua ad offendere? Non ha altro da fare? La rete e’ cosi’ vasta………..

  1152. Massimiliano Tavella scrive:

    X Alberto Calipari.
    Non credo si tratti di mobbing. Certo la richiesta di aprire la p.IVA e’ illegittimo se continuera’ a fare le stesse cose.

  1153. Massimiliano Tavella scrive:

    X Marco.
    Molto e’ prescritto, comunque io ci proverei.

  1154. Massimiliano Tavella scrive:

    X Stefano.
    Le informazioni sono poche, immagino si tratti di lavoro pubblico. Non e’ possibile dare una risposta senza avere le necessarie notizie.

  1155. Massimiliano Tavella scrive:

    X Calogero.
    Ripeto, non sono Avvocato, ma dottore commercialista.
    Calogero, rivolgiti subito ad un avvocato, se non sei mai stato regolarizzato rischi di prendere una pensione da fame. Vertenza SUBITO.

  1156. Carla scrive:

    Egregio Dottore ben tornato,
    Le vorrei porre un quesito.
    L’iscrizione alla Cadiprof, da parte del datore di lavoro a favore dei ipendenti di studi professionali, è obbligatoria?
    Se si, mi può dire qual’è l’articolo che impone l’obbligatorietà?
    Il mio datore, consigliato dalla sua consulente, non me l’ha mai riconosciuta.
    Ora non lavoro più presso l’avvocato. Posso in qualche maniera pretendere il risarcimento del danno per mancata iscrizione dal giorno della mia assunzione 2005?
    Mi può indirizzare Lei su come muovermi.
    Cordialmente
    Carla

  1157. Fortunato scrive:

    Egr. Dott. Tavella grazie per la risposta.
    Vorrei inviarLe una mail con la cronistoria del caso ma sinceramente non saprei quale indirizzo privato utilizzare.
    Potrebbe utilizzare la mia EMail per comunicarmelo.
    Grazie di nuovo.
    Cordialmente, Fortunato

  1158. daniele scrive:

    Dott. Tavella , buongiorno , tempo fa Le ho illustrato la situazione aziendale . E ‘ la lettera nr. 1114 DELL’8-12 .
    Quando ha un attimo gradirei un suo parere

    LA RINGRAZIO

  1159. JULIE scrive:

    buongiorno avv.TAVELLA,
    per prima cosa vorrei complimentarmi con lei per questo blog utilissimo, e per la sua disponibilità verso tutti.
    le espongo brevemente il mio problema, sperando chee riesca a trovare un piccolissimo momento per aiutarmi.
    sono una studentessa universitaria e per aiutare i miei genitori almeno per quanto riguarda le spese per lo studio mi dedico a fare alcuni lavoretti (pulizie, cameriera, barista) quando mi è possibile, quindi solo saltuariamente, per poche ore al mese,purtroppo in nero.
    Sono stata contattata da una dita che si occupa di edilizia e che ha preso un lavoro nella mia zona, per pulire l’appartamento dove alloggiano i suoi operai, solo però quando c’è necessità.
    quindi da agosto ad oggi alcune volte mi hanno contattata per effettuare queste pulizie.
    proprio ieri però mi è stato chiesto di compilare una ricevuta per prestazione occasionale di lavoro autonomo, in modo che la ditta possa scaricare le spese che ha avuto per tali pulizie.
    ora non so cosa fare. è una cosa fattibile? se compilo questa ricevuta, a che obblighi fiscali, giuridici, e di altra natura, vado incontro? potrebbero sorgere dei problemi per me?
    dovrei consegnarlo lunedi, ma vorrei proprio avere il suo parere. aspetto con ansia la sua risposta.
    ringraziandola anticipatamente, le porgo cordiali saluti.

  1160. valeria scrive:

    caro dott.tavella
    dal 1 dic 2006 lavoro presso una cooperativa sociale come infermiera per adi(asistenza domiciliare infermeristica) con un contratto da lunedi al venerdi 38 ore settimanali,pero in realta sono sempre state 36.ad aprile di questt’anno il asl con care lavora la mia cooperativa a fatto una gara di appalto,con un capitolato diverso di prima.adesso i miei superiori vogliono cambiar-mi il contratto facendo-mi passare a 36 ore da lunedi al sabato ,6 ore al giorno!cosa comporta questo per me??perdero l’anzianita acquizita,comincio tutto da capo??dovrei avere un pagamento diverso,visto che si tratta anche di un doppio turno(una volta a settimana turno di pomeriggio dalle 13.30 alle 19.30,lavorando sempre su sei giorni,non piu 5 come prima???grazie,aspetero con ansia la sua risposta,valeria

  1161. Pietro scrive:

    Dottor Tavella può rispondere per favore alla domanda n° 1113 scritta da Pietro La prego non so come comportarmi sono disperato.

  1162. Massimiliano Tavella scrive:

    X Pietro.
    E’ vero di solito il Giudice tende a dare ragione ai dipendenti in base al principio del favor. Credo che per un senso di giustizia, se effettivamente sono stati rispettati gli orari concordati, le consiglio di resistere. Se invece la dip s forava regolarmente l’orario e ha testimoni (per es clienti) e’ meglio transigere. Dipende tutto da come si sono svolti i fatti. Tenga conto che e’ abitudine per i dipendenti precostituirei prove in costanza di rapporto (fotocopie,scontrini, etc).

  1163. Tiziano scrive:

    Gentile Avvocato, Le chiedo gentilmente se può darmi un Suo parere riguardo al quesito 1105. Grazie mille.

  1164. Stefania scrive:

    Buonasera Avv. Tavella,
    approfitto anch’io della Sua disponibilità tramite questo blog, che ho scoperto per caso e inserito nei preferiti, per avere un consiglio sulla situazione che sto vivendo. Sono stata assunta il 03/12/2010 presso una srl con contratto di sostituzione maternità V livello, part-time 75% settore commercio/terziario. Premetto che ho sempre avuto mansioni di responsabile amministrativo e/o di produzione presso le tre aziende presso cui ho lavorato (27 anni). Ho acccettato questo posto sia perchè a 47 anni sono poche le porte che si aprono, sia perchè i miei capi, due soci, mi han confermato subito l’intenzione di proseguire con me il rapporto al di là della sostituzione e non avvalersi più della persona in maternità. Mi han chiesto immediatamente se ero disponibile alle 8 ore, che ho accettato di fare e che ora son diventate 10 al giorno, spesso senza pausa e che mi retribuiscono a 7 euro l’ora in busta sotto la voce trasferte. Da 12 persone ora siamo ben 50, tutte, tranne me e la sostituita (indet), con co.co.pro. e le mie mansioni sono quelle molteplici dell’amministrazione di un’azienda, tutte! Troppe! (Siamo rivenditori autorizzati di un marchio di telefonia con sito e-commerce + call center interno out-bound). Non ce la faccio più fisicamente e mentalmente a seguire tutto, ho chiesto la possibilità di aver qualcuno in affiancamento, ma è stata bocciata la richiesta. Ho chiesto l’adeguamento della retrizione ad un livello più adeguato alle mansioni, picche. Mi è stato prorogato il contratto senza comunicazione al 31/12, tale e quale, benchè la persona è che sostituivo sia rientrata il 29 novembre e destinata a mansioni del tutto diverse da quelle che prevede il contratto tale al mio che indica segretaria. Ho ripetutamente chiesto sin dall’inizio di novembre che tipo di contratto mi avrebbero riconosciuto e dopo varie insistenze il 14/12 mi han confermato che continuerò le mie mansioni, senza aiuti e che possono offrirmi solo un contratto a progetto, girandomi sull’altra loro società del gruppo, (tre in totale per ora), ma svolgendo il lavoro della società che mi ha in carico ora, praticamente con due mensilita in meno: niente 13° e 14°. Niente malattia, niente permessi, niente ferie, niente contributi!! “Solo perchè sono una persona affidabile, gran lavoratrice e competente, non mi lascerebbero mai a casa”. Questo si chiama sfruttamento!! Ora Le chiedo: cosa faccio alla veneranda età di 48 anni? Non avrebbero dovuto comunicarmi per iscritto e chiedere la mia accettazione per la proroga fino al 31/12? Il 13/12 han mandato in ferie la persona che è rientrata il 29/11 dalla maternità fino al 9 gennaio… per non pagarLe le ferie che ha maturato. Ho chiesto di ricevere la 13° per intero, visto che non lavoro a part-time. (Percepisco un tot. di 1200,00 circa) Non mi hanno ancora risposto e la 13° non è ancora stata liquidata.
    Come mi tutelo senza rischiare di rimanere senza lavoro alla mia età?? Come faccio a chiarire il concetto che una persona da sola, a meno che non sia bionica, non può e non deve fare il lavoro di 3 persone? E come faccio a farmi pagare per quello che effettivamente è il mio lavoro senza dover subire ogni giorno le angherie, offese e umiliazioni di uno dei due soci verso di me, al solo scopo di sminuire agli occhi di tutti il mio lavoro?? Lui gioca sulla certezza che io non abbia alternative. Eppure sa che rischia la guerra… e se così fosse, non mi limiterei!
    Confido con tutto il cuore in una Sua cortese risposta, un consiglio…
    E grazie se ha avuto la pazienza di leggere sin qui…
    Le auguro un sereno Natale
    Stefania

  1165. Nicola scrive:

    Salve, avrei cortesemente bisogno di una risposta al nio quesito numero 1134. grazie

  1166. Giovanna scrive:

    Gentile dott.Tavella potrebbe gentilmente rispondere al quesito di cui sotto che avevo già sottoposto alla sua attenzione in data 29/11/2011 ? Grazie in anticipo .
    Lavoro da 5 anni come dipendente pubblico comparto Regioni. Sono stata assunta attraverso le liste di collocamento obbligatorio (l.68/99). Malgrado all’atto dell’assunzione
    io avessi presentato il mio titolo di studio (laurea in Scienze Politiche già acquisita parecchi anni prima), sono stata inquadrata in categoria C1 e non in D. Non ho sollevato alcuna questione in quella sede perché non ero informata dei meccanismi e dei criteri di assegnazione delle posizioni all’interno dell’ente Regione,pensavo che come nel privato gli scatti di anzianità sarebbero stati automatici, invece così non è stato ; in 5 anni una sola progressione orizzontale : sono passata da C1 a C2 chiaramente nella stessa categoria . Col tempo mi sono iniziata a sentire demansionata e dequalificata. Questa sensazione di malessere aumenta sempre di più . Allora mi chiedo come posso far valere il mio diritto all’inquadramento in cat. D . Io penso che l’ente Regione non può “sfruttare” una risorsa inquadrandola in una posizione inferiore al proprio titolo di studio: sarebbe come inquadrare un medico nel ruolo di infermiere ! Spero di essere stata chiara nell’sposizione .
    Resto in attesa di un suo gentile riscontro.Ringrazio anticipatamente.
    Cordiali saluti
    Giovanna

  1167. stefano scrive:

    buongiorno avvocato Tavella,
    innanzitutto grazie per l’ opportunita’ concessa a tutti noi ed alla splendida idea di aprire questo blog.
    Le informazioni mancanti sono che lavoro oramai da 10 anni in un ente EPR, cioe’ di pubblica ricerca, dalla mia tesi (2002) fino ad oggi ancora in corso.
    ho avuto una successione di contratti senza alcuna interruzione: cococo, cocopro, assegni di ricerca e, dal 2008 un TempoDeterminato.
    La clausola di rinnovo del TD era prorogabilita’ per un massimo di 5 anni con l’ unico vincolo della disponibilita’ di fondi di ricerca. A novembre mi e’ stato rinnovato il TD per SOLI 2 mesi adducendo la mancanza di fondi, ma i fondi in essere erano presenti in quanto e’ stato erogato un Assegno di Ricerca (AdR) della durata di 1 anno di eguale importo al TD da assegnare tramite concorso (al quale i miei capi mi hanno invitato a partecipare).
    E’ una prassi legittima o potrei impugnare la risoluzione del contratto imponendo l’ utilizzo dei fondi per il rinnovo del TD? Il mio dubbio e’ che passando da TD ad AdR di fatto smetto di essere membro dello staff dell’ ente e, sottoscrivendo un tale contratto, forse pensano che non possa far valere i miei diritti in ambito legale… Lei che dice?
    Ho trovato questo link in cui si parla nella pratica del precariato nel mondo della ricerca e volevo sapere da un esperto se sono corrette le informazioni ed i riferimenti dati.
    ecco il link:
    http://schiaviprecari.wordpress.com/obiettivo-t-i

    grazie infinite della disponibilita’
    Stefano

  1168. Giovanna scrive:

    Gentile dott.Tavella ancora una volta le chiedo cortesemente se può rispondere al quesito n. 076 del 29/11/2011.
    Grazie in anticipo per l’attenzione.
    Cordiali saluti
    Giovanna

  1169. Alex scrive:

    Gent-mo Avv.
    Puo’ rispondere al quesito n°1042

    Cordiali saluti

  1170. Marta scrive:

    Salve.
    Ho un dubbio sulla posibilità/dirtto che un dipendente ha in merito alle pause friubili durante l’orario di lavoro per poter mangiare:un cuoco assunto per 4 ore giornaliere, 6 giorni su 7(ccnl turismo in fvg), ha diritto ad una pausa per poter mangiare?

  1171. silvio scrive:

    Gentili Dottori, la presente riveste carattere di urgenza visto il tempo limitato che ho per agire. Gradirei se e’ possibile una risposta quanto prima….con la massima vostra disponibilita’-….
    Salve, sono un lavoratore dipendente a tempo indeterminato per una
    societa’ che opera nel campo dei contact center out-bound e in-
    bound.
    Sono costantemente distaccato, sono stato anche all’estero per
    lavoro
    per tre mesi circa, fuori Europa.
    La mia sede di lavoro e’ XXXX (non metto il nome perche non vorrei anche essere monitorato o osservato dall azienda stessa, dove ho il contratto
    da
    quasi due anni.(e’ specificata la mia sede nel contratto con menzione che l’azienda potra’ effettuare spostamenti…)
    Non mi sono mai rivolto ad un sindacato, e lo dovro’ fare ora…….ma
    alcune cose non mi sono chiare e Vi sarei grato se
    poteste
    darmi delle delucidazioni in merito.

    Mi pare di ricordare che il distacco o la trasferta debba avere
    carattere di temporaneita’ e debba essere occasionale.
    Io in due anni ho avuto almeno 5 distacchi di sede in sede (sedi
    secondarie appartenenti ad altre societa’ del gruppo per cui lavoro),
    e sono stato nella mia sede di contratto, solo per una settimana, per
    un corso di aggiornamento per poi essere ancora distaccato
    Non avendo intenzione di fare una vita da nomade chiedo un parere
    sul
    fatto se, il mio datore di lavoro, possa continuamente spostarmi di
    sede in sede (si parla di sedi distanti ben oltre i 50 km essendo
    stato anche fuori Europa.) Non ho mai rifiutato i distacchi proposti
    o meglio imposti, solo per evitare di avere problemi a livello
    lavorativo

    Inoltre, gli unici rimborsi ammessi sono l’affitto
    dell’appartamento
    e le utenze quali luce e gas, non il vitto (cibo e alimenti), nemmeno
    rimborsi benzina…
    E’ corretto questo trattamento?

    Il mio contratto e’ il seguente:

    qualifica professionale istat: 3.3.1.3.0 – TECNICI ADDETTI
    ALL’ORGANIZZAZIONE E AL CONTROLLO DELLA
    PRODUZIONE

    contratto collettivo applicato:209 – Telecomunicazioni – Servizi di
    telecomunicazione

    In busta paga e’ riportata la mansione Team Leader, livello 3.

    I motivi del distacco sono sempre preceduti da lettera con su
    scritto
    testualmente: “il motivo del distacco e’ di tipo produttivo” oppure
    con
    testuali parole ” durante il periodo di distacco dovra’ apprendere
    nuove tecnologie o metodologie….” per assumere maggiore professionalita’ (TENGO
    A
    PRECISARE CHE IO INSEGNO QUESTO LAVORO AD ALTRI NON APPRENDO DA
    NESSUNO).

    In pratica formo operatori telefonici affinche’ possano operare
    autonomamente per la vendita di servizi out-bound.

    Ma non sono da contratto un “formatore”…dovrei essere un tecnico
    addetto all’organizzazione ed al controllo della produzione, al
    massimo un Team Leader.

    In procinto della nuova partenza in sede di distacco nuovamente
    sull’estero, mi viene dato un preavviso di 3 giorni circa per
    recarmi all’estero a cavallo di Natale, per poi partire per un periodo
    lungo da fine dicembre.
    Ho risposto formalmente a questo annuncio di partenza, indicando che
    il preavviso e’ cortissimo, e che si era certi della partenza dal 2 o 3
    gennaio, non cosi’ presto. per questo motivo, sempre disponibile al
    distacco all’estero, e cio’ fatto presente nelle comunicazioni che
    conservo, si chiede di poter partire a gennaio in quanto avevo delle
    questioni prenotate da svolgere in questi giorni e non rimandabili
    ancora.
    In risposta alla mia richiesta di partire a gennaio, mi si risponde
    che non sarei piu’ partito per l’estero e successivamente ricevo una
    comunicazione (il giorno stesso) di preannuncio di distacco su
    localita’ distante oltre 150 km. da casa mia, su zona montuosa e
    tortuosa e poco praticabile in auto in questo periodo.
    Ho diritto, se accetto, al rimborso chiilometrico. o a una diaria
    giornaliera? perche’ mi si impone di alloggiare li, ed avendo una
    situazione familiare come tutti privata, questo non e’ fattabile.(mi si impone di alloggiare in dimora dove gia’ son presenti altri lavoratori , in pratica mi si da un posto letto e il vitto)
    (preciso che in passato ho sempre avuto vitto e alloggio indipendente, e rimborsi
    chilometrici) ora pare non mi vengano piu’ concessi.
    potrei decidere anche di non accettare questo ennesimo distacco?
    PErche’ a me pare una “ripicca” o punizione per aver sollevato
    questioni in merito.

    In attesa di un Vostro cortese riscontro, porgo Cordiali Saluti.

  1172. gennaro7010 scrive:

    la differenza tra te e me che io sono etero e fortunato l’opposto.tavella per metterti opposto cerca di fare bene il lavoro.ok

  1173. Valte scrive:

    Salve, Avvocato

    Io ci provo dato i tempi stretti, lavoro da 10anni come metalmeccanico 4 liv con contratto “fisso notte”.

    Domanda diretta risposta diretta

    Posso essere comandato dall azienda a lavorare per manutenzione 27-30/12/2011 dalle 6 alle 14 o posso appellarmi al contratto fisso notte per non essere obbligato a presentarmi? grazie.

    e Nel frattempo buone feste!

  1174. Monica scrive:

    Lavoro come addetta all’infanzia in una Società Cooperativa dal 25/10/2010 con contratti a tempo determinato rinnovati 2 volte. L’attuale contratto scade il 23/12/2011,ieri la referente mi ha convocato dicendomi che non sono idonea al servizio mensa svolto presso le scuole primarie, causa lamentele scritte riguardanti i miei rapporti interpersonali con i comuni nei quali ho operato affiancando ditte colloboratrici ma non mi permesso di vedere le suddette lamentele adducendo scuse palesemente futili. Come posso fare per mantenere il posto di lavoro?

  1175. antonio scrive:

    avvocato come devo fare per non essere piu avvisato di tutti questi commenti che vi arrivano.grazie antonio

  1176. elena scrive:

    X ANTONIO
    t rispondo io…
    in calce (alla fine del messaggio) trovi
    Gestisci le tue sottoscrizioni.
    Clicca sopra e segui le istruzioni…é comodo e facile

    Ciao

  1177. Valeria scrive:

    Salve, espondo il mio problema un po’ complesso ma cercherò di essere concisa. Sono in procinto ad andare in pensione e sto subendo il mobbing sul posto di lavoro. Tutto è cominciato 2 mesi fa, riprendendomi perchè secondo loro le mie pause erano troppo prolungate. Siccome lavoro da 40 anni in questa azienda e ho sempre lavorato con diligenza ho trovato scorretto questo ammonimento e così ho fatto malattia. Al ritorno il mio capo mi ha presentato lettera di contestazione perchè il giorno precedente alla malattia non avevo svolto tutte le mansioni ma siccome avevo fatto altri lavori non ho potuto terminare anche per il fatto che stavo poco bene. Inoltre il mio collega per pararsi il c…ha dichiarato il falso dicendo che i documenti me li avrebbe passati al mattino e invece è stato nel tardo pomeriggio e quindi impossibilitata a svolgere il lavoro che mi hanno contestato. Alla fine ho avuto il torto (ingiustamente) con lettera di ammonimento e l’aggiunta di altri lavori che prima non svolgevo. Da quel momento il clima in ufficio è stato per me invivibile con stress e tensioni però ho resistito altri 2 mesi. La sera dopo giornate di lavoro così, mi sentivo molto spossata e così chiedevo di tanto in tanto un giorno di ferie che tra l’altro devo consumare perchè nel mese di marzo andrò in pensione, ma ultimamente facevano fatica a concedermi le ferie e quindi mi sono ammalata di nuovo. Ma questo è giustificato perchè in quell’ambiente io ci sto molto male e rischio di ammalarmi se vado avanti così. Questo atteggiamento è controproducente, se mi avessero lasciato in pace avrei prodotto di più e con serenità, ma perchè tutto questo accanimento, mi sembra di essere in galera! E QUESTO AD UN PASSO DAL PENSIONAMENTO! Vi sembra giusto?

  1178. Elisabetta scrive:

    Gent. Avvocato,
    che tutela ha un dipendente a tempo indeterminato che lavora nella società capogruppo Holding con meno di 15 dipendenti e che controlla una società operativa con 800 dipendenti? Si ha diritto alla reintegrazione? Quanti mesi si possono ottenere come risarcimento?
    Grazie.
    Ely

  1179. ALESSANDRO scrive:

    con un contratto di 38 ore settimanali con qualifica c2oss perche’ devo garantire 26 gg lavorativi oppure 165 ore quando forse ne basterebbero meno??????
    Grazie

  1180. paola scrive:

    Buongiorno vorrei gentilmente sapere, se possibile, l’anno prossimo ho 7 settimene di ferie lavoro in un negozio e mi e’ stato detto di sceglierne 2 o 3 al massimo e’ giusto questo comportamento? O e’ campato per aria! Il resto lo sceglierebbero a loro discrezione. Grazie ancora

  1181. vero26 scrive:

    salve avvocato spero in una sua risposta.lavoro come autista autoferrotranviere in una aziendfa privata con contratto partime a tempo determinato e purtroppo invece di farmi le mie 4 ore di lavoro sono letteralmente obbligato a fare fuori linea ore in più sempre.se a volte capita di rifiutarmi vengo minacciato di nn avere più il contratto rinnovato nn mi viene pagato quello che faccio in più se un giorno lavoro quando vado a controllare la busta paga quello stesso giorno che ho realmente lavorato sulla busta mi viene segnata la ferie e cosi arrivo alla fine dell anno senza giorni di ferie.nn vuole mai darmi le ferie continuate ma ti da un giorno una settimana uno la settimana prossima e poi anche se sono a casa e cè un emergenza lui dice che sono tenuto a dare disposizione solo che nn la retribuisce .facciamo ore di guida infinite senza riposo settimanale.senza trasferta senza concorso pasto.lei si chiederà perchè nn andiamo da un sindacato e perchè ci abbiamo provato e lo ha subito saputo e sono subito iniziate le minacce di licenziamento e quindi nessuno più ha fatto la tessera x paura di restare senza lavoro.volevo inoltre chiederle siccome questa azienda è affidataria di servizi di linea dalla provincia se potevo magari reclam,are riguardo a tutti questi disservizi anche da loro.anche perchè inoltre succede spesso di usare autobus di linea acquistati con il contributo regionale per fare servizi di noleggio con conducente(gite,viaggi organizzati ecc).spero davvero in un suo aiuto perchè nn è più possibile lavorare in questo modo e oltretutto ad oggi 22 dicembre nn ci ha ancora pagato la mensilità di novembre.la ringrazio anticipatamente.

  1182. Massimiliano Tavella scrive:

    X Vero26.
    E’ chiaro che si tratta di lavoro irregolare. Il contratto a tempo parziale ha regole molto precise ed il contratto degli autoferrotranvieri altrettanto. Io punterei tutto sulla conversione del rapporto precostituendo le prove della irregolarita’ dell’orario di lavoro, dei fuori linea, delle ferie non godute. Solo dopo invierei x conoscenza alla provincia il tutto.

  1183. Massimiliano Tavella scrive:

    X Paola.
    Il momento di godimento delle ferie deve essere condiviso compatibilmente con le esigenze aziendali. Cmq alcuni contratti collettivi dettano regole molto precise riguardo al godimento delle ferie. In prima battuta credo che sia legittimo da parte dell’azienda non accordare tutte le sette settimane in modo continuativo laddove esistono ragioni di carattere organizzativo e produttivo. Ad ogni modo bisogna sempre verificare cosa prevede il CCNL.

  1184. Massimiliano Tavella scrive:

    X Alessandro.
    Non posso rispondere senza sapere il settore ed il CCNL applicato

  1185. Massimiliano Tavella scrive:

    X Elisabetta.
    E’ necessario conoscere le dinamiche organizzative e le concrete modalita’ di svolgimento delle prestazioni. Ad ogni modo nel diritto del lavoro , ai fini della tutela, vale la regola del gruppo

  1186. Alex scrive:

    Gentile avv Tavella questa e’ la 4° cortese richiesta di poter rispondere al quesito n 1042.
    Grazie

    Ps Auguri

  1187. Massimiliano Tavella scrive:

    X Valeria.
    Non lo ritengo giusto, certi atteggiamenti nei confronti di una dipendente ad un passo della pensione dimostrano davvero come non esistano piu’ certi valori.

  1188. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Alex.
    Credo che rendere rigido il rapporto non porti grandi giovamenti. La particolarita’ della attivita’ svolta non puo’ comunque rendere la prestazione carica di tensioni ed incertezze. In astratto lei ha ragione su tutta la linea, non e’ un lavoratore a chiamata, ha diritto a programmare la sua vita e ad avere la sua privacy. Ci sara’ pure un CCNL ed un regolamento da rispettare. E ne’ l’uno ne’ l’altro possono prevedere tali modalita’ di lavoro. Provi cmq a parlare con il datore e cercare di chiarire la vicenda. La vertenza e’ la extrema ratio.

  1189. Massimiliano Tavella scrive:

    X Monica
    Poche informazioni per poterti dare una risposta. Cmq bisognerebbe capire come si e’ svolta la prestazione e quale valenza possono avere le lamentele, non del committente, ma di normali lavoratori.

  1190. Massimiliano Tavella scrive:

    X Valte.
    E’ necessario leggere il suo contratto di lavoro e l’organizzazione del lavoro.

  1191. Alex scrive:

    Gent.avv.Tavella puo’ rispondere al n 1042?

    Buon Natale

  1192. Pietro scrive:

    Buongiorno Avvocato,
    sono dipendente di una ditta che ha un appalto presso una grande compagnia (che è quindi committente). Questo appaltatore da diversi mesi non mi paga lo stipendio. Dato che il committente è una azienda molto più grossa e che mi darebbe più sicurezza, esiste qualche modo per farsi assumere nella ditta committente? Grazie

  1193. guglielmo scrive:

    gentile avv. puo rispongere alla mia domanda?1102 grazzia

  1194. Dario scrive:

    Gent.Avvocato

    Sono un ragazzo di 21 anni,ho difficolta a trovare lavoro perche ho finito il contratto di apprendistato e la ditta dove lavoravo mi ha licenziato. E devo anche dirle che non solo mi mandava sempre in trasferta pagandomi di meno di quanto mi spettava,facendomi firmare una busta piu alta ma anche perche sto avendo problemi che non mi dà la liquidazione e la tredicesima e le dico anche che mi ha fatto firmare la mia spettanza versandomi il quinto di quello che mi spettava

  1195. vero26 scrive:

    grazie mille avvocato e lei come mi consiglia di fare ?tramite un sindacato o come perchè a parlarne col datore nn è molto conveniente dopo che lo ha fatto un mio collega è stato subito licenziato!la nostra situazione lavorativa è davvero pessima mi creda dialogo col datore zero!l unica cosa che dice che essendo par time devo lavorare di più per guadagnarmi forse l inserimento a tempo pieno!grazie ancora

  1196. vero2600 scrive:

    grazie mille avvocato ma puo meglio dirmi come fare ?dialogo col mio datore x quanto riguarda lamentele significherebbe il mio non rinnovo del contratto o almeno l aumentare di questi suoi comportamenti quindi ancora meno riposi e x non parlarne delle ferie.grazie ancora

  1197. Massimiliano Tavella scrive:

    Cari Amici,
    Desidero ringraziarvi per avere vissuto insieme a me questa lunga avventura nel mondo del diritto del lavoro. 1200 post, e migliaia di accessi hanno reso,grazie a Voi, il blog un punto di riferimento per quanti vivono situazioni di disagio lavorativo. Per il 2012, spero di costituire uno staff che possa aiutarmi ad aiutarvi, nell’anno che sta finendo ho avuto il privilegio di confrontarmi e capire tanti angoli nascosti dei rapporti di lavoro. Con l’Editore valuteremo la possibilita’ di rendere meglio fruibile il servizio. Auguro a tutti Voi un sereno Natale.
    Massimiliano Tavella.

  1198. zlatan scrive:

    Buongiorno dott. Tavella,
    sono un normale operaio che lavora per un’azienda nel brindisino, pertanto sono l’unico che in essa è sprovvisto di contratto di lavoro assicurativo. Vorrei chiederLe nel caso in cui avessi un infortunio sul lavoro come potrei agire nei confronti del datore di lavoro?
    e se posso far qualcosa per farmi assicurare.
    Grazie mille in anticipo..

  1199. Michele scrive:

    Salve,io vorrei fare una vertenza al mio datore di lavoro,lavoro da lui IN NERO da circa due anni,avevo abbandonato il lavoro,ma non riuscendo a trovare altro,sono stato costretto a tornare da lui,stavolta alle mie “condizioni”.molti amici mi stanno dicendo di fare la vertenza,perchè non posso continuare così(orario di lavoro,comportamenti del datore,ecc),e che con i soldi della vertenza potrei trasferirmi da un’altra parte e trovare lavoro.
    Ma altri,compresi i familiari,mi dicono di desistere perchè dicono che facendo la vertenza non potrei più trovare lavoro,anche a nero,e secondo loro finirei in una sorta di “libro nero” e nessuno mi assumerebbe più.
    E’ vero?

  1200. Cristian scrive:

    Buongiorno,
    lavoro in una multinazionale da 10 anni.
    Da 4 sono un supervisore ed ogni mese faccio circa 50 ore di straordinario + reperibilità.
    Ora l’azienda ha deciso di trasferirmi di reparto e farmi fare il giornaliero, facendomi perdere circa 500€ al mese.
    Può farlo? Il fatto che io da 4 anni percepisca un reddito di circa 2000 euro e che di punto in bianco mi si faccia perdere buona parte del salario è legale?
    Posso impugnare la cosa in qualche modo?
    Grazie

  1201. cristian scrive:

    Da 4 sono un supervisore ed ogni mese faccio circa 50 ore di straordinario + reperibilità.
    Ora l’azienda ha deciso di trasferirmi di reparto e farmi fare il giornaliero, facendomi perdere circa 500€ al mese.
    Può farlo? Il fatto che io da 4 anni percepisca un reddito di circa 2000 euro e che di punto in bianco mi si faccia perdere buona parte del salario è legale?
    Posso impugnare la cosa in qualche modo?
    Grazie

  1202. cristian scrive:

    Da 4 sono un supervisore ed ogni mese faccio circa 50 ore di straordinario + reperibilità.
    Ora l’azienda ha deciso di trasferirmi di reparto e farmi fare il giornaliero, facendomi perdere circa 500€ al mese.
    Può farlo? Il fatto che io da 4 anni percepisca un reddito di circa 2000 euro e che di punto in bianco mi si faccia perdere buona parte del salario è legale?
    L’azienda è obbligata considerando la continuità con la quale mi ha fatto percepire quel salario a garantirmi il reddito?
    Posso impugnare la cosa in qualche modo?
    Grazie

  1203. Valentina scrive:

    Prima di tutto volevo complimentarmi per la splendida iniziativa e sottoporre la mia problematica: sono stata assunta in data 9.8.11 per una società di multiservizi con un contratto a tempo determinato (d.lgs 368/2001 e se modificazioni. Ccnl multiservizi) con qualifica di impiegato esecutivo 2 livello lavoro solo 30 ore settimanali e solo esclusivamente di notte. In data 7.7.11 mi hanno trasformato il contratto a tempo inderteminato lasciando invariato mansioni qualifica ed orario di lavoro.La mia problematica sta nel fatto che non ho mai potuto usufruire di una festività come Natale,primo dell’anno ecc…Le premetto che a Maggio scorso la direzione mi comunica delle scuse verbali perché avevo lavorato il 24.12, il 31.12 e non rientrava nel mio contratto. A distanza di un anno si e’ verificato lo stesso problema e alla mia lamentela a riguardo mi e’ stato risposto che non sta scritto da nessuna parte e che se le festivita’ non capitano di sanatoria domenica sono obbligata a lavorare. Ora il mio quesito e’ se tutto questo sia possibile e se esistono dei contratti dove siamo obbligati a lavorare qualsiasi giorno dell’anno. La ringrazio anticipatamente per la risposta che mi darà e le rinnovo i complimenti per la splendida iniziativa. Grazie Valentina

  1204. angelo scrive:

    carissimo dott tavella le scrivo per sapere come funziona la legge sulla privacy all’interno di una azienda privata.
    Visto che all’interno sella segreteria della azienda.(dove io sono dipendente).circolano persone che non hanno neanche un inquadramento di collaborazione con l’azienda stessa.Credo che il responsabile del trattamento dati sia il titolare ,ma chiunque puo’ accedere al trattamento dei dati,si figuri che piu’ di una volta si e’ servito dei volontari .
    io sono rappresentante sindacale per l’azienda..e l’azienda e ‘di natura religiosa.
    grazie.
    La prego di rispondermi per avere le idee chiare io e poterle chiarire anche ad altri

  1205. ANDREA scrive:

    Salve, sono disabile a 100% + accompagno e da 17 anni lavoro in un azienda con un contratto chinmico-farmaceutico a tempo indeterminato e utilizzo la legge 104 che mi aspetta di diritto.

    dal 2005 a questa parte, non percepisco più il premio presenza di circa 500€ annui netti in quanto mi è stato detto che la legge 104 è entrata tra le causali che generano assenteismo.

    ma come è possibile tutto questo?
    oltretutto le giornate di legge 104 di cui usufruisco mi sono retribuite dall’inps e non dall’azienda…perchè di punto in bianco l’azienda mi nega la possibilità di percepire, così come l’ho percepito per 9 anni circa, il premio presenza?
    è corretto?

    mi fate sapere cortesemente?

    a dimenticavo, ne azienda ne sindacato ha saputo darmi spiegazioni se non quella che la causale è entrata tra quelle che generano assenteismo.

    Vi ringrazio sin da ora per l’attenzione e in attesa di un Vostro riscontro vi saluto, vi ringrazio e vi auguro buon anno.

  1206. samuele scrive:

    buonasera ho lavorato come perito per uno studio peritale 9 mesi dal 1 gennaio del 2009 ad agosto perche’ me ne sono andato dato che non mi pagavano e non mi hanno rimborato tutte le spese che ho sostenuto per andare in itinere al lavoro benzina motorine miei strumenti informatici acquisto strumento ottico sono caduto in depressioni perche’ alle mie richieste mi hanno detto che non ero ancora esperto perito faccio presnte che sono lauretato in architettura vorrei sapere se ci sono le basi e non è prescritta le basi per fare una causa o vertenza sindacale dato che non avevo partita iva ma loro non mi hanno inquadrato in nessun modo e visto che li ho visti in porsch mi sono un po arrabbiato

  1207. Veronica scrive:

    Buon giorno, complimenti per il blog che trovo davvero molto interessante. Vorrei sottoporLe il mio quesito. Lavoro in un’azienda di trasporto merci conto terzi da ormai quasi 19 anni. Ho iniziato come impiegata amministrativa, arrivando fino ad essere resp.le amm.vo di 1° livello, ma, dopo la seconda maternità, in seguito anche ad un cambio ai vertici aziendali, negli ultimi 5 anni mi sono state cambiate le mansioni (quasi annualmente); sono quindi passata dall’amministrazione alla qualità, all’operativo traffico, alla fatturazione. Senza pochi problemi, ma non per il cambio mansione, che, da me, è sempre stato accolto positivamente, piuttosto perchè sono stata oggetto di vessazioni lavorative e, soprattutto, psicologiche da parte dei superiori e di alcuni colleghi. Ora, dopo 19 anni di servizio, ho deciso di presentare le mie dimissioni. Non ho voluto presentare le dimissioni per giusta causa, anche se i presupposti c’erano, perchè voglio comunque mantenere un rapporto civile con le persone con cui ho lavorato. Il mio quesito, però riguarda l’attività lavorativa che mi è stato chiesto di svolgere durante il periodo di preavviso (due mesi e 7 g, come da ccnl). Io ho accettato di lavorare per tutto il periodo di preavviso ma, se la direzione mi imponesse di fare formazione ai colleghi in merito al lavoro che svolgo, o di scrivere delle procedure che spieghino come fare il mio lavoro, posso io rifiutarmi di acconsentire a questa richiesta? Vorrei rifiutarmi, se posso, perchè non trovo corretto che io mi sia praticamente “costruita” ogni lavoro che ho fatto all’interno dell’azienda e debba adesso “svenderlo” agli altri. Vorrei portar via con me la professionalità ed il mestiere che da sola ho imparato. Grazie anticipatamente per la cortese risposta. Cordialità e Buon anno nuovo! Veronica

  1208. Silvia scrive:

    Buongiorno, io sono gerente di negozio, con inquadramento primo livello, contratto del commercio. Volevo sapere, sono obbligata a svolgere 48 ore di lavoro settimanali? Ovviamente non mi viene pagato il lavoro straordinario, ma sono tenuta a stare in negozio 48 ore obbligatoriamente? Sono obbligata ad avere un orario spalmato su 7 giorni?
    Grazie 1000 del vostro prezioso aiuto.
    Silvia

  1209. armida scrive:

    Buonasera, può gentilmente dare risposta al quesito 1093? grazie mille
    Armida

  1210. antonio scrive:

    aspettiamo risposta dal 1103 al 1208. GRAZIE

  1211. Massimiliano Tavella scrive:

    X Antonio.
    Prima di tutto le auguro Buon Anno. Ha qualche quesito personale inevaso? Il giorno di Capodanno mi chiede di rispondere a 100 quesiti? Richieste come le sue fanno davvero venir voglia di chiudere il Blog. Ma forse e’ meglio che continui senza il suo contributo. Che ne dice? Perche’ penalizzare tutti? Si goda il Capodanno.

  1212. dorina scrive:

    lavoro da 26 anni in una struttura sra nel 2004 trasformata in fondazione.
    I dipendenti hanno tenuto il contratto degli enti locali pubblici.
    Tutto il personale verrà mandato in una nuova struttura che stanno costruendo.
    In questo passaggio stanno tentando di trasformare i nostri contratti in contratti uneba.
    E legale questo?Grazie

  1213. paolo scrive:

    gentile avv. ambito grande distribuzione, contratto full time il dubbio e’ essendo le domeniche considerate ordinarie e obbligatorie per un determinato numero(oltre la meta) sono queste da recuperare come numero in caso alcune vengano non lavorate per malattia, infortunio ecc.? e cosa riguardo le ferie la domenica della settimana di ferie e’ da annoverare tra le lavorative?’
    grazie 1000

  1214. Francesco scrive:

    Buongiorno, può gentilmente dare risposta al quesito 1106? grazie mille
    Francesco

  1215. Massimiliano Tavella scrive:

    X Francesco.
    Per rispondere alla tua domanda è necessario capire prima di tutto se si tratta di azienda pubblica. Se così fosse, è indispensabile analizzare il regolamento interno che norma i passaggi. In linea di massima, soprattutto per le aziende private, il passaggio avviene previo accordo tra le parti.

  1216. Stefania scrive:

    Buongiorno Dott. Tavella e buon 2012.
    Potrebbe gentilmente darmi un consiglio riguardo il quesito 1164? Attualmente sono in malattia dal 22/12 fino fino al 9/01. Il contratto è scaduto il 31/12.
    Solo telefonicamente mi han comunicato che mi offrono un contratto a progetto con mansioni di operatrice out bound (call center: un minimo di fisso + provvigioni sui contratti effettuati, per poi affidarmi, evidentemente, le mie solite mansioni amministrative). Nessuna comunicazione per iscritto nè cessazione di rapporto. Io non posso accettare: farei il loro gioco. Ma il 10 a queste condizioni sono a casa.
    Per cortesia, mi dia un consiglio, sono disperata.
    Grazie per la Sua disponibilità.
    Stefania

  1217. Giorgio scrive:

    Buongiorno Dr. Tavella,
    sono stato assunto tramite agenzia iterinale, la cui azienda utilizzatrice è Eni spa, con un contratto di sostituzione maternità in data 15-05-2011, dopodichè mi hanno fatto una proroga fino al 30-09-2011. A questo punto mi hanno fatto stare a casa 10 giorni e mi hanno riassunto l’11-10-2011 con un nuovo contratto di sostituzione maternità fino al 31-12-2011 e prorogato fino al 30-03-2012. Ora mi è giunta voce che vorranno farmi un nuovo contratto di sostituzione di maternità (non sono con quale scadenza). Il mio quesito è il seguente: c’è un limite massimo di numero di contratti di sostituzione maternità (o in alternativa un periodo di tempo massimo) che la stessa azienda utilizzatrice può fare con la stessa persona (anche se assunta tramite agenzia iterinale)?
    Ringraziandola di cuore, in attesa di un suo gentile riscontro, la ringrazio per l’attenzione.
    Cordiali saluti

  1218. Giovanna scrive:

    Gentile dott. Tavella in primis non posso che farle i miei complimenti e ringraziarla per l’utile servizio che ci mette a disposizione.
    Le chiederei cortesemente (appena ha un pò di tempo )di rispondere al quesito n. 76 del 29/11/11 . La ringrazio anticipatamente e colgo l’occasione per augurarle un 2012 strepitoso.
    Cordiali saluti
    Giovanna

  1219. luca scrive:

    Salve
    dott. Tavella, non voglio essere monotono, ma complimenti per questo servizio…
    ho una domanda da farle,
    lavoro per una ditta individuale, che distribuisce bevande, da 2 anni e mezzo guido un camion di 80 q.li a pieno carico, patente C…
    volevo sapere, il mio titolare può mettere in busta paga, nella sezione “Qualifica”, la scritta Operaio??…
    Io però ho la Qualifica di Autista Pat. C…
    glielo ho fatto notare tante volte,ma lui dice: “il contratto è questo”!!!
    Attendo una sua risposta…
    Grazie..

  1220. Sandro scrive:

    Gentile Sig. Tavella buonasera.
    e’ confidando in un suo parere che mi rivolgo nuovamente a lei (1143 del 16-12-2011).
    Nel mio attuale contratto di lavoro stipulato con la precedente proprietà dell’azienda (metalmeccanica con oltre 150 dipendenti)nel 2005 viene indicato che “la retribuzione netta annua sarà pari a … comprensiva di straordinari calcolati forfettariamente…”. Non si specifica assolutamente il compenso destinato a lavoro starordinario.
    Nel cedolino busta-paga compare invece alla voce “starordinari forfait” una cifra ben precisa (che nel tempo è aumentata sino a raggiungere una somma considerevole).
    La nuova proprietà vorrebbe impormi un contratto specificante 2 cifre distinte (in forma lorda): una per il lavoro ordinario ed un’altra per lo straordinario ricavata dalla cifra indicata in busta
    E’ possibile contestare l’ammontare della cifra indicata in busta paga oppure quest’ultima ha valore legale “maggiore”?
    Esiste una scappatoia per evitare la perdita in futuro di questa considerevole parte dello stipendio o per limitare i danni?

    la ringrazio per il tempo che potrà dedicarmi.
    sinceri saluti

  1221. Massimiliano Tavella scrive:

    X Sandro.
    L’anomalia e’ quella di prevedere un compenso netto non quella della nuova proprietà’ di sistemare contabilmente la questione. Quando le ore di lavoro straordinario vengono remunerate a forfait, si prevede una cifra che non puo’ essere minore della retribuzione per lo straordinario eventualmente prestato. Non vedo soluzione al problema se non quella di provare a far capire all’azienda che la cifra e’ ormai entrata nel tuo patrimonio retributivo e quindi non puo’ essere ridotta. Una tesi questa molto ardita visto che non si tratta di superminimo ma di straordinario.

  1222. Massimiliano Tavella scrive:

    X Luca.
    Il tuo datore deve inserire Qualifica: Operaio
    Mansione: Autista

  1223. Massimiliano Tavella scrive:

    X Giovanna.
    Per rispondere al suo quesito ho bisogno di conoscere il CCNL applicato ed il regolamento dell’Ente. Auguri anche a lei.

  1224. Riccardo scrive:

    Salve ho un contratto a tempo indeterminato cnai 14 dipendenti per il commercio e servizi impiegato livello 4 e la mia paga oraria e’ di 6 euro lorde.
    E’ possibile?
    ovviamente ho preso la 13 esima di 700 euro nette
    inoltre non faccio l’impiegato ma il tecnico di ventilatori polmonari per la vitalaire(airliquide) solo che essendo una srl di servizi per la vitalaire non abbiamo lo stesso contratto.
    Pero’ non credo sia possibile nel 2012 avere una paga oraria di 6 euro lorde. alla fine prendo 1100 euro forfettarie ma con dentro la busta paga voci false per arrivarci.

  1225. SARA scrive:

    Buongiorno
    tra qualche settimana potrò essere assunta in un’azienda alimentare (ccnl alimentari industria c’è scritto sulla proposta di assunzione): mi propongono un contratto di apprendistato (durata 36 mesi) part-time di 35 ore settimanali. Ma è possibile un contratto di apprendistato PART-TIME ? non deve essere solo full-time l’apprendistato ?
    grazie per l’aiuto che mi darà
    e tanti auguri di Buon Anno

  1226. carolina scrive:

    Salve, volevo porle un quesito. Mio fratello sarà licenziato il 31/01/2012. il suo unico rapporto di lavoro è iniziato il 04/01/2010. avrà diritto alla disoccupazione e cosa succede e cosa c’è da fare se il suo datore di lavoro non gli ha versato i contributi? premetto che mio fratello ha tutte le buste paga, i cud e anche anche l’invio unilav quando è stato assunto.
    La ringrazio anticipatamente.
    carolina

  1227. Michele scrive:

    Gentilissimo dottor Tavella,potrebbe rispondere alla 1199?
    grazie mille

  1228. harley scrive:

    gent.mi
    sono una dipendente ccnl tlc assunta indeterminato categoria protetta 67% e l.104 handicap grave.
    ho superato la malattia pagata al 100% e ho incominciato a percepire stipendio a meta’ .la mia situazione patologica si e’ molto aggravata.
    in ogni caso , ho inoltrato richiesta all’azienda di poter usufruire di rc/recuperi festivita’, (9 gg in tutto) per avere almeno un po’ di ristoro sulla busta paga.
    L’azienda non me li ha concessi, non motivando per iscritto, ma tramite sms mi ha detto di fare malattia.
    posso pretendere che questi gg mi vengano dati e quindi pagati? in che modo?
    sono giorni relativi al 2007, 2008, 2009, 2010 e ora mi farebbero molto comodo.
    grazie se vorra’ essere cosi’ gentile da rispondere alla mia

  1229. Massimiliano Tavella scrive:

    X Michele.
    Ho visto pochissime persone “sistemarsi” con una vertenza di lavoro. Dipende tutto da quanto tempo hai lavorato in nero, se sei stato sottopagato, se hai fatto straordinari non retribuiti, etc. Sono tutte indicazioni che non ho per consigliarti. Ricorda: c’è sempre tempo per fare vertenza a meno che il posto di lavoro non sia diventato un inferno. Per quanto riguarda il “libro nero”, questo dipende dal contesto in cui operi. In un ambiente piccolo è più facile chiedere informazioni prima dell’assunzione.

  1230. Cristian scrive:

    Gentile Dott. Tavella,
    Potrebbe darmi una risposta alla domanda 202?
    Grazie tante!

  1231. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Cristian.
    Se la retribuzione variabile è legata ad una determinata prestazione, con il venir meno della stessa, vengono meno anche tali voci.

  1232. Cristina scrive:

    Gentile Dott. Tavella,
    Le scrivo per chiederle aiuto e consiglio in merito alla mia situazione.
    Ho un contratto di apprendistato commercio con obiettivo 4• livello in scadenza verso la metà di febbraio, partito da un 6• livello.
    Nessuno ancora mi ha comunicato un eventuale rinnovo, ma questa mattina la mia responsabile mi ha fatto allusioni riguardo al fatto che secondo lei e da quello che ha percepito, non mi rinnovano.
    Sinceramente parlando così in generale con altre persone, non dell’azienda, tutti mi dicono che con il contratto di apprendistato devono per forza assumermi. 
    Vorrei sapere da lei, cosa può effettivamente fare l’azienda se deve assumermi per forza o se possono lasciarmi a casa. E a cosa posso appellarmi, cosa posso fare. In questi 4 anni non ho mai ricevuto formazione, e prima di essere assunta apprendistato, ho lavorato per la stessa azienda ma sotto contratto a progetto da società esterna.
    L’unica cosa è che prima delle vacanze di Natale il direttore dell’azienda ha fatto tutto un discorso ai dipendenti che col fatto della crisi se vogliono evitare tagli o/e eventuali non rinnovi, tutti i dipendenti a tempo indeterminato possono sottoporsi volontariamente al decurtamento del 20% dello stipendio.
    Una collega che in passato è stata nella mia stessa situazione mi ha detto che non è stata assunta ma alla fine dell’apprendistato le hanno fatto un contratto tempo determinato con società esterna addirittura cambiandole da commercio a metalmeccanico.
    Spero che possa aiutarmi, non vorrei ritrovarmi a casa tra un mese senza soldi, dato che sto frequentando una scuola privata per prendere il diploma, ed ogni mese devo pagarla.(tra l’altro non ho detto a nessuno del lavoro della scuola). la ringrazio in anticipo e le auguro buon anno.

  1233. Stefania scrive:

    Gentile Dott. Tavella,
    potrebbe gentilmente rispondere ai quesiti 1164-1216?
    Per è piuttosto urgente visto che il 10 è alle porte…
    La ringrazio in anticipo, cordialità.

  1234. Donato scrive:

    Salve, buon giorno e buon anno, sono un dipendente pubblico che  durante il periodo lavorativo si è laureato in Medicina e Chirurgia.  Successivamente  mi sono abilitato all’esercizio della professione medica e  dopo regolare concorso, sono entrato nella scuola di specializzazione medica. Per tale frequenza ho chiesto ed ottenuto il collocamento in aspettativa senza assegni, per tutto il periodo di frequenza  della specializzazione. Dopo il conseguimento del diploma di specializzazione,  ho  ripreso servizio nella mia amministrazione con la vecchia qualifica del tutto diversa. La mia domanda è la seguente: posso chiedere alla mia amministrazione, in base a norme di legge di essere impiegato nella nuova qualifica di dirigente medico? E ‘ se la mia amministrazione, per qualsiasi motivo non volesse o  non potesse impiegarmi nella nuova qualifica, posso chiedere  a domanda, di essere impiegato  e trasferito se necessario  con la nuova qualifica di medico  in un altra struttura pubblica, per esempio un (ente pubblico)ospedale. Visto che lo stato è uno,  e gli enti pubblici,  sono tutte strutture dello stato; anche perché,   sono stato messo in aspettativa da un ente (pubblico),  in questo caso il Ministero Difesa e sono stato assunto ( se pur in formazione da un altro ente pubblico ) l’Università . Tutto questo, giustificato anche dal fatto che da una parte mi hanno tolto lo stipendio e dall’altra, mi hanno  dato una borsa di studio(una paga). Grazie.
    Nella speranza di un positivo riscontro porgo, distinti saluti.
    Dr. Donato .

  1235. gianluca scrive:

    Buongiorno,
    sono un consulente a partita iva e lavoro per la società XXX (nome fantasia).
    Premetto:
    la mia azienade mi fa lavorare un 10 ore al giorno di media, non mi ha proposto un contratto ma una scrittura privata, lavoro sempre in ufficio tranne quando non sono in trasferta.
    Nell’ultimo rinnovo (scrittura privata) mi è stato detto che se emetto fatture per altre società devo retrocedere il 50% dei ricavi alla XXX. Ma è possibile una cosa del genere?
    E’ possibile che seppur trattati come lavoratori dipendenti si è pagati a partita iva senza un regolare contratto con una scrittura privata?
    Vi ringrazio in anticipo.

  1236. paolo scrive:

    buongiorno, scusi ancora per il disturbo potrebbe rispondere gentilmente al quesito 1213? grazie ancora

  1237. danilo scrive:

    Gentile Dott. Tavella,
    La richiesta riguarda me e il mio collega .
    Io tra contratti con agenzia interinale e con xxx tempo determinato lavoro da 4 anni e xxx da 6. Ora siamo entrambi assunti a tempo indeterminato con qualifica operaio servizio affiss. 3 livello parametro B ,zero scatti.
    Dal primo momento di assunzione svolgiamo lavoro di affissione per circa il 70% e il restante 30% d’ufficio/sportello.
    Chiaramente capita periodi che in ufficio si stà poco e periodi ( esempio quando il responsabile è in ferie,mutua ecc.) che stiamo per tutto l’orario di apertura allo sportello. Ci occupiamo di:
    • Riscossione e accertamento dell’imposta comunale sulla pubblicità ( ICI ) e del diritto delle pubbliche affissioni
    • Riscossione e accertamento della tassa occupazione spazi ed aree pubbliche ( TOSAP )
    • Servizio di pubbliche affissioni
    • Da gennaio gestiremmo anche la TARSU TEMPORANEA

    Anche su queste mansioni siamo assolutamente autonomi e soprattutto indipendenti dal responsabile.
    Diamo informazioni sui costi,tariffe,disponibilità di spazi,facciamo preventivi,riscuotiamo l’imposta, facciamo i soppraluoghi,facciamo le ricevute protocolliamo i documenti,facciamo i totali di cassa ecc.
    Usiamo excel,word,posta elettronica,programma gestionale SISCOM,programma protocollo OLIMPO.
    Tutte queste operazioni sono numerate,tracciate e rintracciabili per 10 anni e dimostrabili ad un controllo dei comuni concessionari o della Corte Dei Conti.
    Gestiamo questi servizi di yyyy e altri 14 paesi limitrofi.

    L’anno scorso per permetterci la rotazione delle ferie ci è stata affiancata per i lavori d’ufficio una collega assunta come impiegata.La cosa non ha poi avuto seguito così adesso quando manca uno di noi per un tempo di circa 1settimana ci danno un collega da un altro reparto,questo esegue solo i lavori di affissione quindi chi resta di noi due deve organizzarlo in tutto in quanto non sa usare il computer.
    Questo “ aiuto “ è un’operaio 4 livello… noi 3 livello.

    L’azienda a fine settembre ha pubblicato il “ manuale dei ruoli organizzativi “ ogni componente dal direttore generale ai capi operai viene classificato per mansioni svolte.Noi e ( stranamente ) il nostro responsabile non viene classificato.

    Negli altri uffici dove servono più di una persona, es. Uff. personale,Uff. contabilità Uff. tecnico, il responsabile dell’uff. è un impiegato di 5° o 6° livello e la persona sotto è impiegato 3° o 4° livello
    Da noi il responsabile è impiegato 5° livello, noi operaio 3 livello.

    Fin dal colloquio di lavoro si richiedevano le capacità per svolgere anche le mansioni di sportello ed ufficio personalmente mi hanno assunto dalla mobilità, ero impiegato 5° livello.xxx oltre essere diplomato grazie a lavori svolti prima ha ottima dimestichezza col computer non solo per quelli prima citati.
    Le nostre richieste sono:
     Che livello possiamo aspirare per le mansioni svolte anche se , non continuamente, altrimenti possiamo rifiutarci e non esercitarle più?
    La ringrazio in anticipo se vorrà

  1238. claudio scrive:

    Buona sera , ho bisogno di una delucidazione, impiegato nella grande distribuzione con contratto commercio terziario e servizi, con orario settimanale di 38 ore , distribuite dal lunedi alla domenica in quanto sempre aperti per zona turistica ,con un riposo settimanale. Usufruisco dal 2010 di giorni 3 di permesso in base alla legge 104/92 per assistere a genitore gravemente disabile per malattia oncologica. Oggi il mio Direttore di punto vendita al telefono con un non specificato addetto all’ufficio personale, mi dicono che se usufruisco del giorno di permesso(PAD L.104/92) non mi spetta il giorno di riposo settimanale, in quanto sostituito dal permesso. mi chiedo allora che serve avere il permesso l.104/92 quando posso usufruire del riposo??? non è che la Direzione fa la furba? E’ giusto come dicono loro o come penso io che il riposo settimanale va fatto ugualmente e il permesso non è considerato riposo in quanto pagato dall’INPS secondo le ore dichiarate? che sanzione va incontro la società e in primis il Direttore? Gentilmente mi date se possibile una risposta con i vari artt. di legge e sanzioni varie che posso mettergli sotto il naso prima di intentare una denuncia nei loro confronti. Grazie di cuore

  1239. claudio scrive:

    Buona sera , ho bisogno di una delucidazione, impiegato nella grande distribuzione con contratto commercio terziario e servizi, con orario settimanale di 38 ore , distribuite dal lunedi alla domenica in quanto sempre aperti per zona turistica ,con un riposo settimanale. Usufruisco dal 2010 di giorni 3 di permesso in base alla legge 104/92 per assistere a genitore gravemente disabile per malattia oncologica. Oggi il mio Direttore di punto vendita al telefono con un non specificato addetto all’ufficio personale, mi dicono che se usufruisco del giorno di permesso(PAD L.104/92) non mi spetta il giorno di riposo settimanale, in quanto sostituito dal permesso. mi chiedo allora che serve avere il permesso l.104/92 quando posso usufruire del riposo??? non è che la Direzione fa la furba? E’ giusto come dicono loro o come penso io che il riposo settimanale va fatto ugualmente e il permesso non è considerato riposo in quanto pagato dall’INPS secondo le ore dichiarate? che sanzione va incontro la società e in primis il Direttore? Gentilmente mi date se possibile una risposta con i vari artt. di legge e sanzioni varie che posso mettergli sotto il naso prima di intentare una denuncia nei loro confronti. Grazie di cuore buon anno

  1240. piero scrive:

    Innanzitutto buon anno in ritardo dr. m.t. Mia moglie mi ha chiesto di dare alla luce un altro figlio, ma siccome ne abbiamo gia’ due non penso che sia il caso. il tempo e’ molto poco e sinceramente non ho voglia di iniziare un progetto sapendo di non poterlo portare avanti o di farlo male. I lavoratori di questo blog hanno confidato nel suo blog speranzosi che qualcosa funzionasse come dei figli fanno con un padre. Lei non ha programmato nulla da principio ed ora risponde con sarcasmo alla mia ironia o minaccia di chiudere il blog o ancora (professionale direi) si augura di metter su uno staff? ma doveva farlo prima invece che farsi fare 1200 domande (tra cui tante ripetizione o chiarimenti sul perche’ lei non risponde) e rispondere al 10 per cento al massimo. Ha ragione Antonio quando le ha chiesto di evadere le le 100 ultime domande. Lei in tutta risposta lo ha cacciato via come ha fatto con me. Si organizzi Dr. … i lavoratori ne hanno bisogno … e non si svegli ogni 60 domande giusto per rispondere a 2 / 3 e a chi forse ha la risposta facile o scaricata da qualche sito. Io ho quasi finito la mia causa e la ringrazio vivamente a nome di tutti quelli che (avendo pochi soldini) confidavano nei suoi consigli gratuiti pensando che l’idea del suo blog fosse originale e ..buon Dio … finalmente la prima non tassata. Con questo le auguro….bhe io mi porto avanti col mio tempo e mai in ritardo BUONA BEFANA …. e vai col carbone… salve a tutti i lavoratori con i problemi … siamo ormai sempre piu’ e mi spiace per voi quanto spiace per i miei problemi .. CREDETEMI.

  1241. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Piero.
    Certe cattiverie gratuite, avanzate in un giorno di gioia come quello della Befana, la dicono lunga sul livore distruttivo che anima il suo intervento. Il paragone della gestione di un Blog a quella di un figlio poi, conferma in tutta tristezza il “peso” che meritano certe parole. Quale reale motivo la spinge a cercare di infangare una disponibilita’ offerta (nei limiti consentiti dal mio lavoro) in maniera del tutto volontaria? Accetto le critiche, il carbone ed i consigli per migliorare, anche le sue, ma, non capisco certi metodi. Buona Befana a lei ed alla sua famiglia.

  1242. guglielmo scrive:

    gentilissimo avv.aspetto un vostro riscontro alla domanda 1102, da più di un mese,per cortesia mi può rispondere al più presto?grazie

  1243. Massimiliano Tavella scrive:

    X Guglielmo.
    Il lavoro edile presenta delle particolarita’ rispetto agli altri settori. Di solito i dipendenti vengono assunti per svolgere le prestazioni in un determinato cantiere e si lega la permanenza in azienda alla durata del cantiere stesso. E’ comunque sempre utile inviare all’azienda una istanza di disponibilita’ per altri cantieri in atto. E’ chiaro che avrei bisogno di maggiori notizie per consigliarti e capire come sono strutturati i cantieri e vedere se si puo’ far valere il diritto di precedenza.h

  1244. Roberto Boscaro scrive:

    Ciao a tutti,
    volevo sapere se dopo un cambio di appalto per i servizi di pulizia presso una filiale del Committente la Societò subentrante può cambiare per proprie ragioni tecnico-organizzative la sede di lavoro degli addetti ricollocandoli presso un altro cantiere.
    Grazie.

  1245. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Claudio.
    L’art. 33, comma 3, L. n. 104/1992 prevede che, a condizione che la persona handicappata in situazione di gravità non sia ricoverata a tempo pieno, il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che la assiste, coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa.Tali permessi hanno natura diversa dal riposo settimanale per cui, a mio avviso, l’azienda non può inglobarli nello stesso riposo.

  1246. Massimiliano Tavella scrive:

    Pe Danilo.
    Qualle CCNL applica l’azienda?

  1247. Massimiliano Tavella scrive:

    X Paolo.
    Puoi specificare meglio la domanda?

  1248. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Gianluca.
    Cere furbate fanno venir voglia di fare subito vertenza e far pagare con gli interessi i torti subiti.
    Fai due conti e valuta se rispetto a quanto guadagni ora, senza protezione alcuna, con il riconoscimento di rapporto subordinato puoi essere ristorato dei danni subiti. Tutto dipende da come svolgi effettivamente le prestazioni (orari, potere direttivo etc).

  1249. Pietro scrive:

    Salve avvocato,
    potrebbe rispondere, quando ha tempo, alla domanda 1192 ? Ringraziandola per il suo aiuto, la saluto.

  1250. danilo scrive:

    rif.1237,1246.
    l’azienda applica il ccnl FEDERAMBIENTE,in quanto il “grosso”riguarda la raccolta deferenziata.
    grazie in anticipo.

  1251. Massimiliano Tavella scrive:

    X Pietro.
    L’appaltante e’ solidalmente responsabile per i debiti contributivi e retributivi dell’appaltatore. Cosa diversa e’ la diretta assunzione che si puo’ invocare quando il rapporto, pur svolgendosi nominalmente con l’appaltatore, viene nella sostanza svolto sotto le direttive dell’appaltante.

  1252. antonio scrive:

    11o3

  1253. Massimiliano Tavella scrive:

    X Antonio
    Il problema che poni e’ molto diffuso. Sei socio lavoratore? Molte cooperative mascherano attività imprenditoriali sfruttando le agevolazioni riservate dalla legge alle cooperative. Anche i Comuni a volte non tutelano i lavoratori impegnati negli appalti. Sarebbe il caso di avviare una azione comune che riguardi tutti i soci lavoratori delle cooperative che vedono negati alcuni diritti fondamentali tra i quali quello di esercitare effettivamente le prerogative di socio lavoratore. Bisognerebbe analizzare, inoltre, il bando di gara e vedere se ci sono gli estremi per annullare l’aggiudicazione.

  1254. liliana scrive:

    Salve…innanzitutto voglio farle i miei sentiti complimenti per la cortesia e la chiarezza che dimostra nel rispondere ai numerosi quesiti e poi vorrei abusare un pò anche io della sua pazienza, ma soprattutto della sua conoscenza!
    Sono un operatrice pluriservizio p.t. presso un locale autogrill e lavoro con contratti a tempo determinato dal 2007, sono in lizza per l assunzione a t.i., attendo solo di maturare i requisiti necessari per la richiesta (36 mesi).
    il problema è che sono innamorata e attualmente compagna di un mio collega parilivello che lavora nello stesso locale a t.i., la direzione mi ha fatto capire che finchè conviviamo non ci saranno problemi, ma se dovessimo sposarci non mi chiamerebbero più per le sostituzioni.
    Mi chiedo se è possibile che abbiano il potere di condizionare così la vita e le scelte di una persona..ma se da quasi 5 anni ho lavorato cn profitto e sanno bene della mia relazione sentimentale,nata 2 anni dopo il mio primo contratto perchè dovrei perdere il diritto al lavoro?
    mi sono informata tramite il sindacalista del mio locale, ma non sa rispondermi e tramite ricerche sul web, non ho riscontrato nulla di verosimile!
    lei cosa mi consiglia?
    spero in un giudizio favorevole, ma soprattutto concreto, finora mi sono solo inbattuta contro muri di ignoranza…
    cordialità
    liliana S.

  1255. annarita scrive:

    Salve Massililiano, mi chiamo Annarita e le sono grata per la realizzazione di questo Blog, ossia un luogo entro cui tanti lavoratori prendono coscienza del fatto che esistono loro diritti, anche quando questi vengono negati. Le sarei grata se volesse chiarirmi dei dubbi: sono stata licenziata il 19/12/11 dopo 10 anni di lavoro in un negozio di vendita scarpe. Ero la più anziana delle tre commesse, sia come età anagrafica che lavorativa, per altro madre di due figli. Sono stata licenziata senza preavviso, con un telegramma il giorno del mio ultimo giorno di lavoro e ad oggi il mio ex datore non mi paga lo stipendio di dicembre, con tredicesima. Mi ha proposto, dopo una lettera scritta da mio marito su richiesta di motivazioni per il licenziamento, una transazione per il pagamento di ciò che mi spetta, ossia ultimo stipendio + tredicesima mensilità + tfr. Non ancora conosco ovviamente il contenuto di questo atto privato che vuole sottopormi, ma temo che firmandolo possa poi precludermi le possibilità di ricorrere alla giustizia qualora sopravvenga un fallimento o una impossibilità di tener fede all’impegno preso da parte del mio ex datore di lavoro ( il quale tra l’altro agisce con un prestanome). Grazie per l’eventuale risposta. Annarita.

  1256. Massimiliano Tavella scrive:

    X Liliana.
    Non hai trovato nulla perche’ una motivazione del genere e’ assurda, discriminatoria e fuori da ogni regola. Devi pero’ essere furba. Mi spiego. Loro non potranno mai dirti ufficialmente che il motivo del mancato rinnovo e’ la tua storia sentimentale ma dovranno inventare una motivazione plausibile. Tu intanto non forzare la mano e acquisisci il diritto, poi non potranno sicuramente licenziarti a causa del tuo matrimonio. Sai, per certa gente una lavoratrice sposata e’ un problema (congedo matrimoniale, congedo parentale, malattia del bambino, divieto di licenziamento a causa di matrimonio etc), per cui una volta assunta a tempo indeterminato, vai con le pubblicazioni e cosi’ capiranno che la famiglia E’ UN VALORE, verso cui la legge prevede specifiche e giuste tutele. Certa gente merita questo e altro. Tienimi informato e auguri per la tua storia.

  1257. Massimiliano Tavella scrive:

    X Annarita.
    Intanto impugna il licenziamento con una normale lettera in cui impugni e contesti il licenziamento stesso (se hai problemi scrivimi in privato). Indipendentemente dalla mensilita’ e del TFR che sono diritti che nessuno ti potra’ mai negare, devi lottare perche’ il tuo licenziamento venga dichiarato illegittimo con eventuale risarcimento danni se l’azienda ha meno di 15 dipendenti. Non firmare nulla, e vai per vie legali. Nessuna transazione su un licenziamento senza preavviso e con anzianita’ superiore. Oltre a quanto ti spetta, vedrai che otterrai almeno un risarcimento dei danni subiti. ASSOLUTAMENTE NON MOLLARE, faresti un favore grandissimo ad un datore che non lo merita.

  1258. Massimiliano Tavella scrive:

    PER TUTTI.
    invito quanti hanno bisogno di un contatto diretto a visitare la mia pagina di facebook.

  1259. Cristina scrive:

    gentile dott. tavella non voglio disturbarla nuovamente, ma puó rispondermi appena puó al quesito 232. è urgente!
    grazie mille in anticipo.

  1260. Massimiliano Tavella scrive:

    X Cristina.
    Capisco perfettamente la tua angoscia. Il contratto di apprendistato pur essendo un contratto a tempo indeterminato offre alle parti, alla fine del periodo prestabilito di dare disdetta. In pratica non e’ affatto vero che devono per forza confermare il rapporto a tempo indeterminato. Ma con la stessa lealta’ con cui ti ho detto che non sono obbligati ad assumerti, ti dico che il contratto di apprendistato ha delle regole che vanno rispettate. Prima tra tutte quella della formazione. Non so in che Regione operi e quale normativa la tua azienda e’ obbligata a seguire, ma la totale mancanza di formazione puo’ anche rendere nullo il contratto di apprendistato e considerare il rapporto a tempo indeterminato fin dall’inizio. Il fatto che artatamente hanno goduto delle tue prestazioni attraverso una societa’ esterna non aiuta l’azienda a dimostrare la legittimità del contratto di apprendistato soprattutto se hai svolto sempre le stesse mansioni. Potresti avere buone possibilita’ di vincere la tua battaglia, ma e’ necessario sottoporre la situazione ad un Consulente esperto o ad un avvocato lavorista. Se l’azienda ha piu’ di 15 dipendenti vale la pena di provarci. L’azienda potrebbe incorrere, inoltre, a rilevanti sanzioni, per cui la cosa va gestita in maniera professionale senza scoprire le carte prima del tempo. Fammi sapere.

  1261. Silvia scrive:

    Buonasera gentile dottor Tavella, cortesemente potrebbe rispondere alla domanda numero 1208? Grazie 1000.
    Cordiali saluti.

    Silvia

  1262. danilo scrive:

    Autore: danilo
    Commento:
    Buonasera gentile dottor Tavella, cortesemente potrebbe rispondere alla
    domanda numero 1237,con annesse 1246,1250?
    Grazie

    Cordiali saluti.

    danilo

  1263. Massimiliano Tavella scrive:

    X Silvia.
    Il riposo settimanale spetta comunque. Le 48 ore sono l’orario massimo.

  1264. Massimiliano Tavella scrive:

    X Danilo.
    La tua e’ una domanda complessa E andrebbe effettuata una comparazione approfondita tra le mansioni effettivamente espletate e quanto previsto dalla declaratoria contrattuale. Ad ogni modo, pur svolgendo mansioni promiscue, il quarto livello mi sembra quello piu’ appropriato. Io vi consiglio di non intraprendere la strada del rifiuto della prestazione ma quella del riconoscimento del livello superiore con recupero degli arretrati.

  1265. Daniela scrive:

    Buonasera dott. Tavella,
    vuole essere così cortese da togliermi un dubbio? Ho impugnato il mio licenziamento ma, dopo quasi 15 anni di lavoro, di cui 5 in nero e i restanti con registrazione prima part-time e successivamente full-time, in sede di ricalcolo del mio TFR per evidente errore, mi è stato detto che gli anni in nero (dal 1997 al 2002)sono andati in “prescrizione” e quindi da non tenere più in considerazione nè ai fini del TFR nè tantomeno ai fini contributivi. Le chiedo se è possibile una cosa del genere.

    La ringrazio anticipatamente.
    Daniela

  1266. Maria scrive:

    Buongiorno abito a Bolzano,vorrei chiederle una cosa.Sono stata assunta da una ditta di pulizie di Torino a 3,5 ore al giorno,in primis con un contratto a chiamata durato 4 mesi,anche se a dire il vero al lavoro andavo regolarmente tutti i giorni,poi con contratto a tempo indeterminato.Sono stata costretta a firmare un contratto che prevede tre ore regolari e la restante mezz’ora come chilometraggio e che quindi,al fine pensionistico o in caso di malattia non risulta.Ho detto loro che a me non andava bene ma mi e’ stato risposto che e’ per un loro introito, e se non fossi contenta di cercare altro lavoro(ma a me li’ piace e poi lavoro non ce n’e').Sono stata alla Uil e mi hanno alzato spallucce dicendo che purtroppo e’ cosi’…..L’ispettorato mi dice che dovrei fare una denuncia se no non possono intervenire.Mi scusi….e se andassi alla finanza?Volevo farle sapere che questa ditta in BZ ha vari appalti con un sacco di persone assunte con i chilometraggi.Mi sta diventando un incubo sta’cosa perche’Non e’Giusto non essere tutelati.Che si puo’ fare?Grazie per un eventuale risposta.Genchi Maria

  1267. germano scrive:

    ciao vi pongo il mio problema il 17/12/2011 il mio titolare fa la revisione al camion tutto bene. il 23/12/2011 la revisione mobile mi ferma e mi sospende il camion x freni che non idonei e sospendono il camion x 1 mese il mio titolare mi fastare a casa con le ferie può farlo in attsa di risposta ringrazio ciao

  1268. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Germano.
    Le ferie non possono essere date al dipendente in occasione di fermo macchina a meno che non siano condivise. A norma, visto che la mancata prestazione non dipende da te, questi giorni dovrebbero essere remunerati ugualmente.

  1269. Massimiliano Tavella scrive:

    X Maria.
    Come avrete capito dalle mie risposte, sono sempre per le composizioni bonarie informate sul buon senso.
    Lavori davvero 3,5 h o di più? La voce rimborso kilometrico (in questo caso palesemente )illegittima potrai sempre impugnarla e il datore dovrà versare i contributi. Ma dipende tutto da ciò che vuole fare.

  1270. Lucio scrive:

    il mio titolare, ieri (09.01.2012) al ritorno delle ferie, mi ha convocato per togliermi i buoni pasto e telefono che purtroppo non ho a contratto, e cominicarmi il cambio di orario a partire da oggi.
    Il mio orario precedente prevede un part-time che va da lunedì a giovedì dalle 8.00-13.00 14.00-17.00 venerdì 8.00-12.00
    a passare a 8.30-12.30 14.30-18.30.
    La mia domanda è: ma può da un giiorno all’altro cambiarmi orario e renderlo subito effettivo?

    In attesa di un riscontro, ringrazio e saluto

  1271. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Daniela.
    L’art. 3, comma 9, L. n. 335/1995 prevede che a decorrere dal 1° gennaio 1996 il termine di prescrizione dei contributi di previdenza ed assistenza sociale obbligatoria è di cinque anni Tale termine è elevato a dieci anni nel caso in cui il lavoratore od i suoi superstiti abbiano denunciato l’omissione contributiva relativa alle contribuzioni di pertinenza del Fondo pensioni lavoratori dipendenti e delle altre gestioni pensionistiche obbligatorie.
    Per effetto dell’art. 3, comma 10, L. n. 335 i termini di prescrizione di cui sopra si applicano anche alle prescrizioni in corso alla data del 17 agosto 1995 (data di entrata in vigore della legge), fatta eccezione per i casi di atti interruttivi già compiuti o di procedure di recupero del credito iniziate nel rispetto della normativa precedente. Per espressa previsione normativa, decorso il termine prescrizionale i contributi non possono più essere versati. L’Ente previdenziale, quindi, non può accettarne il pagamento e qualora questo venga comunque effettuato, deve provvedere d’ufficio al rimborso.

  1272. Donato scrive:

    Buongiorno dott. Tavella, può gentilmente dare risposta al quesito 1234 del 5/1/2012? grazie mille.
    Donato

  1273. Elisa scrive:

    Gentilissimo dott. Tavella, premesso che ho un contratto full time determinato, quest’estate ho lavorato in nero presso una gelateria per fare degli extra e non mi son stati retribuiti gli ultimo due mesi (agosto e settembre) e possiedo tra l altro ancora le chiavi del negozio!!
    Rischio qualcosa facendo una vertenza essendo che ho gia un contratt full time ?
    La ringrazio
    Cordiali saluti

  1274. francesco scrive:

    Buongiorno dott. Tavella,
    sono il Responsabile di una Filiale di banca, che pur non avendo mai ricevuto segnalzioni di comportamenti inadeguati o negligenti rispetto all’esercizio delle mie funzioni o contrari all’etica aziendali o di prestazioni non in linea con i risultati attesi, devo prendere atto mio malgrado della decisioni aziendale di volermi assegnare l’incario di Gestore Clientela (addetto titoli) presso una delle Sue sedi. Poichè tale incarico comporta un demansionamento ed un peggioramento economico (poichè non percepirò più l’indennità di reggenza) vorrei sapere se alla luce delle premesse fatte ci sono o meno gli estremi di una vertenza e se ha qualche consiglio da darmi? Ringraziandola anticipatamente le invio cordiali saluti.

  1275. alessio scrive:

    Buongiorno, innanzitutto complimenti per la rubrica.
    Volevo solo sapere se esiste una normativa dei lavoratori che disciplini le pause, in particolare, i cosiddetti break coffee etc. etc.. Mi interessa sapere se il lavoratore ne ha diritto e nell’arco di una giornata lavorativa full time quante pause (oltre quella ordinaria del pranzo) debba fare. Mi riferisco a lavoratori impiegatizi che usano computer.
    Grazie.

  1276. giuseppe scrive:

    La mia convivente si trova ad essere assunta periodicamente per mesi nove da settembre a maggio semmpre dalla stessa società srl con lavoro part-time.
    Gli orari di contratto sono dalle 6.00 alle 10.00 ma si trova dietro obbligazionei della società a lavorare tutti i giorni lavorativi anche dalle 12.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 18.30 senza che vengano retribuite.
    Spesso viene insultata al lavoro e per necessita si trova costretta a subire. Le viene riconosciuto soltanto lo stipendio di base di circa 600 euro e gli assegni familiari.
    Il lavoro consisten nel fare pulizie presso una struttura sportiva.
    All’ennesima umiliazione e dietro toni alti emessi dal gestore si è trovata ad andarsene dopo le umiliazioni. Cosa posso fare dato che non sono stati mai riconosciute le tredicesime e per le ore in piu eseguite

  1277. giuseppe scrive:

    salve,
    sono un ragazzo di 22 anni.lavoro da circa un anno presso una ditta: realizziamo impianti elettrici civili e manutenzione varia.sono assicurato da piu di un anno come operaio e ho maturato molta esperienza nel settore.siccome ho intenzione di spostarmi per lavorare altrove,cosa deve darmi il mio datore di lavoro?cosa mi occorre per poter esercitare la professione di elettricista in proprio.(non solo manutenzione ma anche realizzazione di impianti nuovi ecc).

  1278. liliana scrive:

    grazie dottore.. lei mi ha donato un barlume di speranza! le farò sapere come procede…
    l’umanità è una dote che pochi conoscono o applicano..lei è uno di questi!

  1279. giuseppe scrive:

    salve,
    sono un ragazzo di 22 anni.lavoro da circa un anno presso una ditta di impianti elettrici: civili e manutenzione varia.sono assicurato da piu di un anno come operaio e ho maturato molta esperienza nel settore.siccome ho intenzione di spostarmi per lavorare altrove,cosa deve darmi il mio datore di lavoro?cosa mi occorre per poter esercitare la professione di elettricista in proprio.(non solo manutenzione ma anche realizzazione di impianti nuovi ecc).

  1280. Massimiliano Tavella scrive:

    X Germano.
    No, l’assenza dovuta a cause non imputabili al dipendente, va retribuita o con accordo imputata a ferie.

  1281. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Alessio.
    I lavoratori che utilizzano un’attrezzatura munita di videoterminali in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali, hanno diritto, qualora svolgano tale attività per almeno quattro ore consecutive, ad una pausa stabilita, nelle modalità, dalla contrattazione collettiva. Qualora nulla disponga la contrattazione collettiva, questi lavoratori hanno diritto a 15 minuti di pausa ogni 120 minuti di applicazione continuativa al videoterminale, senza possibilità di cumulo all’inizio ed al termine dell’orario di lavoro. Il tempo di pausa è considerato orario di lavoro

  1282. Massimiliano Tavella scrive:

    X Francesco.
    Premesso che nel quesito non viene indicato il CCNL (Credito, credito cooperativo etc) nè il livello di inquadramento, è necessario precisare che non sempre si tratta di demansionamento. Per quanto riguarda la riduzione della retribuzione, la stessa è lecita quando vengono eliminati elementi accessori strettamente legati alla precedente mansione.

  1283. Massimiliano Tavella scrive:

    X Giuseppe 1277.
    Denuncia alla direzione territoriale del lavoro e vertenza. Non vedo altre soluzioni visto che si tratta di associazione sportiva.

  1284. Massimiliano Tavella scrive:

    X Giuseppe 1278.
    E’ una domanda che non può trovare risposta in questo Blog. Dipende tutto dalle normative specifiche nazionali e regionali di settore.

  1285. Massimiliano Tavella scrive:

    X Elisa.
    E’ ritenuta ammissibile la contemporanea instaurazione di due o più rapporti di lavoro subordinato (ad es. con più datori di lavoro), purché ciò non comporti la violazione dei doveri di fedeltà, in particolare del dovere di non concorrenza, del lavoratore ovvero non sussistano specifici motivi di incompatibilità ovvero, ancora, non sia compromessa la concreta possibilità del lavoratore di collaborare effettivamente presso ciascun datore di lavoro.

  1286. giuseppe scrive:

    grazie per la sua risposta! volevo sapere a chi mi devo rivolgere per avere queste informazioni, dato che dovrei spostarmi dalla regione campania alla regione toscana!
    Grazie in anticipo
    Giuseppe 1279

  1287. Carla scrive:

    Salve,ho presentato domanda di pensione all’INPS il 6 dicembre 2011 e sto aspettando risposta che a tutt’oggi non ho ancora ricevuto. Ho telefonato al numero verde e mi hanno risposto che il termine è di 60 gg. Siccome la decorrenza è l’1 marzo 2012 i tempi per il preavviso all’azienda sono ristretti e finchè non ho l’OK dall’INPS non posso dare le dimissioni. La direzione mi ha detto che il periodo di preavviso è di 2 mesi e 15 gg. come mi devo comportare se manca il tempo per il preavviso? Mi possono chiedere di lavorare oltre l’1 marzo che è la decorrenza del pensionamento? Grazie mille e saluti.Carla

  1288. guglielmo scrive:

    preg.mo dott. avv.la mia anomalia nella visione del contesto e che l’azienda ha stipulato un accordo sindacale scritto in provincia condicendo che si effettuava una riduzione del personale (licenziamento collettivo) dovuto alla grave dificoltà aziendale dovuta alla mancanza di commesse e ai prossimi completamenti dei cantieri in corso (crisi);l’accordo comprendeva il licenziamento di tutte le unità operanti nel cantiere dove io lavoravo e veniva suddiviso in due scaglioni il primo il 30 luglio 2011 al 97% delle opere e il secondo al 100% del completamento dei lavori cioè il 30 novembre 2011,il cantiere e stato ultimato e consegnato il 5 dicembre ma tutt oggi i miei vecchi colleghi che svolgevano la mia stessa mansione daltronde con meno anzianità di lavoro sono ancora in forza in quel cantiere e mandati in trasferta a far preparazione di un nuovo cantiere in partenza con probabile trasferimento in qustultimo.a questo punto penso che non c’è chiarezza nel discorso crisi e che non siano state rispettate nessun tipo di normative.lei mi sa consigliare qulcosa a riguardo?

  1289. Massimiliano Tavella scrive:

    X Guglielmo.
    Gli accordi sindacali si rispettano e hanno valenza se non travalicano le norme di legge. La cosa mi sembra studiata per evitare le impugnazioni dei licenziamenti. In questo caso non resta che impugnare l’accordo sindacale e conseguentemente il licenziamento. Mandi una raccomandata alla ditta con una breve esposizione dei fatti ed indichi “impugno e contesto il licenziamento in quanto illegittimo e chiedo la reintegra nel posto di lavoro” inoltre “impugno e contesto l’accordo sindacale del……….

  1290. Massimiliano Tavella scrive:

    X Guglielmo 2.
    Potrebbe inviare la stessa comunicazione anche alla Direzione Territoriale del lavoro della sua provincia. Se si deve fare rumore e’ meglio andare fino in fondo.

  1291. Massimiliano Tavella scrive:

    X Giuseppe.
    Puo’ rivolgersi alle associazioni di categoria.

  1292. Josette scrive:

    dopo 2 anni ho trovato lavoro in una cooperativa,con la crisi ho pensato .meglio di niente accetto.mi rendo conto che non è per me.non ho tredicesima ok,ferie non pagate ok,ho lasciato la mobilità per cosa considerando che da inizio anno 2012,gennaio ho lavorato 11 oremi mandano messaggi dicendo di avere pazienza,solo che con la pazienza non si va avanti.a questo punto la mia domanda è:sono tutelata ,sono in prova per 60 giorni .posso chiedere di essere licenziata ?almeno prendo la mobilità che ho sospeso.

  1293. Fabio scrive:

    gentile dott. tavella appena è possibile può rispondere al quesito 818. La ringrazio nuovamente.

  1294. Roberto scrive:

    Buongiorno,
    prima di tuttuo la ringrazio per le informazioni che gentilmente condivide con noi “popolo di internet”.
    Passo alla mia domanda.
    Lavoro in un’azienda metalmeccanica dal 2003 inquadrato come impiegato di sesto livello con contratto a tempo indeterminato. Il contratto riporta una “retribuzione netta minima garantita” di 1800€.
    Costantemente ogni anno nella busta paga di dicembre le trattenute IRPEF abbassano il netto anche di 4/500€.
    Quello che le chiedo è questo: avendo io firmato il contratto per un minimo netto “garantito” non dovrebbe essere l’azienda che in qualche forma(tipo una tantum per esempio) mi porta la retribuzione di questo mese al netto pattuito?
    Se così fosse, per quanti anni passati posso richiedere il rimborso?

    Molte Grazie!!
    Roberto

  1295. Roberto scrive:

    Piccola precisazione del mio intervento(1294): le trattenute in questione sono il conguaglio.
    Attendo una sua gentilissima risposta.
    Roberto

  1296. sara scrive:

    Si chiede di saper se per due nipoti (figli del fratello) convivente e affidati con provvedimento del giudice, inseriti nello stesso stato di famiglia del richiedente è possibile fruire delle deduzioni fiscali per familiari a carico.Grazie per il servizio. cordiali saluti

  1297. Paoletta scrive:

    Dopo 6 mesi di lavoro in un’azienda, ho chiesto il congedo retribuito per due anni per assistenza a genitore con handicap grave. La mia azienda ha aperto un procedura di mobilità che si deve concludere entro il 31/12/2012. Chiedo se sia possibile che mi possano dare la lettera di licenziamento nei termini del 31/12/2012 ma con effetto della cessazione del rapporto di lavoro al termine del periodo di congedo INPS. Grazie Cordiali saluti

  1298. Luigi scrive:

    Salve.
    E’ stato da qualche giorno firmato l’accordo per il rinnovo CCNL Distribuzione delle Cooperartive, con un ritardo di 11 msi dalla scadenza del 31/12/2010. Con la busta paga di dicembre è stato accordato un conguaglio ‘unatantum’ per recuperare i mancati aumenti da gen 2011. Io avevo un ad personam riassorbibile, nella busta paga di dicembre viene (ahimè) correttamente riassorbito l’aumento cossrispondente per detto mese (con aumento di pari importo della paga base) ma non mi viene elargita la quota una tantum in quanto teoricamente sostituisce gli aumenti mese per mese non percepiti nel corso del 2011. Chiedo: è corretto?
    Grazie.
    Luigi

  1299. Antonella scrive:

    Sono stata licenziata per motivo oggettivo riduzione di produttività dell’azienda (studio professionale) sopratutto nel mio settore (dicono) ma mi chiedono comumque di fare affiancamento per istruire il personale restante in mia sostituzione. A mia richiesta peraltro non mi hanno concesso l’indennità sostitutiva costringendomi a lavorare il preavviso (ma non ero superflua ??)
    Posso rifiutarmi di fare affiancamento ?.
    Non ho voluto fare vertenza per non pregiudicarmi la nomea in futuro pensando di restare nel medesimo settore professionale (è una casta e le voci girano) ma vorrei far valere il demansionamento durante il preavviso (le mie mansioni sono state ridotte già per sostituzione) nonchè chiedere un risarcimento danni morali.
    Se la mia richiesta è plausibile che termini ho per effettuarla ?
    Grazie sin d’ora per la cortese risposta.

  1300. Antonella scrive:

    Sono stata licenziata per motivo oggettivo: riduzione produzione azienda (studio professionale) soprattutto dicono nel mio settore, ma mi chiedono comunque di istruire ed affiancare il personale restante che dovra sostituirmi parzialmente nelle mie mansioni. Posso rifiutarmi ?
    Ho rinunciato ad effettuare una vertenza per il licenziamento per non pregiudicare la mia fama in caso di permanenza nel medesimo settore professionale (è una casta e le voci girano) ma vorrei comunque far valere il risarcimento per demansionamento durante il preavviso (sono stata già sostituita in alcune mansioni) e danni morali per lesione dignità.
    Ho chiesto l’indennità sostituiva ma non mi è stata concessa facendomi lavorare tutto il preavviso (ma non ero superflua ??)
    Se ci sono i presupposti per le mie richiesti entro quali termini posso effettuarle ??
    Grazie sin d’ora per la cortese risposta.

  1301. riccardo scrive:

    Salve,
    mi servirebbe sapere come comportarmi o a chi rivolgermi per avere indietro quel che mi spetta. Mi spiego: per 4 anni ho lavorato in una agenzia di servizi in nero regolarmente retribuito, stanco della situazione mi sono licenziato e me ne sono andato con 2 mesi di arretrati ancora da prendere. Inoltre vorrei sapere, se possibile, se mi psetta anche una liquidazione rispetto a tutti i 4 anni di lavoro. Mi può aiutare??
    grazie

  1302. roberto de berris scrive:

    salve a tutti
    bhe, è un iniziativa meravigliosa.
    SONO UNO DEI RESPONSABILI DI UN AZIENDA SICILIANA CHE SI OCCUPA DI SUPERMERCATI E CONTA CIRCA 300 DIPENTENTI.
    ULTIMAMENTE SUCCEDE LA SEGUENTE: GIRA PER I SUPERMERCATI IL FIGLIO DEL TITOLARE E COSTRINGE I FULL TIME DEI LOCALI CHE PERDONO UN PO DI FATTURATO, A PASSARE PART TIME, DICO COSTRINGE PERCHE’ DIETRO MINACCIA DI UNA POSSIBILE CHIUSURA DEGLI STESSI E TANTE ALTRE STR…ZATE CHE RIESCE AD INVENTARE INFLUENZA I POVERI DIPENDENTI AD ACCETTARE E SOTTOSCRIVERE DI LORO PUGNO LA SUDDETTA RICHIESTA !! COSA POSSONO FARE ???? CONSIDERATE ANCHE CHE SIA PART TIME CHE FULL TIME FANNO UNA MIRIADE DI ORE IN PIù RISPETTO AL CONTRATTO DI LAVORO CHE NATURALMENTE NON GLI VENGONO RICONOSCIUTE COME STRAORDINARIO, E NON VENGONO FATTE RECUPERARE !!
    AIUTIAMOLI !!

  1303. roberto de berris scrive:

    dimenticavo, il fatto di fare ore in più (ma tante però) non pagate, di non avere livelli corrispondenti alla mansione, di vivere nel timore di iscriversi ad un sindacato colpisce tutti i dipendenti,dai direttori commerciali a noi direttori di filiale, tranne i figli del titolare o per meglio dire dell’amministratore delegato, gente senza alcun cuore che professa l’amore della famiglia per i dipendenti, ma agisce e pensa in tutt’altro modo !!!
    grazie

  1304. piro haxhimima scrive:

    buonasera,

    vorrei chiederVi un’informazione. sono assunto nel settore del commercio come impiegato di V livello le mie mansioni sono:

    commerciale con nostri clienti rivenditori

    aggiornamento sito web

    gestione e preparazione ordini e-commerce

    addetto alle vendite spaccio aziendale

    addetto alle vendite all’esterno dell’azienda con
    acquisizione nuovi clienti

    secondo Voi lo svolgimento di tutte queste mansioni ricade all’interno del V livello o eventualmente quale livello sarebbe più consono al mio caso?

    grazie in anticipo

  1305. Filippo scrive:

    buonasera,

    vorrei chiederVi un’informazione. sono assunto nel settore del commercio come impiegato di V livello le mie mansioni sono:

    commerciale con nostri clienti rivenditori

    aggiornamento sito web

    gestione e preparazione ordini e-commerce

    addetto alle vendite spaccio aziendale

    addetto alle vendite all’esterno dell’azienda con
    acquisizione nuovi clienti

    secondo Voi lo svolgimento di tutte queste mansioni ricade all’interno del V livello o eventualmente quale livello sarebbe più consono al mio caso?

    grazie in anticipo

  1306. Clara scrive:

    Buonasera, con grande entusiasmo mi sono imbattuta nel vostro “angolo” e vi faccio i miei più sinceri complimenti per l’aiuto che date!!!
    Ora vi pongo il mio problema anche se non è esattamente un argomento inerente: ho da poco avviato una piccola azienda di produzione di integratori. Sono alla ricerca di un agente di vendita plurimandatario con pagamento a provvigione, ma non riesco a capire se posso permettermelo o meno.
    Se per ipotesi mi porta un fatturato di 1000 euro al mese per un anno con una provvigione del 5% gli dovrò 50 euro al mese e quindi 600 euro all’anno di provvigione, ma quanto devo versare all’enasarco come tributi? E con un fatturato di 12000 euro e una provvigione di 600 euro a quanto ammonterà l’aliquota FIRR? Ho posto le stesse domande al mio commercialista ma mi ha confuso con sigle e percentuali..in pratica vorrei capire realmete se posso permettermi di “assumere” una persona e non incappare in una vertenza, io e la mia socia abbiamo fatto e stiamo facendo tanti sacrifici per avviare la ditta riuscire a permetterci poterci il nostro primo dipendente è un sogno!
    Grazie in anticipo per tutto e scusate ancora se l’argomento della domada va un pò fuori tema.

  1307. Filippo scrive:

    Caro Massimiliano,

    Buongiorno,
    sono un medico libero professionista neo specializzato e neo assunto presso una struttura Ospedaliera accreditata. Teoricamente sono inquadrato com libero professionista, cioè dovrei fornire i miei giorni di presenza senza essere assogettato a turni fissi prestabiliti. In realtà si tratta di un lavoro parasunordinato, con turnistiche ben precise da cui molto spesso è difficile scostarsi, una retribuzione fissa a prescindere dalle ore lavorative. Inolltre spesso ci si trova a dover lavorare ben oltre le 24 in un singolo giorno. Mi chiedevo se tutto ciò rimanesse nell’ambito della pseudolegalità italiana?

    Grazie anticipatamente,
    Filippo

  1308. mauro migliorati scrive:

    Gentile Dott Tavella,
    vorrei esporle la mia situazione relativa a delle anomalia contrattuali che credo di subire. Le chiedo gentilmente un indirizzo email a cui scrivere o di confermarmi che io possa farlo in questa sede.
    In attesa di suo riscontro colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.

    Mauro Migliorati

  1309. harley scrive:

    gent.mi
    sono una dipendente ccnl tlc assunta indeterminato categoria protetta 67% e l.104 handicap grave.
    ho superato la malattia pagata al 100% e ho incominciato a percepire stipendio a meta’ .la mia situazione patologica si e’ molto aggravata.
    in ogni caso , ho inoltrato richiesta all’azienda di poter usufruire di rc/recuperi festivita’, (9 gg in tutto) per avere almeno un po’ di ristoro sulla busta paga.
    L’azienda non me li ha concessi, non motivando per iscritto, ma tramite sms mi ha detto di fare malattia.
    posso pretendere che questi gg mi vengano dati e quindi pagati? in che modo?
    sono giorni relativi al 2007, 2008, 2009, 2010 e ora mi farebbero molto comodo.
    Continuano a negarmi tali recuperi rc anche se ho inoltrato richiesta scritta e mi fanno ostruzionismo per tutto.

    grazie se vorra’ essere cosi’ gentile da rispondere alla mia, la prego e’urgente

  1310. Stefania scrive:

    Rif. 1164-1216?

    Come prevedevo al rientro dalla malattia, il 10 c.m., mi sono sentita dire che il mio contratto è scaduto il 31/12 (senza ovviamente nessun tipo di comunicazione). Ho esposto il fatto che secondo me è scaduto il 28/11 e dopo due giorni di aspetta… ci informiamo… vieni a parlare… stai a casa… ritorna a parlare…, oggi sono definitivamente a casa. Al mio posto han messo un ragazzo spostandolo da una delle altre società, che è però esclusivamente un commerciale.
    Anche la ragazza rientrata dalla maternità il 29/11 vuole procedere con la vertenza. Lei ha tutt’ora affidata una mansione di applicazioni web.

    Mi dà per favore un suo parere?

    Grazi mille.

  1311. Stefania scrive:

    Mi scuso se sono monotona… Ma la situazione è grave per me e le persone che lavorano in quel posto…
    Attendo cortesemente e grazie mille.

  1312. Massimiliano Tavella scrive:

    Carissima Stefania,
    appare in tutta chiarezza la gestione impropria delle prestazioni lavorative. Il suo caso richiede pazienza e la necessita di avviare una strategia ( se possibile) che possa porre fine a questo inferno senza regole. Quanti dipendenti ha l’azienda? Quale grado di cointeressenza esiste tra le aziende del gruppo per cui ha lavorato? In che regione opera l’azienda? Io accetterei un contratto a progetto durante il quale le faranno fare le stesse mansioni, gli stessi orari e tutta una serie di inadempienze che potrà aggiungere a quelle precedenti per costituire prove inconfutabili della illegittimita’ nella gestione dei rapporti. E’ chiaro che dovrebbe parlare con un consulente che analizzera’ le carte in maniera approfondita (assolutamente necessario).

  1313. Massimiliano Tavella scrive:

    X Mauro Migliorati.
    Se intende esporre problematiche di carattere generale questo e’ il posto giusto. Se e’ interessato ad una specifica consulenza può contattarmi alla mail privata.

  1314. Massimiliano Tavella scrive:

    X Filippo.
    Non e’ pseudo legalità, almeno se il rapporto si svolge nei termini descritti. Il popolo delle partite IVA che lavorano con il vincolo della subordinazione e’ fatto di commercialisti, medici, ingegneri etc. Anche in grandi strutture,……. ma in maniera illegale.

  1315. Massimiliano Tavella scrive:

    X Roberto de Berris.
    Non credo che il titolare abbia plagiato tutti. La paura di perdere il posto ed il momento che stiamo vivendo fanno nascere queste persone che pero’ giocano con la vita degli altri.
    Se la sentono di rifiutare la trasformazione del rapporto? Sono pronti a fare una azione collettiva?
    Dipende tutto da loro. Le regole ci sono e le sanzioni
    Er i datori di lavoro sono pesantissime.

  1316. Massimiliano Tavella scrive:

    X Clara.
    http://www.enasarco.it/guida/utenti/aziende
    Qui trovi tutto.

  1317. Filippo scrive:

    Buonasera Massimiliano,

    quindi secondo Lei sto svolgendo più mansioni rispetto a quelle che contrattualmente spetterebbero e di conseguenza potrei provare a chiedere un inquadramento ad un 4 livello visto che se non sbaglio il livello non sale in automatico?
    Sarebbe così cortese da dirmi quale delle mansioni descritte ricade nel V livello?

    Grazie in anticipo

  1318. Filippo scrive:

    Grazie mille per la risposta. Rif 807. E’ possibile intentare causa civile nei confronti della struttura ospedaliera?o sarebbe sconfitta certa??

  1319. Silvia scrive:

    Buonasera, grazie della sua gentile risposta. quindi l’azienda non mi può obbligare a fare 48 ore o più?giusto?
    Visto che non mi vengono retribuite le 8 ore che faccio in esubero. Io ne faccio sempre in più visto che sono il responsabile del punto vendita, ma non voglio sentirmi in obbligo! Inoltre se una settimana faccio ad esempio 50 ore ( 10 ore in più) e la settimana successiva ne svolgo 35 (5 in meno), le 5 ore non mi vanno in recupero ore… bensì mi mettono permesso! Secondo lei è corretto?

  1320. Roberto scrive:

    Salve Massimiliano,
    riesce a darmi una risposta ai quesiti 1294 e 1295?
    Grazie infinite
    Roberto

  1321. Massimiliano Tavella scrive:

    X Roberto.
    Gli accogliererdi al netto comportano sempre dei problemi di calcolo che generano tensioni. E’ chiaro che il conguaglio di fine anno puo’ comportare una diminuzione del netto. in questo caso l’azienda dovrebbe calibrare la tassazione in modo tale da far coincidere il piu’ possibile le trattenute dovute e quelle pagate. In generale potresti richiedere gli ultimi 5 anni.

  1322. Cristina scrive:

    Gentile Dott. Tavella è ufficiale oggi mi hanno comunicato che non mi rinnoveranno il contratto tra un mese ma cesserà così l’apprendistato. Ho parlato con un insegnante di diritto della mia scuola (ex avvocato e amica di un avvocato lavorista) mi ha detto di portarle i contratti che ho avuto finora così da sapere bene le cose e potermi aiutare.
    Quale è il termine di preavviso per cui dovevano comunicarmi il non rinnovo del contratto? perchè siamo al 13 di gennaio il contratto scade l’11 di febbraio, meno di un mese. avevo letto da qualche parte che sono obbligati a rispettare dei tempi di preavviso altrimeni ti devono pagare. È vero?
    A cosa si riferisce riguardo allae sanzioni sulla formazione che non ho ricevuto? Io lavoro a milano. l’azienda è molto grossa e anche quotata in borsa io faccio parte di una società all’interno dell’azienda con più di 15 dipendenti. se mi scrive in privato o mi da un suo riferimento le scrivo bene i dettagli. Grazie mille dell’aiuto. Dal mese prossimo mi chiedo come pagherò le cambiali della scuola che sto facendo.

  1323. Mauro Migliorati scrive:

    Buomgiorno,
    descrivo di seguito la mia situazione.

    Lavoro per un Ente (aeroporto)occupando la funzione di Marketing Manager e sono stato assunto con un primo contratto di lavoro somministrato della durata di 6 mesi nell’aprile del 2010. Alla scadenza (ottobre 2010) con tante promesse mi è stato mantenuto lo stesso contratto rinnovandolo per ulteriori 6 mesi.
    Alla scadenza successiva, doveva diventare a tempo indeterminato, ma visto che ero da così poco tempo in azienda, non è stato possibile (altre persone sono state assunte in funzioni simili alla mia direttamente con contratto a tempo indeterminato)quindi mi è stato fatto un contratto a tempo determinato della durata di un anno, non più somministrato, ma direttamente con l’azienda.
    Nei mesi scorsi mi è stato spiegato che era in corso una riorganizzazione aziendale (è stato colpito solo l’ufficio marketing e relazioni esterne per cercare di silurare il mio responsabile per ragioni personali) e il mio contratto non sarebbe stato rinnovato. Il giorno 23 dicembre è stato pubblicato il nuovo organigramma del dipartimento mkt/commerciale, il mio responsabile è stato demansionato, gli altri due collaboratori destinati ad altri incarichi (perchè hanno contratto a tempo indeterminato)ed io nemmeno compaio. In sostanza sono fuori e da qui al 31 marzo (giorno della scadenza) sono più o meno parcheggiato e coinvolto in minima parte sulle attività che prima gestivo io direttamente, ma che ora sono in carico ad altre persone.
    La mia domanda è la seguente: mi rendo conto che un contratto a tempo determinato quando scade si possa anche decidere di non rinnovarlo, ma nel caso in cui le competenze sono dimostrate, i risultati sono stati ottenuti e soprattutto se la funzione in azienda continua ad esistere e le attività vanno avanti, non c’è modo di ottenere un rinnovo? In caso di mancato rinnovo è possibile procedere legalmente per rivendicare in qualche modo questa scelta aziendale?

    Ringrazio in anticipo per i chiarimenti e la risposta che mi darete.

    Cordiali saluti
    Mauro Migliorati

  1324. rossetti salvatore scrive:

    salve, ho lavorato in un bar per circa 20anni a nero…. solo 2 anni fa sono stato inquadrato part time per circa 8 mesi , mesi che nonostante abbia lavorato non mi sono state pagate le mensilita.. ora trascorsi quasi 2 anni dalla data delle mie dimissioni e non avendo comunque recuperato niente nel tentativo di soluzione posso deninciarlo… grazie

  1325. Antonella scrive:

    Mi scusi tanto se ripropongo il mio quesito da rivedere al n.299 dell’11 gennaio 2012 ore 17.08, ma purtroppo sto vivendo il problema in diretta e devo prendere delle decisioni adesso.
    Mi scuso ancora.
    Grazie

  1326. Stefania scrive:

    Rif. Sua risposta 1312

    Buongiorno Dott. Tavella,
    la ringrazio infinitamente per la luce che la Suo competente parere mi ha regalato oggi!!
    Il gruppo ha sede legale a Milano e operativa in prov. di Milano. Nella stessa sede operativa confluiscono le varie società, tutte che hanno come amministatori uno e/o tutti e due soci, settore merceologico commercio.
    Lavorano in quel posto circa 60 persone delle quali: la ragazza rientrata dalla maternità in contratto indeterminato, io con determinato sostituz. maternità, 23 circa con contratto a progetto con lordi mensili anche di 3000,00€, tutti gli altri in prestazione occasionale (alcuni lavorano lì da oltre sei mesi). Il mese scorso ho predisposto bonifici ed assegni per circa 70 nominativi. Nessuno viene pagato in contanti se non casi eccezionali: di questi uno è il padre di uno dei soci che collabora da oltre due anni ed attualmente percepisce in nero 2000,00€ mensili più 13° e 14°mensilità. Il tutto senza nessun tipo di contratto. I due soci il mese scorso hanno percepito compenso netto per 5300,00€ ognuno.
    Gradirei avere, se potesse, il Suo indirizzo di posta elettronica, così da poterLe meglio spiegare nel dettaglio la situazione.
    Mi sono già mossa per ottenere informazioni certe presso la Camera del Lavoro competente, ma i miei due titolari mi hanno confermato che non ho nulla a pretendere visto che non erano tenuti a comunicarmi nessuna cessazione. E’ stata fatta d’ufficio e nei termini di legge, che prevede un mese di affiancamento dopo il rientro della persona sostituita. Peccato che non ho fatto nessun affiancamento nè prima, nè dopo dimostrato dal fatto che lei lavora attualmente per una mansione del tutto diversa rispetto a quello che prevede il Suo contratto.
    Ancora grazie di cuore e complimenti a Lei per la Sua professionalità.
    Le auguro buon lavoro e di proseguire facendo crescere questo ottimo blog a disposizione dei tanti lavoratori capaci ed affidabili, che hanno l’umano diritto di ricevere dal proprio datore di lavoro, oltre che le giuste spettanze per la propria opera svolta, il rispetto verso la propria persona.

  1327. Lara scrive:

    Buonasera Dottor Tavella,
    sono in procinto ad andare in pensione e vorrei chiederLe 2 cose al riguardo:
    a)ho dato il preavviso 1 mese e mezzo prima anzichè 2 mesi e mezzo previsti, cioè la finestra decorre dal 1 marzo 2012. Cosa comporta? Mi tratterrano 1 mese di stipendio o posso prorogare la pensione di 1 mese cioè al 1 aprile. Mi hanno detto che non mi conviene in quanto si sposta la finestra di un trimestre e andrei a giugno o dicembre prossimo. Mi scusi ma non ho le idee chiare in proposito.
    b) durante il periodo di preavviso mi conviene godere le ferie o è meglio farmele pagare? Ho sentito dire che in questo periodo di preavviso ogni giorno di ferie è un giorno di preavviso in più che dovrei sostenere, a questo punto che succede me le detraggono? Anche qui non ho le idee chiare in merito.
    Grazie in anticipo della consulenza.
    Saluti / Lara

  1328. harley scrive:

    gent.mo
    la prego puo’ rispondere al mio quesito 1309 ?

    grazie

  1329. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Harley.
    Carissimo, mi può specificare meglio il contratto collettivo applicato e cosa intende per rc/recuperi fetività?

  1330. Donato scrive:

    Gentilissimo dott. Tavella buonasera , è possibile gentilmente avere una risposta al quesito 1234? Ho speranza? Grazie per la cortesia.
    Donato.

  1331. Massimiliano Tavella scrive:

    X Donato.
    Non credo che nell’impiego pubblico il conseguimento di un titolo di studio possa far scattare automaticamente una nuova posizione. Di solito la via e’ quella dei concorsi riservati agli appartenenti alla P.A. ( i cd concorsi interni) .

  1332. Paoletta scrive:

    Gent. Dott. Tavella
    dopo 6 mesi di lavoro in un’azienda, ho chiesto il congedo retribuito per due anni per assistenza a genitore con handicap grave. La mia azienda ha aperto un procedura di mobilità che si deve concludere entro il 31/12/2012. Chiedo se sia possibile che mi possano dare la lettera di licenziamento nei termini del 31/12/2012 ma con effetto della cessazione del rapporto di lavoro al termine del periodo di congedo INPS. Grazie Cordiali saluti

  1333. Elisabetta scrive:

    Gent.mo Avvocato,
    ero convinta di averLa ringraziata per la sua gentile risposta ed invece non avevo inviato il commento. Grazie mille e buon 2012!
    Saluti.
    Ely

  1334. harley scrive:

    grazie carissimo, le invio le info che mi chiede:
    il contratto e’ tlc (telecomunicazioni ), lavoro per grande s.p.a ,
    per rc si intendono quei giorni da recuperare perche’ lavorati nelle festivita’ come per esempio 25 aprile, 1 maggio o natale etc, giorni in cui se si lavora si ha diritto al recupero di quel giorno, quindi di riposare e vengono pagati un po’ di piu’.io ne ho addirittura da recuperare dal 2007!! e la mia azienda nonostante ne abbia fatto formale richiesta non me li vuole concedere, invitandomi a continuare a fare malattia(ovviamente sperando che io superi il comporto).
    posso obbligarli a concedermeli o devo fare vertenza?grazie

  1335. salvatore scrive:

    ciao volevo chiedere delle cose.. io lavoro con i muratori da 8 mesi e non sono stato ancora dichiarato anzi ogni quando gli chiedo come e finita il datore di lavoro mi risp con il dirmi che non può dichiararmi mi sento preso in giro , lavoro dalle 7 a l una e dalle 2 alle 5 5 e mezzae giusto l orario?cosa succedera se gli faccio una bella vertenza?? perchè sono stanco ve lo giuro e spesso anche se facendo il giusto lavoro vengo sgridato veloce daii ancora qui sei ecc…. se gli faccio la vertenza cosa mi spetta a me?? con 8 mesi di lavoro a nero a dimenticavo vengo pagato 40 euro al giorno .. mi deve dei soldi questo datore di lavoro??mi deve contributi?? sarei felicissimo se mi aiutate a capire cosa non mi e stato dato e che dovrebbero darmi… grazie un saluto a tutti e spero che mi aiutate grazie

  1336. Sara scrive:

    Buongiorno, sono una studente e tre giorni alla settimana lavoro presso uno studio di un ragioniere per un totale di 12 ore settimanali.
    Sono stata assunta con contratto di associazione in partecipazione anche se in realtà non ho ancora firmato nessun contratto (sono tre mesi che lavoro).
    Il mio compenso è di 300 euro ogni tre mesi.
    Dato che non conosco molto bene questo tipo di contratto, mi potrebbe dire, in base a ciò che le ho detto, se è tutto regolare? Il mio dubbio riguarda la paga troppo bassa..
    La ringrazio in anticipo per la disponibilità.

  1337. Giuseppe scrive:

    Buongiorno
    vorrei espporre il mio problema:
    sonre durante la set un dipendente part time 24h con contratto apprendistato 54 mesi in una nota azienda della grande distribuzione.
    Vorrei sapere se è legale che io debba effettuare l’orario di lavoro spezzato (3mattina + 2 pome) a differenza di chi ha un contratto full time che invece ha un orario continuato di 7 ore al giorno senza spezzati?
    C’è una legge che mi agevola e a cui posso far riferimento?

    Grazie
    giuseppe

  1338. Massimiliano Tavella scrive:

    X Harley.
    Le ore di lavoro festivo sono compensate con le maggiorazioni previste dal contratto collettivo. L’eventuale mancato riposo settimanale non può essere imputato a ferie.
    La malattia va fatta se si è in condizioni di malattia e non per compensare il riposo settimanale, per cui fai una formale richiesta all’azienda con la specificazione che “la presente comunicazione vale anche ai fini della interruzione dei termini di prescrizione”.

  1339. Massimiliano Tavella scrive:

    X Sara.
    Ai sensi dell’art. 2549 del cod. civ. l’associazione in partecipazione è un contratto in base al quale l’associante (imprenditore) attribuisce all’associato una partecipazione agli utili della sua impresa o di uno o più affari, verso il corrispettivo di un determinato apporto.
    In pratica:

    - l’associante (il ragioniere) ha la gestione dell’impresa o dell’affare e la responsabilità verso i terzi;

    - l’associato (in questo caso tu) ha un potere di controllo della gestione economica dell’impresa che si sostanzia essenzialmente nel diritto al rendiconto, inoltre, partecipa al rischio d’impresa in quanto il suo diritto agli utili dipende dall’andamento dell’impresa ed è normalmente esposto alle eventuali perdite, anche se nei limiti del suo apporto.
    In conclusione, dalle poche informazioni che mi indichi, non solo non hai il controllo sull’affare per cui sei associata, ma non sai nemmeno di esserlo….

  1340. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Salvatore.
    Certo che ti spettano i contributi!E certo che ti spetta una retribuzione maggiore (quella del contratto collettivo). Ma la cosa più certa e’ che al tuo datore di lavoro spettano severe e pesanti sanzioni.
    Se te la senti vai alla Direzione Provinciale del Lavoro (oggi DTL), cerca un ispettore e fai una denuncia, ci penseranno loro…. Probabilmente perderai il posto, ma in un settore così rischioso non puoi lavorare senza garanzie!

  1341. Massimiliano Tavella scrive:

    X Giuseppe.
    Come abbiamo più volte ribadito, il datore di lavoro non può ridurre unilateralmente l’orario normale di lavoro dei propri dipendenti, mentre ha il potere di modificare anche unilateralmente la distribuzione dell’orario di lavoro nell’arco della giornata o della settimana lavorativa purché tale modifica non sia arbitraria ma dettata da effettive esigenze tecniche, organizzative e produttive.

  1342. Massimiliano Tavella scrive:

    PER TUTTI.
    Non vorrei che gli AVVOCATI si arrabbiassero! Sono dottore commercialista specializzato in diritto del lavoro e NON AVVOCATO!

  1343. Sara scrive:

    Grazie per la sua spiegazione.
    In pratica, se non ho capito male, il mio datore di lavoro ha “occultato” dietro tale forma di contratto un semplice lavoro subordinato che poteva esser regolato con contratto differente e più idoneo.
    Che mi consiglia di fare?

  1344. Sara scrive:

    La ringrazio per la spiegazione.
    In pratica, se non ho capito male, il mio datore di lavoro ha occultato dietro questo tipo di contratto una semplice prestazione di lavoro subordinato che doveva esser regolata da un contratto differente.
    Cosa mi consiglia di fare?

  1345. salvatore scrive:

    dott. massimiliano tavella intanto la ringrazio di cuore che mi aiuta e che mi da consigli .. io me la sento di andare alla direzione provinciale del lavoro mi scusi x la mia ignoranza io sono di enna però non so dove andare cioè dove si trova la direzione provinciale?? per il fatto che perderò il posto di lavoro mi può un pò dispiacere sa x i tempi che ci sono un lavoro e la cosa piu preziosa però sono stanco di non aver i miei diritti quindi se mi continuasse ad aiutare ovviamente se non sono invadente le sarei veramente grado… grazie ancora dott. Massimiliano grazie!!cordiali saluti da Salvatore

  1346. salvatore scrive:

    Dott. Massimiliano mi scusi ancora un ultima cosa se mi permette di farle una domanda visto che lei ne sa molto molto più di me saprebbe dirmi all in circa a occhio e croce quando soldi mi dovrebbero dare e quandi contributi?? se lo sa mi farebbe piacere saperlo grazie ancora e mi scusi ancora se sono un pò picante :-) cordiali saluti Dott. Massimiliano!

  1347. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Salvatore.
    Credo sia ancora questo:
    Direzione Provinciale del lavoro di Enna
    94100 Enna (EN) – Largo Villadoro, 9
    tel. 0935.528811

  1348. Caterina scrive:

    Buongiorno Dott. Tavella,
    Vorrei avere un Suo consiglio.
    Sono una dipendente ed ho fatto vertenza al mio datore di lavoro per una differenza di € 22.000,00.
    Sono dipsosta ad un tentativo di conciliazione, ma sono disposta anche ad andare avanti.
    Fino a che importo dovrei accettare per definire in sede di conciliazione?
    In attesa di un Suo cortese riscontro, La saluto cordialmente.
    Caterina

  1349. harley scrive:

    grazie dott.Tavella.
    lei e’ un aiuto prezioso.
    specifichero’ nella nova richiesta quanto da lei consigliato.

  1350. Ida scrive:

    Gentilissimo Dott. Tavella,
    innanzitutto le faccio i miei complimeti per il servizio offerto che risulta di grande utilità.
    Volevo porle una domanda:
    a breve l’azienda presso il quale opero già da un pò di tempo (ufficialmente come stagista) dovrebbe propormi un contratto di lavoro. Il mio quesito è il seguente: come faccio a sapere se il livello di inquadramento che mi proporranno è effettivamente quello che mi spetterebbe? come posso sincerarmi che loro non mi inseriscano in un livello inferiore rispetto a quello che realmente dovrebbe essermi corrisposto?
    Secondo lei avendo un ruolo aziendale di assistente marketing e comunicazione e responsabile unica della gestione del sito web aziendale, essendo al mio primo impiego e avendo conseguito una laurea specialistica in quale livello dovrei essere inquadrata? Tenga presente che l’azienda appartiene al settore Industria delle pelli e del cuoio.
    Ringraziandola anticipatamente per la disponibilità, la saluto cordialmente.

  1351. caterina scrive:

    Gentile Dott. Tavella,
    sono una dipendente ed ho fatto vertenza al mio datore per una differenza di circa 22 mila euro.
    Sono stata invitata per il tentativo di conciliazione.
    Premetto che sono disposta sia al tentativo di conciliazione sia a portare avanti la pratica davanti ad un Giudice.
    Pertanto volevo avere da Lei un consiglio: Qual’è l’importo giusto per concludere in fase di conciliazione
    Grazie in anticipo
    Cordialmente
    Caterina

  1352. Massimiliano Tavella scrive:

    X Caterina.
    Non è possibile nè serio da parte mia indicarti una somma per la quale non ho alcuna informazione.

  1353. salvatore scrive:

    Dott. Massimiliano mi scusi ancora un ultima cosa se mi permette di farle una domanda visto che lei ne sa molto molto più di me saprebbe dirmi all in circa a occhio e croce quando soldi mi dovrebbero dare e quandi contributi?? se lo sa mi farebbe piacere saperlo grazie ancora e mi scusi ancora se sono un pò picante cordiali saluti Dott. Massimiliano!

  1354. paolo scrive:

    gentilissimo dottore, nella grande distribuzione, contratto full time il dubbio e’ essendo le domeniche considerate ordinarie e obbligatorie per un determinato numero(oltre la meta) sono queste da recuperare come numero in caso alcune vengano non lavorate per malattia, infortunio ecc.? e cosa riguardo le ferie la domenica della settimana di ferie e’ da annoverare tra le lavorative?’
    grazie 1000

  1355. Caterina scrive:

    Gentile Dott. Tavella,
    in riferimetno alla mia domanda 1350 ed alla sua risposta 1351, ha perfettamente ragione. Non ho dato alcuna spiegazione nel dettaglio. Ho dato per scontato che avesse capito che l’importo a mio favore è uscita da un conteggio di buste paga e TFR dalle quali risultava una differenza di un ora in difetto rispetto all’orario effettivo di lavoro, oltre a ferie, rol e permessi maturati e non goduti, non considerati nel Tfr.
    Il sindacato che ha fatto il controllo delle buste paga mi ha consigliato la possibilità di una vertenza e così ho fatto.
    Pertanto sono state mandate due lettera una a me e una al datore per un tentativo di conciliazione.
    So che nella fase di conciliazione il datore può trattare.
    Ovviamente il mio intento è quello di definire il tutto ma non vorrei che il datore se ne approfittasse.
    E’ per questo che Le avevo chiesto un Suo parere, se mi poteva indicare la somma giusta da accettare.
    Cordialmente
    Caterina

  1356. caterina scrive:

    Gentile Dott. Tavella,
    in riferimetno alla mia domanda 1350 ed alla sua risposta 1351, ha perfettamente ragione. Non ho dato alcuna spiegazione nel dettaglio. Ho dato per scontato che avesse capito che l’importo a mio favore è uscita da un conteggio di buste paga e TFR dalle quali risultava una differenza di un ora in difetto rispetto all’orario effettivo di lavoro, oltre a ferie, rol e permessi maturati e non goduti, non considerati nel Tfr, il tutto dal 2005 ad oggi.
    Il sindacato che ha fatto il controllo delle buste paga mi ha consigliato la possibilità di una vertenza e così ho fatto.
    Pertanto sono state mandate due lettera una a me e una al datore per un tentativo di conciliazione.
    So che nella fase di conciliazione il datore può trattare.
    Ovviamente il mio intento è quello di definire il tutto ma non vorrei che il datore se ne approfittasse.
    E’ per questo che Le avevo chiesto un Suo parere, se mi poteva indicare la somma giusta da accettare.
    Cordialmente
    Caterina

  1357. Caterina scrive:

    Buonasera Dott. Tavella,
    Le sarei grata se mi potesse rispondere entro questa sera alla domanda 1356. Domani devo definire ed ho bisogno del Suo consiglio.
    Fiduciosa, la saluto cordialmente.
    Caterina

  1358. Massimiliano Tavella scrive:

    X Caterina.
    Ripeto cio’ che ho detto, senza vedere i conteggi non posso indicarle una somma. Conti che i sindacati spesso (ma non sara’ certamente il suo caso), avanzano richieste esose per poi scendere. Se effettivamente le differenze sono state calcolate correttamente la somma in sede di transazione non dovrebbe subire eccessive modificazioni. Ma cio’ dipende da mille variabili. E come se un medico facesse una diagnosi via internet sulla base di sintomi generali. Tenga conto che il tentativo di conciliazione e’ facoltativo e di solito non porta grandi risultati. Sarebbe forse stato piu’ utile una conciliazione in sede monocratica presso la direzione provinciale del lavoro. In quest’ultima circostanza, nel caso di mancato accordo scatta la visita ispettiva ed il datore e’ quasi costretto a dar conto delle inadempienze. Non vorrei confonderla, ma la materia spesso viene trattata in maniera superficiale. Comunque, se i conteggi sono reali, puo’ scendere di qualcosa, sapendo (se i conteggi sono giusti) che in caso di ricorso al Giudice, otterrà l’intero importo. Mi faccia sapere.

  1359. katia scrive:

    Salve io volevo avere delle delucidazioni riguardo al mio contratto. ho un contratto a tempo indeterminato con dimissioni coartate cioè con una lettera di dimissioni senza data ..”ke la possono usare in qualsiasi momento x sbattermi fuori…volevo sapere se questa cosa è legale..oppure posso fare causa all’azienda x danni morali. in quaesti giorno l’azienda ha fatto richiesta x la cassa integrazione ke fine farò io?…e poi l’azienda ti può mandare un prospetto di ore in cui verrai a mancare e ke però ti metteranno assenza giustificata nell’attesa ke verrà accettata la cassa integrazione?…..aiutatemi xkè nn so come muovermi e ke pensare…

  1360. Massimiliano Tavella scrive:

    X Katia.
    Le c.d. “dimissioni in bianco”, cioè l’atto di dimissioni sottoscritto dal lavoratore e consegnato al datore di lavoro al momento dell’assunzione, perché questi se ne avvalga quando ritenga più opportuno, SONO NULLE!!!!!!.
    L’azione di nullità è imprescrittibile (art. 1422 cod. civ.) e può essere esercitata da chiunque ne abbia interesse (art. 1421 cod. civ.). Per quanto riguarda la Cassa Integrazione, nel caso di diniego da parte dell’INPS il datore dovrà pagare le ore di sospensione.

  1361. Ida scrive:

    Gentilissimo dott. Tavella,
    Le segnalo nell’eventualità le fosse sfuggito il mio post 1350.
    in attesa di un suo cordiale parere, le porgo cordiali saluti.

  1362. Massimiliano Tavella scrive:

    Per IDA.
    Quarto livello, ma dipende molto dall’azienda e dai profili complessivamente considerati.

  1363. Ida scrive:

    Terrò presente la sua considerazione. La ringrazio.

  1364. Cristina scrive:

    Buonasera,
    l’azienda per cui lavoro da quasi 9 anni era formata da due soci. Ad ottobre 2011 uno dei soci fondatori ( colui che mi aveva assunto all’epoca) decide di lasciare la società per avviare un’altra impresa.

    A questo punto la domanda che le rivolgo è questa: il mio ex datore di lavoro mi propone di lavorare per lui con la stessa mansione di impiegata (impiego attuale) .
    Vado incontro a qualche problema nel caso decido di dare le dimissioni al mio attuale titolare? Sono obbligata a dire dove andrò a lavorare?
    La ringrazio molto per la sua risposta.

  1365. caterina scrive:

    Buongiorno Dott. Tavella,
    In meritio alla Sua risposta 1358, Le comunico che il datore non si è presentato.
    Pertano attenderò una settimana nel caso si facesse sentire con il Sindacato, dopodiché intenterò una causa, (i presupposti ci sono), sperando che nel corso della stessa ci possa essere una possibilità di transazione.
    RingraziandoLa per il Suo operato, sarà mia cura metterla al corrente sugli sviluppi.
    Buon lavoro
    Caterina

  1366. claudio borin scrive:

    sono un dirigente, un lavoratore mi comunica che non se la sente più di fare il turno di notte, inoltre mi comunica che assume ansiolitici.
    Ho creduto opportuno esporre il problema al medico competente, il quale mi ha risposto che non devo fare nulla, in quanto deve essere il lavoratore a richiedere una visita supplettiva per l’idoneità. Non sono d’accordo in quanto sono al corrente del disagio del lavoratore e ritengo che oltre al lavoratore anche io in quanto rappresento l’azienda posso richiedere una visita per l’idoneità del lavoratore.
    Sono stato ulteriormente smentito.
    Vorrei cortesemente sapere se il mio interessamento è fuori luogo, se la prassi è quella che deve essere il lavoratore a richiedere la visita di idoneità e quindi non devo tenere conto della comunicazione che mi è stata fatta.
    Grazie per l’attenzione.

  1367. mario scrive:

    Salve lavoro presso una cooperativa sociale sia come assistente educativo culturale,mi occupo di integrazione di ragazzi diversamente abili nelle scuole….lavoro per questa coop sociale da circa 9 anni con contratto a progetto da settembre a giugno….dopo 9 anni di duro lavoro con persone molto gravi (psichiatriche) sono arrivato al punto di non farcela piu’ per vari motivi: perche’ non vedeo futuro visto che sono precario da 9 anni,non mi pagano malattie,non ho ferie,e per quanto riguarda contributi ci versano un minimo mai definito….per tutto questo oggi sono in malattia perche’ soffro di ansia,depressione attacchi di panico e non vi elenco il resto….sono veramente esausto di fare un lavoro dove non vieni nemmeno considerato e comunque non c’e’ stata mai una valutazione per stress da lavoro correlato,concludo chiedendovi un consiglio….posso fare vertenza e se si a chi devo rivolgermi ……grazie anticipatamente mario

  1368. Lara scrive:

    Buonasera Dott.Tavella,
    ma perchè non risponde a tutti anche se non le compete almeno risponda, grazie!

  1369. Massimiliano Tavella scrive:

    X Lara
    La materia previdenziale e’ complessa e richiede il giusto approfondimento. In questo Blog si risponde a tutti nei limiti di tempo consentiti ed anche in base all’urgenza. Mi chiedo comunque se un certo modo di proporsi meriti risposta.

  1370. LorenzoMilano1969 scrive:

    Gent. Tutti,

    ho richiesto al datore di lavoro di fornirmi fotocopia dei cartellini presenze, per poter effettuare un controllo incrociato.
    Gli stessi mi sono stati rifiutati per “disposizioni societarie”.
    Desidererei sapere che cosa prevede il C.C.N.L. Settore Turismo e Aziende Alberghiere al riguardo.
    Ringraziando anticipatamente per l’aiuto porgo,
    Cordiali Saluti
    Lorenzo

  1371. VALENTINA scrive:

    BUONGIORNO,
    A METà GENNAIO DOVREI RIENTRARE AL MIO POSTO DI LAVORO DOPO LA MATERNITA’ OBBLIGATORIA.
    IL MIO DATORE MI HA CHIAMATA DICENDOMI CHE NON MI VUOLE FAR RIENTRATE. VI CHIEDO PUò LICENZIARMI SE IO RIENTRO? PUò UTILIZZARE LE FATIDICHE 3 LETTERE DI RICHIAMO?
    VI RINGRAZIO

  1372. Massimiliano Tavella scrive:

    Ai sensi dell’art. 54 del D.Lgs. n. 151/2001, le lavoratrici non possono essere licenziate dall’inizio del periodo di gravidanza fino al termine del congedo di maternità, nonchè fino al compimento di un anno di età del bambino.

    In caso di fruizione del congedo di paternità, il divieto di licenziamento si applica anche al padre lavoratore per la durata del congedo stesso e si estende fino al compimento di un anno di età del bambino.
    Il divieto di licenziamento non si applica nel caso di colpa grave da parte della lavoratrice, costituente giusta causa per la risoluzione del rapporto di lavoro. Le tre lettere cui fai riferimento suppongo si riferiscano ad addebiti disciplinari. Ma da parte del datore di lavoro il tutto va provato in maniera inequivocabile, soprattutto per una lavoratrice in maternità. Fino all’anno di vita del bambino è quasi impossibile.

  1373. Massimiliano Tavella scrive:

    X Cristina.
    Se non hai firmato il patto di non concorrenza, sei libera di lavorare per chi vuoi. Inoltre il dovere di fedeltà opera in corso di rapporto. Non sei obbligata ad informare il tuo ex datore di lavoro a meno che non lavori in un settore particolare.

  1374. Massimiliano Tavella scrive:

    X Mario.
    Se hai lavorato con le caratteristiche del lavoratore subordinato (orari precisi, direttive etc) puoi denunciare il tutto alla Direzione territorile del lavoro nelle mani di un ispettore.

  1375. carla scrive:

    Ciao Massimiliano, avrei un quesito da sottoporti: sono stata assunta con contratto a termine part-time a 8 mesi prorogato di 4 e alla scadenza trasformato in tempo indeterminato full-time con varizione del contratto che comporta una diminuzione retributiva mensile considerevole mantenendo le stesse mansioni; questa procedura è regolare? Ci sono dei tempi da rispettare per agire? Ti ringrazio

  1376. Josè scrive:

    Salve vorrei porgevi anch’io un problema che ho da parecchi anni nella mia azienda…, lavoro in una clinica privata ( RSA ) assunto come addetto alle pulizie con contratto indeterminato, ma avendo un il titolo di studio come cuoco (scuola alberghiera) il mio datore di lavoro mi sposta dal mio lavoro per sopperire le difficolta che ci sono nella cucina interna della azienda…, quindi mi ritrovo a fare un lavoro salterino un giorno faccio le pulizie e un giorno o dei giorni faccio il cuoco! Tempo dietro vedendo le difficoltà dell’azienda nella cucina feci domanda per un cambio mansione anche perchè ho tutte le carte in regola per farlo, ma il mio datore ha fatto finta di niente non mi ha dato una risposta…! La mia domanda è questa: Posso continuare a lavorare in questo modo? posso rifiutarmi di andare in cucina e non fare più da tappabuchi per comodi suoi? Aspetto vostre notizie…

  1377. Livia scrive:

    Gentilissimo Avvocato,
    Le scrivo per avere, se possibile, risposta ad un dubbio su cui rimugino da qualche tempo.

    Quando un’azienda cambia contratto di Lavoro, cosi’ come e’ avvenuto a dicembre per Fiat, una volta entrato in vigore il nuovo contratto, i dipendenti dimissionari sono tenuti a rispettare il periodo di preavviso previsto dal contratto stesso? Oppure analogamente a quanto avviene con le banche, quando queste cambiano unilateralmente le condizioni, il dipendente potrebbe recedere dal contratto senza preavviso? Se cosi’ fosse, questo varrebbe per tutti i dipendenti (Operai, impiegati e dirigenti)?

    La ringrazio molto per l’attenzione.

  1378. mario scrive:

    la ringrazio dott.Tavella…gentilissimo!!!!!!

  1379. Marco scrive:

    Caro Massimiliano

    Lavoro in una azienda, dove capita di lavorare a giornata (8 – 17) oppure a turno, ma appena il Venerdi viene comunicato l’orario di lavoro per la settimana successiva, e spesso si richiede di rifare lo stesso orario (per esempio 14-22 ) per la settimana successiva rendendo difficoltoso il ruolo di padre, per portare/prendere ad esempio i figli a scuola o a fare attività extra scolastiche, l’azienda motiva dicendo che purtroppo non è possibile organizzarsi diversamente (o forse non c’è la vololntà….) cosa dice la legge a riguardo? Grazie, Marco

  1380. Marcella scrive:

    Salve,
    mi sono laureata in Architettura 2 anni fa e da tale data “lavoro” in uno Studio di progettazione senza nessun tipo di contratto, nè assicurazione. La motivazione del mio titolare è che dovrebbe pagare troppe tasse in merito. E’ comprensibile che ora, dopo 2 anni, questa situazione mi scoraggia e mi pesa non poco. So che è una situazione comune a molti giovani, ma è ingiusta e avvantaggia professionisti che si servono di noi neolaureati. Volevo chiedere quale potrebbe essere la soluzione piu’ vantaggiosa per me, escludendo la normale assunzione, che mi permetta di essere maggiormente tutelata senza pagare cifre astronomiche di tasca mia.
    Grazie!!!!!!!!!!!!

  1381. Massimiliano Tavella scrive:

    X Marcella.
    Le agevolazioni sono tante. Tutto dipende dalle possibilita’ del professionista e soprattutto dal tipo di rapporto (subordinato, autonomo, parasubordinato). Si va dall’apprendistato al lavoro a progetto, fino all’associazione in partecipazione.

  1382. Silvia scrive:

    Buonasera gentilissimo dott. Travella, le segnalo il mio post 1319 , forse le è sfuggito, in attesa della sua risposta la ringrazio molto per la sua disponibilità! cordiali saluti.

    Silvia

  1383. Josè scrive:

    Buonasera gentilissimo dott. Travella, anch’io le segnalo il mio post 1376, le pongo i miei più sinceri saluti.

    Josè

  1384. piero scrive:

    buonasera,io lavoro presso una stazione di servizio con la qualifica di benzinaio. faccio orari impossibili per uno stipendio da fame. vorrei sapere gentilmente quali sono i miei diritti. mi potrebbe indicare quale e’ il mio contratto collettivo di lavoro? grazie buon lavoro.

  1385. Marcella scrive:

    La ringrazio Dott. Tavella.
    Gentilissimo.

  1386. Massimiliano Tavella scrive:

    X Jose.
    Puoi richiedere, se ci sono le condizioni, le mansioni superiori. Io ti consiglio di non rifiutasti ma di puntare sul riconoscimento della mansione superiore.

  1387. luisa scrive:

    Buon giorn avv. Tavella,

    le scrivo per chiederle una consulenza su quello che mi è successo qualche mese fa.
    Dopo un periodo di stage di 6 mesi in un’azienda sono stata assunta con contratto a progetto “fittizio” per una durata di tre anni…come può immaginare è successo anche a me, non ho mai seguito alcun progetto e il mio era ovviamente un lavoro di subordinazione. Dopo circa un’anno e mezzo di lavoro la mia ex azienda è stata acquisita da una multinazionale che ha ben deciso prima di propormi un cambio del mio contratto, rendendosi conto dei rischi nei quali poteva incorrere poi non avendo accettato mi ha licenziato, senza giusta causa.
    mi sono rivota ovviamente ad un avv. ma non mi hanno mai contattata, ne per raggiungere un accordo, ne per capire se fosse possibile trovare una soluzione…
    Ora capisco bene che quando io ho firmato il contratto ero consapevole del fatto che il progetto fosse fittizio e che avrei dovuto fare il lavoro di tutti gli altri dipendenti ma, trovo assolutamente ingiusto l’essere stata usata.
    Per lo stato in cui sono ora il mio avv. citerà in giudizio l’azienda, vorrei chiederle cosa posso aspettarmi?

  1388. maria scrive:

    Buongiorno pongo un quesito che riguarda un mio familiare affetto da una patologia oncologica.
    La persona in questione è dipendete full time a tempo ideterminato da circa 5 anni e mezzo presso una stazione di servizio. Mi dice di avere un cotratto cnai. Atteso che la malattia gravissima è agli esordi e volendosi garantire una retribuzione il più a lungo possibile anche in considerazione che il suo stipendio è l’unico reddito per il nucleo familiare, avrebbe bisogno di sapere su quanti mesi di assenza può contare, a quali condizioni e se esistono possibilità specifiche per lavoratori del settore affetti da tali patologie. Aspetto con ansia un consiglio.

  1389. simona scrive:

    Salve a tutti
    Io lavoro nel settore del Cinema. Sono un video editor con p Iva e rientro nel regime dei minimi. I miei contributi vengono pagati in parte dalla società per cui fatturo il lavoro e in parte da me.
    Due anni fà ho lavorato per una società che non mi ha versato i contributi. In parte è anche colpa mia visto che il mio commercialista non me li faceva specificare in fattura e questa si componeva solamente del lordo con la detrazione del 20%.
    Dopo due anni ho cambiato commercialista e sono riuscita a capire come va compilata una fattura. A questo punto mi sono recata all’Enpals per pagare i miei contributi non versati e mi hanno spiegato che non potevo fare nulla e che dovevo convincere il mio datore di lavoro a versarli entro 5 anni altrimenti rischio multe con mora. Ho parlato con la società ma ho ottenuto come risposta un misero “BALLE”. Adesso la mia domanda è la seguente:
    Devo necessariamente fare vertenza verso la società che non ha versato i contributi? Se si come posso fare? Ho anche due colleghi nella mia stessa situazione.
    Grazie

  1390. massimo scrive:

    salve..bella iniziativa :)
    Lavoro da 12 anni con contratti a tempo per il medesimo albergo. dal 2003 al 2006 ho avuto un contratto continuativo di 3 anni. dopo di che altri contratti in serie,8 mesi,6 mesi,10 mesi ecc..
    Sempre con i vari intervalli di 20 giorni e piu’.
    I contratti sono oltre 10..mi chiedevo c’è anche la minima possibilita’ di poter fare qualcosa?

    grazie,massimo

  1391. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Maria.
    Questo recita il Contratto Collettivo:
    “il lavoratore dipendente non in prova, con anzianità di servizio superiore a due anni, in caso di malattia ha diritto al mantenimento del posto di lavoro per assenze, anche non continuative ed anche per eventi morbosi diversi, fino ad un massimo di sei mesi, con l’incremento di una settimana per ciascun anno lavorato oltre il biennio, ma con il limite complessivo di 12 (dodici) mesi, pari a 365 giorni di prognosi complessiva, nel periodo di 5 (cinque) anni”. Qualora l’interruzione del servizio si protragga oltre i termini sopra indicati, salvo il caso d’invalidità od inabilità permanente, per le quali il datore di lavoro può recedere senza preavviso, è facoltà del datore di lavoro risolvere il rapporto di lavoro con riconoscimento del preavviso contrattuale.
    La legge, inoltre, riconosce specifici permessi ai lavoratori affetti da tumore. In particolare, due sono le tipologie di beneficio:

    - quelle previste in caso di riconoscimento di una invalidità civile di cui alla L. n. 118/1971;

    - quelle relative al riconoscimento in capo al lavoratore dello status di “handicap in situazione di gravità”, regolamentato dalla L. n. 104/1992.

    Nel caso in cui sia riconosciuta al lavoratore malato di tumore l’invalidità civile, lo stesso può usufruire, su sua richiesta e previa autorizzazione del medico della struttura sanitaria pubblica, di un congedo straordinario per cure, non superiore a trenta giorni se l’invalidità riconosciuta è almeno pari al 50% (art. 26, L. n. 118/1971; art. 10 D.Lgs. n. 509/1988; ML circ. n. 40/2005). La retribuzione del congedo straordinario in parola, anche se equiparato alla condizione di malattia, è a carico del datore di lavoro e non dell’INPS e le giornate di permesso non sono computabili ai fini del calcolo del periodo di comporto (ML nota n. 6893/2006).
    Invece la condizione di handicap grave, quale regolata dalla legge n. 104/1992, deve essere richiesta dal lavoratore affetto da patologia oncologica e riconosciuta dalle unità sanitarie locali mediante apposite commissioni mediche. Lo stato di handicap grave garantisce al lavoratore affetto da tumore, l’opportunità di godere alternativamente di due ore al giorno di permesso retribuito o di tre giornate mensili di permesso retribuito. Il medesimo diritto è inoltre concesso anche ad un familiare del malato, al quale è assicurata la possibilità di assisterlo nelle cure. Inoltre, ai sensi dell’articolo 33, comma 6, della legge n. 104/1992, il lavoratore ha diritto a richiedere il trasferimento, ove possibile, presso la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede (ML circ. n. 40/2005).
    Mi faccia sapere se ha bisogno.

  1392. Massimiliano Tavella scrive:

    x Massimo.
    Nei confronti delle attività stagionali di cui al D.P.R. n. 1525/1963 nonché di quelle individuate dagli avvisi comuni e dai c.c.n.l., non trova applicazione il limite complessivo di durata del contratto fissato a 36 mesi (art. 5, comma 4-ter, D.Lgs. n. 368/2001).

  1393. Massimiliano Tavella scrive:

    x Simona.
    I lavoratori dello spettacolo – siano essi subordinati o autonomi – sono iscritti obbligatoriamente all’Ente nazionale per la previdenza dei lavoratori dello spettacolo (ENPALS) ai fini della tutela contro l’invalidità, la vecchiaia e per i superstiti.
    Ti ricordo che dal 1° gennaio 2012 l’ENPALS è soppresso e le relative funzioni sono attribuito all’INPS, che subentra in tutti i rapporti attivi e passivi. Ti consiglio di fare una formale lettera di diffida al tuo datore di lavoro.

  1394. Massimiliano Tavella scrive:

    X Luiisa.
    L’azienda subentrante risponde di tutte le obbligazioni contratte dalla cedente. Subito vertenza per riconoscimento di lavoro subordinato e riassunzione. Per transigere avrai tempo.

  1395. Massimiliano Tavella scrive:

    X Piero.
    Il tuo contratto è quello del commercio/Terziario. I diritti sono tanti e so bene quante volte vengono calpestati nel tuo settore.

  1396. Gabriella scrive:

    Buongiorno Egr. Avv.to Tavella,
    Le pongo il mio problema: io sono dipendente comunale a tempo indeterminato dal 1997. Sino al 2003 ho lavorato a Genova come insegnante scuola infanzia; richiesto mobilità, dopo un collocquio in provincia di Bologna, ho continuato la mia attività lavorativa con lo stesso inquadramento e livello (cat. C5 – 6°livello). Nel corso degli anni a partire dal 2006 ho avuto problemi di salute e vari interventi ed infortuni sul lavoro. Il medico competente del lavoro dopo la prima certificazione provvisoria specificando mansioni lavorative servizi amministrativi e non più come insegnante, ne ha emesso altri due con mansioni definitive presso servizi amministrativi; quest’anno mi hanno fatto fare un esame, peggio che accedere ad un concorso per mantenere la mia categoria e livello, dicendomi che se non l’avessi passato non avevo più alternative. Terminato l’esame, nel quale si prevedeva teoria e pratica con pochissimo affiancamento, mi è stato detto che, nonostante la pratica fosse andata bene, non l’avevo passato. Ora, visto che all’interno del ns. comune sono tutti amministrativi in categ. C e pochi in B3, vogliono declassarmi; posso assicurare che ci sono persone passate anche sensa esame; cmq onestamente quello che mi preme è poter mantenere la mia categoria e il mio livello con il quale sono stata assunta sin da quando lavoravo a Genova e non firmare per un declassamento in B3. Possono farlo con la scusa anche di dire che posti da ricoprire in categoria C non ce ne sono (cosa non veritiera)e volermi costringere a firmare B3 come precedentemente ho già lottato con il mio sindacato e sono riuscita a vincerla, anche se poi mi hanno fatto fare di tutto senza tener presente delle certificazioni del medico del lavoro di competenza? Onestamente sono stanca di questi soprusi…tutto ciò che mi hanno chiesto di fare ho fatto ma non voglio firmare per essere declassata. Se devo lavorare e ricoprire un posto da B3 mi sta anche bene ma a livello personale non voglio firmare il declassamento. Ora ho un’altra visita di routine dal medico competente del lavoro: lui può aiutarmi scrivendo di non declassarmi?
    Mi scuso per essermi dilungata ma sto vivendo una situazione difficile e sono stanca di dover sempre lottare per non subire un declassamento!
    Grazie intanto della Sua cortesia e porgo distinti saluti.
    Gabriella

  1397. Gabriella scrive:

    Buongiorno Dott. Avv.to Tavella,
    è la prima volta che le scrivo. Io sono stata assunta nel 1997 come insegnante scuola infanzia a tempo indeterminato a Genova; richiesto mobilità ed ottenuta in provincia di Bologna sempre con lo stesso profilo, categoria C5 e 6°livello. Ora dopo tre certificazioni del medico competente del lavoro che specificava mansioni definitive amministrative e non più come insegnante scuola infanzia dietro a diversi infortuni e interventi che ho avuto, vogliono declassarmi dicendomi che posti da ricoprire in C con 6° livello non ce ne sono (cosa non veritiera), in quanto diverse persone sono passate senza neppure esami e tante sono andate in pensione. Mi chiedo se possono farlo e se il medico competente del lavoro può scrivere al mio comune un qualcosa per non farmi declassare.
    Grazie della sua cortesia ed in attesa di Sua risposta porgo distinti saluti.
    Gabriella

  1398. LorenzoMilano1969 scrive:

    Gent. Dott. Tavella,
    faccio seguito al mio post nr.1370 del 19/01/2012. Ho richiesto al datore di lavoro di fornirmi fotocopia dei cartellini presenze, per poter effettuare un controllo incrociato.
    Gli stessi mi sono stati rifiutati per “disposizioni societarie”.
    Desidererei sapere che cosa prevede il C.C.N.L. Settore Turismo e Aziende Alberghiere al riguardo.
    Ringraziando anticipatamente per l’aiuto porgo,
    Cordiali Saluti
    Lorenzo

  1399. gisella scrive:

    Dr Tavella volevo gentilmente sottoporre alla sua da me ammirata professionalità un quesito che mi riguarda: sono dipendente a tempo indeterminato part time in un azienda dove ho un contratto che mi permette di lavorare tre giorni lavorativi di 8 ore ciascuno a settimana per me comodo ,adesso mi ha chiamato il mio direttore dicendomi che quel contratto per l’azienda non è comodo e che bisogna cambiarlo minacciandomi in un certo senso che se non si sistema adesso fra un p di tempo se ne parlerà con ben altri toni,io non so cosa fare sono sola con un bimbo di 4 anni e non ho parenti a cui lasciarlo se non l’asilo la mattina o un asilo privato il pomeriggio ,lui vorrebbe che lavorassi ogni giorno per 4 ore la matt una sett e 4 ore fino l’altre sett fino alle 21.Mio figlio ha bisogno di me anche perchè da picoolo ha avuto grossi problemi e adesso necessita la mia presenza,quel turno vorrebe dire quando devo fare il pomeriggio ,lasciarlo la mattina all’asilo ,riprenderlo dopo pranzo per poi andarlo a lasciare il pomeriggio in un altro asilo,praticamente non lo vedrei per una settimana.La prego mi aiuti.Ho paura che possa licenziarmi o quantomeno rendermi la vita impossibile.Grazie
    Grazie

  1400. Massimiliano Tavella scrive:

    X Gisella.
    La trasformazione che propone il datore, è a titolo definitivo? Come ho già avuto modo di spiegare in precedenti post, il datore può variare la collocazione temporale della prestazione solo per ragioni tecniche e organizzative dimostrabili.

  1401. Massimiliano Tavella scrive:

    X Lorenzo.
    La questione dei cartellini marcatempo è molto delicata da un punto di vista probatorio. Ad ogni modo prova a diffidare l’azienda in forma scritta.

  1402. gisella scrive:

    Si Dr Tavella sarebbe a titolo definitivo,quindi la sua risposta mi lascia intendere che il datore di lavoro potrebbe forzatamente cambiare il mio contratto e dimostrare che è per ragioni tecniche e organizzative sarebbe penso facile per lui. Dr Tavella è così?
    Non speravo in una sua risposta così tempestiva,la stimo.grazie

  1403. Massimiliano Tavella scrive:

    X Gisella.
    Esatto. La modifica comunque non deve essere arbitraria.

  1404. LorenzoMilano1969 scrive:

    Grazie Dottore,

    Provvederò tramite il sindacato di categoria che prenderà in carico la pratica.

    Saluti,

    Lorenzo

  1405. Maria scrive:

    Gentilissimo Avvocato. la ringrazio per la tempestività della risposta. Comunque il mio dubbio riguarda nello specifico il contratto CNAI.
    In ogni caso non esiterò a contattarla nuovamente per eventuali dubbi o problemi. Purtroppo nel caso specificoallamalttia grave si associa anche una situazione economica della famiglia non certo semplice e quindi evitare rischi di licenziamento o riduzioni di stipendio è fondamentale. Iopenso che pensarci per tempo aiuti a programmare almeglio anche le assenze. per esempio mi chiedo se reintrare allavoro per poco tempo interrompendo la malattia possa essere utile.

  1406. simone scrive:

    buona sera sono un ragazzo di 22anni lavoro presso un agenzia privata di posteitaliane da bensi un anno e mezzo in nero.. senza mai un contratto niente di niente..il problema che non so cosa fare e cosa posso fare..sono disperato vorrei deglie spiegazioni da qualcuno che senè intende grazie..

  1407. Emanuela scrive:

    Buonasera, lavoro da sette anni come commessa in un negozio di abbigliamento. Finalmente dopo tanto tempo qualche mese fa mi sono decisa a chiedere un aumento. Il capo delle risorse umane mi ha risposto dicendomi che era già in preventivo per me prima ancora che io lo chiedesse. Questo però sarebbe accaduto dopo due mesi dalla mia richiesta. Mi ha confermato che in azienda ci sono tanti feed back positivi sul mio conto e che era solo da valutare per il quanto… Mi ha detto inoltre che avrei ricevuto una lettera dopo un mese che mi avrebbe chiarito tutto. E’ passato un mese, la lettera non è arrivata, ne sono passati due e nessuno mi ha chiamata…Girano voci che non arriverà mai… Cosa posso fare?

  1408. LORENZO scrive:

    NON HO DOMANDE DA FARLE…..SOLO DEI COMPLIMENTI PER L’AIUTO CHE DA’ A TANTE PERSONE….IO LA IMMAGINO GIA’ STANCO DEL LAVORO CHE COMUNQUE SI PRENDE IL TEMPO PER LEGGERE LE DOMANDE E RISPONDERE QUI…..L’ITALIA HA BISOGNO DI PERSONE COME LEI….GRAZIE ANCORA E COMPLIMENTI!

  1409. Massimiliano Tavella scrive:

    X Lorenzo.
    E’ vero caro Lorenzo, il tempo disponibile diventa sempre più risicato….ma se ognuno facesse il proprio dovere ed anteponesse allo sterile individualismo un minimo di solidarietà, tutto sarebbe diverso. Questo Blog grazie a tutti voi sta diventando una grande piazza della comunicazione professionale. Vi invito tutti su facebook (“Massimiliano Tavella” o “Studio Tavella” )per conoscerci meglio e condividere le problematiche del lavoro. Grazie Lorenzo!

  1410. Guillermo scrive:

    Buon giorno Dott. Tavella

    nel mio contratto di lavoro figura una indennità mensile per il patto di non concorrenza. Questo dovrebbe esseremi corrisposto comunque dall’azienda, durante il periodo di Cassa Integrazione sia ordinaria che straordinaria?

  1411. andrea scrive:

    Buon giorno Dott. Tavella
    Lavoro da 10 anni presso un centro ricerche sulle tlc privato sostenuto da una fondazione bancaria. Sono stato assunto con contratto nazionale del commercio con livello quadro , lo stesso che avevo nella precedente occupazione.
    dopo 9 anni c’e stato un cambio di struttura e di dirigenza e’ il sottoscritto ha subito demansionamento, e’ stato inserito in organigramma a rispondere a persone con 3 livelli di inquadramento inferiori e fare attività veramente umilianti per la professionalità acquisita in 22 anni di lavoro svolto presso grandi aziende del settore.
    Circa 6 mesi fa mi e stato chiesto si esibire un certificato di laurea in ingegneria delle TLC per aggiornamento archivio dipendenti. Io ho informato la direzione che non ero in possesso di tale titolo e di non averlo mai dichiarato.
    Loro sostengono che davano scontata la mia laurea data la posizione contrattuale ricoperta e che quindi secondo loro io avrei violato la “fiducia” e sarei passibile di licenziamento per giusta causa”. premesso che nel lavoro che facciamo non e’ richiesta iscrizione all’ albo o altro e non e’ obbligatoria la laurea, ma puo essere un titolo preferenziale per l’ assunzione .
    Ma 10 anni fa io sono stato assunto per l’ esperienza lavorativa pregeressa non per la laurea mai ostenata. Il fatto che oggi assumano solo se con la laurea e il fatto che loro sostengano che io avrei dovuto informarli prima del mio stato da loro diritto di licenziarmi per perdita della “fiducia” alla base del rapporto di lavoro?
    In attesa di un suo cordiale cenno di riscontro la saluto
    Andrea

  1412. Umberto scrive:

    Buongiorno avvocato,
    io lavoro per una ditta esterna in una banca all’interno dell’ufficio posta. Devo smistare la posta, portarla da un ufficio all’altro e presso uffici in giro per la città, spesso devo recapitare anche buste con valori (assegni e altro) e devo anche imbustare delle lettere, quindi vedo (involontariamente) anche i dati e i movimenti di denaro dei clienti della banca. Domanda : vorrei farmi assumere dalla banca, c’è qualche irregolarità nel lavoro che faccio per “spingerli” ad assumermi? Grazie molte..

  1413. paolo scrive:

    gentile dottore,
    volevo chiederle se esistono limiti di orario giornaliero nel contratto del commercio, ovvero se vi e’ una qualche limitazione di numero di ore al giorno, in un contratto che prevede 6 giorni lavorativi; inoltre vi e’ un limite al cambio repentino ed unilaterale dell’orario da parte del datore ovvero vi e’ un minimo di salvaguardia da parte del lavoratore? grazie 1000

  1414. Andrea scrive:

    Gent. Dott. Tavella, vorrei una sua consulenza per quanto riguarda una vertenza che vorrei fare nei confronti della ditta per la quale lavoro per il seguente motivo, lavoro presso una ditta di abbigliemanto uomo con l’ inganno del contratto a collaborazione accasionale (visto che lavoro tutti i giorni da LUN AL VEN per 4 ore e il SABATO 8 ORE non credo proprio che vada bene come contratto), da quasi 2 anni con la manzione di addetto alla venduta/aiuto magazziniere/fattorino per un salario di 400 euro mensili, le mie ore lavorative sono 28 ore settimanali più gli straordinari nei periodi di saldi e festività senza un giorno libero, ho accettato questo lavoro perchè avevo un immenso bisogno in quanto mio padre è disoccupato il mioreddito familiare è uguale ad ISEE è mia madre lavora presso una signora anziana facendogli da badante. Questo tipo di contratto a collaborazione accasionale io l ho firmato con l’iganno che succissivamente mi avrebbe fatto un contratto di sei mesi con rinnovo, io in questi 2 anni ho parlato con il mio datore di lavoro per avere un contratto a tutti gli effetti o un aumento o magari un pomeriggio libero durante la settimana oltre la domenica ma lui svincola con le solite scuse dicendomi: lo stato è LADRO!! le cose vanno male ecc.. cosa da far rimanere a bocca aperta! il motivo fondamentale che mi ha spinto a fare la vertenza e che ultimamente il mio datore di lavoro mi fà capire che vorrebbe lincenziarmi, a questo punto mi chiamo i miei diritti una volta e per tutte! Oltre queste motivazione che mi hanno spinto a fare la vertenza volevo sapere se ci sono i presupposti per una buona vertenza e se questo contratto a collaborazione accasionale che ho firmato per motivi di bisogno può causare problemi per lo svolgimento regolare della vertenza. grazie mille in anticipo!

  1415. Massimiliano Tavella scrive:

    X Andrea.
    Se ti rivolgi alla persona giusta i margini di successo sono elevati.

  1416. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Paolo.
    L’azienda può ricorrere, anche per singole unità produttive e previa comunicazione al personale entro il 30 novembre di ciascun anno con effetto dal 1° gennaio successivo, alle seguenti forme di articolazione dell’orario di lavoro settimanale:

    - 40 ore settimanali, con la concessione di mezza giornata di riposo in coincidenza con la chiusura infrasettimanale e di un’ulteriore mezza giornata a turno; (nelle aziende non soggette alla disciplina legislativa sull’orario di apertura e chiusura dei negozi, nelle quali l’orario era distribuito su 5 giorni, restano immutate le situazioni di fatto esistenti);

    - 40 ore settimanali, con utilizzo del regime di flessibilità;

    - 39 ore settimanali, che si realizzano mediante assorbimento di 36 ore di permessi per riduzione annua dell’orario di lavoro;

    - 38 ore settimanali, che si realizzano mediante assorbimento di 72 ore di permessi per riduzione annua dell’orario di lavoro (56 ore) ed ex festività (16 delle 32 ore).

    La durata media dell’orario di lavoro viene calcolata con riferimento a un periodo non superiore a 6 mesi; in sede di contrattazione integrativa territoriale o aziendale, tuttavia, tale periodo può essere elevato fino a 12 mesi, a fronte di ragioni obiettive, tecniche o inerenti all’organizzazione del lavoro.

    Nell’ambito della contrattazione di secondo livello, sia territoriale che aziendale, possono essere concordate modalità di deroga al riposo giornaliero di 11 ore consecutive ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. n. 66/2003.

    In attesa della relativa regolamentazione e fatte salve le ipotesi già convenute nel secondo livello di contrattazione, il riposo giornaliero 11 ore consecutive può essere frazionato per le prestazioni lavorative svolte anche nelle seguenti ipotesi:

    - cambio del turno/fascia;

    - interventi di ripristino della funzionalità di macchinari, impianti, attrezzature;

    - manutenzione svolta presso terzi;

    - attività straordinarie finalizzate alla sicurezza;

    - allestimenti in fase di avvio di nuove attività, allestimenti e riallestimenti straordinari;

    - aziende che abbiano un intervallo tra la chiusura e l’apertura del giorno successivo inferiore alle 11 ore;

    - inventari, bilanci ed adempimenti fiscali ed amministrativi straordinari.

    In tali ipotesi, al fine di garantire la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, le parti convengono che la garanzia di un riposo minimo continuativo di almeno 9 ore rappresenta un’adeguata protezione degli stessi.

    La contrattazione aziendale potrà disciplinare infine accordi sui turni o sui nastri orari.

  1417. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Umberto.
    Le notizie fornite non mi consentono di darle una risposta esaustiva. E’ necessario approfondire la problematica e valutare le sue concrete prestazioni nell’ambito della banca. Prima di intraprendere una azione simile, è indispensabile valutare le commistioni, la sovrapponibilità delle mansioni, il concreto atteggiarsi della prestazione, le direttive impartite, etc.

  1418. Massimiliano Tavella scrive:

    Per andrea.
    Stai tranquillo, non possono licenziarti per una loro mancanza in sede di assunzione. E quale sarebbe la giusta causa??? Follia pura.

  1419. Massimiliano Tavella scrive:

    X Guillermo.
    L’art. 2125 consente la stipulazione di un patto, detto di non concorrenza, tra il datore di lavoro ed il lavoratore. Con esso si conviene la limitazione dello svolgimento dell’attività del prestatore di lavoro nel settore in cui opera l’impresa successivamente alla cessazione del rapporto per un periodo la cui durata non può essere superiore a 5 anni se si tratta di dirigenti ed a 3 anni negli altri casi.
    Non essendo un emolumento legato alla prestazione, a mio avviso, spetta anche nei periodi di sospensione.

  1420. Massimiliano Tavella scrive:

    PER TUTTI.
    VI INVITO A SEGNALARMI I QUESITI INEVASI.

  1421. andrea scrive:

    Salve Avv. sono Andrea del quesito 1411, ho letto la sua risposta, ma l’ azienda sostiene che dato che sono stato presentato alcune volte ad ospiti come l’ ING. andrea, avrei dovuto specificare che non lo ero . io non ho mai dato peso alla cosa perche non è stata usata per avere aumenti o posizioni dichiarando il falso, sono stato assunto in quella posizione per la competenza pregressa. alle mie osservazioni mi hanno risposto che loro hanno una fotocopia di un presunto certificato di laurea con mio nome che essendo falso farebbe scaturire la giustificazione del licenziamento. quando ho chiesto di vedere di cosa parlavano hanno detto che e’ in mano al legale per le verifiche del caso , ma io non ho mai consegnato niente!!! il fatto che abbiano affermato che hanno una “fotocopia ” di un presunto certificato non fa gia decadere la motivazione di falso materiale? come faccio a dimostrare che l’ hanno prodotta loro? essendo una fotocopia potrebbero averla facilmente creata loro .
    come posso difendermi da questo attacco infame nei miei confronti?
    Grazie in anticipo
    Andrea

  1422. Luigi scrive:

    Salve, come richiesto le segnalo il quesito 1298 inevaso.
    Grazie.
    Luigi

  1423. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Andrea.
    Se le cose stanno come dici e non ho motivi di dubitare, rivolgiti subito ad un legale.
    Non possono licenziarti per averti presentato come Ing o Dott. . Il fatto della presunta falsificazione del titolo, è invece cosa seria, ma non ai fini del rapporto di lavoro (presumo che non era prevista la produzione di tale certificazione in sede di assunzione), ma proprio come atto stesso. Si rivolga ad un Avvocato che potrebbe richiedere un incontro con l’azienda per chiarire il tutto.

  1424. Loredana scrive:

    BUONGIORNO¸ DOTT. TAVELLA
    VOLEVO AVERE DELLE INFORMAZIONI¸
    IN QUANTO A MARZO DEL 2011 DOPO 9 MESI DI CASSA INTEGRAZIONE IL MIO
    TITOLARE HA CHIUSO L`AGENZIA IMMOBILIARE DOVE LAVORAVO COME IMPIEGATA.
    TRAMITE I SINDACATI ABBIAMO FATTO RICHIESTA DEGLI STIPENDI ARRETRATI E
    DELLA LIQUIDAZIONE CHE AD OGGI ANCORA NON RISULTANO INTERAMENTE VERSATI¸
    COSÌ MI SONO RIVOLTA A UN AVVOCATO SEMPRE DEI SINDACATI PER AVERE I SOLDI.
    E` STATO FATTO UN DECRETO INGIUNTIVO CHE PERÒ NON È ANDATO A BUON FINE¸
    ADESSO IL MIO LEGALE MI DICE DI FARE UN PIGNORAMENTO CHE PERÒ HA DEI COSTI
    PER ME E SE NON FACCIAMO QUESTO PIGNORAMENTO IO NON POTRÒ RICHIEDERE LA
    LIQUIDAZIONE ALL`INPS PERCHÈ ESSENDO IL MIO EX TITOLARE UNA DITTA
    INDIVIDUALE NON SI POTRÀ RICHIEDERE IL FALLIMENTO¸ VOLEVO SAPERE SE È VERO¸
    PERCHÈ SE IO ADESSO NON HO QUESTI SOLDI VUOL DIRE CHE PERDO QUASI EURO
    9.000¸00 DI LIQUIDAZIONE?
    LA RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE SE POTRA’ RISPONDERMI SPERANDO DI ESSERE STATA CHIARA.

  1425. Massimiliano Tavella scrive:

    X Luigi.
    Una domanda molto interessante. I superminimi individuali possono essere assorbiti da successivi aumenti dei minimi contrattuali disposti in sede di rinnovo del medesimo contratto collettivo, ad eccezione di quelli aventi natura di compensi aggiuntivi speciali, fondati su un titolo proprio di erogazione. Se nella pattuizione del superminimo è prevista l’assorbibilità per futuri aumenti contrattuali, l’azienda ha operato correttamente.

  1426. Elena scrive:

    Buongiorno Avvocato.
    Racconto la mia storia.
    Ero dipendente di una cooperativa SCPA dal 2005. Nel 2009 ho fatto richiesta di ammissione a socia, nella busta paga di luglio 2009 mi è stata trattenuta la quota sociale senza darmi alcuna comunicazione che la mia richiesta veniva accettata, né copia di regolamento e statuto sociale. il mio inquadramento e le mie mansioni sono rimaste invariate. A luglio 2010 per un segno di forza del Presidente sono stata licenziata per “giusta causa” e, con lettera diversa ma contestuale, esclusa da socio della cooperativa che al momento vantava 90 soci circa e 200 dipendenti. Ho fatto ricorso al licenziamento, ma purtroppo nessuno mi ha informata che per veder applicata la tutela reale nei miei confronti avrei dovuto fare ricorso anche all’esclusione da socio.
    La cooperativa, come molte purtroppo in Italia, è finta, c’è un Presidente che da quasi 30 anni decide tutto e l’assemblea che annualmente viene fatta è solo un proforma tanto che all’unica cui ho partecipato come socia non è stata data comunicazione di scelte di un certo rilievo fatte dal Presidente e che necessitavano di ratifica da parte dell’assemlea (TFM che il presidente ha deciso di concedersi negli anni 2007-2008-2009). Mancando la mutualità prevalente (salari e stipendi a soci sono inferiori al 50% del totale) e avendo partecipato ad una unica assemblea ordinaria che è risultata puro pro-forma(io conoscevo lo stato delle cose lavorando nell’amministrazione)esistono i presupposti per dimostrare che il mio era un rapporto subordinato e quello sociale era fittizio?
    Resto in attesa. La ringrazio molto!!!

  1427. Filippo scrive:

    Buon Giorno dottore,
    volevo un’informazione, esiste per caso una legge che vieta il fatto che un dipendente possa stare dietro un bancone di una tabaccheria pur non lavorando?.
    Mi spiego meglio, un mio amico ha una causa in corso con il suo ex datore di lavoro, in quanto non è stato retribuito negli ultimi 6 mesi di lavoro.
    Lui non era stato assunto regolarmente, quindi è partita la causa. Il suo datore di lavoro (cn il suo avvocato) sostengono che il mio amico non ha mai lavorato presso di loro, ma che “aiutava” senza lavorare. Mi ha chiamato a testimoniare a suo favore, e naturalmente confermerò la realtà dei fatti, cioè che lavorava, eccome.
    Su che base possono difendersi dicendo che “era dietro il bancone con noi ma non lavorava, per questo non è stato mai assunto”?? mi sembra assurdo.

  1428. Massimiliano Tavella scrive:

    X Filippo.
    La difesa del datore appare davvero debole per reggere in giudizio. Presumo che il tuo amico porterà altri testimoni.

  1429. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Elena.
    Non vi e’ dubbio che si possa fare molto nel tuo caso. La pratica va analizzata, studiata e preparata con grande impegno da professionista di indiscusso valore.

  1430. barbara scrive:

    Buona sera spero possa darmi almeno un suggerimento.
    Ho lavorato per una palestra da dicembre 2010 a dicembre 2011.
    contratto co.co.co rinnovato le prime due volte ogni due mesi e poi 4 e poi per 6.
    A mio parere le discrepanze e irregolarità sono:
    -orario di lavoro di 6 ore al giorno su turni più alcuni sabati e domeniche, in cambio di un corrispettivo fisso più provvigioni sulle vendite. (nel contratto però non è specificato nessun monte ore, né turni da dovere rispettare anzi il contratto è definito “senza nessun obbligo di subordinazione” come appunto dovrebbe essere il co.co.co
    -pagamento del compenso né con bonifico né con assegno circolare ma con assegno nominativo, quando invece mi sembra ci sia l’obbligo del pagamento in una delle suddette forme
    -Perdita delle provvigioni relative a clienti acquisiti se il consulente commerciale assente per ferie o malattia o per qualsiasi altro motivo. (non specificato in contratto).
    queste sono alcune delle cose che non mi tornano e che mi sembra sempre essere utilizzate con “abuso di potere” dato che c’è poco lavoro.
    Tutte le mi richieste e precisazioni relative sono state ignorate.
    Secondo lei ci sono presupposti per rivendicare qualche diritto e trasformarlo il valore economico?
    Dato che ho lavorato come fossi un dipendente, ora che mi hanno lasciato a casa, almeno mi piacerebbe fare richiesta di una liquidazione????
    a chi posso rivolgermi?
    In attesa di un riscontro
    la ringrazio e la saluto cordialmente
    barbara

  1431. angelo scrive:

    salve, lavoro presso la metropolitana di napoli.la gestione del lavoro straordinario non è ripartito in modo equo,ma concesso solo a favore persona o usato come merce di scambio per fini occulti.comunque fatto sta’ ke lo straordinario lo fanno sempre le stesse persone,superando anke il limite massimo annuo di ore.come possiamo difenderci?e’ leggittimo?grazie.attendo Vs. risposta.

  1432. Silvia scrive:

    Buongiorno gentile Dottor Tavella il quesito numero 1319 è inevaso.
    Grazie per la sua disponibilità.

    Cordiali saluti.

    Silvia

  1433. Massimiliano Tavella scrive:

    X Silvia.
    Alla domanda e’ stata gia’ data una prima risposta.
    L’approfondimento richiede una serie di informazioni che non ho per rispondere adeguatamente.

  1434. Massimiliano Tavella scrive:

    X Angelo.
    Avrete sicuramente le rappresentanze sindacali aziendali, per cui e’ opportuno coinvolgerli. E’ chiaro che bisogna fare subito presente tale situazione anche per la delicatezza del lavoro. In alternativa puoi inviare una raccomandata alla Direzione esponendo i fatti, soprattutto per precostituire prova ai fini di una eventuAle futura vertenza.

  1435. Massimiliano Tavella scrive:

    X Barbara.
    I rapporti di lavoro all’interno delle palestre presentano sempre numerose problematiche. Se ha avuto un rapporto di tipo subordinato si rechi presso la Direzione territoriale del lavoro e sporga denuncia nelle mani di un ispettore. La Direzione convochera’ il datore insieme a lei per un tentativo monocratico di conciliazione. Se non avverra’ la conciliazione, la Direzione dara’ il via alla visita ispettiva e mi creda, e’ l’ultima cosa che si augura un datore di lavoro.

  1436. Fabio scrive:

    Quesito inevaso 818, saluti

  1437. cristina scrive:

    buongiorno..mi chiamo cristina ho un problema è non riesco ha capirci nulla..allora ho lavorato presso un bar per 19 mesi..sono stata licenziata l’11/09/2011 ho saputo che a dicembre il bar è stato venduto è sò che la procura per i soldi della vendita è sotto tutela del commercialista ora vorrei sapere quanto tempo passerà per avere il mio tfr cè un tempo stabilito opp..no???mi potete aiutare ha far valere la mia posizione??grazie

  1438. Laforge Francesco scrive:

    Gentilissimo,sono un lavoratore di anni 63, lavoro presso una impresa di pulizia in un ospedale ed ho il 4° livello del C.C.N.L. servizi pulizia multiservizi. tra pochi giorni ci sarà un passaggio di cantiere tra la ditta per la quale lavoro ed un’altra che ha fatto il 50% di ribasso. sono riuscito a sapere che questa azienda non sta considerando la mia assunzione.
    vorrei sapere, ho il diritto di essere assunto anche se ho il 4° livello operaio? Vorrei precisare che sul capitolato di gara è chiaramente inserita la mia figura,il mio livello ed orario.
    come posso tutelarmi?
    grazie

  1439. Diletta scrive:

    Dottore buongiorno!
    Lavoro da 9 mesi per una multinazionale come store manager.Inizialmente ho firmato due contratti con un’agenzia interinale come “store manager” uno di 1 mese l’altro di 2 mesi.Poi passata all’azienda mi hanno proposto un ccnl commercio ,tempo determinato di 6 mesi
    di 4° livello, con mansioni di “addetta alla vendita”.Ho chiesto spiegazioni prima di accettare, mi è stato detto che avrei ricevuto un allegato insieme al contratto che specificava le “mansioni aggiuntive” e reali di cui mi occupo ( che non ho mai ricevuto).
    Domani scadrà il contratto, la scorsa settimana, durante una visita dell’area manager,ho chiesto ulteriori spiegazioni riguardo mansioni ed inquadramento:mi è stato detto che l’azienda non è ancora in grado di stabilire se sono in grado di ricoprire quel ruolo,ed è solo per tal motivo che mi hanno proposto un contratto di “commessa”.Oggi mi è stata inviata via mail al p.d.v (tralaltro sono in ferie)la proroga :altri 6 mesi stesse condizioni…..
    La situazione si complica aggiungendo la stessa sorte per le mie colleghe(apprendiste ma a tutti gli effetti commesse),straordinari non pagati e turnover da 13 ore.
    Come posso agire?Posso far valere i miei diritti?Ci sono i presupposti per un demansionamento?Grazie,una splendida giornata

  1440. claudio borin scrive:

    Buona sera , segnalo il mio post. n.1366.
    Grazie per l’attenzione.

  1441. claudio borin scrive:

    Buona sera , segnalo il mio post. n.1366. per una risposta.
    Grazie per l’attenzione.

  1442. Antonio scrive:

    Dottore buonasera!
    Mi chiamo Antonio e sono un invalido del lavoro,sono stato assunto 10 mesi fa’ presso una residenza per anziani come fattorino e da contratto dovevo svolgere solo piccoli lavori di manutenzione,a tutt’oggi ho svolto per mia scelta e per mettermi in luce con il direttore principalmente il ruolo di manutentore,quindi lavori pesanti e non adatti alle mie condizioni fisiche,nella speranza di un aumento di livello e di ore dato che al momento lavoro solo per 20 ore settimanali.conseguenza:tante promesse,fatti zero.ora si aspettano da me che continui a fare cio’ che ho fatto fino ad oggi,la mia domanda e’:posso rifiutarmi e chiedere di svolgere solo cio’ che ho da contratto?potrebbero licenziarmi per tale motivo?in attesa di una vs risposta,vi saluto.Antonio.

  1443. francesco scrive:

    Buongiorno Dottore sono un ragazzo di 34 anni, 6 mesi fa mi sono licenziato da una società s.p.a che si occupa di vendita spazi pubblicitari, ero assunto da 7 anni come impiegato quinto livello ma in realtà gestivo una filiale in sardegna, le mie dimissioni sono state date perchè le troppe mansioni che svolgevo mi hanno causato un grosso esaurimento nervoso(dimostrabile da certificati medici)essendo ammalato di sclerosi multipla, mi sono spaventato, temendo una ricaduta per questa brutta malattia che mi hanno diagnosticato 10 anni fa e mi ha fatto perdere la vista da un’occhio proprio a causa dello stress.
    Premetto che il mio datore di lavoro no mi ha mai fatto fare le visite mediche che aspettano x legge, avendo più di 50 dipendenti e non mi ha mai chiesto di inoltrare la pratica di invalidità,comunque la mia domanda e questa, essendomi rilassato e schiarito le idee vorrei essere riassunto,magari con un partime, tenga presente che la soc. in questione sta usufruendo del contratto di solidarietà da 3 anni e non possono fare nuove assunzioni…posso agire legalmente e chiedere di essere riassunto per giusta causa? attendo una sua gradita risposta.

  1444. Andrea scrive:

    Colgo l’occasione per congratularmi per l’iniziativa, che reputo veramente meritevole di lode, e colgo l’occasione per porgere il quesito:
    sono un dipendente di Trenitalia – Divisione Cargo con la nuova qualifica di Tecnico Polifunzionale Cargo.
    Nella Stazione dove presto la mia attività lavorativa il servizio di manovra viene svolto da RFI e fino a qualche giorno fa anche la sgancio e aggancio dei locomotori.
    Dal 1 Febbraio questo servizio verrà affidato a noi, ma come succede sempre in questi casi, l’azienda si limita a comunicare i nuovi compiti senza preoccuparsi dell’aspetto logistico.
    Mi spiego meglio: circa il 50% del personale Cargo in servizio è stato dichiarato inidoneo al servizio di manovra (e quindi impossibilitato ad addempiere alle nuove mansioni) e, oltrettutto ricopre un turno economicamente “privileggiato”, in quanto copre anche le Domeniche ed i Festivi (a differenza degli altri, che sono soppressi in quelle giornate).
    La mia domanda è questa: come posso fare a richiedere che venga esposto un “mansionario” relativo ad ogni turno, in modo che la situazione venga regolamentata e ogni lavoratore sia in grado di sapere le mansioni che deve svolgere?
    Grazie, Andrea.

  1445. cristina scrive:

    quesito inevaso 1437 grazie è buona giornata

  1446. massimo scrive:

    Salve,lavoro da anni per lo stesso albergo a contratti a termine.
    mi sono recato alla cisl mi hanno detto che i primi contratti che ho stipulato erano illegali in quanto non presentavano nella forma nessunissima causa all’assunzione e che purtroppo ora come ora non si poteva fare nulla in quanto il termine per impugnare i contratti pregressi scadeva il 31-12-11.
    leggo ora pero che in realta’ questo termine e’ stato spostato al 29-2-2012 è vero?
    nel mio ultimo contratto (unico impugnabile mi è stato detto) la cause è inserita ma anche molto generica oltre che falsa.
    potrei fare qualcosa anche fosse solo per l’ultimo?

  1447. Fortunato scrive:

    Egr. Dottor Tavella,
    buonasera.
    Le pongo un quesito che riguarda un mio amico.
    Per mettere il liquidazione una SRL c’è bisogno del notaio o possono provvedere i due soci a fare un verbale di liquidazione e, dopo aver esplicato tutte le formalità, poi andare dal notaio per la cessazione della Società.
    Grazie per la risposta.
    Fortunato

  1448. marta scrive:

    Salve, ho da chiederle una delucidazione in riferimento ad una situazione che mi è capitata:
    si tratta di una srl che ha licenziato la sua dipendente, la quale poi ha precepito l’indennità di disoccupazione. Durante il periodo in cui la signora percepiva tale indennità, la stessa è stata nominata dalla stessa srl come vicepresidente del consiglio di amministrazione continuando in pratica a svolgere la sua attività ma senza, a suo dire senza ricevere compensi per ciò che svolge.
    Ora io mi chiedo: può la signora continuare a percepire la disoccupazione in concomitantza di tale situazione?

    La ringrazio anticipatamente

  1449. Loredana scrive:

    E’ possibile avere una risposta al quesito 1424.
    Grazie

  1450. Riccardo scrive:

    Buongiorno a tutti i frequentatori del forum.
    Lavoro come dipendente presso un’azienda che opera nel terziario, con regolare contratto a tempo indeterminato, con qualifica di impiegato 3° livello.
    Oltre ad occuparmi della contabilità e del settore informatico, a causa dell’evidente disorganizzazione, sovente sono costretto a scendere giù in magazzino, dato che il magazziniere fa anche da consegnatario ed è spesso fuori. Quindi spesso salgo sul muletto e aiuto a scaricare i camion dei fornitori.
    Inoltre smisto le telefonate, delle quali un buon 80%, non riguardano il mio ufficio, con continue interruzioni e perdite di tempo.
    Lasciamo perdere la voce gratificazione economica di 100,00€ lorde al mese in busta paga ottenute dopo anni di questo tran tran.
    Comunque, il parere che vi chiedo è relativo alla seguente problematica.
    Circa due anni fa i due soci della ditta di cui sono dipendente hanno fondato una nuova società, con altri due nuovi soci.
    La contabilità della nuova società OVVIAMENTE la tengo io (diciamo che hanno dato per scontato che la tenessi io). La nuova società, da due anni a questa parte, paga una cifra annuale alla società dove lavoro io, a titolo di SERVICE CONTABILITA’. Io, però, a seguito di questo ulteriore aggravio di mansioni non ho ricevuto un adeguamento salariale. E il tutto si è verificato senza che mi venisse cambiato contratto.
    Ma non finisce qui. Ora questa nuova ditta deve mettere in piedi un lavoro che richiede le mie competenze informatiche e mi si dice che avrò problemi anche ad andare in ferie (ovviamente di adeguamenti di stipendio non se ne parla).
    La mia domanda è questa. Se io ho firmato il contratto con una ditta (e nel momento che l’ho fatto la nuova ditta non esisteva per niente), come posso oppormi alle continue pretese dei miei datori di lavoro?
    Oltretutto la nuova ditta non è nemmeno una “controllata” da quella da cui io dipendo. Sono due aziende che, pur operando in settori simili, sono completamente disgiunte (a parte il fatto di avere al loro interno i due soci della ditta da cui dipendo).
    Scusate se mi sono dilungato e colgo l’occasione per ringraziare in anticipo a chi mi risponderà.

  1451. francesco scrive:

    è possibile avere una risposta al quesito 1443. grazie mille e buon lavoro

  1452. cristina scrive:

    richiesta di risposta quesito 1437 grazie..buona giornata

  1453. Severina scrive:

    Salve, ho lavorato presso una comunità per minori (struttura in fase di accreditamento) dal giugno 2008 al 31 gennaio 2012 con un contratto a progetto, rinnovato annualmente. Dal 20 novembre dello scorso anno, l’ispettorato del lavoro della mia città dispone l’interdizione dal lavoro per gravi complicanze della gravidanza. Ora, con la scadenza del contratto, ai sensi del D. lgs 151/2001 (art. 16 e art. 17) e del D. lgs 276/2003 (art. 66), quest’ultimo rimane sospeso e prorogato.
    Nella giornata di ieri, mi arriva una raccomandata da parte del mio datore di lavoro, in cui comunica che il progeto ha raggiunto le sue finalità e pertanto la collaborazione è finita. A quanto pare però il progetto, che coinciderebbe in questo caso con la comunità per minori, non è terminato e continua ad operare e funzionare. Come devo comportarmi?

  1454. lucio tester scrive:

    salve sono in cigs dal 03/10/2011 una azienda con
    150 dipendenti e l azienda sta anticipando il salario.
    come la prassi giusta per il MOD DID SR105 INPS della dichiarazione
    di imediata disponibilita ad un percorso di ri qualificazione professionale in quanto la mia azienda non mi ha fatto mai avere dovrei andare a inps a denunciare il fatto COSA DEVO FARE
    GRAZIE

  1455. Irene scrive:

    Buongiorno,
    se un datore di lavoro occupa alle sue dipendenze più di 15 prestatori di lavoro, dislocati in unità produttive (con diversa Ragione Sociale ma facenti parte dello stesso Gruppo) nell’ambito dello stesso comune, il lavoratore licenziato per giustificato motivo oggettivo, rientra nella Tutela Reale.
    Attendo cortese riscontro
    Grazie e buona giornata

  1456. Antonio scrive:

    Egr. Dottor Tavella,
    Buonasera.
    Lavoro in una Srl da quasi 12 anni. Ultimamente le cose non stanno andando bene, infatti non ci sono state retribuite ne le tredicesime ne le quattordicesime per un totale complessivo di 5 retribuzioni, mentre gli stipendi ci vengono dati con acconti variabili. Queste retribuzioni compaiono comunque nel Cud dei vari anni, perchè precedentemente un fatto analogo fu interamnte retribuito , quindi fiduciosamente abbiamo firmato. Ora però la cosa è diversa, si parla di probabile fallimento. Il mio quesito è questo: Le 5 retribuzioni sarà difficile incassarle oppure verranno inglobate nel TFR con la liquidazione dell’azienda? Grazie per la sua cortese attenzione e per la risposta che mi potrà dare

  1457. Batttista scrive:

    Innanzitutto complimenti! Mi sembra un ottimo servizio.
    Sono RSPP, con incarico diretto da perte del datore di lavoro, di un’azienda di costruzioni dal 2002. Nel 2005 mi hanno adeguato l’inquadramento in impiegato di VI livello. Ho svolto il mio ruolo senza nessun vincolo d’orario, di luogo di lavoro e in piena autonomia. Ieri ho trovato una lettera in cui mi dicono che devo entrare in ufficio entro le nove, pausa tra le 13 e le 14, uscita dopo le 18. Ho risposto che non accettavo queste proposte di cambiamento. A questo punto vorrei sottolineare all’azienda che da alemno sette anni svolgo effettivamente la mansione di almeno quadro, chiedere l’adeguamento e gli arretrati di questo adeguamento. E’ fattibile ciò e cosa devo fare? Cordiali saluti e grazie in anticipo

  1458. Gabry scrive:

    Salve,vorrei il parere e consiglio di un’esperto,nel 2007,2008,2009 ho avuto un contratto a termine di 11 mesi all’anno,nel 2010 pur avendo inviato una raccomandata dove confermavo la mia disponibilità per il 2010 non sono stata richiamata e al mio posto sono stati assunti persone nuove.Ho fatto vertenza per diritto di precedenza ma anche nel 2011 non sono stata chiamata anche se hanno riassunto sempre persone nuove (per il periodo stagionale di circa 9 mesi).Ho avuto una prima udienza per accordarci,dove l’azienda si rifiuta di assumermi dicendo che non ha bisogno di personale(ma è falso perché per la stagione assumono circa 6-7 persone ogni anno),volendo chiudere la storia con il pagamento di 3 mensilità.
    Io ho rifiutato perche’ vorrei il mio posto di lavoro,visto che i miei colleghi stagionali dopo la mia vertenza hanno avuto il contratto a tempo indeterminato.
    Aggiungo che siamo state lasciate a casa 2 donne (circola la voce che non vogliono piu’ le donne),infatti da quel momento sono stati assunti solo maschi(non è discriminazione sessuale?)
    Siccome sono stata un po’ demoralizzata e quasi mi consigliavano di accettare i soldi,io le chiedo un consiglio professionale,ho la possibilita’ di riavere il mio posto di lavoro?Oppure saro’ l’ennesima vittima di coloro che hanno i soldi e possono pagarsi 3 avvocati? visto che con 3 avvocati si sono presentati?

  1459. renata scrive:

    Sono stata licenziata per giusta causa per aver usato impropriamente la tessera fedeltà di un cliente attribuendogli punti di spese effettuate da altri clienti non interessati alla tessera.Preciso che non ho avuto nessun vantaggio personale.E’stato divulgato il motivo del licenziamento, non è stato violato il diritto alla privacy da parte dell’ azienda (noto ipermercato).Vi ringrazio per una vostra risposta

  1460. Paola scrive:

    Salve, le scrivo per avere alcune info.
    Lavoro presso una srl, ho un contratto a tempo determinato di 4 livello commercio.Dopo aver lavorato per 22 mesi, mi hanno fatta stare ferma 21 gg per poi riprendermi a lavoro per il resto della mia capienza.Ora devono pagarmi la chiusura e vogliono che io vada al sindacato (sono soliti tagliare le buste paga).Posso rifiutarmi di andare?Quando si effettua la chiusura davanti al sindacato?La ringrazio per la sua disponibilità

  1461. emiliano scrive:

    ciao sono emiliano lavoro come receptionist vigilanza non armata lavoro sempre di notte e sempre 12-13 ore dai 5-7 giorni a settimana con un riposo la mia domanda è : ma tutte queste ore sono previste dalla legge ?
    eventualmente cosa posso fare ?
    vi ringrazio anticipatamente

  1462. silvia scrive:

    Gentile Dr Tavella, vorrei esporle la mia esperienza per capire se e quanto è possibile procedere con una causa di lavoro contro il mio datore di lavoro.
    Da ottobre 2009 a dicembre 2011 ho lavorato presso una Scuola di formazione, abbastanza conosciuta in Itali, con contratti sempre fittizi. Sono entrata con un contratto di prestazione occasionale della durata di 2 mesi, in cui sono chiamata alla sistemazione dell’archivio della scuola, ma questa non è mai stata la mia reale mansione, dal 3° giorno del mio ingresso mi è stata affidata dal Responsabile di Area a cui riportavo l’attività commerciale, vendita dei percorsi formativi. Dal 1°giorno ho dovuto rispettare orari precisi, disposizioni non avendo la possibilità di gestire quindi la mia prestazione con autonomia di spazio e tempo.
    Dal momento che il clima in questa azienda non è dei migliori, in quanto le persone sono gestite con minacce e ricatti, comunicazioni vessatorie, ecc, si registra un elevato turnover. Questo comporta un’ eccessiva mole di lavoro sui pochi che restano e che non riescono neppure ad avere un passaggio di consegne in quanto la gente sparisce per la disperazione anche da un giorno all’altro senza preavviso.
    Dopo 2 mesi mi sono ritrovata anche io a sostenere da sola tutta la segreteria di questa scuola, decisero così di farmi dopo la prestazione occasionale, un contratto a progetto per un anno, ma di progetto non vi era traccia. Mi hanno allegato al contratto un progetto molto vago, dove sono riportate tutte le macroattività della scuola.
    Mi ripetono più e più volte che l’azienda non è nelle condizioni di farmi un contratto diverso, peccato che ad altre persone veniva riservato altro trattamento e che anche io come gli altri sono stata una subordinata a tutti gli effetti, riportavo ad un Responsabile, percepivo ogni mese un fisso, rispettavo orari dell’azienda, indossavo l’abbigliamento fornito dall’azienda, coprivo i turni centralino (ovvero sull’orario 9-19 con 2 ore di pausa pranzo, a turno i dipendenti e i collaboratori dovevano coprire le 2 ore di pausa pranzo del centralino, facendo così per circa 2 volte al mese orario continuato 9-19).
    Molte volte, visti i risultati raggiunti di fatturato, ho chiesto all’azienda di rivedere il mio contratto, ma dopo un anno mi hanno rinnovato lo stesso con un aumento di 100 euro al mese per farmi stare buona.
    Il nuovo contratto mi copriva fino a dicembre 2011, ma negli ultimi 2 mesi ci sono stati degli sviluppi assurdi, escono dall’azienda 3 persone, tra cui il Responsabile di Area, ma l’azienda decide di non rimpiazzarli. L’azienda mi riferisce che le esigenze sono cambiate e che oltre al mio lavoro devo sopperire ad alcune cose che non potevano ovviamente più essere gestite dalle risorse in uscita. In cambio l’azienda era finalmente disposta, dopo 2 anni e 2 mesi di duro lavoro, a farmi un contratto da dipendente.
    Io mi sono sempre rifiutata di gestire il lavoro degli altri, soprattutto quello del Responsabile, non solo perché materialmente era impossibile, lavoravo già 8-9 ore al giorno e non riuscivo ad essere mai in pari con le mie cose, che aumentavano ogni giorno di più data la disorganizzazione e gli obiettivi di fatturato che mi venivano assegnati, ma anche perché non potevo accettare di fare il lavoro di altre 2 persone, compreso quello di un Responsabile. Non volevo andare anche il Sabato nelle aule a fare coordinamento.
    Tuttavia, sulla mia scrivania arrivavano fotocopie di mail indirizzate al Responsabile, su cui la proprietà nel ruolo del Presidente assegnava per scritto a me la gestione di tali attività.
    Ancora una volta decido di far presente la cosa, ma non serviva a nulla, qualcuno doveva farlo ed io ero diventata la più anziana nella scuola capace di gestire ormai quasi tutto.
    Al che decido di non rinnovare più il mio contratto, in quanto per me era una vera e propria presa in giro, il solito ricatto a cui non volevo più cedere.
    Nel mio contratto in scadenza il 31 dicembre si prevedeva un preavviso di 30 giorni, io comunico la mia insofferenza a tale situazione e la mia decisione di non andare più avanti a queste condizioni, intorno al 12 dicembre. Il 22 rientravo per le feste natalizie a casa, quindi sarebbe stato il mio ultimo giorno, ma lui non ha preso molto bene la cosa, mi ha bloccato lo stipendio di dicembre per un mese e solo 2 giorni fa ho visto l’accreditamento, non mi ha pagato l’intero mese ma solo fino al 22 dicembre.
    La mia rabbia ovviamente è tanta, per le false promesse, i ricatti, i maltrattamenti e gli insulti subiti.
    Vorrei fare qualcosa, ma vorrei capire cosa posso chiedere nel dettaglio e quali rischi corro.
    Posso impugnare il contratto chiedendo il TFR, le tredicesime, i contributi?
    E l’ingiunzione di pagamento si può fare secondo lei?
    Grazie mille anticipatamente per la sua risposta.

  1463. silvia scrive:

    Gentile Dr Tavella, vorrei esporle la mia esperienza per capire se e quanto è possibile procedere con una causa di lavoro contro il mio datore di lavoro.
    Da ottobre 2009 a dicembre 2011 ho lavorato presso una Scuola di formazione, abbastanza conosciuta in Italia, con contratti sempre fittizi. Sono entrata con un contratto di prestazione occasionale della durata di 2 mesi, in cui sono chiamata alla sistemazione dell’archivio della scuola, ma questa non è mai stata la mia reale mansione, dal 3° giorno del mio ingresso mi è stata affidata dal Responsabile di Area a cui riportavo l’attività commerciale, vendita dei percorsi formativi. Dal 1°giorno ho dovuto rispettare orari precisi, disposizioni non avendo la possibilità di gestire quindi la mia prestazione con autonomia di spazio e tempo.
    Dal momento che il clima in questa azienda non è dei migliori, in quanto le persone sono gestite con minacce e ricatti, comunicazioni vessatorie, ecc, si registra un elevato turnover. Questo comporta un’ eccessiva mole di lavoro sui pochi che restano e che non riescono neppure ad avere un passaggio di consegne in quanto la gente sparisce per la disperazione anche da un giorno all’altro senza preavviso.
    Dopo 2 mesi mi sono ritrovata anche io a sostenere da sola tutta la segreteria di questa scuola, decisero così di farmi dopo la prestazione occasionale, un contratto a progetto per un anno, ma di progetto non vi era traccia. Mi hanno allegato al contratto un progetto molto vago, dove sono riportate tutte le macroattività della scuola.
    Mi ripetono più e più volte che l’azienda non è nelle condizioni di farmi un contratto diverso, peccato che ad altre persone veniva riservato altro trattamento e che anche io come gli altri sono stata una subordinata a tutti gli effetti, riportavo ad un Responsabile, percepivo ogni mese un fisso, rispettavo orari dell’azienda, indossavo l’abbigliamento fornito dall’azienda, coprivo i turni centralino (ovvero sull’orario 9-19 con 2 ore di pausa pranzo, a turno i dipendenti e i collaboratori dovevano coprire le 2 ore di pausa pranzo del centralino, facendo così per circa 2 volte al mese orario continuato 9-19).
    Molte volte, visti i risultati raggiunti di fatturato, ho chiesto all’azienda di rivedere il mio contratto, ma dopo un anno mi hanno rinnovato lo stesso con un aumento di 100 euro al mese per farmi stare buona.
    Il nuovo contratto mi copriva fino a dicembre 2011, ma negli ultimi 2 mesi ci sono stati degli sviluppi assurdi, escono dall’azienda 3 persone, tra cui il Responsabile di Area, ma l’azienda decide di non rimpiazzarli. L’azienda mi riferisce che le esigenze sono cambiate e che oltre al mio lavoro devo sopperire ad alcune cose che non potevano ovviamente più essere gestite dalle risorse in uscita. In cambio l’azienda era finalmente disposta, dopo 2 anni e 2 mesi di duro lavoro, a farmi un contratto da dipendente.
    Io mi sono sempre rifiutata di gestire il lavoro degli altri, soprattutto quello del Responsabile, non solo perché materialmente era impossibile, lavoravo già 8-9 ore al giorno e non riuscivo ad essere mai in pari con le mie cose, che aumentavano ogni giorno di più data la disorganizzazione e gli obiettivi di fatturato che mi venivano assegnati, ma anche perché non potevo accettare di fare il lavoro di altre 2 persone, compreso quello di un Responsabile. Non volevo andare anche il Sabato nelle aule a fare coordinamento.
    Tuttavia, sulla mia scrivania arrivavano fotocopie di mail indirizzate al Responsabile, su cui la proprietà nel ruolo del Presidente assegnava per scritto a me la gestione di tali attività.
    Ancora una volta decido di far presente la cosa, ma non serviva a nulla, qualcuno doveva farlo ed io ero diventata la più anziana nella scuola capace di gestire ormai quasi tutto.
    Al che decido di non rinnovare più il mio contratto, in quanto per me era una vera e propria presa in giro, il solito ricatto a cui non volevo più cedere.
    Nel mio contratto in scadenza il 31 dicembre si prevedeva un preavviso di 30 giorni, io comunico la mia insofferenza a tale situazione e la mia decisione di non andare più avanti a queste condizioni, intorno al 12 dicembre. Il 22 rientravo per le feste natalizie a casa, quindi sarebbe stato il mio ultimo giorno, ma lui non ha preso molto bene la cosa, mi ha bloccato lo stipendio di dicembre per un mese e solo 2 giorni fa ho visto l’accreditamento, non mi ha pagato l’intero mese ma solo fino al 22 dicembre.
    La mia rabbia ovviamente è tanta, per le false promesse, i ricatti, i maltrattamenti e gli insulti subiti.
    Vorrei fare qualcosa, ma vorrei capire cosa posso chiedere nel dettaglio e quali rischi corro.
    Posso impugnare il contratto chiedendo il TFR, le tredicesime, i contributi?
    E l’ingiunzione di pagamento si può fare secondo lei?
    Grazie mille anticipatamente per la sua risposta.

  1464. giuseppe scrive:

    molto molto interessante

  1465. giuseppe scrive:

    gentile Dr. Tavella avrei un quesito
    lavoro dal 2005 in una ditta chimica con circa altri
    8 colleghi.
    Recentemente ho preso il posto del responsabile in quanto ha dato le dimissioni.
    la domanda e questa : avendo preso il suo posto il
    mio datore di lavoro non dovrebbe inquadrarmi con
    il livello dell’ex responsabile? la mia azienda segue il Confapi chimico piccole aziende.Grazie in anticipo.

  1466. simo scrive:

    vorrei chiedere, io lavoro presso una filiale di supermercati…nelle vicinanze stanno chiudendo una filiale della nostra catena ,quindi mettendo in mobilita persone …il mio direttore mi dice devi andare li finche ‘ non chiudono per coprire il buco di ore popi ritorni ..ma io mi chiedo se li sono già’ in esubero cosa servo io ?e poi possono mandarmi il trasferimento in una filiale che sta già’ chiudendo ?e se poi quando torno nella mia filiale non ce’ più posto per me pure io vado in mobilita ‘?premetto che mi dice non ti preoccupare ritorni ecc e al posto tuo per coprire prendiamo due part-time non capisco spero potrà rispondermi grazie

  1467. simona scrive:

    salve, lavoro da 18 anni in una ditta di commercio, da 1 anno sto in cassa integrazione in deroga, ora la ditta ha avuto un’altra proroga di un anno, e mi ha detto che non puo’ darmi la cig e non puo’ neanche sostenermi e pretende da me le dimissioni. Come devo fare?

  1468. Bianca scrive:

    Buongiorno,
    volevo chiedere un’informazione: se uno è stato x 4 anni al 5 livello e poi cambia azienda di lavoro, può questa nuova azienda all’assunzione abbassare il livello d’inquadramento pur con la stessa mansione precedente?
    La ringrazio e saluto cordialmente

  1469. Silvano scrive:

    Buonasera Dott. Tavella,
    sono nuovamente qui a chiederle una sua opinione.
    Ho una collega che è in infortunio da circa 140 giorni, il sindacato le ha consigliato di richiedere l’aspettativa , non retribuita, per altri 180 giorni, al fine di mantenere il proprio posto di lavoro. Ma la mia domanda è: La regola dei 180 giorni di assenza non si applica solo alla malattia (quella pagata dall’inps)? Oppure vale anche per l’infortunio (quello pagato dall’Inail)? Il contratto è quello del commercio e la collega è una lavoratrice part-time a tempo indeterminato.
    Grazie per la collaborazione.
    Silvano

  1470. Gennaro M. scrive:

    Salve a tutti.
    È un po’ di giorni che sto facendo ricerche per
    Risolvere il mio problema ed eccomi qui con
    La speranza che ci riesco.
    Sono stato licenziato causa esubero personale
    Dopo 10 anni di lavoro sempre con la stessa
    Azienda un s.a.s (tra qui 4 anni assunto regolarmente
    Con contratto ecc ecc e 6 a nero) arrivo al dunque
    Non impugno il licenziamento anche perché
    Ero propenso ad andarmene ma a patto che mi
    Avrebbe dato quello che mi spettava . Troviamo
    Una conciliazione bonaria davanti al caaf e ufficio
    Vertenze e stabiliamo la somma e il metodo di pagamento
    I primi 3 mesi mi paga regolare, ma poi non mi ha pagato
    piu e non vuole sapere piu niente . Lo vorrei attaccare legalmente ma conoscendo La persona e troppo furbo lui non ha niente intestato A nome suo vorrei sapere se posso attaccare la società
    O i soci non so come recuperare sti soldi . Eppure
    HO tutta la documentazione scritta firmata da lui i giudici
    Di conciliazione e io non so come fare.
    Per non far passare altre mesi a vuoto . Ce una
    Strada un fondo Dell imps .

  1471. ANDREA scrive:

    Salve Dott Tavella, potrebbe, quando può, rispondere al quesito 1205?
    grazie mille per la disponibilità con cui mette la sua professionalità a disposizione del prossimo.
    Cordialmente la saluto.
    Andrea.

  1472. giuseppe scrive:

    gentile Dr. Tavella avrei un quesito
    lavoro dal 2005 in una ditta chimica con circa altri
    8 colleghi.
    Recentemente ho preso il posto del responsabile in quanto ha dato le dimissioni.
    la domanda e questa : avendo preso il suo posto il
    mio datore di lavoro non dovrebbe inquadrarmi con
    il livello dell’ex responsabile? la mia azienda segue il Confapi chimico piccole aziende.Grazie in anticipo.

  1473. simona scrive:

    gentilmente sig. Tavella puo’ rispondere alla mia domanda 1467 ed aggiungo che non mi sono opposta al licenziamento qualora pero’ fosse stato lui a licenziarmi. Ero assunta come impiegata a contratto indeterminato . La ringrazio anticipatamente e le formulo i miei complimenti, ho letto le altre risposte e posso dirle che sono molto esaurienti.

  1474. Massimiliano Tavella scrive:

    X Simona.
    Non vedo i motivi per cui dovrebbe dimettersi. Nessuno può costringerla e se l’azienda trova un giustificato motivo può licenziarla. In questo caso oltre all’indennità di disoccupazione, manterrebbe integro il diritto all’impugnazione del licenziamento qualora emergessero profili di illegittimità.

  1475. Massimiliano Tavella scrive:

    X Fabio.
    Certo che puoi far valere le differenze! Quindi ti consiglio di inviare una raccomandata all’azienda per richiedere le differenze. Ricorda che anche il TFR andrà modificato.

  1476. Fabio scrive:

    La ringrazio per avermi dato la risposta. Tuttavia però se oggi invio la raccomandata, sicuramente non mi rinnoveranno il contratto, cioè se ho una piccola probabilità che mi venga rinnovato, la brucio.
    Tuttavia nell’ipotesi che il contratto non mi venga rinnovato, da quanto mi ha detto posso tranquillamente agire per vie legali. Il CCNL all’art. 78 dice”Il titolo di studio deve essere denunciato per iscritto all’impresa, all’atto dell’assunzione o del conseguimento di esso”. Io veramente ho consegnato brevi manu all’ufficio del personale, il certificato attestante il titolo di studio. Il datore di lavoro può negare che io abbia denunciato il titolo di studio e farla franca con le differenze ?

  1477. cristina scrive:

    quesito inevaso 1437 sono cristina grazie..aspetto una vostra risposta..

  1478. Vincenzo scrive:

    Buongiorno Dott. Tavella. La società per la quale operavo (dimissioni in data 16 dic scorso) non vuole riconoscrmi il tfr, e le mie spettanze residue poiché asserisce che ci sono degli addebiti sulla fattura dell’utenza telefonica aziendale imputabili a me. Ho effettuato molte telefonate in Serbia per lavoro e molti numeri (lavoro) so di certo che non sono nei database della mia ex società.
    In più nel periodo in cui sono stato impegnato nella trasferta estero in serbia ho operato in condizioni estrememente disagiate che descrivo brevemente:
    - Temperature molto basse in assenza di riscaldamento all’interno dell’area cantiere dove operavamo
    - Condizioni igieniche scarse se non assenti, fango, polvere, acquitrini e materiali corrosivi
    - Impossibilità ad avvalersi di servizi igienici (non c’erano dei bagni nell’area cantiere e gli operai urinavano e defecavano un pò dove volevano)
    - Dotazioni di abbigliamento personali insufficienti per fronteggiare il freddo
    - Condizioni di sicurezza totalmente ingestite, mezzi pesanti, travi e apparati elettrici scoperti assolutamente privi di protezione.

    Io non ci ho nemeno pensato di fare una vertenza al mio datore per questi eventi ma trovandomi davanti ad una sospensione del pagamento del tfr per cause non fondate mi sento tradito da loro.

    La ringrazio anticipatamente per la risposta in merito.

    Cordiali saluti

  1479. simona scrive:

    la ringrazio x la sua risposta, ma forse non sono stata chiara, la ditta non puo’ licenziarmi perche’ ha avuto la proroga di cig con il patto di non licenziare nessuno. Io nel frattempo mi sono messa in aspettativa e sto cercando il modo di inchiodarlo ( nel senso) o mi rimette in cig, o mi fa scendere a lavorare. Io queste cose gia’ gliele ho dette ma fa orecchie di campane, dice che non puo’ fare niente. Una domanda, a scadenza dell’aspettativa quanti giorni scatta il licenziamento x mancato rientro? lei mi consiglia di cautelarmi con un avvocato? grazie infinitamente!!!

    la prego mi puo’ rispondere? grazieeee

  1480. silvia scrive:

    Gentile Dr Tavella, potrebbe rispondere al quesito 1463, per procedere bisognerebbe farlo entro 60 gg dalla fine del rapporto.
    Grazie mille

  1481. francesco scrive:

    è possibile avere una risposta al quesito 1443.non vorrei perdere la possibilità di agire. grazie mille e buon lavoro

  1482. valeria scrive:

    Salve avv. le spiego il mio problema che esattamente è una domanda. lavoro part time faccio 4 ore al giorno presso un supermercato come salumiera. Volevo sapere da lei se il mio responsabile può spezzarmi le ore faccendomi andare per 2 ore al mattino e 2 la sera? oltretutto il lavoro e a 30 km da casa mia. Volevo sapere se per legge è permesso questo. Grazie mille . Cordiali Saluti

  1483. Massimiliano Tavella scrive:

    X Francesco/Antonio (?) 1443.
    Il problema è che se l’azienda non ha mansioni corrispondenti al tuo grado di invalidità potrebbe risolvere il rapporto. Comunque se sei stato assunto con una mansione ben precisa, l’azienda non può variarla.

  1484. Massimiliano Tavella scrive:

    X Silvia.
    A mio avviso hai sbagliato a non rinnovare il contratto. Avresti potuto chiedere giudizialmente la conversione del contratto a progetto in contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con tutti gli arretrati per come previsto dal CCNL. Rivolgiti senza indugio ad un avvocato o ad un Consulente esperto. Ci sono TUTTE le condizioni per dimostrare la natura subordinata del rapporto e richiedere quanto dovuto. Una raccomandazione: metti le carte in mani esperte.

  1485. Massimiliano Tavella scrive:

    X Simona.
    Al termine dell’aspettativa il datore può licenziarti contestandoti preventivamente l’assenza ingiustificata. Per consigliarti su cosa fare dovrei capire bene quali sono le tue intenzioni.

  1486. Massimiliano scrive:

    Salve e complimenti per le tante informazioni.Ho un contratto a tempo determinato in scadenza,ho avuto 2 contratti di un anno cadauno a termine perche’ la ditta ha voluto sfruttare i miei due anni di mobilita’.Tra un contratto e un altro la ditta si e’ appoggiata a una cooperativa che collabora con loro e quindi mi assunse per 30 giorni,per poi far ripartire un’altro anno di contratto a termine-loro mi hanno detto per non farmi perdere un mese di stacco tra un contratto e l’altro.Ora sono in scadenza e credo che per non prendermi a tempo indeterminato e non usufruire della mobilita’ non lo rinnoveranno.Ho sentito dire ma non so se sia una bufala che se un lavoratore a termine,esempio scade il 4 maggio e il 5 maggio entra al lavoro marcando la cartolina normalmente,il tutto si trasforma immediatamente in un contratto a tempo indeterminato.Le dico questo perche’ mi dicono che ad alcuni e’ successo questa ipotesi.
    La ringrazio sin da ora per una risposta in merito e le invio cordiali saluti-

  1487. fabrizio scrive:

    salve, nel mase di agosto mi sono licenziato insieme a mia mogli da un azienda che nei due mesi precedenti ad esso non è stata in grado di pagarci pur sperperando soldi in publicità molteplici e come me ci sono altri ex dipendenti nella stessa situazione.
    ad oggi siamo dovuti andare per vie legali perche l’ azienda si è rifiutata di darci gli stipendi e anche le buste paga rimanenti, dicendo che le trattengono per valutare i danni commessi alla stessa.
    Ma io mi domando come è possibile che in un paese come l italia succedano ancora queste cose?
    tengo a precisare che l azienda nutre del rancore verso di noi perche li abbiamo lasciati all improvviso ma io e mia moglie con due mesi di arretrato non ci si poteva stare.
    La domanda è possono comportarsi cosi

    La ringrazio anticipatamente

  1488. giuseppe scrive:

    Gentilmente potrebbe rispondere al quesito
    N. 1465 e N.1472?

  1489. Massimiliano Tavella scrive:

    x ANGELO 1205.

    Le linee guida, adottate dal Garante della Privacy con provvedimento 23 novembre 2006, forniscono indicazioni e raccomandazioni con riguardo alle operazioni di trattamento effettuate con dati personali, anche sensibili, di lavoratori operanti alle dipendenze di datori di lavoro privati.
    Le linee guida si riferiscono prevalentemente alla comunicazione e alla diffusione dei dati, all’informativa che il datore di lavoro deve rendere ai lavoratori, ai dati idonei a rivelare lo stato di salute e al diritto di accesso.

    Le operazioni di trattamento riguardano in particolare:

    - dati anagrafici dei lavoratori (assunti o cessati dal servizio), dati biometrici, fotografie e dati sensibili riferiti anche a terzi, idonei in particolare a rivelare il credo religioso o l’adesione a sindacati; dati idonei a rivelare lo stato di salute del lavoratore di regola contenuti in certificati medici o in altra documentazione prodotta per giustificare le assenze dal lavoro o per fruire di particolari permessi e benefici previsti anche nei contratti collettivi;

    - informazioni più strettamente connesse allo svolgimento dell’attività lavorativa, quali la tipologia del contratto (a tempo determinato o indeterminato, a tempo pieno o parziale, etc.); la qualifica e il livello professionale, la retribuzione individuale, corrisposta anche in virtù di provvedimenti ad personam; l’ammontare di premi; il tempo di lavoro anche straordinario; assenze, ferie e permessi individuali (fruiti o residui); trasferimenti ad altra sede di lavoro; procedimenti e provvedimenti disciplinari.

    Tali dati sono contenuti in atti e documenti prodotti dai lavoratori in sede di assunzione o nel corso del rapporto di lavoro, in documenti e/o file elaborati dal (o per conto del) datore di lavoro in pendenza del rapporto di lavoro per l’esecuzione del contratto e successivamente raccolti e conservati in fascicoli personali e archivi cartacei o elettronici, resi disponibili in albi, bacheche o nelle intranet aziendali.
    Le informazioni di carattere personale di cui sopra possono essere trattate dal datore di lavoro nel rispetto dei principi generali di liceità, pertinenza e trasparenza, ossia nella misura in cui siano necessarie per dare corretta esecuzione al rapporto di lavoro; talvolta sono anche indispensabili per attuare previsioni contenute in leggi, regolamenti, contratti e accordi collettivi.
    In ogni caso deve trattarsi di informazioni pertinenti e non eccedenti e devono essere osservate tutte le disposizioni della vigente disciplina in materia di protezione dei dati personali che trae origine anche da direttive comunitarie.

    Il trattamento dei dati personali, anche sensibili, è lecito se finalizzato ad assolvere obblighi derivanti dal contratto individuale (ad esempio, per verificare l’esatto adempimento della prestazione o commisurare l’importo della retribuzione, anche per lavoro straordinario, o dei premi da corrispondere, per quantificare ferie e permessi, per verificare la sussistenza di una causa legittima di assenza), o previsti dalla contrattazione collettiva per la determinazione di circostanze relative al rapporto di lavoro individuale (ad esempio, per la fruizione di permessi o aspettative sindacali e periodi di comporto) o, ancora, dalla legge (quali, ad esempio, le comunicazioni ad enti previdenziali e assistenziali).

    Anche se queste finalità sono in termini generali lecite, occorre comunque rispettare il principio di compatibilità tra gli scopi perseguiti (art. 11, comma 1, lett. b), del Codice), secondo il quale lo scopo perseguito in concreto dal datore di lavoro sulla base del trattamento di dati personali non deve essere incompatibile con le finalità per le quali i medesimi sono stati raccolti.

    Titolari e responsabili del trattamento

    Ai fini della protezione dei dati personali risulta fondamentale, come precedentemente indicato, identificare le figure soggettive che a diverso titolo possono trattare i dati e definirne le rispettive attribuzioni, soprattutto con riferimento al titolare e al responsabile del trattamento (artt. 4, comma 1, lett. f) e g), 28 e 29) del Codice).

    In linea di principio, per individuare il titolare rileva l’effettivo centro di imputazione del rapporto di lavoro, al di là dello schema societario formalmente adottato.

  1490. cristina scrive:

    quesito inevaso 1437…….mi servirebbe una risposta al più presto-

  1491. Massimiliano Tavella scrive:

    X Cristina. Il quesito non e’ chiarissimo. Cmq il TFR va corrisposto al termine del rapporto nei tempi tecnici di elaborazione. Mandi una raccomandata alla ditta e a chi oggi la amministra.

  1492. simona scrive:

    Grazie sig. Tavella delle sue risposte, ora saro’ piu’ chiara, io vorrei continuare a lavorare, ma lui non lo permette dice che non puo’ sostenermi, e non mi vuole dare nemmeno la cig, vuole solo le mie dimissioni perche’ non puo’ licenziarmi x un patto che ha fatto con il sindacato. Ora io vorrei metterlo alle strette x essere messa almeno in cig non posso buttare al vento 18 anni di lavoro. Mi consigli come fare, grazieeeee

  1493. Irene scrive:

    Buonasera Dott Tavella, gentilmente potrebbe rispondere al quesito 1455?
    grazie per la disponibilità
    Cordiali Saluti.
    Irene

  1494. alberto scrive:

    Salve io ho vinto una vertenza per una stabilizzazione di 6 contratti di somministrazione ma l’azienda (che durante le fasi del processo non conciliava)ora a sorpresa mi convoca insieme ad altre persone che hanno vinto e ci propone un contratto con la holding (io ho vinto il reintegro con una società controllata della holding invece) dicendo che comunque rispetteranno la sentenza (e cioè reintegro nella controllata con contratto a tempo indeterminato da febbraio 2008). Giuridicamente è possibile reintegrarmi con medesima anzianità (febbr 2008) nella società holding anche se ho vinto il reintegro con la controllata o è un trucco secondo lei(loro dicono che lo fanno perchè nella controllata non c’è lavoro e se ci reintegrassero li sarebbero costretti ad avviare procedure di mobilità e tra l’altro saremmo i primi ad uscire)?
    Grazie se risponderà velocemente!!!!
    Alberto

  1495. Raffaele scrive:

    Buonasera, volevo dei chiarimenti in merito al mio contratto di lavoro. Io ho un lavoro part-time al 95%, ovvero lavoro 38 ore settimanali presso una srl. Ora volevo sapere se il datore di lavoro poteva ridurmi le ore e magari passare da 38 a 30. Premetto che a me questa cosa non mi sta bene per niente perchè avendo famiglia mi resta difficile lavorare di meno di quanto lavoro. Cortesemente se esiste qualche legge a mia tutela se potete mandarmela.
    Ringrazio anticipatamente per la disponibilità e la cortese attenzione.
    Grazie

  1496. cristina scrive:

    scusi cercherò di essere più chiara possibile…il problema è questo..io come ho detto sono stata licenziata l’11/09/2011..per problemi di insolvenza di mensilità ho chiesto di essere licenziata…ha dicembre ho saputo che il locale dove lavoravo è stato venduto.i soldi della vendita sono vincolati è messi in prcura dal commercialista chè dovrà pagare i debiti che ha accumulato il locale stesso..ora io ho tel i primi di gennaio il commercialista è mi ha notificato chè la mia liquidazione sarebbe stata versata entro una settimana..ad oggi non mi ha ancora versato niente è non ho ancora il listino della liquidazione oltretutto fanno un pò da scarica barile fra la mia ex principale è il commercialista…ho di nuovo tel la settimana scorsa è mi hanno detto che li avrebbe versati venerdì è ad oggi non sò ancora niente io non sò come fare non mi danno retta è mi sento veramente presa in giro…la prego mi risponda al più presto voglio capire che soluzioni posso addottare…grazie a presto

  1497. pino scrive:

    Chi mi può aiutare per favore, ecco il mio quesito: ho partecipato ad un bando di mobilità per un posto di istruttore tecnico direttivo presso un Comune, per un contrattto a tempo indeterminato part-time di 18 h, del quale sono risultato vincitore. Vorrei sapere se posso conservare anche un contratto part time di 18 h con l’ente attuale e, se si, la norma che lo prevede, grazie.

  1498. Vincenzo scrive:

    Gradirei se possibile questa informazione: anni fa chiesi un anticipo sul TFR e mi è stato concesso, ora ne ho chiesto un’altro per gravi problemi in famiglia e il mio datore di lavoro sarebbe anche disposto ma gli hanno detto che l’anticipo non può essere erogato che una sola volta. Cercando informazioni su internet ho letto che se ci sono condizioni di miglior favore la normativa sul TFR puo’ essere tralasciata. Mi puo’ dire se è vero ? Con accordo con il mio datore di lavoro potrei farmi erogare un’altra trance di liquidazione ? Sarà possibile farmelo liquidare magari ogni due anni nel caso in cui mi servisse ? Grazie

  1499. Marika scrive:

    Buonasera la ringrazio in anticipo per l’aiuto che mi darà,
    sono stata assunta a settembre 2011 presso un nido/microstruttura aziendale e a fine gennaio sono stata licenziata per riduzione personale.
    Ero assunta con il contratto dei Dirigenti delle aziende commerciali.
    Sia nel mese di settembre che in quello di ottobre ci sono stati ritardi nel pagamento degli stipendi che poi sono comunque arrivati.
    Ma oggi al 13.02.2012 (sul contratto la data per il pagamento dello sipendio è il 10 di ogni mese) non ho ancora ricevuto una piccola parte dello stipendio di Novembre, l’intero stipendio di Dicembre e infine quello di Gennaio.
    Ho sollecitato più volte la mia ex datrice di lavoro ma i miei solleciti vanno a vuoto e o trova mille scuse o proprio non si fa sentire.
    Per colpa di questi ritardi ho avuto notevoli disagi.
    Cosa mi consiglia di fare?
    Ringraziando,
    porgo cordiali saluti.
    Rossi Marika

  1500. raoul scrive:

    Buongiorno Dott. Tavella,
    le sarei grato se potesse dirmi gentilmente il suo parere su una questione per la quale ho sentito, come spesso succede, molti pareri discordanti; io sono dipendente con il CCNL delle Pulizie, Servizi Integrati e Multiservizi di una Coop che offre servizi a terzi. Sono stato assunto con il 1° livello da operaio quasi 5 anni fà e svolgo lavoro di portierato, reception, addetto alla gestione allarmi antintrusione, antincendio e videosorveglianza presso varie Società clienti; è vero che per le mansioni che svolgo e che sono di una certa importanza dovrei essere almeno al 2° livello se non di più? Io so di persone che lavorano presso ditte di pulizie che fanno servizio presso questi clienti che hanno come minimo il 2° livello e fanno lavori di pulizia uffici.inoltre, mi conferma che dopo 9 mesi dall’assunzione come primo livello dovevo passare automaticamente aL 2° visto che nel contratto di lavoro alla voce 2° livello operai dice “fanno parte di questo livello quelli del 1° dopo 9 mesi di servizio” .
    Inoltre, devo mandare una lettera di cessazione termini prescrizionali ogni 5 anni al fine di non perdere le eventuali spettanze economiche arretrate un domani che faccio controllare le buste paghe? Per il mio contratto la prescrizione è dopo 5 anni o anche alla fine del rapporto potrò riavere le somme non percepite a prescindere dal tempo trascorso?? La ringrazio e la saluto cordialmente

  1501. Andrea scrive:

    Buona sera. Vorrei de chiarimenti se possibile in merito ai permessi retribuiti per lutto. Siccome il 3/02/12 è deceduto moi suocero ho chiesto 3gg.di permesso per lutto. La ditta dove lavoro mi ha negato i giorni dicendo che 3gg. di lutto per il suocero non sono previsti nel settore chimico.
    Nella circolare N°41241 del 17/11/2000 specifica che ne hanno diritto affini di 1° grado(suoceri nuore e generi).
    Distinti saluti
    Andrea.

  1502. cristina scrive:

    QUESITO INEVASO 1496 GRAZIE…SPERO DI ESSRE STATA PIù CHIARA..BUONA GIORNATA..

  1503. Silvia scrive:

    Grazie mille Dr Tavella per la sua risposta e per la sua professionalità, penso proprio di procedere per vie legali….
    Buon lavoro e grazie ancora

  1504. simona scrive:

    Sig. Tavella innanzitutto grazie x le sue risposte, spero di essere stata piu’ chiara nel quesito n 1492, se gentilmente puo’ rispondermi e le prometto di non approfittarmi piu’ della sua disponibilita’ grazieeeee

  1505. Massimiliano Tavella scrive:

    CHIEDO SCUSA UN PO’ A TUTTI PER L’ATTESA NELLE RISPOSTE, MA E’ UN MOMENTO DI DURO LAVORO ED IN PIU’ STIAMO ULTIMANDO LA SECONDA EDIZIONE PER IPSOA DEL VOLUME “AMMINISTRAZIONE DEL PERSONALE” INSIEME A PIERLUIGI RAUSEI ED ANDREA ASNAGHI.

  1506. Massimiliano Tavella scrive:

    X Simona.
    Se il datore ha sottoscritto un patto (?!) con i sindacati non potrà dunque licenziarti. Potresti inviare una raccomandata al datore nella quali annunci l’imminente termine dell’aspettativa e la disponibilità di tornare sul posto di lavoro. E’ chiaro che non potrà che metterti in CIG.

  1507. Massimiliano Tavella scrive:

    X Cristina.
    Come le ho già scritto, occorre inviare una lettera al commercialista (di cui non ho capito ancora la funzione e da chi è stato nominato) ed un’altra al suo ex datore di lavoro. Se viene accertato lo stato di insolvenza potrà richiedere il TFR all’INPS.

  1508. simona scrive:

    grazieeeeee

  1509. valentina scrive:

    buongiorno,
    io ho un contratto di apprendistato dal 1 marzo 2011 ora il mio datore di lavoro mi licenzia per problemi economici. Le volevo chiedere ho la possibilità di avere una sorta di disoccupazione, ho i requisiti per fare domanda con il mio contratto?
    Attendo quanto prima una sua gentile risposta.
    Grazie

  1510. LS scrive:

    Vorrei un parere.
    Sono inquadrato 7 livello dal 2007 Media Impresa.
    Il mio CCNL presume livello 8 (+ eur. 250/MM) e Quadro.
    Sono Responsabile dell’Ufficio Acquisti dal 1992 e Responsabile del Sistema informativo e CED dal 1995.
    Mai ricevuto nomine scritte.
    Ho due lauree primo livello sto prendendola magistrale e tanti corsi specialistici.
    Ho uno stipendio di 1500 eur. mese per 14 mesi (ivi compreso piccolo superminimo).
    Secondo Voi l’inquadramento è corretto?

  1511. LS scrive:

    Vorrei un parere.
    Sono inquadrato 7 livello dal 2007, media impresa.
    Il mio CCNL presume livello 8 (+ eur. 250/Mese) e Quadro.
    Sono Responsabile dell’Ufficio Acquisti dal 1992 e Responsabile del Sistema informativo e CED dal 1995.
    Mai ricevuto nomine scritte.
    Ho due lauree primo livello sto prendendola magistrale e tanti corsi specialistici.
    Ho uno stipendio di 1500 eur. mese per 14 mesi (ivi compreso piccolo superminimo).
    Secondo Voi l’inquadramento è corretto?
    Lo stipendio è da fame!

  1512. raffaele scrive:

    Gentile Dott. Tavella la scrivo per un quesito a cui non riesco a trovare nessuna informazione,sono inquadrato come 5 livello con CCNL settore gas-acqua,il mio datore di lavoro mi comunica che per garantire le mie ore lavorative settimanali di 38,30 devo recuperare dei permessi non retribuiti e ritardi per evitare che mi vengano scalati dalla busta paga nessun problema fino qui,ma mi dice che per i livelli 7,8 Q,e dirigenza non esiste l’obbligo della timbratura e che non esistono controlli,io mi chiedo chi controlla loro?e de vero che non sono soggetti a recuperare?se non timbrano entrata ed uscita come fanno a dimostrare la loro presenza sul posto di lavoro,voglio capire per il livello da dirigente ,ma 7 e 8 livello?La ringrazio anticipatamente.

  1513. Massimiliano scrive:

    Salve e complimenti per le tante informazioni.Ho un contratto a tempo determinato in scadenza,ho avuto 2 contratti di un anno cadauno a termine perche’ la ditta ha voluto sfruttare i miei due anni di mobilita’.Tra un contratto e un altro la ditta si e’ appoggiata a una cooperativa che collabora con loro e quindi mi assunse per 30 giorni,per poi far ripartire un’altro anno di contratto a termine-loro mi hanno detto per non farmi perdere un mese di stacco tra un contratto e l’altro.Ora sono in scadenza e credo che per non prendermi a tempo indeterminato e non usufruire della mobilita’ non lo rinnoveranno.Ho sentito dire ma non so se sia una bufala che se un lavoratore a termine,esempio scade il 4 maggio e il 5 maggio entra al lavoro marcando la cartolina normalmente,il tutto si trasforma immediatamente in un contratto a tempo indeterminato.Le dico questo perche’ mi dicono che ad alcuni e’ successo questa ipotesi.
    La ringrazio sin da ora per una risposta in merito e le invio cordiali saluti-

  1514. Giacomo Chiarenza scrive:

    Lavoro presso la Societa’ Ippocrate di Civitavecchia in qualita’ di assistente AEC (assistente educatore culturale ) con contratto a tempo indeterminato svolgo questo lavoro da circa 20 anni.
    In accordo con i sindacati si sono inventati la sospensiva dal lavoro quindi della retribuzione per le vacanze di Natale e di quelle a venire ( ma POSSONO FARLO ? ) Il mio contratto e’ a partime al 92% anche questo non l’ho capito mi fanno lavorare 35 ore la settimana ma me ne pagano 33 perche’ le 2 ore a settimana si accumulano in banca ore anche questo BOOH!!!! Adesso un poco alla volta se no vi riempio la testa .distinti saluti

  1515. Lucia scrive:

    Buongiorno,
    lavoro presso un’agenzia di rappresentanza come impiegata amministrativa-contabile.
    ho un contratto a tempo ind. 4°livello ccnl commercio.
    Uso la mia auto personale per ritirare soldi 2/3 volte a settimana(si parla di importi sup. a € 1000,00) in un punto vendita per poi andarli a versare in banca, mi hanno fatto una delega di cassa per questo, ma nel cedolino non ho l’indennità di cassa, perchè non mi spetta.
    la mia domanda è questa: ho i requisiti adatti per eseguire questo tipo di lavoro? posso mettere per iscritto che non voglio più farlo? dove devo rivolgermi?

    Grazie mille
    Saluti.

  1516. Anastasia scrive:

    Buongiorno,
    lavoro presso un bar da circa 3 anni con un contratto a tempo indeterminato, da 3 mesi il mio datore di lavoro mi ha avanzato di qualifica dal 6° al 3° livello. Senza alcun preavviso questo mese mi sono trovata in busta paga un arretramento di livello dal 3° al 5° con scritto che c’era stato un errore di attribuzione di livello e la trattenuta della differenza dello stipendio. Puo’ farlo dopo 3 mesi dall’avanzamento del livello?

    Grazie mille saluti!

  1517. Marco scrive:

    Salve,

    sono un ragazzo di 26 anni assunto come APPRENDISTA contabile presso un’industria chimica.
    Il mio titolare ci costringe a prenderci ogni settimana 2,5 ore di permesso, io sono obbligato a svolgere questi orari ridotti perdendo così ore di permesso o posso rifutarmi? grazie mille!

  1518. Marco scrive:

    valentina il contratto era a scedenza e nn te l ha rinnovato?

  1519. carmen berardi scrive:

    lavoro da 25 anni stesso posto causa grave malattia del marito(invalido al 100%) 10 anni fa ho chiesto il part time avendo anche due figli piccoli, adesso mi obbligano a tornare al full time come da contatto iniziale inderminato previo se non accetto di essere messa in mobilita e lavorare solo come jolly, e legale grazie

  1520. giulio scrive:

    Buon giorno dottor Tavella,ho chiesto alla azienda dove lavoro una copia della mia lettera di assunzione poichè la mia copia non riesco a trovarla,ma mi dicono che a causa di trasferimento di ufficio,non riescono a trovarla.Siccome con il mio capo abbiamo delle divergenze a proposito delle mie mansioni,mi viene il sospetto che abbiano la convenienza a non trovarla.Cosa mi consiglia di fare per far valere le mie ragioni? Grazie.

  1521. fabrizio scrive:

    salve, mi potrebbe rispondere al quesito 1487
    grazie in anticipo
    fabrizio

  1522. alessandro scrive:

    Buonasera,
    lavoro presso una multinazionale con funzione di Manager.Mi è stato proposto e prospettato come opportunità ed avanzamento professionale un nuovo incarico con tanto di comunicato uffiale dell’ azienda dove veniva sottolineato che la mia linea di dipendenza non sarebbe variata ( stesso capo insomma ).Ho accettato.Al momento della condivisione obiettivi del nuovo anno questi mi sono stati dati da un’ altra figura che si firmava mio supervisore, che nello stesso giorno ho scoperto essere diventata la persona firmataria dei miei permessi e ferie.
    Non sono mai stato informato del cambiamento da nessuno, capo nuovo, vecchio e/o resposabile del personale, esiste solamente il comunicato aziendale citato in precedenza.
    Con questo comportamento è stato violato qualche mio diritto ? Grazie e Saluti

  1523. Massimiliano Tavella scrive:

    X Alessandro.
    Nel quesito non specifichi se sei un dirigente, un quadro e quale CCNL viene applicato in azienda.
    Sarebbe utile anche conoscere l’inquadramento del tuo supervisore. Informazioni fondamentali…

  1524. DILETTA scrive:

    Gentilissimo,
    mi dispiace disturbarla nuovamente, potrei ricevere una risposta al quesito 1439?

    Grazie,una buonaserata

  1525. Massimiliano Tavella scrive:

    X Fabrizio.
    Spero che le dimissioni tu li abbia rassegnate per “giusta causa” e che percepisci almeno l’indennità di disoccupazione. Purtroppo in situazione di crisi le aziende meno attente “scaricano” tutto sui dipendenti. Dalle poche informazioni non riesco a capire se potevano essere attivati gli ammortizzatori sociali (Cassa integrazione, solidarietà, mobilità etc) che nel tuo caso avrebbero rappresentato un notevole aiuto visto che è coinvolta pure tua moglie. Certo, queste situazioni fanno davvero venire meno ogni fiducia nello Stato di diritto, ma spesso ciò che conduce l’impresa a questi errori è spesso frutto della poca conoscenza della normativa di supporto in momenti di crisi.

  1526. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Giulio.
    Puoi richiedere un certificato presso il Centro Impiego (l’ex Ufficio di collocamento). Spesso non è riportata esattamente la mansione ma comunque provaci.

  1527. Massimiliano Tavella scrive:

    X Diletta.
    In questi casi è necessario non scoprire le “carte”. Fai la “store manager”? Continua a farla con il contratto di commessa, prepara bene i documenti per dimostrare il sottoinquadramento, gli orari, e quant’altro in attesa di un contratto a tempo indeterminato (se verrà). Non porre ulteriori richieste all’azienda in questo momento. Ciò che conta è l’effettiva mansione che svolgi e non ciò che è scritto nella lettera di assunzione! Avrai mille modi, (entro 5 anni) se sarai ben seguita da un consulente di dimostrarlo e di riavere le differenze retributive dovute.

  1528. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Carmen Berardi.
    Ti consiglio di affidarti ad un Soindacato o ad un bravo consulente. La situazione è delicata e non è seri da parte mia darti un consiglio senza avere tutte le notizie e senza effettuare gli approfondimenti del caso.

  1529. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Marco.
    E’ un modo rozzo di “pulire” i permessi. Non potrebbero farlo anche se i permessi non hanno la stessa finalità delle ferie.

  1530. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Anastasia.
    L’errore è davvero lampante! Un salto di tre livelli anche se possibile è improbabile. Prova a chiedere se le trattenute possono essere operate in più rate.

  1531. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Lucia.
    I contratti collettivi ne prevedono generalmente l’erogazione ai quadri ed agli impiegati le cui mansioni comportino in via continuativa maneggio di denaro per riscossioni o pagamenti con responsabilità per errori. Se queste condizioni ci sono ti spetta.

  1532. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Giacomo.
    La sopensione concordata è legittima, ma non può essere estesa anche a chi non ha firmato l’accordo.

  1533. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Massimiliano.
    Quella che le hanno raccontato è una piccola bufala. Infatti, l’art. 5 del D.Lgs n. 368/2001 prevede, nel caso in cui il rapporto di lavoro continui dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato, un periodo di tolleranza durante il quale il datore di lavoro è tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione per ogni giorno di continuazione del rapporto, pari al 20% fino al decimo giorno successivo ed al 40% per ciascun giorno ulteriore.Se, però, il rapporto di lavoro continua oltre il ventesimo giorno in caso di contratto di durata inferiore a sei mesi, ovvero oltre il trentesimo giorno negli altri casi, il contratto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini. Ciò che invece è illegittimo è che potrebbe esserci una interposizione illecita di manodopera. Il tuo è un caso interessante e va seguito con attenzione.

  1534. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Raffaele.
    Ai fini dell’esclusione dal campo di applicazione della disciplina limitativa dell’orario di lavoro devono ritenersi compresi nella locuzione “personale direttivo” non solo i dirigenti in senso stretto, ma anche il cosiddetto personale dirigente minore. In particolare, è considerato “direttivo” il personale preposto alla direzione tecnica o amministrativa dell’azienda, o di un reparto di essa con diretta responsabilità dell’andamento dei servizi (gli institori, i gerenti, i direttori tecnici o amministrativi, nonché gli impiegati con funzioni direttive, i capi ufficio, i capi reparto che partecipano solo eccezionalmente al lavoro manuale). Ma tutto ciò se viene effettuato lavoro in più!!!

  1535. Massimiliano Tavella scrive:

    X LS.
    Se non mi indichi il CCNL applicato, non posso risponderti…..

  1536. Massimiliano Tavella scrive:

    X Valentina.
    In via sperimentale per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012 ed in subordine ad un intervento integrativo da parte degli Enti bilaterali pari ad almeno il 20% dell’indennità stessa, nelle ipotesi di sospensione per crisi aziendali od occupazionali o in caso di licenziamento, è riconosciuta in favore degli apprendisti un’indennità pari a quella ordinaria di disoccupazione con requisiti normali. Tale indennità riguarda solo i lavoratori assunti come apprendisti alla data del 29 novembre 2008 e con almeno 3 mesi di servizio presso l’azienda interessata dal trattamento, per la durata massima di 90 giorni nell’intero periodo di vigenza del contratto ovvero per un numero minore di giornate, qualora il contratto scada prima della durata massima dell’indennità . In mancanza dell’intervento integrativo degli Enti bilaterali, gli apprendisti licenziati e/o sospesi possono accedere direttamente ai trattamenti in deroga e le domande di disoccupazione presentate devono essere considerate come anticipazione di domanda di C.i.g. in deroga. Sempre nel caso in cui manchi l’intervento integrativo dell’Ente bilaterale o successivamente alla percezione della prestazione di disoccupazione, l’apprendista licenziato può accedere anche al trattamento di mobilità in deroga per la durata massima prevista dal decreto di concessione. In questo caso, però, per il riconoscimento del beneficio, devono essere ricercati i requisiti richiamati dall’art. 7-ter, comma 6, del D.L. n. 5/2009: anzianità aziendale di almeno dodici mesi, di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato.

  1537. Piero scrive:

    Buona sera

    Gentile Avv. Tavella vorrei chiedervi un parere,
    sono un ragazzo che è stato assunto l’anno scorso a giugno come guardia giurata con contratto a tempo indeterminato presso un istituto di vigilanza, con la legge 407/90 e il datore di lavoro mi ha fatto prestare servizio senza decreto e senza porto d’armi facendomi fare sia turni come piantone sia turni in centrale (nonostante sia vietato fare la guardia giurata senza porto d’armi, ma io ho accettato perchè altrimenti sarei rimasto disoccupato).
    A settembre l’istituto di vigilanza mi fa andare in ferie e al ritorno scopro che sono stato licenziato perchè non ho attitudine per questo lavoro.
    La stessa sorte è toccata ad altri dieci ragazzi assunti come me presso lo stesso istituto di vigilanza e licenziati con la stessa motivazione.
    Ho presentato istanza per impugnare il licenziamento, in quanto secondo il legislatore il periodo di prova è valido, se effettuato con regolare decreto e con porto d’armi, ma io ne ero sprovvisto ed inoltre essendo una guardia giurata dovevo prestare giuramento davanti all autorità competente, quindi volevo chiedervi porei chiedere un reintegro nel posto di lavoro anche se i dipendenti attualmente sono poco più di dieci? ed inoltre dovrei sollevare il mio caso e quello dei miei colleghi di sventura all’ufficio provinciale del lavoro? viste le gravi e ripetute irregolarità del datore di lavoro impooneva al lavoro?

    Vi ringrazio dell’attenzione.

  1538. Riccardo scrive:

    Buongiorno Dott. Tavella.
    Le sarei grato se mi volesse dare un parere sulla situazione che le espongo qui sotto.
    Lavoro come dipendente presso un’azienda che opera nel terziario, con regolare contratto a tempo indeterminato, con qualifica di impiegato 3° livello, CCNL del commercio.
    Oltre ad occuparmi della contabilità e del settore informatico, a causa dell’evidente disorganizzazione, sovente sono costretto a scendere giù in magazzino, dato che il magazziniere fa anche da consegnatario ed è spesso fuori. Quindi spesso salgo sul muletto e aiuto a scaricare i camion dei fornitori.
    Inoltre smisto le telefonate, delle quali un buon 80%, non riguardano il mio ufficio, con continue interruzioni e perdite di tempo.
    Lasciamo perdere la voce gratificazione economica di 100,00€ lorde al mese in busta paga ottenute dopo anni di questo tran tran.
    Comunque, il parere che vi chiedo è relativo alla seguente problematica.
    Circa due anni fa i due soci della ditta di cui sono dipendente hanno fondato una nuova società, con altri due nuovi soci.
    La contabilità della nuova società OVVIAMENTE la tengo io (diciamo che hanno dato per scontato che la tenessi io). La nuova società, da due anni a questa parte, paga una cifra annuale alla società dove lavoro io, a titolo di SERVICE CONTABILITA’. Io, però, a seguito di questo ulteriore aggravio di mansioni non ho ricevuto un adeguamento salariale. E il tutto si è verificato senza che mi venisse cambiato contratto.
    Ma non finisce qui. Ora questa nuova ditta deve mettere in piedi un lavoro che richiede le mie competenze informatiche e mi si dice che avrò problemi anche ad andare in ferie (ovviamente di adeguamenti di stipendio non se ne parla).
    La mia domanda è questa. Se io ho firmato il contratto con una ditta (e nel momento che l’ho fatto la nuova ditta non esisteva per niente), come posso oppormi alle continue pretese dei miei datori di lavoro?
    Oltretutto la nuova ditta non è nemmeno una “controllata” da quella da cui io dipendo. Sono due aziende che, pur operando in settori simili, sono completamente disgiunte (a parte il fatto di avere al loro interno i due soci della ditta da cui dipendo).
    Scusi se mi sono dilungato e colgo l’occasione per ringraziarla in anticipo.

  1539. Ricky scrive:

    Buongiorno Dott. Tavella.
    Le sarei grato se mi volesse dare un parere sulla situazione che le espongo qui sotto.
    Lavoro come dipendente presso un’azienda che opera nel terziario, con regolare contratto a tempo indeterminato, con qualifica di impiegato 3° livello, CCNL del commercio.
    Oltre ad occuparmi della contabilità e del settore informatico, a causa dell’evidente disorganizzazione, sovente sono costretto a scendere giù in magazzino, dato che il magazziniere fa anche da consegnatario ed è spesso fuori. Quindi spesso salgo sul muletto e aiuto a scaricare i camion dei fornitori.
    Inoltre smisto le telefonate, delle quali un buon 80%, non riguardano il mio ufficio, con continue interruzioni e perdite di tempo.
    Lasciamo perdere la voce gratificazione economica di 100,00€ lorde al mese in busta paga ottenute dopo anni di questo tran tran.
    Comunque, il parere che vi chiedo è relativo alla seguente problematica.
    Circa due anni fa i due soci della ditta di cui sono dipendente hanno fondato una nuova società, con altri due nuovi soci.
    La contabilità della nuova società OVVIAMENTE la tengo io (diciamo che hanno dato per scontato che la tenessi io). La nuova società, da due anni a questa parte, paga una cifra annuale alla società dove lavoro io, a titolo di SERVICE CONTABILITA’. Io, però, a seguito di questo ulteriore aggravio di mansioni non ho ricevuto un adeguamento salariale. E il tutto si è verificato senza che mi venisse cambiato contratto.
    Ma non finisce qui. Ora questa nuova ditta deve mettere in piedi un lavoro che richiede le mie competenze informatiche e mi si dice che avrò problemi anche ad andare in ferie (ovviamente di adeguamenti di stipendio non se ne parla).
    La mia domanda è questa. Se io ho firmato il contratto con una ditta (e nel momento che l’ho fatto la nuova ditta non esisteva per niente), come posso oppormi alle continue pretese dei miei datori di lavoro?
    Oltretutto la nuova ditta non è nemmeno una “controllata” da quella da cui io dipendo. Sono due aziende che, pur operando in settori simili, sono completamente disgiunte (a parte il fatto di avere al loro interno i due soci della ditta da cui dipendo).
    Scusi se mi sono dilungato e colgo l’occasione per ringraziarla in anticipo.

  1540. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Piero.
    Se non ci sono prospettive, denuncia tutto all’ispettorato ed alla Prefettura.

  1541. Roberta scrive:

    Buona sera Dott.Tavella,volevo farle delle domande per avere risposta a dei miei dubbi.Lavoro in un’azienza da quasi un anno e mezza,siamo sette dipendenti,sei dei quali hanno un contratto part-time nonostante lavorino full-time.Io sono l’ultima arrivata e ho ancora un contratto a chiamata indeterminato;ricevo buste paghe mensili di importo vario in base a quanti giorni decidono di avermi fatto lavorare(quando in realtà lavoro full-time.Il mio stipendio mensile reale è di 650 euro al mese.Mi è stato detto ke sarò messa in regola quando potrò portare il modulo 407 con il quale non essendo mai stata agganciata il mio titolare pagherà meno contributi del dovuto.Dati dei tempi previsti dall’ufficio collocamente potrò ricevere questo modulo nell’estate 2012.Nel caso in cui non sarò messa in regola(conoscendo l’azienza)se espongo una vertenza perderò il lavoro?e io personalmente cosa riceverò a livello di retribuzioni?anticipo la sua risposta ringraziandola immensamente!

  1542. raoul scrive:

    egr. dott. tavella buonasera, lo so che è oberato dal lavoro, potrebbe però gentilmente rispondere al quesito 1500 visto che stà per arrivare la data dei 5 anni per il discorso prescrizione..Grazie in anticipo e complimenti per la sua disponiblità ed il servizio che offre a tutti noi!!

  1543. giuseppe scrive:

    Gentilmente potrebbe rispondere al quesito
    N. 1465? grazie mille

  1544. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Roul.
    Ecco cosa dice il contratto : Operai: lavoratori che svolgono attività semplici, a contenuto manuale, anche con attrezzature per le quali non occorrono conoscenze professionali ma è sufficiente un periodo minimo di pratica e che non necessitano di autorizzazioni; lavoratori di prima assunzione nel settore con mansioni inquadrabili nel 2° livello, per i primi 9 mesi di svolgimento di effettivo servizio (dopo i quali accedono al 2° livello). E’ molto probabile che tu sia sottoinquadrato per cui invia la lettera per l’interruzione della prescrizione.

  1545. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Ricky.
    E’ davvero difficile rispondere alla tua domanda. Tu sei una persona di fiducia dell’azienda, un vero e proprio jolly capace ed affidabile. In questi casi è necessario prima di fare vertenza, di incontrare i soci ed esporre tutta la problematica. E’ chiaro che non puoi lavorare per due aziende distinte e che in una di queste svolgi mansioni del tutto promiscue. Dipende un pò da ciò che ti proponi di fare, vertenza o componimento bonario?

  1546. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Giuseppe (1465???).

    Salvo il caso di sostituzione del lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, l’assegnazione diviene definitiva dopo un periodo continuativo di svolgimento delle mansioni superiori di:

    - 45 giorni di effettivo servizio per gli operai e gli intermedi;

    - 3 mesi di effettivo servizio per gli impiegati.

    Per gli impiegati l’assegnazione diviene definitiva anche dopo un periodo non continuativo di pari durata complessiva nell’arco di 8 mesi (12 mesi per il passaggio ai livelli F e G).

  1547. Paolo scrive:

    Egr. dott. Tavella,
    avrei un quesito da sottoporLe.
    Sono un dottorando assunto con contratto federgasacqua (8° livello) dal 2000.
    Ho chiesto ed ottenuto il part-time, a tempo indeterminato ma con motivazione la frequenza del dottorato di ricerca, per poter frequentare il dottorato stesso.
    Il dottorato è terminato il 31/12/2011. Discuterò la tesi finale nei prossimi mesi.
    Ho chiesto il rientro a tempo pieno dal 01/01/2012 ma mi è stato negato adducendo ragioni organizzative.
    In effetti la società è stata acquisita da un’altra ed è in corso una riorganizzazione societaria.
    La prima domanda concerne la legittimità del comportamento dell’azienda, anche se credo che sia legittimo.
    Mi domandavo però se al termine della riorganizzazione l’azienda si potrà rifiutare di riassumermi a tempo pieno o sarà ” costretta ” a farlo.
    Il secondo quesito concerne i permessi ottenibili in caso di seconda laurea. Infatti pensavo di iscrivermi ad una seconda laurea.
    Dal contratto evinco di aver diritto ai permessi per esami ma non sono sicuro in merito alle 150 ore per il diritto allo studio.
    Mi può cortesemente dare qualche risposta in merito.
    La ringrazio
    Cordialmente

    Paolo

  1548. Battista scrive:

    Egr. Dott Tavella sono il RSPP che avevo posto un quesito con il POST 1457.
    Il tutto ha avuto un evoluzione e Le riepilogo il tutto.
    Sono RSPP , con incarico diretto da parte del datore di lavoro, di un’azienda di costruzioni dal 2002. Nel 2005 mi hanno adeguato l’inquadramento in impiegato di VI livello. Ho svolto il mio ruolo senza nessun vincolo d’orario, di luogo di lavoro e in piena autonomia. Dal primo di febbraio hanno trasferito gli uffici e ho trovato una lettera in cui mi dicono che devo entrare in ufficio entro le nove, pausa tra le 13 e le 14, uscita dopo le 18. Ho risposto che non accettavo queste proposte di cambiamento. Mi hanno scritto che non erano proposte ma disposizioni aziendali e dopo qualche giorno mi hanno licenziato per giustificato motivo oggettivo (la crisi).Voglio impugnare il licenziamento, chiedere la qualifica di dirigente per gli anni passati e visto che da sei mesi mi tengono sotto controllo in maniera subdolo ci aggiungerei anche il mobbing.. E’ fattibile ciò e in che termini? Quanti anni di arretrato posso chiedere? Cosa mi consiglia di fare? Cordiali saluti e grazie in anticipo

  1549. Ambrogina scrive:

    Gentile Dott Tavella
    sono un medico e lavoro presso una ASL con contratto libero professionale rinnovato annualmente da molti anni ( circa 10). Quest’anno (gennaio 2012) mi è stato prorogato verbalmente fino a giugno.ora mi comunican, sempreverbalmente, che scadrà a marzo. E’ regolare? La ringrazio cordialmente

  1550. Domenico scrive:

    Gentile dott.
    sono un impiegato di una società di riscossione dei tributi locali, a dicembre ho percepito solo un acconto (circa 1/10) della tredicesima mensilità, il 10 febbraio visto che non ho ricevuto il pagamento del saldo con la mensilità di gennaio ho fatto presente, a mezzo mail, ciò alla società invitandoli al pagamento, la società stesso in giornata mi rispondeva sempre a mezzo mail che avrebbe provveduto al pagamento entro 10 gg come da me richiesto. Ad oggi ancora non ho ricevuto nulla e sembra che il titolare abbia cambiato idea non voglia più provvedere al pagamento del residuo.
    Evidenzio che la società ha provveduto al pagamento di un acconto per tutti i dipendenti e solo alcuni hanno presentato lamentale cosa che ha portato come conseguenza che non siamo ben visti dal titolare. Come devo procedere?
    Il nuovo ccnl commercio e servizi prevede permessi per partecipare a concorsi?
    Grazie in anticipo e complimenti per la sua disponiblità ed il servizio che offre a tutti noi!!

  1551. francesco scrive:

    Gentile dottore, ho una richiesta urgente da farLe sepur trattasi di una storia alquanto lunga che semplificherò sperando nella chiarezza della sintesi. Sono presidente di una Cooperativa a r.l. che ad un tratto ha visto un socio sparire dall’oggi al domani. Inizialmente aveva chiesto ferie e poi una sfilza di certificati medici per attestare le più svariate malattie (alcune delle quali contestategli dal medico della visita fiscale che molte volte non lo trovava a casa durante il periodo di reperibilità del soggetto). Dal momento che il socio è sparito abbiamo provato a contattarlo (per raccomandata, per telefono) per chiedergli l’IBAN e pagargli gli stipendi ma lui si è reso irreperibile e soprattutto non rispondeva alle nostre chiamate. Scaduto il periodo limite di malattia si è recato all’ispettorato dove mi hanno convocato per comunicarmi che invieranno al magistrato la documentazione per procedere o meno all’accusa di appropriazione indebita. Ho spiegato e mostrato loro tutte le sollecitazioni fatte al socio affinché mi mettesse nella condizione di pagarlo ma ciò non è bastato e l’ispettore dichiara di voler procedere con la richiesta al magistrato nonostante io abbia documentato la mia buona volontà. Domanda: cosa mi conviene fare, restituire le somme all’INPS (delle mancate buste paga) o andare avanti e comprovare che il socio (che tra l’altro l’INPS stesso aveva dichiarato guarito senza che lui riprendesse il lavoro!) non mi ha messo in condizione di pagarlo? Non vorrei affrontare un procedimento penale, non credo sia giusto. Attendo una Sua generosa risposta, grazie.

  1552. giuseppe scrive:

    Grazie mille Dr. Tavella per la risposta

  1553. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Francesco.
    La condotta dell’ispettore appare davvero incauta, se è vero come dici, che esiste una copiosa documentazione di supporto. Peraltro , il luogo di pagamento della retribuzione, coincide per legge con il luogo in cui viene prestato il lavoro, per cui è stato ignorato anche un principio fondamentale. Sarebbe stato opportuno inviare mensilemnte l’assegno circolare all’indirizzo del lavoratore, ma, a mio avviso, se le modalità di pagamento nella cooperativa non prevedono tale modalità, la cooperativa stessa non è obbligata ad adottarla. Mi sembra davvero allucinante un simile comportamento da parte degli organi ispettivi. Chieda un incontro urgente con il Direttore della Direzione Provinciale competente ed esponga il caso. Intanto invii un telegramma al socio di ulteriore sollecito a voler ritirare le retribuzioni maturate. Mi tenga informato.

  1554. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Battista.
    Non posso risponderle senza conoscere in maniera approfondita tutta la sua storia lavorativa. Intanto impugni senza perdere tempo il licenziamento. Tenga conto che il riconoscimento della qualifica di dirigente e la dimostrazione del mobbing non sono “automatici”.

  1555. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Domenico.
    Il ritardo nel pagamento della retribuzione comporta la corresponsione degli interessi ed in alcuni casi il risarcimento del danno. Tenga conto che ultimamente tali ritardi sono diventati consuetudine per cause dovute a mancati incassi o alla congiuntura negativa.

  1556. Massimiliano Tavella scrive:

    Per Ambrogina.
    Purtroppo nelle ASL le irregolarità nei rapporti diventano consuetudine. Fino a quando qualcuno non metterà seriamente il naso nella gestione dei rapporti di lavoro, le certezze giuridiche rimarranno chimere.

  1557. Onofrio.Costanza scrive:

    Caro Avvocato
    Sono dipendente di una spa che si occupa di svariati servizi presso enti pubblici!
    Io personalmente mi occupavo di sanificazione presso ospedale policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo fino al 21/02/2012.
    Il 22/02/2012 vengo trasferito presso altra sede nonostante sono detentore di legge 104/92
    Tutto cio’ puo’ avvenire?

  1558. Massimiliano Tavella scrive:

    L’art. 33, comma 6, della L. n. 104/1992 prevede che la persona handicappata ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede senza il suo consenso.
    La locuzione “ove possibile”, ad avviso del Ministero del lavoro, è da intendersi nel senso che il datore di lavoro può opporre un rifiuto solo per motivate esigenze di organizzazione aziendale; il diritto di non essere trasferito senza esplicito consenso ad altra sede costituisce, invece, un diritto incondizionato, non soggetto cioè a verifica di incompatibilità con le esigenze organizzative e produttive dell’impresa. Quindi niente trasferimento!!!

    http://www.facebook.com/#!/pages/STUDIO-TAVELLA-Consulenza-del-Lavoro/122468664494873

  1559. raffaele scrive:

    Gent.le Dott.Tavella ancora non ho ricevuto nessuna risposta sul mio quesito N.1512 scritto 15/02/2012
    Grazie

  1560. Patrizia scrive:

    Gentile Avvocato le scrivo per sottoporle una questione che sta riguardando, nell’azienda il cui lavoro, tutte le dipendenti part- time.
    Tutte noi abbiamo un contratto part-time a 25 ore settimanali (5h dal lunedì al venerdì), a settimana corta. Da tre mesi l’azienda per noi ha modificato la modalità di calcolo degli assegni familiari. In sostanza,in caso di assenze retribuite o indennizzate per le quali non raggiungiamo le 24 ore di lavoro effettivo settimanale, per tali assenze ci viene riconosciuto l’assegno giornaliero, ma non quello per la sesta giornata non lavorata per il sistema a settimana corta adottato dall’azienda.
    Mi sono documentata e ho reperito e analizzato la seguente documentazione:
    Il principio di non discriminazione per i part-time sancito dall’art. 4 comma 1 del D.Lgs. n. 61/2000 che recita:
    ;

    il comma 2 dell’art. 9 del medesimo decreto legislativo, che recita:
    ;

    la Circolare INPS n. 110 del 17/04/1992
    Punto 19, lettera A), 5° capoverso:
    ;

    la Circolare INPS n. 41 del 13/03/2006
    Punto 6.1 Trattamenti di famiglia (Lavoro a tempo parziale):

    In base a tale documentazione ritengo che l’azienda stia applicando un criterio errato, oltre che discriminatorio, per l’attribuzione degli ANF ai part-time. Nel senso che, se in caso di settimana corta, il mancato raggiungimento del minimo di ore per eventi retribuiti o indennizzati non pregiudica l’assegno ofamiliare della sesta giornata non lavorata per i full-time, perchè dovrebbe pregiudicarla per i part time orizzontali con orario contrattuale pari o superiore a 24 ore settimanali?
    Ho ragione o sbaglio?
    La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che vorrà dedicare al mio quesito.

  1561. MICHELA scrive:

    Gentile Avv.Tavella, sono un medico specialista di una struttura sanitaria privata, per ragioni di servizio devo organizzare l’orario del collega medico: esistono delle limitazioni nell’orario spezzato? (cioè è possibile organizzare l’orario come segue: dalle 8 alle 11 e dalle 15 alle 17 tutti i giorni?). il direttore sanitario della struttura può essere obbligato a fare la reperibilità?
    grazie anticipatamente per la sua cortesia

  1562. Patrizia scrive:

    Mi scuso, ma i riferimenti normativi non sono stati riportati nel mio precedente messaggio.
    Pertanto, li inseriò quì:

    art. 4 comma 1 del D.Lgs. n. 61/2000:
    1. Fermi restando i divieti di discriminazione diretta ed indiretta previsti dalla legislazione vigente, il lavoratore a tempo parziale non deve ricevere un trattamento meno favorevole rispetto al lavoratore a tempo pieno comparabile, intendendosi per tale quello inquadrato nello stesso livello in forza dei criteri di classificazione stabiliti dai contratti collettivi di cui all’articolo 1, comma 3, per il solo motivo di lavorare a tempo parziale.

    Art. 9 comma 2 D.Lgs. 61/2000:
    Gli assegni per il nucleo familiare spettano ai lavoratori a tempo parziale per l’intera misura settimanale in presenza di una prestazione lavorativa settimanale di durata non inferiore al minimo di ventiquattro ore. A tal fine sono cumulate le ore prestate in diversi rapporti di lavoro. In caso contrario spettano tanti assegni giornalieri quante sono le giornate di lavoro effettivamente prestate, qualunque sia il numero delle ore lavorate nella giornata. Qualora non si possa individuare l’attivita’ principale per gli effetti dell’articolo 20 del testo unico delle norme sugli assegni familiari, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797, e successive modificazioni, gli assegni per il nucleo familiare sono corrisposti direttamente dall’INPS. Il comma 2 dell’articolo 26 del citato testo unico e’ sostituito dal seguente: “Il contributo non e’ dovuto per i lavoratori cui non spettano gli assegni a norma dell’articolo 2”.

    Circolare INPS n. 110 del 17/04/1992
    Punto 19, lettera A), 5° capoverso:
    In caso di aziende che adottano la c.d. “settimana corta”, cioè il sistema di ripartizione dell’orario di lavoro in 5 invece che in 6 giorni (in genere con il sabato non lavorato), qualora il lavoratore non abbia prestato attività lavorativa per parte del periodo di paga esclusivamente per quei motivi di assenza che danno diritto alla corresponsione dell’assegno (malattia, ferie, ecc.) e, a causa di tali assenze, non abbia raggiunto il minimo prescritto di ore lavorative per avere diritto all’assegno in misura intera, l’assegno va egualmente corrisposto nella intera misura settimanale e, quindi, anche per la giornata, del sabato, e ciò anche quando il periodo di paga ultrasettimanale abbia inizio nella giornata del sabato e l’assegno spetti per tutti i precedenti giorni lavorativi della settimana (circ. n. 6216 G.S. del 30 luglio 1984).

    Circolare INPS n. 41 del 13/03/2006
    Punto 6.1 Trattamenti di famiglia (Lavoro a tempo parziale):
    Per i criteri applicativi si rinvia alle circolari n. 110 del 17 aprile 1992 e n. 126 del 3 luglio 2000 già emanate in materia di rapporto di lavoro a tempo parziale.

    Cordiali saluti

  1563. Nicoletta scrive:

    Salve, vorrei porre all’attenzione il mio problema, da maggio 2010 sono in regola con contratto di apprendista segretaria della durata di 36 mesi (in uno studio di commercialista) dopo 1 anno di lavoro in nero!
    Ora sono quasi 2 anni che lavoro e finora non ho mai fatto formazione (Regione Lazio) in quanto a detta della titolare servo in studio e non vuole spendere questi soldi che oltretutto mi rinfaccia come se volesse che sia io a tirarli fuori per fare il corso, ad oggi la titolare dello studio mi dice che non sono in grado di svolgere il mio lavoro e vorrebbe che fossi io a licenziarmi (premetto che registro fatture, contabilità etc etc cose che non dovrei fare in quanto non sono apprendista contabile ma segretaria e neanche il diploma in ragioneria possiedo ma diverso) dunque io come devo comportarmi? La titolare si comporta male con me, mi urla, mi risponde male in continuazione proprio per cercare di farmi licenziare..
    Spero mi potete aiutare..Grazie mille

  1564. Massimiliano Tavella scrive:

    X LS.
    Le avevo già risposto.
    Senza conoscere il Contratto Collettivo applicato non posso rispondere.
    (Commercio, industria, chimica, metalmeccanica….???) Dire Piccola e media impresa non significa niente.

  1565. Massimiliano Tavella scrive:

    X Nicoletta.
    Se le cose stanno come dici e riesci a dimostrare di aver svolto un anno di prestazione in nero, l’apprendistato può essere annullato (anche per mancanza di formazione) ed il rapporto trasformato a tempo indeterminato fin dall’inizio. Per il datore sono previste, inoltre, pesantissime sanzioni.

    http://www.facebook.com/#!/pages/STUDIO-TAVELLA-Consulenza-del-Lavoro/122468664494873

  1566. Massimiliano Tavella scrive:

    X TUTTI.

    CARI AMICI STO CERCANDO DI ATTIVARE LA PAGINA SU FACEBOOK A CUI VI RIMANDO!
    GRAZIE

    http://www.facebook.com/#!/pages/STUDIO-TAVELLA-Consulenza-del-Lavoro/122468664494873

  1567. Nicoletta scrive:

    Il problema purtroppo è nel dimostrare l’anno in nero…oltre a qualche testimonianza dei genitori fidanzato etc non ho niente che possa dimostrare quanto detto..
    Per il resto cosa può consigliarmi?
    Grazie davvero per il servizio che concede gratuitamente

  1568. Nicoletta scrive:

    Il problema purtroppo è nel dimostrare l’anno che ho lavorato in nero…oltre a qualche testimonianza dei genitori fidanzato etc non ho niente che possa dimostrarlo.
    Per il resto cosa può consigliarmi?
    Grazie davvero per il servizio che concede gratuitamente

  1569. Massimiliano Tavella scrive:

    X Nicoletta.
    Se il rapporto si e’ svolto come affermi, un buon avvocato potra’ indirizzarti al meglio. Tieni conto che la “specialità” del rapporto di apprendistato non ammette deroghe e che le probabilita’ di successo in caso di vertenza sono ampie. Non commettere l’errore di rassegnare le dimissioni!!!

  1570. piero scrive:

    Salve,
    lavoro in una cooperativa che gestisce un ristorante che ha anche delle camere,da circa un anno ho un contratto a tempo indeterminato.
    Attualmente sono il responsabile della struttura quindi cucino,lavo i piatti,servo in sala,faccio le notti quando abbiamo ospiti,e curo la parte amministrativa.
    Tra pranzi,cene e notti mi capita di fare turni di 2-3 giorni e questo va avanti così da qualche anno.
    Ci sono mesi in cui non ho nemmeno un giorno libero.
    Amo questo lavoro,mi dà sempre soddisfazioni e quindi ho sempre fatto tutto quello che c’era da fare senza chiedere mai nulla in cambio.
    2 settimane fà, il mio presidente mi detto che mi dovranno ridurre lo stipendio e che se non accetto questa variazione del contratto mi licensiersnno,mi hanno detto che questo servirà a risollevare le sorti della struttura in crisi.
    Dopo tutto quello che ho fatto e che quotidianamente continuo a fare mi sento usato e con le spalle al muro.
    Cosa posso fare,posso rifiutarmi?
    Grazie mille

  1571. Chiara scrive:

    Buonasera
    vorrei avere un suo parere su come poter risolvere al meglio la mia situazione.
    Lavoro in una piccola impresa ccnl commercio come fatturista a tempo indeterminato part-time 24 ore orrizontale da meno di un anno.
    Nonostante però lavori part-time da contratto, in realtà lavoro per 44h settimanali poichè c’è stato verbalmente un accordo all’epoca della stipulazione che prevedeva di chiudere formalmente l’attività per cambiarle la ragione sociale.
    Quindi ora vorrei delle risposte su questi quesiti.
    1) possono licenziarmi per cessazione attività (chiuderà in attivo) senza poter essere riassunta nella nuova attività (che presenta un diverso amministratore unico e una partita iva diversa) nonostante il mio attuale titolare figuri come socio nella futura azienda?
    2) come posso dimostrare che ho lavorato a nero per altre 4 ore tutti i giorni (lun-ven)?
    3) se io volessi rispettare il mio contratto che prevede le 4 ore, loro potrebbero trovare un appiglio per potermi licenziare? se sì quale?
    Grazie per le sue risposte
    Saluti
    Chiara

  1572. Riccardo scrive:

    Gentilissimo Dott. Tavella, le vorrei chiedere una delucidazione, dato che il giorno del patrono ho regolarmente lavorato, ma in busta paga mi è stato considerato come se fossi rimasto a casa.
    Sono inquadrato come impiegato con il contratto del commercio. La mia paga oraria è di 9,78542€.
    Come da contratto, supponendo un mese con 21 giorni lavorativi, se nel corso del mese cade la festività del patrono in un giorno lavorativo ed io non lavoro in quel giorno, la mia busta paga riporterà le voci (168 ore retribuite di cui 160 lavorate e 8 pagate per la festività) – (Questa è la busta paga che ho ricevuto):
    LAVORO ORDINARIO 160 ore a 9,78542€
    FESTIVITA’ INFRASETTIMANALE 8 ore a 9,78542€
    Nel caso in cui dovessi lavorare il giorno del patrono, le 8 ore saranno pagate con una maggiorazione del 30%.
    Non ho capito, però, se oltre alle 8 ore pagate con la maggiorazione, mi spetta anche la voce FESTIVITA’ INFRASETTIMANALE, ovvero, quale delle buste paga riportate qui sotto è corretta?

    CASO A (Totale 168 ore retribuite a 9,78542€ + 8 ore retribuite a 12,72105€):
    LAVORO ORDINARIO 160 ore a 9,78542€
    FESTIVITA’ INFRASETTIMANALE 8 ore a 9,78542€
    LAVORO FESTIVO 30% 8 ore a 12,72105€

    CASO B (Totale 160 ore retribuite a 9,78542€ + 8 ore retribuite a 12,72105€):
    LAVORO ORDINARIO 160 ore a 9,78542€
    LAVORO FESTIVO 30% 8 ore a 12,72105€

    La ringrazio in anticipo per la sua risposta.

  1573. Nicola scrive:

    Buona sera sig. Tavella

    ho da porle un quesito che non mi lascia dormire da un bel po..

    nelle stagioni invernali 2007-8,8-9,9-10,10-11 ho lavorato presso un noleggio sci con un contratto di associazione in partecipazione. da contratto a me sarebbe spettato un 45% dell’utile. il mio problema nasce dal fatto che essendo stati grandi amici con il titolare dell’azienda, per le prime tre stagioni non ricevetti alcun compenso, in quanto, da accordi verbali con il titolare, sarei stato pagato appena lui avrebbe messo apposto i suoi conti in un’altra aziena di sua proprieta. premetto che accettai per il fatto che èravamo amici da anni e mi sembrava persona seria… passiamo ai fatti: nonostante l’utile al 45% ( dai resoconti da me ricevuti ) sia stato di € 5860 la prima stagione, 12230 la seconda e 11450 la terza. io non ho mai ricevuto questo denaro, non ho mai firmato a loro nulla,a parte il contratto ogni stagione, l’unico compenso da me ricevuto è stato di 4800 € per la quarta stagione, pagato con assegno dopo che gli ho firmato una busta paga relativa a quella stagione. cosa posso fare?? lui dice che se lo denuncio puo dire che i soldi me li ha dati in contanti, e che io li pretendo ancora una volta. come mi posso muovere? la ringrazio, Nicola.

  1574. alberto scrive:

    Gentile avvocato,le riscrivo cercando di spiegarmi meglio. Società B mi fa lavorare dal 2008 al 2009 con agenzia interinale in somministrazione(contratto TLC) e poi al termine delle 6 proroghe mi lascia a casa. Ricorro al giudice e vinco in 1 grado la stabilizzazione a tempo indeterminato presso società B. Dopo 4 mesi dalla sentenza esecutiva mi chiedono di “trattare” il mio rientro ma non nella società B ma nella società A (sempre contratto TLC ma meno “ricco” dell’altro) che è la holding della società B(controllata da A) e quindi partita iva diversa da società A. Premetto che nella società B mi hanno detto che non è possibile più lavorare (ma non è vero perchè stanno lavorando) e che comunque se rientrassi nella società A mi terrebbero l’anzianità convenzionale a partire dalla data stabilita dal giudice (20/02/2008).Secondo lei questo è un trucco per risparmiare soldi (perchè mi hanno detto che io dovrei firmare la rinuncia ad andare in appello e quindi avanti con la causa)? Potrei inserire altre clausole di stabilità per meglio tutelarmi se accettassi questa trattativa di rientro nella società A? Grazie mille per la risposta

    Alberto

  1575. scilla scrive:

    Gentile Dott. Tavella,
    ai fini pensionistici, mi può spiegare per favore quali sono i punti a sfavore per il dipendente in un contratto di APPRENDISTATO ?
    Sperando in una Sua risposta, La ringrazio anticipatamente.
    Cordiali saluti.

  1576. Tamaea scrive:

    Buongiorno Avvocato,
    la contatto per avere una delucidazione. Sono stata impiegata da ottobre 2002 a febbraio 2011 presso un dottore commercialista, in tutto questo periodo sono stata sempre apprendista…si…ha capito bene. Ogni 4 anni (termine massimo di un contratto di apprendistato) sono stata costretta a dare le dimissioni per essere riassunta, il giorno successivo, sotto un’altra società (di cui lui era sempre legale rappresentante) o con altre mansioni. Il questito è questo: tutto ciò era legale? possso procedere contro di lui in quanche modo?
    La ringrazio anticipatamente per la disponibilità.

  1577. annalisa scrive:

    Buongiorno, vi ringrazio per la possibilita’ che mi date nell’esporre e chiedere una vostra consulenza su un fatto che ultimamente sta avvenendo nell’azienda Sanitaria in cui lavoro.
    Entrero’ subito in merito ,negli ultimi 4-5 mesi ci stanno chiedendo di variare la ripartizione giornaliera delle 36 ore settimanali , passando da 7 ore e 12 min. su 5 giorni ( orario che è in vigore da almeno 20 aa) a 6 ore su 6 gg.
    Il responsabile dell’area sanitaria di appartenenza, vorrebbe applicare tale modifica senza alcun tipo di contrattazione sindacale.
    E’ lecito tutto cio’?
    E’ vero che esiste un diritto acquisito nel tempo dal lavoratore per cui c’e’ l’obbligo di passare comunque per una contrattazione sindacale? O il lavoratore non ha voce in capitolo?
    In attesa di una sua risposta. Ringrazio anticipatamente.

  1578. Paolo scrive:

    Gent.mo dott. Tavella,

    può cortesemente rispondere al quesito n. 1547, grazie

    Cordialmente

    Paolo

  1579. Paolo scrive:

    Egr. dott. Tavella,
    avrei un quesito da sottoporLe.
    Sono un dottorando assunto con contratto federgasacqua (8° livello) dal 2000.
    Ho chiesto ed ottenuto il part-time, a tempo indeterminato ma con motivazione la frequenza del dottorato di ricerca, per poter frequentare il dottorato stesso.
    Il dottorato è terminato il 31/12/2011. Discuterò la tesi finale nei prossimi mesi.
    Ho chiesto il rientro a tempo pieno dal 01/01/2012 ma mi è stato negato adducendo ragioni organizzative.
    In effetti la società è stata acquisita da un’altra ed è in corso una riorganizzazione societaria.
    La prima domanda concerne la legittimità del comportamento dell’azienda, anche se credo che sia legittimo.
    Mi domandavo però se al termine della riorganizzazione l’azienda si potrà rifiutare di riassumermi a tempo pieno o sarà ” costretta ” a farlo.
    Il secondo quesito concerne i permessi ottenibili in caso di seconda laurea. Infatti pensavo di iscrivermi ad una seconda laurea.
    Dal contratto evinco di aver diritto ai permessi per esami ma non sono sicuro in merito alle 150 ore per il diritto allo studio.
    Mi può cortesemente dare qualche risposta in merito.
    La ringrazio
    Cordialmente

    Paolo

  1580. Massimiliano Tavella scrive:

    I lavoratori studenti, intendendosi per tali, secondo il disposto dell’art. 10, L. n. 300/1970, coloro che siano iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale statale, parificate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali, nonchè coloro che frequentano i corsi di formazione professionale di cui alla L. 28 dicembre 1978, n. 845, hanno diritto:

    - a fruire comunque di permessi retribuiti per il giorno o i giorni in cui si svolgono le prove di esame;

    - a non essere chiamati a prestare lavoro straordinario durante i riposi settimanali;

    - all’inserimento nel turno che agevoli la frequenza ai corsi per la preparazione agli esami nel caso di aziende che organizzino il lavoro su più turni.

    Ai lavoratori studenti che seguono corsi universitari la legge attribuisce invece soltanto il diritto a fruire di permessi giornalieri retribuiti per l’effettuazione degli esami.

  1581. Chiara scrive:

    dott tavella può rispondere al quesito n 1571
    grazie
    saluti

  1582. raffaele scrive:

    Dott. Tavella puo’ rispondere al quesito N 1512
    Grazie

  1583. salvatore scrive:

    Buongiorno Sig Tavella io e i miei colleghi avremmo un quesito da porle.
    Siamo dipendenti ,Dirigenti medici I liv. di ASl (ospedale).Questa ASL è divisa su due sedi .
    Il nostro lavoro comporta attività ambulatoriali-guardia attiva diurna e notturna 24h su 24 reperibilità 365 gg all’anno.
    Orbene abbiamo un collega sulla seconda sede che ha la nostra medesima qualifiche e inquadramento e che da circa 15 aa svolge unicamente lavoro ambulatoriale non avendo nessun tipo di regolamentazione/accord